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In America, dal 28 maggio 2013 storico via libera ai salumi “made in Italy”. Coldiretti: “Stop ai tarocchi”

salumi2Finalmente salami, pancette, coppe, culatello e altri salumi Made in Italy potranno arrivare sulle tavole dei 250 milioni di cittadini americani che fino ad ora sono stati costretti ad acquistare imitazioni di bassa qualità realizzate fuori dall’Italia. E’ la Coldiretti a commentare il passo storico compiuto con il superamento del blocco durato 15 anni delle esportazioni nazionali di salumi dal prossimo 28 maggio grazie alla pubblicazione del provvedimento con cui le autorita’ statunitensi di Aphis (Animal and Plant Health Inspection Service) hanno ufficialmente riconosciuto l’indennita’ dalla malattia vescicolare del suino di Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte e delle Province autonome di Trento e Bolzano.
Stop ai tarocchi. Si tratta di Regioni dove – precisa la Coldiretti – si concentra la stragrande maggioranza degli allevamenti di maiali e degli stabilimenti di lavorazione delle carni in Italia. In questo difficile momento di crisi – sottolinea la Coldiretti – si tratta di un passo importante per l’economia del sistema agroalimentare nazionale che ha ora l’opportunità di crescere nel ricco mercato americano dove le esportazioni di cibo e bevande italiane sono cresciute in valore del 10 per cento ad un livello record di 2,7 miliardi. Il provvedimento non riguarda il prosciutto che se stagionato oltre i 14 mesi puo’ già essere esportato negli Usa. Dal culatello uruguaiano alla soppressata calabrese Made in Usa, dal salame veneto canadese al “Parma salami” del Messico, i consumatori statunitensi – sostiene la Coldiretti – sono stati fino ad ora una facile preda di salumi taroccati che purtroppo è imbarazzante notare a volte vedono coinvolte all’estero imprese industriali italiane. Se l’abbattimento di questa anacronistica barriera commerciale, che ha fatto perdere all’Italia un importo stimato in 250 milioni di euro all’anno, sarà accompagnato a livello internazionale da una piu’ decisa tutela delle denominazione di origine dei nostri salumi si aprono enormi spazi di crescita. La Coldiretti ricorda ad esempio che in Canada vengono venduti salumi locali con il marchio “San Daniele” e che non puo’ essere esportato il prosciutto di Parma perché il marchio è stato registrato da una azienda privata.
(Fonte: Coldiretti Verona)

Accordo pomodoro da industria Nord Italia: amara la firma

pomodoroNon piace a Confagricoltura l’accordo quadro sul pomodoro da industria raggiunto dopo un’estenuante braccio di ferro. “Nonostante le ripetute richieste della parte agricola di arrivare ad una sigla dell’accordo quadro 2013 in tempi ragionevoli, anche quest’anno la firma è stata apposta fuori tempo massimo. Ma a rendere la delusione ancora più cocente è il risultato ottenuto dal mondo della produzione, che è riuscita a spuntare solo 86 euro per tonnellata inclusi i servizi”.

Prezzo insufficiente a coprire i costi di produzione. “Purtroppo – prosegue Confagricoltura – nonostante il lieve incremento dei prezzi registrato rispetto alla campagna precedente, che si era chiusa a 84 euro per tonnellata, gli imprenditori agricoli anche quest’anno percepiranno un prezzo insufficiente a coprire i costi di produzione”. Fortemente critico il presidente della Federazione Nazionale pomodoro da industria di Confagricoltura, Marco Nicastro: “Non è pensabile che, anche quest’anno, gli agricoltori debbano registrare ulteriori perdite nel proprio bilancio aziendale. Se il pomodoro è uno dei simboli indiscussi del made in Italy il merito è soprattutto di chi lo produce e non solo di chi lo trasforma; per cui o si mette in campo una strategia di filiera che possa essere remunerativa per tutti gli operatori, altrimenti non posso far altro che consigliare, a chi è ancora in tempo, di non produrre pomodoro”.

