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Rischi invisibili e clima estremo: oltre 26,5 milioni di euro di contributi comunitari per la patrimonializzazione dei fondi mutualistici trentini

Co.Di.Pr.A. annuncia un risultato straordinario per l’agricoltura trentina: Agea ha confermato 26,5 milioni di euro di contributi comunitari destinati alla patrimonializzazione dei Fondi IST Mele, IST Latte e Fitopatie. Si tratta di un traguardo strategico, frutto di un percorso pluriennale e della collaborazione con Ministero dell’Agricoltura, Provincia Autonoma di Trento, Agea, Asnacodi Italia e le organizzazioni agricole.

Il risultato affonda le radici nel 2019, quando il Consorzio decise di trasformare una normativa complessa in strumenti concreti per la stabilità economica delle imprese. Giorgio Gaiardelli, presidente dell’epoca, e Andrea Berti, allora direttore e oggi alla guida di Asnacodi Italia e Agriduemila Hub Innovation, ricordano quel passaggio come “un atto di visione e anche di coraggio. Partimmo da una norma difficile da interpretare – spiegano – ma sostenuti da amministratori, soci, istituzioni e organizzazioni agricole, presentammo il progetto convinti che il Trentino potesse diventare un laboratorio avanzato di gestione del rischio. Il risultato di oggi, con oltre 26,5 milioni assegnati ai fondi, oltre la metà del budget nazionale, conferma quella intuizione e apre una nuova pagina sulla protezione della redditività delle imprese”. Berti sottolinea, inoltre, come studi condotti con le principali università italiane confermino un cambio strutturale del clima e del contesto economico: “servono risorse pubbliche e strumenti moderni per offrire risposte concrete alle aziende. I fondi mutualistici sono decisivi, e senza la solidità patrimoniale di Co.Di.Pr.A. il difficile e lungo percorso amministrativo iniziato nel 2019 non sarebbe stato sostenibile per le imprese”.

L’attuale coordinatore dei fondi IST Mele, IST Latte e Fitopatie e direttore di Co.Di.Pr.A. Marica Sartori, sottolinea come la perseveranza sia stata decisiva: “Questo risultato dimostra che Co.Di.Pr.A. e tutti i componenti dei Comitati di Gestione, espressione plurale del settore agricolo trentino, hanno saputo credere in strumenti innovativi e continuare a sostenerli anche nei momenti più complessi. Oggi più che mai dobbiamo guardare oltre l’orizzonte, mantenendo i piedi ben saldi a terra, ma aprendo occhi e mente alle nuove opportunità offerte dalle tecnologie e dal nuovo paradigma della gestione del rischio. Continueremo a investire in digitalizzazione e innovazione, senza mai perdere la prossimità ai nostri Associati, che rimangono il cuore e l’anima del Consorzio”.

L’assessore provinciale all’agricoltura, promozione dei prodotti trentini, ambiente, difesa idrogeologica e enti locali Giulia Zanotelli evidenzia come l’agricoltura trentina sia da sempre sinonimo di eccellenza e presidio del territorio “ma oggi deve fare i conti con clima e mercati sempre più instabili, che mettono sotto pressione la redditività delle nostre imprese. In questo contesto, la gestione del rischio non è un elemento accessorio, ma una leva strategica per garantire continuità produttiva e competitività al settore. Il risultato ottenuto da Co.Di.Pr.A. conferma il valore di un percorso che la Provincia ha sostenuto convintamente, basato sull’innovazione e su un lavoro di sistema”. Secondo Zanotelli “gli strumenti tradizionali non bastano più: servono soluzioni moderne e integrate, capaci di tutelare il reddito delle aziende anche di fronte a danni non immediatamente visibili. Per questo, la manovra di bilancio 2026 prevede 3,6 milioni di euro a favore del sistema, senza dimenticare l’integrazione di 5,2 milioni sulle annualità 2022 e 2023, a copertura della minor contribuzione nazionale”. L’assessore assicura che “continueremo a investire anche nella gestione attiva del rischio – dalle tecnologie di monitoraggio ai sistemi di difesa, fino all’utilizzo dei dati e dell’intelligenza artificiale – perché il futuro delle nostre filiere passa dalla capacità di prevenire i danni e di proteggere il reddito.

