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Il Ministero per l’Agricoltura premia i giovani agricoltori, entro il 30 giugno domande di partecipazione al concorso “Nuovi fattori di successo”

Prima edizione per il concorso “Nuovi fattori di successo”, indetto dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali: l’iniziativa ha lo scopo di valorizzare e diffondere le buone pratiche dello sviluppo rurale realizzate da giovani agricoltori nell’ambito del FEASR. Possono presentare la propria candidatura i giovani titolari di aziende agricole che abbiano un’età inferiore ai quarant’anni al momento della presentazione della domanda e siano beneficiari di finanziamenti nell’ambito delle Politiche europee di Sviluppo Rurale. Un’apposita commissione ministeriale valuterà le candidature e selezionerà le buone pratiche più meritevoli.

Esempi di eccellenza. Saranno presi come parametri l’efficacia (intesa come rendimento, innovatività, impatto sul territorio e stabilità), trasferibilità e sostenibilità. Le aziende selezionate saranno portate come esempi di “eccellenza” nell’ambito delle iniziative della Rete Rurale Nazionale e le loro esperienze saranno diffuse attraverso diversi canali e in occasione di eventi nazionali e internazionali. Il termine per presentare le domande scade il 30 giugno 2011. Il bando di concorso completo è disponibile sul sito della Rete Rurale Nazionale www.reterurale.it

(fonte Veneto Agricoltura Europa)

Insalata da guinness a Treviso contro la psicosi del batterio killer, per star tranquilli basta seguire i “consigli della nonna”

Il governatore del Veneto Luca Zaia mangia l'insalata di cetrioli all'azienda agricola Barzan di Treviso (foto La Tribuna di Treviso)

Il batterio killer dell’escherichia coli non abita qui: non nel made in Italy, non nel made in Veneto e tanto meno nel made in Treviso. Si cerchino le vere cause, ma soprattutto non si faccia terrorismo contro la verdura di casa nostra, ottima, di assoluta qualità, controllatissima e certificata, salutare. Lo hanno ribadito ieri Coldiretti e Regione del Veneto, secondo produttore nazionale di ortofrutta, primo nell’orticoltura, che oggi all’azienda agricola Barzan di Treviso hanno preparato un’insalata fresca da Guinnes dei primati, a base di cetrioli e pomodori locali, del peso di oltre mezza tonnellata, per manifestare la vicinanza agli agricoltori e confermare l’assoluta estraneità delle produzioni nostrane rispetto alla epidemia assassina che ha come fulcro l’area tedesca di Amburgo.

Tutti a mangiare l’insalata. Alla manifestazione, voluta dallo stesso presidente della Regione Luca Zaia assieme a Coldiretti nazionale, sono intervenuti anche il presidente di Coldiretti Veneto Giorgio Piazza, gli assessori regionalialla mobilità Renato Chisso, alla sanità Luca Coletto e alle politiche sociali Remo Sernagiotto, i vertici della sanità regionale, dell’ULSS locale e dello Zooprofilattico, il sindaco di Treviso Giampaolo Gobbo, amministratori dei Comuni limitrofi, parlamentari e senatori, oltre a tutti i produttori della zona.

Una psicosi che causa danni enormi all’economia agricola. Rispetto ai nefasti effetti dell’escherichia coli assassina, è stato ricordato che è certamente innocente l’ortofrutta italiana, ma è ormai considerata estranea anche la verdura spagnola, che all’inizio della crisi era stata messa sul banco degli accusati, causando a valanga una psicosi che ha ridotto la commercializzazione ai minimi termini in piena stagione produttiva, con pensanti ricadute economiche sulla nostra agricoltura di qualità. “In un settore nazionale che vale oltre 4 miliardi – ha sottolineato Zaia – la paura ingiustificata causa perdite per circa 3 milioni al giorno per mancata vendita, dei quali 600 mila euro solo nel Veneto. Stiamo parlando di un settore dove il Veneto esporta prodotti per 120 milioni l’anno e dove il blocco Russo adottato in seguito alle notizie provenienti dall’Europa comunitaria rischia effetti a cascata anche in altri Paesi.

Per stare tranquilli, basta seguire i consigli della nonna. La nostra è produzione sicura e di qualità, e chi avesse residui dubbi basta che applichi i vecchi e saggi consigli della nonna per stare tranquillo: lavare bene la verdura, tenere puliti arnesi da cucina e canovacci, usare acqua pulita. Di sicuro, se non ci fossero i nostri agricoltori, allora sì che la salute dei cittadini sarebbe a rischio”. “Siamo stanchi che la nostra agricoltura sia lasciata sola – gli ha fatto eco Piazza – e che i consumatori vengano bombardati da false informazioni. Le crisi che si sono succedute ci hanno sempre visto innocenti, ma intanto l abbiamo pagate noi: chiedo a tutti e soprattutto alla politica di stare vicini alla nostra agricoltura, che di fregature non ne ha mai date”.

(fonte Regione Veneto)

Dal 28 maggio al 26 giugno 2011, in autostrada i farmer market a km zero

Per la prima volta nelle aree di servizio delle autostrade aprono i mercati degli agricoltori di Campagna Amica, i cosiddetti farmer market. Un’assoluta novità per conoscere e gustare direttamente dagli agricoltori i prodotti del territorio circostante alla rete autostradale, realizzata dalla collaborazione tra Autostrade per l’Italia, che ha messo a disposizione gratuitamente gli spazi,  e Coldiretti nei weekend a partire dal 28 maggio fino al 26 giugno 2011, il sabato dalle 9.00 alle 14.00 e la domenica dalle 14.00 alle 19.00.

Prodotti tipici souvenir preferito dai turisti. L’iniziativa consiste nell’apertura in alcune aree di servizio di nuovi “Mercati Campagna Amica”, portando così in autostrada l’esperienza di successo dei mercati cittadini. D’altra parte, i prodotti alimentari tipici locali sono proprio il souvenir preferito da sei vacanzieri su dieci (57 per cento) secondo un sondaggio on line condotto dal sito http://www.coldiretti.it. I prodotti in vendita nei Mercati Campagna Amica in Area di Servizio sono rappresentati principalmente da frutta, ortaggi e verdura di stagione, ma sarà possibile trovare anche altri prodotti tipici in funzione delle località in cui si tengono i mercati. Non mancheranno peraltro offerte e curiosità. Se nel Lazio sarà possibile acquistare un cesto di ciliegie della Sabina a km 0 al prezzo di 3 euro, in Emilia Romagna il kit per la tintarella naturale a base di frutta e verdura sarà in vendita a 5 euro mentre in Toscana si potranno anche acquistare piante ornamentali e aromatiche.

I prezzi dei prodotti saranno tutti sottoposti a un preciso controllo e risultano inferiori almeno del 30% rispetto ai prezzi giornalieri rilevati e pubblicati dal servizio “SMS consumatori (numero gratuito 47947 – servizio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali)”. Il contenimento dei prezzi è reso possibile dal taglio delle intermediazioni, che offre la possibilità di fare un acquisto al giusto prezzo ma anche di guardare in faccia l’agricoltore, farsi raccontare direttamente la storia del prodotto che si acquista e contribuire a salvaguardare le tradizioni culturali e colturali del luogo che si attraversa.

Inizialmente i Mercati saranno presenti in 5 aree di servizio: Prenestina Ovest (zona Roma), A1 direzione Sud, il sabato, Prenestina Est (zona Roma), A1 direzione Nord, la domenica; Arno Est (zona Firenze ) A1 direzione Nord, sia sabato che domenica, Sillaro Ovest (zona Bologna) A14 direzione Sud, il sabato La Pioppa Est (zona Bologna) A14 direzione Nord, la domenica. In caso di successo, si prevede di estendere l’iniziativa entro l’autunno a tutta la Rete di Autostrade per l’Italia con la presenza dei Mercati Campagna Amica in circa 40-50 Aree di Servizio.

Altri benefit legati all’iniziativa. Grazie alla collaborazione di Autogrill e Chef Express, i clienti che acquisteranno uno o più prodotti dei Mercati Campagna Amica, riceveranno un buono caffè in omaggio da consumare nella stessa giornata presso l’ Area di Servizio. Presso gli Hi Point di Autostrade per l’Italia verrà inoltre resa disponibile la bacheca informativa “Italive” su tutto ciò che accade nel territorio circostante l’area di servizio: eventi, sagre, mostre, ospitalità nelle aziende agricole. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Codacons, che verifica la convenienza dei prodotti dei Mercati Campagna Amica e informa sulla provenienza, vicinanza del luogo di produzione, assenza di intermediazioni di filiera, specifica qualità locale, tutto per una corretta alimentazione.

(fonte Coldiretti)

Giuseppe Gandin nuovo presidente nazionale Turismo Verde

“Congratulazioni di cuore a Giuseppe Gandin, da oggi presidente nazionale di Turismo Verde: la sua designazione riconosce i primati del turismo, dell’agricoltura di qualità e dell’imprenditoria del Veneto. Gli auguro di cuore ‘buon lavoro’ nel nuovo e importante incarico”. Con queste parole, l’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato ha voluto salutare la nomina di Gandin, presidente di Turismo Veneto, al vertice dell’organizzazione agrituristica nazionale cui aderiscono le aziende agrituristiche della Confederazione Italiana Agricoltori.

Promotore di agriturismi a “impatto ambientale zero“. Gandin, che gestisce l’agriturismo “Le Colline” a Cozzuolo di Vittorio Veneto, in provincia di Treviso, è stato alla guida di Turismo Verde Treviso dal 1994 al 2005, anno nel quale è diventato presidente regionale dell’organizzazione. E’ tra i promotori di una classificazione nazionale degli agriturismi e, tra l’altro, si è fatto promotore dell’utilizzo dell’acqua piovana e dell’uso dell’energia fotovoltaica, con impianti che non utilizzano terreno agricolo, in funzione di un agriturismo “a impatto ambientale zero”.

Agriturismo, fattore di sviluppo per il territorio. “Ho apprezzato la sua collaborazione in tutte le occasioni nelle quali, anche con le altre organizzazioni agricole, abbiamo sviluppato le politiche della qualità e della tipicità della nostra agricoltura – ha aggiunto Manzato – e l’azione svolta per lo sviluppo di un agriturismo capace di essere non solo elemento di reddito aggiuntivo per l’azienda rurale ma anche fattore di sviluppo del territorio. Sono certo che anche nel suo nuovo incarico – ha concluso l’assessore veneto – avremo occasione di lavorare assieme nell’interesse della nostra agricoltura e dei nostri imprenditori”.

(fonte Regione Veneto)

Comparto riso in cerca di stabilità e certezze

“Le quotazioni del riso sono cresciute nell’ultimo semestre, veniamo però da una campagna sfavorevole. Insomma il settore è ancora in cerca di stabilità e certezze e non dobbiamo abbassare la guardia”. Lo ha detto il presidente nazionale di Confagricoltura Mario Guidi intervenendo all’Assemblea della Confagricoltura di Novara e Verbano-Cusio-Ossola.

Export fermo, da qui il calo del prezzo medio di mercato. Guidi ha ricordato come, in risposta alle sollecitazioni dell’industria risiera per una maggiore disponibilità di riso da esportare, i produttori, per tre anni consecutivi, abbiano incrementato le superfici coltivate (con un aumento del 10% nel triennio 2006-2009) e le rese unitarie, raggiungendo una produzione di risone di oltre 1,6 milioni di tonnellate (+ 17%). Cosa sia avvenuto il presidente di Confagricoltura lo ha spiegato così: “Alla maggiore disponibilità di prodotto non ha fatto seguito un pari aumento delle esportazioni e, pertanto, il prezzo medio di mercato dei risoni, tra il 2009 ed il 2010, è diminuito di oltre il 40%, tornando sui livelli di 5 anni prima. Ora le cose stanno andando meglio ma non ci sono certezze cosa che non fa bene ai produttori, che devono programmare gli investimenti nel lungo periodo”.

Da calibrare il peso contrattuale con le grandi aziende dell’industria alimentare. Mario Guidi, a Novara, ha quindi sottolineato il ruolo importante dell’ Ente Risi per il rilancio della ricerca diretta ad ottenere varietà più performanti, sia in termini di qualità, che di caratteristiche richieste dal mercato. “Per rilanciare la risicoltura nazionale – ha concluso Mario Guidi – servono rapporti chiari e costruttivi con l’industria alimentare, programmazione e certezze dei redditi per le imprese agricole. Serve anche aggregazione del prodotto, perché a interlocutori industriali forti deve rispondere un’agricoltura associata e organizzata, che abbia peso contrattuale”.

(fonte Asterisco Informazioni)

Il successo all’estero del “made in Italy” agroalimentare ha bisogno di maggior professionalità

Qual è il futuro della cucina italiana nel mondo? Se lo chiederanno il 9 giugno prossimo giornalisti e cuochi italiani provenienti da tutto il mondo, nel corso di una giornata d’incontri organizzata a Parma da l’Academia Barilla in occasione del lancio del primo programma di “Certification of Proficiency in Italian Cuisine (CPIC)”.

Ristoratori “italiani Doc”. Si tratta di un attestato di qualificazione professionale per cuochi e culinary professional che fanno cucina italiana autentica e di qualità nel mondo, e che sarà riservato a professionisti stranieri già in possesso di adeguati titoli e di documentata esperienza che superino la prescritta prova d’esame teorico-pratico. Gli esami avranno come obiettivo l’accertamento dell’avanzata conoscenza della cucina italiana da parte del candidato e la sua abilità e competenza nel riprodurla in un contesto di ristorante e/o di foodservice professionale all’estero.

Il volano per l’export agroalimentare italiano sta nella qualificazione dei professionisti del settore. Secondo stime recenti, infatti, nel mondo ci sono almeno 70mila ristoranti o food service outlet italiani o sedicenti tali. Si calcola inoltre che questa rete abbia oltre 800.000 addetti, di cui “solo” poco più di un terzo è di origine italiana, diretta o indiretta. L’importanza di cuochi e culinary professional è determinante non solo per qualificare la ristorazione, ma anche per il mercato dei prodotti agroalimentari italiani in generale, data l’indubbia funzione di orientamento (ed educativa) nei confronti del pubblico che i professionisti della ristorazione svolgono.

La cucina italiana nel mondo deve essere autentica e di qualità. Perciò è un’esigenza improrogabile la qualificazione di queste figure professionali in particolare di quelle di origine non italiana, che rappresentano la stragrande maggioranza dei casi – in modo che acquisiscano una buona conoscenza di una cucina italiana autentica e di qualità, ed il successivo riconoscimento per chi già segue questi parametri. Ciò soprattutto nell’interesse delle autentiche produzioni agroalimentari italiane, che spesso sono poste in concorrenza con prodotti che di italiano hanno solo il nome (italian sounding), più o meno contraffatto, ma non certo la qualità.

La “Certification of Proficiency in Italian Cuisine (CPIC)” nasce proprio come risposta a questa esigenza, e sarà rilasciata da una commissione autorevole e qualificata, composta da Chef italiani di riconosciuto prestigio operanti all’estero, abituati quindi non solo a d operare effettivamente in cucina, ma continuamente costretti a valutare e scegliersi gli aiutanti più adatti e che inoltre hanno affrontato con successo la problematica di comunicare la nostra cucina, che rappresenta la metafora alimentare della nostra concezione di vita, a popoli che hanno gusti ed abitudini alimentari differenti. Quindi esaminatori che vivono tutti i giorni la problematica connessa alla promozione della cucina italiana e alla formazione dei suoi esecutori. L’iniziativa è promossa da Academia Barilla nell’ambito del suo costante impegno a sostegno dell’autentica cultura enogastronomica italiana nel mondo, avvalendosi di un prestigioso network di professionisti come ITCHEFS-GVCI.

Al via anche corsi di formazione. Accanto a questa certificazione, rivolta a chi è già in possesso di una buona conoscenza della Cucina Italiana, verranno in seguito istituiti, sempre nell’ambito di Academia Barilla, che già ha l’esperienza specifica, dei Corsi di formazione per cuochi professionisti che vogliano acquisire una conoscenza specifica della Cucina Italiana. Nel corso della manifestazione di Parma è prevista anche l’attribuzione del titolo di “Italian Master Chef”, conferito ad honorem, per chiari meriti, a professionisti italiani e stranieri che lavorino fuori dall’Italia e che si siano particolarmente distinti, rappresentando all’estero la vera spina dorsale del sistema “Made in Italy a tavola”.

(fonte Academia Barilla)

Coldiretti, prezzi grano, -42 per cento rispetto a 3 anni fa

Il prezzo del grano è oggi inferiore del 42 per cento rispetto al massimo storico raggiunto nel marzo 2008. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che il vero problema è l’oscillazione delle quotazioni che per il grano negli ultimi tre anni sono crollate da 13 dollari per bushel del febbraio 2008 ad appena 5 dollari per bushel del febbraio 2009, a 6 dollari per bushel del febbraio 2010 per poi risalire fino agli 7,5 dollari per bushel attuali (20 centesimi al chilo).

Tema cibo derubricato a merce qualsiasi. L’andamento delle quotazioni dei prodotti agricoli è – sottolinea la Coldiretti – sempre piu’ fortemente condizionato dai movimenti di capitale che si spostano con facilità dai mercati finanziari a quelli dei metalli preziosi come l’oro fino alle materie prime come grano, mais e soia dove hanno provocato un’insostenibile volatilità dei prezzi che mette a rischio le coltivazioni e l’allevamento in molti Paesi. Si tratta degli effetti drammatici di una globalizzazione senza regole che ha drammaticamente legittimato la derubricazione del tema cibo fino a farlo considerare una merce qualsiasi con effetti che vanno al furto di milioni di ettari di terre fertili a danno dei Paesi piu’ poveri fino alla speculazione sulle materie prime che sono stato l’elemento scatenante della recente ondata di rivoluzioni.

Garantire la stabilità dei prezzi in un mercato a domanda rigida come quello alimentare è un obiettivo di interesse pubblico che – continua la Coldiretti – va sostenuto con l’introduzione di interventi di mercato innovativi nell’ambito della riforma di mercato della politica agricola comune. L’emergenza alimentare – sostiene Coldiretti – non si risolve con i prezzi bassi all’origine per i produttori perche’ questi non consentono all’agricoltura di sopravvivere e con la chiusura delle imprese destrutturano il sistema che non è piu’ in grado di riprendersi anche in condizioni positive. Occorre investire nell’agricoltura delle diverse realtà del pianeta, dove servono prima di tutto politiche agricole regionali che sappiano potenziare le produzioni locali con la valorizzazione delle identità territoriali per sfuggire all’omologazione che deprime i prezzi e aumenta la dipendenza dall’estero. Alle agricolture di tutto il mondo – conclude Coldiretti – devono essere garantiti credito e investimenti adeguati se si vuole continuare a sfamare una popolazione che aumenta vertiginosamente, si devono applicare regole chiare per evitare che sul cibo si inneschino speculazioni vergognose, occorre garantire trasparenza e informazione ai consumatori.

(fonte Coldiretti)

Boom della grappa in Russia e Regno Unito

Una bevuta...nell'acqua, foto di Filippo Piccinini, secondo arrivato al concorso 2011 Grappa Image

Calano i consumi in Italia ma l’export spalanca le porte alla grappa tanto da arrivare in ben 102 paesi del mondo con un valore di quasi 36.000.000,00 di euro e una crescita del 7% rispetto al 2009. Merito anche di una promozione efficace, come dimostra Grappa Image, evento che si tiene fino a stasera a Verona (Palazzo della Gran Guardia, ore 17.00 – 23.00) unisce fotografia d’autore e distillato simbolo dell’Italia.

Boom della Russia, ma a guidare le vendite è sempre la Germania. Dai dati forniti durante la conferenza stampa di Grappa Image, cresce a tre cifre la Russia con + 136%, seguita dal Regno Unito (+37,7%) e Francia ( + 30,7%). La Germania continua a guidare le vendite con circa il 50%  dell’intero mercato e un fatturato di 17.811.294 di euro, seguita dal 15% della Svizzera (6.708.322 euro) e dal 5% dell’Austria (1.654.270). Interessante è anche il prezzo medio, che va dai 5 euro della Germania ai 20,6 del Giappone, garantendo così un valore minimo interessante per le distillerie italiane.

Scatti d’autore di fotografi professionisti e non interpretano il distillato simbolo dell’Italia. Nonostante si sia appena chiusa la fiera del vino più importante in Italia, nella città scaligera si continua a parlare del distillato simbolo del nostro paese. Grappa Image, manifestazione voluta e ideata dall’Accademia della Grappa e delle Acquaviti con la collaborazione ed il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Comune di Verona ed Ente Verona Fiere, ha l’obiettivo di promuovere la grappa in Italia e all’Estero.  “In un mercato che segna il passo – afferma il Presidente dell’Accademia della Grappa e delle Acquaviti Roberto Castagner -. la grappa è pronta ad affrontare la sfida dell’export ma mancava uno strumento efficace. Abbiamo quindi chiesto al mondo della fotografia d’autore di realizzare un’immagine glamour capace di promuovere questo prodotto simbolo dell’Italia, come avvenuto nel settore della moda “. Fino a stasera, domenica 17 aprile, Grappa Image unirà la mostra fotografica alla degustazione di grappe offrendo un vero percorso polisensoriale.

(fonte Accademia della Grappa e delle Acquaviti)

Sol e Agrifood Club: in contemporanea al Vinitaly, in fiera 5 giorni di “turismo enogastronomico”

Continua a crescere il turismo enogastronomico in Italia. Il nono rapporto annuale dell’ “Osservatorio sul turismo del vino”, promosso dalle Città del Vino realizzato dal Censis e presentato nei giorni scorsi a Roma, fotografa un trend in cui vino e gastronomia entrano ufficialmente nel paniere delle motivazioni che influenzano le scelte delle mete turistiche.

Dal 7 all’11 aprile 2011 il turismo enogastronomico farà tappa a Verona con Sol, Salone internazionale dell’Olio extravergine di Oliva (www.sol-verona.it), e Agrifood Club (www.agrifoodclub.it), la rassegna dell’agroalimentare di qualità.  Un bis di manifestazioni, in contemporanea con Vinitaly, per conoscere le proposte di eccellenza dell’Italia a tavola.Per cinque giorni Verona sarà la capitale mondiale dell’enogastronomia con eventi, degustazioni guidate, dimostrazioni in cucina. Un viaggio goloso che attraversa tutta l’Italia, con i prodotti principe della tradizione tricolore e delle tipicità regionali: dall’olio extra vergine di oliva al vino passando per i tanti prodotti di eccellenza.

Degustazioni e mini corsi di cucina. Pasta di Gragnano con pomodorini del Piennolo del Vesuvio; formaggi tartufati e pancetta tesa d’Arnad; olive di Capalbio e ancora  mieli e marmellate a fare da sfondo alle proposte culinarie di Agrifood Club. L’olio extravergine di oliva è invece il protagonista dei mini corsi di cucina dedicati, quest’anno, alle focacce e merende d’Italia. Ogni giorno un cuoco rappresentativo di un particolare territorio, realizza a vista una focaccia, una merenda e uno spuntino dolce o salato, tutti espressione della cultura gastronomica di quel territorio: focaccia genovese, spezzina, schiacciata mantovana, sbrisoline di verona, croissant, pizza chiena, tutti abbinati all’olio extra vergine di oliva.

Per gli appassionati del caffè torna anche quest’anno il Coffee Experience, il banco di assaggio del caffè che propone miscele e monorigini per espresso e per moka, organizzato dal Centro Studi Assaggiatori con il patrocinio dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè e dell’Istituto Nazionale Espresso Italiano.

(fonte Veronafiere)

Saverio Romano nuovo Ministro dell’Agricoltura. Mimmo Vita, il primario è anche cultura e valori.

Saverio Romano, neo Ministro dell'Agricoltura

(di Mimmo Vita, presidente UNAGA) Saverio Romano, 46 anni, avvocato di Belmonte Mezzagno (PA) è il nuovo Ministro dell’Agricoltura. Sostituisce Giancarlo Galan che a sua volta si insedia al Ministero dei Beni Culturali, al posto del dimissionario Biondi. Molte sono le sfide che attendono il nuovo capo del dicastero agricolo, a cominciare dal negoziato sulla nuova PAC, passaggio fondamentale per il settore primario italiano ed europeo.  L’UNAGA, nel salutare Giancarlo Galan, rivolge a Saverio Romano i migliori auguri di buon lavoro, auspicando che l’agricoltura nazionale riprenda quel ruolo centrale che ha storicamente svolto nel nostro paese, non solo per la produzione e l’alimentazione, ma soprattutto per il “paniere di valori” di cui è portatrice, e di cui la nostra società è fortemente bisognosa.