(Fonte: Asterisco Informazioni)

Sol&Agrifood 2013, quindici eccellenze del made in Italy premiate con il Golosario Prize. Tra queste, 3 aziende venete.

Immagine 4Con la con proclamazione dei vincitori del Golosario Prize ha chiuso ieri con grande successo Sol&Agrifood, la rassegna dell’agroalimentare di qualità made in Italy. E proprio la qualità e l’attenzione all’origine e ai metodi di produzione sono alla base del giudizio del Golosario Prize, il riconoscimento istituito in collaborazione con i critici enogastronomici Paolo Massobrio e Marco Gatti e assegnato da un’apposita commissione che, rigorosamente in incognito, ha avuto il compito di assaggiare i prodotti in esposizione.

“L’obiettivo di Sol&Agrifood – spiega Ettore Riello, presidente di Veronafiere – è quello di far emergere l’eccellenza della produzione agroalimentare per promuoverla verso i buyer esteri. In questo contesto anche il premio Golosario acquisisce, per le aziende vincitrici, un valore che va al di là del semplice riconoscimento”. Paolo Massobrio, con una squadra di 10 giornalisti ha passato al setaccio lo spazio food della manifestazione per raccontare le novità: “Sono state tante anche quest’anno – ha dichiarato Massobrio fondatore del movimento di consumatori Papillon alla cerimonia di premiazione – segno che c’è una vitalità non solo nel vino ma in tutta la filiera del gusto. Le birre, ma anche i vari prodotti sono sempre di più un’espressione delle ricchezze dei vari territori italiani. Ricchezze mai sondate prima d’ora, ma con un potenziale espressivo di grande impatto”. I nomi dei vincitori del Golosario Prize verranno inseriti nel best seller Il Golosario, che nelle sue 1.000 pagine fotografa la qualità dell’artigianato alimentare italiano diviso per regioni.

Sette le categorie di quest’anno del Golosario Prize, questi i vincitori. Sfiziosità: Pinna – Ittiri (SS) – Carciofini in olio extravergine di oliva denocciolato di Bosana;  Surianoli – Amantea (CS) – Salsa al peperoncino;  Azienda agricola 2 M – Cilavegna (PV) – Paté di fegato di lumache. Dolci e cioccolati: Loison – Costabissara (VI) – Colomba al mandarino tardivo di Ciaculli;  Avidano – Chieri (TO) – Rustico con amarena e cioccolato;  Pellegrini Fausto – Isola del Giglio (GR) – Panficato gigliese. Formagg:Il Caseificio di Roncade – Roncade (TV) – Rondò (latte vaccino, particolare). Salumi e carni:  Salumi Martina Franca srl di Francesco Carriero – Martina Franca (TA) – Capocollo;  Magrì Prosciutti – Ancona – Manzo vergine. BirreBirrone srl – Isola Vicentina (VI) – Gerica;  Maltovivo – Ponte (BN) – Noscia ambrata;  Sora Lama’ – Torino – Slurp 10 luppoli. Liquori: Liquorificio Bernard – Pomaretto (TO) – Serpoul. Pane, paste:  Danieli il forno delle Puglie – Bitonto (BA) – Taralli al finocchio;  Fabbrica della pasta di Gragnano – Gragnano (NA).

(Fonte: Verona fiere)

Sol&Agrifood 2013: a Pastatrend prewiew, esordio di Confartigianato Alimentazione del Veneto, con 30 show cooking, convegni e laboratori artigianali di pasta fresca

Pasta artigianale fiera Sapori Italiani Longarone Fiere 2012Il Vinitaly 2013 ospita un esordio d’eccezione: gli alimentaristi della Confartigianato Imprese Veneto. Ospiti di PastaTrend Preview (il Salone Internazionale della Pasta), nel padiglione C di Veronafiere, offriranno il meglio della tradizione agroalimentare artigiana veneta, con numeri di tutto rispetto.

