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Nuovi suffissi Internet per agroalimentare. Zaia: “Stati e UE vigilino per scongiurare imbrogli”

Luca Zaia, governatore del Veneto

Luca Zaia, governatore del Veneto

“Mi auguro che i Governi dei diversi Paesi che corrono il rischio di vedere fortemente penalizzate alcune loro produzioni tipiche e conseguentemente la loro economia, svolgano, insieme all’Unione Europea, una convinta azione di tutela nei confronti delle aziende e degli operatori, dalla minaccia di concorrenza sleale che può derivare dall’attribuzione di nuovi suffissi degli indirizzi internet per il settore vinicolo e agroalimentare”.
Il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, non sottovaluta il pericolo segnalato da più parti, anche dal Consorzio Prosecco doc, che l’imminente asta di domini web come “wine.”, possa rappresentare un’occasione per chi smercia prodotti non originali e aggira le norme sulla tutela d’origine, ingannando i consumatori.

Italia tra le nazioni che rischiano di essere penalizzate. “Stati e organizzazioni internazionali debbono impedire che quel potentissimo strumento di comunicazione e di vendita che è la Rete – prosegue Zaia –, già oggi pieno di insidie per utenti e acquirenti, possa offrire ulteriori opportunità a gente senza scrupoli per arricchirsi ai danni sia di chi produce sia di chi consuma”. “Su questo fronte dobbiamo tenere assolutamente alta la guardia – conclude il presidente veneto – perché a rimetterci di più sono proprio le realtà come quella italiana che ha nell’originalità, nella varietà e nell’elevata qualità delle sue produzioni una straordinaria ricchezza economica e culturale”.

(Fonte: Regione Veneto)

Lotta alla contraffazione alimentare, partita la campagna “#iomangioitaliano” con il ct Prandelli e la nazionale di calcio

Io_mangio_italiano_STILL01_sE’ partita la campagna istituzionale “#iomangioitaliano”, realizzata dal Mipaaf in collaborazione con la FIGC, con il commissario tecnico della Nazionale di calcio, Cesare Prandelli, protagonista dello spot istituzionale dell’iniziativa. La campagna di comunicazione unisce due simboli dell’eccellenza italiana: gli Azzurri e l’agroalimentare di qualità.
Slogan della campagna: “A tavola come in campo…scegli la qualità, tifa l’Italia! #iomangioitaliano”. Oiettivo prioritario della campagna #iomangioitaliano è quello di contrastare la contraffazione attraverso l’informazione e aumentare il grado di conoscenza dei marchi DOP e IGP, tra i consumatori italiani, raccontandone il valore e le caratteristiche distintive. Come dimostrano le ultime statistiche, in Italia solo un terzo dei consumatori conosce i prodotti sinonimo di sicurezza e qualità certificati con le Denominazioni di Origine e le Indicazioni Geografiche (36% DOP e 32% IGP), mentre la media europea si attesta addirittura al 14%.

Prodotti a Denominazione, un mondo fatto di 150 mila imprese per oltre 12 miliardi di euro di fatturato. “I marchi DOP e IGP, che i consumatori possono trovare sull’etichetta dei prodotti che acquistano, rappresentano un mondo fatto di 150.000 imprese e oltre 12 miliardi di euro di fatturato, fondamentali per l’economia del nostro Paese”,  ha dichiarato il ministro Maurizio Martina. “Siamo leader al mondo per qualità – ha proseguito il ministro – con 264 prodotti Food e 523 Wine, con un altissimo potenziale, in termini di export, legato alla sfide della promozione e della tutela anti-imitazione nei Paesi esteri. È bene ricordare che i prodotti DOP e IGP rappresentano la garanzia di una filiera produttiva completamente tracciabile e controllata; una provenienza certa delle materie prime, il territorio di produzione ed il metodo di produzione. A meno di un anno da Expo 2015,vogliamo porre l’attenzione su una “cultura del cibo” che mostri come questi sistemi di produzione siano sinonimo di qualità, capacità e dedizione di chi ogni giorno opera ricercando l’eccellenza”.

