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Verso Vinitaly 2014. Scelta del vino, “Lui&Lei” a confronto

bottiglie-di-vinoQuando scelgono un vino, l’uomo è “cicala” e la donna “formica”. Lei, parsimoniosa e attenta, è la “ragioniera” di casa, addetta all’acquisto di vino per il consumo quotidiano (nell’85% dei casi), che compra al supermercato (70%), più abitudinaria nella scelta e che privilegia, nel caso, le bollicine. Lui? Meno oculato, si riserva il compito di sceglierlo al ristorante (94%) e per le occasioni speciali (92%), rivolgendosi soprattutto all’enoteca (75%) ed accorda la propria preferenza ad un rosso corposo, non disdegnando la sperimentazione. I dati risultano dal sondaggio di Vinitaly  e Winenews, a cui hanno risposto 1.080 “enonauti”, appassionati già fidelizzati al mondo del vino e del web.

(Fonte: Veronafiere)

 

 

8 aprile 2014, a Vinitaly 2014 si parla prevenzione del deperimento dei vigneti

Logo_VignaDayDurata sempre più limitata dei vigneti e diffusione crescente delle malattie del legno: il deperimento della vite rappresenta il flagello con cui ci si misura oggi, paragonabile alla fillossera, se non peggiore, vista la sua portata planetaria e contro il quale l’unica strategia efficace è la prevenzione. Un tema cruciale di cui si parlerà al convegno  sulla prevenzione del deperimento dei vigneti organizzato a Vinitaly su idea di Marco Simonit di Simonit &Sirch e de L’Informatore Agrario martedì 8 aprile alle 9.45 (Sala Rossini, Centro Congressi Arena tra Padiglione 6 e 7).

Gestione pianta e malattie del legno. In primo piano le esperienze sulla gestione della pianta e sulle malattie del legno di illustri ricercatori stranieri, con i quali collaborano da tempo i Preparatori d’Uva, riuniti per la prima volta in Italia, che saranno presentate a una platea di produttori, tecnici e ricercatori. Un primo passo per condividere, discutere e sviluppare un «pensiero viticolo» che rimetta al centro dell’attenzione la vite, la sua salute e la sua longevità, foriera peraltro di elevata qualità dei vini. Un ruolo centrale, per arginare il problema, è svolto dalla potatura. “La potatura è l’operazione che più impatta sulla naturale propensione della vite all’accrescimento indeterminato, provocando in corrispondenza dei tagli coni di disseccamento più o meno estesi e aprendo potenziali vie di ingresso ai patogeni – anticipa Clementina Palese, giornalista de L’Informatore Agrario e moderatrice del convegno. A questa operazione colturale si può guardare come elemento di prevenzione del deperimento trasferendo le buone pratiche a coloro che effettivamente tagliano”.

Dalla tecnica alle testimonianze. Ampio e qualificato il parterre di esperti di levatura internazionale che svilupperanno il tema da un punto di vista tecnico. Sulla potatura della vite, strategica per mantenere le piante longeve e in grado di offrire uve di qualità, si esprimeranno l’australiano Alain Deloire, direttore del Wine and Grape Industry Centre in Australia e l’italiano Marco Simonit, di Simonit&Sirch e fondatore della Scuola Italiana di Potatura della Vite. Il tema critico delle malattie del legno sarà affrontato dallo svizzero Olivier Viret, capo della ricerca per Agroscope Chagins- Wädenswil ACW, dal francese Pascal Lecomte, del Centre de Recherches de Bordeaux e dall’australiano Richard Smart, consulente viticolo internazionale e docente presso l’Università della Tasmania. La seconda parte del convegno prevede gli interventi e un confronto con responsabili di tre aziende vitivinicole di riferimento: Andrea Lonardi di Bertani Domains, Marcello Lunelli di Ferrari Spumanti e Alessandro Ceretto dell’omonima azienda.

