• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Banca della Terra, messi a bando i primi 6 ettari nel Veronese, canone d’affitto pressoché simbolico

Prime assegnazioni in Veneto di terre incolte grazie alla legge regionale che ha istituito la Banca della terra: la Giunta regionale ha approvato, infatti, due bandi per l’assegnazione di sei ettari di pascolo incolto, nel Veronese.
Si tratta di lotti situati nei comuni di Dolcè e Selva di Progno, terreni in proprietà del demanio regionale, concessi in gestione all’Agenzia Veneta per l’innovazione nel settore primario “Veneto Agricoltura”.

I lotti. Quello nel comune di Dolcè è un prato-pascolo di 2,6 ettari, costituito da tre corpi fondiari collegati fra loro da carrareccia e situati all’interno di un comprensorio boschivo ceduo, soggetto a pianificazione forestale la cui gestione rimane esclusa dal  bando. Il secondo lotto, in comune di Selva di Progno, ha una superficie di 3,5 ettari utilizzabile a prato e/o pascolo ed è costituito da tre corpi fondiari comprensivi di un piccolo fabbricato utilizzabile come deposito attrezzi. Gli interessati hanno 60 giorni di tempo, dalla pubblicazione nel BUR, per presentare ad Avepa, l’agenzia per i pagamenti in agricoltura, domanda di assegnazione. Il canone di affitto è pressochè simbolico, poco più di 230 euro l’anno. Ulteriori informazioni saranno disponibili nel portale della Regione del Veneto e nel portale dell’Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura.

Norme su recupero terreni incolti da potenziare. “La Banca della terra –  ricorda l’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan – è stata costituita con legge regionale 26 del 2014 con la finalità di mitigare i fenomeni di abbandono e mancata coltivazione di terreni, in particolare nelle aree marginali del territorio veneto. La legge affida ai Comuni il compito di individuare e censire i terreni da inserire nella Banca della terra, per poi affidarle a giovani imprenditori agricoli o ad imprese già avviate che abbiano bisogno di consolidare il reddito. Ma, in questa prima fase di applicazione della legge,  abbiamo riscontrato che le amministrazioni comunali  sono in difficoltà nel censire la proprietà delle superfici agricole e individuare i lotti da inserire  nella Banca della terra veneta. Credo sia opportuno valutare la percorribilità di ulteriori modelli di governo dei terreni abbandonati per il loro recupero ed utilizzazione razionale, quali ad esempio le forme di gestione associativa: proprietari di terreni pubblici o privati potrebbero costituire un’associazione fondiaria al fine di raggruppare terreni agricoli e boschi e di assumere la gestione di terreni incolti o abbandonati, secondo uno schema volontario e consociato che ne consenta un uso economicamente sostenibile e produttivo”.

Fonte: Servizio stampa Regione del Veneto

Da oggi sino a febbraio 2019 a Creazzo (VI) è tempo di broccolo Fiolaro

Chef e ristoratori partecipanti alla rassegna 2018/19

Il broccolo Fiolaro di Creazzo (VI) torna sulla tavola dei buongustai grazie al lavoro di ricerca e valorizzazione messo in campo dai ristoratori del paese, che propongono una nuova edizione de “A Tavola con il broccolo Fiolaro di Creazzo”. L’inizio è previsto oggi, sabato 1 dicembre per concludersi a febbraio 2019.

Saranno otto i locali – a cui si aggiunge una gastronomia – che delizieranno il palato degli estimatori del broccolo Fiolaro di Creazzo, protagonista di speciali piatti, pizze e menu a tema creati dagli chef del paese. “Negli anni questo ortaggio ha saputo conquistarsi una fama ben oltre i confini provinciali perché si tratta di un prodotto molto versatile, che ha grandissime possibilità di utilizzo, sia come ingrediente principale dei piatti, sia come ottimo comprimario” conferma Emanuele Canetti, presidente dell’Associazione Provinciale Ristoratori Confcommercio e ristoratore di Creazzo. Per diffonderne la qualità si sono messi in rete produttori e ristoratori, supportati dalla Confraternita del broccolo Fiolaro di Creazzo De.Co, dal Comune e dalla Pro Loco. Il risultato è una rassegna gastronomica che prevede sei serate in altrettanti locali del paese e menu a tema sempre presenti nei locali aderenti.

