(di Marina Meneguzzi, consigliere Argav) Da San Giuseppe (19 marzo) a Sant’Antonio (13 giugno): è fra le due celeberrime ricorrenze di Santi che cade, bizze del meteo permettendo, il periodo di produzione e raccolta quotidiana dell’asparago bianco di Bassano del Grappa Dop, prelibato germoglio che viene coltivato lungo la Strada dell’asparago, ossia il tratto di Pedemontana comprensivo dei 10 Comuni che dal 2007 rientrano nella denominazione di origine protetta (Bassano del Grappa, Cassola, Cartigliano, Marostica, Mussolente, Pove del Grappa, Romano d’Ezzelino, Rosà, Rossano Veneto e Tezze sul Brenta). Nello stesso periodo di tempo, ristoranti, trattorie, bistrò, pizzerie e persino una gelateria dislocati nel territorio della Dop, consentono agli appassionati del “Re bianco” di Bassano di assaporarlo in tante interpretazioni e consistenze offerte in menu degustazione sempre disponibili o in specifiche cene di gala in occasione della 44^ edizione della rassegna gastronomica dedicata al prezioso ortaggio e organizzata da Confcommercio mandamento di Bassano del Grappa. Non solo. I tipici mazzi da 1 kg o 1,5 kg legati con un ramoscello di salice o vimini (in dialetto veneto stroppa) dal quale pende il bollino con il marchio di riconoscimento, si possono anche acquistare nelle bancarelle di vendita che si susseguono lungo la Strada dell’asparago (info esercizi e date eventi bassanodascoprire.eu).

Tutti i numeri della Dop. L’asparago bianco di Bassano Dop nasce sotto cumuli di terreno sabbioso coperto da teli per impedire la fotosintesi clorofilliana e farlo rimanere nel suo splendido candore. “Da disciplinare, la Denominazione di origine protetta impone le caratteristiche estetiche che devono possedere gli asparagi di Bassano – spiega il giovane presidente del Consorzio di Tutela (asparagobassano.it), il quarantenne Paolo Brotto (nella foto in alto, credits Germana Cabrelle). Innanzitutto devono essere assolutamente di colore bianco, ben formati, dritti, interi e con apice serrato, teneri e non legnosi, di aspetto e odore freschi, privi di sapori estranei e con delle dimensioni ben precise”. La Dop si compone oggi di quaranta coltivatori certificati per una ventina di ettari di asparagiaie che forniscono, mediamente, 600 quintali di asparagi all’anno. Questa tipologia di asparago ha proprietà nutrizionali notevoli: i germogli contengono moltissimo potassio e risultano benefici per il cuore e la salute dei muscoli, oltre ad avere effetti depurativi e diuretici che si manifestano con la comparsa del tipico odore nelle urine.
Alle spalle, una storia gastronomica di cinque secoli. Le particolarità principali della varietà di asparago Dop bassanese sono la tenerezza, il gusto delicato e la possibilità di prepararlo in molte versioni: dal tradizionale piatto di asparagi lessati con le uova, di cui suggeriamo poi la ricetta per prepararli in 25 minuti, al risotto, dalla vellutata alla pizza, dalla tempura al gelato. Il miglior abbinamento in tavola con il vino resta territorialmente in Veneto e nel vicentino, accordando la preferenza al Vespaiolo di Breganze. Ovi e spàrasi è il piatto che tradizionalmente in Veneto va per la maggiore e che è quasi d’obbligo consumare in famiglia o tra amici. Per 4 persone ci vogliono 2 kg di asparagi bianchi di Bassano Dop, uova fresche di gallina. Per la preparazione, si taglia la parte sottostante dura dell’asparago. In una pentola capiente si fa bollire dell’acqua, salandola e immergendovi gli asparagi, cuocendoli coperti per circa 20 minuti. Nel contempo, si cuociono le uova in acqua bollente per circa 5 minuti (barzotte). Dopodiché si tolgono gli asparagi dall’acqua, adagiandoli in un piatto e servendoli con 2 uova intere a persona. Condire con olio extra vergine di oliva, sale, pepe e aceto.
Tour della città. L’assaggio delle specialità a base di asparago di Bassano Dop nelle località della Strada consente la visita alle principali testimonianze culturali del luogo: dalla visita al Museo Civico (fra i più antichi del Veneto) ospitato nell’ex convento dei frati francescani con il bellissimo chiostro e un’ala interna dedicata allo scultore neoclassico Antonio Canova (museibassano.it) alla salita alla Torre Civica con l’orologio dalla cui sommità (43 metri) si ammira un bellissimo panorama alla passeggiata lungo lo storico Ponte degli Alpini, opera in legno dell’architetto cinquecentesco Andrea Palladio e simbolo di Bassano del Grappa.

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