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Fino al 9 ottobre a Isola della Scala (VR) c’è Risitaly Top Show

In occasione della Fiera del Riso di Isola della Scala (VR), uno dei maggiori eventi nazionali del settore, con i suoi 500.000 visitatori e 400.000 risotti serviti, la Strada del Riso Vialone Nano veronese in collaborazione col Consorzio di tutela del Riso Nano Vialone e l’Ente Fiera organizza la quarta edizione di TOP SHOW, 16  giorni di incontri gastronomici legati al riso che vedranno impegnati cuochi di di tutta italia, che oltre ai risotti proporranno anche piatti tipici e vini doc delle rispettive regioni.

Le novità. A caratterizzare l’edizione 2010 del Risitaly Top Show saranno i gemellaggi gastronomici con Treviso, Mantova e Fermo, la presenza internazionale dell’India e del premio Nobel Lech Walesa, ma soprattutto la presenza di molti nomi famosi come le Stelle Michelin delle Marche e dell’Alto Adige e il veronese Dodici Apostoli, affiancati da molti ristoranti emergenti ma di assoluto valore. Protagonista resta comunque il Riso Vialone  Nano Veronese, che in questa rassegna vede esaltate le sue caratteristiche di grande prodotto per l’Alta Cucina.

(fonte Fiera del Riso)

Pasta italiana…made in Grecia

La scandalosa importazione di pasta con falso marchio Made in Italy proveniente dalla Grecia mette a rischio l’immagine dell’agroalimentare nazionale in tutto il mondo e danneggia consumatori e agricoltori italiani, che vedono sottopagato il proprio grano. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente l’operazione della Guardia di Finanza e della dogana di Ancona che ha portato al sequestro, su tre rimorchi sbarcati da una traghetto greco e diretti nel Nord Italia, di sessantatre tonnellate di pasta che, benche’ prodotta all’estero riportava sulle confezioni la scritta “Made in Italy”’ oltre ad altri simboli e  iscrizioni tali da indurre il consumatore a ritenere la merce di origine italiana.

Italiani primi consumatori al mondo di pasta con 26 chili a testa. La pasta è il prodotto simbolo dell’alimentazione mediterranea e dell’Italia che detiene il primato nella produzione e nel consumo che è fissato – sottolinea la Coldiretti – attorno ai 26 chili a persona, tre volte superiore a quello di uno statunitense, di un greco o di un francese, cinque volte superiore a quello di un tedesco o di uno spagnolo e sedici volte superiore a quello di un giapponese. Ad essere danneggiati insieme ai consumatori ci sono gli agricoltori ai quali – precisa la Coldiretti – il grano duro  viene pagato intorno ai 22 centesimi al chilo mentre la pasta arriva a 1,4 euro al chilo secondo il servizio sms consumatori.

Frodi alimentari: danno per l’economia, il gusto e la salute degli italiani. L’azione delle forze dell’ordine è importante per contrastare il furto di immagine e di identità che subisce il vero Made in Italy, che rappresenta – sostiene la Coldiretti – il vero ostacolo alla crescita economica del settore agricolo e dell’intero Paese . Un danno incalcolabile per l’agricoltura italiana che – precisa la Coldiretti – vede sottopagati i propri prodotti senza alcun beneficio per i consumatori, anche per l’effetto della concorrenza sleale che vede sfacciatamente immesso in commercio cibo proveniente da chissà quale parte del mondo come italiano. Un piatto di pasta su quattro consumato nel mondo – conclude la Coldiretti – e’ fatto in Italia che è leader nella produzione con 3,2 milioni di tonnellate superiore a quella degli Stati Uniti (2 milioni di tonnellate), del Brasile (1 milione di tonnellate) e della Russia (858 mila tonnellate).

(fonte Coldiretti)

Arriva Cladis, il pecorino senza colesterolo

Le pecore di Onna (AQ)

Si chiama ‘Cladis’, ha lo stesso sapore di quello originale ma, in piu’, e’ ricco di acido linoleico coniugato (CLA), un acido grasso polinsaturo che contribuisce a proteggere l’organismo dalle malattie cardiovascolari. E’ il formaggio pecorino messo a punto dal team del professor Pierlorenzo Secchiari della Facolta’ di Agraria dell’Universita’ di Pisa. E’ stato ottenuto nutrendo le pecore con uno speciale mangime ricco di semi di lino estrusi – una fonte naturale di precursori di acido linoleico coniugato (CLA) – che gli stessi sperimentatori hanno gia’ dimostrato portare alla produzione di un latte particolarmente ricco di CLA.

