• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

21 febbraio 2014, a Lugo di Vicenza gli artigiani del gusto sfornano una “cena di dolcezze”

la dolce villaPasticceri e ristoratori di Confartigianato Vicenza propongono per venerdì 21 febbraio, in Villa Godi Malinverni a Lugo di Vicenza, un’originale cena dal titolo “La dolce villa”.

Un menù di dolcezze. Non a caso organizzato in tempo di Carnevale, l’appuntamento sarà volutamente basato su un menu costituito da dolcezze studiate per l’occasione. 
A cimentarsi nell’impresa saranno: le pasticcerie Da Venicio di Arzignano e Dolci Pensieri di Schio con i ristoranti Torchio Antico di Lugo, Cinque Sensi di Malo e Urani di Sandrigo.

La serata. Dalle ore 20, nell’aperitivo di benvenuto, verranno serviti brulè di vino rosso, succo d’arancia con finocchi e zenzero, tè verde lime e menta, un “carnevale nei scartosetti” e spiedini di frutta. Una volta accomodati, i commensali potranno assaporare insalata di frutta e verdura croccante, sorbetto al mango, crema al limone, tortina Palladio, crostatina al rabarbaro e pera calda al cartoccio. A seguire le creme con risi e latte e mostarda vicentina, rocher di verde e mascarpone con bagigi, miele e arancia, delicata al cioccolato bianco, granita alla menta e fragoline di bosco, cioccolato con La Gata e zabaione al torcolato, trittico di mousse ai tre cioccolati, zuppa inglese e tortino al cioccolato.
Per rendere ancora più giocosa l’atmosfera saranno inoltre presenti alcune estetiste per truccare con mascherine gli ospiti. 
Maggiori informazioni e modalità di adesione si possono trovare sul sito www.confartigianatovicenza.it

(Fonte: Confartigianato Vicenza)

Consumi di frutta e verdura al minimo in Italia

ortofruttaGli acquisti di frutta e verdura degli italiani nel 2013 sono scesi al minimo da inizio secolo con un calo di oltre 100 chili di ortofrutta in meno nel carrello, rispetto al 2000. E’ l’allarme lanciato da un’analisi della Coldiretti dalla quale si evidenzia un drammatico calo del 18 per cento nelle quantità consumate dalle famiglie che hanno portato sulle tavole appena 320 chili di ortofrutta nel corso del 2013.

Riduzione maggiore di verdura. La riduzione – sottolinea Coldiretti Verona – ha riguardato sia il consumo di frutta (-17 per cento) ma soprattutto la verdura (-20 per cento), rispetto al 2000 ed è stata progressiva ma con una forte accelerazione negli anni della crisi. Secondo il rapporto Istat/Cnel sul benessere 2013, in Italia – continua la Coldiretti – solo il 18,4 per cento della popolazione ha consumato quotidianamente almeno quattro porzioni tra frutta, verdura e legumi freschi che garantiscono l’assunzione di elementi fondamentali della dieta come vitamine, minerali e fibre che svolgono una azione protettiva, prevalentemente di tipo antiossidante. Verona, pur essendo importante zona di produzione ortofrutticola, non fa eccezione per il calo dei consumi.

Quali le ragioni di questa situazione? “Sicuramente la crisi è la causa principale del crollo degli acquisti di ortofrutta – sottolinea Claudio Valente, presidente di Coldiretti Verona – ma non pensiamo sia l’unica. Ad esempio il cambiamento degli stili di vita, è un fattore da valutare. Oggi, molte persone pranzano fuori casa, per ragioni di lavoro, e consumano pasti veloci spesso poco ricchi di verdura e frutta. Alla sera, poi, c’è meno tempo per pulire e preparare le verdure. Ma c’è da sottolineare anche il concetto del contro-stagione ossia la presenza di prodotti, appunto fuori stagione, magari importati, che hanno costi alti e non sono gustosi. E’ importante, quindi, cercare di comprendere le cause del crollo degli acquisti, poiché frutta e verdura sono i fondamentali per una corretta alimentazione”.

