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10 ottobre 2010: “Grapperie aperte” in tutta Italia

foto Istituto Nazionale Grappa

Domenica 10 ottobre 2010 si svolgerà in tutta Italia la 7^ edizione di “Grapperie aperte”, manifestazione che vede le distillerie associate all’Istituto Nazionale Grappa aprire le porte al pubblico per trasmettere tradizione, tecnologia e cultura della grappa.

Dalla vigna all’alambicco. Oltre a degustazioni e visite guidate alla scoperta dei preziosi alambicchi, l’inventiva e la fantasia dei distillatori offriranno un panorama di eventi ed intrattenimenti che coinvolgeranno i visitatori: da vere e proprie escursioni alla scoperta di tutti gli aspetti produttivi, dalla vigna all’alambicco, fino a degustazioni di prodotti tipici in abbinamento alla grappa, ma anche dimostrazioni con sommeliers e barman, preparazione di ricette a base di grappa insieme a chef illustri e presentazione di nuovi prodotti.

da sx Simone Penello (Castagner Acquavite) e Fabrizio Stelluto (Presidente Argav)

Bere consapevole. La settima edizione sarà principalmente rivolta al tema del “bere consapevole”, al fine di prendere una posizione all’interno del dibattito sull’alcool, offrendo una collaborazione ad evitare un consumo smodato di alcol e dimostrare che i produttori incentivano la moderazione e la consapevolezza. “Quella attuale è una comunicazione troppo allarmista” – ha commentato a questo riguardo Simone Penello, intervenuto lunedì 27 settembre scorso a Piove di Sacco (PD) in rappresentanza del grappaiolo Roberto Castagner, impegnato in questi giorni nella raccolta delle vinacce, per presentare ai soci Argav la manifestazione ottobrina. “Si rischia infatti di far chiudere un settore produttivo che valorizza il territorio e il made in Italy”– ha continuato Penello –. Che ha aggiunto come già da tempo, in occasione di manifestazioni aperte al pubblico, la distilleria Castagner Acquavite dà la possibilità ai partecipanti di effettuare l’alcol test per verificare come il bere moderato non danneggia il fisico né…il totale punti della patente!

Sgroppino d’uva. Con l’occasione, Penello ha presentato e fatto assaggiare agli intervenuti l’ultima creazione targata Castagner, Aqua 21, ottenuta totalmente dall’uva e caratterizzata da una gradazione alcolica dimezzata rispetto al classico distillato, ottima come sgroppino tra una portata e l’altra come hanno potuto constatare i partecipanti della serata, intenti a degustare le prelibatezze portate dagli alimentaristi di Confartigianato Veneto e preparate da Efrem Tassinato, chef e patron del circolo Wigwam Arzerello. Nel commiatarsi, Penello ha invitato i presenti a partecipare a Grapperie aperte, giornata a cui anche la distilleria Castagner aderisce (orario 10-18) con un ricco programma di visite guidate, seminari per il “bere consapevole” a cura di barman (AIBES) e sommelier (AIS), degustazioni di distillati e cocktail a bassa gradazione alcolica, test alcolometrici con utilizzo di strumenti professionali, vendita prodotti.

(fonte Istituto Nazionale Grappa/Castagner Acquavite)

28 settembre: a Bruxelles le istanze dei Consorzi Indicazioni Geografiche italiani

Il 28 settembre prossimo, anche il Consorzio Tutela Formaggio Asiago porterà le istanze dei produttori della quarta specialità casearia vaccina italiana innanzi al Parlamento Europeo, insieme a tutti gli altri grandi prodotti DOP ed IGP che rappresentano la colonna portante del sistema UE di produzioni alimentari di qualità. Proprio sulla qualità sarà incentrata la tavola rotonda che le associazioni AICIG e CNAOL hanno organizzato per i parlamentari europei, per collaborare alla salvaguardia ed alla valorizzazione dei prodotti alimentari tutelati da DOP e IGP.