Benefici testate su 100 donne over 60 per trenta mesi. Il nuovo formaggio sara’ presto allo studio dei ricercatori del Policlinico di Abano Terme – Fondazione Leonardo che ne vogliono testare gli effetti protettivi: il trial durera’ trenta mesi e coinvolgera’ una popolazione di 100 donne over 60 con sindrome metabolica. Questo tipo di pazienti potrebbe ottenere un doppio beneficio dal CLA: prevenzione di malattie cardiovascolari e di osteoporosi. Il pecorino Cladis, se inserito nell’ambito di una dieta equilibrata, potrebbe infatti non aumentare (e probabilmente abbassare) i livelli di colesterolo, contribuendo alla prevenzione di alcune delle principali patologie croniche debilitanti, come quelle cardiovascolari.

Altre benefiche ricadute. Inoltre, poiche’ il formaggio come e’ noto e’ un’ottima fonte di calcio, il suo effetto protettivo potrebbe estendersi anche contro l’osteoporosi. Infatti comunemente il formaggio tradizionale, per l’alto contenuto di grassi saturi, e’ controindicato per pazienti a rischio cardiovascolare. E per questo motivo non e’ utilizzabile quale fonte di calcio in un’alta percentuale di over 50, soprattutto nella donna in post menopausa, ad alto rischio di malattia cardiovascolare, ma anche purtroppo di osteoporosi. La sperimentazione avverra’ grazie ad un finanziamento di 276 mila euro concesso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Il pecorino sara’ somministrato ad un campione di ospiti dell’Opera Immacolata Concezione (OIC) di Padova. In caso di successo, si prevede di allargare la produzione di latte ricco in acido linoleico coniugato anche alle pecore di Onna, in provincia de L’Aquila, una delle zone piu’ colpite dal terremoto dello scorso anno.

(fonte Asca)

Il presidente Argav “portavoce” della Giuria al Concorso gastronomico regionale “Km zero raccomandato in cucina”

“La varietà e la concorrenza dei territori sono fattori di confronto ma anche di coesione”. La butta sorridendo sul politico, l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato, che stasera, mercoledì 15 settembre,  parteciperà assieme ad altri sei consiglieri regionali di partiti diversi, ciascuno in rappresentanza di una provincia del Veneto (ci sarà anche il presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato), al Concorso regionale “Km zero raccomandato in cucina”.

Km zero: una “filosofia” a carattere trasversale. L’iniziativa è organizzata da Coldiretti Veneto e dall’Antica Trattoria Ballotta di Torreglia, ai piedi dei Colli Euganei, in provincia di Padova, locale antesignano dei “Ristoranti con menù a km zero”. “Sulla politica del km 0 – ha sottolineato Manzato – c’è stata assoluta trasversalità favorevole in Consiglio, che ha approvato la prima legge regionale d’Italia che valorizza i prodotti di vicinato, anche nella ristorazione collettiva. A Torreglia riproporremo questa trasversalità in una sfida tra territori diversi, ma tutti eccellenti. Io sarei perché tutti vincessero ex aequo, perché non essere eguali non significa che uno debba essere superiore ad un altro, ma il regolamento di gara non lo consente. Ecco, qui potrebbe tornare nuovamente utile la trasversalità della politica, anche se probabilmente si farà sentire la competizione tra politici…”.

“Km zero raccomandato in cucina” vedrà sfidarsi sette coppie, in rappresentanza delle sette province della Regione, ciascuna formata da un cuoco e un politico. Ogni coppia preparerà una portata tipica con prodotti di territorio nell’ambito di un nutrito e nutriente, ma soprattutto variegato e gustoso menù. A vincere sarà il piatto ritenuto più ecosostenibile, sintesi della tradizione veneta e della semplicità rurale. Il giudizio verrà espresso da una giuria, presieduta da Fabrizio Stelluto, presidente Argav, formata da giornalisti veneti (molti dei quali soci Argav), rappresentanti istituzionali e commensali. Oltre a fregiarsi del primo premio, il vincitore avrà diritto anche al giro d’onore con una Ford del 1929 alimentata ad energia solare.

Le coppie in garaBelluno: Ristorante alle Codole di Canale d’Agordo/Consigliere regionale Dario Bond; Padova: Antica Trattoria Ballotta di Torreglia/Presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato; Rovigo: Trattoria alla Rosa di Adria/Consigliere regionale Graziano Azzalin; Treviso: Teatro dei Sapori di Castelfranco Veneto/Assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato; Verona: Ristorante Tregnago di Montecchia di Crosara/Consigliere regionale Davide Bendinelli; Vicenza: Al Pioppetto di Romano d’Ezzelino/Consigliere regionale Raffaele Grazia; Venezia: Ristorante Marco Polo di Mestre-Venezia/Consigliere regionale Pietrangelo Pettenò.

(fonte Regione Veneto)

Km zero: un progetto che farà molta strada…sostenibile

Una carriera folgorante quella del “KMZERO”, ovvero il progetto di Coldiretti Veneto che in soli quattro anni da semplice slogan espressione di una raccolta di firme a favore di una legge d’orientamento al consumo di prodotti tipici nelle mense collettive e nella ristorazione privata è passato a legge regionale fino a diventare una strategia economica.

Tutti i numeri del Km zero in Veneto. Un brand che è sinonimo di tutto ciò che è locale, di provenienza regionale, riconducibile alla produzione agricola fresca di stagione nonché di filiera corta.Un successo che in poco tempo ha dato grandi numeri. Il Veneto attualmente conta quasi un centinaio di mercatini agricoli distribuiti su tutto il territorio, più 5000 aziende agricole che vendono direttamente ai consumatori, una rete di oltre trenta locali (trattorie, locande, pizzerie, bar, osterie, gelaterie, negozi, macellerie) che scelgono per i menù e i loro banchi le tipicità della campagna limitrofa, pacchetti vacanze ecosostenibili per promuovere i piccoli borghi rurali e le feste paesane, ospedali e distretti scolastici che per i pasti da somministrare hanno adottano piatti a base di specialità agroalimentari fornite direttamente dalle fattorie vicine.

Il Concorso regionale “Km zero raccomandato in cucina”. La Regione Veneto detiene anche il primato dell’unica norma del genere sul panorama legislativo nazionale. Un vanto per la tutela e la valorizzazione di quella identità dei popoli che passa attraverso non solo la storia ma anche la tradizione culinaria. La nostra è talmente ricca da permettersi una sfida tra sette province rappresentate ognuna da uno chef affiancato ad un politico, entrambi impegnati nella ricetta sintesi della semplicità contadina. Ingrediente principale la capacità di convincere la giuria, non tanto delle abilità dei cuochi o del sapore della combinazione gastronomica, quanto il messaggio emozionale ed evocativo del piatto preparato. Insomma una sorta di prova elettorale “politicamente corretta” per consiglieri, presidenti e assessori in gara con gusto per far vincere il partito della bontà.

Gli schieramenti. BELLUNO Ristorante “Alle Codole” di Canale d’Agordo con il Capo Gruppo PDL Dario Bond. PADOVA Trattoria “Da Ballotta” di Torreglia con il Presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato. TREVISO Ristorante “Teatro dei Sapori” di Castelfranco con l’Assessore all’agricoltura Franco Manzato. ROVIGO Trattoria “Alla Rosa” di Adria con il Consigliere regionale Graziano Azzalin. VERONA Ristorante “Tregnago” di Montecchia di Crosara con il Presidente IV commissione agricoltura Davide Bendinelli. VICENZA Ristorante “Al Pioppeto” di Romano d’Ezzelino con il Consigliere regionale Raffaele Grazia. VENEZIA Ristorante “Marco Polo” di Mestre con il Consigliere regionale Pietrangelo Pettenò.

(fonte Coldiretti Veneto)

Raccolta funghi: un decalogo per evitare incidenti

Dalle montagne lombarde a quelle venete, dalle colline emiliane alle vallate cuneesi fino ai monti della Sila in Calabria si preannuncia un settembre da record per la raccolta di funghi grazie alla pioggia estiva che ha reato le condizioni ottimali per la nascita del gustoso prodotto dell’autunno. Ma insieme alle frenetiche attività di ricerca del prelibato vegetale, si moltiplicano i rischi che in passato hanno provocato numerose vittime. A questo riguardo, Coldiretti ha sintetizzato in un decalogo alcune importanti regole.