Gli chef partecipanti alla rassegna 2018/19 insieme alla presidente della Confraternita del broccolo Fiolaro

Broccolo Fiolaro nell’impasto della pizza e protagonista di piatti innovativi. “Molti dei piatti in menu sono nel segno della tradizione, ma ogni anno la rassegna è anche un po’ una sfida tra i partecipanti su nuovi abbinamenti o nuove proposte. E anche questa volta gli estimatori di questo straordinario prodotto non rimarranno delusi”, ha aggiunto Canetti. Tra i piatti proposti, solo per citarne alcuni, la “terrina di branzino con broccolo Fiolaro in crosta di pane e cozze, purea di broccolo con cozze gratinate”, la “faggianella in salsa di broccolo Fiolaro”, il “budino di polenta con broccolo Fiolaro, mostarda vicentina su crema di formaggio verde e scaglie di tartufo nero”, le “caramelle ripiene di broccolo Fiolaro, formaggio e porro”. Vasta anche la scelta di pizze, dove il broccolo Fiolaro di Creazzo finisce anche nell’impasto con la pizza “impasto broccolo: mozzarella e bacon”, oppure si sposa con una grande varietà di ingredienti, come la “pizza con broccolo, zucca spadellata, speck a julienne, ricotta affumicata e riduzione di uva fragola”, oppure la pizza “B&B al broccolo e burrata”. Originale anche la proposta di un “hamburger con lombo di maiale, tortino di broccolo Fiolaro, salsa Bbq al broccolo Fiolaro, quenelle al lardo affumicato e cialda di mais al radicchio trevigiano”.

Gli appuntamenti della rassegna. Si inizia l’1 dicembre alla trattoria Tre Scalini, per proseguire il 5 dicembre alla pizzeria La Cascina, il 13 dicembre alla trattoria Al Cavallino, il 21 dicembre alla pizzeria Minigolf Biergarten. La rassegna continua anche nel nuovo anno con gli appuntamenti del 25 gennaio 2019 alla trattoria Bellavista, l’1 febbraio alla trattoria Cortese. Al di là delle singole serate, proposte a base di broccolo Fiolaro di Creazzo saranno sempre disponibili nei locali aderenti per tutto il periodo della rassegna, tra i quali vanno citati anche il ristorante Villa degli Olmi e la trattoria De Gobbi. Un’ampia varietà di pietanze al broccolo Fiolaro di Creazzo potranno poi essere acquistate (fino al 10 febbraio 2019) alla gastronomia Cucina Tomasi.

Fonte: Servizio stampa Confcommercio Vicenza

 

 

2 Dicembre 2018, si tiene ad Abano Terme (PD) la finale di Panetthòn, la sfida solidale che premia i migliori panettoni classici del Veneto

Domenica 2 Dicembre ad Abano Terme (PD), nelle sale del ristorante Officine Meccaniche, a partire dalle 15.45, si svolgerà la finale di Panetthòn, la sfida solidale che premia i migliori panettoni classici del Veneto.

Il concorso, che mette in gara solo panettoni “classici” con uvetta e canditi lavorati senza l’utilizzo di emulsionanti, quindi senza mono e di gliceridi degli acidi grassi (classificati come E471), prodotti con materie prima di alta qualità, è nato 9 anni fa da un’idea di Daniele Gaudioso, giornalista gourmet e collaboratore della guida ristoranti del Gambero Rosso. Negli anni, il concorso è cresciuto, si è strutturato e dal 2017 coinvolge le diverse province in una sfida che si è allargata all’intera regione. Questa sera, le semifinali vedono in gara: Perché’ (Tv) – Pasticceria Max Treviso, Pizzeria Grigoris Chirignago, Osteria Zero Zero Branco, Pasticceria Milady Marghera, Panificio Bosco Treviso, Pasticceria Fondente Roncade, Pasticceria Fabris Fontanelle, Pizzeria Arrigoni & Basso Zero Branco, Pasticceria Zizzola Noale, Pasticceria Nelly’s Chioggia, Pasticceria Pinel Jesolo, Kosidolce Noale, Pasticceria Opera Castelfranco Veneto, Pasticceria La Petite Roncade.

Il Panetthòn 2018 scelto tra 12 finalisti. A selezionarlo sarà la giuria di esperti che voterà insieme al pubblico. In giuria insieme agli organizzatori Daniele Gaudioso, Paolo Brinis, Renato Malaman, socio Argav, e Federico Menetto, altri giornalisti ed esperti enogastronomi fra i quali Giambattista Marchetto, Marco Colognese, Matteo Tornielli, Giuliano Ramazzina, Claudio De Min, Anna Maria Pellegrino, Antonio Di Lorenzo, Pietro Vecchi.

Panetthòn è un evento solidale e sostiene la Onlus Padovana Amici di Adamitullo e l’Associazione di volontariato Co-Meta. Parte del ricavato delle semifinali sarà devoluto all’Associazione Co-Meta per la realizzazione di un centro per bambini malnutriti a Korsimoro, in Burkina Faso, mentre l’importo totale raccolto nel corso della serata finale andrà a sostegno del progetto di Amici di Adamitullo per garantire la formazione scolastica all’interno della Missione Salesiana dei bambini etiopi di Adamitullo, piccolo paese a tre ore da Addis Abeba.

Fonte: Servizio stampa Panetthòn

Dal 30 novembre 2018, parte a Padova il corso per diventare sommelier della birra

Accanto a chi la birra la produce, è sempre più strategica la presenza di una figura in grado di valorizzare il prodotto, un po’ come già accade da tempo per i sommelier del vino. Da qui l’intuizione dell’Accademia delle Professioni Dieffe di Noventa Padovana (PD) di progettare un percorso specifico per diventare Beer Sommelier.

Le lezioni inizieranno venerdì 30 novembre. Il corso, giunto alla quartà edizione, è l’unico in Italia a rilasciare un certificato di qualifica professionale riconosciuto in tutta l’Ue. E’ composto da 600 ore di formazione, delle quali 256 dedicate allo stage obbligatorio, incentrate sullo studio di: Birrografia e Storia della birra; Materie prime: analisi, scelta e degustazione; Tipologie di birra e metodi di produzione; Tecniche di degustazione e abbinamento; Tecniche di spillatura; Servizio della birra; Analisi della birra; Difetti della birra; Aspetti nutrizionali della birra; Alterazioni microbiologiche; Pulizia e manutenzione di un impianto di spillatura; Procedure HACCP e igiene del lavoro; Marketing e comunicazione; Competenze imprenditoriali; Trend del mercato brassicolo.

Formula weekend. La frequenza delle lezioni, prevista il venerdì (dalle 18.30 alle 22.30) e il sabato (dalle 8.30 alle 17.30), permetterà anche a chi lavora di seguire interamente il corso potendo accedere agli esami finali che, una volta superati, rilasceranno sia la qualifica professionale di Beer Sommelier che l’abilitazione SAB – ex REC. Le lezioni si svolgeranno nella sede Dieffe di Noventa Padovana (PD), dove l’Accademia delle Professioni ha fondato il polo “Accademia Birrai Artigiani”, in cui, da quattro anni a questa parte, gli aspiranti professionisti del settore brassicolo possono essere formati disponendo di attrezzature quali un birrificio didattico, un laboratorio di analisi chimica e microbiologica e una sala di spillatura.

Fonte: Servizio stampa Accademia delle Professioni Dieffe

Tutto il sapore delle Dolomiti Bellunesi nella 29 edizione della rassegna enogastronomica “D’inverno a tavola Dolomiti”, che si terrà da fine novembre 2018 a marzo 2019

E’ stata presentata alla stampa martedì 6 novembre scorso la 29^ edizione della rassegna enogastronomica “D’Inverno a Tavola Dolomiti-Tutto il sapore delle Dolomiti bellunesi”, promossa da Confcommercio Belluno con la partecipazione della Strada dei Formaggi e dei Sapori della Provincia di Belluno e, quest’anno, realizzata in collaborazione con Coldiretti Campagna
Amica.

Tra i ristoranti in rassegna, alcuni ubicati nelle zone vessate dal maltempo. Assenti giustificati alla cena di presentazione, i tre titolari dei locali situati nelle zone della provincia maggiormente colpite dal disastro ambientale dei giorni scorsi (La Baita di Livinallongo, Pino Solitario di Vigo e Cianzia di Borca di Cadore). Che però hanno manifestato la ferma volontà di dar corso alla rassegna, perché “il nostro istinto di montagna ci dice che, oggi più di ieri, siamo chiamati a fare il nostro mestiere, giorno dopo giorno, passo dopo passo al servizio del nostro territorio, aprendoci a quell’ospitalità che sarà energia e fonte di nuova luce per la bellezza bellunese”, come si legge sulla pagina Facebook di D’Inverno a Tavola. Dello stesso avviso Giampietro Comolli, giornalista che ha condotto la serata: ”Una solidarietà concreta sarà quella manifestata da tutti coloro che verranno a visitare questo territorio, acquistandone i prodotti, soggiornando negli alberghi e frequentandone i ristoranti”.

Come è nata la rassegna. Tutto ebbe inizio nel 1989, quando alcuni amici ristoratori, stimolati da Tino Parrasia, gastronomo, viticoltore, amante e cultore del Bellunese, si unirono nella rassegna culinaria “D’Inverno a Tavola” per difendere ed esaltare il valore e la qualità di quanto produce questa terra di montagna. Dopo ben 29 inverni a tavola, alcuni ristoranti sono cambiati ma i valori e lo spirito del gruppo restano immutati. Con un’unica linea direttrice: mettere in luce la qualità delle diverse produzioni della montagna bellunese, le molte e vivaci realtà produttive esistenti e le abilità dei ristoratori bellunesi.

Nell’edizione 2018/19 di “D’Inverno a Tavola Dolomiti”, il sodalizio sarà tra otto ristoranti, distribuiti nelle diverse vallate, per meglio rappresentare la varietà, le peculiarità e le diversità di ambienti, tradizioni, cucina e prodotti esistenti in Provincia. La rassegna si svilupperà in un percorso di otto serate, una per ristorante, nel periodo tra fine novembre 2018 e metà marzo 2019. In ogni piatto dei diversi menù proposti vi sarà almeno un prodotto locale. Nel corso delle cene, un’impresa agricola locale avrà occasione di presentarsi al pubblico, descrivendo le caratteristiche del proprio prodotto. In più, in ogni serata sarà raccontato, con aneddoti e consigli, uno specifico tema narrativo, per accompagnare gli ospiti in un’esperienza di gusto consapevole. Infatti, oltre agli abbinamenti di sapore, si parlerà di tipologia di carni e allevamenti, di liquori e distillati tipici nella tradizione di montagna, di varietà di birre artigianali, di vino prodotto in realtà ambientali difficili, di acqua da bere, di zafferano e anche di pesce.

Le date della rassegna. 28 novembre 2018 Pino Solitario (Vigo di Cadore), 7 dicembre 2018 Trattoria L’Oasi (Limana), 25 gennaio 2019 La Gioi (Lasen di Feltre), 22 febbraio 2019 Baita à l’Arte (S. Gregorio nelle Alpi), 1 marzo 2019 Taverna (Belluno), 8 marzo 2019 Cianzia (Borca di Cadore), 15 marzo 2019 La Ziria (S. Stefano di Cadore). La cena prevista inizialmente  il 17 novembre 2018 La Baita (Livinallongo) è stata rinviata a data da destinarsi. Ulteriori info su www.dinvernoatavoladolomiti.it.

Il merito dell’iniziativa, ad avviso degli organizzatori, è realizzare una buona pratica di filiera corta. Da un lato, si attiva il legame diretto tra imprese agricole e ristorazione; dall’altro, si migliora il rapporto di fiducia tra produttori, ristoratori e consumatori finali, grazie all’attività di informazione fatta sulle qualità dei prodotti e sulle relative caratteristiche. In tal senso, si può alimentare un contesto virtuoso di economia circolare, dove la ricchezza prodotta può essere mantenuta all’interno del territorio, sostenendolo e alimentandone lo sviluppo.

Fonte: Servizio stampa D’inverno a tavola Dolomiti

La stagione del radicchio veneto entra nel vivo con appuntamenti gastronomici in Veneto e, legati all’export, a Helsinki

Giuseppe Boscolo Paolo, presidente Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia

Il Radicchio di Chioggia Igp punta sui ricchi mercati del Nord Europa. Questa settimana, infatti, in occasione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, il Consorzio di Tutela porta in Finlandia il “Principe Rosso” per presentarlo in due eventi enogastronomici nella capitale. La società finlandese è estremamente interessata all’Italia, alla nostra cultura, ai nostri prodotti, soprattutto a quelli tipici regionali. Ed inoltre, la popolazione finlandese, di oltre cinque milioni di abitanti (poco più del nostro Veneto), gode di un potere di acquisto superiore alla media dei Paesi europei ed ha una forte  sensibilità nei confronti dell’arte del “vivere bene” in tutti i suoi aspetti (in particolare alimentare e vini), con relativa alta propensione al consumo.

Eventi all’insegna delle prelibatezze venete. «L’anno scorso siamo stati invitati dall’Ambasciata – spiega il presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp, Giuseppe Boscolo Palo – e, visto il buon esito della missione, ora ci siamo proposti noi, presentando uno specifico progetto di promozione al Ministero dell’Agricoltura, che ci ha assegnato un contributo per questa missione a Helsinki. Il nostro Consorzio sarà protagonista nella serata di gala di giovedì 22 novembre nella residenza dell’Ambasciata italiana a Helsinki, alla quale sono invitati un centinaio di ospiti, tra autorità locali, giornalisti e blogger, operatori commerciali ed esponenti della società civile organizzata. Sarà una serata all’insegna del Veneto, infatti ci affiancano in questa missione i Consorzi del Prosecco Doc, del Formaggio Asiago Dop, del riso del Delta del Po Igp e l’Ortomercato di Chioggia. Il buffet sarà curato dallo chef Adriano Bersani, docente del CFP alberghiero di Chioggia, che proporrà un menù con protagonista il Radicchio di Chioggia Igp, declinato in diverse elaborazioni gastronomiche. Venerdì 23 novembre nel ristorante Vaelsa che si affaccia sulla piazza del porto-fiordo di Helsinki, gestori e cuoco, originari dell’Italia, prepareranno una degustazione “after work” aperta al pubblico dalle 16:00 alle 18:00, orario di punta per i finlandesi essendo inizio del weekend”.

Altri appuntamenti gastronomici legati al radicchio, che si svolgono questa volta in Veneto,  ono quelli inerenti alla rassegna “A tavola nei ristoranti del radicchio”, in corso fino a febbraio 2019, a cui hanno aderito ristoranti trevigiani, uno nel Bellunese e uno nel Veneziano. A questo link potete consultare gli eventi in calendario.

Fonte: Servizio stampa Consorzio tutela Radicchio di Chioggia Igp/Consorzio ristoranti del radicchio

Gestione fondi europei per lo sviluppo rurale, Veneto primo in Italia

“Il Veneto è la prima regione in Italia nella gestione dei fondi europei per lo sviluppo rurale. Dei 1169 milioni a disposizione, ha già impegnato quasi un miliardo, superando nei tempi e nella spesa gli obiettivi fissati dalla Ue per fine anno”. A fare il punto sull’attuazione in Veneto del Programma di sviluppo rurale 2014-2020, a due dalla scadenza del ciclo programmatorio, è l’assessore all’agricoltura della Regione Veneto, Giuseppe Pan, incontrando gli operatori dell’informazione nell’Hybrid Tower, a Mestre (Ve).

Al 30 settembre 2018 lo stato di avanzamento della spesa del Psr veneto era del 38,5 per cento, rispetto ad una media nazionale del 20 per cento. “Con 27 domande di aiuto soddisfatte, tempi medi di pagamento di 45 giorni, 67 bandi già attivati – ha sottolineato Pan – il Programma di sviluppo rurale del Veneto per il 2014-2020 si sta dimostrando un grande investimento per la sostenibilità dell’agricoltura, il rinnovamento delle aziende del territorio, il ritorno dei giovani al primario, e lo sviluppo locale, comprese quelle montane”.

Tra gli indici che fanno del Veneto il ‘vagone di testa’ nel raggiungimento degli obiettivi di spesa dei fondi comunitari, l’assessore ha citato in particolare quelli relativi a giovani e aziende: i giovani agricoltori che si sono insediati in Veneto grazie ai fondi del Psr sono attualmente 1101 (rispetto ai 1100 previsti negli obiettivi iniziali); le imprese che hanno conquistato nuove certificazioni di qualità migliorando quindi i propri prodotti e la propria capacità di produzione sono 147 (36 in più di quanto preventivato); i progetti di ammodernamento hanno coinvolto 1434 aziende (il 72 per cento in più di quanto previsto nel 2014); gli ettari di superficie agricola impegnati in colture biologiche o in interventi agroclimatici di rispetto ambientale, grazie al Psr, sono 87.291, pari al 39 per cento in più di quanto programmato.

Finanziamenti. “Per lo sviluppo e la competitività dell’agricoltura veneta lo strumento del Psr, finanziato al 43 per cento dall’Unione Europea, al 40 per cento dallo Stato e al 17 per cento dalla Regione Veneto, rappresenta – sottolinea Pan – una leva finanziaria e di innovazione produttiva di grande importanza, soprattutto perché gestita con efficacia e tempismo, in sinergia con i tutti i soggetti protagonisti del mondo agricolo. Guardo perciò con grande attenzione e preoccupazione alle prospettive di taglio del budget comunitario per la Pac – conclude l’assessore veneto – e ai nuovi orientamenti della politica europea. Ho chiesto al ministro per le politiche agricole Marco Centinaio di vigilare sui nuovi orientamenti della Pac 2021-2027 e di difendere gli interessi e le esigenze dell’agricoltura italiana, a fronte del grande impegno di rinnovamento e trasformazione in atto nelle nostre aziende”.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Nel Piano Strategico del Turismo Veneto sempre più spazio alle Strade del vino e dei prodotti tipici veneti. A Bit 2019, sarà presentato il nuovo portale turistico regionale, sistema di aggregazione delle offerte turistiche della regione.

I rappresentanti del Coordinamento con l’Assessore Federco Caner

Opportunità e strategie per l’immediato futuro del turismo veneto, per dare sempre maggior risalto alle proposte delle Strade del vino e dei prodotti tipici. Se ne è discusso lo scorso 13 novembre a Fai – Villa Vescovi a Torreglia (PD), dove si è svolto il primo convegno del Coordinamento delle Strade del vino e dei prodotti tipici del Veneto. In sala un folto pubblico, molti professionisti del settore e funzionari della Regione.

Paolo Menapace, presidente Coordinamento Strade del vino e dei prodotti tipici del Veneto

Il brand The Land of Venice collegato anche ai prodotti enogastronomici di qualità. Al tavolo dei relatori era presente l’assessore regionale al Turismo, Federico Caner, che ha riconosciuto il ruolo del coordinamento come interlocutore fondamentale per il turismo enogastronomico del Veneto: un ruolo che le Strade del vino e dei prodotti tipici devono assumere pienamente, collaborando con istituzioni, privati ed enti, e cogliendo le opportunità che la Regione propone. Quest’azione è legata al Piano Strategico del Turismo Veneto che è preceduto, solo in termini temporali, dal nuovo logo turistico “The Land of Venice” al cui interno potrebbero identificarsi anche i prodotti enogastronomici di qualità, e al quale è collegato il primo progetto del Coordinamento consegnato martedì dal presidente Paolo Menapace all’assessore.

A Bit 2019 presentato il nuovo portale turistico regionale. Tra le iniziative del Piano strategico è fondamentale il Destination Management System del Veneto, che viene offerto a tutte le destinazioni turistiche regionali. Ne ha parlato Stefan Marchioro, della direzione turismo della Regione: non è solo un portale turistico quello che verrà presentato alla Bit di Milano fra qualche mese, ma un vero e proprio sistema di aggregazione delle offerte turistiche delle numerose destinazioni del Veneto. Questa è quindi un’occasione importante per le Strade del vino e dei sapori, che hanno il ruolo di arricchire l’offerta turistica oltre le sovraffollate città d’arte con le molteplici esperienze offerte dai propri associati a dai territori che presidiano.

Mission che deve coniugare l’organizzazione delle destinazioni con la relativa promocommercializzazione. Tale compito potrà essere agevolato dalla nuova normativa sull’Enoturismo per la quale il Coordinamento nazionale, rappresentato al convegno dal vice presidente Francesco Antoniolli, sta lavorando perché venga dato seguito attuativo al suo inserimento nella Legge di bilancio nel 2017.

In Alto Adige affermato il progetto WinePass Plus. Il convegno ha ospitato inoltre Manferd Vescoli, presidente della Strada del vino Sud Tirolo, che ha portato l’esperienza di rinnovamento e di progettualità dell’associazione altoatesina: una best practice focalizzata, fra le tante attività, sul progetto WinePass Plus, che nel territorio della Strada del vino organizza l’offerta degli operatori, dagli hotel alle aziende agricole passando per i trasporti e i musei, fornendo numerosi vantaggi all’ospite. Dal suo intervento sono stati colti spunti di lavoro per nuovi progetti per le destinazioni enoturistiche venete, che hanno tutte le carte in regola per diventare forte attrazione di un nuovo turismo di qualità.

Fonte: Coordinamento Strade del vino e prodotti tipici del Veneto

Danni maltempo nel Bellunese, il mondo dell’artigianato in campo con azioni per agevolare l’accesso al credito delle imprese colpite

da sx Citron e Caldart, rispettivamente presidente e vicepresidente di Consorzio Veneto Garanzie

Dopo la gestione dell’emergenza e la conta dei danni, il mondo dell’artigianato si mette in moto a sostegno delle imprese colpite del maltempo. In questi giorni, infatti, non solo ci si è rivolti al mondo politico per interventi urgenti dettati dall’eccezionalità della situazione, in particolare per le zone boschive, ma sul tavolo sono arrivati anche gli aiuti concreti del Consorzio Veneto Garanzie, espressione di Confartigianato e da sempre punto di riferimento per il credito nella Provincia di Belluno.

Speciali garanzie in banche convenzionate. “Scendiamo in campo – afferma Mario Citron, presidente del Consorzio Veneto Garanzie- in modo concreto sostenendo le piccole e medie imprese Bellunesi mettendo a disposizione un plafond particolare di garanzie per tutte le necessità connesse ai danni subiti e agli investimenti necessari per superare la situazione di difficoltà. Immediatamente dopo aver appreso della grave calamità che si è abbattuta sulle popolazioni del Bellunese -prosegue-, il Consorzio ha tessuto una fitta rete di incontri ed accordi con i principali istituti bancari. E da oggi, a favore delle banche convenzionate (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Cassa Risparmio di Bolzano, Popolare dell’Alto Adige, Cassa Rurale di Cortina, Cassa Rurale delle Dolomiti, Banco BPM, Banca Monte dei Paschi di Siena, Friuladria e BNL), siamo in grado di rilasciare garanzie al 60% sugli affidamenti a breve termine ed all’80% su quelli a medio/lungo, con un costo ridotto e senza spese di istruttoria. Le garanzie agevolate, per le quali sarà sufficiente un’autocertificazione che attesti i danni subiti, usufruiranno di una corsia preferenziale al fine di garantirne la celerità”.

Investimenti. “In considerazione dell’enorme lavoro che comporterà la rimozione, il trasporto e lo stoccaggio dei milioni di alberi abbattuti e dei ristretti tempi di realizzazione – aggiunge il vicepresidente Renato Caldart -, il Consorzio Veneto Garanzie si è già attivato con Confartigianato Imprese Belluno e gli istituti di credito interessati, per favorire un pronto sostegno finanziario, studiando congiuntamente con le categorie interessate gli interventi prioritari da mettere in campo. Faremo il possibile per sostenere i nostri colleghi a ripartire al più presto con le loro l’attività e tornare subito a guardare con serenità al proprio futuro”.

Fonte: servizio stampa Confartigianato Imprese Veneto

Giornata del Ringraziamento, bilancio dell’annata agraria 2018: positivo per il vino, olio in ripresa, frutticoltura in calo. I cambiamenti climatici segnano l’intero settore.

Il bilancio dell’annata agraria tracciato da Coldiretti Veneto, in occasione della tradizionale ricorrenza di San Martino, che segna la conclusione delle attività agricole e il momento di celebrazione della Giornata del Ringraziamento in tutta Italia, vede il comparto cerealicolo dalle grandi colture, come soia e mais, presentare le difficoltà tipiche del settore, che vanno ascritte più che all’andamento meteo, ai prezzi bassi e calanti nel tempo.

Zucchero e riso. La barbabietola paga lo scotto di una politica europea tranciante e, pur rilevando la presenza di uno dei due zuccherifici ancora in funzione, il settore è in crisi, sia per il prezzo ai minimi dello zucchero che per la pressione esercitata dalle importazioni dall’estero, le stesse che segnano la produzione di riso, nella nostra regione anche blasonato.

Cimici asiatiche, vera pestilenza. Il clima ha condizionato il proliferare di insetti alieni: le cimici asiatiche hanno procurato danni per 90 milioni di euro alla frutticoltura. Se originariamente le province più colpite erano Padova e Rovigo, non sono state risparmiate Treviso, Venezia e neppure Verona dove più si concentra la produzione di frutta. Le rilevazioni sul territorio segnano perdite nella media del 40% per la soia, del 30% per l’orticoltura. Le punte massime riguardano il pero con percentuali fino all’80%; melo, pesche e nettarine contano perdite di raccolto attestate intorno al 40% e al 35% per il kiwi.

In controtendenza l’olio. La superficie regionale coltivata ad olivo, secondo i dati di Veneto Agricoltura, è leggermente cresciuta (4.980 ettari, +0,4%), in virtù dell’entrata in produzione degli impianti messi a coltura negli anni precedenti. Verona si mantiene stabile con 3.530 ettari così come Vicenza (560 ettari), mentre Treviso (465 ettari) e Padova (415 ettari), mentre Treviso (465ha, +3,3%) e Padova (415 ha, +1,2%), fanno segnare dei leggeri incrementi.

Export in crescita grazie all’agroalimentare (vino). Come confermano gli ultimi dati Istat relativi al secondo semestre 2018, il Nord-Est è l’area dove le esportazioni crescono di più (+3,8%), con il Veneto che gioca un ruolo chiave soprattutto all’interno dell’Unione Europea. Protagonista assoluto è il settore agroalimentare che conferma la regione prima in Italia in termini di fatturato, con una quota di 6,6 miliardi di euro nel 2017 e una crescita del 37% negli ultimi cinque anni. Il vino è la voce che più esalta questi numeri: l’80% della produzione è a denominazione. Il sorpasso della Puglia, che secondo le previsioni di Assoenologi dovrebbe avvenire in termini di produzione di vino nel 2018 (11,9 milioni di ettolitri contro i 10,3),  non preoccupa i viticoltori veneti, che hanno definito quella appena conclusa la vendemmia del riscatto con un’ipotesi di un +22% rispetto alla scorsa annata. Un primo consuntivo delle uve precoci conferma il balzo in avanti. Chardonnay e Pinot e poi il Glera di pianura e collina e a seguire i rossi Merlot e Cabernet. Raboso Piave e il Veronese hanno chiuso le operazioni di raccolta ad ottobre. Da considerare anche i vitigni autoctoni come la Garganega e la Durella performanti e sempre più coltivati dai giovani imprenditori. Le recenti avversità climatiche che hanno interessato la Valpolicella, a primo avviso preoccupanti per i rossi di Verona, non hanno poi inciso sulla produzione.

La carne bovina ha mantenuto, tutto sommato, il buon livello dei prezzi dell’anno scorso, consentendo agli allevatori di traguardare il futuro in modo meno incerto; anche per questo comparto serve una maggiore diversificazione dell’offerta e una accentuazione della sostenibilità della produzione. Il comparto avicolo è per fortuna uscito dalla crisi produttiva causata dall’influenza aviaria, attraverso una consapevole gestione del problema e adeguate misure di accompagnamento sostenute dal PSR che hanno consentito un ulteriore passo in avanti dal punto di vista del benessere degli animali, con passaggio a forme meno intensive e in diversi casi al metodo biologico.

Giovani in agricoltura. Strumento importante per la leva competitiva per gli under 40 è il Programma di Sviluppo Rurale che, dal 2015 al 2017, ha finanziato circa 1000 primi insediati e altrettante imprese che intendono migliorare le strutture investendo sul benessere animale, sulla riduzione dell’impatto ambientale, ma anche sulla riscoperta di antiche vocazioni come la pastorizia e la bachicoltura.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto