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Rifiuti urbani, Veneto ai vertici per differenziata e recupero di materiali

ImmondiziaE’ stato presentato a Venezia l’ultimo rapporto sulla “Produzione e Gestione dei rifiuti urbani nel Veneto”, curato dall’Osservatorio Regionale Rifiuti istituito presso l’Agenzia regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto, diretto da Carlo Emanuele Pepe.

Il rapporto conferma il trend positivo della raccolta differenziata che si attesta al 65%, quasi due punti percentuali in più rispetto all’anno precedente (+1,8) a fronte di una produzione complessiva di rifiuti urbani di circa 2.241.000 tonnellate, in lieve aumento (+1,3%), per 455 kg di produzione procapite (+1,2%), valore quest’ultimo tra i più bassi d’Italia nonostante il Veneto abbia un PIL elevato e registri oltre 60 milioni di presenze turistiche annue. In totale i rifiuti urbani avviati a recupero nel 2014  ammontano a circa 1,5 milioni di tonnellate con un aumento del 4,3% rispetto all’anno precedente. Si registra inoltre la diminuzione dei rifiuti urbani inceneriti negli impianti di Padova e Schio, pari a 188 mila tonnellate annue (-12,5%), e un leggero aumento (+1,9%) del conferimento nelle 11 discariche attive in Veneto, per complessive 128 mila tonnellate.

I dati di raccolta differenziata suddivisi per provincia. Treviso ha raggiunto il valore più alto toccando quota 79% seguita da Belluno con il 69%,Vicenza con il 67%, Rovigo e Verona 63%, Padova 62% e Venezia 58% . Quest’ultima provincia resta al di sotto dell’obiettivo nazionale per le difficoltà dovute alla gestione dei rifiuti nel centro storico del Comune e nei comuni litoranei caratterizzati da intensi flussi turistici. I dati sono in linea con gli obiettivi del Piano regionale di Gestione dei rifiuti che prevede il raggiungimento del 76% di raccolta differenziata nel 2020, soglia già superata nel 2014 da 163 comuni. Inoltre il Veneto è stata la prima fra le regioni d’Italia ad aver superato la percentuale del 65% per la differenziata prevista dalla normativa nazionale.

I principali elementi di successo si confermano la diffusione della raccolta a domicilio anche delle frazioni secche riciclabili come carta, vetro, plastica e dell’organico, l’elevata presenza nel territorio di centri di raccolta, il notevole sviluppo dell’industria del recupero e la commisurazione del pagamento del servizio alla quantità di rifiuti prodotti in gran parte del territorio. La totalità delle frazioni raccolte in maniera differenziata, con l’esclusione dello 0,5% di rifiuti particolari come farmaci o sostanze pericolose che vanno negli impianti di incenerimento, è destinata al recupero di materia permettendo la valorizzazione dei diversi materiali come “materia prima seconda” in vari comparti industriali.

Attività di controllo. Il direttore Pepe ha messo in rilievo l’attività di controllo realizzata dall’ARPAV sugli impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti presenti in Veneto e ha reso noto che, a seguito dei 1031 accertamenti effettuati nel corso del 2014, le notizie di reato o di illecito amministrativo sono state 130 (12,6% dei casi). Oltre ad aver dato vita nel 2004 ad un Osservatorio Rifiuti Sovraregionale (O.R.SO.), che raccoglie oggi 11 regioni, dal 1995 è attivo anche un Osservatorio regionale per il compostaggio gestito da ARPAV, che monitora e garantisce la qualità del compost prodotto in Veneto, con tanto di marchio.

Un nuovo inceneritore in Veneto? L’assessore regionale alle Politiche ambientali Gianpaolo Bottacin ha sottolineato come la metodologia di calcolo adottata dal Veneto per la raccolta differenziata dei rifiuti sia più rigorosa di quella utilizzata da ISPRA, che presenterà il proprio rapporto nazionale tra qualche giorno, in quanto esclude dal calcolo gli scarti dei rifiuti differenziati. “Il Veneto si conferma la prima regione in Italia per la gestione dei rifiuti urbani. Ma il rischio è che lo Stato tolga le competenze ambientali alle Regioni. Già ora, nonostante la netta contrarietà delle amministrazioni regionali, il governo pare intenzionato a procedere con quanto previsto dal decreto “Sblocca Italia” circa la realizzazione di 12 nuovi impianti di incenerimento dei rifiuti a valenza strategica nazionale in 10 regioni, uno dei quali dovrebbe essere nel territorio veneto”, ha dichiarato Bottacin.