Fonte testo e foto: servizio stampa Co.di.Pr.A

16 novembre, a Rovereto (Trento) c’è il Festivalmeteorologia

Droni-MeteoIl Festivalmeteorologia, in collaborazione con Condifesa di Trento, Condifesa di Bolzano, Asnacodi Italia e con il supporto di Agriduemila Hub Innovation, presenta un evento dedicato alle nuove frontiere dell’innovazione in campo agricolo. Il 16 novembre 2024, dalle ore 8.30, al Mart e Trentino Sviluppo a Rovereto (Trento), prenderà vita una giornata di incontri, dialoghi e presentazioni tecniche per esplorare l’integrazione tra meteorologia avanzata, tecnologia e sostenibilità agricola. L’evento è pensato per agricoltori, professionisti del settore assicurativo, scienziati e tutti coloro che vogliono scoprire e sperimentare le novità in campo agrometeorologico e tecnologico.

Un programma ricco di innovazione e networking

La sessione plenaria si aprirà nella sala conferenze del Mart con un intervento introduttivo di Giovanni Menapace (Co.Di.Pr.A.), Michael Simonini (Condifesa Bolzano) e Albano Agabiti (Asnacodi Italia), coordinati da Ilaria Pertot (C3A). Sarà una panoramica delle opportunità e delle sfide del settore, in cui verranno esposti i temi cruciali per l’agricoltura contemporanea: digitalizzazione, precision farming, e adattamento ai cambiamenti climatici. La giornata proseguirà con un dibattito tra Alessandro Molinari (ITAS Mutua), Andrea Sozzi Sabatini (Munich Re) e Yuri Narozniak (Datafolio) che si confronteranno sui modelli assicurativi e riassicurativi di fronte alle nuove sfide climatiche. I partecipanti scopriranno come il settore assicurativo stia evolvendo per rispondere alle esigenze di un’agricoltura sempre più esposta a eventi estremi e a nuove tipologie di rischio. La tavola rotonda, si aprirà con Antonio Boschetti (L’Informatore Agrario) che intervisterà figure di spicco come Francesco Pugliese (Diagram) e Gianluca Ferrari (Hypermeteo). A seguire, la tavola rotonda vedrà gli interventi di Andrea Berti (Asnacodi Italia), Samuele Trestini (Università di Padova), Marica Sartori (Co.Di.Pr.A. Trento), Salvatore Parlato (Diagram), Alessandra Bonetti (Rurall), Fabio Antonelli (Fondazione Bruno Kessler) e Andrea Piazza (Meteotrentino), che arricchiranno la discussione con una panoramica sui numeri, sulle risorse e sui progetti che stanno plasmando il futuro dell’agricoltura in chiave smart e sostenibile. L’intervento conclusivo sarà affidato a Dino Zardi (Aisam) e a un rappresentante della Provincia Autonoma di Trento, che tireranno le fila della mattinata e offriranno una prospettiva istituzionale su come l’innovazione tecnologica possa supportare la resilienza del territorio agricolo.

Droni in agricoltura

L’evento prenderà il via sotto la cupola del Mart, dove i partecipanti saranno accolti da una colazione di benvenuto, all’insegna del networking informale e della scoperta artistica. Un momento per incontrarsi e scoprire le opere suggestive di Paolo Tait, con la sua installazione “tra cielo e terra”, che esplora i legami profondi tra natura e ricerca. Saranno presenti rappresentanti e esperti di aziende e istituzioni come Co.Di.Pr.A., Condifesa Bolzano, ITAS, AgriRisk, Enogis, Netafim, Radarmeteo, Hypermeteo, Kuhen, Università di Trento-C3A e altri ancora, pronti a condividere conoscenze e innovazioni.Il pranzo sarà ospitato nella hall di Trentino Sviluppo, un momento di scoperta e di confronto su progetti d’avanguardia grazie alla presenza di 8 aziende innovative che presenteranno le ultime novità in campo agrometeo. La giornata si chiuderà con una dimostrazione pratica dedicata ai droni in agricoltura, organizzata in collaborazione con Rurall. I partecipanti potranno osservare in azione droni di ultima generazione, utilizzati per monitorare le colture e rilevare dati ambientali. Una tecnologia che promette di rivoluzionare la gestione delle risorse agricole e di migliorare l’efficienza produttiva.

Fonte: servizio stampa Condifesa Trento

Vacca Rendena, razza resiliente, longeva, fertile ma vulnerabile all’estinzione

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La vacca Rendena è conosciuta per la sua longevità, fertilità, resistenza alle malattie e adattabilità ai ripidi pascoli alpini. Nonostante queste qualità eccezionali, è classificata come “vulnerabile all’estinzione”, essendo stati registrati nel 2022 solo 6057 esemplari. Una carta di identità sulla razza emerge dallo studio recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica “Genetics Selection Evolution”. Il lavoro, condotto dalle Università di Piacenza, Padova e Pavia in collaborazione con la Fondazione Edmund Mach (Fem), è la prima analisi dettagliata della diversità molecolare di questa razza e si concentra sulla genetica e l’evoluzione della Rendena, una risorsa zootecnica di grande rilevanza per il territorio trentino.

Una razza presente in gran parte in Veneto e Trentino

Complessivamente ad oggi si hanno poco più di 200 allevamenti in tutto il Nord Italia, distribuiti prevalentemente in Trentino (32% dei capi, dato riferito ai controlli per il latte 2021) ed in Veneto (oltre 60% dei capi), e con presenze minime anche il Lombardia, Friuli, Emilia Romagna e Piemonte (dati Associazione nazionale allevatori bovini razza Rendena).

Lo studio

Dal titolo “Eredità genetica e firme adattative: indagare la storia, la diversità e le firme di selezione nei bovini Rendena resistenti alle epidemie di peste bovina del XVIII secolo”, l’analisi descritta nello studio ha rivelato che questa razza condivide componenti genetiche con altre razze alpine e della valle del Po e possiede una prossimità genetica alla razza Original Braunvieh. Il dato rifletterebbe gli sforzi storici di ripopolamento di questa razza in Trentino, in particolare dopo la seconda guerra mondiale. Nel corso dello studio, che vede il coinvolgimento per Fem del Centro ricerca e Innovazione e del Centro trasferimento tecnologico, in particolare di Heidi Hauffe, Erika Partel e Matteo Komjanc, sono emerse evidenze delle differenze di composizione e della frequenza con cui si rinvengono le varianti di sequenza del Dna, indice del fatto che la selezione praticata dai Rendeneri nel corso dei secoli ha lasciato un segno nel genoma, che nel caso della Rendena è orientata alla produzione di latte e carne, all’adattamento all’ambiente alpino e alla risposta immunitaria, quest’ultima probabilmente indotta dalle epidemie di peste bovina che hanno colpito le Alpi qualche centinaio di anni fa. Lo studio suggerisce che la razza Rendena ha spiccati tratti distintivi che le permettono di prosperare nell’ambiente alpino, accrescendone il valore per gli allevatori locali. Preservare queste caratteristiche di adattamento è essenziale non solo per mantenere la diversità genetica e migliorare la capacità di adattamento ai cambiamenti ambientali, ma anche per garantire la resilienza e la sostenibilità del sistema zootecnico e delle comunità che su di esso insistono nell’area della Val Rendena.

Fonte: Fem, foto Wikipedia


Trento. Agricoltori in campo per scoprire le nuove frontiere della gestione del rischio

Incampo2024Dai portinnesti per rinnovare i frutteti con varietà più resistenti agli attacchi biotici e abiotici ai sistemi di supporto alle decisioni; dalle attrezzature per proteggere le colture da grandine, gelo, pioggia e insetti, agli impianti di irrigazione e fertirrigazione capaci di gestire in maniera efficiente e multiscopo la risorsa idrica (che in alcune stagioni scarseggia anche in un territorio circondato da montagne, valli e corsi d’acqua) e garantire una corretta nutrizione delle colture. E poi gli strumenti assicurativi, dalle polizze tradizionali alle index based passando per i fondi mutualistici, con un focus sulla necessità di aumentare il budget di risorse delle fonti di finanziamento necessarie per sostenere la transizione tecnologica e digitale delle nostre imprese. Di tutto questo si è parlato il 25 luglio scorso a Denno (TN), nella sede della cooperativa Coba Melinda, primo dei due appuntamenti del 2024 con “In campo per la difesa”, l’evento ideato dal 2022 da Edagricole e Asnacodi Italia e che ha visto Co.Di.Pr.A., il Consorzio di difesa della provincia di Trento, protagonista assieme ad Agriduemila Hub Innovation.

Prossima frontiera lettura e fotointerpretazione digitale di immagini raccolte in campo. Una giornata che ha permesso di far conoscere agli imprenditori agricoli e riflettere su tutte le “armi” oggi disponibili per combattere contro avversità climatiche, fitopatie, infestazioni parassitarie e crisi di mercato, con l’obiettivo di rendere consapevoli le imprese agricole delle straordinarie opportunità che oggi possono essere sfruttate per progettare e costruire efficienti strategie di gestione del rischio in grado di favorire il necessario adattamento ai cambiamenti epocali in atto, tutelando così le migliori tradizioni del mondo agricolo e riconoscendo il giusto reddito agli sforzi che gli agricoltori mettono in campo per portare nelle nostre tavole e nel mondo intero le eccellenze del Made in Italy. “Prossima frontiera di applicazione la lettura e fotointerpretazione digitale di immagini direttamente raccolte in campo per anticipare, ancora più dell’occhio dell’uomo, il monitoraggio delle malattie delle piante”, spiega Marica Sartori, direttore di Co.Di.Pr.A.

