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Fioriere galleggianti di plastica riciclata e canna di bambù con piante palustri per abbassare il contenuto da derivati di azoto nelle acque il progetto educativo Wigwam e Ministero Ambiente a Caffaro di Torviscosa, in Friuli-Venezia Giulia

Torviscosa

Con l’incontro del 14 febbraio scorso alla scuola secondaria di primo grado IV Novembre di Torviscosa (Ud) è ufficialmente partito il progetto educativo di Rete Wigwam e Ministero dell’Ambiente, mirato alla consapevolizzazione sui temi ambientali, della popolazione scolastica residente intorno all’area SIN (Sito contaminato di Interesse Nazionale) Caffaro di Torviscosa nella Riviera Friulana.

Fioriere galleggianti. L’avvio del progetto è stato presentato dal Matteo Burattin, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo insieme alle insegnanti Manuela Verona e Alessia Buso e da Efrem Tassinato, giornalista e agronomo, presidente di Rete Wigwam e socio Argav, con Giovanni Cecconi, ingegnere idraulico e direttore del Venice Resilience Lab delle Comunità Locali Wigwam della Laguna veneziana. Il progetto educativo, che coinvolgerà direttamente circa 200 studenti e, indirettamente, tutta la popolazione scolastica di Torviscosa e suoi dintorni, sarà incentrato su attività pratico-laboratoriali all’aperto e in aula per il supporto teorico, consistenti nella realizzazione di fioriere galleggianti. Esse saranno assemblate con bottiglie di plastica riciclate unite da canna bambù, sulle quali saranno messe a dimora le tipiche piante palustri, come la tifa e la canna palustre ma anche orticole, come il carciofo che, attraverso le radici avranno il potere di sottrarre, abbassandolo, il contenuto dei derivati dell’azoto presenti nelle acque.

Le attività vedranno convolti in primis la Wigwam Local Community della Riviera Friulana nel cui territorio si trova la SIN Caffaro di Torviscosa; le scuole facenti parte dell’Istituto Comprensivo “Università Castrense” di San Giorgio di Nogaro; la Capitaneria di Porto – Guardia Costiera, Direzione Marittima di Trieste / Ufficio Circondariale Marittimo di Porto Nogaro; l’Istituto di Ricerca Riconosciuto Agriteco di Venezia-Marghera; l’Unione Nazionale dei Giornalisti Agroalimentari e Ambientali e la sua associazione regionale ARGA Friuli Venezia Giulia ed infine, per la sua consolidata esperienza, il Venice Resilience Lab delle Comunità Locali Wigwam della Città di Venezia e di Venezia-Marghera.

Fonte: Servizio stampa Wigwam Nazionale