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Canapa, serve qualità per essere competitivi sul mercato, se ne parla nel Padovano il 30 gennaio prossimo nel convegno Anga Confagricoltura Veneto

Claudio Previatello

Il mercato della canapa si sta rapidamente evolvendo e richiede più competenze e qualità per essere competitivi. Dopo il boom del 2017, che ha visto un exploit di coltivazioni in tutta Italia, oggi il mercato è fortemente condizionato dalle importazioni di prodotto straniero e il prezzo del prodotto è fortemente in ribasso. Di questo si parlerà in un convegno promosso dai giovani di Anga-Confagricoltura Veneto nella sede di Confagricoltura Padova, ad Albignasego (Pd) mercoledì 30 gennaio alle 17.

C’è bisogno di canapa di qualità. Claudio Previatello, giovane coltivatore polesano e referente nazionale di Confagricoltura per la canapa, esaminerà criticità e prospettive della coltura, spiegando quali sono le filiere potenziali e presenti e le possibili redditività per gli agricoltori in riferimento alle norme di legge che disciplinano la coltivazione. In Veneto si stima che gli ettari coltivati a canapa siano 400, con capolista il Padovano che conta oltre un centinaio di ettari. Sono soprattutto i giovani tra i 25e i 35 anni a lanciarsi nel nuovo settore, che però non è quell’infinito filone aureo che tanti immaginavano. “Il boom vertiginoso in cui il mercato assorbiva di tutto, scarti compresi, è finito – spiega Previatello -. Oggi il mercato è oberato dalle importazioni di Paesi come Svizzera e Spagna, che offrono un prodotto di qualità maggiore, pulito e senza semi, e inoltre dispongono di strutture idonee per la lavorazione e l’essiccazione che noi non abbiamo. Tanti agricoltori italiani si sono trovati ettari di prodotto inutilizzabile, o pagato a 200 euro al chilo quando i costi di produzione, essendo tanto il bisogno di manodopera, arrivano anche a 250 euro al chilo. Quello che noi vogliamo spiegare ai nostri coltivatori è che devono fare canapa di qualità, su estensioni limitate, se non vogliono rimanere scottati. Devono capire come coltivarla, qual è la varietà ideale per la propria azienda, dove collocarla, a chi farla lavorare. Il mercato ha un grande futuro, ma bisogna mettersi in testa che la canapa rimarrà un settore di nicchia e che quindi deve rimanere una forma di integrazione al reddito, non l’unica su cui puntare”.

Far chiarezza sul quadro normativo. Giulio Manzotti, presidente di giovani di Confagricoltura Veneto, spiega che il convegno sarà aperto agli agricoltori di tutte le età: “Fino ad oggi si è fatto un gran parlare di canapa, ma ci sono state date poche informazioni tecniche che ci aiutassero a capire se e quanto l’investimento potesse essere redditizio. Questo convegno vuole fare chiarezza anche sul quadro normativo, con dati certi e informazioni sulla filiera e sul quadro normativo in Italia”.

L’esperienza. Previatello, titolare dell’azienda agricola Al Capiteo di Grignano Polesine, ha vinto lo scorso anno il premio Smau per l’innovazione grazie a un sistema di microirrigazione per le fragole. Da oltre un anno ha iniziato a produrre canapa per inflorescenza grazie alla collaborazione con il Crea di Rovigo e il supporto del ricercatore Giampaolo Grassi, con 600 piante coltivate in serra. “Raccogliamo il fiore, poi lo facciamo lavorare da una ditta esterna che ce lo riconsegna pulito, quindi lo vendiamo al grossista – spiega -. Dal 2019, però, lanceremo una nostra linea di tisane, creme e di nutraceutica, che può essere più remunerativa. Per riuscire a fare ottima qualità, non si possono fare estensioni grandissime e bisogna limitare la manodopera, che richiede 8 persone a ettaro. Auspichiamo che il governo ci aiuti, dandoci la possibilità di coltivare le stesse varietà che si coltivano negli altri Paesi. Oggi ci sono troppe restrizioni che rischiano di mettere le briglie a un settore che ha grandi potenzialità”.