Cosa si vedrà in fiera. 83 mq di spazio allestito con esposizioni, laboratori per la produzione di pasta fresca ed aree degustazione; 8 aziende (Sapori Antichi di Zanier Marco & c. snc, Tortellini di Valeggio sul Mincio srl, Pastificio D’Amicis, Casa della Pasta di Drago Luciana, Bellopede & Golino srl, Il Genovese snc di Nicora e Panizza, La Salumeria di Eustacchio srl ed il Il Caseificio di Roncade srl); 3 consorzi (l’Associazione per la produzione e la tutela dei Cansunziei della ladinia dolomitica veneta, il gruppo Pastai di Confartigianato di Vicenza ed il gruppo ristoratori di Confartigianato Imprese Veneto) 30 appuntamenti di show cooking (cadenzati uno all’ora dalle 11 alle 17 nel corso delle 4 giornate della manifestazione) durante i quali sarà possibile osservare le lavorazioni, degustare una serie straordinaria di primi piatti della tradizione veneta ed alcuni abbinamenti originali come ad esempio: il Raviolo con l’Agnello dell’Alpago; i Casunziei della ladinia dolomitica veneta; i Bigoli & gargati vicentini; i Tortellini di Valleggio; le Pappardelle di Mais Sponcio su ragout vegetariano; il Tortello de Belun con Pastin bellunes e patate di Cesio; i Bucatini alla Lughese D.E.C.O. ed il PRIVEE con il Piatto SS (a sfondo sessuale) ovvero le Tagliatelle integrali con ragout di coniglio e tarassaco di campo e tanto altro ancora. Tutti i piatti avranno, ovviamente, un vino abbinato (vedi programma allegato).

In programma anche convegni su alimentazione e salute. Nel corso di PastaTrend Preview, sarà quindi possibile incontrare un pool variegato di aziende artigiane d’eccellenza rappresentative del mondo della pasta e del suo indotto, effettuare assaggi, acquisire competenze, ma anche partecipare a show cooking dedicati, a laboratori artigianali della pasta fresca, a convegni specializzati su alimentazione e salute. In contemporanea alla parte espositiva, infatti, medici, ricercatori ed esperti affronteranno temi fondamentali per il nostro benessere e per la prevenzione e la cura di alcune patologie; temi nei quali il food, e in particolare la pasta e la dieta mediterranea, svolgono un ruolo cruciale. “La nostra passione per la pasta, unita al legame con il territorio e alla nostra naturale propensione al turismo -sottolinea Luca da Corte Croera, presidente nazionale e regionale di Confartigianato Pasta fresca- fanno sì che proporsi con i gusti e sapori tipici su vetrine di livello internazionale come il Vinitaly, diventi un fattore di business fondamentale. L’apertura ai mercati è decisiva per la crescita e lo sviluppo del nostro comparto”.

Nell’area “Confartigianato – Artigiano del Gusto” saranno presenti ben 17 aziende e, al suo interno, sarà allestito un vero e proprio laboratorio per la produzione di pasta fresca che ospiterà quotidianamente prelibate degustazioni. “Valorizzare i prodotti tipici è la principale missione di Confartigianato -dichiara Giacomo Deon, presidente nazionale di Confartigianato Alimentazione – Crediamo con forza che eccellenza e aggregazione siano due fattori che possono essere coniugati in maniera vincente insieme alla promozione. Quest’ultima però, deve essere efficace. In quest’ottica, PastaTrend Preview offre un’opportunità di tutto riguardo alle imprese che proprio sull’eccellenza basano la propria attività”.

(Fonte: Confartigianato Imprese Veneto)

Veronafiere, a Sol&Agrifood 2013 (7-10 aprile) speciale anteprima Pastatrend 2014

Pastatrend previewPastaTrend Preview, anteprima della manifestazione in calendario nel 2014, promossa da Veronafiere e Avenue Media, in programma dal 7 al 10 aprile nell’ambito di Sol&Agrifood-Rassegna Internazionale dell’Agroalimentare di Qualità (in contemporanea al 47° Vinitaly), si presenta come l’unico evento realizzato per affermare il primato italiano di tutta la filiera, dalle materie prime alle tecnologie, alla gastronomia.

Buona e salutare per il fisico e…l’economia italiana. In soli 500 mq sono concentrati i rappresentanti di tutta la filiera e dell’indotto che ruota intorno al mondo della pasta. Dalle tecnologie di produzione, ai condimenti, dalla ricerca delle sementi più sane fino alle paste biologiche, senza trascurare i piatti pronti e soprattutto la pasta fresca. La pasta è ancora la regina della tavola italiana ed è alla base della dieta mediterranea. Grazie a questa dieta e alla pasta, l’Italia, insieme alla Spagna, ha oggi l’aspettativa di vita più alta in Europa ed è seconda solo al Giappone nel mondo. Il consumo della pasta è l’unico a resistere alla crisi economica ed è anche leggermente aumentato negli ultimi due anni. Un italiano su tre mangia a pranzo un piatto di pasta e in media ne consuma 26 chili l’anno, senza tener conto di quella fatta in casa. Secondo recenti statistiche, il mondo della pasta e il suo indotto costituiscono l’1,6% del Pil italiano. Un dato che conferma come la pasta sia una costante dinamo dell’economia italiana, oltre che un piacevole alimento quotidiano.

In fiera. PastaTrend Preview rilancia tutti questi messaggi in modo semplice ma concentrato, grazie ai suoi 51 espositori, ai convegni medico-nutrizionali realizzati dalla Commissione Scientifica di PastaTrend, presieduta dal professor Enrico Roda (gastroenterologo e professore di gastroenterologia a Bologna), ed ai numerosi eventi gastronomici che si svolgeranno ogni giorno durante il periodo espositivo. Protagonisti di questi show cooking: pasta tradizionale, sfogline, tortellini, panzerotti e tanto altro ancora. PastaTrend accende i riflettori non solo sui grandi produttori ma anche sui piccoli, grandi nella maestria artigianale. Questi “maestri della pasta” confermano la bontà e l’autenticità del prodotto italiano, e grazie a PastaTrend ottengono quella visibilità internazionale che difficilmente riuscirebbero a raggiungere. In questo modo i piccoli diventano i veri portavoce della pasta italiana, e mostrano al mondo come gli italiani producono e mangiano la pasta a casa loro.

(Fonte: PastaTrend Preview/Veronafiere)

“Qualità, sicurezza e sostenibilità. L’agroalimentare europeo si interroga” il nuovo quaderno edito da Europe Direct Veneto Agricoltura

170_34_1242114221_alimentihaccpUn fortino sotto assedio. Sembra questa l’immagine del comparto agroalimentare europeo, periodicamente scosso da scandali e frodi che interessano oggi alcuni prodotti a base di carne di manzo con dentro carne di cavallo, ieri le mozzarelle di bufala colorate, l´altro ieri il latte contaminato e via elencando.

UE, tutelare consumatori e imprese con più controlli ed etichettatura. La scottante e attualissima questione è stata affrontata nei giorni scorsi a Legnaro (Pd) nel corso di un focus promosso da Veneto Agricoltura -Europe Direct, che ha chiamato alcuni tra i massimi esperti in materia. Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, in conference call, ha evidenziato nel suo intervento “che stante il contesto di difficoltà internazionale, con la PAC 2014-2020 in via di approvazione, l´obiettivo resta quello di tutelare gli interessi del consumatore e delle imprese agroalimentari diminuendo la burocrazia e rafforzando gli strumenti di gestione dei rischi e la capacità delle imprese di stare in maniera competitiva sui mercati. Va bene l´attenzione per gli aspetti sociali del comparto e per il greening, ma è importante che essi siano considerati in riferimento alle politiche per le imprese”. “La questione della sicurezza alimentare – ha detto Paolo Pizzolato, commissario straordinario di Veneto Agricoltura – è uno dei temi che sta animando il dibattito in corso sulla futura PAC per il periodo 2014-2020. Argomenti quali la “Food security” e la “Food safety”, intesi sia come qualità degli alimenti che come sostenibilità degli stessi, occupano infatti importanti capitoli nell´agenda della futura politica agricola europea. Risulta fondamentale dunque avere le idee ben chiare al riguardo e il focus odierno e la pubblicazione che abbiamo dedicato a questi temi si pongono proprio l´obiettivo di fare chiarezza. Controlli, etichettatura e attenzione per la qualità devono essere le parole d´ordine”.

Rischio “Tutto DOP, Niente DOP”. Edi De Francesco (Università di Padova) ha analizzato le politiche sulla qualità alimentare dell´UE, comprendenti i sistemi di certificazione e di etichettatura dei prodotti, i marchi di origine (Dop, Doc, Docg, Stg-Specialità tradizionali garantite) e biologico, tutti riconoscimenti, questi, di grande importanza per la valorizzazione dei prodotti agricoli europei ma speso anche causa di confusione tra i consumatori per la mancanza di informazione. Da qui, la necessità di migliorare la comunicazione e la coerenza tra gli strumenti a disposizione, e ridurre la complessità di gestione da parte dei produttori per non incorrere nel rischio “Tutto DOP, Niente DOP” come ha sintetizzato con efficacia Luigino Disegna di Veneto Agricoltura, moderatore del convegno.

Crescita sostenibile e solidale in un contesto di progressivo cambiamento climatico. Grosse aspettative su questo aspetto ricadono sul recente “Pacchetto Qualità“, ossia il regolamento europeo sui regimi volontari di qualità dei prodotti agroalimentari che propone nuovi sistemi qualitativi e aggiorna quelli già esistenti (come le nuove regolamentazioni sui prodotti Dop, Igp e Stg). Vasco Boatto, sempre dell´Università di Padova, ha tratteggiato il ruolo della Strategia “Europa 2020” che punta a rilanciare l´economia dell´UE nel corrente decennio per delineare un modello di crescita intelligente, sostenibile e solidale in un contesto di progressivo cambiamento climatico. In questo ambito il sistema agroalimentare europeo è chiamato ad una sfida epocale: contribuire alla lotta contro la fame nel mondo garantendo nel contempo alti standard qualitativi degli alimenti prodotti rispettando le risorse ambientali.

Anche l’imballo del prodotto agroalimentare deve essere conforme e certificato. Mariachiara Ferrarese del CSQA di Thiene (Vi) ed un pool di esperti in materie giuridiche, hanno fatto il punto sulle principali norme che regolano la “Food safety” e la “Food security”, puntando l´accento su un aspetto in particolare: i materiali a contatto con gli alimenti sono parte della filiera. E per questo il packaging deve essere conforme e debitamente certificato”. L´occasione dell´incontro è stata offerta dalla presentazione del volume “Qualità, sicurezza e sostenibilità. L’agroalimentare europeo si interroga” (che può essere richiesto gratuitamente a Veneto Agricoltura), quaderno n. 14 della Collana di Europe Direct Veneto, appena dato alle stampe. Per i consumatori europei la misura è colma e per questo occorre fare subito un po’ di chiarezza. Eppure, il sistema di controllo messo in piedi dall´Unione Europea per il proprio settore agroalimentare risulta essere uno dei più sicuri e blindati del mondo. Resta il fatto che troppo spesso a farne le spese è il settore agricolo che con queste frodi ha, spesso, poco a che fare. Chiara in questo senso Edi De Francesco dell´Università di Padova: “Sono indignata come cittadina, ma rassicurata come consumatrice considerata la funzionalità del sistema europeo dei controlli“. Ma come viene garantita la qualità dei prodotti agroalimentari? Come vengono combattute a livello di Unione Europea e nazionale le frodi?