Tra gli argomenti sul tavolo, la regolamentazione degli incrementi dei volumi produttivi. Oltre agli esponenti della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, in particolare il presidente Paolo De Castro, all’incontro parteciperà anche il Commissario Ue all’Agricoltura Dacian Ciolos. Tra gli argomenti sul tavolo, per l’Italia assumerà particolare rilievo la regolamentazione degli incrementi dei volumi produttivi, cruciale per la redditività della imprese lattiero-casearie e per la valorizzazione dei prodotti. Il via libera europeo al contingentamento delle produzioni DOP, come previsto anche dal D. Lgs. italiano 61/2010, consente ai consorzi di «attuare politiche di governo dell’offerta, al fine di salvaguardare e tutelare la qualità del prodotto» e contribuire a un miglior coordinamento di tutti gli attori della filiera. Questo strumento normativo, sollecitato e molto atteso dal mondo produttivo, consente inoltre di definire piani di miglioramento della qualità del prodotto; proprio a questo proposito, i consorzi sono ora in attesa dell’emanazione dei relativi decreti di attuazione.

(fonte Consorzio Tutela Formaggio Asiago)

Protesta pastori: al via commissione per far luce su “falso Made in Italy di Stato”

gregge di pecore in Sardegna

La piattaforma per il rilancio e lo sviluppo del settore proposta da Coldiretti per “Una filiera ovi-caprina tutta agricola e tutta italiana” è stata ulteriormente definita nel corso del vertice che si è tenuto ieri a Roma a Palazzo Rospigliosi, sede della Coldiretti, al quale hanno partecipato oltre mille pastori provenienti soprattutto da Sardegna, Lazio, Toscana, Sicilia, Umbria, ma anche da altre Regioni italiane, insieme al presidente nazionale Sergio Marini. Entro dieci giorni – ha sostenuto Marini – le proposte contenute nella nostra piattaforma dovranno trasformarsi in risposte concrete al tavolo annunciato dal Ministero delle Politiche Agricole.

Formaggi prodotti da Lacitalia in Romania

Il “falso Made in Italy di Stato”. “Noi continuiamo comunque a tenere alta la guardia – ha continuato Marini – soprattutto dopo le conferme che abbiamo avuto alla nostra denuncia sul fatto che lo Stato italiano è incredibilmente proprietario di un’industria in Romania che, con latte romeno e ungherese produce formaggi di pecora che vengono “spacciati” come Made in Italy sui mercati europeo e statunitense contribuendo ad uccidere con la concorrenza sleale i pastori italiani. Un “falso Made in Italy di Stato” sul quale il Ministero delle politiche Agricole si è impegnato ad indagare con l’istituzione di una apposita Commissione per fare luce sul caso denunciato dalla Coldiretti e su casi analoghi”.

(fonte Coldiretti)

Accordo Anci-Coldiretti per mercati degli agricoltori nei comuni

I Presidenti di Coldiretti ed ANCI, Sergio Marini e Sergio Chiamparino, hanno sottoscritto l’ Accordo Quadro per il perseguimento di obiettivi di sviluppo territoriale attraverso la promozione del progetto Coldiretti per una “Filiera agricola tutta italiana” e la valorizzazione di tutte la potenzialità della multifunzionalità in agricoltura. L’Accordo avrà una durata di quarantotto mesi a decorrere dal luglio 2010 e sarà tacitamente prorogabile.

Più mercati di campagna e uso di prodotti Km zero nella ristorazione collettiva. L’Accordo ha ad oggetto le principali tematiche del progetto di Coldiretti che vede nei Comuni i partners essenziali per un’attuazione capillare in tutto il territorio nazionale. In particolare, per superare le diseconomie derivanti da una filiera agroalimentare inefficiente e caratterizzata da un irrazionale aumento dei prezzi praticati al consumatore finale, si sancisce un formale impegno ad incentivare la rete di vendita diretta dei prodotti agricoli ed agroalimentari basata sullo sviluppo capillare dei “Mercati di Campagna amica” promossi dalla Fondazione Campagna Amica. Inoltre si evidenzia la necessità di incentivare l’utilizzo dei prodotti agroalimentari a “Km 0” nell’ambito della ristorazione collettiva gestita direttamente o tramite appalto dai Comuni.

Sinergie tra Comuni e Coldiretti per la salvaguardia del territorio. Altro ambito di intervento è quello volto a favorire lo svolgimento di attività funzionali alla sistemazione ed alla manutenzione del territorio, alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale, alla cura ed al mantenimento dell’assetto idrogeologico: al tale fine le Parti si impegnano ad incrementare il ricorso a strumenti contrattuali, già previsti dalla “legge di orientamento”, che consentano ai Comuni ed alle imprese agricole di effettuare una manutenzione organica del territorio e dell’ambiente rurale. Quanto alla tematica della semplificazione amministrativa di interesse per le imprese agricole, ANCI e Coldiretti, tra l’altro, per giungere alla razionalizzazione dei procedimenti amministrativi di competenza comunale, intendono favorire la più ampia sinergia tra i Comuni e i CAA Coldiretti anche al fine di adottare protocolli operativi per l’informatizzazione e la standardizzazione dei procedimenti che coinvolgono le imprese agricole.

(fonte Coldiretti)

Task force anti-Ogm: Galan esca dall’ambiguità

”Il Ministro delle Politiche Agricole Giancarlo Galan deve chiaramente dire da che parte sta nella vicenda degli Ogm e uscire dalle sabbie mobili dell’ambiguita”’. Lo sostiene la ”Task force per una Italia libera da Ogm” composta da 27 organizzazioni del mondo produttivo, del consumo e dell’ambiente, come riporta una nota della Coldiretti.

Un vuoto politico che ostacola lo sviluppo delle filiere Made in Italy
. ”Questa – prosegue il comunicato – e’ la domanda a cui Galan sfugge: gli Ogm sono un modello economicamente vantaggioso per la valorizzazione del nostro patrimonio agroalimentare oppure una soluzione incompatibile all’affermazione di prodotti competitivi? Se Galan e’ favorevole agli Ogm si assuma, da Ministro, la responsabilita’ di modificare la legge in Parlamento altrimenti cominci ad occuparsi dei problemi veri e smetta di alimentare confusione, come sulla ricerca che, come si a bene, in Italia non e’ stata mai vietata. I sotterfugi e le ipocrisie a cui il Ministro ha fatto continuamente ricorso nascondono un vuoto politico che rischia di compromettere gravemente la direzione e la coerenza dei progetti di sviluppo delle filiere autenticamente Made in Italy”.

Il rispetto della legge. ”Nel caso dei campi di mais seminati illegalmente in Friuli le omissioni – conclude la Task force – si sono tradotte in una grave responsabilita’ politica, e a pensare che qui neanche si e’ trattato di Ogm si’ o no, ma semplicemente di pronunciarsi sul rispetto di una legge dello Stato”.

(fonte Asca)

Nel piatto meglio il locale che il globale

Il 54 per cento degli italiani preferisce acquistare prodotti alimentari locali e artigianali piuttosto che le grandi marche, che si fermano al 12 per cento. E’ quanto emerge da un’indagine Coldiretti/Swg che giustifica il successo di esperienze di vendita di prodotti locali rispetto ai quello delle multinazionali come McDonald’s. Secondo l’indagine – continua la Coldiretti – per il 29 per cento degli italiani la scelta tra le due tipologie di prodotto dipende dalla qualità mentre per il 5 per cento dal prezzo.

Boom di acquisti diretti dai produttori. La vittoria del prodotto legato al territorio è confermata dal fatto che quasi due terzi degli italiani (65 per cento) si sentirebbero piu’ garantiti da un marchio degli agricoltori italiani rispetto al marchio industriale (13 per cento) e a quello della distribuzione commerciale (8 per cento). Si tratta – sottolinea la Coldiretti – di una opinione confermata da un vero boom degli acquisti diretti dai produttori dove compra regolarmente l’11 per cento degli italiani e ben il 47 per cento ha dichiarato di farlo almeno qualche volta durante l’anno.

Il risparmio sposa la sicurezza del cibo. La spesa in cantine, malghe o frantoi per acquistare direttamente dai produttori vini, ortofrutta, olio, formaggi, e altre specialità supererà nel 2010 i 3 miliardi di euro secondo la Coldiretti e coinvolge 63mila imprese agricole attraverso spacci aziendali, chioschi, bancarelle, sagre e oltre 500 mercati degli agricoltori di Campagna Amica. L’acquisto di un alimento direttamente dal produttore – sottolinea la Coldiretti – è una opportunità per conoscere non solo il prodotto ma anche la storia, la cultura e le tradizione che racchiude dalle parole di chi a contribuito a conservare un patrimonio che spesso non ha nulla da invidiare alle bellezze artistiche e naturali del territorio nazionale. Si tratta – continua la Coldiretti – di un fenomeno in controtendenza rispetto alla crisi generale perché concilia la necessità di risparmiare con quella di garantirsi la sicurezza del cibo. Tra le motivazioni di acquisto dell’indagine Swg/Coldiretti spicca infatti la genuinità (71 per cento) seguita dal risparmio (40 per cento) e dal gusto (26 per cento).

Obiettivo: offrire prodotti alimentari italiani firmati dagli agricoltori e al giusto prezzo. “Favorire la presenza di prodotti locali nei punti vendita è anche l’obiettivo del progetto per una Filiera agricola tutta italiana per arrivare ad offrire prodotti alimentari al cento per cento italiani firmati dagli agricoltori e al giusto prezzo” ha affermato il presidente della Coldiretti Marini nel sottolineare che “questi prodotti sono già offerti tramite la più estesa rete commerciale nazionale che coinvolge i mercati di campagna amica, i punti di vendita delle cooperative, i consorzi agrari, agriturismi e aziende agricole, ma coinvolgerà anche la rete della ristorazione a chilometri zero e la distribuzione che intenderà partecipare”.

(Fonte Coldiretti)

Pomodoro al Sud: crescono disagi e tensioni nelle campagne, chiesto l’intervento dei prefetti

Il perdurare dei ritardi nelle consegne e delle penalizzazioni della qualità della produzione del pomodoro hanno fatto ulteriormente crescere lo stato di allarme tra  i produttori che chiedono il rispetto dei contratti. Lo sottolinea Confagricoltura che fa presente come “le fortissime tensioni in atto rendono la situazione estremamente critica, tant’è è stato chiesto l’intervento dei Prefetti interessati”.

Rischio forti reazioni dei produttori. “La coltivazione del pomodoro rappresenta un spaccato importante per molte aree del Mezzogiorno ed è a rischio, oltre che un segmento dell’economia agricola, la tenuta delle relazioni e dei rapporti sul territorio – pone in evidenza Confagricoltura -. Se le operazioni di trasformazione del pomodoro non andranno velocemente a pieno ritmo le perdite economiche saranno altissime e di conseguenza anche le reazioni dei produttori”.

Circolare Agea: primo passo importante ma insufficiente. Dice Confagricoltura: “La recente  circolare Agea che prevede che il mancato rispetto delle previsioni contrattuali da parte delle industrie di trasformazione venga sanzionato duramente sin da questa campagna rappresenta un primo segnale importante, al quale speriamo si aggiungano gli opportuni ulteriori interventi istituzionali”. Confagricoltura ricorda infine che “i tempi per ripristinare un quadro accettabile sono ristrettissimi; sono in discussione ingenti investimenti e tante giornate di lavoro”.

(fonte Confagricoltura)

Al via il programma 2010-2011 “Frutta nelle scuole”

Prende il via il secondo anno del programma dell’Unione europea “Frutta nelle scuole”, nato con l’obiettivo di educare a una sana alimentazione fin da piccoli, coordinato dal ministero delle Politiche agricole, che ha avuto inizio nell’anno scolastico 2009-10 e che interesserà anche il prossimo anno 2010-11. Il programma è finalizzato a incentivare il consumo di frutta e verdura da parte dei bambini, ma anche ad educarli ad assumere abitudini alimentari corrette e a sviluppare uno spirito critico nei confronti dell’enorme pressione della pubblicità, facendo loro conoscere i prodotti naturali nella varietà e nelle diverse tipologie.

Coinvolte 8.400 scuole primarie in Italia. “Frutta nelle scuole” provvede alla distribuzione di frutta e ortaggi al momento della merenda di metà mattina, con lo scopo di sostituire agli snack preconfezionati prodotti naturali e salutari. Ad affiancare questa distribuzione, una campagna di comunicazione e di informazione, sempre a cura del Ministero delle politiche agricole, rivolta non solo agli alunni, ma anche a genitori e insegnanti, affinché tutti possano conoscere in maniera chiara ed esaustiva gli aspetti nutrizionali di frutta e verdura, oltre che quelli legati alla sicurezza e al rispetto dell’ambiente. Ad essere distribuiti nelle scuole saranno prodotti ortofrutticoli di qualità certificati (DOP, IGP e biologici), nel rispetto della stagionalità e del territorio dal quale provengono. Tutti saranno dati ai bambini in confezioni singole, così da poter essere mangiati subito, garantendo i dovuti standard igienico-sanitari. Protagonisti del programma saranno anche macedonie, centrifughe e spremute, preparate sul momento e senza aggiunta di zuccheri. Per l’anno scolastico 2010-11 saranno coinvolte un totale di 8400 scuole primarie di tutta Italia e distribuiti circa 7.400.000 kg di frutta e verdura a 1.340.000 bambini.

(fonte Agricoltura Italiana on line)

Siglato accordo interprofessionale patate da industria

E’ stato siglato nei giorni scorsi dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali Giancarlo Galan l’accordo interprofessionale per la campagna 2010 sulle patate destinate alla trasformazione industriale. Lo annuncia la Cia, Confederazione italiana agricoltori, che ne ”rileva l’importanza”. L’obiettivo di trasformazione e’ stato fissato dalle parti in 170.000 tonnellate di patate e la stipula dei contratti avverra’ utilizzando il modello unico di contratto, allegato all’Accordo interprofessionale che utilizza la modalita’ della vendita diretta”.

”Tale accordo – afferma la Cia – e’ stato firmato dalle Unioni nazionali delle associazioni pataticole Unapa ed Italpatate, da una parte, e dall’Aiipa, Anicav, Fedagri e Agci in rappresentanza delle industrie di trasformazione, dall’altra, con l’assistenza delle organizzazioni agricole professionali e riguarda la terza annualita’ del programma poliennale 2008-2011. Viene cosi’ riconfermata -sottolinea la Cia- la collaborazione di tutta la filiera nell’assicurare al comparto nazionale pataticolo un modello organizzativo che premia alti standard qualitativi uniti a strumenti efficaci di tracciabilita’, ottimizzando sia il settore della produzione che quello della trasformazione del prodotto”.

(fonte Asca)

Prezzi prodotti agricoli I° trimestre 2010: vino, frutta e verdura in calo, crescono olio d’oliva, foraggere e patate

foto Ansa

Vino, frutta, ortaggi e cereali meno cari nel primo trimestre del 2010 rispetto allo stesso periodo del 2009. Lo rileva l’Istat, che ha diffuso i dati sui prezzi dei prodotti agricoli e in particolare di quelli venduti dagli agricoltori. In generale, le quotazioni per i prodotti vegetali nei primi tre mesi dell’anno hanno segnato un tonfo del 7,3%.

Cali e aumenti. Le diminuzioni più marcate hanno riguardato: ortaggi e piante (-14,4%), cereali (-10,5%), vino (-8,8%), e frutta (-8,2%). Un aumento significativo è stato, invece, riscontrato per le foraggere (+22,5%). Sono risultati, inoltre, anche in crescita i prezzi dell’olio d’oliva (+4,8%) e delle patate (+1,3%). Mentre i prezzi relativi al comprato animali e prodotti da animali hanno registrato un calo del 4,7%.

(fonte: Ansa)