A Creazzo (VI), patria del broccolo fiolaro, l’alta formazione culinaria è garantita dall’Università del Gusto Vicenza, punto di riferimento nazionale ed europeo, oltre che locale

Creazzo (VI), pizzeria Bellavista, pizza al broccolo fiolaro

(di Alessandro Bedin, foto di Renzo Michieletto, consiglieri Argav) In occasione della settimana della festa del broccolo fiolaro, in corso fino a domenica 20 a Creazzo (VI), il Direttivo Argav è ritornato per il secondo anno nella cittadina per svolgere il suo incontro mensile di coordinamento ma anche per cenare alla pizzeria Bellavista, gestita da Graziano Cortese, nella quale è possibile deliziarsi con pizze a base della rinomata verdura invernale.

Creazzo, Università del Gusto Vicenza, il direttivo Argav insieme a Sara Patrizi e Diego Trevisan che spiegano l’attività del centro di alta formazione

Un centro di alta formazione. E’ stata così colta l’occasione per visitare l’Università del Gusto di Vicenza che ha sede nel Centro di Formazione Esac, struttura di Confcommercio Vicenza per l’aggiornamento e la formazione professionale riconosciuta dalla Regione Veneto, con sede in via Piazzon, 40 a Creazzo, dove, al termine della visita il Direttivo è stato ospitato per la sua riunione periodica. Si è così potuto toccare con mano come l’Università del Gusto offra formazione specializzata manageriale e per il settore del comparto food rivolto ai professionisti del settore ma anche ai diplomati delle scuole alberghiere, che intendono conseguire una specializzazione, e agli appassionati di buona cucina, che vogliono approfondire le loro conoscenze e abilità. Il progetto è nato dalla volontà di Confcommercio Vicenza – tramite Esac S.p.a. – di contribuire, con percorsi formativi altamente specializzati, alla crescita professionale del settore della ristorazione – quindi di ristoranti, pizzerie, pasticcerie, panetterie, enoteche, gastronomie, bar – vale a dire di quell’insieme di aziende e di operatori che è il primo depositario del grande patrimonio enogastronomico italiano.

Riferimento italiano ed europeo. La visita è stata accompagnata da Sara Patrizi e Diego Trevisan, che hanno evidenziato le peculiarità dei corsi proposti: dalla cucina per professione (come il master della cucina italiana), al bar&wine, dalla panetteria e pizzeria alla pasticceria, fino al servizio in sala e anche a corsi tematici e specifici su singoli ingredienti, pietanze, cocktails e corsi pratici sulle tecniche di lavorazione, cottura e conservazione. La qualità dei corsi è garantita dalla presenza di docenti di alta professionalità, anche chef stellati. In ogni corso i partecipanti hanno l’opportunità di apprendere lavorando in postazioni singole ed a fianco del docente. Una interessante e bella realtà locale ma che è anche un riferimento italiano ed europeo.

Regione Veneto equipara istituti agrari con proprie aziende agricole all’interno ad imprenditori agricoli, potranno così accedere ai fondi regionale Psr

Gli istituti agrari del Veneto che per ragioni didattiche hanno al proprio interno delle aziende agricole con una propria capacità produttiva, potranno partecipare ai bandi regionali per lo sviluppo rurale. E’ quanto prevede il nuovo articolo, presentato alla Giunta regionale del Veneto e approvato all’unanimità dalla commissione Attività produttive del Consiglio regionale, ad integrazione del progetto di legge di adeguamento ordinamentale in materia di agricoltura, caccia, commercio e piccole e medie imprese.

Il testo (Pdl 390), in attesa ora del via libera della Affari istituzionali del Consiglio mercoledì 16 gennaio, sarà quanto prima all’esame per l’aula. Gli istituti superiori professionali agrari del Veneto potranno così concorrere ai bandi regionali per l’ammodernamento delle strutture e dei mezzi dell’impresa agricola e beneficiare dei contributi pubblici per il rinnovo del parco macchinari o di quelle strumentazioni indispensabili, sia dal punto di vista didattico, sia per migliorare la produttività dei propri laboratori.

Il conferimento dello ‘status’ di produttore agricolo interessa 17 istituti superiori e professionali agrari del Veneto, frequentati da oltre 8500 studenti. Gli istituti sono: il professionale “Della Lucia” di Feltre, il “Domenico Sartor” di Castelfranco Veneto, il “Cerletti” di Conegliano, l’istituto “8 Marzo-Konrad Lorenz” di Mirano, il “Leonardo da Vinci” di Portogruaro, il “Viola-Marchesini” di Rovigo, l’istituto “Munari” di Castelmassa (Rovigo), il “Duca degli Abruzzi” di Padova, il “De Nicola” di Piove di Sacco, il “J.F.Kennedy” di Monselice, il tecnico agrario “Trentin” di Lonigo, l’istituto “Parolini” di Bassano, l’istituto “Stefano Bentegodi” di Verona, il polo di istruzione “Giuseppe Medici” di Legnago, l’istituto tecnologico “Aulo Ceccato” di Thiene, l’istituto “Mario Rigoni Stern” di Asiago e l’istituto “Scarpa-Mattei” di San Donà di Piave.L’elenco delle scuole interessate è consultabile nel sito retescuoleagrarietriveneto.org

Un investimento lungimirante. “Parificare le scuole alle aziende nell’accesso ai fondi pubblici per l’innovazione significa aiutare l’attività didattica e premiare l’imprenditorialità e la propensione allo sviluppo degli istituti di formazione superiore – afferma l’assessore regionale all’Agricoltura Pan – Da queste scuole escono gli imprenditori e i tecnici del settore primario di domani. La preparazione professionale e culturale dei ragazzi che si preparano ad entrare nel mondo produttivo dell’agroalimentare rappresenta un essenziale fattore moltiplicatore dell’innovazione del settore. E’ pertanto un investimento lungimirante far rientrare queste scuole altamente professionalizzanti nella platea degli imprenditori agricoli che possono concorrere alla leva dei fondi comunitari e alle misure regionali di sostegno per il miglioramento produttivo. Il programma di sviluppo rurale 2014-2020, che per il Veneto vale 1169 milioni di euro, è lo strumento per portare l’innovazione nel sistema produttivo e non poteva continuare a ignorare gli istituti agrari, parte integrante della “filiera” agroalimentare”.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

 

39 mln per agricoltura e pesca e fondi a favore di bonifiche, lotta ai cambiamenti climatici e alla cimice nel bilancio di previsione 2019 del Veneto

Contrasto ai cambiamenti climatici, fondi per lotta alla cimice e almeno due milioni di euro per opere straordinarie e ordinarie dei Consorzi di bonifica per la manutenzione del territorio: sono alcuni degli stanziamenti più significativi del bilancio di previsione 2019 della Regione Veneto alla voce ‘agricoltura’.

Settore determinante per l’economia. “La legge di bilancio approvata ieri dal Consiglio regionale assegna 39 milioni di euro alle politiche per il settore primario – sottolinea l’assessore all’Agricltura Pan – di cui 27 per il cofinanziamento del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 e del Feamp (pesca), i due programmi comunitari a cofinanziamento statale e regionale che insieme valgono interventi per oltre un miliardo e mezzo di euro a favore dell’agricoltura, dell’allevamento e della pesca. Si tratta di una leva finanziaria essenziale per continuare a garantire sviluppo e crescita ad un settore che rappresenta il pilastro della nostra economia, non solo per fatturato ed export, ma anche per la capacità di preservare e migliorare il territorio e per la valenza turistica, sociale e culturale che riveste”.

Nuove emergenze. Tra i nuovi capitoli dedicati all’agricoltura dalla manovra di bilancio 2019, Pan evidenzia i 200 mila euro stanziati per il risanamento dell’aria e affidati a Veneto Agricoltura “per la produzione e fornitura ai Comuni di alberi e arbusti al fine di ricostituire gli ecosistemi originari dei rispettivi territori” e i 300 mila euro per investimenti nella prevenzione dagli attacchi della cimice asiatica, come la realizzazione di reti anti-insetto. “Possono sembrare interventi modesti – commenta Pan – ma sono significativi, perché dimostrano l’attenzione e l’impegno dell’istituzione ad affrontare in termini fattivi due emergenze delle ultime stagioni – i cambiamenti climatici e i danni causati da infestazioni da insetti parassitoidi – in attesa che scienziati e centri di ricerca individuino soluzioni di maggiore efficacia”.

Fondi messi a disposizione per i Consorzi di Bonifica del Veneto: un milione per opere di somma urgenza a seguito di calamità naturali e un altro milione per contribuire alle spese di gestione degli impianti di sollevamento e di irrigazione. Nel preventivo sono stati inseriti anche altri 200 mila euro per opere di completamento agli interventi del Piano irriguo regionale. “La manovra 2019 conferma anche per il prossimo anno il sostegno regionale al settore della pesca professionale, all’acquacoltura e alle associazioni di pesca sportiva. E istituisce un nuovo capitolo, con 200 mila euro di dote finanziaria, per i servizi veterinari, la squadra cinofila, i centri di recupero della fauna selvatica e la lotta al bracconaggio”. La Regione Veneto sosterrà attivamente l’accesso al credito delle imprese del primario, mettendo a disposizione 18 milioni di euro in fondi di garanzia per gli investimenti delle aziende.