Programma. Ore 10.00 – Saluti. Giovanni Mantovani, Direttore Generale di Veronafiere, Antonio Boschetti, Direttore de L’Informatore Agrario. Modera Clementina Palese, giornalista de L’Informatore Agrario. Ore 10.10 – Il Sacro Graal, ovvero la perfezione della potatura della vite. Alain Deloire Direttore del Wine and Grape Industry Centre – Charles Sturt University, Wagga Wagga – Australia. Ore 10.30 – Malattie del legno e loro prevenzione
Olivier Viret – Capo della ricerca – Agroscope Changins-Wädenswil ACW – Svizzera. Ore 10.50 – La progressione delle malattie del legno in Francia (10 anni), nuova definizione dei sintomi e parassiti associati. Contributo video.
Pascal Lecomte INRA UMR 1065 SAVE (Santé et Agroécologie du VignoblE) Centre de Recherches de Bordeaux – Francia. Ore 11.10 – Malattie del legno un problema sempre più rilevante specialmente per le barbatelle
Richard Smart Consulente viticolo internazionale e docente presso l’Università della Tasmania – Australia. Ore 11.30 – Potatori dalla parte della pianta: nuovi mestieri nel campo della prevenzione. Marco Simonit  Co-fondatore di Simonit&Sirch. Guida oggi l’equipe dei Preparatori d’Uva ed è fondatore della Scuola Italiana di Potatura della Vite. Ore 11.45 Domande e risposte. Ore 12.00 Talk show con i rappresentanti di tre aziende vinicole Bertani Domains (Andrea Lonardi); Ferrari Spumanti (Marcello Lunelli); Ceretto (Alessandro Ceretto). Preregistrazione all’indirizzo:  www.informatoreagrario.it/vinitaly2014

(Fonte: L’Informatore Agrario)

Verso Vinitaly 2014. Mercato del vino italiano salvo grazie all’export, ma fondamentale per la costruzione dell’immagine aziendale

Vinitaly VenetoCon i consumi interni in calo, l’Italia del vino si salva soprattutto grazie all’export, ma le aziende hanno ben chiaro che il mercato italiano ricopre un ruolo chiave proprio quando l’obbiettivo sono i mercati internazionali, più reattivi se il mercato domestico garantisce quella visibilità che poi viene spesa sulle piazze internazionali.

A Vinitaly la storia delle cantine che continuano a investire in Italia. È il caso di quelle cantine che, controcorrente e con l’export che resta il loro driver fondamentale, crescono con numeri confortanti anche nel mercato interno. E che con le loro case history, saranno tra le protagoniste di Vinitaly, la rassegna internazionale di riferimento del mondo del vino, a Verona dal 6 al 9 aprile.Un fenomeno quello della corsa all’esportazione che, tuttavia, a ben guardare, ha prodotto qualche frettolosa analisi, che ha indotto molte aziende a “tirare i remi in barca” nel mercato interno, lasciando qualche spazio libero alle cantine che, invece, hanno continuato a ritenere importante il ruolo delle vendite entro i confini nazionali.

Il consumo di vino in Italia. La spesa per il vino non è andata così male nel recente passato, almeno stando ai dati Istat sulla spesa dei consumi delle famiglie italiane.  In termini assoluti, dopo il calo del 2009, ci sono stati anni tutti leggermente positivi. Nel 2012 le famiglie italiane hanno speso 12 euro al mese per comprare vino, il 2,5% della spesa per alimentari di 468 euro e lo 0,48% della spesa totale mensile di 2.419 euro. Il vino resta la bevanda alcolica di riferimento. Da un punto di vista geografico, nel Nord si continua a spendere più che al Sud, ma le tendenze sono diverse. Nel Nord-Ovest la spesa sta calando di anno in anno ed è oggi uguale a quella del Nord-Est, poco meno di 14 euro per famiglia, dove invece c’è stata una crescita. Al centro si è stabilizzata al 10% circa sotto i livelli pre-crisi, mentre al Sud e nelle isole sembra essere incominciata una fase di crescita, passando da 8,8 euro nel 2009 a 9,56 nel 2012, cioè il livello pre-crisi del 2007.

Mercato interno privilegia vini bianchi e bollicine. Dal lato dei produttori, evidentemente, la forbice tra vino esportato e vino venduto sul mercato domestico, resta tendenzialmente larga con, in media, tra il 70 e l’80% delle etichette destinate all’export. Nel mercato interno, però, proprio per questo fatto, i margini di crescita non mancano. E, specialmente per le cantine che producono vini bianchi e bollicine, questa forbice diminuisce almeno del 5%. Si tratta, nel caso di queste tipologie, anche di una risposta ai gusti dei consumatori che stanno cambiano e che, sempre più chiaramente, privilegiano vini poco impegnativi e di piacevolezza immediata e, chiaramente, dalla disponibilità di prodotti dal rapporto qualità/prezzo molto equilibrato.