(Fonte: Mipaaf)

L’aglio bianco Polesano Dop al Quirinale

aglio dopL’aglio bianco Polesano Dop è l’aglio del Quirinale. E’ stato scelto dallo chef Fabrizio Boca, capo cucina del Segretariato generale della presidenza della Repubblica, per condire i piati ufficiali ed ufficiosi delle presidenziali stanze.

3-4 consegne l’anno di una ventina di kg. “Abbiamo rinnovato il contratto di fornitura e pare che il nostro prodotto sia molto gradito al Quirinale” – spiega Claudio Salvan, presidente della coop Il Polesine, la maggiore produttrice di aglio bianco polesano Dop, associata a Coldiretti, coi sui venti associati per 1500 quintali annui di prodotto certificato. “Siamo stati contattati l’anno scorso – racconta Salvan – Prima abbiamo inviato il prodotto per l’assaggio, poi è cominciata una modesta fornitura ed ora, pare che il prodotto vada bene, perché ci hanno rinnovato il contratto: facciamo 3-4 consegne l’anno con carichi di una ventina di chili per volta di trecce da mezzo chilo l’una. Lo chef Boca, che si occupa degli acquisti personalmente, preferisce trecce piccole, che sono più facilmente gestibili”.

Marchio Dop, ricavi superiorei del 20-25% rispetto all’aglio in generale. L’aglio polesano sale al rango istituzionale. Voci dalle cucine romane dicono che al Quirinale si tende a preferire i prodotti tipici, provenienti da vari territori e province italiane, che vengono privilegiati per un “senso di appartenenza” e valorizzazione del made in Italy.  “Per noi, ovviamente, è un grande orgoglio e soddisfazione – commenta Claudio Salvan – Per un prodotto che, dal punto di vista dei mercati, non se la passa benissimo. Stiamo uscendo da una campagna con mercati pesanti, in cui il prodotto secco a marchio Dop è l’unico che ci salva e può dare ricavi anche discreti ai produttori, superiori del 20-25 per cento: se l’aglio in generale può andare su un euro e 50 al chilo, l’aglio Dop segna un euro e 85/90 al chilo. Ora si è aperta la raccolta e vendita dell’aglio fresco – spiega Salvan, – che ha costi di gestione superiori all’aglio essiccato e modalità diverse: si vende alla produzione intorno all’euro e 60, prezzo inferiore ai costi di produzione”.

In arrivo sul mercato UE ancora più aglio cinese. Questa situazione di stagnazione dei mercati rischia di essere aggravata nel prossimo futuro, poiché la Commissione europea ha già proposto l’aumento di 12.375 tonnellate del contingente di aglio proveniente dalla Cina, il maggior produttore mondiale. Una decisione motivata dall’aumento della popolazione comunitaria con l’ingresso di Romania e Bulgaria nella Ue, prevista dagli accordi Gatt. Ci si augura che almeno il presidente Napolitano continui a tenere alta la bandiera del Made Italy e a preferire l’aglio bianco polesano Dop.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

Tremila agricoltori veneti all’Assemblea Coldiretti per chiedere un’Europa diversa

in PLATEA1Tre mila imprenditori agricoli erano presenti ieri all’Assemblea Coldiretti riunitasi a Milano per chiedere un’Europa diversa. Con loro, nel parterre, c’erano anche il governatore Luca Zaia, il presidente del Consiglio Clodovaldo Ruffato, gli assessori Elena Donazzan, Marino Finozzi, Daniele Stival e Massimo Giorgetti, il sottosegretario all’Ambiente Barbara Degani e altri rappresentanti europei, provinciali e locali.