Fonte: servizio stampa Regione Veneto

Panetthon 2018: è veronese il migliore panettone del Veneto, seguito da produzioni vicentine. Tra i migliori panettoni artigianali d’Italia, c’è invece una produzione Polesana.

Panetthon 2018, la giuria riunita per la finale

Si è conclusa lo scorso 2 dicembre a Osterie Meccaniche ad Abano Terme (Pd) l’edizione 2018 di Panetthòn, sfida solidale fra i migliori panettoni artigianali del Veneto – quelli prodotti senza additivi l’emulsionante E471 e con materie prime di alta qualità -, che ha incoronato il panettone di Saporè di San Martino Buon Albergo (VR). Sul podio, al secondo e terzo posto due pasticcerie della provincia di Vicenza: Olivieri 1882 di Arzignano e Il Chiosco di Lonigo.

Phanetton 2018, gli assaggi tra il pubblico partecipante

Il percorso di arrivo alla finale. Saporè, Il Chiosco di Lonigo e pasticceria Olivieri 1822 si erano guadagnati il podio già nella semifinale locale del 27 novembre a I Tigli a San Bonifacio e si sono confermati in cima alla classifica nel corso dell’evento finale. A votare il migliore panettone del Veneto una giuria tecnica composta da giornalisti ed esperti di enogastronomia ma anche il pubblico, chiamato ad esprimere un giudizio alla cieca. Ecco gli altri finalisti: pasticceria Marisa di Arsego di San Giorgio delle Pertiche (PD), pasticceria Celso di Padova e ristorante Val Pomaro di Arquà Petrarca (PD), che si erano qualificati nel corso della seconda serata il 28 novembre da Osterie Moderne a Campodarsego; Battistuzzi di Conegliano (TV), pasticceria Centeleghe di Farra D’Alpago (BL) e la pizzeria Rocca d’Asolo di San Vito di Altivole (TV) , che si erano guadagnati la finale il 29 novembre da Ezio ad Alano di Piave; l’Osteria Zero di Zero Branco (TV), la pasticceria Fabris di Fontanelle (TV) e la pasticceria Max di Treviso, che erano stati decretati i migliori della semifinale del 30 novembre al Perché a Roncade.

Sfida solidale. Ampia la partecipazione del pubblico all’evento che oltre ad aver espresso una preferenza sui 12 panettoni degustati, acquistando il biglietto di ingresso ha contribuito a sostenere due progetti: all’ “Amici di Adamitullo” dell’omonima Onlus creata da don Cesare Bullo che in Etiopia garantisce il sostegno ad attività scolastiche ed educative rivolte alle comunità locali e all’associazione Co-Meta di Padova che da qualche anno sostiene attività di cooperazione sociale rivolte ai bambini in Burkina Faso.

Ruggiero Carli

Tra i migliori panettoni artigianali d’Italia, invece, c’è il panettone artigianale di pasticceria Emporio Borsari di Badia Polesine (Ro), creato dal maestro pasticcere Ruggiero Carli, nuovo talento emergente della pasticceria d’eccellenza. il panettone classico si è aggiudicato la sesta posizione tra i finalisti di Tenzone del Panettone a Parma, l’evento che il 17 e 18 novembre scorso ha raccolto più di 36 maestri pasticceri professionisti da tutta Italia, fra nomi noti ed emergenti, per una sfida a colpi di lievitazioni ed interpretazioni innovative del dolce delle feste per eccellenza. Il panettone artigianale firmato Carli ha ricevuto dalla commissione tecnica la massima valutazione per la categoria “presentazione e packaging”, giudicando ottima anche la valutazione dell’aspetto visivo e dell’alveolatura, oltre che l’analisi olfattiva e gustativa.

Fonte: Servizio stampa Panetthon/Emporio Borsari

Micro birrifici artigianali, un emendamento alla manovra porta novità importanti

Ivan Borsato

Un emendamento alla manovra approvato dalla commissione Bilancio porta novità importanti in particolare per i micro birrifici artigiani. Si tratta di un taglio del 40% dell’accisa per i micro-birrifici che hanno una produzione fino a 10mila ettolitri. Inoltre, è previsto anche un taglio di un centesimo dell’accisa sulla birra industriale, che scenderebbe da 3 a 2,99 euro ad ettolitro.