Fonte: Servizio stampa Co.Di.Pr.A.

25 luglio, torna “In campo per la difesa”, prima tappa del 2024 in Trentino

Alla sua terza edizione, torna “In campo per la difesa”, manifestazione organizzata da Edagricole e Asnacodi per supportare gli imprenditori agricoli nella gestione del rischio. La prima tappa dell’evento, a partecipazione gratuita su iscrizione, si terrà il 25 luglio dalle 9.30 alle 16 nella sede del Consorzio Ortofrutticolo Bassa Anaunia (Coba), una delle cooperative che fa capo a Melinda, loc. Poz n.7 a Denno, in provincia di Trento.

Una panoramica su tutte le “armi” oggi a disposizione degli imprenditori agricoli per combattere contro avversità climatiche, fitopatie, infestazioni parassitarie e crisi di mercato. Una giornata in frutteto durante la quale si parlerà di polizze agevolate e fondi mutualistici ma anche di reti di copertura multifunzionali, ventoloni, sistemi di irrigazione antibrina, centraline agrometeorologiche, Dss, varietà e portinnesti. Tutti strumenti indispensabili per progettare e costruire una strategia di gestione del rischio in grado di tutelare gli sforzi che gli imprenditori agricoli fanno ogni giorno per difendere i raccolti, portarli sul mercato e garantirsi un reddito adeguato.

Programma. Ore 9.30 accredito partecipanti Ore 10.00-12.30 tour guidato in frutteto a cura di Sara Vitali, Edagricole 1° tappa: genetica. Portinnesti e varietà per rispondere al cambiamento climatico
Franco Micheli, CTT Fem; Massimiliano Gremes, Melinda; Walter Malleier, vivaista. 2° tappa: frutteto smart. Tecnologie integrate per una gestione mirata del frutteto, Stefano Corradini, Fem, Raffaele Giaffreda, FBK, Andrea Bertolini, Radarmeteo-Hypermeteo, Marco Flaim, Revo, Steno Fontanari, Enogis. 3° tappa: irrigazione. Risparmio idrico ed efficienza produttiva con l’irrigazione di precisione, Fabrizio Zottele, CTT Fem, Giorgio Marcolla, Consorzio Irriguo di Denno, Alessandro Arnoldi, Almagra, Bruno Giampieretti, Netafim. 4° tappa: sistemi di difesa attiva. Coperture, irrigazione antibrina, ventole e bruciatori per contrastare le avversità climatiche Alessandro Palmieri, Unibo, Mirco Darra, Arrigoni, Nicola Rossati, Khuen. 5° tappa: credito e strumenti assicurativi. Polizze agevolate e fondi mutualistici per proteggere il reddito, Massimo Pinamonti, Cassa Rurale Val di Non, Giovanni Menapace, Codipra, Gianluca Bertolas, Agriduemila Hub Innovation, Luca Giletta, Gi&Bi One Aon. 6° tappa: melinda. Produzione, raccolta e confezionamento allo stabilimento Coba Melinda, Valentino Dalpiaz, Coba Melinda. Ore 12.30 pranzo. Ore 14.00-16.00 convegno. La gestione del rischio tra ricerca e nuove sfide: aspetti tecnici, esperienze, scenari, modera Simone Martarello, Edagricole. Ore 14.00 saluti istituzionali Giovanni Menapace, presidente Codipra. Ore 14.30. Scenario agronomico ed economico per la frutticoltura trentina su melo, ciliegio e piccoli frutti. Alessandro Palmieri, Università di Bologna, Ore 14.50. La ricerca al servizio della gestione del rischio, Matteo de Concini, Responsabile Unità Frutticoltura Centro Trasferimento Tecnologico Fondazione Edmund Mach. Ore 15.00 tavola rotonda Esperienze a confronto per una strategia condivisa, Introduce:Andrea Berti, direttore Asnacodi Italia, Marica Sartori, direttore Codipra, Fabio Antonelli, Fondazione Bruno Kessler, Tiziano Ioris, Agrianaunia
Stefano Dalpiaz, Melinda, Ore 15.45 conclusioni, Albano Agabiti, presidente di Asnacodi Italia

L’evento è valido come riconoscimento diCFP-Crediti Formativi Professionali per gli iscritti: al Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati, al Collegio Nazionale dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati (1CFP all’ora), all’ Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali (in fase di accreditamento).