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Riforma PAC, appello ai parlamentari europei di Carlo Petrini, presidente Slow Food

petrini11_okPubblichiamo un appello di Carlo Petrini, presidente Slow Food, ai parlamentari europei, letto a Strasburgo durante la manifestazione organizzata da ARC2020, piattaforma che riunisce oltre 150 organizzazioni che operano per una riforma reale della Pac.

Cari Deputati,

vi apprestate a votare emendamenti decisivi per la riforma della Pac, emendamenti storici, che potranno incidere in maniera molto positiva o molto negativa sul futuro dei cittadini che rappresentate e su quello delle future generazioni. Nonostante si faccia di tutto per limitare il potere buono che potrete esercitare in Parlamento, avete ancora la possibilità di opporvi a quelle forze non sempre trasparenti, non sempre curanti del bene pubblico che premono perché, come scriveva Tomasi di Lampedusa nel Gattopardo, «tutto cambi affinché nulla cambi».

Non è più ammissibile che i soldi di tutti gli Europei sostengano la produzione agricola in quanto tale, senza che si prenda atto che è immorale incassare denaro per inquinare, impoverire Madre Terra e agire in modo insensibile verso i cittadini, non semplici consumatori ma legittimi titolari dell’erario. Non è più ammissibile che i soldi di tutti sostengano il profitto di pochi e in più debbano anche servire a riparare i danni al bene comune che quei profitti hanno provocato. Non accetteremo oltre che la Pac aiuti chi può scegliere di non adottare pratiche ecocompatibili: la sostenibilità non è un optional e deve diventare un obbligo per tutti, nell’interesse di tutti.

Per questa riforma della Pac, le campagne di mobilitazione e di sensibilizzazione verso gli europarlamentari sono state realizzate come mai in precedenza, con tanta intensità. È segno che gli Europei hanno sviluppato una sensibilità ecologica non più solo militante, ma molto diffusa nella società civile e semplicemente in linea con i tempi che viviamo. Gli Europei hanno capito che la questione è epocale e non vogliono più soprassedere ai forti interessi privati in gioco. L’interesse è pubblico, se si parla di Pac. Non cogliere l’occasione per un cambio netto di paradigma sarebbe disastroso, oltre che scandaloso.

Mi appello a tutti voi perché non si faccia quest’errore, perché vengano introdotte misure obbligatorie come la rotazione delle colture o una condizionalità fortemente legata a un vero greening e non soltanto un greenwashing. Al contempo sono sicuro che i cittadini continueranno questa sacrosanta battaglia in ogni caso, attraverso le loro scelte alimentari quotidiane. Perché, per usare un’altra citazione, sono anche molto convinto di ciò dice Edgar Morin: «Se tutto deve cambiare, allora tutto è già cambiato».

Gli attori del cambiamento restano i cittadini e sono convinto il cambiamento avverrà nonostante tutto, ma è ora che anche chi ha tra le mani il potere di aiutarli ad accelerare il processo inizi ad ascoltare la loro voce e a fare qualcosa di concreto e responsabile in sede ufficiale.

Cordiali saluti,

Carlo Petrini

Presidente Slow Food

Il ministro per le Politiche Agricole Catania al Consiglio nazionale della stampa agricolo-ambientale UNAGA

da sinistra, Giovanni Rossi, presidente FNSI, il ministro delle Politiche Agricole Mario Catania e Mimmo Vita, presidente UNAGA

da sinistra, Giovanni Rossi, presidente FNSI, il ministro delle Politiche Agricole Mario Catania e Mimmo Vita, presidente UNAGA

“Il negoziato per il rinnovo della Pac si sta avviando alla fase conclusiva. Rivendico la correttezza di un trasferimento di budget dagli aiuti diretti ai fondi per lo sviluppo rurale”.  Lo ha affermato il ministro per le Politiche agricole, Mario Catania, intervenendo presso la sede del Mipaaf a Roma al Consiglio nazionale Unaga (Unione nazionale della stampa agroalimentare e ambientale, gruppo di specializzazione Fnsi), nel cui ambito rientra l’attività di ARGAV.

