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E che Vinitaly sia! Da oggi a mercoledì 28 marzo 2012, a Veronafiere il 46mo Salone Int.le del Vino e dei Distillati

Da sx a dx: Ettore Riello presidente di Veronafiere e Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere

Vinitaly, si parte. La 46ª edizione del più importante salone internazionale per il business dei vini e dei distillati apre i battenti oggi a Veronafiere. Una nuovo format sul calendario, da domenica a mercoledì 28 marzo, ma con la stessa vocazione di sempre: rimanere il punto di contatto privilegiato tra uno dei prodotti simbolo del made in Italy e i buyer provenienti da più di 100 Paesi.

«I numeri e le novità di Vinitaly sono anche quest’anno di grande impatto: oltre 4.300 espositori (+4%), il debutto di ViViT – Vigne Vignaioli Terroir, la rassegna dedicata ai vini da agricoltura biologica e biodinamica che ha anticipato la recente decisione UE di riconoscere le etichette bio dalla prossima vendemmia, e grande spazio al canale horeca e ai sommelier», sottolinea il Presidente di Veronafiere, Ettore Riello. «Business e cultura. Un binomio quanto mai strategico per migliorare i risultati che il mondo italiano del vino ha registrato nel 2011: oltre 10 miliardi di euro di fatturato, dei quali 4,4 provenienti dall’export (+12% sul 2010) e una quota di mercato mondiale salita al 24,3%», evidenzia il Direttore Generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani.

Oggi il taglio del nastro di Vinitaly. La cerimonia inaugurale con il ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, è fissata per stamattina alle 11 al Centrocongressi Europa-Auditorium Verdi, con la consegna della Medaglia di Cangrande ai Benemeriti della viticoltura italiana. Insieme al presidente di Veronafiere, Ettore Riello, interverranno il sindaco di Verona, Flavio Tosi, il presidente della Provincia, Giovanni Miozzi, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. Il ministro Catania terrà il discorso inaugurale, prima della conferenza stampa con i giornalisti in Sala Salieri, adiacente all’Auditorium.

Lunedì 26 marzo Dacian Cioloş a Vinitaly. Il ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, sarà presente anche lunedì a Verona per una giornata di altissimo profilo istituzionale. I riflettori saranno puntati sul commissario europeo all’Agricoltura, Dacian Cioloş, che prenderà parte ad una conferenza stampa organizzata da Veronafiere e dalla Cogeca, la rappresentanza europea delle cooperative, guidata dal suo presidente Paolo Bruni. L’appuntamento è alle 12,30 in Sala stampa (altra novità di Vinitaly 2012: la Sala stampa si trova tra i padiglioni 4 e 5 e non più al Palaexpo). Sarà l’occasione per il commissario europeo all’Agricoltura di illustrare il successivo evento del Copa-Cogeca (ore 14,30, Centro Congressi Europa): «Presidency Business Forum» e di focalizzarsi su temi di stretta attualità come la proposta di riforma della Pac, l’ocm unica, la liberalizzazione dei diritti di impianto, questione sulla quale l’Italia e altri 14 Paesi, fra cui Francia, Germania e Spagna sono fortemente contrari.

Cioloş “non vogliamo mettere una corda intorno al collo al settore vino, ma far crescere la qualità”. «Il prossimo 19 aprile si riunirà per la prima volta il ‘Gruppo di alto livello’, che ho voluto istituire per discutere sul tema delle liberalizzazioni – spiega il commissario Cioloş in un’intervista esclusiva a Vinitaly, di cui anticipiamo solo uno stralcio -. I ministri dell’Agricoltura, inclusi quelli nominati prima (i Paesi che oggi chiedono di ripensarci, nda), nell’aprile 2008 hanno deciso di non prolungare i diritti di impianto dopo il 2015, con la possibilità di arrivare al 2018 su base volontaria. Il Gruppo di alto livello sarà uno spazio di riflessione sulla questione e su quali potranno essere gli impatti di mercato in uno scenario di abolizione dei diritti di impianto. Tutti gli stakeholder parteciperanno al dibattito. Da un lato non vogliamo mettere una corda intorno al collo al settore del vino, dall’altro lato non possiamo minare le possibilità del settore di crescere nella direzione della qualità». Al Forum organizzato dal Copa-Cogea prenderanno parte anche il ministro Catania e il presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro, presenti anche alla Tavola rotonda di lunedì mattina (ore 10,30, Auditorium Verdi) organizzato da Fedagri-Confcooperative «Diamo credito al vino italiano», moderato dal direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli.

