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18-19 aprile 2015, a Castelgomberto (VI) c’è Aprile in villa, mostra-mercato del gusto

VdS_facciata_esterna_dal_parco_02Sabato 18 e domenica 19 aprile 2015 si terrà a Castelgomberto (VI), nella splendida Villa da Schio ( via Villa 117) , “Aprile in villa“, appuntamento che coinvolge numerose realtà locali legate al mondo del cibo, con l’obiettivo di promuovere i sapori e la fattiva produttività  del territorio e di valorizzare le ricchezze storiche culturali che lo contraddistinguono.

Una mostra-mercato del gusto. Le ville venete nei secoli scorsi erano centri produttivi o commerciali, fulcro e motore dell’area in cui sorgevano; con questo evento si vuole riproporre lo stesso spirito, creando un micro-polo in un’area geografica del vicentino molto ricca, ma non ancora dovutamente valorizzata dal punto di vista turistico. Negli ampi porticati del cortile centrale di Villa da Schio saranno ospitate realtà produttive e commerciali del settore food e professionisti della ristorazione; si potranno ammirare, assaggiare e acquistare sfiziosità tipiche del territorio, dal pane al vino, dall’olio ai formaggi, ma anche prodotti del commercio equo-solidale.

E nell’antica cucina della villa si tengono i seminari. Sabato 18 aprile alle ore 14:30 l’architetto Federica Rigon parlerà di “Cucina ieri e oggi”, la vita in cucina a fine seicento e ai giorni nostri, un viaggio attraverso l’evoluzione di quello che da sempre è il cuore pulsante della casa. Domenica 19 aprile alle ore 16:00 appuntamento con lo chef Sergio Prebianca che affronterà il tema “Lieviti e farine”. Non saranno ignorate le problematiche inerenti ai disturbi alimentari, infatti è prevista la presenza di uno specifico punto informativo. Due gli appuntamenti dedicati ai più piccoli: il sabato “Storie e profumi dell’orto” la fragranza delle spezie e racconti kamishibai; la domenica “Piccolo Master Chef” come decorare il cupcake con pasta di zucchero, crema di burro stampini e fantasie.

Pittori all’opera sul tem del cibo e dell’alimentazione. Dal cibo e dall’intrattenimento si passa alla storia e alla cultura con le visite guidate al parco settecentesco caratterizzato dalla presenza di trentacinque statue dell’Officina del Marinali e da tre ampi viali alberati, al giardino romantico adiacente alla peschiera e a quello all’italiana in posizione frontale alla facciata della villa.  In tale contesto non poteva mancare un angolo dedicato all’arte, uno spazio dove alcuni pittori sfrutteranno questi due giorni per realizzare un’opera il cui tema è il cibo e l’alimentazione. L’evento è organizzato con il patrocinio del Comune di Castelgomberto e con la collaborazione della Pro Loco. Ingresso: accesso al cortile centrale e alla mostra mercato 3,00 euro,  accesso e visita guidata al parco 5,00 euro, gratuito per bambini sino ai 10 anni e diversamente abili.

Fonte: Villa da Schio

A Torreglia (PD), le Tavole Tauriliane tingono con “13 sfumature di sapori” le iniziative del territorio

(credit foto Comune Torreglia)

(credit foto Comune Torreglia)

(di Marina Meneguzzi) Un “paese di ville, vini e vivandieri”: così i tredici ristoratori associati alle “Tavole Tauriliane” amano definire Torreglia, amena località ai piedi dei Colli Euganei, in provincia di Padova. Ed è una definizione che ben s’attaglia alle gaudenti atmosfere evocate dalle iniziative in serbo nel 2015 per promuovere il territorio nella sua interezza e che il presidente dell’Associazione, Fabio Legnaro, ha presentato alla stampa lo scorso 26 marzo nelle sale del comune di Torreglia, coadiuvato da una nutrita rappresentanza di colleghi ristoratori.