Per stare in salute, 400 grammi a persona al giorno di frutta e verdura. L’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia, infatti, per una dieta sana, di consumare più volte al giorno frutta e verdure fresche per un totale a persona di almeno 400 grammi, ma – sostiene la Coldiretti – in Italia la quantità consumata e scesa purtroppo al di sotto, con situazioni più preoccupanti per i bambini. Il numero dei bambini e adolescenti che mangia frutta e verdura a ogni pasto è sceso al 35 per cento a fronte del 37 per cento nel 2012, mentre quelli che la mangiano una volta al giorno sono passati al 35 per cento contro il 39 per cento e si registra anche un aumento di coloro che non l’assumono o lo fanno un massimo di 2 volte a settimana (31 per cento contro il 24 per cento).

Le preferenze in fatto di frutta e verdura. Un frutto su quattro acquistati dagli italiani è la mela che si classifica come la preferita ma sul podio salgono anche le arance, che si classificano al secondo posto, e le pere mentre a seguire nella lista della spesa delle famiglie ci sono le pesche, clementine, meloni, uva e kiwi, tra quelli di produzione nazionale. Tra gli ortaggi e le verdure, la star assoluta in tavola è la patata seguita dai pomodori, dalle insalate, dalle zucchine e dalle carote. “Il calo degli acquisti – conclude Valente – ha colpito tutte le principali forme distributive tradizionali, dai grandi supermercati agli ambulanti. La novità positiva degli ultimi anni è rappresentata dalla vendita diretta degli agricoltori nelle aziende, nei Mercati di Campagna Amica che si sono rapidamente diffusi e che, nella provincia veronese, hanno fatto registrare incrementi delle vendite a due cifre. Ciò che è importante, però, è acquistare, in qualunque punto del sistema commerciale, prodotti italiani di stagione che hanno maggiore freschezza e risentono meno della fluttuazione dei prezzi di mercato. In questo modo si può mantenere una corretta alimentazione senza fare danni al portafoglio”.

(Fonte: Coldiretti Verona)

“Tortellini e altre storie”, ossia come una sessantottina riscopre i sapori della tavola emiliana

Marilena Lelli(di Maurizio Drago, socio ARGAV) Il suo volto è sempre sorridente e Roberto Zalambani lo scrive nella citazione del libro: “ad una persona che ho conosciuto nel 1973 e che ogni giorno mi regala un sorriso”. Marilena Lelli è l’autrice del libro “Tortellini e altre storie, dal ’68 ai fornelli” (Minerva Edizioni, costo € 10,00), realizzato in collaborazione con Lisa Bellocchi (president Arga Emilia Romagna), Marino Ragazzini e Roberto Zalambani (segretario nazionale Unaga, marito di Marilena).

Attraverso il cibo, la narrazione di frammenti di vita. L’autrice ci tiene a precisare che il suo non è un libro di cucina, ma una raccolta di frammenti di vita, ricette di famiglia e ricordi nostalgici della sua infanzia. Il leitmotiv dell’opera è il patto che una Marina Lella undicenne, figlia delle sessantottine rivoluzioni ideologiche e non solo, aveva stretto con sé stessa e con il mondo: non imparare mai a cucinare, stanca di vedere la nonna e la mamma perennemente indaffarate dietro ai fornelli. Una protesta di una sessantottina convinta che vedeva le donne sfruttate. Marilena si accorge poi che quelle mamme e quelle nonne avevano quei valori che ora si vanno a ricercare. La donna era relegata davanti ai fornelli, “sfruttata” in una civiltà contadina che ideologicamente si vedeva negativamente. Eppure quelle mamme e nonne erano delle artiste, delle cuoche con un grandissimo valore non solo culinario. Con pochi mezzi a disposizione dovevano sfamare mariti e figli e per quello si sviluppavano le fantasie in cucina per valorizzare i pochi prodotti. Ora gli chef stellati e ormai piu’ famosi e ricercati rispetto ad altri mestieri vanno alla ricerca di quei piatti che le nostre nonne pazientemente preparavano.