Il decalogo

  • informarsi sulle norme vigenti nella zona relativamente alle attività di raccolta;
  • studiare il territorio che si intende esplorare ed evitare percorsi non adatti alla proprie capacità;
  • Rendere note le proprie intenzioni ed i tempi di rientro prima di partire ad amici o familiari;
  • Verificare le condizioni climatiche del posto;
  • Scegliere l’attrezzatura adatta senza dimenticare luce e cellulare e facendo particolarmente attenzione alle scarpe;
  • Raccogliere solo funghi di cui si sia sicuri e non fidarsi assolutamente dei detti e dei luoghi comuni, ma anche rivolgersi sempre, in caso di incertezza, per controlli ai Comuni o alle Unioni micologiche;
  • Utilizzare cestini di vimini ed evitare le buste di plastica;
  • Non utilizzare rastrelli che possano danneggiare il micelio;
  • Pulire immediatamente il fungo dai residui di rami, foglie e terriccio per garantire la sua integrità;
  • In caso di necessità contattare il 1515, numero di Emergenza Ambientale del Corpo Forestale dello Stato.

(fonte Coldiretti)

Nel piatto meglio il locale che il globale

Il 54 per cento degli italiani preferisce acquistare prodotti alimentari locali e artigianali piuttosto che le grandi marche, che si fermano al 12 per cento. E’ quanto emerge da un’indagine Coldiretti/Swg che giustifica il successo di esperienze di vendita di prodotti locali rispetto ai quello delle multinazionali come McDonald’s. Secondo l’indagine – continua la Coldiretti – per il 29 per cento degli italiani la scelta tra le due tipologie di prodotto dipende dalla qualità mentre per il 5 per cento dal prezzo.

Boom di acquisti diretti dai produttori. La vittoria del prodotto legato al territorio è confermata dal fatto che quasi due terzi degli italiani (65 per cento) si sentirebbero piu’ garantiti da un marchio degli agricoltori italiani rispetto al marchio industriale (13 per cento) e a quello della distribuzione commerciale (8 per cento). Si tratta – sottolinea la Coldiretti – di una opinione confermata da un vero boom degli acquisti diretti dai produttori dove compra regolarmente l’11 per cento degli italiani e ben il 47 per cento ha dichiarato di farlo almeno qualche volta durante l’anno.

Il risparmio sposa la sicurezza del cibo. La spesa in cantine, malghe o frantoi per acquistare direttamente dai produttori vini, ortofrutta, olio, formaggi, e altre specialità supererà nel 2010 i 3 miliardi di euro secondo la Coldiretti e coinvolge 63mila imprese agricole attraverso spacci aziendali, chioschi, bancarelle, sagre e oltre 500 mercati degli agricoltori di Campagna Amica. L’acquisto di un alimento direttamente dal produttore – sottolinea la Coldiretti – è una opportunità per conoscere non solo il prodotto ma anche la storia, la cultura e le tradizione che racchiude dalle parole di chi a contribuito a conservare un patrimonio che spesso non ha nulla da invidiare alle bellezze artistiche e naturali del territorio nazionale. Si tratta – continua la Coldiretti – di un fenomeno in controtendenza rispetto alla crisi generale perché concilia la necessità di risparmiare con quella di garantirsi la sicurezza del cibo. Tra le motivazioni di acquisto dell’indagine Swg/Coldiretti spicca infatti la genuinità (71 per cento) seguita dal risparmio (40 per cento) e dal gusto (26 per cento).

Obiettivo: offrire prodotti alimentari italiani firmati dagli agricoltori e al giusto prezzo. “Favorire la presenza di prodotti locali nei punti vendita è anche l’obiettivo del progetto per una Filiera agricola tutta italiana per arrivare ad offrire prodotti alimentari al cento per cento italiani firmati dagli agricoltori e al giusto prezzo” ha affermato il presidente della Coldiretti Marini nel sottolineare che “questi prodotti sono già offerti tramite la più estesa rete commerciale nazionale che coinvolge i mercati di campagna amica, i punti di vendita delle cooperative, i consorzi agrari, agriturismi e aziende agricole, ma coinvolgerà anche la rete della ristorazione a chilometri zero e la distribuzione che intenderà partecipare”.