Aiuti diretti difficili da ottenere, si deve puntare sulla leva dello sviluppo rurale. Il ministro ha infatti illustrato ai giornalisti della stampa specializzata le principali modifiche in discussione a Bruxelles, sottolineando il ruolo attivo svolto dall’Italia nella discussione e nella formulazione di proposte atte a rendere più efficaci le linee strategiche che caratterizzeranno l’agricoltura europea (PAC) fino al 2020. “La politica di aiuti diretti – ha affermato il Ministro – considerati i costi che essa impone, non reggerà più, e dobbiamo imparare a usare bene la leva dello sviluppo rurale”. Il Ministero ha svolto un ruolo fondamentale nella formulazione delle proposte in discussione a Bruxelles presso i principali tavoli agricoli, che sono la determinazione degli aiuti al settore, lo sviluppo rurale, e la complessa questione del ‘greening’, sull’alternanza delle colture, che esclude le piccole aziende (fino a 10 ettari). “Stiamo definendo anche altri aspetti importanti della nuova Pac – ha aggiunto Catania – dallo sviluppo rurale alla figura dell’agricoltore attivo”. “Ritengo – ha soggiunto – che possiamo affrontare serenamente la fase di negoziato a Bruxelles, consapevoli che la parte più difficile potrebbe arrivare con l’applicazione della nuova Pac in sede nazionale, quando l’Italia dovrà applicare con il necessario buon senso le misure facoltative contenute nella Politica agricola comunitaria”. Per quanto riguarda i tempi di approvazione della nuova PAC, il ministro Catania ha confermato il probabile slittamento di un anno.

Ruolo stampa agricola e ambientale. Il titolare del dicastero delle Politiche agricole ha sottolineato il ruolo strategico della stampa specializzata per l’informazione in un settore che torna al centro della scena economica e sociale. “Dobbiamo avviare” – ha dichiarato – percorsi di rilancio, che partano dall’agricoltura e dal suo ruolo nel nuovo modello di sviluppo del nostro Paese; tali percorsi potranno toccare in modo positivo la vostra professione, la cui importanza è nevralgica per la tenuta della democrazia in Italia”.  Ai lavori del Consiglio nazionale sono intervenuti il Presidente della FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana), Giovanni Rossi, e il Segretario Franco Siddi, sottolineando lo stato di crisi dell’editoria. “E la drammatica fase di transizione” – come ha affermato Siddi – che colpisce l’intero sistema giornalistico italiano, e che il sindacato intende comunque affrontare senza arretrare rispetto ai principi”.  “Il ruolo dell’Unaga – ha affermato Rossi – è estremamente positivo, e costituisce un esempio per altri gruppi di specializzazione: è uno dei punti di eccellenza per il suo ruolo di aggregazione tra colleghi attorno a una specificità professionale”.

Il presidente Unaga, Mimmo Vita, ha espresso soddisfazione per l’intervento del ministro Catania e per il riconoscimento del suo Dicastero al ruolo della stampa specializzata, concretizzato nella concessione dello spazio più prestigioso del ministero, la sala Cavour, al Consiglio nazionale del gruppo di specializzazione Fnsi. “I temi sollevati dal ministro Catania – ha affermato Vita – saranno determinanti per il futuro dell’agricoltura italiana ed europea; come stampa specializzata, ci impegniamo a fare rete con le istituzioni e le associazioni attive nel settore, affinché si possa riflettere sulle questioni agricoltura/ambiente, e agricoltura/turismo rurale, che sono determinanti per il futuro del settore primario e per la sopravvivenza delle aziende agricole italiane”. Il Consiglio nazionale ha confermato lo svolgimento del Congresso nazionale elettivo a Bari nel prossimo autunno, e l’impegno a ospitare gli stati generali dei giornalisti agroalimentari di tutto il mondo in Italia, in occasione di Expo 2015. E rilanciato la mozione prospettata dall’ARGA FVG (Associazione Regionale della Stampa Agricola, Agroalimentare, dell’Ambiente e Territorio del Friuli Venezia Giulia) per la creazione di un Tavolo nazionale sul ruolo e sulla tutela dei giornalisti della pubblica amministrazione.