Copertina libro Marilena LelliPatrimonio per le generazioni future. Lo scopo principale del bel libro “Tortellini e altre storie” è quello di preservare e tramandare le ricette della infanzia di Marilena e non solo , perché divengano un patrimonio per le generazioni future. Mettere per iscritto la tradizione culinaria che ha fatto da sfondo alla sua vita è il modo migliore per creare un documento tangibile e consultabile di quanto era stato sempre e solo insegnato oralmente di madre in figlia. Nella rassegna ciascuna ricetta è associata a una festività, a un profumo o avvenimento particolare. Il tutto è corredato da foto e spiegazioni di Marilena Lello che con simpatia, arguzia e totale onestà restituisce ai lettori immagini realistiche e nitide di vita, che trasportano in una dimensione in cui si riesce ad annusare e assaporare le pietanze descritte.

Primi, secondi e dessert: la rassegna comprende i piatti tradizionali bolognesi che accompagnavano Marilena Lella durante il Natale, la Pasqua e che si alternavano a cadenza regolare durante la settimana. Piatti odiati e amati, che si sono evoluti nel tempo o sono stati sostituiti ma che l’autrice conserva nella memoria e nel cuore, affidando ora questa sua ricchezza a noi. Un libro che nasce e cresce tra autobiografia, ricettario e memorie, cogliendo da ciascun genere la forza e la profondità che rende “Tortellini e altre storie. Dal ’68 ai fornelli” un prodotto letterario frizzante e unico: da non perdere.

20 dicembre 2013, a Dolo (Ve) si celebra l’oca al melograno, piatto simbolo dell’Autunno veneziano, iniziativa promossa dalla Provincia di Venezia

Vincitore piatto Provincia Venezia

Le titolari e cuoche Lunardelli dell’agriturismo omonimo insieme a Maurzio Drago, presidente giuria e Lucio Gianni, assessore provincia di Venezia Attività produttive e Agricoltura

Venerdì 20 dicembre alla Villa Ducale di Dolo (VE) avrà luogo la serata di gala e premiazione della rassegna “I Funghi incontrano le tipicità alimentari e la cultura del territorio” proposta dall’assessore della Provincia di Venezia alle Attività produttive e Agricoltura Lucio Gianni.

In giuria, anche giornalisti ARGAV. La chiusura segue l’appuntamento di mercoledì scorso, sempre a Villa Ducale di Dolo, quando è stato proclamato “Il piatto autunno veneziano sapori, colori, profumi e gusto della Provincia di Venezia”. La giuria che ha selezionato il piatto era formata da giornalisti e tecnici di elevata qualità e professionalità. A presiederla è stato il socio ARGAV Maurizio Drago, giornalista di Sapori d’Italia, Di Tutto e Di Tutto cucina, che ha guidato il gruppo formato da Alessandro Ongarato, giornalista del TG5 Mediaset, Fabrizio Stelluto presidente ARGAV, Romina Savi enogastronoma dell’agenzia Blanc de Noirs di Milano, Antonio Trentin giornalista del quotidiano il Giornale di Vicenza, la socia ARGAV Nadia Donato collaboratrice del portale on line http://www.intavolatour.it, il socio ARGAV Emanuele Cenghiaro della rubrica il Quadrifoglio di Bluradio Veneto, la segretaria ARGAV Mirka Cameran enogastronoma, la socia ARGAV Marina Meneguzzi agenzia Gaiares di Padova, Enrico Bellinelli collaboratore del quotidiano Corriere del Veneto, Orfeo Meneghetti collaboratore del portale http://www.vinoecibo.it, e i tecnici provinciali di settore Mauro Bilei Attività produttive e Albino Marchiori Agricoltura.