Taparo Ballotta e Lionello

Un momento della presentazione delle iniziative 2015 di Tavole Tauriliane, al centro il presidente dell’Associazione, Fabio Legnaro

Felice sinergia d’intenti. Si comincia dalle erbette spontanee, bruscandoli (luppolo selvatico), carletti (Silene), asparagi verdi o bianchi, che insieme a tutte le altre ghiotte varietà verdi degli Euganei, saranno protagoniste dei menù di ogni ristorante associato alle Tavole Tauriliane per tutta la durata della Primavera. Una stagione tradizionalmente legata al rinnovamento e alle novità che per l’Associazione è iniziata in anticipo con la partecipazione a 4 importanti fiere tenutesi nei mesi scorsi in Germania e in Austria, grazie alla collaborazione avviata con il Consorzio Terme Euganee. A confermare l’intenzione di una maggiore sinergia nella diffusione e nella promozione dell’intero bacino Euganeo è stato il sindaco di Torreglia, Filippo Legnaro, presente all’incontro, che ha parlato di “un lavoro di squadra tra pubblico e privato, mirato a valorizzare, conservare e far conoscere qualità e tipicità enogastronomiche di un territorio che vanta una storia e una tradizione antichissima“.

Street food per il Giro d’Italia. Importante appuntamento 2015 sarà il Giro d’Italia,  che giovedì 21 maggio transiterà per Torreglia. In questa data, in collaborazione con l’amministrazione comunale di Torreglia e le altre attività produttive aderenti, le Tavole Tauriliane daranno il via alla grande festa dello “Street Food” che,  a partire dalle ore 12 sino a notte fonda, lungo il percorso ciclistico chiuso al traffico, vedrà l’allestimento di cucine mobili pronte a servire le tipicità dei Colli Euganei.

Appuntamenti tra maggio e ottobre. Sempre nel “mese delle rose”, e precisamente dal 3 al 6 maggio, in concomitanza con l’apertura di EXPO 2015, le Tavole Tauriliane saranno protagoniste insieme a CNA, Camera di Commercio di Padova, associazioni di categoria e imprese padovane,  a “Tutto Food -Expò” nei padiglioni della fiera di Milano. L’appuntamento estivo sarà invece con la “Cena sotto le stelle” allestita nella splendida Villa dei Vescovi a Luvigliano nella serata del 4 luglio 2015 ed organizzata da Tavole Tauriliane in collaborazione con il FAI e il comune di Torreglia. Ad ottobre, infine, si terrà la tradizionale “ Notte Bianca e Rossa” che, all’insegna dei vini del territorio, brinderà all’avvicendarsi dell’ora legale con quella solare.

A proposito di vini. Fra le molte realtà vitivinicole, i Colli Euganei vantano punte di eccellenza come, ad esempio, la Cantina Vignalta. Che parteciperà alle iniziative affiancando ai menù dei 13 ristoranti due propri vini con il marchio delle Tavole Tauriliane, un Pinot Bianco, prodotto nel brolo di Villa Vescovi, ed un Rosso, prodotto con un blend di uve a bacca rossa del territorio.

500 studenti degli Istituti alberghieri del Veneto a lezione di “pesca sostenibile”

1 - Banco pesceTorna in Veneto “La Tavola blu”, progetto di Marevivo, realizzato con il contributo della Regione Veneto – Assessorato Agricoltura. Obiettivo dell’iniziativa, è la valorizzazione delle risorse del mare ed il loro uso sostenibile, partendo proprio dalla scuola e, in particolare, dagli istituti alberghieri, da cui usciranno gli operatori dell’enogastronomia del domani.