Piazza: “Europa spesso complice dei grandi interessi”. Un colpo d’occhio di grande impatto pari a circa 10mila berretti gialli, ovvero gli agricoltori di Coldiretti che nel capoluogo sventolano la bandiera del vero “Made in Italy”. Chiedono trasparenza, legalità, controlli serrati per tutelare le produzioni dalla contraffazione. “Ci siamo organizzati perché i ritardi della politica non possono fermare le nostre attività, ne scoraggiare l’entusiasmo e la volontà delle nuove generazioni che scelgono di investire nel lavoro dei campi come sfida professionale – spiega Giorgio Piazza, presidente di Coldiretti Veneto – siamo consapevoli del nostro ruolo e abbiamo intrapreso percorsi virtuosi che sono diventati veri e propri progetti come la filiera agricola italiana, i mercati agricoli per la vendita diretta e l’apertura alla società civile attraverso la fornitura di servizi con fattorie didattiche, sociali e il verde pubblico. Ci siamo dati da fare nonostante un’ Europa spesso complice dei grandi interessi”.

Zaia ribadisce il suo no alle trivellazioni in Adriatico. Sulla scia della valorizzazione del giacimento enogastronomico come volano del turismo è intervenuto pure Luca Zaia ribadendo il suo no alle trivellazioni in Adriatico, ultimo degli spauracchi in ordine di tempo e ricordando di aver vissuto in prima persona la mobilitazione alle frontiere anche da Ministro dell’Agricoltura appurando sul posto il danno vissuto quotidianamente dai produttori, che per quanto riguarda il Veneto mantengono performances di un comparto portandolo agli alti livelli in fatto di tipicità blasonate sviluppando un fatturato pari a più di 5 miliardi di euro.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Dop e Igp sul web, firmato protocollo d’intesa tra Ministero dell’Agricoltura, piattaforma eBay e Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche

Accordo Mipaaf eBayIl Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha informato che è stato firmato il Protocollo d’intesa per la tutela e la valorizzazione delle produzioni agroalimentari DOP e IGP sulla piattaforma online eBay. L’accordo è stato siglato tra il Mipaaf, eBay e l’Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche (AICIG).

L’obiettivo del Protocollo è rafforzare la tutela, la promozione, la valorizzazione e l’informazione delle produzioni italiane Dop e Igp anche tra i consumatori che si avvalgono della piattaforma eBay, favorendo la presenza nel mercato online dei prodotti italiani autentici e di qualità. I prodotti DOP e IGP italiani, infatti, rappresentano il 40% dell’intera produzione a denominazione comunitaria, con un fatturato complessivo alla produzione di circa 7 miliardi di euro. Si tratta di un patrimonio che istituzioni, associazioni e imprenditori intendono garantire ulteriormente anche su eBay, uno dei più grandi marketplace online del mondo e il primo in Italia, con oltre 4,5 milioni di utenti attivi. Sul web, infatti, sono sempre più frequenti i fenomeni di contraffazione e di vendita di falso Made in Italy agroalimentare, soprattutto di prodotti DOP e IGP.

Programma VeRO. Il protocollo assegna un ruolo centrale al Programma di verifica dei diritti di proprietà (Verified Rights Owner – VeRO), un sistema che può contare su oltre 37mila utenti attivi e che consente ai titolari di diritti di proprietà intellettuale (come copyright, marchi registrati o brevetti) di segnalare eventuali violazioni. Tramite il Programma VeRO, il Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, insieme all’AICIG, si impegnano a inviare a eBay “notifiche di violazione di diritti di proprietà intellettuale in relazione alle produzioni DOP e IGP“. eBay si impegna a rimuovere gli annunci dove vengono riscontrate violazioni relative ai prodotti DOP e IGP. Contestualmente l’Ispettorato repressione frodi (ICQRF) attiva le procedure di protezione ex officio dei prodotti su tutto il territorio dell’Unione europea per il blocco della commercializzazione dei prodotti rilevati.