Presenze istituzionali ai convegni. Il ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, prenderà parte pure alla conferenza stampa della Regione Sicilia, insieme al presidente Raffaele Lombardo, lunedì alle 10,30 (Centro stampa, padiglioni 4/5). Nel pomeriggio di lunedì è prevista la presenza a Vinitaly anche del ministro per l’ambiente Corrado Clini al convegno “Il vino sostenibile. Un progetto Italiano per l’EcoSostenibilità nella Viticoltura”, organizzato dal Ministero dell’Ambiente (ore 15.00 Sala Puccini- Centrocongressi Arena – Padd. 6/7). Martedì 27 marzo nuovo appuntamento con il ministro delle Politiche agricole Catania al convegno “La tutela dell’olio extravergine di oliva: una questione internazionale” (ore 10.30 Area del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali – Sala 1 – Piano terra Palaexpo).

Sol, Agrifood Club ed Enolitech. In contemporanea con Vinitaly si svolge Sol, il Salone internazionale dell’olio extravergine (Padiglione C – www.sol-verona.com), giunto alla 18^ edizione. Tra i padiglioni spazio anche al meglio dell’agroalimentare italiano di qualità con il 6° Agrifood Club (Padiglione C – www.agrifoodclub.com) e agli accessori e alle attrezzature per la cantina e il frantoio in mostra al 15° Enolitech, il Salone Internazionale delle Tecniche per la Viticoltura, l’Enologia e delle Tecnologie Olivicole ed Olearie (Padiglione F – www.enolitech.com).

(Fonte: Veronafiere)

25-28 marzo 2012, a Veronafiere è di scena il Vinitaly!

Oltre 10 miliardi di euro di fatturato. Più di 4 miliardi provenienti dall’export, in crescita del 13 per cento sul 2010. Sono i numeri con cui ha chiuso il 2011 il settore vitivinicolo italiano, a dispetto della crisi economica. In Italia, il mondo del vino continua a fare la parte del leone trainando l’intero comparto agroalimentare e confermando il proprio ruolo di leader sui mercati esteri con una quota del 22 per cento. Un risultato che ribadisce  l’eccellenza nazionale, forte anche di una manifestazione come Vinitaly (www.vinitaly.com), il più importante salone internazionale per il business dei vini e dei  distillati, alla Fiera di Verona da domenica 25 a mercoledì 28 marzo 2012.

Il cambio data. «Il sistema fieristico è essenziale per la crescita della politica industriale del Paese. Veronafiere presidia con le sue manifestazioni il 45 per cento del settore relativo all’agroalimentare, con Vinitaly fondamentale per la promozione del vino in Italia e all’estero  – ha dichiarato Ettore Riello Riello, presidente di Veronafiere e anche  dell’AEFI, l’Associazione Esposizioni e Fiere Italiane –.  L’edizione 2012  vede l’incremento degli espositori diretti e totali che sono oltre 4.200 e presenta molte novità. A cominciare dal  cambio della data. Si passa infatti ad una rassegna più breve di un giorno e concentrata da domenica a mercoledì invece che da giovedì a lunedì. Una soluzione pensata per ottimizzare le iniziative dedicate all’incontro tra espositori, per la prima volta anche  da Uzbekistan, Moldavia, Azerbaijan e Armenia, e i buyer da tutto il mondo, con più spazio agli operatori del canale horeca e ai sommelier»

Debutta Vivit. Per il direttore generale di Veronafiere Giovanni  Mantovani «Vinitaly 2012  ha rinnovato il  format per garantire ancora maggiori opportunità di business alle aziende e sempre più presenze internazionali, come dimostrano l’apertura  ai mercati emergenti e l’attenzione allo sviluppo di nuovi settori. In proposito debutta infatti ViViT – Vigne, Vignaioli, Terroir, la rassegna dedicata ai vini da agricoltura biologica e biodinamica che ha anticipato la recente decisione UE di riconoscere le etichette bio dalla prossima vendemmia. Vinitaly ha poi un’anteprima d’eccezione, sabato 24 marzo a Palazzo della Ragione, con Opera Wine:  grand tasting dei 100 migliori produttori nazionali, in rappresentanza di tutte le regioni, selezionati da Wine Spectator. Nell’occasione anche l’incontro “Italian icon: from Fashion to Wine”, con la partecipazione del presidente di Altagamma Santo Versace».

A Vinitaly tornano le degustazioni, con Taste Italy che si arricchisce della collaborazione di Doctor Wine, alias Daniele Cernilli, senza dimenticare Tasting Ex…Press e Trendy oggi, Big domani. Il Gambero Rosso presenta i 375 vini premiati con i Tre Bicchieri, mentre a Civiltà del Bere il compito di guidare la degustazione “Di padre in figlio: il passaggio generazionale nelle grandi famiglie del vino”. La Valpolicella è protagonista della retrospettiva “Trent’anni di Amarone d’Arte” e “Le grandi biografie del vino” si concentrano sulle cantine Gaja, Florio, Tenuta dell’Ornellaia e Frescobaldi.

Si fa anche cultura del vino. Ecco allora convegni e seminari, con la presentazione delle ricerche “Consumi di vino nella Gdo”, “Comportamenti d’acquisto dei consumatori allo scaffale vini del supermercato” e  “Consumo del vino nel fuori casa”. Ci sono poi l’“Indagine sul passaggio generazionale nelle aziende vitivinicole” presentata da Renato Mannheimer e i primi risultati dell’inchiesta “Vino, futuri possibili-1° rapporto di filiera”, realizzata in collaborazione con  il Sole24Ore.  La Fipe, Federazione italiana pubblici esercizi, approfondisce il tema del consumo “fuori casa” con due dibattiti, mentre Vinitaly si occupa di un focus sui mercati internazionali di Stati Uniti ed Asia.

Alla sera invece si pensa ai wine lover con Vinitaly for you, il dopo salone serale in centro città, al Palazzo della Gran Guardia, dove degustare buoni vini con il sottofondo di musica dal vivo. Come ogni anno, infine, in contemporanea con Vinitaly si svolge Sol, il Salone internazionale dell’olio extravergine (www.sol-verona.com), giunto alla 18^ edizione. Tra i padiglioni spazio anche al meglio dell’agroalimentare italiano di qualità con il 6° Agrifood Club (www.agrifoodclub.com) e agli accessori e alle attrezzature per la cantina e il frantoio in mostra al 15° Enolitech, il Salone Internazionale delle Tecniche per la Viticoltura, l’Enologia e delle Tecnologie Olivicole ed Olearie (www.enolitech.com).

(Fonte: FiereVerona)

Tra le novità di Vinitaly 2012, il salone delle produzioni enologiche da agricoltura biologica e biodinamica

Si chiama Vivit – Vigne, Vignaioli, Terroir, il salone che Vinitaly dedica quest’anno per la prima volta ai vini naturali prodotti da agricoltura biologica e biodinamica. Lo spazio sarà allestito al 1° piano del Palaexpo, ingresso A. «Con questa iniziativa Vinitaly – spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere coglie la richiesta che viene dal mercato di conoscere meglio i vini da agricoltura biologica e biodinamica. Il nostro approccio, già sperimentato con successo in varie edizioni, ultimo Sparkling Italy nel 2011, mira a dare evidenza a singoli segmenti produttivi con focus dedicati per mettere in contatto con efficacia offerta e domanda.»

Autocertificazione sui metodi di produzione per le aziende partecipanti. Il dibattito attorno ai vini da agricoltura biologica e biodinamica è in corso già da alcuni anni, perché le tecniche adottate non sono supportate, nella legislazione comunitaria, da regole a cui attenersi lungo tutto il processo di lavorazione. Per questo, dal punto di vista giuridico, si può parlare solo di “vino ottenuto da uve coltivate biologicamente”. Proprio per evitare fraintendimenti su quali vini saranno in esposizione, Vinitaly ha chiesto alle aziende partecipanti a ViVit di sottoscrivere un’autocertificazione molto restrittiva sui metodi di produzione applicati sia in vigneto che in cantina.

Un centinaio le aziende partecipanti. L’idea che il più grande appuntamento internazionale dedicato al vino, in programma a Verona dal 25 al 28 marzo 2012 apra a queste produzioni ha suscitato interesse tra i produttori e sono circa un centinaio le aziende, provenienti dai principali Paesi vitivinicoli, ad aver già aderito all’iniziativa. «Noi partecipanti a ViViT – afferma Elena Pantaleoni, dell’azienda biologica La Stoppa –  siamo vignaioli che hanno come obiettivo primario fare vini legati al territorio. Come dicono i francesi: vins de terroir. Spesso pratichiamo agricoltura biologica o biodinamica, ma non sempre siamo certificati. In cantina mettiamo in atto pratiche che non alterino le caratteristiche del territorio, ma anche dell’annata e del vitigno; cerchiamo con i nostri vini di esprimere l’unicità e la personalità propria di ogni zona vocata.»

Produrre con metodo biodinamico, cioè senza l’applicazione di metodi intensivi, lasciando al terreno la capacità di nutrire le piante senza alcun aiuto esterno «non è, di per sé, una garanzia assoluta di qualità – spiega Nicolas Joly, fondatore de La Renaissance des Appellations, l’associazione di vignaioli creata 2001 che conta circa 200 produttori di 14 Paesi, dei quali 34 in Italia -. Il risultato dipende dal luogo dove si coltiva, dal vitigno scelto, però quando si assaggia uno di questi vini si capisce la differenza perché si torna alla verità del gusto.»

Difficile avere dati precisi sulla viticoltura da agricoltura biodinamica, di territorio o naturali, anche se numerose sono le associazioni attive a livello sovranazionale con un numero di aderenti piccolo, ma significativo. Più monitorato il biologico: secondo il Sinab (Sistema informativo nazionale sull’agricoltura biologica) tra superfici già convertite e quelle in conversione, il biologico in Italia rappresentava nel 2009 poco più del 6% del totale vitato, pari a oltre 43.600 ettari. Le più coinvolte sono le regioni centro-meridionali, mentre tra le regioni grandi produttrici di vini solo la Toscana è interessata con una percentuale rilevante, pari al 10%.

(Fonte: Veronafiere)

I vini da agricoltura biodinamica new entry a Vinitaly 2012

I vini da agricoltura biodinamica protagonisti di Vinitaly 2012:  il più grande salone del vino al mondo dedicato al vino apre un vetrina internazionale a una nicchia di mercato fatta di piccoli numeri, ma che fa tendenza rispetto alla richiesta di qualità globale.Un centinaio le aziende italiane ed estere che hanno scelto di aderire alla nuova iniziativa di Vinitaly, che prevede uno spazio appositamente allestito al primo piano del Palaexpo.

Non sarà questa comunque l’unica novità della 46^ edizione di Vinitaly, in programma da domenica 25 a mercoledì 28 marzo 2012, anche per effetto del cambio di cadenza settimanale e della riduzione dei giorni di manifestazione deciso da Veronafiere. Vinitaly sarà infatti ancora più business-oriented, con costi ottimizzati per gli espositori, impegni sempre più mirati per gli operatori professionali e un occhio di riguardo al canale horeca. «Si tratta di un’evoluzione dell’organizzazione fieristica necessaria per raggiungere gli obiettivi che ci si è prefissati al momento di decidere il cambio di data – afferma Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere -; obiettivi che sono quelli di aumentare il già alto tasso di internazionalità della manifestazione e di incrementare le possibilità di contatti commerciali, in particolare con le categorie hotellerie, ristorazione e catering.»

Proprio il canale horeca, nel sondaggio “Vinitaly incontra la ristorazione italiana”, realizzato intervistando 300 ristoratori top estrapolati dall’incrocio delle principali guide del settore, ha evidenziato l’importanza per questa categoria di operatori di visitare la rassegna e avere eventi dedicati. Il 46% degli intervistati ha dichiarato di essere stato a Vinitaly, dando nell’88% delle risposte un giudizio da buono ad ottimo della manifestazione. Merito della capacità dell’evento di aiutare a: stabilire nuovi contatti (capacità buona per il 53% delle risposte, ottima per il 31%); concludere accordi commerciali (48 e 9%); capire le tendenze di mercato (46 e 23%).

Da domenica 25 a mercoledì 28 marzo 2012 appuntamento anche con le rassegne Sol e Agrifood Club, che completano l’offerta di Veronafiere nel settore wine&food. Una contemporaneità di eventi che trova riscontro positivo nelle risposte date dai ristoratori del sondaggio che hanno visitato Vinitaly: il 33% di loro è stato anche a Sol e Agrifood Club, un altro 37% ad almeno una delle due iniziative.  Nelle stesse date, come di consueto, appuntamento anche con Enolitech, salone delle tecnologie per le filiere vitivinicola e oleria.

