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Riforma PAC: patto tra regioni del nord Italia per avere più peso a Bruxelles

“Il  Veneto potrebbe lasciare ben 150 milioni di euro all’anno con picchi del 74% in meno dei pagamenti per superficie rispetto alla situazione attuale – lo ha ricordato ieri al Tavolo Verde la Coldiretti che, insieme alle altre organizzazioni di categoria agricola – Cia e Confagricoltura –  ha risposto all’appello dell’Assessore regionale Franco Manzato per un confronto tra istituzioni e sistema agroalimentare sulla riforma Politica Agricola Comunitaria (Pac).

Favorite le coltivazioni più estensive. “Altre regioni italiane per effetto della ridistribuzione risulterebbero invece favorite grazie alle coltivazioni più estensive a scapito delle scelte agronomiche produttive tipiche del bacino padano – è stato detto durante l’incontro – per questo serve un’alleanza agricola tra regioni che hanno caratteristiche comuni al fine di avere più peso politico a Bruxelles”. Lo scenario che si prospetta con la riforma della Politica Agricola Comunitaria (Pac) annunciata dall’Unione Europa è nebuloso ma ancora aperto ad eventuali discussioni da parte di ogni Stato membro che potrà regolare la ricaduta degli effetti rallentando o accelerando la redistribuzione del reddito tra le imprese che, in ogni caso, appare pressoché ineludibile.

A livello regionale sono 100 mila gli agricoltori oggi interessati dalla PAC che supporta il settore attraverso aiuti diretti alle aziende sottoforma di contributi per ettaro, per capo allevato oppure sostenendo gli investimenti in agricoltura. Quest’ultima forma d’aiuto ritenuta dalle associazioni  strategica per il futuro delle imprese agricole, specialmente se condotte dai giovani. Il finanziamento annuo erogato supera i 400 milioni di euro  sottoforma di premi per superficie coltivata, mentre il sostegno del Piano di Sviluppo Rurale ammonta a 100 milioni di euro l’anno dedicati prevalentemente agli investimenti. Cifre senz’altro importanti ma che rispetto al fatturato del primario veneto, pari a 4,8 miliardi di euro assumono un significato pieno in funzione al riconoscimento del valore fondamentale che ha l’agricoltura per la sicurezza alimentare, la tutela del territorio, la promozione turistica, ovvero per la qualità della vita in generale.

(fonte Coldiretti Veneto)

PAC 2013, nuovo PSR e comunicazione integrata le emergenze del comparto veneto bovini da carne

AZOVE, l’Organizzazione Produttori del Veneto Bovini da Carne, ha incontrato l’Assessore all’Agricoltura della Regione Veneto Franco Manzato. Tra i temi trattati nell’incontro sono emersi principalmente tre punti sui quali AZOVE ha manifestato alla Regione la volontà di contribuire proponendo idee e ponendosi come riferimento per la filiera veneta della produzione di bovini da carne.

Aiuti diretti agli allevatori di bovini da carne. “Abbiamo espresso il nostro interesse e la sicura collaborazione – ha spiegato il Presidente di AZOVE Pier Luigi Lovo – per quanto riguarda la convocazione della Conferenza Regionale sull’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale del Veneto, che si terrà a partire dal primo ottobre prossimo. Si tratta di un’occasione di confronto importante dalla quale dovranno emergere delle chiare indicazioni per la riforma della PAC 2013 affinché preveda degli aiuti diretti agli allevatori di bovini da carne. Solo con scelte forti da esercitare a tutti i livelli sarà possibile dare risposte chiare ad un comparto che soffre i contraccolpi della crisi e di un mercato che ha allargato le importazioni a scapito della qualità e della territorialità del prodotto al consumatore.”

Altri obiettivi: comunicazione e nuovi strumenti economico finanziari. Un altro punto importante emerso durante il colloquio con l’Assessore Manzato è stato quello della predisposizione di nuovi strumenti economico finanziari per il sostegno alla crescita delle attività delle Organizzazioni di Produttori nel settore delle carni bovine, affinché con i piani operativi del prossimo PSR possano essere sostenute le attività produttive del comparto di casa nostra. “Abbiamo parlato anche di un altro tema fondamentale – interviene il Direttore di Azove Giuseppe Borin – quello della comunicazione. Comunicare la filiera della carne veneta al consumatore non è affatto semplice perché, tranne per i prodotti confezionati, è difficile che i tagli di carne vengano presentati nel banco della carne di supermercati e negozi con il marchio del produttore. E’ fondamentale quindi che vengano attivate iniziative capaci promuovere una comunicazione integrata del sistema delle carni venete, le uniche capaci di garantire la qualità di tutta la filiera, dall’allevamento, alla macellazione fino al confezionamento e alla vendita”.

(fonte Azove)