Il progetto coinvolgerà circa 500 studenti di dieci istituti alberghieri diffusi su tutto il territorio regionale: da Venezia a Cortina D’Ampezzo, passando per Verona, Vittorio Veneto, Trecenta e Montagnana. Sarà un viaggio di tre mesi che mostrerà, dentro e fuori dalle cucine, ai futuri chef e ai manager del food&beverage di domani che la creatività e la sostenibilità nell’uso delle risorse del mare sono gli ingredienti migliori della tradizione veneta e italiana e rappresentano anche la chiave del successo per il loro futuro professionale.

Partecipazione attiva degli studenti sui temi del mare. Gli chef di domani sono chiamati a fare scelte cruciali e sostenibili: al contrario dei consumatori, sempre più impegnati e con poco tempo per pulire e cucinare il pesce, potrebbero farsi promotori delle specie ittiche dimenticate, ma ugualmente sane e buone. “La Tavola Blu” vedrà, infatti, gli studenti veneti impegnati in un percorso di informazione e di partecipazione attiva sui temi del mare e sulle ripercussioni delle nostre scelte alimentari, ma saranno anche occupati a percorrere mercati e porticcioli della piccola pesca. In questo modo, avranno nuovi strumenti per valorizzare il grande patrimonio enogastronomico del Veneto.

Sostenità ambientale. “Il Veneto annovera un’antica tradizione di pesca e di buona cucina – sottolinea l’assessore  all’Agricoltura Franco Manzato – con una folta lista di specialità ittiche, come pagello, palamita, pesce sciabola, tonnetto, che i giovani studenti degli istituti alberghieri sono chiamati a conoscere e ad utilizzare in un’ottica di sostenibilità ambientale. Durante questo percorso di approfondimento, ai ragazzi non verranno insegnati unicamente aspetti gastronomici, bensì verranno approfondite anche le tematiche legate alla sostenibilità ambientale della pesca”. “In considerazione dell’interesse crescente dei mass media rispetto alla tema dell’alimentazione, “La Tavola Blu”, soprattutto nell’anno dell’Expo, rappresenta una scelta strategica per diffondere nuovi modelli comportamentali di utilizzo consapevole delle risorse naturali e una nuova cultura gastronomica nell’ottica di uno sviluppo sostenibile” , ha commentato Maria Rapini, responsabile del progetto di Marevivo.

Fonte: Regione Veneto

Influenza “suina” (H1N1), nessun collegamento con il consumo di carne di maiale

Carne griglia Festa Agricoltura Mirano“Il ceppo influenzale H1N1, conosciuto dal punto di vista mediatico come “influenza suina”, che sta circolando nell’ambito dell’influenza stagionale anche in Veneto, non ha alcun collegamento con la carne di maiale”. Lo precisa l’assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato.

Inutili allarmismi. “L’Istituto Zooprofilattico di Padova – sottolinea Manzato –  ha infatti assicurato che questa patologia non è trasmessa dal suino all’uomo, semmai allo stato attuale potrebbe essere possibile un contagio inverso dall’uomo al suino”.  Manzato ritiene doveroso, per non ingenerare inutili allarmi, dare rassicurazioni ai consumatori di carne di maiale “, che potranno continuare ad includerla nella propria dieta alimentare, in tutte le sue forme, senza alcun genere di pericolo, anche in forza dell’azione quotidiana di sorveglianza veterinaria negli allevamenti e di controllo sugli animali alla macellazione”.

Fonte: Regione Veneto

La salute nel piatto: cipolla, aglio e olio extravergine d’oliva aumentano le difese contro le patologie di stomaco e cuore

olio cipollaLe proprietà benefiche della cipolla sono conosciute fin dai tempi degli antichi Egizi e ora sappiamo qualcosa di più sui meccanismi d’azione e sui composti che sono all’origine delle virtù salutistiche di questo ortaggio, grazie a una ricerca italiana, realizzata dall’Istituto Mario Negri di Milano.