(fonte Veronafiere)

Vinitaly 2012: ufficializzate la nuova cadenza settimanale e la nuova data

Da domenica 25 a mercoledì 28 marzo 2012, questo il prossimo appuntamento con la 46^ edizione di Vinitaly (www.vinitaly.com), il Salone dei vini e distillati più importante al mondo, e le rassegne Sol, Agrifood Club ed Enolitech che completano l’offerta di Veronafiere nel settore wine&food e tecnologie. Le date, annunciate nel corso della 45^ edizione appena conclusa,  sono ora ufficiali e per agevolare la programmazione degli oltre 4.000 espositori e dei quasi 156.000 operatori presenti ogni anno a Verona sono state fissate anche le giornate di apertura del 2013: da domenica 7 a mercoledì 10 aprile.

Con tale modifica, Veronafiere ha voluto recepire le aspettative degli espositori, così da favorire l’accesso degli operatori professionali, in particolare quelli internazionali del canale ho.re.ca. (hộtellerie, ristorazione e catering), che avranno più giorni di rassegna per incontrare le aziende espositrici.  Vinitaly manterrà una grande attenzione nei confronti dei consumatori, degli appassionati e dei wine lover. Gli eventi di Vinitaly e Sol for You saranno ampliati con la collaborazione delle aziende, delle associazioni di categoria, del sistema città e territoriale e inizieranno dal venerdì precedente l’apertura della rassegna.

L’ultima edizione di Vinitaly, che si è chiusa con un alto gradimento degli espositori per la qualità dei contatti, ha stabilito un nuovo record di presenze: 156.000 visitatori, dei quali oltre 48.000 esteri (+3% sul 2010) da più di 110 Paesi. La top ten delle provenienze ha visto la Germania in testa, seguita da Stati Uniti e Canada, Regno Unito, Svizzera, Francia, Austria, Paesi dell’Est Europa con una forte presenza della Russia, Cina e Hong Kong e una buona tenuta degli operatori provenienti dal Giappone.

(fonte Veronafiere)

Chiusa con successo l’edizione 2011 del Vinitaly, dall’anno prossimo la rassegna apre di domenica

Il 45° Vinitaly chiude quasi a 156.000 visitatori, dei quali oltre 48.000 esteri (+3% esteri sul 2010). Nelle giornate business (giovedì, venerdì e lunedì) l’afflusso di operatori ha registrato un incremento del 10%. «La top ten delle provenienze – dice Ettore Riello, presidente di Veronafiere – vede la Germania in testa, seguita da Stati Uniti e Canada, Regno Unito, Svizzera, Francia, Austria, Paesi dell’Est Europa con una forte presenza della Russia, Cina e Hong Kong».

Dal 2012 si inizia di domenica. «La crescita degli operatori internazionali – dice Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere -, è un evidente segno della tendenza del mercato mondiale. Inoltre, nonostante i drammatici eventi che hanno colpito il Giappone è stata confermata la presenza dei buyer provenienti dal Sol Levante e Vinitaly in the World sta pensando a un’iniziativa particolare a favore del popolo giapponese, grande estimatore dei prodotti e della cultura made in Italy». Chiusa con successo l’edizione 2011, già si pensa a quella del 2012,  che cambierà  nei giorni di apertura, iniziando alla domenica per finire al mercoledì (1-4 aprile 2012) per dare ancora più spazio al business.

Su 891mila addetti in agricoltura, 210mila sono impiegati nella vitivinicoltura. Nel giorno di chiusura di Vinitaly, il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, ha sottolineato l’importanza dell’agricoltura e della viticoltura per l’occupazione, tanto da rappresentare un dato in salute. «L’agricoltura e in particolare il settore vitivinicolo, secondo i dati Istat – ha specificato il ministro Sacconi – hanno registrato nel 2010 una crescita dell’1,9 per cento sull’anno precedente, un dato in controtendenza rispetto alle cifre generali». In particolare, ha messo in evidenza Sacconi, «su 891.000 addetti in agricoltura, 210.000 unità sono impiegate nella vitivinicoltura, per un segmento che nel suo complesso di filiera occupa 1 milione e 200.000 lavoratori». Uno dei meriti di questo trend positivo è senza dubbio riconducibile ai voucher, uno strumento maggiormente utilizzato nel Centro-Nord dell’Italia, «in grado di svolgere un compito efficace per quanto riguarda l’integrazione degli immigrati».

(fonti Veronafiere)