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Tremila agricoltori veneti all’Assemblea Coldiretti per chiedere un’Europa diversa

in PLATEA1Tre mila imprenditori agricoli erano presenti ieri all’Assemblea Coldiretti riunitasi a Milano per chiedere un’Europa diversa. Con loro, nel parterre, c’erano anche il governatore Luca Zaia, il presidente del Consiglio Clodovaldo Ruffato, gli assessori Elena Donazzan, Marino Finozzi, Daniele Stival e Massimo Giorgetti, il sottosegretario all’Ambiente Barbara Degani e altri rappresentanti europei, provinciali e locali.

Piazza: “Europa spesso complice dei grandi interessi”. Un colpo d’occhio di grande impatto pari a circa 10mila berretti gialli, ovvero gli agricoltori di Coldiretti che nel capoluogo sventolano la bandiera del vero “Made in Italy”. Chiedono trasparenza, legalità, controlli serrati per tutelare le produzioni dalla contraffazione. “Ci siamo organizzati perché i ritardi della politica non possono fermare le nostre attività, ne scoraggiare l’entusiasmo e la volontà delle nuove generazioni che scelgono di investire nel lavoro dei campi come sfida professionale – spiega Giorgio Piazza, presidente di Coldiretti Veneto – siamo consapevoli del nostro ruolo e abbiamo intrapreso percorsi virtuosi che sono diventati veri e propri progetti come la filiera agricola italiana, i mercati agricoli per la vendita diretta e l’apertura alla società civile attraverso la fornitura di servizi con fattorie didattiche, sociali e il verde pubblico. Ci siamo dati da fare nonostante un’ Europa spesso complice dei grandi interessi”.

Zaia ribadisce il suo no alle trivellazioni in Adriatico. Sulla scia della valorizzazione del giacimento enogastronomico come volano del turismo è intervenuto pure Luca Zaia ribadendo il suo no alle trivellazioni in Adriatico, ultimo degli spauracchi in ordine di tempo e ricordando di aver vissuto in prima persona la mobilitazione alle frontiere anche da Ministro dell’Agricoltura appurando sul posto il danno vissuto quotidianamente dai produttori, che per quanto riguarda il Veneto mantengono performances di un comparto portandolo agli alti livelli in fatto di tipicità blasonate sviluppando un fatturato pari a più di 5 miliardi di euro.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Dop e Igp sul web, firmato protocollo d’intesa tra Ministero dell’Agricoltura, piattaforma eBay e Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche

Accordo Mipaaf eBayIl Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha informato che è stato firmato il Protocollo d’intesa per la tutela e la valorizzazione delle produzioni agroalimentari DOP e IGP sulla piattaforma online eBay. L’accordo è stato siglato tra il Mipaaf, eBay e l’Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche (AICIG).

L’obiettivo del Protocollo è rafforzare la tutela, la promozione, la valorizzazione e l’informazione delle produzioni italiane Dop e Igp anche tra i consumatori che si avvalgono della piattaforma eBay, favorendo la presenza nel mercato online dei prodotti italiani autentici e di qualità. I prodotti DOP e IGP italiani, infatti, rappresentano il 40% dell’intera produzione a denominazione comunitaria, con un fatturato complessivo alla produzione di circa 7 miliardi di euro. Si tratta di un patrimonio che istituzioni, associazioni e imprenditori intendono garantire ulteriormente anche su eBay, uno dei più grandi marketplace online del mondo e il primo in Italia, con oltre 4,5 milioni di utenti attivi. Sul web, infatti, sono sempre più frequenti i fenomeni di contraffazione e di vendita di falso Made in Italy agroalimentare, soprattutto di prodotti DOP e IGP.

Programma VeRO. Il protocollo assegna un ruolo centrale al Programma di verifica dei diritti di proprietà (Verified Rights Owner – VeRO), un sistema che può contare su oltre 37mila utenti attivi e che consente ai titolari di diritti di proprietà intellettuale (come copyright, marchi registrati o brevetti) di segnalare eventuali violazioni. Tramite il Programma VeRO, il Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, insieme all’AICIG, si impegnano a inviare a eBay “notifiche di violazione di diritti di proprietà intellettuale in relazione alle produzioni DOP e IGP“. eBay si impegna a rimuovere gli annunci dove vengono riscontrate violazioni relative ai prodotti DOP e IGP. Contestualmente l’Ispettorato repressione frodi (ICQRF) attiva le procedure di protezione ex officio dei prodotti su tutto il territorio dell’Unione europea per il blocco della commercializzazione dei prodotti rilevati.