(Fonte: Ministero delle Politiche Agricole)

Sicurezza alimentare, Italia (e Veneto) tra i primi in Europa. Tra gli ultimi esempi, il Laser Food Control System, progetto internazionale di ricerca co-finanziato dall’Unione Europea presentato a Cibus 2014 da Latteria Soligo

PrintQualità fondata su tradizione e produzioni tipiche, ma anche su innovazione e ricerca. Con queste parole d’ordine Latteria Soligo si presenta per la prima volta al Cibus 2014, 17° Salone Internazionale dell’Alimentazione, in corso a Parma fino all’8 maggio. La storica azienda, che ha il suo quartier generale a Farra di Soligo (TV), forte di un fatturato in crescita (65 milioni di euro nel 2013), con una quota sempre più importante riferibile al mercato estero (1,2 milioni nell’ultimo anno), si presenta in fiera con un progetto di ricerca che punta a rivoluzionare la sicurezza nell’industria alimentare.

Monitoraggio atmosfera interna e integrità delle confezion. L’azienda è la prima industria italiana in Europa (assieme alla svedese “Santa Maria”, che produce tortillas) a sperimentare il progetto di ricerca Safetypack (Innovative non-intrusive laser gas sensor on food production for real time quality/safety in line control of food packaging), tecnologia laser che permetterà il monitoraggio dell’atmosfera interna e il controllo dell’integrità delle confezioni alimentari in tempo reale e sul 100% della produzione. Il progetto triennale, partito nel novembre 2013, è co-finanziato dall’Unione Europea (quasi 3 milioni i fondi UE sugli oltre 4 di budget, reperiti nell’ambito Food Processing), è coordinato da Luca Poletto dell’Istituto di Fotonica e Nanotecnologie del CNR e vede partnership internazionali tra aziende di diversi Paesi (Svezia, Norvegia, Danimarca, Islanda e Italia).

Una tecnologia che consente di superare l‘attuale sistema di controllo a campione. L’installazione pilota sarà realizzata presso la linea di confezionamento di mozzarella per pizza dove un sensore spettroscopico a laser permetterà il monitoraggio dell’atmosfera interna e il controllo dell’integrità delle confezioni. Attualmente, in tutta la produzione in linea dell’industria alimentare si effettuano controlli a campione in laboratorio mentre la nuova tecnologia consentirà il controllo in tempo reale su tutta la produzione, con notevole beneficio per l’azienda, ma soprattutto con garanzia totale di sicurezza per il consumatore.

Curiosità. Dal 2009 la mozzarella Soligo ha ottenuto il marchio europeo STG (Specialità Tradizionale Garantita).  La metodologia usata nella produzione si basa sulla tradizionale coagulazione presamica, non ricorrendo all’utilizzo di acido citrico, metodo più redditizio dal punto di vista della produzione, ma che offre prodotti qualitativamente inferiori. Latteria Soligo è stata la prima, nel 1993, a produrre mozzarella già cubettata sapendo intercettare con anticipo le esigenze del mercato.

(Fonte: Latteria Soligo)

 

 

Frutta nelle bibite, parte la mobilitazione Coldiretti

succhi-di-frutta“Basterebbe elevare anche solo di otto punti la percentuale minima di succo di frutta presente nelle bibite gasate e nelle altre bevande che si richiamano al gusto di frutta, passando dall’attuale 12 al 20 per cento, per avere subito, un consumo di oltre 200 milioni di chili di arance in più all’anno ed un prodotto sicuramente più sano”. Così il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo, lancia la mobilitazione territoriale dell’organizzazione agricola per la trasparenza delle bevande a base di frutta attualmente in commercio. Un’azione partita dalla Confederazione nazionale e che si sta allargando a tutte le federazioni provinciali della Coldiretti.

Cambiare una normativa difesa in Europa solo dalle lobby industriali. Nei prossimi giorni, Coldiretti Rovigo, con incontri sul territorio ed attività di sensibilizzazione, inviterà l’amministrazione provinciale, i 50 comuni polesani, la Camera di commercio e le organizzazioni di categoria ad adottare ordini del giorno ad hoc per sollecitare il parlamento ad approvare un emendamento che innalzi la percentuale minima di frutta dal 12 al 20 per cento nei succhi e nelle bibite analcoliche. “E’ una battaglia di verità e trasparenza – spiega Giuriolo – ed invito tutti i nostri amministratori locali ad unirsi a noi. La nostra agricoltura ha il primato nella qualità e sanità degli alimenti e pertanto, ci sentiamo il dovere di essere all’avanguardia anche nella battaglia per cambiare una normativa che è difesa in Europa solo dalle grandi lobby industriali dell’aranciata e della simil-frutta”.