 Il piatto vincitore. La pietanza scelta è stata “L’oca al melograno”, una delizia del territorio che ha raccolto i punteggi più alti, da parte di tutti i giurati, relativamente agli aspetti del sapore, colore, profumo e gusto. “L’oca al melograno” è il piatto che era stato prescelto dai commensali presenti alla serata realizzata nell’agriturismo Lunardelli di Musile di Piave. Assessore Lucio Gianni: «Stiamo concludendo una manifestazione che ha raggiunto livelli di importanza e di attenzione che non mi sarei aspettato sei mesi fa, quando abbiamo iniziato a progettarla. Sono state dodici serate che hanno provocato una grossissima attenzione ai prodotti del nostro territorio. Il protagonista è stato infatti proprio il territorio con le sue eccellenze e la sua gastronomia, fiore all’occhiello della provincia di Venezia, su cui gli operatori turistici e le amministrazioni possono costruire il primo biglietto da visita qualificante per formulare nuove proposte di richiamo turistico. Ringrazio tutti i giurati che hanno accettato l’invito e che con la loro presenza hanno reso ulteriormente importante e qualificata questa manifestazione»

Ecco il video ufficiale della manifestazione a cura di Provincia di Venezia, assessorato all’Agricoltura e alle Attività Produttive della Provincia di Venezia:

(Fonte: Provincia di Venezia)

Orticoltura, al Mercato di Rosolina (RO) prezzi ridicoli per il radicchio

tondo rosso“Al Mercato di Rosolina, le aste per il radicchio rosso tondo prelavorato vengono battute mediamente a 5 cent/kg lordo. Togliamo il 12 per cento di commissione di mercato ed i costi di facchinaggio, per un totale di un po’ più di un centesimo al chilo. In tasca al produttore restano meno di 4 cent al chilo. Le spese di produzione medie (lavorazione terreno, piantine, raccolta, trasporto) sono di circa 25 cent al chilo. La perdita è di 21 cent/kg”. La denuncia è del presidente di Coldiretti Rosolina, Damiano Zuriati, insieme ai produttori di radicchio del comprensorio.

Facciamo un po’ di conti. “E mentre i coltivatori rosolinesi sono schiacciati al ribasso, retribuiti con prezzi vergognosi, i consumatori pagano caro un prodotto che solo apparentemente non costa niente”. – Così avverte il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo, dati alla mano. Da una rilevazione Coldiretti dello scorso 8 novembre, girando per il centro storico del capoluogo polesano, appariva che il radicchio tondo rosso veniva venduto con un’amplissima forbice di prezzo, dagli 0,99 euro/kg per un prodotto sfuso in “offerta speciale”, ad un massimo di 2,50 euro/kg per lo sfuso di prima qualità su polistirolo.  Intanto, ogni volta che un produttore al mattino consegna al mercato di Rosolina 10 quintali di radicchio tondo rosso, perde 21 euro al quintale. Ma si continua a raccogliere e si continua a battere l’asta.

Speculazioni e furbizie. “Il prezzo dell’asta di Rosolina è un vero scandalo – esclama il presidente Mauro Giuriolo. – A chi giova tutto questo? Non certo al produttore, che non compensa neanche le spese, anzi ci perde. E nemmeno il consumatore. E’ evidente che con una larga forbice di prezzo alla produzione ed al consumo, come quella rilevata sul radicchio tondo rosso, c’è spazio per speculazioni e furbizie”. “Bisogna rimodulare i rapporti fra le varie componenti della filiera – avverte il direttore di Coldiretti Silvio Parizzi, – affinché tutti ricevano il giusto compenso, soprattutto i produttori, con soddisfazione anche dei consumatori che finirebbero per risparmiare”.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

Patata americana, cereale per la Ue, verdura per la Regione Veneto. Che chiede una rettifica di classificazione a livello europeo.

particolare patata500La patata americana, chiamata anche patata dolce o batata, per la normativa comunitaria viene collocata tra il gruppo dei cereali come tubero ad elevato tenore di fecola od inulina, mentre per storia e tradizione è sempre stata consumata fresca come un ortaggio. E’ partita dall’Italia, su istanza della regione Veneto la richiesta all’Unione Europea di classificare la patata dolce correttamente tra la categoria degli ortaggi. La questione è bene avviata e tutto fa pensare che si concluderà positivamente. Se ne è parlato nel convegno nazionale, organizzato a Zero Branco, nella sede centrale di OPO Veneto, in collaborazione con Slow Food di Treviso, sul tema “La patata americana, prospettive di sviluppo della coltura tra storia, tradizioni, tecnica e gastronomia”.

