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Conversazioni sull’erba di Risvegli 2021: da giovedì 1 luglio all’Orto Botanico di Padova una rassegna di incontri in collaborazione con “Il Bo Live”. In questo appuntamento, si parla della risorsa acqua in pericolo.

Ingresso Orto Botanico Università Padova

Pochi giorni fa, le Nazioni Unite hanno dichiarato che la prossima pandemia potrebbe essere la siccità, un problema globale che riguarderà tutti, non solo i Paesi in via di sviluppo. Giovedì 1 luglio, alle 19, Marirosa Iannelli, progettista ambientale specializzata in cooperazione internazionale, water management e comunicazione ed Emanuele Bompan, giornalista e geografo, affronteranno il tema dell’acqua a partire dal Water Grabbing Observatory, un progetto che ha come obiettivo quello di rilevare, analizzare, comunicare fenomeni sociali, ambientali ed economici legati ad acqua e clima, in Italia e nel mondo. L’incontro, moderato dal giornalista Mattia Sopelsa de “Il Bo Live”, apre le conversazioni sull’erba: una rassegna di incontri, realizzata dall’Orto Botanico di Padova in collaborazione con “Il Bo Live”, il magazine dell’Università di Padova.

Lo storico arboreto dell’Orto botanico si trasformerà così in un salotto informale, all’aperto e nel verde, in cui si alterneranno le voci di scienziati, fotografi, ricercatori e giornalisti scientifici per approfondire vari aspetti legati al tema di “Risvegli 2021, Il nostro cambiamento, un impegno per il Pianeta”. L’appuntamento è su prenotazione ed è compreso nel biglietto di ingresso all’Orto, ridotto a 5 euro a partire dalle 18. Restano valide le consuete gratuità. A questo link la prenotazione,  obbligatoria. 

Fonte: Orto Botanico di Padova

Risorse idriche in Veneto, Anbi chiede 147 milioni di euro di investimenti

foto di repertorio, consorzio bonifica bacchiglione

Può una regione come il Veneto, il cui Pil sta trascinando l’economia italiana grazie soprattutto all’agricoltura, non investire in irrigazione?

Pronti 20 progetti per il risparmio idrico. Per superare i danni dei cambiamenti climatici ed efficientare l’irrigazione veneta, i consorzi di bonifica hanno pronti 20 progetti per un totale di 147 milioni di euro di investimenti. Si tratta di interventi prioritari come l’infrastrutturazione e la modernizzazione delle reti irrigue. Opere in grado di produrre un risparmio idrico che, rispettando l’obiettivo del bando del PSRN (Piano di Sviluppo Rurale Nazionale), va dal 5 al 25%.“Per un’agricoltura efficiente, la disponibilità idrica è il primo fattore di produzione. Riteniamo indispensabile agire in prevenzione anziché intervenire in emergenza. Per farlo serve un piano regionale pluriennale che soddisfi appieno la progettualità esecutiva manifestata dai Consorzi di bonifica, che vada a compensazione degli investimenti all’interno del PSRN”, commenta Giuseppe Romano, presidente di Anbi Veneto.

In tema di investimenti però, c’è un paradosso: l’agricoltura veneta traina l’economia italiana ma non si investe sulla rete irrigua, contribuendo a contrastare le frequenti annate siccitose. Stime preliminari sul Pil diffuse dall’Istat, il Nord Est ha il rialzo più alto: +1,2% rispetto alla media nazionale +0,9%; a favorire questo aumento è stata in particolare l’agricoltura con un complessivo +4,5%. Una situazione economica che ci ricorda che il cibo è irriguo e che solo grazie all’irrigazione si sono raggiunti livelli di produzione agricola lorda pari a 5,7 miliardi di euro.

Migliorare l’irrigazione del Veneto permetterebbe, inoltre, di contrastare annate siccitose come quella che stiamo affrontando, dove si è registrato un valore medio di piovosità primaverile tra i 3 più bassi degli ultimi 23 anni (-30%) con forte deficit su tutto il territorio veneto. Infine, si andrebbe a migliorare l’uso della risorsa e a mitigare il depauperamento delle falde. “Gli investimenti irrigui si devono tradurre in una progettualità ben definita e programmata, a partire dal bando del Piano di Sviluppo Rurale nazionale, ai Fondi di Sviluppo e Coesione, ad una pluriennale programmazione regionale”. Tuttavia dei 300 milioni di euro destinati dal PSRN solo 30/40 milioni saranno destinati al Veneto, mentre dei 295 dell’FSC, la cui ripartizione vede il 20% delle risorse indirizzate al centro nord ed il restante al sud, 10/20 milioni circa troveranno la strada del Veneto.

La proposta alla Regione Veneto. “Prevede che agli ipotetici 60 milioni di euro che finiranno in Veneto attraverso i piani nazionali ed europei, si affianchi una programmazione regionale decennale per l’irrigazione da 8 milioni di euro all’anno. Così, con altri 80 milioni di euro, riusciremo a coprire i costi degli interventi da noi considerati prioritari per l’irrigazione, che abbiamo quantificato in 147 milioni di euro”, conclude Romano.

La Regione. A questo proposito, interpellato da Romano, l’assessore all’Agricoltura reginale Giuseppe Pan ha promesso che alla prossima Commissione di bilancio proporrà un piano regionale per l’irrigazione da affiancare ai grandi piani nazionali.