Vanificato l’iniziativa legislativa del governo italiano. La mobilitazione di Coldiretti nasce a pochi giorni da quando la stessa commissione Politiche europee della Camera dei deputati ha respinto l’emendamento alla Legge europea 2013 per l’innalzamento della percentuale minima di frutta, vanificando di fatto il lungo iter di iniziativa legislativa del governo italiano che era partito per aggirare la sordità della Commissione europea sul tema. “Sembra una piccola cosa – conclude il presidente Giuriolo – ma è una difesa della salute, della qualità dell’alimentazione e anche delle nostre produzioni di frutta made in Italy dalla logica delle multinazionali che, spesso, vogliono solo sfruttare l’idea della frutta ed il lavoro attento dei nostri frutticoltori, per confondere le idee del consumatore e di quei 23 milioni di italiani che consumano abitualmente bibite alla frutta, magari pensando di ‘bere frutta vera’. Ma Coldiretti garantisce il suo impegno ai produttori e ai consumatori per rimuovere un atto di autentica ingiustizia e la battaglia ora si sposterà in Parlamento”.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

“Campolibero”, il nuovo piano di azioni per l’agroalimentare italiano

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisi“Campolibero”(email: campolibero@mpaaf.gov.it) è il nuovo piano di interventi con il quale il Ministero delle Politiche Agricole intende affrontare alcuni nodi cruciali per il sistema agroalimentare italiano: dalla sicurezza, con il rafforzamento di azioni per interventi nella “terra dei fuochi”, al taglio dei costi agli Enti e alle Società vigilate dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali. L’implementazione del piano avverrà attraverso una call aperta a tutti fino al 30 aprile. A maggio, mese cruciale anche per l’applicazione definitiva della PAC 2014-2020, si tireranno le fila.

Le prime 18 azioni del piano. Competitività e lavoro. Mutui a tasso zero per imprese agricole condotte da giovani under 40; incentivi all’assunzione di giovani (sgravio di un terzo della retribuzione lorda); stabilizzazione ed emersione dei rapporti di lavoro (contratto agricolo stabile); credito d’imposta per e-commerce; credito d’imposta per piattaforme distributive all’estero; termine per l’attuazione della legge sull’etichettatura e avvio consultazione pubblica; taglio dei costi Enti e Società vigilate dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali; avvio Sistema nazionale consulenza aziendale agricola. Semplificazioni. Registro unico dei controlli aziendali; apertura Società agricola in 60 giorni (Riduzione dei tempi del silenzio assenso); estensione generalizzata della diffida prima delle sanzioni amministrative pecuniarie; semplificazioni per la vendita diretta; sportello telematico automobilistico anche per settore agricolo; semplificazioni per settori biologico e vitivinicolo; dematerializzazione registri carico/scarico per diversi prodotti; estensione della possibilità di adempimento volontario laddove è già consentito il pagamento in misura ridotta; Sicurezza. Rafforzamento azioni per interventi nella Terra dei fuochi; più poteri di confisca dei beni contro chi trae profitto dal traffico illecito di rifiuti.

(Fonte: Veneto Agricoltura Europa)

Coldiretti, no ai furbetti della casta dei campi

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiGrandi gruppi industriali, assicurativi e bancari, ma anche enti di diversa natura che non vivono certo di agricoltura sono l’elite intoccabile dei primi tremila beneficiari di contributi che ricevono un importo di oltre mezzo miliardo di euro mentre si chiedono sacrifici a tutti gli italiani a partire dagli agricoltori. La denuncia arriva dal presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo con riferimento alle scelte che stanno per essere fatte a livello nazionale nell’attuazione della riforma della politica agricola comune per il periodo 2014-2020.

Tax free. Si tratta – sottolinea la Coldiretti – di una casta di intoccabili che rappresenta appena lo 0,2 per cento degli interessati dagli interventi di politica agricola che riceve pero’ ben il 15 per cento delle risorse destinate all’agricoltura. Una rendita fondiaria e finanziaria che – precisa la Coldiretti – senza un deciso cambiamento nella programmazione nazionale rischia di essere mantenuta per i prossimi sette anni.  Molti di questi soggetti non contribuiscono alla previdenza agricola mentre altri nelle pieghe dell’attuale legislazione hanno creato società Spa ed Srl ad hoc per avere agevolazioni sull’Imu, sulla concessione edilizia, sull’acquisto dei terreni agricoli e anche sulle bioenergie facendo così – continua la Coldiretti – concorrenza sleale al reddito e all’attività dei veri agricoltori.

Necessaria discontinuità. “Ci auguriamo che in questo momento difficile per il Paese nessuno abbia la follia di mantenere questi insostenibili privilegi e ci si impegni invece per concentrare le poche risorse disponibili ai chi vive e lavora in agricoltura per il ruolo ambientale, economico e sociale che svolge per il Paese” ha concluso il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. “La lotta a tutte le rendite sembra finalmente rientrata nell’agenda della buona politica e di questo la Coldiretti se ne compiace perchè – ha concluso Moncalvo – sono necessarie grandi discontinuità sui temi della giustizia e dell’equità sociale per troppo tempo negati dalla malapolitica”.

(Fonte: Coldiretti)

 

 

Al Consiglio Nazionale UNAGA il collega Nicola Dante Basile presenta “Liscia, gassata o…Da 120 anni l’effervescente naturale”

da sx Paola Scarsi, Roberto Zalambani, Nicola Dante Basile, Efrem Tassinato, Beatrice Busi Deriu, Mimmo Vita

da sx Paola Scarsi, Roberto Zalambani, Nicola Dante Basile, Efrem Tassinato, Beatrice Busi Deriu, Mimmo Vita

In occasione del Consiglio Nazionale UNAGA, presso la FNSI a Roma, dello scorso 22 marzo, il collega del Sole24Ore Nicola Dante Basile ha presentato il suo nuovo libro “Liscia, gassata o… Da 120 anni l’effervescente naturale” un prestigioso volume (edito da SKIRA) ora in vendita presso le librerie, sulla storia dell’acqua Ferrarelle.

“La storia dell’acqua minerale (effervescente naturale), un pezzo indelebile della storia d’Italia”. Basile, con la bravura che lo contraddistingue, ripercorre una storia italiana, o meglio del settore alimentare italiano, molto significativa e per questo proposta ai giornalisti UNAGA. Come egli scrive “c’è un pezzo indelebile della storia d’Italia nel vissuto di Ferrarelle, il marchio leader nell’imbottigliamento di acqua minerale effervescente naturale, l’unica al mondo classificata e certificata come tale. Impresa pionieristica nel vero senso del termine concepita sul finire del XIX secolo, Ferrarelle al pari di altre aziende del suo tempo giunte fino a noi, ha accumulato nella propria memoria drammi politici, tragedie sociali, crisi economiche e rotture culturali che hanno accompagnato gli ultimi 120 anni di storia italiana. Tanti quanti ne compie oggi il marchio di Riardo, artefice di progetti intriganti, strategie commerciali innovative e campagne di marketing lungimiranti che creano consenso e successo, ma stimolano anche appetiti sulfurei che mettono a rischio la sana gestione. Salvo assistere all’arrivo dell’imprenditore che sbugiarda l’inettitudine dei mercanti del tempio, rimette la barra a dritta e crea le basi per un nuovo sviluppo di impresa ecosostenibile. E’ dunque una storia antica e moderna, questa di Ferrarelle…..”.

(Fonte: UNAGA)