Una forte protezione contro il cancro allo stomaco. Il merito non sarebbe da attribuire solo alla quercitina, la molecola antiossidante della cipolla, ma soprattutto a quei composti solforati che sono responsabili dell’alito pesante. Queste molecole, infatti, attaccherebbero in modo naturale l’Helicobacter pylori, principale causa del tumore dello stomaco. Non occorre, però, abbuffarsi di cipolla. Due porzioni da circa 50 grammi alla settimana sono sufficienti a far diminuire il rischio di ammalarsi di cancro allo stomaco del 40% rispetto alla media. Seppure in misura minore, il rischio diminuisce anche con l’aglio. “Abbiamo svolto anche una meta-analisi degli studi riportati in letteratura e relativi a più di 10mila casi – ha dichiarato l’autore dello studio Carlo La Vecchia – Questa ha confermato i potenziali effetti protettivi di cipolla e aglio nei confronti dei tumori dello stomaco”.

Basta condire l’insalata con l’olio extravergine d’oliva…e il cuore ringrazia. Secondo i ricercatori scozzesi della Glasgow University basterebbero 20 ml (pari a due cucchiaini) al giorno di olio extra vergine di oliva per 6 settimane per vedere benefici effetti per il cuore, quindi anche condendo l’insalata o una caprese possiamo fare prevenzione. La ricerca è stata condotta su 69 tra uomini e donne e gli scienziati attribuiscono i benefici clinici rilevati agli omega 6 contenuti nell’olio di oliva. Due infatti gli effetti rilevati al termine del periodo di prova, una riduzione della pressione sanguigna e una riduzione dei marker infiammatori legati alle patologie cardiache. La ricerca ha applicato una nuova tecnica diagnostica, basata su alcuni peptidi identificati come responsabili di malattie cardiache come il CAD (coronary artery disease). Il sistema di misura individuato dai ricercatori variava su una scala da 1 (attacco cardiaco imminente) a – 1 (salute coronarica perfetta). Una dieta di sole 6 settimane a base di olio extra vergine d’oliva ha portato il valore medio dei pazienti da -0,5 a -0,8, un miglioramento considerevole e statisticamente significativo.

Fonte: Veronafiere-Sol&Agrifood

La Dieta Mediterranea costa meno del “cibo spazzatura”

170_34_1242114221_alimentihaccpAl giorno d’oggi seguire in maniera rigorosa i dettami della Dieta Mediterranea costa 50 euro a persona a settimana, contro i 48 euro che gli italiani spendono mediamente. Quindi con soli 2 euro in più a persona a settimana, 32 euro al mese per una famiglia di quattro persone, si può beneficiare appieno di tutti i pregi salutistici della Dieta Mediterranea.

Merendine e piatti pronti, ricchi di calorie “vuote”. Lo dice uno studio dell’Università di Bologna, che a sorpresa indica come più costosa proprio la dieta a base di cibo spazzatura, il cosiddetto junk food, con ben 130 euro a settimana a persona. Questo perché la Dieta Mediterranea mette al bando merendine e molti dei piatti pronti che, per comodità e stile di vita, consumiamo quotidianamente. Ma sebbene consigliabile, non è strettamente necessario seguire i dettami della Dieta Mediterranea giorno per giorno, 365 giorni l’anno. Secondo una ricerca delle Università inglesi di Sheffield Hallam e Lincoln si possono avere benefici a lungo termine anche solo con otto settimane di Dieta Mediterranea consecutive, unite a un po’ di attività fisica. I ricercatori, che hanno valutato pazienti cinquantenni, hanno infatti verificato che, 12 mesi dopo la fine del regime dietetico, per il gruppo che aveva seguito la Dieta Mediterranea aveva un migliore flusso sanguigno rispetto al gruppo che si era nutrito con una dieta nordica, ricca di grassi saturi. Tutto sarebbe dovuto a cambiamenti molecolari, che hanno un’influenza sulle cellule endoteliali che rivestono i nostri vasi sanguigni, provocati dal pur breve periodo di Dieta Mediterranea.