(Fonte: Ministero delle Politiche Agricole)

Sicurezza alimentare, Italia (e Veneto) tra i primi in Europa. Tra gli ultimi esempi, il Laser Food Control System, progetto internazionale di ricerca co-finanziato dall’Unione Europea presentato a Cibus 2014 da Latteria Soligo

PrintQualità fondata su tradizione e produzioni tipiche, ma anche su innovazione e ricerca. Con queste parole d’ordine Latteria Soligo si presenta per la prima volta al Cibus 2014, 17° Salone Internazionale dell’Alimentazione, in corso a Parma fino all’8 maggio. La storica azienda, che ha il suo quartier generale a Farra di Soligo (TV), forte di un fatturato in crescita (65 milioni di euro nel 2013), con una quota sempre più importante riferibile al mercato estero (1,2 milioni nell’ultimo anno), si presenta in fiera con un progetto di ricerca che punta a rivoluzionare la sicurezza nell’industria alimentare.

Monitoraggio atmosfera interna e integrità delle confezion. L’azienda è la prima industria italiana in Europa (assieme alla svedese “Santa Maria”, che produce tortillas) a sperimentare il progetto di ricerca Safetypack (Innovative non-intrusive laser gas sensor on food production for real time quality/safety in line control of food packaging), tecnologia laser che permetterà il monitoraggio dell’atmosfera interna e il controllo dell’integrità delle confezioni alimentari in tempo reale e sul 100% della produzione. Il progetto triennale, partito nel novembre 2013, è co-finanziato dall’Unione Europea (quasi 3 milioni i fondi UE sugli oltre 4 di budget, reperiti nell’ambito Food Processing), è coordinato da Luca Poletto dell’Istituto di Fotonica e Nanotecnologie del CNR e vede partnership internazionali tra aziende di diversi Paesi (Svezia, Norvegia, Danimarca, Islanda e Italia).

Una tecnologia che consente di superare l‘attuale sistema di controllo a campione. L’installazione pilota sarà realizzata presso la linea di confezionamento di mozzarella per pizza dove un sensore spettroscopico a laser permetterà il monitoraggio dell’atmosfera interna e il controllo dell’integrità delle confezioni. Attualmente, in tutta la produzione in linea dell’industria alimentare si effettuano controlli a campione in laboratorio mentre la nuova tecnologia consentirà il controllo in tempo reale su tutta la produzione, con notevole beneficio per l’azienda, ma soprattutto con garanzia totale di sicurezza per il consumatore.

Curiosità. Dal 2009 la mozzarella Soligo ha ottenuto il marchio europeo STG (Specialità Tradizionale Garantita).  La metodologia usata nella produzione si basa sulla tradizionale coagulazione presamica, non ricorrendo all’utilizzo di acido citrico, metodo più redditizio dal punto di vista della produzione, ma che offre prodotti qualitativamente inferiori. Latteria Soligo è stata la prima, nel 1993, a produrre mozzarella già cubettata sapendo intercettare con anticipo le esigenze del mercato.

(Fonte: Latteria Soligo)

 

 

Frutta nelle bibite, parte la mobilitazione Coldiretti

succhi-di-frutta“Basterebbe elevare anche solo di otto punti la percentuale minima di succo di frutta presente nelle bibite gasate e nelle altre bevande che si richiamano al gusto di frutta, passando dall’attuale 12 al 20 per cento, per avere subito, un consumo di oltre 200 milioni di chili di arance in più all’anno ed un prodotto sicuramente più sano”. Così il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo, lancia la mobilitazione territoriale dell’organizzazione agricola per la trasparenza delle bevande a base di frutta attualmente in commercio. Un’azione partita dalla Confederazione nazionale e che si sta allargando a tutte le federazioni provinciali della Coldiretti.

Cambiare una normativa difesa in Europa solo dalle lobby industriali. Nei prossimi giorni, Coldiretti Rovigo, con incontri sul territorio ed attività di sensibilizzazione, inviterà l’amministrazione provinciale, i 50 comuni polesani, la Camera di commercio e le organizzazioni di categoria ad adottare ordini del giorno ad hoc per sollecitare il parlamento ad approvare un emendamento che innalzi la percentuale minima di frutta dal 12 al 20 per cento nei succhi e nelle bibite analcoliche. “E’ una battaglia di verità e trasparenza – spiega Giuriolo – ed invito tutti i nostri amministratori locali ad unirsi a noi. La nostra agricoltura ha il primato nella qualità e sanità degli alimenti e pertanto, ci sentiamo il dovere di essere all’avanguardia anche nella battaglia per cambiare una normativa che è difesa in Europa solo dalle grandi lobby industriali dell’aranciata e della simil-frutta”.

Vanificato l’iniziativa legislativa del governo italiano. La mobilitazione di Coldiretti nasce a pochi giorni da quando la stessa commissione Politiche europee della Camera dei deputati ha respinto l’emendamento alla Legge europea 2013 per l’innalzamento della percentuale minima di frutta, vanificando di fatto il lungo iter di iniziativa legislativa del governo italiano che era partito per aggirare la sordità della Commissione europea sul tema. “Sembra una piccola cosa – conclude il presidente Giuriolo – ma è una difesa della salute, della qualità dell’alimentazione e anche delle nostre produzioni di frutta made in Italy dalla logica delle multinazionali che, spesso, vogliono solo sfruttare l’idea della frutta ed il lavoro attento dei nostri frutticoltori, per confondere le idee del consumatore e di quei 23 milioni di italiani che consumano abitualmente bibite alla frutta, magari pensando di ‘bere frutta vera’. Ma Coldiretti garantisce il suo impegno ai produttori e ai consumatori per rimuovere un atto di autentica ingiustizia e la battaglia ora si sposterà in Parlamento”.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

“Campolibero”, il nuovo piano di azioni per l’agroalimentare italiano

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisi“Campolibero”(email: campolibero@mpaaf.gov.it) è il nuovo piano di interventi con il quale il Ministero delle Politiche Agricole intende affrontare alcuni nodi cruciali per il sistema agroalimentare italiano: dalla sicurezza, con il rafforzamento di azioni per interventi nella “terra dei fuochi”, al taglio dei costi agli Enti e alle Società vigilate dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali. L’implementazione del piano avverrà attraverso una call aperta a tutti fino al 30 aprile. A maggio, mese cruciale anche per l’applicazione definitiva della PAC 2014-2020, si tireranno le fila.

Le prime 18 azioni del piano. Competitività e lavoro. Mutui a tasso zero per imprese agricole condotte da giovani under 40; incentivi all’assunzione di giovani (sgravio di un terzo della retribuzione lorda); stabilizzazione ed emersione dei rapporti di lavoro (contratto agricolo stabile); credito d’imposta per e-commerce; credito d’imposta per piattaforme distributive all’estero; termine per l’attuazione della legge sull’etichettatura e avvio consultazione pubblica; taglio dei costi Enti e Società vigilate dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali; avvio Sistema nazionale consulenza aziendale agricola. Semplificazioni. Registro unico dei controlli aziendali; apertura Società agricola in 60 giorni (Riduzione dei tempi del silenzio assenso); estensione generalizzata della diffida prima delle sanzioni amministrative pecuniarie; semplificazioni per la vendita diretta; sportello telematico automobilistico anche per settore agricolo; semplificazioni per settori biologico e vitivinicolo; dematerializzazione registri carico/scarico per diversi prodotti; estensione della possibilità di adempimento volontario laddove è già consentito il pagamento in misura ridotta; Sicurezza. Rafforzamento azioni per interventi nella Terra dei fuochi; più poteri di confisca dei beni contro chi trae profitto dal traffico illecito di rifiuti.

(Fonte: Veneto Agricoltura Europa)

Coldiretti, no ai furbetti della casta dei campi

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiGrandi gruppi industriali, assicurativi e bancari, ma anche enti di diversa natura che non vivono certo di agricoltura sono l’elite intoccabile dei primi tremila beneficiari di contributi che ricevono un importo di oltre mezzo miliardo di euro mentre si chiedono sacrifici a tutti gli italiani a partire dagli agricoltori. La denuncia arriva dal presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo con riferimento alle scelte che stanno per essere fatte a livello nazionale nell’attuazione della riforma della politica agricola comune per il periodo 2014-2020.

Tax free. Si tratta – sottolinea la Coldiretti – di una casta di intoccabili che rappresenta appena lo 0,2 per cento degli interessati dagli interventi di politica agricola che riceve pero’ ben il 15 per cento delle risorse destinate all’agricoltura. Una rendita fondiaria e finanziaria che – precisa la Coldiretti – senza un deciso cambiamento nella programmazione nazionale rischia di essere mantenuta per i prossimi sette anni.  Molti di questi soggetti non contribuiscono alla previdenza agricola mentre altri nelle pieghe dell’attuale legislazione hanno creato società Spa ed Srl ad hoc per avere agevolazioni sull’Imu, sulla concessione edilizia, sull’acquisto dei terreni agricoli e anche sulle bioenergie facendo così – continua la Coldiretti – concorrenza sleale al reddito e all’attività dei veri agricoltori.

Necessaria discontinuità. “Ci auguriamo che in questo momento difficile per il Paese nessuno abbia la follia di mantenere questi insostenibili privilegi e ci si impegni invece per concentrare le poche risorse disponibili ai chi vive e lavora in agricoltura per il ruolo ambientale, economico e sociale che svolge per il Paese” ha concluso il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. “La lotta a tutte le rendite sembra finalmente rientrata nell’agenda della buona politica e di questo la Coldiretti se ne compiace perchè – ha concluso Moncalvo – sono necessarie grandi discontinuità sui temi della giustizia e dell’equità sociale per troppo tempo negati dalla malapolitica”.

(Fonte: Coldiretti)

 

 

Al Consiglio Nazionale UNAGA il collega Nicola Dante Basile presenta “Liscia, gassata o…Da 120 anni l’effervescente naturale”

da sx Paola Scarsi, Roberto Zalambani, Nicola Dante Basile, Efrem Tassinato, Beatrice Busi Deriu, Mimmo Vita

da sx Paola Scarsi, Roberto Zalambani, Nicola Dante Basile, Efrem Tassinato, Beatrice Busi Deriu, Mimmo Vita

In occasione del Consiglio Nazionale UNAGA, presso la FNSI a Roma, dello scorso 22 marzo, il collega del Sole24Ore Nicola Dante Basile ha presentato il suo nuovo libro “Liscia, gassata o… Da 120 anni l’effervescente naturale” un prestigioso volume (edito da SKIRA) ora in vendita presso le librerie, sulla storia dell’acqua Ferrarelle.

“La storia dell’acqua minerale (effervescente naturale), un pezzo indelebile della storia d’Italia”. Basile, con la bravura che lo contraddistingue, ripercorre una storia italiana, o meglio del settore alimentare italiano, molto significativa e per questo proposta ai giornalisti UNAGA. Come egli scrive “c’è un pezzo indelebile della storia d’Italia nel vissuto di Ferrarelle, il marchio leader nell’imbottigliamento di acqua minerale effervescente naturale, l’unica al mondo classificata e certificata come tale. Impresa pionieristica nel vero senso del termine concepita sul finire del XIX secolo, Ferrarelle al pari di altre aziende del suo tempo giunte fino a noi, ha accumulato nella propria memoria drammi politici, tragedie sociali, crisi economiche e rotture culturali che hanno accompagnato gli ultimi 120 anni di storia italiana. Tanti quanti ne compie oggi il marchio di Riardo, artefice di progetti intriganti, strategie commerciali innovative e campagne di marketing lungimiranti che creano consenso e successo, ma stimolano anche appetiti sulfurei che mettono a rischio la sana gestione. Salvo assistere all’arrivo dell’imprenditore che sbugiarda l’inettitudine dei mercanti del tempio, rimette la barra a dritta e crea le basi per un nuovo sviluppo di impresa ecosostenibile. E’ dunque una storia antica e moderna, questa di Ferrarelle…..”.

(Fonte: UNAGA)

Stampa agricola. Il Consiglio Nazionale UNAGA nomina i vicepresidenti e fa il punto su Expo 2015, l’attività delle ARGA e la crisi del settore editoriale

La presidenza UNAGA: Roberto Zalambani, Efrem Tassinato, Mimmo Vita, Giovanni Rossi (FNSI)

La presidenza UNAGA: Roberto Zalambani, Efrem Tassinato, Mimmo Vita, Giovanni Rossi (FNSI)

Decisioni importanti quelle assunte dal Consiglio Nazionale UNAGA, di cui ARGAV fa parte, nella seduta del 22 marzo u.s. La foto documenta alcuni momenti della riunione, che come si sa ha cadenza bimestrale e che, come abitudine per la sessione primaverile, si è tenuta a Roma presso la sede della FNSI.

Nomina dei vicepresidenti. Vediamole in sintesi: la più importante è la nomina dei due vice presidenti, andata alla presidente  dell’ARGA Sardegna Mariella Cossu (all’unanimità, con funzioni di Vicario) e al presidente dell’ARGA Friuli Venezia Giulia Carlo Morandini (a maggioranza). La votazione si era resa necessaria per la vacanza delle due vice presidenze; la prima per l’autoscioglimento dell’ARGA Puglia e quindi con la decadenza di Roberto De Petro da presidente dell’ARGA e da vicepresidente UNAGA. La seconda perché non votata all’ ultimo Congresso UNAGA, tenutosi a Bari nell’ottobre scorso.

Expo 2015. Altrettanto importante è il “via libera” dato alla Giunta UNAGA, ora composta dal presidente nazionale Mimmo Vita, dal segretario Roberto Zalambani, dal tesoriere Efrem Tassinato e dai neo vice presidenti, per le azioni presentate in vista di EXPO Milano 2015. Unaga si sta impegnando per chiudere rapporti di collaborazione specialmente con Padiglione Italia, al fine di favorire la maggior diffusione sia in Italia che all’estero, della conoscenza dell’evento meneghino. In particolare attraverso le relazioni internazionali, UNAGA è membro di IFAJ (i giornalisti agricoli mondiali) e di ENAJ (il network della Commissione europea dei giornalisti agricoli), si opererà affinchè i colleghi giornalisti trattino di Expo2015 sulle loro testate comunicando l’evento; e perché vengano a Milano ed in Italia, scoprendo  assieme ad Expo le eccellenze agroalimentari, culturali e ambientali del Bel Paese. In agenda meetings, educationals, workshop, eventi esperienziali.

Le attività delle associazioni regionali. Durante l’incontro si è parlato delle attività delle ARGA, con al centro tematiche di grande valore, come la situazione nella Terra dei Fuochi e le produzioni agricole per le quali da tempo si è attivata ARGA Campania. O la valorizzazione dei prodotti nati dalle coltivazioni nelle terre frutto dei sequestri mafiosi: EthiCatering di Roma ha proposto il suo menù a base di eccellenze provenienti da terreni confiscati alle mafie e confezionati nelle carceri italiane. Andrea Guolo, Segretario dell’ARGA dell’Emilia Romagna ha ricordato lo spettacolo teatrale di grande successo “Mafie in pentola. Libera terra, il sapore di una sfida” da lui scritto e interpretato dalla moglie, l’attrice Tiziana Di Masi ( il volume d’affari complessivo dell’agromafia sale a circa 14 miliardi di euro nel 2013, con un aumento record del 12% su due anni fa, in netta controtendenza rispetto alla fase recessiva del Paese perché la criminalità organizzata trova terreno fertile proprio nel tessuto economico indebolito dalla crisi, secondo Coldiretti). Ma ogni ARGA è attiva sul proprio territorio con parecchie iniziative info-formative. A questo proposito, anche su sollecitazione del presidente della FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) Giovanni Rossi – come sempre squisitamente presente ai lavori di UNAGA dove ha delineato un quadro della professione molto difficile (irreversibile?) sul piano sindacale e del riconoscimento della professionalità, e per il quale la Federazione si sta spendendo anche in favore dei meno tutelati (cioè i Freelance e gli Uffici Stampa), altro pilastro dell’attività 2014 (e anni seguenti) sarà quella di accompagnare l’Ordine nazionale dei Giornalisti e quelli regionali nelle iniziative obbligatorie per la formazione permanente degli iscritti alla categoria. L’impegno UNAGA, ovviamente ruoterà attorno ai temi che sono propri dell’Unione (Agricoltura ,Alimentazione, Ambiente, > Territorio, Foreste, Pesca, Energie Rinnovabili).

Presto l’annuario UNAGA. Altre decisioni sono state assunte per il miglioramento del sito (www.unaganews.org), i rapporti internazionali (nomina della presidente dell’ARGA Emilia Romagna Lisa Bellocchi a responsabile), la realizzazione dell’Annuario UNAGA, la continuazione del lavoro della Commissione Statuto e Regolamento nella quale entra il segretario Roberto Zalambani, la attivazione a breve della ARGA Toscana, finora associata a quella dell’Emilia Romagna. Un ottimo lavoro, che sicuramente produrrà i suoi frutti.

(Fonte: UNAGA)

Agroalimentare made in Italy in crescita ma necessario salto di qualità a livello organizzativo, logistico e di marketing

Paolo De Castro, Presidente della Comm.ne Agricoltura del Parlamento europeo

Paolo De Castro, Presidente della Comm.ne Agricoltura del Parlamento europeo

“Le produzioni agroalimentari italiane spiccano per l’eccellenza qualitativa ma per farci strada in Europa e, più ancora, nel mondo, occorre migliorare capacità organizzativa, impostare efficienti sistemi a rete e una più capillare distribuzione per aumentare la presenza sui mercati internazionali; le prospettive di crescita media per i prossimi 5 anni sono di 9 punti”. Ad affermarlo, è stato Paolo de Castro, presidente della Commissione agricoltura del Parlamento Europeo, che ha incontrato nei giorni scorsi a Verona nella sede di Edizioni L’informatore Agrario un ampio e qualificato pubblico di imprenditori, rappresentanti del mondo agricolo e della cooperazione operanti nei settori strategici per la nostra economia, dal vino alla cerealicoltura, dall’ortofrutta al lattiero-caseario.

Agroalimentare italiano, punti di forza e di debolezza. L’incontro, moderato dal direttore de L’Informatore Agrario Antonio Boschetti, ha focalizzato l’attenzione su punti di forza e debolezza del sistema agroalimentare italiano in relazione alle trattative in corso in UE e alla luce della nuova PAC. “Nel 2013 l’export agroalimentare italiano ha toccato il suo massimo storico, arrivando a 33,4 miliardi di euro (+5% rispetto al 2012, +78% rispetto al 2002) – ha introdotto Paolo De Castro. A dispetto di questo record sono ancora poche le imprese che riescono ad esportare: nell’industria alimentare sono circa il 12%, in quella delle bevande arrivano al 50%. Nel dibattito, che ha suscitato ampia partecipazione in sala, sono emerse le criticità del “sistema Italia”. “Manca la consapevolezza che l’agricoltura vada gestita come un vero e proprio comparto economico – ha detto Antonio Boschetti, direttore de L’Informatore Agrario. Serve pragmatismo quando si tratta di “made in Italy”, con un approccio diverso da filiera a filiera, aspetto che è stato condiviso oggi da tutti i rappresentanti delle filiere di prodotti Dop e di base”.

Accordi UE per l’internazionalizzazione. Paolo De Castro, reduce da Bruxelles, ha fornito inoltre un quadro sulle trattative in corso in UE, in una prospettiva di internazionalizzazione: “Oggi assumono rilevanza strategica gli accordi commerciali internazionali su cui sta lavorando l’UE. Tra di essi si segnalano gli accordi bilaterali in corso con USA, India e Giappone. in particolare l’UE stima che la conclusione dell’accordo con gli USA potrebbe far aumentare le esportazioni comunitarie del 15% da qui al 2017 (+1,7 miliardi di euro), il caso del Giappone è ancora più promettente, +137%, pari a 5,9 miliardi l’anno. Per quanto riguarda il nuovo Regolamento sull’informazione e promozione dei prodotti agroalimentari, la dotazione finanziaria dovrebbe essere pari a 61,5 milioni di euro per il primo anno per poi arrivare a 200 milioni di euro nel 2020”.

(Fonte: Edizioni L’Informatore Agrario)

Nuova PAC, il neo ministro Martina fa il punto della situazione con De Castro

Ministro_Martina_bioMaurizio Martina, il nuovo ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, ha incontrato nei giorni scorsi a Roma nel Palazzo dell’Agricoltura Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo.

Gli argomenti discussi. Al centro del colloquio c’è stata l’attuazione della nuova Pac a livello nazionale ed un’analisi sui prossimi adempimenti in sede comunitaria sulla politica agricola che dovranno essere discussi tra Parlamento, Commissione e Consiglio dell’Unione. Il Ministro Martina ha annunciato al presidente De Castro di aver avviato i contatti necessari per incontrare nelle prossime settimane i colleghi di Francia, Spagna e Germania, per impostare un lavoro comune sui principali temi agricoli europei. Il Presidente De Castro ha infine invitato il Ministro a Bruxelles per un incontro formale con la Commissione Agricoltura del Parlamento europeo.

Profilo del neo-ministro dell’Agricoltura. Maurizio Martina è nato a Calcinate (BG) il 9 settembre del 1978. Sposato e padre di due figli, dopo essersi diplomato all’Istituto tecnico Agrario di Bergamo, ha conseguito la laurea in Scienze Politiche. Ex Sottosegretario di Stato del ministero Agricoltura nel Governo Letta, con il D.P.C.M. del 24 maggio 2013, gli è stata conferita la delega a presiedere la Commissione di coordinamento per le attività connesse all’EXPO’ Milano 2015.

(Fonte: Ministero Politiche agricole alimentari e forestali)