Mercati internazionali più reattivi se il mercato interno garantisce visibilità e diffusione. In più, le cantine con più esperienza hanno cominciato “in patria” un lavoro molto puntuale sul marchio, con investimenti mirati e un affinamento dei rapporti commerciali interni, guardando in prospettiva agli effetti anche sulle piazze estere. Il ruolo del mercato interno come vetrina per gli acquirenti esteri è e resta del tutto fondamentale, ed è difficile che un importatore straniero voglia a tutti i costi un prodotto se questo non è ben presente nel mercato d’origine. Anche le aziende che producono grandi vini, soprattutto rossi, hanno ben chiaro che il mercato italiano ricopre un ruolo chiave. Forse non in termini di consumi, perché il mercato domestico non sta metabolizzando l’attuale congiuntura e c’è un rallentamento innegabile dei consumi. Ma l’importanza del mercato interno diventa assolutamente rilevante quando si vogliono aggredire i mercati internazionali, perché questi ultimi sono più reattivi se il mercato domestico garantisce visibilità e diffusione. Insomma anche se i grandi vini in Italia vengono consumati più sporadicamente, il mercato interno resta fondamentale per la costruzione e l’affermazione dell’immagine aziendale, che poi viene spesa sulle piazze internazionali.

La vendemmia 2013 ci racconta di una produzione complessiva tra i 47 e i 48 milioni di ettolitri di vino (dati Assoenologi) e, stando ai dati Istat, l’export assorbe poco più di 20 milioni di ettolitri, il resto, evidentemente, resta entro i confini nazionali. In Italia, la situazione è ancora incerta e i segnali, benché positivi, sono ancora troppo timidi. Ma il mercato italiano in termini numerici resta sempre un mercato fondamentale e se le vendite calassero in modo incontrollato, diventerebbe assai difficile garantirsi un recupero con le pur positive performance oltre confine.

(Fonte: Veronafiere)

Verso Vinitaly 2014. Ecco il “borsino” dei vigneti più preziosi d’Italia.

Conegliano-Valdobbiadene-Colline-Prosecco-DOCG

Conegliano-Valdobbiadene-Colline-Prosecco-DOCG

Il valore dei vigneti nei top terroir del Bel Paese enoico tiene, nonostante la crisi, e anzi costituisce un elemento di valorizzazione fondamentale per chi voglia investire in aziende vitivinicole italiane. Ad evidenziarlo, arriva una rilevazione di WineNews, che sarà al centro del dibattito di Vinitaly, la rassegna internazionale di riferimento del mondo del vino in programma a Verona dal 6 al 9 aprile.

I top terroir. Un indicatore economico dello stato di salute dell’Italia enoica che disegna una quadro ricco e articolato da cui emerge una “classifica” che vede, al primo posto, i vigneti altoatesini, stabilmente intorno ai 550.000 euro di valutazione per ettaro, quelli dell’Amarone, con quotazioni oscillanti fra i 480.000 e i 500.000 euro, seguiti da quelli del Prosecco nei territori di Conegliano e Valdobbiadene, dove la forbice sta tra i 380.000 e i 350.000 euro ad ettaro, analogamente alle quotazioni dei vigneti trentini; vengono poi quelli piemontesi della denominazione Barolo a 350.000 euro, i vigneti di Montalcino, tra i 350 e i 330.000 euro, incalzati, sempre in Toscana, da quelli piantati a Bolgheri, che oscillano tra i 320 e i 300.000 euro. Seguono, poi, i vigneti della Franciacorta, intorno ai 230.000 euro, quelli piemontesi del Barbaresco tra i 200 e i 230.000 euro ad ettaro, le vigne del Nobile di Montepulciano, che valgono tra 150.000 e 200.00 euro, quelle del Chianti Classico, che stanno tra i 120 e i 150.00 euro ad ettaro, seguite dai vigneti sulle pendici dell’Etna, che possono valere tra i 60.000 e i 120.00, quelli tra le colline di Montefalco, intorno ai 100.000 euro e, infine, quelli di Taurasi tra i 50 e i 60.000 euro ad ettaro.

Il Bel Paese subito dopo la Francia per valore dei propri vigneti. Il vigneto italiano resta, quindi, un solido rifugio per gli investimenti, nonostante la perdurante crisi economica, marcando una netta controtendenza rispetto al generale crollo dei valori del mercato immobiliare. Probabilmente le cifre stratosferiche che circolavano alcuni anni fa, rappresentando una approssimazione un po’ per eccesso del valore dei vigneti più importanti d’Italia, si sono contratte, ma resta fermo il fatto che le superfici vitate in Italia conservano il proprio peso patrimoniale. Un peso che mette, in termini mondiali, il Bel Paese subito dopo la Francia per valore dei propri vigneti. Anche qui, evidentemente, la crisi si è fatta sentire e non mancano zone di produzione che hanno subito un decremento del valore del proprio patrimonio vitato, ma questo non è certamente avvenuto nelle aree maggiormente vocate, che hanno rispecchiato esattamente il buon andamento delle bottiglie prodotte sui mercati, specie quelli internazionali.

Le variabili che compongono il valore di un vigneto in produzione. Si va dal costo dei diritti d’impianto (la cui liberalizzazione ha infiammato nel recente passato la discussione in sede europea e il cui prezzo è tendenzialmente in rialzo), all’esposizione, alla natura geologica dei terreni, all’età dei vigneti impiantati, all’appartenenza a specifiche sottozone e, naturalmente, al prestigio di determinate denominazioni. A complicare ulteriormente il quadro, la situazione economica generale che ha un peso non secondario: può far levitare o decrescere il valore di quel ettaro di vigneto in rapporto al suo andamento positivo o negativo, pur restando fermo il dato nazionale generale che vede il valore medio di un ettaro di vigneto a 36.000 euro, cioè molto superiore a quello delle altre colture che è di 19.400 euro (dato Inea – Istituto Nazionale di Economia Agraria), che stima il valore dei vigneti italiani, dall’inizio del nuovo Millennio, cresciuto del 2%, nonostante la contrazione dei prezzi a partire dal 2008).

Cifre stellari per i vigneti del Cartizze. Ammesso che si trovi qualcuno disposto a vendere (un fenomeno quello della mancanza di un numero considerevole di trattative che, peraltro, coinvolge, molte se non quasi tutte le zone produttive più importanti), la zona vertice della piramide qualitativa del Prosecco ha raggiunto anche la cifra record di 1,2 milioni di euro per un ettaro di vigneto. O, per fare un altro esempio, i vigneti piantati a Cannubi, la collina più importante del Barolo, dove un ettaro può valere anche più di 700.000 euro. Ma va detto che, nei fatti, si tratta quasi sempre di stime virtuali, sia per la loro poca rappresentatività in termini di ettari sul mercato, sia perché fanno capo a zone di produzione altamente di successo e/o storia in cui non esiste un vero e proprio mercato o esiste in forme del tutto sporadiche e marginali.

(Fonte: VeronaFiere)

Fiere del vino, accordo strategico di calendario dal 2014 al 2017 fra Union des Grands Cru de Bordeaux e Vinitaly

bicchiere_di_vinoUnion des Grands Crus de Bordeaux (UGCB) e Vinitaly hanno siglato un accordo per coordinare le rispettive manifestazioni al fine di consentire ai buyer e ai media di tutto il mondo di ottimizzare la loro presenza a due dei principali eventi del calendario vitivinicolo.

2014-2017, le date delle 2 fiere. Sensibili alle esigenze dei principali protagonisti del mondo del vino, le direzioni dell’UGCB e di Vinitaly hanno deciso congiuntamente di armonizzare i propri calendari evitando qualsiasi sovrapposizione di date tra la “Semaine des Primeurs” di Bordeaux e il Vinitaly di Verona, due manifestazioni di prim’ordine tradizionalmente svoltesi fino ad ora all’inizio di aprile. In quest’ottica, le rispettive direzioni hanno concordato i calendari per i prossimi quattro anni e i due eventi si svolgeranno nelle seguenti date: 2014, 31 marzo – 5 aprile Semaine des Primeurs a Bordeaux 6-9 aprile Vinitaly a Verona;  2015, 30 marzo – 3 aprile Semaine des Primeurs a Bordeaux, 22 – 25 marzo Vinitaly a Verona;  2016,  4 – 8 aprile Semaine des Primeurs a Bordeaux, 10 – 13 aprile Vinitaly a Verona;  2017,  3 – 7 aprile  Semaine des Primeurs a Bordeaux, 26 – 29 marzo Vinitaly a Verona.

Sinergie strategiche. A commento di quest’importante decisione, Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, ha dichiarato: « In un’epoca di globalizzazione dei mercati, la Francia e l’Italia del vino hanno superato gli steccati con un’iniziativa esemplare, funzionale all’interesse dell’intero sistema, basata sul riconoscimento reciproco dell’importanza delle due manifestazioni. UGCB e Vinitaly hanno agito con realismo, professionalità e buon senso, in un’ottica di efficacia».    Da parte sua, Olivier Bernard, presidente dell’UGCB, ha sottolineato «Per entrambe le nostre organizzazioni, la principale preoccupazione è quella di soddisfare le aspettative dei nostri clienti, siano essi europei, americani o asiatici. Era nostro dovere fornire soluzioni concrete ed ora i visitatori potranno assistere sia al Vinitaly di Verona che alla “Semaine des Primeurs” di Bordeaux».

(Fonte: Veronafiere)

Sol&Agrifood 2013: a Pastatrend prewiew, esordio di Confartigianato Alimentazione del Veneto, con 30 show cooking, convegni e laboratori artigianali di pasta fresca

Pasta artigianale fiera Sapori Italiani Longarone Fiere 2012Il Vinitaly 2013 ospita un esordio d’eccezione: gli alimentaristi della Confartigianato Imprese Veneto. Ospiti di PastaTrend Preview (il Salone Internazionale della Pasta), nel padiglione C di Veronafiere, offriranno il meglio della tradizione agroalimentare artigiana veneta, con numeri di tutto rispetto.

Cosa si vedrà in fiera. 83 mq di spazio allestito con esposizioni, laboratori per la produzione di pasta fresca ed aree degustazione; 8 aziende (Sapori Antichi di Zanier Marco & c. snc, Tortellini di Valeggio sul Mincio srl, Pastificio D’Amicis, Casa della Pasta di Drago Luciana, Bellopede & Golino srl, Il Genovese snc di Nicora e Panizza, La Salumeria di Eustacchio srl ed il Il Caseificio di Roncade srl); 3 consorzi (l’Associazione per la produzione e la tutela dei Cansunziei della ladinia dolomitica veneta, il gruppo Pastai di Confartigianato di Vicenza ed il gruppo ristoratori di Confartigianato Imprese Veneto) 30 appuntamenti di show cooking (cadenzati uno all’ora dalle 11 alle 17 nel corso delle 4 giornate della manifestazione) durante i quali sarà possibile osservare le lavorazioni, degustare una serie straordinaria di primi piatti della tradizione veneta ed alcuni abbinamenti originali come ad esempio: il Raviolo con l’Agnello dell’Alpago; i Casunziei della ladinia dolomitica veneta; i Bigoli & gargati vicentini; i Tortellini di Valleggio; le Pappardelle di Mais Sponcio su ragout vegetariano; il Tortello de Belun con Pastin bellunes e patate di Cesio; i Bucatini alla Lughese D.E.C.O. ed il PRIVEE con il Piatto SS (a sfondo sessuale) ovvero le Tagliatelle integrali con ragout di coniglio e tarassaco di campo e tanto altro ancora. Tutti i piatti avranno, ovviamente, un vino abbinato (vedi programma allegato).

In programma anche convegni su alimentazione e salute. Nel corso di PastaTrend Preview, sarà quindi possibile incontrare un pool variegato di aziende artigiane d’eccellenza rappresentative del mondo della pasta e del suo indotto, effettuare assaggi, acquisire competenze, ma anche partecipare a show cooking dedicati, a laboratori artigianali della pasta fresca, a convegni specializzati su alimentazione e salute. In contemporanea alla parte espositiva, infatti, medici, ricercatori ed esperti affronteranno temi fondamentali per il nostro benessere e per la prevenzione e la cura di alcune patologie; temi nei quali il food, e in particolare la pasta e la dieta mediterranea, svolgono un ruolo cruciale. “La nostra passione per la pasta, unita al legame con il territorio e alla nostra naturale propensione al turismo -sottolinea Luca da Corte Croera, presidente nazionale e regionale di Confartigianato Pasta fresca- fanno sì che proporsi con i gusti e sapori tipici su vetrine di livello internazionale come il Vinitaly, diventi un fattore di business fondamentale. L’apertura ai mercati è decisiva per la crescita e lo sviluppo del nostro comparto”.

Nell’area “Confartigianato – Artigiano del Gusto” saranno presenti ben 17 aziende e, al suo interno, sarà allestito un vero e proprio laboratorio per la produzione di pasta fresca che ospiterà quotidianamente prelibate degustazioni. “Valorizzare i prodotti tipici è la principale missione di Confartigianato -dichiara Giacomo Deon, presidente nazionale di Confartigianato Alimentazione – Crediamo con forza che eccellenza e aggregazione siano due fattori che possono essere coniugati in maniera vincente insieme alla promozione. Quest’ultima però, deve essere efficace. In quest’ottica, PastaTrend Preview offre un’opportunità di tutto riguardo alle imprese che proprio sull’eccellenza basano la propria attività”.

(Fonte: Confartigianato Imprese Veneto)

Vigneti e cantine eco-friendly: la green economy protagonista a Vinitaly 2013

VinitalyRendere sostenibile l’intero processo produttivo: il futuro del vino ed il suo successo tra i consumatori passano anche da qui. Un aspetto al quale i wine lover sono sempre più attenti e che alcune cantine italiane affrontano già da anni con progetti realizzati insieme al mondo della ricerca e delle università. Così la green economy nel vigneto e in azienda fa passi da gigante ed è tra i temi al centro della 47a edizione di Vinitaly, la rassegna internazionale di riferimento del settore, di scena a Verona dal 7 al 10 aprile 2013.

Eco-sostenibilità significa parlare di carbon e water footprint, misure che calcolano, rispettivamente, il totale delle emissioni di gas serra e il consumo di acqua collegati alla produzione. Ci sono, poi, anche fattori specifici del ciclo del vino, come la valutazione della gestione agronomica del vigneto – relativa all’utilizzo del suolo e alla sua fertilità o all’impiego di agrofarmaci e di macchine agricole – e l’indicatore socio-economico e di qualità del paesaggio che misura la ricaduta delle azioni intraprese dalle aziende sul territorio.

ITA.CA, ovvero Italian Wine Carbon Calculator. L’Italia del vino è all’avanguardia su ogni fronte, con esempi di cantine completamente autosufficienti dal punto di vista energetico grazie ad impianti solari e geotermici, aziende storiche riconvertite interamente a biodinamica e consorzi che forniscono ai comuni le biomasse per alimentare gli impianti pubblici o che riciclano i tappi di sughero. Pure la ricerca applicata contribuisce con il primo calcolatore italiano per il bilancio energetico del settore vitivinicolo (Ita.Ca, acronimo di Italian Wine Carbon Calculator), scelto dal ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali per rappresentare l’Italia nella commissione internazionale dedicata alla definizione del nuovo protocollo di calcolo dell’impronta carbonica dell’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino.

(Fonte: VeronaFiere)

10 aprile 2013, i soci ARGAV in visita a Vinitaly e Sol&Agrifood

VinitalyVinitaly e SOL sono alle porte e, nell’ambito delle iniziative di aggiornamento organizzate per i soci ARGAV, è stata prevista una una visita alla fiera scaligera per il giorno mercoledì 10 aprile p.v. (accredito e arrivo/partenza in fiera autonomo).

Il programma della giornata. L’appuntamento per i soci è per le ore  10.00  nello stand della Casa Vinicola Perlage (Pad. 3 Stand B/6). A seguire,  alle ore 11.00 ca.,  nello  stand Unaprol (Consorzio Olivicolo Italiano) al SOL, è in programma una lezione guidata sull’olio, mentre alle ore 12.30 ca. si visiterà Federbio (Pad. 3 stand C8 D8) per conoscere i vini Bio proposti dalla federazione riferimento per il mondo del biologico in Italia. Infine, alle ore 14.15 ca.,  è prevista la visita allo stand di “Cielo e Terra – gruppo Cantine Colli Berici” (Pad. 5 stand E6).

Verona. A “Sol d’Oro 2013” l’Italia porta a casa 13 medaglie su 15

olioUn vero e proprio campionato del mondo per gli oli extravergine d’oliva. E’ l’11^ edizione del Sol d’Oro, terminata oggi a Veronafiere, che ha visto in competizione oltre 200 campioni di 9 Paesi – Argentina, Cile, Uruguay, Libano, Grecia, Portogallo, Spagna, Slovenia e Croazia, oltre all’Italia – giudicati da un autorevole panel di giudici internazionali provenienti da Spagna, Cile, Slovenia, Grecia e Italia.

Premiate 5 categorie, 13 medaglie su 15 aggiudicate all’Italia. Tra le novità del Concorso 2013, le categoria di oli in giudizio che da tre (fruttato leggero, fruttato medio e fruttato intenso) sono passate a cinque, con l’inserimento degli oli extravergine di oliva biologici e di quelli monovarietali. Delle 15 medaglie disponibili, 13 se le aggiudica l’Italia, battendo un’agguerrita concorrenza e confermando la straordinaria qualità e varietà delle proprie produzioni olivicole. Per gli oli premiati, Veronafiere, organizzatore del concorso, ha ideato numerose iniziative sul fronte promozionale e di marketing. Novità assoluta sarà la Guida agli Oli Stellari, con la scheda tecnica redatta dal panel internazionale dei giudici che sarà distribuita ai buyer ed ai delegati esteri di Veronafiere nel corso di Sol&Agrifood (www.solagrifood.com), in programma dal 7 al 10 aprile 2013 congiuntamente alla 47^ edizione di Vinitaly. Particolarità della guida è quella di rappresentare la prima pubblicazione al mondo contenente una selezione di oli extravergine di oliva basata su blind tasting (degustazioni alla cieca). Gli oli vincitori, come già previsto da alcuni anni dal regolamento della competizione, riporteranno sulla bottiglia il bollino “Sol d’Oro” che attesta il premio assegnato e l’inconfutabile qualità del prodotto.

Elenco dei vincitori SOL D’ORO edizione 2013. Categoria oli fruttato leggero: Sol d’Oro all’Azienda Agricola Tommaso Masciantonio di Casoli (Chieti) – Abruzzo. Sol d’Argento all’Azienda Agricola De Antoniis Adele di Garrufo (Teramo) – Abruzzo.  Sol di Bronzo a OlioCRU Consorzio Srl di Arco (Trento) – Trentino Alto Adige. Categoria oli fruttato medio:  Sol d’Oro all’Azienda Agricola Laura De Parri di Canino (Viterbo) – Lazio.  Sol d’Argento alla Viragì s.a.s. di Chiaramonte Gulfi (Ragusa) – Sicilia.  Sol di Bronzo alla De Carlo Srl di Bitritto (Bari) – Puglia. Categoria oli fruttato intenso: Sol d’Oro a Franci s.n.c. di Montenero d’Orcia (Grosseto) – Toscana.  Sol d’Argento Muela-Olives S.L. di Priego de Cordoba – Spagna.  Sol di Bronzo all’Azienda Agricola Madonna dell’Olivo di Serre (Salerno) – Campania. Categoria oli biologici: Sol d’Oro alla Almazaras de la Subbetica s.c.a. di Carcabuey Priego de Cordoba – Spagna. Sol d’Argento alla Agraria Riva del Garda di Riva del Garda (Trento) – Trentino Alto Adige.  Sol di Bronzo all’Azienda Agricola Biologica Titone di Trapani – Sicilia. Categoria oli monovarietali:  Sol d’Oro all’Azienda Agricola Cetrone Alfredo di Sonnino (Latina) – Lazio.  Sol d’Argento all’Azienda Agricola Tenuta Piscoianni di Sonnino (Latina) – Lazio.  Sol di Bronzo alla Società Agricola Il Conventino di Monteciccardo di Monteciccardo (Pesaro e Urbino) – Marche.

(Fonte: Veronafiere)