Fonte: Veronafiere

Presenza allergeni dichiarata negli alimenti, Confcommercio Veneto chiede etichette “verbali”

MENU VISTADal 13 dicembre le aziende che producono e imballano alimenti, ma anche quelle che li cucinano e li somministrano, quali mense, bar, ristoranti, pizzerie, agriturismi, ospedali, treni, aerei, navi, pasticcerie, panifici, dovranno adeguarsi alla normativa europea e quindi dovranno informare i clienti della presenza di allergeni. Ma mentre in alcuni Paesi UE la presenza di allergeni si potrà comunicare anche a voce, in Italia questo non è previsto e sarà obbligatorio mettere etichette in tutti gli alimenti pre-imballati e tutto,proprio tutto, dovrà essere etichettato.

Un’azione di trasparenza difficile da adempiere. Se l’obbligo dovesse rimanere esclusivamente in forma scritta, i ristoratori del Veneto promettono battaglia. E su questo tema è scesa in campo Confcommercio Veneto che ha sollecitato la Presidenza del Consiglio e i ministeri dello Sviluppo Economico e della Salute a predisporre urgentemente un decreto da comunicare poi alla Commissione Europea. Per le aziende di produzione e imballaggio aggiungere un’etichetta risulta relativamente semplice, ma per i ristoranti, le pasticcerie, i panifici e le gastronomie la questione si annuncia impossibile:  i menu variano continuamente, i catering e i buffet hanno centinaia di prodotti diversi composti di materie prime che a loro volta variano a seconda delle forniture e aggiornare anche più volte al giorno le etichette è impossibile. Per questo Confcommercio Veneto chiede che sia possibile una comunicazione verbale e che nell’immediato ci sia moratoria sui controlli ufficiali.

(Fonte: Garantitaly.it)

 

Fino al 16 novembre 2014, a San Zeno di Montagna (Vr) si tiene la rassegna enogastronomica “San Zeno castagne, Bardolino & Monte Veronese”

FOTO castagne, bardolino e monte veroneseSan Zeno di Montagna, sul monte Baldo, in provincia di Verona, si affaccia sul lago di Garda. Qui esiste una millenaria tradizione castanicola. Nei giorni della raccolta delle castagne, dall’11 ottobre al 16 novembre 2014, cinque ristoranti del luogo propongono la diciassettesima edizione della rassegna “San Zeno Castagne, Bardolino & Monte Veronese”, che vede sulle tavole interi menù degustazione a base di castagne, in abbinamento con il vino rosso del territorio, il Bardolino, prodotto sulle colline del Garda e sui primi rilievi del Baldo. Insieme alle castagne e al vino, ecco anche il Monte Veronese, il formaggio dop proveniente dagli alpeggi estivi del Baldo e della Lessinia.

5 ristoranti in rassegna, tra menù della tradizione e nuovi accostamenti. Per più di un mese, gli chef dei ristoranti Al Cacciatore, Bellavista, Costabella, Sole e Taverna Kus preparano quotidianamente piatti a base di castagne, ridando slancio ad antiche tradizioni, come quella del minestrone di marroni, tipico di San Zeno di Montagna, oppure creando nuovi accostamenti. Così, nei cinque menù è possibile trovare piatti come gli sfilacci di manzo con castagne e scaglie di Monte Veronese, gli gnocchi di ricotta e farina di marroni gratinati con pesto autunnale di zucca, porcini e noci, il coniglio al sesamo su carpaccio di funghi misti di stagione, all’olio profumato al lime con scaglie di grana, il maialino con guanciale affumicato e salsa alle castagne, la spuma di baccalà alle castagne, pane di castagne e olio alle nocciole, oppure l’insalatina di castagne e Monte Veronese con pistacchi e citronette al tabasco. E per dessert preparazioni quali la bignolata al cuore di marroni con salsa ai cachi profumati alla vaniglia, glassati al cioccolato nero al rum, il bicchiere di crumble ai marroni, mousse al cioccolato bianco con meringhe e pralinato alle nocciole o la sfogliatina con crema chantilly, marron glacé e frutti di bosco. Ma è disponibile anche un assaggio di formaggio Monte Veronese di malga con miele di castagno. I prezzi dei menù, che comprendono una bottiglia di Bardolino ogni due persone, vanno dai 35 ai 45 euro.

