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16-18 settembre 2025, il mondo dello GeoScienze si dà appuntamento a Padova

Dal 16 al 18 settembre p.v. si svolgerà al Padova Congress il Congresso nazionale congiunto della Società italiana di mineralogia e petrologia e della Società geologica Italiana. La tre giorni vedrà la partecipazione di 1.000 scienziati che in 38 sessioni presenteranno 1.100 ricerche inedite.

Un invito alle istituzioni a dialogare con il mondo delle scienze

Questo congresso vuole essere uno spazio di incontro, dialogo e confronto, per mettere sotto i riflettori il ruolo cruciale delle Geoscienze – italiane e internazionali – nel costruire il nostro futuro, sulla Terra e oltre. Il mondo infatti sta cambiando e con esso le sfide che dobbiamo affrontare. Negli ultimi cento anni la popolazione mondiale è quadruplicata, passando da 2 a 8 miliardi, e potrebbe arrivare a 11 miliardi entro il 2100. Questo significa una maggiore necessità di acqua, cibo, energia e materie prime, ma anche una responsabilità sempre più grande: vivere in armonia con il nostro Pianeta, per noi e per chi verrà dopo di noi.

Trasformare le sfide in opportunità

“Le Geoscienze non sono nuove a queste sfide. Da sempre ci aiutano a rispondere alle grandi domande (Perché ci sono terremoti? Come si formano i minerali? Da dove veniamo?) e oggi si pongono al centro della ricerca di soluzioni per costruire un futuro sostenibile. Dalle strategie per la gestione delle risorse naturali alle tecnologie che rendano le nostre comunità più resilient. Le Geoscienze offrono gli strumenti e le conoscenze per convivere in maniera più armoniosa possibile con l’ambiente che ci circonda”, afferma Paolo Mazzoleni, presidente della Società italiana di mineralogia e petrologia.

“I cambiamenti climatici indotti e amplificati dalle attività umane stanno già lasciando il segno: riscaldamento globale, desertificazione, innalzamento del livello del mare, aumento della frequenza di eventi estremi come alluvioni e frane. Questi fenomeni rappresentano sfide complesse ma allo stesso tempo stimolano l’innovazione. E non è tutto: mentre affrontiamo le urgenze terrestri, ci prepariamo a guardare oltre il nostro pianeta. L’esplorazione spaziale e persino la futura colonizzazione di altri pianeti aprono nuove frontiere per le Geoscienze, che saranno essenziali per comprendere questi ambienti! La Geologia in questo periodo vive un periodo di crisi di “vocazioni” e nonostante la figura del geologo sia particolarmente richiesta nel mondo, abbiamo carenza di geologi. Questo congresso vuole essere un momento di confronto e discussione tra il mondo dell’Università e il mondo della professione, della politica e delle istituzioni, cioè tra chi prepara giovani geologi e chi ne protegge la figura di libero professionista e chi legifera. Si tratta di mondi che spesso hanno avuto visioni divergenti, ma che in questo momento, più ancora che in passato, hanno la necessità di collaborare, anche perché hanno il fine comune di aumentare il numero di iscritti”, afferma Rodolfo Carosi, presidente della Società geologica italiana.

Tra i partecipanti al congresso padovano ci sarà anche Luca Parmitano, astronauta dell’Agenzia spaziale europea, che condividerà la sua visione del pianeta Terra dallo spazio, guardando verso nuove frontiere e parlerà delle future missioni sulla Luna e su Marte.

Fonte: servizio stampa Congresso Nazionale congiunto Società italiana di mineralogia e petrologia e Società geologica Italiana