
3 miliardi di metri cubi d’acqua, più o meno la quantità che serve per l’intera stagione irrigua in Veneto da marzo ad ottobre. Nel mese di febbraio, caratterizzato nell’ultima settimana da una perturbazione di straordinaria intensità, nella nostra regione si sono registrati 170 mm di pioggia contro i 58 della media storica, pari cioè al 190% del valore atteso (dati Arpav).
Febbraio 2024, il secondo più caldo dal 1991. “Di quest’acqua, inutile dirlo, pochissimo rimane nel territorio, il resto è già tutto finito a mare: un patrimonio di risorsa che speriamo di non dover rimpiangere nella stagione irrigua che entrerà nel vivo ad aprile” spiega Francesco Cazzaro, presidente di ANBI Veneto, nel commentare il Bollettino sulla disponibilità della risorsa idrica relativo al mese di febbraio, disponibile online su anbiveneto.it. In epoca di record, febbraio 2024 sarà ricordato anche per le significative e allarmanti temperature che hanno registrato una media di +4,1 °C rispetto al periodo, facendone il secondo più caldo dal 1991 (il record è del 1998) e superando di poco il febbraio del 2019.
Falde in ripresa, ma la neve in quota destinata a sciogliersi velocemente. I depositi nivali in quota, a causa delle temperature elevate, presentano un alto contenuto d’acqua e sono pertanto destinati a sciogliersi molto velocemente. In ripresa, ovunque, gli acquiferi che stanno beneficiando delle forti piogge di fine mese: incrementi importanti si registrano nella stazione di Dueville (VI) con addirittura un metro di innalzamento del livello. Ripresa dei livelli tra 5 e 20 cm nell’area Trevigiana. In ripresa anche le falde del Veronese con dinamiche tuttavia molto più lente che nel resto della regione trattandosi di un acquifero caratterizzato da grande inerzia che necessita di tempi lunghi.
Fonte: servizio stampa Anbi Veneto
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