Una golosa occasione per visitare le località. Sempre di più, poi, questo appuntamento autunnale con la castagne del Baldo, il vino Bardolino e il formaggio Monte Veronese si sta trasformando anche in un’occasione di turismo gastronomico, visto che sta continuamente aumentando il numero di persone che colgono la proposta dei ristoranti (tutti offrono anche la possibilità di soggiornare) come un’occasione per visitare il monte Baldo, la riviera veronese del Garda e le terre del Bardolino nel periodo della fermentazione dei vini della nuova annata. Non è dunque un caso che a farsi promotori dell’iniziativa, insieme con l’associazione dei ristoratori di San Zeno e i Consorzi di tutela del vino Bardolino e del formaggio Monte Veronese, sia anche il Consorzio di promozione turistica Lago di Garda è…, mentre il Comune di San Zeno di Montagna offre il proprio patrocino e organizza in parallelo altre occasioni per avvicinare la tradizione castanicola locale. I menù completi sono disponibili sul sito www. ristosanzeno. it.

Fonte: Consorzio Tutela Vino Bardolino Doc

12 ottobre, a Castelfranco Veneto (TV) si tiene il Festival delle Dop. Speciale anteprima sabato 11 ottobre all’Istituto “Maffioli” con convegno e “buffetdop”.

Prodotti a denominazione VenetoFormazione, eccellenza agroalimentare e marketing si fondono al “Festival delle DOP venete”. Vista la necessità di supportare i prodotti a marchio e approfondirne le dinamiche del mercato, Regione Veneto, Veneto Agricoltura-Europe Direct Veneto e i Consorzi di Tutela hanno organizzato il convegno “Le Denominazioni di origine alla conquista del mercato globale” sabato 11 (ore 9.30) presso l’Istituto Alberghiero Maffioli (via Valsugana, 74 Castelfranco V.to TV) nell’ambito del Festival delle DOP venete.

Buffetdop. Al termine del convegno, i presenti avranno la possibilità di degustare il lavoro dei giovani cuochi che cucineranno i prodotti a marchio veneti. Il “Buffetdop”, che prevede un menù preparato con alcune DOP e IGP, è infatti realizzato dai docenti e dagli alunni di alcuni Istituti aderenti alla rete “Consorzio degli Istituti Alberghieri Veneti”. Si tratta di un Consorzio nato nel gennaio 2000, quando gli Istituti Alberghieri del Veneto hanno formalizzato la stretta collaborazione che già li legava con la costituzione del Consorzio per lo Sviluppo e la Formazione delle Nuove Professioni; lo scopo era ed è quello di condividere l’avanzata verso un obiettivo comune e offrire ad ogni Istituto della regione un supporto per migliorare la propria azione formativa. Ogni IPSSAR veneto, anche grazie a questo “fare rete”, riesce a rispondere alle richieste del mondo del lavoro e alle necessità dell’utenza moderna, e ad interpretare le tradizioni culturali, turistiche ed enogastronomiche tipiche. Fare Rete dunque per condividere la sfida di tramandare competenze professionali di alto livello e rileggere in chiave moderna le tradizioni culinarie della nostra regione.

La vera festa del gusto sarà domenica 12 ottobre, quando si potranno assaggiare ed acquistare i prodotti a marchio veneti, DOP IGP e STG, direttamente dai Consorzi di Tutela, (ore 10.00-19.00), all’interno della tensostruttura allestita in Piazza Giorgione. Infine intrattenimento per tutti con lo spettacolo teatrale di Tiziana Di MasiTutto quello che sto per dirvi è falso”, ore 16.30, dedicato alla contraffazione e ai danni provocati al “made in italy”.

Conosciamo meglio i marchi Dop, Igp e Stg, Sono 36, più una STG (Specialità tradizionale garantita), le eccellenze agroalimentari venete riconosciute dai Marchi di qualità europei (DOP e IGP, Denominazione di origine protetta e Indicazione geografica protetta). Ma cosa significano queste sigle? Cosa caratterizza in maniera unica questi prodotti di qualità? L’Unione Europea ha riconosciuto come l’origine geografica condiziona qualità e peculiarità di un prodotto e per tutelarla ha creato due denominazioni d’origine.

Il marchio DOP, Denominazione di Origine Protetta, è concesso ai prodotti agroalimentari le cui caratteristiche qualitative dipendono del tutto o in parte dall’ambiente geografico in cui sono prodotti, ambiente che unisce fattori naturali, come il clima e le risorse, e fattori umani, come le tecniche di produzione e trasformazioni tipiche di un’area delimitata. Fondamentale è che tutte le fasi produttive avvengano nell’area stessa. Le Dop venete sono 18: Prosciutto Veneto Berico-Euganeo, Salamini italiani alla Cacciatora, Sopressa Vicentina, Cozza di Scardovari e Miele delle Dolomiti Bellunesi; tra i Formaggi l’Asiago, la Casatella Trevigiana, il Grana Padano, il Montasio, il Monte Veronese, il Piave, il Provolone Valpadana e il Taleggio; e ancora l’Olio extravergine di oliva Garda e l’Olio extravergine di oliva Veneto delle zone Valpolicella, Euganei e Berici e Grappa. Infine Aglio Bianco Polesano, Asparago Bianco di Bassano e Marrone di S. Zeno.

Il marchio IGP, “Indicazione Geografica Protetta”, viene attribuito ai prodotti agricoli e alimentari che posseggono qualità o caratteristiche determinate dall’origine geografica. Almeno una delle fasi produttive deve avvenire in un’area geografica determinata, ma non necessariamente tutte come invece vale per le DOP. Le I.G.P. venete sono 18, principalmente prodotti ortofrutticoli: Ciliegia di Marostica, Fagiolo di Lamon della Vallata Bellunese, Insalata di Lusia, Marrone di Combai, Marroni del Monfenera, Pesca di Verona, Radicchio di Chioggia, Radicchio di Verona, Radicchio Rosso di Treviso, Radicchio Variegato di Castelfranco, Riso del Delta del Po, Riso Nano Vialone Veronese, Asparago di Badoere e Asparago Bianco di Cimadolmo. Inoltre Salame Cremona, Zampone Modena, Mortadella Bologna e Cotechino Modena. Rigidi disciplinari di produzione e specifici organismi di controllo assicurano che le caratteristiche siano rispettate.

Il marchio STG. Infine la denominazione di Specialità Tradizionale Garantita STG spetta agli alimenti ottenuti da materie prime o ingredienti utilizzati tradizionalmente o con un metodo di produzione tradizionale, in uso in Italia da almeno 30 anni. Oltre alla pizza napoletana esiste solamente un’altra STG italiana, la mozzarella, regina dei formaggi freschi che non mancherà tra gli stand del Festival delle DOP domenica 12 ottobre.

Consorzi partecipanti. Vini Venezia, Radicchio di Chioggia, Formaggio Montasio, Formaggio Casatella, Radicchio di Treviso e Castelfranco, Asparagi di Badoere, Formaggio Piave (con Miele delle Dolomiti), Prosecco; Valdobbiadene Conegliano; Colli Asolani, Fagioli di Lamon, Marroni di Combai, Mozzarella Stg, Vini Colli Euganei, Vino Fior d’Arancio, Prosciutto Veneto Berico Euganeo, Formaggio Grana Padano, Formaggio Asiago, Asparagi di Bassano, Vini Gambellara, Vini Breganze, Vini Vicenza, Ciliegie di Marostica, Insalata di Lusia, Riso Delta del Po, Aglio Bianco del Polesine, Radicchio di Verona, Olio del Garda, Vino di Custoza, Vini Arcole; Lessini-Durello; Merlara; Soave.