Fonte: Regione Veneto

Nord Est campione di raccolta differenziata

foto Legambiente

I dati di Fondazione Impresa sulla raccolta differenziata dicono molto sull’attenzione di cittadini e amministrazioni locali nei confronti dell’ambiente. Anche la normativa italiana è parsa sensibile alla questione, fissando specifici obiettivi: 35% di raccolta differenziata entro il 2006, 40% entro il 2007, 45% entro il 2008, 50% entro il 2009, 60% entro il 2011 e 65% entro il 2012. Obiettivi ambiziosi ma risultati ancora molto lontani.

Nel 2009 la percentuale di raccolta differenziata in Italia si è attestata intorno al 33,6%. Pertanto non solo non è stato raggiunto l’obiettivo 2006 del 35% ma, secondo le elaborazioni di Fondazione Impresa, si è registrato un deficit rispetto all’obiettivo 2009 del 50% di 16,4 punti percentuali. Tra il 2006 e il 2009 la percentuale di raccolta differenziata in Italia è aumentata inoltre di soli 7,8 punti percentuali.

Solo due regioni hanno raggiunto e superato l’obiettivo 2009 del 50%: sono Trentino Alto Adige e Veneto, rispettivamente con il 57,8% e il 57,5% di raccolta differenziata. Il Friuli Venezia Giulia si è fermato nel 2009 al 49,9%, con un deficit di appena 0,1 punti percentuali che consente di affermare che rispetto alla raccolta differenziata il Nord Est è l’area più virtuosa del Paese. Nel complesso è evidente la spaccatura esistente tra Nord e Sud del Paese. Quasi tutte le regioni del Nord hanno infatti superato l’obiettivo 2006 del 35%, mentre la maggior parte delle regioni del Sud, nel 2009, risultano ancora fuori obiettivo. Puglia, Calabria, Basilicata, Molise e Sicilia nel 2009 non hanno nemmeno raggiunto il 15% di raccolta differenziata. Menzione speciale invece per la virtuosa Sardegna, con il 42,5% di raccolta differenziata e con la variazione più alta in Italia tra il 2006 e il 2009, pari a 22,7 punti percentuali.

Approfondendo l’analisi a livello provinciale è emerso che, nel 2009, più di una provincia su due (51,4%) risulta essere ancora fuori obiettivo e cioè con un livello di raccolta differenziata inferiore al 35%. Il 5,6% delle province italiane ha raggiunto l’obiettivo 2006, il 7,5% l’obiettivo 2007, l’11,2% l’obiettivo 2008 e il 24,3% delle province ha raggiunto l’obiettivo 2009 superando il 50% di raccolta differenziata. Nel Nord Est si trovano le province più virtuose d’Italia: Treviso con il 69,2% di raccolta differenziata, Rovigo con il 66,6% e Pordenone con il 66,3%. Nella top ten delle province più virtuose d’Italia, oltre a quelle del Nord, spiccano quelle sarde di Medio-Campidano e Oristano, rispettivamente con il 60,6% e il 58,7%. Tuttavia, complessivamente nel Sud e nelle Isole l’80,0% delle province risulta essere ancora fuori obiettivo e nel Centro ciò vale per il 76,2% delle province. Le province fanalino di coda sono Frosinone, Messina, Siracusa ed Enna che nel 2009 non hanno superato il 5% di raccolta differenziata.

Un’Italia spaccata in due. “Gli esiti positivi in termini di raccolta differenziata dipendono dall’impegno sia dei cittadini – e dalla loro propensione a introdurre comportamenti e abitudini verdi nella propria vita quotidiana – sia dalla tipologia di gestione dei rifiuti messa in campo dalle istituzioni locali e dalla realizzazione di eventuali misure di prevenzione. I dati emersi – spiegano i ricercatori di Fondazione Impresa – portano alla luce un’Italia spaccata in due: tra aree molto virtuose e aree che hanno trascurato la raccolta differenziata nella propria agenda delle cose da fare. C’è da sperare che le buone performance di alcune regioni come la Sardegna motivino anche le aree meno virtuose a impegnarsi nel recupero del terreno perso”.

(Fonte: www.asterisconet.it)