(Fonte Coldiretti)

Arriva il sorbetto Doc ed è subito km zero

A fine pasto come dessert, a metà giornata come spuntino, si beve e si mangia: è il sorbetto DOC nella versione rosso al Raboso, o autoctono al Carmenere oppure bianco classico al Prosecco. E’ questa la specialità della gelateria di Zanin Giuseppina di San Polo di Piave (TV) che nei giorni scorsi ha ricevuto la targa del “km zero” dall’Assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato e dal Presidente di Coldiretti Treviso Fulvio Brunetta.

A portare in Italia il gelato furono gli arabi, con lo “sherebet”, dolce neve. La formula magica prevede acqua, zucchero e frutta una combinazione perfetta ma se si tratta di amalgamare gli stessi ingredienti con un vino la stessa alchimia richiede una tecnica particolare visto che l’alcool è un anticongelante. Segreti del mestiere che appartengono ad una lunga tradizione, basti pensare che sono stati gli arabi a portare il gelato in Italia durante l’invasione della Sicilia diffondendo quello che loro chiamavano “sherebet”: dolce neve, ora appunto il sorbetto.

In questo angolo ghiacciato il gusto è solo di Marca. “El geatin” (il nome della gelateria) propone sapori solo locali. Non c’è  nessun frutto esotico ma l’arancio del melone, il rosso dell’ anguria, il tenue giallo della pesca e l’ocra delle “goccia d’oro” una particolare varietà di prugna custodita dagli agricoltori. Sono proprio loro i fornitori a garantire il prodotto di base: la cantina di Giorgio Cecchetto di Tezze di Piave (TV) per il Raboso e il Carmenere, quella di Bortolin Angelo di Valdobbiadene (TV) per il Prosecco Docg, l’azienda agricola Saggio Paolo di Fontanelle (TV) e La Risorta di Tonon Anna di Santa Lucia di Piave (TV).

Ape zero: aperitivo con gelato dai poteri digestivi. Alla scelta convinta dei titolari che dicono il loro NO convinto ai preparati chimici e il SI a quanto offre la vicina campagna tutta la cittadinanza ha applaudito insieme al Vice Sindaco Galileo Zaninotto che qui ha scoperto per primo l’Ape Zero ovvero un aperitivo con/gelato dai poteri digestivi. Servito in un calice con bollicine e una pallina bianca verde l’effetto è stuzzicante per l’appetito e pure conciliante post abbuffata. La novità è stata apprezzata da tutti i presenti all’evento, che l’hanno assaggiata in anteprima. In gelateria  sarà servita per tutta l’estate. Non si sono lasciati sfuggire questa chicca i ristoratori che l’hanno voluta introdurre nel proprio menù.

(fonte Coldiretti Veneto)

In Francia ortaggi disponibili al distributore automatico

In Francia, un produttore ha installato un distributore di ortaggi in modo che il consumatore possa acquistare in maniera diretta. Il distributore è formato da piccole cassette. I consumatori, quando vogliono, possono avere a disposizione gli ortaggi di cui necessitano. In ogni cassetta si possono trovare patate, cetrioli, insalata, ravanelli, carote e cipolle. I prodotti sono disponibili 24 ore su 24, tutti i giorni della settimana. Le cassette vengono rifornite due volte al giorno e fino a tre volte nei fine settimana. Il distributore è stato posizionato in modo tale che non vi batta il sole.

(fonte Freshplaza)

In Alto Adige applicata una tecnica innovativa per lo stoccaggio di mele

In Europa una mela su dieci proviene dall’Alto Adige, per un raccolto totale annuo di un milione di tonnellate di mele, che vengono immagazzinate per diversi mesi. Affinché la mela altoatesina possa essere sempre presente sui mercati europei e mondiali, il Centro di sperimentazione di Laimburg ha sviluppato una tecnologia all’avanguardia nello stoccaggio che viene applicata in tutta la provincia di Bolzano.

Per ogni varietà di mela la giusta conservazione. Con una tecnica innovativa, la così detta “atmosfera a controllo dinamico” (Dca), lo stato di salute e di conservazione delle mele nelle celle frigorifere è tenuto sotto costante controllo. In questo modo, le condizioni di stoccaggio possono essere tagliate su misura per ogni diversa varietà di mela in modo da ottenere un’alta qualità del frutto anche dopo mesi di stoccaggio nelle celle frigorifere. Il metodo altoatesino di stoccaggio delle mele è tra i più avanzati al mondo e permette di gustare mele raccolte in autunno anche durante l’estate senza perdita di qualità.

(fonte Adn Kronos)