Fonte: Condifesa eventi

Dalla terra il futuro, i 150 anni della Fondazione Edmund Mach in mostra sino al 29 settembre 2024 a Trento

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Nel 150° anniversario della nascita dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, oggi Fondazione Edmund Mach, ha ideato una mostra in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento, aperta al pubblico sino al 29 settembre 2024 nello Spazio archeologico sotterraneo del Sas, in piazza Cesare Battisti, a Trento. La mostra, curata da Marta Villa e Katia Malatesta con la collaborazione di Silvia Ceschini, Erica Candioli e Lucia Zadra, ne rilegge la genesi e l’evoluzione, mettendo a fuoco le sue molteplici attività nei settori: agricolo, agroalimentare e ambientale, tra istruzione e formazione, ricerca scientifica, sperimentazione, consulenza e servizio alle imprese.

Ripercorrendo le fasi di un dialogo sempre fertile tra tradizione e innovazione, il percorso, con il progetto espositivo dell’architetto Manuela Baldracchi, si intreccia con uno sguardo generale agli sviluppi del contesto agrario trentino, interpretati, senza pretesa di completezza, attraverso la soggettività di cinque dei più importanti fotografi e atelier fotografici attivi sul territorio tra la fine del XIX secolo e il terzo millennio. Il percorso espositivo che si snoda tra gli ambienti della Tridentum romana dando forma visiva alla lunga storia dell’ente, attraverso pubblicazioni, manufatti storici e soprattutto centinaia di fotografie selezionate nell’archivio fotografico della Fem e tra i fondi dell’Archivio fotografico storico provinciale.

Una storia lunga 150 anni. La storia dell’Istituto iniziò il 12 gennaio 1874, quando la Dieta regionale tirolese di Innsbruck deliberò di attivare a San Michele all’Adige una scuola agraria con annessa stazione sperimentale. Alla direzione dell’Istituto fu posto Edmund Mach, giovane e brillante assistente dell’Istituto enologico e pomologico di Klosterneuburg (Vienna). Fin dalle origini, con un’intuizione che rimarrà a connotare tutta la storia successiva dell’istituzione, lo statuto prevedeva la simbiosi tra formazione agricola e sperimentazione in azienda, a favore del progresso dell’agricoltura trentina. Sotto la magistrale regia di Mach, la scuola di San Michele e la stazione sperimentale si affermarono come istituto modello e la loro fama varcò ben presto i confini regionali.

Dopo Edmund Mach si susseguirono altri validi direttori, fra i quali spiccano le figure di Enrico Avanzi, professore accademico che diede un forte impulso scientifico all’Istituto e al quale si deve l’importante attività nel settore cerealicolo, frutticolo e viticolo, nelle quali fu supportato dall’opera infaticabile di Rebo Rigotti, ricercatore di grande talento che seppe spaziare in molteplici campi, in particolare nel miglioramento genetico della vite (si deve a lui l’incrocio che fu poi battezzato con il suo nome, “Rebo”).
Alla fine degli anni Cinquanta emerse la figura di Bruno Kessler che, nella duplice veste di presidente della Provincia autonoma di Trento e dell’Istituto Agrario, seppe sviluppare le attività dell’ente comprendendo il fondamentale valore delle scienze agrarie per il territorio trentino e non solo. È soprattutto merito di Kessler se la scuola di San Michele negli anni Settanta si rinnovò e si preparò alle sfide dei tempi moderni, sviluppando, tra l’altro, collaborazioni con altre realtà scientifiche europee, soprattutto nel mondo di lingua tedesca.

Nella storia recente la data più significativa è il primo gennaio 2008. L’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, ente funzionale della Provincia autonoma di Trento si trasformò in una Fondazione, il cui nome tributò i dovuti meriti al suo primo e storico direttore, Edmund Mach. Nacque, quindi, un nuovo ente di interesse pubblico con personalità giuridica di diritto privato, assorbendo anche le attività del Centro di Ecologia Alpina contribuendo così ad ampliare il mandato a favore della ricerca ambientale.
Istruzione e formazione, trasferimento tecnologico e ricerca nei settori agricolo, ambientale e agroalimentare si delineano così come i tre pilastri della nuova organizzazione. La Fondazione Mach è oggi una “cittadella dell’agricoltura”, un unicum a livello nazionale: sempre più impegnata a diffondere gli studi nei settori di competenza ma allo stesso tempo radicata sul territorio. Da 150 anni la missione è sempre la medesima: supportare l’agricoltura, l’ambiente e il territorio affrontando mediante l’innovazione le nuove sfide quotidianamente proposte.

Info per la visita. La mostra, curata dalla Fondazione Edmund Mach in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento – UMSt soprintendenza per i beni e le attività culturali e con il Centro Servizi Culturali Santa Chiara, è patrocinata dall’Euregio con la partecipazione del Mets – Museo Etnografico Trentino di San Michele all’Adige, della Fondazione Museo storico del Trentino e del Castello del Buonconsiglio, monumenti e collezioni provinciali. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del percorso di eventi dedicati alle celebrazioni per i 150 anni della Fem organizzato dal Comitato presieduto dal prof. Attilio Scienza, che culminerà il 28 settembre 2024 con la cerimonia conclusiva. Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, piazza Cesare Battisti, Trento. Fino al 31 maggio 9-13 / 14-17.30. Dal 1° giugno al 29 settembre 9.30-13 / 14-18 Chiuso il lunedì (escluso i lunedì festivi).

Fonte: Ufficio comunicazione e relazioni esterne Fem

Rischio nelle coltivazioni, agricoltori sempre più obbligati a tutelarsi contro i danni meteo e fitopatie. L’esempio di Condifesa Trento.

Mele danneggiate Condifesa Trento

Centinaia di ettari in Vallagarina ed in Valsugana, in provincia di Trento, per valori assicurati di oltre 40 milioni di euro, sono stati interessati, in maniera diversificata, dalle grandinate di luglio scorso. Per fare il punto sui danni e sulle operazioni di campagna peritali, Condifesa Trento ha dato appuntamento ai soci dei due territori per portare la propria solidarietà e vicinanza agli agricoltori che, in alcuni casi, hanno visto, in pochi minuti, compromesse le proprie produzioni agricole, frutto di un intenso anno di lavoro in campo. I momenti informativi hanno permesso di valutare con gli associati e con i tecnici delle compagnie di assicurazione la situazione attuale delle campagne in un aperto confronto, che possa aiutare gli agricoltori ad affrontare le attività di perizia che avranno corso nei prossimi giorni.

Uva danneggiata Condifesa Trento

“Le aree maggiormente colpite – spiega Marica Sartori, direttore del Consorzio – vedono danni particolarmente importanti, fortunatamente sono aree ristrette dal punto di vista della superficie colpita in maniera distruttiva, dove registriamo una forte copertura assicurativa. Inoltre, abbiamo oltre un terzo della superficie coperta da rete antigrandine in Valsugana, a tutto vantaggio dell’agricoltore che responsabilmente ha adottato una strategia efficiente di risk management, aumentando la sostenibilità e la resilienza ai cambiamenti climatici della propria azienda. In Vallagarina la coltivazione principe resta la vite dove abbiamo oltre 1.570 ettari assicurati”. “Approccio a 360 gradi necessario e che stiamo spingendo da tempo – evidenzia Giovanni Menapace, presidente di Co.Di.Pr.A. – molti territori hanno già intrapreso questa strada con successo. Non parliamo solo di rete antigrandine, ma anche di coperture anti pioggia per i ceraseti, impianti antibrina a basso consumo di acqua, sino all’impiego dei satelliti per stimare il danno”. “Tecnologia fondamentale – continua Menapace – per contrastare il cambiamento climatico che stiamo toccando con mano tutti i giorni”.

Fonte: Servizio stampa Condifesa Trento

Visita Argav in Valsugana (TN) al parco-museo Arte Sella, magico luogo dove arte e natura si fondano da oltre 30 anni e al Maso Tezza, produttore di deliziosi piccoli frutti 

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(di Maurizio Drago, consigliere Argav) Pieno successo della giornata formativa Argav a Borgo e Telve Valsugana, in provincia di Trento, a cui hanno partecipato alcuni soci sabato 15 luglio scorso. A contribuire alla realizzazione dell’evento è stata la “Rete di Riserve del Fiume Brenta”, presieduta da Enrico Galvan a cui è stata consegnata la “Penna Argav” come riconoscimento del loro lavoro di valorizzazione e promozione del territorio.

Organizzata dal vicepresidente Argav e referente per il Trentino Giancarlo Orsingher, la giornata è culminata con la visita del parco-museo naturale “Arte Sella”. Immerse nel verde sono esposte grandi e significative opere di scultori e artisti provenienti dalle varie parti del mondo, tutte a significare quanto l’opera dell’uomo deve essere rispettosa della natura. Il presidente dell’associazione Arte Sella, l’ingegnere biomedico Giacomo Bianchi, ha guidato i soci Argav (nella foto in alto) percorrendo la grande esposizione di Nature Art nei boschi, un luogo magico dove arte e natura si incontrano e si fondono da oltre 30 anni. Tantissime le grandi opere da ammirare nascoste nel bosco o appoggiate sui fianchi della valle. Arte Sella è entrata a far parte di network internazionali quali Elan (European Land Art Network) e Grandi Giardini Italiani. Si possono effettuare le visite tutto l’anno, info a: www.artesella.it.

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Dopo il pranzo tenutosi al ristorante Dall’Ersilia a Malga Costa in Val di Sella, il gruppo Argav ha visitato l’azienda agricola “Maso Tezza” a Telve Valsugana (nella foto in alto), produttrice di piccoli frutti che poi vengono conferiti alla cooperativa Sant’Orsola di Pergine. L’azienda, a conduzione familiare, è gestita da Gustavo e Afra Pecoraro insieme ai figli Mirko e Giulia. A 720 metri di altitudine l’azienda si è dotata di serre per produrre fragole, ciliegie e mirtilli. Gustavo precisa di aver effettuato delle visite di formazione in Olanda per la piantumazione dei piccoli frutti, raccolti ogni giorno e conferiti a Sant’Orsola, poi venduti nei supermercati in Italia e all’estero per arrivare infine sulle nostre tavole.

Aperta oggi alla Fondazione Edmund Mach la manifestazione che valorizza le produzioni enologiche del territorio, al via il 6° concorso con il premio “Sergio Ferrari” 

apertura concorso vini territorio - 18 maggio 2023 (4)

Due giorni di degustazioni, 102 etichette in gara, otto categorie, 30 commissari al lavoro. Sono i numeri della sesta edizione del concorso sui vini del territorio organizzato dalla Fondazione Edmund Mach. La manifestazione, autorizzata dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste,  come concorso ufficiale, si è aperta oggi con l’assegnazione del premio dedicato al prof. Sergio Ferrari, stimatissimo socio Argav.

Oggi e domani una commissione di esperti degusterà e valuterà le etichette provenienti dalle cantine trentine e altoatesine. Si tratta di trenta professionisti del vino tra enologi, enotecnici, sommelier, comunicatori e giornalisti del settore provenienti da tutta Italia. Protagonisti sono i vitigni autoctoni o interpretazioni territoriali di vitigni internazionali. L’apertura del concorso si è svolta questa mattina, presso la sala Versini del Palazzo Ricerca e Conoscenza. Erano presenti il presidente FEM, Mirco Maria Franco Cattani, il direttore generale Mario Del Grosso Destreri, il preside prof. Manuel Penasa, il prof. Andrea Panichi, responsabile del Dipartimento istruzione post secondaria e referente organizzativo del concorso, l’enologo Luciano Groff, la commissione e una classe di studenti del corso enotecnico, che in questa manifestazione svolgono un importante ruolo organizzativo e di supporto alla commissione.

Il presidente Cattani ha consegnato assieme alla moglie Grazia e alla figlia Chiara il premio intitolato al prof. Sergio Ferrari allo studente Riccardo Tebaldi, (foto in alto) per la serietà e i valori etici dimostrati nell’apprendimento dei principi teorico pratici della viticoltura ed enologia, distinguendosi in particolar modo per la costanza di impegno e per la crescita personale durante tutto il percorso di studio. “Questo premio – evidenzia il presidente Cattani- rammenta la dedizione e la passione, di professore e giornalista, che Sergio Ferrari ha svolto per tutta la sua vita professionale, dedicandosi ai giovani ed al comparto agricolo in particolare, contribuendo nel contempo a sensibilizzare e stimolare il valore etico di studenti e lettori“.

L’iniziativa, organizzata dal Centro Istruzione e Formazione, conta sul patrocinio dei tre comuni della Piana Rotaliana: San Michele all’Adige, Mezzocorona, Mezzolombardo, delle due sezioni Assoenologi del Trentino e dell’Alto Adige e vede il coinvolgimento del Consorzio turistico Piana Rotaliana Königsberg e del Museo etnografico trentino. L’evento, ha evidenziato il prof. Manuel Penasa si propone, al tempo stesso, come opportunità didattica per gli studenti del Corso enotecnico per iniziare a prendere confidenza con i vini del territorio e con le aziende produttrici, ampliando le competenze tecniche degli studenti.

Per la sesta edizione sono state individuate le seguenti categorie: Teroldego Rotaliano DOP vendemmia 2020, Trentino DOP Marzemino, Trentino DOP Pinot bianco, Trentino DOP Riesling, Trentino DOP, Vigneti delle Dolomiti IGP, Vallagarina IGP con indicazione vitigno Nosiola, Alto Adige – Südtirol DOP Pinot bianco, Alto Adige – Südtirol DOP Riesling, Vini dolci (con residuo zuccherino superiore a 45 g/l), appartenenti alle seguenti DOP o IGP del territorio Trentino Alto Adige/Südtirol: DOP Alto Adige, DOP Trentino, DOP Trento, IGP Vigneti delle Dolomiti, ISP Vallagarina. Giovedì primo giugno saranno premiate le prime tre posizioni per ogni singola categoria delle otto previste, nell’ambito di un incontro in programma, alle 14, presso l’aula magna, che sarà trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube FEM.

Fonte: Servizio stampa FEM

Co.Di.Pr.A, in arrivo oltre 1,6 milioni di euro per la zootecnia trentina

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Il Ministero dell’Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste, tramite una comunicazione ufficiale, ha dato il nulla osta per l’erogazione delle compensazioni economiche spettanti per l’annualità 2021 alle aziende zootecniche bovine da latte trentine, aderenti al Fondo IST Latte; importante risultato raggiunto grazie all’attività svolta dal Consorzio e da tutto il Sistema Condifesa-Asnacodi Italia. Si tratta di oltre 1,6 milioni di euro che riceveranno le aziende colpite da un drastico calo di reddito, nel 2021, superiore al 20% della media dei tre anni precedenti.

Lavoro di squadra. “Per noi una conferma della bontà dello strumento di stabilizzazione del reddito – spiega Marica Sartori, direttore di Co.Di.Pr.A. Trento – che è stato attivato già nel 2019 primo anno in cui sono stati licenziati, a livello sperimentale, dalla Comunità Europea che contribuisce un sostegno fino al 70%. Ricordiamo, infatti, che il Consorzio è stato tra i primi a credere pienamente in questi strumenti dall’approccio assolutamente innovativo, attivando il percorso che ha portato al riconoscimento di Co.Di.Pr.A., quale soggetto gestore, nel marzo del 2021. Proprio per questo abbiamo sempre spinto in maniera importante sulla adesione in massa delle aziende zootecniche trentine, adesioni importanti che si sono concretizzate nella passata stagione anche grazie al convinto supporto della Provincia Autonoma di Trento, della Federazione Provinciale Allevatori, di Concast, Latte Trento, delle Organizzazioni Professionali e di tutto il sistema allevatoriale provinciale. “Grazie al lavoro di squadra delle organizzazioni agricole ed alla stretta partnership pubblico/privato, precisa l’assessore all’Agricoltura della Provincia Autonoma di Trento Giulia Zanotelli, si è riusciti a coinvolgere la quasi totalità delle imprese trentine in un percorso innovativo e complesso, che non era facile comprendere nella portata delle garanzie e da capire nei regolamenti. Ora nella sua operatività da conferma e prova concreta della validità”.

700 aziende zootecniche aderenti al fondo. “In questo particolare momento per il mondo zootecnico – sottolinea Giovanni Menapace, presidente di Co.Di.Pr.A. – riusciamo a sostenere gli allevatori che sin da subito hanno creduto nel Fondo, che ad oggi può contare su oltre 4 milioni di euro di dotazione patrimoniale ulteriore, al netto delle liquidazioni per il 2021. Un vero e proprio tesoretto nelle tasche degli aderenti al Fondo, quasi 700 aziende zootecniche”. Evidenzia Sartori: “Oltre all’importante strumento di stabilizzazione del reddito, sono a disposizione le polizze per tutelare la mandria durante l’alpeggio e l’innovativa e sperimentale polizza prato-pascolo che punta a sfruttare in modo deciso le tecnologie satellitari per stimare il danno da siccità, un problema che, considerato lo straordinario cambiamento climatico in atto, che colpisce anche i nostri territori, sta preoccupando gli allevatori, ma non solo”. Il mantenimento delle imprese zootecniche è fondamentale per la vitalità di alcuni territori e comunità periferiche, garantisce inoltre la cura del nostro paesaggio con la massima attenzione ambientale; questi strumenti previsti nei regolamenti comunitari consentono una protezione indispensabile alle imprese per una loro sostenibilità economica.

Fonte: Servizio stampa Co.Di.Pr.A.