Eescursionisti, alpinisti e sci alpinisti, cercatori di funghi, scalatori: per tutti coloro che frequentano e amano la montagna, il Soccorso Alpino è un ente importantissimo e prezioso. Ma visto che in Italia non esiste, come in Francia o in altri paesi, un ente pagato dallo Stato che assolva a questa funzione e che copre tutto il territorio montano, il servizio è garantito dalla mobilitazione disinteressata del C.N.S.A.S., ovvero il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, un ente di volontariato altamente specializzato e professionale fondato nel 1954.
Cnsas Veneto: 600 uomini impegnati in azioni di solidarietà. Al Cnsas è assegnato per legge il soccorso in montagna (Legge n. 776, 24-12-1985) e sempre ad esso spetta il coordinamento delle operazioni in presenza di altri enti come la Guardia di Finanza, il Corpo Forestale, i Vigili del Fuoco ecc. Il Soccorso Alpino è attivo 24 ore su 24 e viene allertato tramite il 118 che attiva la squadra competente per territorio. Portando l’esempio della Provincia di Belluno, il C.N.S.A.S. è presente in questo territorio come Delegazione Dolomiti Bellunesi, con 18 squadre più 2 su Treviso, per un totale di circa 600 uomini. Di questi circa 15 sono Tecnici di elisoccorso. I membri delle squadre sono tutti provetti alpinisti e sci alpinisti con un’ottima conoscenza del territorio: ad essi vengono somministrati anche concetti base di primo soccorso sanitario (così detto BLS). All’interno del CNSAS svolgono servizio anche medici ed infermieri che contribuiscono ad arricchire la struttura sul versante sanitario.
I ristoratori Ascom Belluno La responsabilità per un ente di volontariato è sicuramente grande ma grazie alla preparazione, alla selezione, alla passione, al senso di responsabilità degli operatori, gli uomini e le donne di questa organizzazione riescono a fare fronte a questo gravoso impegno con successo. Per questo, ben vengano azioni di sostegno economico come quelle intraprese dal Gruppo ristoratori Dolomiti Ascom di Belluno, impegnati in due iniziative, un pranzo e il piatto della solidarietà, per aiutare il Soccorso Alpino bellunese.
Pranzo di solidarietà da prenotare entro il 2 agosto. Il pranzo è in programma giovedì 5 agosto al Passo Falzarego, nel piazzale antistante il rifugio Col Gallina, e si svolgerà sotto un tendone riscaldato. Per assicurarsi il posto a tavola è necessario prenotare entro il 2 agosto, chiamando l’Ascom di Belluno (0437 215111), di Cortina (0436 2458) o l’albergo Ristorante La Baita di Livinallongo (0436 7172). Il pranzo ha un costo di 35 euro a persona e proporrà piatti di alta qualità, perchè preparati dagli stessi ristoratori che aderiscono al Gruppo: saranno esaltati anche quest’anno i sapori della montagna e della tradizione locale, ma un occhio di riguardo sarà riservato al cioccolato, che sarà la base di alcune portate. In tal senso si inserisce il contributo della Camera di Commercio di Belluno, che sostiene l’arte del produrre cioccolato. L’intero ricavato del pranzo (comprese le eventuali offerte) verranno devolute al Cnsas, che ha già deciso come utilizzare la cifra: «La useremo per la rete radio, di cui si parla da anni e che è indispensabile», ha detto Fabio Bristot, delegato provinciale del Cnsas.
Fino al 15 ottobre: Piatto della Solidarietà. Oltre al pranzo del 5 agosto, l’Ascom ha messo in campo anche il piatto della solidarietà: fino al 15 ottobre tutti i ristoratori del Gruppo proporranno un piatto, degustando il quale ogni cliente devolverà idealmente un euro al Soccorso Alpino Dolomiti Bellunesi. Ecco i locali aderenti all’iniziativa: Hotel Erice (Agordo), Ristorante La Cusina de Belun (Belluno), Ristorante La Taverna (Belluno), Ristorante Terracotta (Belluno), Ristorante Al Borgo (Belluno), Ristorante Cianzia (Borca di Cadore), Trattoria L’Oasi (Limana), Albergo Ristorante La Baita (Livinallongo del Col di Lana), Ristorante 56 Viale Cadore (Ponte nelle Alpi), Locanda San Lorenzo (Puos d’Alpago), Ristorante Da Roberta (Santa Giustina), Locanda Baita a l’Arte (San Gregorio nelle Alpi), Monaco Sport Hotel (S. Stefano di Cadore).
(fonte Ascom Belluno/Soccorso Alpino Dolomiti Bellunesi)
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