Fonte: Veneto Agricoltura Europe Direct Veneto

Radicchio di Chioggia Igp, il Consorzio di Tutela lancia una gara gastronomica tra i ristoranti della Denominazione (e non solo)

Radicchio mercato di Chioggia

Radicchio mercato di Chioggia

Giuseppe Boscolo Palo Il Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp lancia una gara gastronomica per i ristoranti che vogliono cimentarsi nella preparazione di un piatto nel quale il Radicchio di Chioggia Igp sia l’ingrediente caratterizzante. La proposta è indirizzata ai locali del territorio dei 10 comuni della Denominazione Igp (Chioggia, Cavarzere, Cona, Codevigo, Correzzola, Rosolina, Loreo, Porto Viro, Taglio di Po e Ariano Polesine), ma è aperta anche a tutti quelli del circondario che si caratterizzano per i loro menù legati al territorio.

La gara si svolgerà da ottobre 2014 a gennaio 2015. Per tutto questo periodo i ristoranti che aderiscono si impegnano ad avere nel proprio menù il piatto col Radicchio di Chioggia certificato Igp e a proporlo ai commensali. Una rappresentanza della giuria, formata da giornalisti e comunicatori nel campo della gastronomia e dei prodotti del territorio, valuterà il piatto in concorso presentandosi presso il ristorante in incognito come una normale clientela, identificandosi solo al termine degustazioni per il pagamento del conto.

Lo chef vincitore verrà proclamato “Ambasciatore del Radicchio di Chioggia Igp” dell’anno nel corso di una serata di gala ad invito con la presenza della stampa specializzata, le Istituzioni del territorio della Denominazione Igp e i partner che collaborano all’iniziativa e parteciperà come protagonista a un evento di degustazione del Radicchio di Chioggia Igp organizzato dal Consorzio con risonanza a livello nazionale e internazionale. Tutte le ricette in gara, corredate di foto del piatto e dei riferimenti del ristorante autore, saranno pubblicate in un volume che verrà distribuito in occasione degli eventi a cui il Consorzio parteciperà. Al volume sarà allegato un DVD in cui ciascuno chef illustrerà la preparazione della propria ricetta.

Iniziativa apripista alla “Strada del Radicchio di Chioggia”. “E’ una iniziativa sintetizzabile nello slogan “Il prodotto promuove il territorio” – spiega Giuseppe Boscolo Palo, presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia – infatti, con essa vogliamo stimolare anche la costituzione della “Strada del Radicchio di Chioggia”, nella quale le valenze produttive siano unite in una proposta turistico-gastronomica alle identità storiche, culturali, ambientali, economiche e sociali del territorio di produzione del Radicchio di Chioggia Igp, anche nella prospettiva dell’EXPO 2015. In quest’ottica, la Statale Romea è intesa non come asse stradale, ma come tracciato ideale di un itinerario-guida ad un’offerta integrata di tipicità e attrazioni locali, che percorra, anche suggerendo suggestive deviazioni, i dieci comuni del territorio Igp, dalla Laguna di Venezia fino al Delta del Po. In tal modo, l’origine geografica protetta, oltre che una garanzia della provenienza del prodotto, potrà essere percepita come un reale fattore differenziante per lo stesso e potrà costituire un forte richiamo al luogo d’origine e ai suoi elementi d’attrazione». Per informazioni ed adesioni scrivere all’indirizzo mail “consorzio@radicchiodichioggiaigp.it” o telefonare al 349.5934459.

Fonte: Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia Igp