Quinto alimento a livello mondiale. La definizione della sua appartenenza è utile per poterle dare maggiore identità e quindi collocarla in una dimensione adeguata e che la valorizzi sul mercato. E’ un tubero molto importante, tanto da essere il quinto alimento a livello mondiale, base dell’alimentazione nei paesi in via di sviluppo, che rappresentano la gran parte del nostro pianeta.

Storia. Pianta proveniente dal “Nuovo Mondo” scoperto nel ‘500, nel nostro paese la sua storia di cibo per l’uomo ha poco più di un secolo e partì dal Medio Polesine, nella seconda metà dell’Ottocento, nelle terre a cavallo del fiume Adige, per iniziativa del Conte Donà delle Rose, lungimirante possidente, che piantò patate americane in abbondanza. Erano considerate un alimento vile, adatto per gli animali, non per gli uomini. La miseria e la fame ne fecero scoprire presto le virtù. Diventarono un cibo quotidiano, che serviva da colazione, da pranzo e da cena. La coltivazione della patata dolce si diffuse un po’ in tutto il Veneto, in particolare nelle province di Padova, di Treviso, di Rovigo e di Venezia. Il forte della produzione è tuttora nel Medio Polesine, a cavallo del fiume Adige, nei comuni di Anguillara, in provincia di Padova, e di Adria, in provincia di Rovigo. Un altro polo produttivo si trova nei comuni contigui di Zero Branco, in provincia di Treviso, e di Scorzè, nel Padovano.

Potenzialità di mercato. L’offerta è inferiore alla domanda, e questo è dovuto al fatto che la produzione è sensibilmente calata negli ultimi anni. Nello scorso anno è stata addirittura meno della metà rispetto al 2011: nel Veneto sono stati raccolti quasi 26 mila quintali (nel 2011 erano stati 54 mila), mentre la produzione nazionale è stata sui 50 mila quintali rispetto ai 102 mila: sono dati ufficiali, fonte Istat.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

5-29 novembre 2013, nel veneziano funghi e tipicità alimentari protagonisti di una rassegna enogastronomica

immagine conferenza stampa 25.10.2013 i funghi ......All’agriturismo “Alla Vigna” di Marcon (Ve l’assessore provinciale alle Attività produttive e Agricoltura Lucio Gianni ha presentato nei giorni scorsi  la manifestazione “I funghi incontrano le tipicità alimentari e la cultura del territorio” organizzata dalla Provincia di Venezia in collaborazione con le associazioni micologiche, i Consorzi delle Pro Loco e l’Unione provinciale delle Pro Loco, il Consorzio del Radicchio di Chioggia IGP, la Strada del Radicchio di Treviso, la Strada dei Vini del Lison e Pramaggiore e le associazioni di categoria dell’Agricoltura.

funghiL’iniziativa prevede 12 serate dal 5 al 29 novembre in agriturismi e ristoranti del veneziano dove protagonisti saranno menù a base di tipicità alimentari locali. Relatori per la presentazione della manifestazione sono stati, oltre all’Assessore Lucio Gianni, il presidente del gruppo micologico “B. Cetto” di Marghera Giovanni Giuliano Ferrarese; il presidente regionale dell’Associazione “Terra Nostra” Diego Scaramuzza; ed il presidente provinciale delle Pro Loco Roberto Masetto; presente anche, in sala, Paolo Quaggio presidente provinciale della Confederazione Italiana Agricoltori.

Non solo funghi. «Dopo il grande successo delle quattro serate dello scorso anno, abbiamo ampliato l’offerta in modo da coinvolgere tutto il territorio provinciale da Cinto Caomaggiore a Chioggia”, ha affermato l’assesore Lucio Gianni. Che ha aggiunto: “A partire dai funghi, l’attenzione sarà posta sulla promozione dei nostri prodotti, valorizzando il ruolo prezioso delle Pro Loco che attraverso i volontari permettono una capillare promozione delle tipicità enogastronomiche, della storia e della cultura della nostra terra, dei nostri comuni, della nostra gente. I locali sono stati scelti esclusivamente sulla base dei suggerimenti dei Gruppi Micologici, delle associazioni agricole e dei consorzi delle Pro Loco, senza nessuna intromissione da parte della Provincia, con il solo criterio che tutto il territorio risultasse “coperto” e che i locali rispondessero alle esigenze della manifestazione. I menù saranno decisi in modo libero dagli chef dei locali; i Gruppi Micologici effettueranno un momento didattico non solo sulla conoscenza dei funghi ma anche sulla importanza dei loro gruppi, su cosa fanno e sulle loro attività.

Tre “ingredienti”: conoscenza, cultura ed enogastronomia. “Alle due “strade” ed all’IGP Radicchio di Chioggia – ha continuato l’assessore provinciale – verrà riservato un angolo dove potranno presentare e promuovere le loro attività ed i loro prodotti. Tengo a sottolineare “con forza” che non si tratterà solo di serate conviviali e di “mangiare e bere” fine a se stesso ma l’occasione di far incontrare e discutere per favorire la nascita di nuove collaborazione tra istituzioni ed associazioni di categoria con l’obiettivo di avere ricadute positive sulla promozione delle tipicità e delle eccellenze. Aggiungo che per promuovere il nostro territorio servono tre “ingredienti”: conoscenza, cultura ed enogastronomia! Queste serate servono proprio per crescere professionalmente e far crescere il sistema turismo; ed il sistema turismo cresce solo se tutti assieme sappiamo collaborare, albergatori, ristoratori, gestori di agriturismo ed esercenti di qualsiasi attività commerciale legata all’alimentazione: sono penalizzanti assurde concorrenze; per fare 100 passi avanti è necessario che tutti facciano almeno un passo indietro e mi auguro proprio che queste serate siano una di quelle occasioni che vengono offerte perché ciò avvenga».

Il programma delle serate. Martedì 5 novembre, Agriturismo “Fattoria i Canarini” di Zaramella Gianpietro, Via Della Favorita 5, Fossalta di Piave tel. 0421.67582.  Venerdì 8 novembre, Relais agriturismo “Ormesani”, Via Zucchello 42/g, Marcon tel. 041.3004100. Martedì 12 novembre, Agriturismo “Al Frassino” di Donolato Mario, Via Bosco di Sacco 32, Campolongo Maggiore tel. 049.5848365. Giovedì 14 novembre, Agriturismo “Tenuta Civrana” di Frigo Giovanni, Via Stazione 10, Pegolotte di Cona tel. 0426.509075. Venerdì 15 novembre, ristorante “Laguna”, Via Bafile 568, Lido di Jesolo tel. 0421.972760. Sabato 16 novembre, Oasi “Ca’ del Lago”, Via V. Grandis 12/a, Cinto Caomaggiore tel. 0421.209796. Martedì 19 novembre, Ristorante “Alle Baruffe Chiozzotte, Via P. Vigo 1, Chioggia tel. 340.7279470. Giovedì 21 novembre, Agriturismo “La Cascina”, Via P. Berna 5, Mestre tel. 041.5340790. Venerdì 22 novembre, Agriturismo “Papaveri e Papere”, Via Caltana 1/b, Santa Maria di Sala tel. 041.5732462. Sabato 23 novembre, Agriturismo “Lunardelli Roberta”, Via Triestina 59, Croce di Musile di Piave tel. 0421.50475. Giovedì 28 novembre, Azienda agrituristica “Taglio del Re”, Via Posteselle 15, Jesolo tel. 0421.351405. Venerdì 29 novembre, Ristorante “La Ragnatela”, Via Caltana 79, Scaltenigo di Mirano tel. 041.436050.

(Fonte: Provincia di Venezia, assesorato alle Attività Produttive e Agricoltura)

Cuochi a km zero, ancora possibile partecipare al corso di formazione organizzato da Coldiretti Verona e GAL Pianura Veronese al Castello di Bevilacqua (Vr)

Verdura paniereEnogastronomia a kilometro zero: è questo il tema del corso di formazione organizzato da Coldiretti Verona in collaborazione con il GAL della Pianura Veronese al Castello di Bevilacqua (Vr). Obiettivo del percorso formativo, a cui è ancora possibile iscriversi (info ufficio formazione Coldiretti Verona, tel. 045-8678248-244 – stefania.barana@coldiretti.it) articolato in tre seminari per la durata complessiva di 27 ore, rivolto a imprenditori agricoli e loro familiari o collaboratori, residenti o con l’azienda in area del GAL della Pianura Veronese, è diffondere la conoscenza dell’utilizzo dei prodotti locali per un uso delle risorse del territorio. Il corso mira, altresì, alla divulgazione in cucina degli aspetti ambientali legati al non spreco e alla gestione ecocompatibile dei rifiuti.