(Fonte: UNAGA)

Il cavallo torna nei campi italiani. Se ne parla alla Fiera di Vita in Campagna (Montichiari, Brescia, 22-24/3/13)

razza italiana cavallo TPRIn tempi di crisi torna alla ribalta il cavallo come aiuto per lavorare piccoli appezzamenti contenendo i costi e per preservare l’integrità del terreno. Una tendenza di cui parlerà domenica 24 marzo, alle 10.30, alla Fiera di Vita in Campagna a Montichiari (Brescia), in programma dal 22 al 24 marzo 2013, Albano Moscardo, agricoltore veronese che da oltre 20 anni utilizza con successo oltre al trattore anche la trazione animale per operazioni come l’aratura, la concimazione, la raccolta o il diserbo di erbe infestanti negli orti.Ospite di eccezione l’ingegnere lussemburghese Paul Schmit, titolare di un’azienda dove i cavalli da tiro realizzano numerose attività in campo. Da anni si occupa di studi scientifici sugli sforzi di trazione legati alle varie attrezzature studiate per il lavoro agricolo con il supporto di cavalli.

In Italia, cavallo già utilizzato da aziende biologiche e vinicole. “All’estero questa pratica è molto diffusa – spiega Albano Moscardo. Negli Stati Uniti la utilizzano ben 200.000 aziende con superfici medie di 30-50 ettari, in Germania sono un centinaio, delle dimensioni medie di circa 15 ettari”. L’Italia sta riscoprendo ora la trazione animale, non mancano gli appassionati, in rapida crescita nel Centro e Nord del nostro Paese. “Da noi manca una vera e propria tradizione – continua Moscardo. Ma è in crescita in particolare tra le aziende biologiche e vinicole”. Il cavallo viene impiegato oltre che per lavorare terreni e in orticoltura anche per la fienagione e il trasporto di legna nel bosco.

Le razze più adate? L’italiana TPR e la francese Comptois. Il punto di partenza irrinunciabile è conoscere le esigenze del cavallo e prendersene cura, prestando attenzione all’addestramento, che dura un paio di mesi, e al rapporto tra animale e conducente. Conta inoltre molto acquistare i corretti finimenti e l’attrezzatura giusta. “In questi ultimi anni la trazione animale ha fatto passi da gigante, le aziende che la praticano costantemente, la richiesta di attrezzature moderne è sempre maggiore e si trovano in commercio nuovi macchinari, adatti alle dimensioni più contenute delle aziende agricole – conclude Moscardo. Nella costruzione, in particolare, viene dedicata attenzione all’equilibrio degli spessori del materiale per non gravare gli animali”. Tra le razze più adatte Moscardo menziona l’italiana TPR e la francese Comptois.

(Fonte: Edizioni L’Informatore Agrario)

Quote latte, Catania: operatori facciano ultimo sforzo per contenere produzione

quote_latte“È importante che gli operatori del settore lattiero-caseario facciano un ultimo sforzo di contenimento della produzione fino al 31 marzo prossimo, confermando il senso di responsabilità fin qui dimostrato. I dati infatti indicano che gli allevatori hanno raccolto, nei mesi scorsi, l’invito a contenere la produzione, ma è necessario proseguire così fino alla fine della campagna”.

Uno splafonamento da scongiurare. Con queste parole il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania commenta i dati Agea che al 31 dicembre, pur registrando una diminuzione della produzione, rendono ancora possibile uno splafonamento sulle quote latte spettanti all’Italia che va assolutamente evitato entro il 31 marzo, data di chiusura della campagna annuale.

(Fonte: Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali)