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Siccità, incontro Manzato-Catania, il problema è di governo nazionale non di settore

“Il problema della siccità non è una questione settoriale agricola ma nazionale e di governo nel suo insieme. I danni ricadono certo principalmente sulle aziende agricole, ma si riflettono sulla collettività, sui consumatori, su tutti i cittadini e coinvolgono anche gli interventi per prevenire carenze idriche. Noi accompagneremo il ministro nella necessaria azione di coinvolgimento dell’intera compagine governativa”. Lo ha affermato l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato al termine dell’incontro tra le Regioni e il ministro delle politiche agricole Mario Catania per mettere a punto un piano d’azione finalizzato a contrastare gli effetti della lunga carenza di precipitazioni, accompagnata da alte temperature.

Un problema che rientra nelle “eccezionali avversità atmosferiche”. Su questo argomento gli assessori stanno preparando un Ordine del Giorno per la Conferenza dei Presidenti delle Regioni, che indicherà appunto come essenziale il coinvolgimento del governo nella sua interessa nelle risposte che servono. “Non abbiamo imboccato la strada della dichiarazione di calamità – ha aggiunto Manzato – mantenendo le problematiche amministrative all’interno del capitolo che riguarda le eccezionali avversità atmosferiche. Questo ci consentirà di garantire meglio il rapporto contrattuale tra imprenditori e fornitori e, all’interno dei meccanismi previsti, di attivare finanziamenti con i fondi disponibili per garantire liquidità alle imprese intervenendo sotto il profilo fiscale e previdenziale, nella dotazione di finanziamenti e sui mutui”.

Chiesto investimenti per un piano irriguo nazionale. “Al di là della situazione, grave e ripetibile, ma in un certo senso contingente – ha detto ancora Manzato – abbiamo chiesto di verificare la possibilità di un forte investimento su un piano irriguo nazionale, determinante per prevenire carenze e gestire al meglio la risorsa idrica. Questo secondo noi è fattibile anche utilizzando risorse che risultano al momento bloccate e non spese. Nei prossimi giorni vedremo come procedere operativamente lungo il percorso tracciato stamani”.

(Fonte: Regione Veneto)

Senza acqua non c’è agricoltura: realtà, progetti e lavori per l’irrigazione in Veneto dei Consorzi di bonifica

“Non c’è agricoltura moderna ed efficace senza un’ottimizzazione della risorsa idrica, fattore di assoluta importanza per garantire l’ottima qualità delle colture “made in Italy”. A ricordarlo è Giuseppe Romano, Presidente dell’Unione Veneta Bonifiche (U.V.B.).

La rete irrigua del Veneto. “Il Veneto – prosegue – dispone di una superficie irrigua pari a 600.000 ettari. Nelle aree in cui l’irrigazione è strutturata, i Consorzi di bonifica garantiscono la distribuzione costante ed efficiente della risorsa idrica. Su circa 400.000 ettari, invece, ovvero 2/3 del totale, soprattutto nel medio-basso Veneto, l’irrigazione non è strutturata, bensì “di soccorso”, cioè sono aree dove le aziende agricole prelevano acqua dalle reti “promiscue” (a duplice utilizzo: irrigazione e difesa idraulica). Proprio in queste zone, a fronte di una fortissima domanda idrica da parte degli agricoltori, a causa del duro periodo di siccità che stiamo affrontando, è andata in crisi la disponibilità di risorsa idrica. I cambiamenti climatici impongono di investire in queste zone.”

Se l’acqua è il primo fattore di produzione agricola, serve un cambio di direzione. Continua Giuseppe Romano: “Ad oggi l’unica fonte di finanziamento è il Piano Irriguo Nazionale, che destina al Veneto 76 milioni di euro per realizzare 22 progetti, recentemente sbloccato dopo anni di sospensione dei finanziamenti. E’ necessario prevedere il rifinanziamento del P.I.N. per garantire la pluriennalità delle risorse, proseguendo nel progetto di adeguamento e riconversione delle reti. D’altro lato però, l’attuale programmazione comunitaria sullo sviluppo rurale in Veneto non prevede finanziamenti per le reti irrigue dei Consorzi di bonifica. Se la risorsa idrica è una priorità essenziale per l’agricoltura come primo fattore di produzione e ambientale, bisogna concentrare su questo comparto le risorse finanziarie del prossimo P.S.R. . Non può esistere finanziamento alle singole aziende per l’ammodernamento e l’innovazione degli impianti irrigui senza un’efficiente rete di distribuzione. ” I Consorzi si candidano ad essere un elemento indispensabile, assieme alle imprese agricole, per riprogrammare il futuro dell’irrigazione in Veneto.

Il piano di interventi proposto dai Consorzi di bonifica alla Regione. Di fronte a situazioni meteoclimatiche senza precedenti, in cui si è registrato un deficit di precipitazioni pari a 214 millimetri, vale a dire -24% rispetto alla media 1993-2011, i Consorzi di bonifica hanno presentato un piano che, oltre ai 22 progetti finanziati dal P.I.N., contiene oltre 200 idee progettuali per l’irrigazione, indicando un investimento pari a 1 miliardo e 700 milioni di euro; sono previsti: interventi di riconversione irrigua per il risparmio idrico (trasformazione delle reti e razionalizzazione); interventi di bacinizzazione; adeguamento delle reti e obsolete e dei canali; ammodernamento delle opere di presa; interventi per la ricarica della falda (pozzi bevitori, aree forestali di infiltrazione) e la tesaurizzazione della risorsa idrica (invasi); realizzazione per evitare la risalita del cuneo salino.

Per gli agricoltori, il miglior consiglio per l’irrigazione via mail o sms. Il 2012 è anche il primo anno di attivazione, nel Veneto, di “Irriframe“, un innovativo “sistema informatico di consiglio irriguo”, voluto dall’Associazione Nazionale Bonifiche Irrigazioni (A.N.B.I.), a tecnologia italiana e che mira ad un uso sempre più efficiente dell’acqua irrigua. Commenta Andrea Crestani, Direttore U.V.B.: “L’innovazione, in fase sperimentale in tutti i Consorzi di bonifica del Veneto, fornisce, attraverso l’invio di mail o sms, indicazioni precise e puntuali agli agricoltori sul momento d’intervento irriguo ottimale e sui volumi da utilizzare, tenendo conto di molti fattori tra cui i dati meteo, forniti dall’ARPAV, i dati del suolo, della falda, delle colture e il tipo di impianto aziendale. Attraverso l’elaborazione di questi parametri, “Irriframe” calcolerà il bilancio idrico, fornendo indicazioni sul volume d’adacquata per ogni singola coltura e il giorno dell’intervento. I vantaggi sono significativi, in quanto permette un adattamento al cambiamento climatico, risparmio di risorse idriche (15-25%) ed energetico, ma soprattutto minori costi per l’azienda agricola ed il Consorzio.” Il servizio consente, quindi, ad ogni Consorzio di indicare irrigazioni economiche e di massima efficienza idrica, capaci di far ottenere un risparmio idrico significativo, mantenendo o migliorando la produttività, il reddito e la competitività dell’azienda agricola.

(Fonte: Unione Veneta Bonifiche)

Siccità, gli agricoltori veneti pagano due volte, per il danno in campo e per i riflessi sui costi di produzione

Gli agricoltori salvano il salvabile facendo i conti con un raccolto di barbabietole mummificate, mais già trinciato anziché in granella e quello della soia appena recuperabile. “Caldo e siccità – commenta Coldiretti – stanno provocando perdite alle coltivazioni mondiali che fanno volare i listini e saltare diverse consegne con drammatiche conseguenze per la disponibilità di cibo”.

Danni ambientali ed economici. Quello che sta vivendo il Veneto è un problema non solo ambientale – spiega Coldiretti – ma anche economico con il calo delle rese stimato in oltre 7 milioni di quintali (rispetto ai 10 preventivati) per il granoturco e la soia intorno ai 560 mila quintali (esattamente la metà delle stime iniziali) il rischio è che il prezzo superi al 30 per le quotazioni di soia e mais necessari a nutrire gli animali per produrre latte e carne, dall’inizio dell’anno. La borsa merci al Chicago Board of Trade, punto di riferimento del mercato a livello internazionale, il valore del mais è intorno ai 9 dollari per bushel e la soia a 16 dollari per bushel, per consegne a settembre. Una situazione che – sottolinea la Coldiretti – ostacola la ripresa del Pil anche in Italia che è dipendente dall’estero per quasi un terzo delle materie prime agricole che consuma, come evidenziato dall’Istat.

A far la differenza, la presenza degli impianti di irrigazione. Per una regione zootecnica come il Veneto la situazione dovrebbe reggere in quanto nelle roccaforti dell’allevamento bovino, in particolare da carne (comparto a cui è indirizzato il 40% della produzione cerealicola) si collocano i comprensori irrigui dove si è salvata la produzione di silo mais attraverso l’irrigazione. Non sarà cosi per le aziende della bassa pianura che dovranno vedersela con il secco in quando non dotate di sistemi irrigui efficienti: peserà su di loro un probabile dimezzamento delle scorte – conclude Coldiretti – e quindi la necessità di procacciarsi i foraggi sul mercato con un ovvio rimbalzo sui prezzi e costi di produzione maggiori.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Siccità, i Consorzi di bonifica chiedono risorse nel PSR per l’irrigazione. Manzato: “Necessario cambiare sistema”.

Pur in presenza di acqua, grazie all’oculata gestione delle risorse idriche, determinata anche dalle ordinanze regionali, si registra, nel Veneto ma non solo, una siccità che sta provocando gravi danni all’agricoltura: le colture soffrono nonostante la piena attivazione delle reti irrigue (18.900 chilometri di canali) a servizio di circa 600.000 ettari nella nostra regione.

E’ il primo, concreto esempio di “tropicalizzazione” del clima: tra giugno e luglio, infatti, le piante si trovano in uno stadio fisiologico determinante per il raccolto; se le temperature, come quest’anno, sono molto alte (ben al di sopra delle medie stagionali), le piante aspirano acqua solo per sopravvivere. Molta acqua viene “spesa” per compensare l’elevata traspirazione ed altrettanta per far fronte alla fisiologia della riproduzione: il risultato è il collasso della pianta. “Questa situazione nuova per il nostro territorio – commenta Giuseppe Romano, Presidente dell’Unione Veneta Bonifiche – obbliga a pensare a nuove infrastrutture irrigue nella bassa pianura. C’è innanzitutto bisogno di proseguire il programma di riconversione delle attuali strutture irrigue da “scorrimento” a “pluvirriguo”, riducendo il fabbisogno idrico. Questo è in parte possibile grazie alle risorse ministeriali derivanti dal Piano Irriguo Nazionale, grazie al quale sono ora in fase di avvio ben 22 progetti, per un valore di circa 76 milioni di euro, precedentemente ritardati dall’indisponibilità delle banche ad accendere i necessari mutui.

Il paradosso: l’acqua c’è ma le piante soffrono. “Migliorare l’irrigazione, significa anche provvedere alla formazione di buona parte del prodotto agroalimentare veneto –  aggiunge Andrea Crestani, Direttore U.V.B. – I consorzi di bonifica hanno indicato, in oltre 200 progetti per un valore totale di 1 miliardo e 700 milioni di euro, le necessità di interventi sul sistema irriguo, ma che non possono dipendere esclusivamente dalle risorse rese disponibili dal Piano Irriguo Nazionale. Per questo, chiediamo con forza ulteriori risorse all’interno del Piano di Sviluppo Regionale (P.S.R.) per mettere a disposizione, delle imprese agricole, un sistema irriguo, capace di ottimizzare gli utilizzi e garantire la piena disponibilità d’acqua. Investire nelle reti irrigue significa evitare futuri danni al settore primario, come stanno a testimoniare gli ormai conclamati cambiamenti climatici”.

Siccità in Polesine, chiesto un incontro con il ministro Catania. A questo riguardo, Franco Manzato, assessore regionale all’Agricoltura, in visita ieri ad alcune aziende del primario tra Adria e Taglio di Po per rendersi conto direttamente della situazione nel Basso Polesine, arso dalla siccità, ha affermato: “Non possiamo affrontare una situazione di questo genere con mentalità e strumenti tradizionali e contingenti, prima di tutto perchè per avversità di tal genere e su colture come queste si è risarciti solo se si è provveduto ad assicurarsi. Ma soprattutto dobbiamo ragionare e operare in prospettiva, riprogettando il sistema irriguo, qui e in tutta Italia, per razionalizzare la risorsa idrica e garantire la massima estensione dell’irrigazione in tutte le situazioni. Ne va non solo dell’agricoltura veneta, ma di quella nazionale. Discutiamo da subito – ha insistito l’assessore – un progetto nuovo per dare un futuro certo ai nostri imprenditori agricoli e sicurezze al territorio, che è la risorsa più preziosa che abbiamo. In ogni caso, di questa situazione eccezionale, che comunque merita una risposta eccezionale, parleremo a breve con il ministro Mario Catania, al quale Veneto, Emilia Romagna e Lombardia hanno chiesto un incontro specifico”.

(Fonte: Unione Veneta Bonifiche/Regione Veneto)

Siccità in agricoltura, nel Polesine chiesta la calamità naturale

Richiesta la calamità naturale per la siccità in Polesine

E’ crisi idrica e siccità sulle fertili campagne del Polesine. Assenza di precipitazioni e temperature sopra la media stagionale stanno mettendo in ginocchio le coltivazioni dell’intera provincia e compromettendo i bilanci aziendali. Coldiretti Rovigo, Confagricoltura e Cia stimano danni per 150-200 milioni di euro diretti sulle colture (cereali, ortofrutta, barbabietole), in particolare sul mais; danni che sono destinati ad arrivare a 250-300 milioni di euro considerando l’indotto (la filiera dell’essicazione, stoccaggio, commercializzazione).

Situazione aggravata anche dalla risalita del cuneo salino. In una sofferta conferenza stampa in Prefettura, ieri le tre organizzazione agricole hanno divulgato l’intenzione congiunta di chiedere lo stato di calamità naturale per siccità. La domanda è già partita alla volta del governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, di Avepa (ente regionale per i pagamenti in agricoltura) e per conoscenza a tutti i rappresentanti polesani al Parlamento, alla Giunta e al Consiglio del Veneto, alla Provincia di Rovigo. Le colture maggiormente colpite sono il mais e la soia, ma anche la bietola, le ortofrutticole. La siccità sta falcidiando soprattutto i territori del Medio e Basso Polesine, dove la situazione è aggravata anche dalla risalita del cuneo salino.

Richieste agevolazioni fiscali, condizioni agevolate di accesso al credito ed interventi sull’irrigazione di soccorso. “Non chiediamo contributi a fondo perduto – dichiara il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo – (siamo abbastanza responsabili per renderci conto che non si sono disponibilità), ma chiediamo agevolazioni fiscali e condizioni agevolate di accesso al credito, visto che ci sono imprese che hanno perso il cento per cento del raccolto e devono far fronte alle anticipazioni colturali per l’annata prossima e pagare i costi della campagna in corso”. “Chiediamo – aggiunge il direttore di Coldiretti Rovigo Adriano Toffoli – che la Regione Veneto preveda nel prossimo bando di Psr (Piano di sviluppo rurale), quanto le organizzazioni agricole avevano già proposto, cioè la previsioni di interventi specifici sull’irrigazione di soccorso, non solo per trasformare gli impianti irrigui esistenti, ma anche i nuovi, poiché sebbene storicamente il Polesine finora non aveva problemi d’irrigazione, a causa dei cambiamenti climatici ora deve misurarsi anche con la siccità, come se non bastassero le problematiche di bonifica e di risalita del cuneo salino”.

Regione Veneto: carburante agricolo agevolato. A proposito della siccità che colpito il Veneto, Franco Manzato, assessore regionale all’Agricoltura, nei giorni scorsi ha affermato che: “Giungono preoccupanti segnali d’allarme per la siccità che sta colpendo diverse zone della nostra regione e  quindi ho sollecitato l’AVEPA, in relazione alle competenze assunte dalla stessa con il subentro nella gestione dei procedimenti inerenti le verifiche per la delimitazione dei territori danneggiati da eccezionali eventi atmosferici, ad attivarsi urgentemente per rilevare le zone interessate dalla straordinaria carenza di precipitazioni piovose, per quantificare i danni e per effettuare una valutazione di eventuali provvedimenti da assumere al fine di fronteggiare i danni subiti dalle produzioni agricole”. I Centri di assistenza agricola (CAA) e gli Sportelli unici agricoli (SUA) dell’AVEPA sono stati autorizzati fino al 30 novembre prossimo al rilascio delle assegnazioni di carburante agricolo agevolato per gli interventi di irrigazione di soccorso in tutto il Veneto (a esclusione della provincia di Belluno) e per le colture per le quali tale intervento è previsto nelle vigenti tabelle ettaro-coltura, nella misura del 100% del quantitativo tabellare previsto. Lo stabilisce un decreto del direttore della stessa Agenzia”.

(Fonte: Coldiretti Rovigo/Regione Veneto)