A guadagnarci il gusto e l’ambiente. Quella del kilometro zero è una filosofia e significa acquistare e utilizzare, anche in cucina, prodotti freschi, maturati sulla pianta che fanno bene alla salute ma anche alla promozione del territorio. Con questo sistema, infatti, si dà maggiore rilievo alla storicità del prodotto e al suo legame con il luogo d’origine oltre ad alimentare l’indotto economico locale. Con il kilometro zero ci guadagna anche l’ambiente con una diminuzione d’inquinamento per i minori spostamenti della merce.

Il corso prevede tre appuntamenti aperti al pubblico in cui gustare i piatti preparati dagli allievi con la supervisione di uno chef. Il 30 ottobre alle ore 20 ci sarà la presentazione del libro “Antichi mestieri” di Laura Simeoni, il 20 novembre alle ore 20 si terrà la presentazione dell’ultimo libro di Francesco Occhi. La serata conclusiva del corso, il 4 dicembre, vedrà protagonisti gli allievi in una gara gastronomica con una giuria di esperti guidati dallo chef Fabrizio Rivaroli che ha partecipato al programma su Rai Uno “La terra dei cuochi” condotto da Antonella Clerici. Per informazioni sugli eventi, a cui è necessario prenotare per partecipare: Castello di Bevilacqua, tel. 0442 93655 – marketing@castellobevilacqua.com

(Fonte: Coldiretti Verona)

27/9-1/10/13, trevigiano in festa con funghi e maratone del gusto

3_Paladin_Armillaria-melleaDal 27 settembre al 1 ottobre la cittadina sulle sponde del fiume Piave, Nervesa della Battaglia, ospiterà la 35^ edizione della Festa dei Funghi.

Ricco calendario  di appuntamenti. Venerdì 27 i festeggiamenti apriranno alle ore 19.00 con l’inaugurazione ufficiale della festa alla presenza delle autorità locali e l’apertura dello stand gastronomico con una cena a base di funghi, accessibile su prenotazione. Sabato 28 alle ore 19.00 aprirà la Mostra Micologica con tante varietà di funghi, da quelli commestibili e tipici dell’area del Montello come il ‘Chiodino’ o l’Amanita Cesarea, a quelli velenosi ma bellissimi come l’Amanita Muscaria conosciuta anche come ‘Ovolo malefico’. Domenica 29 la giornata si aprirà alle 7.00 con la Mostra mercato di canarini, uccelli esotici, tartarughe, fiori e piante ornamentali. Alle 9.00 S. Messa in onore di San Girolamo e apertura della Mostra dell’Artigianato e Agricoltura locale. Alle 11.00 lungo il fiume Piave si terrà il divertentissimo Bau Bau Trekking dedicato ai bambini e ai loro amici a 4 zampe, a cura dell’Associazione “Angeli con la coda”. Alle ore 11.30 premiazione della Fiera degli uccelli, alle 12.30 apertura iscrizione all’esposizione canina che si terrà a partire dalle ore 14.00. Per tutta la giornata sarà attivo lo stand gastronomico e presso il Municipio si terranno una speciale mostra di scultura e il mercatino del libro. Lunedì 30 settembre dalle 7.00 alle 18.00 spazio alla tradizionale Fiera Mercato di San Girolamo. Alle 14.30 musica, colore e trucchi magici saranno protagonisti in piazza Piave degli spettacoli di musici e artisti di strada provenienti da tutto il mondo. Alle 21.30 musica co il duo “Fisarmonica in Staiere”.  Martedì 1 ottobre gran finale con alle 18.00 la Festa dello scolaro.

29 settembre 2013, a Castelfranco Veneto la Maratona del Gusto.  Domenica 29 settembre le pro loco saranno protagoniste della Maratona del Gusto ospitata presso il centro commerciale I Giardini del Sole di Castelfranco Veneto, in occasione della 3^ Maratona della Castellana. I sapori della terra trevigiana potranno essere acquistati e degustati presso gli stand allestiti dalle Pro Loco di Scorzè, Altivole, Volpago del Montello, Mogliano Veneto, Covolo, Miane e Paese. Funghi, soppressa, Radicchio Rosso di Treviso IGP precoce, ma anche il Fagiolo Borlotto nano di Levada, i kiwi e i vini da quelli del Montello a quelli della Primavera del Prosecco, sono alcuni dei prodotti che i volontari porteranno nella mostra mercato allestita per l’occasione all’interno del Centro commerciale, dove passeranno anche gli atleti in gara alla maratona. Gli stand apriranno fin dalle 9 del mattino e le iniziative proseguiranno per tutta la giornata. Nel pomeriggio l’animazione sarà affidata allo show cooking di Ilenia Bazzacco, chef asolana finalista del programma ‘Masterchef Italia 2011’ e al maestro macellaio dei record Bruno Bassetto che presenterà in anteprima il suo nuovo libro e preparerà per i presenti la sua celebre battuta di carne cruda.

(Fonte: Festa dei Funghi/Maratona del Gusto)

Hamburger di carne sintetica, Manzato (Regione Veneto): “Un modo per trarre profitto alle spalle degli agricoltori e dell’umanità”.

Franco Manzato (a dx), assessore all’Agricoltura Regione Veneto, insieme al presidente ARGAV Fabrizio Stelluto alla manifestazione “Km zero in cucina” (Antica Trattoria Ballotta, 2011)

“Il migliore augurio che possiamo fare alle future generazioni, in tutto il mondo, è che continuino a nutrirsi con cibi frutto della terra e non artificiali, che abbiano gusto, differenze e qualità non “iniettate”, quelle che hanno permesso al genere umano di evolversi fino ai nostri giorni”. Non nasconde sconcerto e perplessità l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato all’annuncio del primo hamburger di carne sintetica, ottenuto coltivando in laboratorio cellule staminali di mucca, e servito sulle tavole londinesi lunedì scorso.

Ennesimo tentativo di omogeneizzare e omologare i sapori. “Non riesco ad immaginare un’umanità talmente immiserita da doversi nutrire con alimenti artificiali rinunciando al sapore delle pietanze che l’hanno nutrita per centinaia di migliaia di anni – spiega Manzato – e francamente non credo che questa sia la prospettiva per vincere la fame nel mondo, ma piuttosto un tentativo, teoricamente legittimo, di trarre profitto alle spalle degli agricoltori e dell’umanità stessa. Un’ipotesi come questa mi ricorda piuttosto Fritz Lang o esperimenti aberranti sul miglioramento della razza. Azzardo che forse sono esperimenti figli semplicemente della mancanza di gusto”. “Non ne faccio neppure una questione statistica o di gradimento – aggiunge Manzato – ma vorrei mettere in guardia da un tentativo, l’ennesimo peraltro, di omogeneizzare e omologare i sapori, il cui effetto non è di nutrire chi ha fame ma di ingrassare chi ha la possibilità di spendere per rincorrere fantasie alimentari e nutritive di vario genere. A spese degli agricoltori.

La fame nel mondo si sconfigge valorizzando l’agricoltura propria di ogni territorio. “Ne faccio invece una questione culturale vera e propria – continua Manzato -, se c’è chi vuole ingegnarsi veramente a sconfiggere la fame e a nutrire un mondo dove il numero degli esseri umani è in continuo aumento, dovrebbe fare ricerche di ben altro tipo e regalarle all’umanità, perché ogni territorio possa produrre alimenti vegetali o animali che meglio gli si adattano e ai quali il territorio stesso possa dare valore, oltre che gusto, sapore e caratteristiche delle quali gli uomini, le famiglie, i ristoranti e così via possano andare orgogliosi”.

(Fonte: Regione Veneto)