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23 settembre 2017, a Venezia, tra mistiche aiuole e vigneti, si degusta il “vin moro”

i soci Argav sotto la cerchiata con i vitigni coltivati dal Consorzio Vini Venezia nel Giardino mistico dei Carmelitani Scalzi (foto Marina Meneguzzi)

(di Marina Meneguzzi, vicepresidente Argav) C’è una speciale “Terra Promessa” a Venezia e la si trova a due passi dalla stazione ferroviaria di Santa Lucia, sul retro della chiesa di Santa Maria di Nazareth, da tutti conosciuta come chiesa degli Scalzi. Nella fattispecie, si tratta di un vitigno di origine israeliana, il cui grappolo può raggiungere anche una cinquantina di centimetri, impiantato dal Consorzio Vini Venezia insieme ad altre varietà di vitigni, in quello che si presenta come una sorta di itinerario spirituale fuori dal turismo di massa veneziano, il Giardino mistico dei Carmelitani Scalzi, visitato dai soci Argav lo scorso 2 settembre.

da dex, Padre Fabio illustra ai soci la storia del Giardino mistico dei Carmelitani Scalzi, mentre Carlo Favero, direttore del Consorzio Vini Venzia, quella del vigneto (foto Marina Meneguzzi)

Protetto da un muro di cinta, l’orto-giardino monastico, ridimensionato a metà Ottocento dall’insediamento della stazione ferroviaria e restaurato di recente per opera dell’architetto Giorgio Forti, oggi è aperto a visite guidate che, partendo dalla chiesa, capolavoro del Barocco veneziano del tardo Seicento, conducono a scoprire un tracciato ispirato al carisma carmelitano e alla storia dell’Ordine religioso, nonché all’opera della fondatrice, Santa Teresa d’Avila, che nel 1577 compose lo scritto “Castello Interiore“, da lei pensato come un cammino di vita cristiana diviso in 7 tappe. Nel giardino di 6 mila metri quadrati, sono presenti, quindi, 7 aiuole: dal prato verde all’orto delle erbe officinali, tra cui c’è la melissa moldavica, distillata dai monaci fin dal 1710 per divenire la celebre “Acqua di Melissa“, citata persino da Carlo Goldoni ne La Locandiera, ed oggi venduta nel piccolo negozio adiacente al giardino; le aiuole continuano con l’orto alimentare, i frutteto dei gusti perduti, l’orto degli ulivi, il bosco ed il vigneto.

particolare uva Terra Promessa coltivata nel brolo degli Scalzi (foto Marina Meneguzzi)

Una collezione della biodiversità viticola veneziana. Nel vigneto, collocato nella quarta aiuola, sono piantati 17 filari (7 + 10 come i sacramenti e i comandamenti). E questo grazie al Consorzio Vini Venezia, che si è impegnato, con l’ausilio del prof. Attilio Scienza, delle Università di Padova e di Milano nonché de CRA-VIT di Conegliano (TV), a recuperare la “storia vitivinicola” veneziana rintracciando in diversi orti e giardini veneziani più di 70 esemplari, individuando ben 30 varietà di vitigni, di cui ancora 3 risultano sconosciute. Tra le varietà analizzate e mappate che trovate nel brolo degli Scalzi figurano vitigni che si trovano nella Doc Venezia, tra cui Raboso Piave, Tocai Friulano, gli incroci Manzoni, i Pinot, il Refosco dal peduncolo rosso, i Cabernet, Merlot, Verduzzo trevigiano e friulano, Chardonnay, Malvasia istriana, oltre alle varietà Rushaki (di origine armena) e la sopracitata Terra Promessa, queste due ultime impiantate per rendere omaggio alla storia dei Carmelitani Scalzi, iniziata nel XII Sec. in Palestina, sul monte Carmelo.

Particolare vigne e brolo Giardino mistico Carmelitani Scalzi a Venezia (foto Consorzio Vini Venezia)

Vin moro di Venezia, presentazione libro (su prenotazione) e degustazione (libera).  Questo angolo verde di paradiso sabato 23 settembre ospiterà la prima edizione di #FeelVenice, appuntamento che avrà cadenza annuale organizzato dal Consorzio Vini Venezia per portare alla ribalta le diverse denominazioni e le ricchezze enologiche del territorio. Quest’anno, la manifestazione darà risalto al Raboso con la presentazione alle ore 9.30 del libro “Quando Raboso e Friularo si chiamavano vin moro”, nuova pubblicazione dello scrittore e sociologo Ulderico Bernardi (posti limitati, prenotazione obbligatoria a elisa.stocchiero@consorziovinivenezia.it – 347 3441102 ). A partire dalle ore 14.00 sino alle 19.30, in una degustazione libera, sarà possibile, invece, gustare i nettari del Consorzio Vini Venezia: dai vini del Piave a quelli del Lison-Pramaggiore, ai vini della Doc Venezia, insieme alle eccellenze dei produttori gastronomici del territorio. In via eccezionale, sarà anche possibile visitare la chiesa seicentesca del Convento, ora in restauro, ed il giardino mistico (contributo partecipazione a partire da 10 euro, il ricavato della giornata sarà interamente devoluto al restauro della facciata della Chiesa di Santa Maria di Nazareth).

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