Clima, Italia a secco dopo inverno caldo con -24 per cento di pioggia

Dopo un inverno climatologico più caldo di quasi mezzo grado (+0,49) con il 24% di pioggia in meno l’Italia è a secco e la natura è in tilt. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione dell’arrivo della Primavera, dalla quale si evidenzia che ad aggravare la situazione è un marzo bollente e drammaticamente asciutto dopo febbraio che in Italia si è classificato al sesto posto tra gli anni piu’ caldi dal 1800 con la colonnina di mercurio che è risultata di 2,11 gradi superiore alla media del periodo di riferimento.

Se è allarme siccità con il Po in magra come ad agosto, le alte temperature hanno provocato l’esplosione contemporanea delle fioriture che provoca una impennata delle allergie da polline. L’Italia – sottolinea la Coldiretti – si è inaspettatamente coperta di fiori che sono comparsi nello spazio di pochi giorni dai giardini fino ai campi coltivati dove è un tripudio di colori.  Primule, viole e margherite ricoprono i prati mentre nelle campagne – precisa la Coldiretti – sono fioriti mandorli, albicocchi, peschi e tutte le piante da frutto si sono “risvegliate” con la diffusione del polline e delle allergie. Alla bellezza del paesaggio si contrappone però una preoccupante mancanza di acqua perché la pioggia e le nevicate invernali – spiega la Coldiretti – sono determinanti per ricostruire le riserve idriche necessarie alle piante alla ripresa vegetativa primaverile per crescere e garantire i raccolti.

La situazione di difficoltà in cui versa il Paese è evidente dalla situazione dei principali bacini idrografici del Paese a partire dal fiume Po che fa segnare lo stesso livello idrometrico della scorsa estate ed inferiore di oltre un metro rispetto allo stesso periodo del 2016, al Ponte della Becca dove il livello e di appena -2,7 metri. Il risultato – continua la Coldiretti – è visibile nei principali bacini idrici dove, secondo l’ultimo monitoraggio della Coldiretti, lo stato di riempimento del lago Maggiore è al 51,5%, quello del Lago di Iseo al 22,1% quello del Lago di Como al 17,1% mentre piu’ positiva è la situazione del Garda con il 79,2%. Al Nord in Piemonte e in Emilia Romagna il volume complessivo delle risorse idriche disponibili è ai livelli minimi dal 2010, ma in difficoltà sono anche la Lombardia dove è già attivato da settimane l`Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, il Trentino Alto Adige e il Veneto. Nel resto della Penisola la situazione è a macchia di leopardo con Abruzzo, Basilicata e Sicilia, che segnalano le più basse disponibilità idriche degli ultimi anni.

Prezzi dei prodotti fluttuanti. Siamo di fronte – precisa la Coldiretti – agli effetti dei cambiamenti climatici che si stanno manifestando con pesanti conseguenze sull’agricoltura italiana perché si moltiplicano gli sfasamenti stagionali e gli eventi estremi con precipitazioni brevi, ma intense e il repentino passaggio dal maltempo al sereno. Siccità e bombe d’acqua, ma anche gelate estreme e picchi di calore anomali – continua Coldiretti – si alternano lungo l’anno e lungo tutta la Penisola sconvolgendo i normali cicli stagionali. Una sfida anche per i consumatori che – conclude la Coldiretti – sono costretti a fare i conti con le fluttuazioni anomale nei prezzi dei prodotti che mettono nel carrello della spesa dove a febbraio si sono registrati aumenti del 37,2% nei prezzi dei vegetali freschi per le gelate di gennaio mentre a marzo le quotazioni stanno rientrando con il bel tempo.

Fonte: servizio stampa Coldiretti Veneto

 

2011, anno tra i più caldi dal 1800 ad oggi, si spera nelle precipitazioni per ristabilire le scorte idriche

Il 2011 si è classificato al terzo posto tra i più caldi dal 1800 con  il 13 per cento di precipitazioni in meno rispetto alla media di riferimento che evidenzia un forte rischio siccità per la prossima primavera-estate. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che l’arrivo delle precipitazioni con pioggia e neve è atteso per ripristinare le scorte idriche nel terreno, sulla base dei dati Isac-Cnr.

Crollo presenza funghi e tartufi. L’autunno, che è normalmente la stagione della pioggia, è stato quest’anno particolarmente siccitoso destando molta preoccupazione nelle campagne e nelle città dove in alcuni casi, come in Romagna, si è temuto per il razionamento dell’acqua. Gli effetti del caldo e della siccità nel 2011 si sono già fatti sentire con il crollo della presenza di funghi e tartufi che necessitano di acqua per crescere mentre nelle campagne si è verificato – sottolinea la Coldiretti – un calo nei raccolti di olive da olio (-5 per cento) e uva da vino con una vendemmia di qualità ma al minimo storico di 40 milioni di ettolitri, oltre il 13 per cento in meno rispetto allo scorso anno. I timori – conclude la Coldiretti – si estendono peraltro al futuro poiché occorre ristabilire le scorte idriche con la neve in montagna e l’acqua nei terreni da utilizzare con l’arrivo del caldo nelle stagioni primavera ed estate.

(Fonte: Coldiretti)