Nel 2018, produzione di birra in Italia cresciuta del 7, 5 per cento.“E’ una sana boccata d’ossigeno per l’intero comparto” afferma Ivan Borsato presidente dei Birrai di Confartigianato Imprese Veneto, secondo cui il provvedimento “va oltre il valore economico dando fiducia. Una tassazione molto alta, infatti, mette a rischio la competitività di centinaia di imprese che investono e che intendono inserirsi nei mercati internazionali”. D’altra parte nel 2017 la produzione di birra in Italia è cresciuta del 7,5% a 15,6 milioni di ettolitri: in aumento anche le esportazioni (+7,9% a 2,7 milioni di ettolitri). L’intera filiera vale circa 9 miliardi di euro l’anno e impiega oltre 90mila persone.

Tra gli occupati del settori, molti under 35. “I micro birrifici – conclude Borsato – rappresentano anche una forte spinta all’occupazione soprattutto tra gli under 35. Solo in Veneto sono già 79 i birrifici attivi, di cui 39 non industriali. Siamo la regione che ne ha di più in Italia. Una nicchia sì, ma in forte crescita. In Italia dal 2003 al 2015 le imprese artigianali dedicate alla lavorazione e trasformazione del luppolo sono passate 113 a 524 (+411). L’Italia è leader europeo e la prima regione italiana per quantità prodotta è proprio il Veneto”.

Fonte: Servizio stampa Confartigianato Imprese Veneto

Un’idea regalo originale per Natale? I confanetti smartbox “Artigiani del gusto: un viaggio in Veneto”

Serata di gala molto particolare ed originale per i quaranta delegati del Consiglio Direttivo Unaga che, per la prima volta, si sono riuniti a Venezia lo scorso 1 dicembre. La sera di Venerdì 30 infatti, i giornalisti dell’Unione Nazionale Associazioni Giornalisti Agricoltura, Alimentazione, Ambiente, Territorio, Foreste, Pesca, Energie Rinnovabili, gruppo di specializzazione della Fnsi presieduto da Roberto Zalambani e rappresentato in Veneto da Argav, presieduta da Fabrizio Stelluto sono stati ospiti della Confartigianato Imprese Veneto per una presentazione dedicata in anteprima de i “Cofanetti del gusto“.

Prendere i turisti per la gola. Confartigianato Imprese Veneto ha infatti sviluppato per i propri associati un progetto di promozione turistica, finalizzato a valorizzare l’offerta enogastronomica di tutto il territorio regionale. Si tratta di cofanetti regalo (tipo smartbox) che verranno diffusi on line sui siti dedicati al turismo e off line nel territorio regionale attraverso una rete di distribuzione, allo scopo di suggerire degustazioni, produzioni artigianali, tipicità del nostro territorio. Il regalo contenuto nel cofanetto è “aperto” ovvero, l’acquirente, potrà scegliere tra le diverse proposte in esso contenute. Originalità del progetto è la compartecipazione delle aziende aderenti alla creazione dell’offerta. Le singole imprese hanno infatti formulato loro specifiche ed originali proposte di degustazione che potranno così essere selezionate dagli utenti desiderosi di assaggiare le nostre specialità o di regalare ad altri delle “esperienze di gusto” uniche ed esclusive.

Una regione vista attraverso il saper fare artigianale. La novità è stata illustarta da Cristiano Luigi Gaggion, componente commissione regionale Turismo di Confartigianato Imprese Veneto; Renzo Bettiol, presidente regionale caseari della Federazione e Cecile Rousset, VivoVenetia responsabile progetto. I due dirigenti hanno spiegato come “il progetto di promozione riguardi le aziende artigiane del comparto alimentare (salumifici, caseari, pasticceri e cioccolatieri, birrifici, produttori di vino e di grappe sino ai ristoratori, solo per citare i principali), puntando alla valorizzazione turistica delle stesse e al loro saper fare. Nel mondo del food, si registra un crescente interesse del pubblico per i cofanetti regalo (tipo smartbox): da qui l’idea di lanciare nel mercato il cofanetto regalo “Artigiani del gusto: un viaggio in Veneto” per permettere all’utente di scoprire le meraviglie artigianali del territorio veneto attraverso la degustazione dei suoi prodotti e la passione degli artigiani che ne sono produttori”.

Due le tipologie di servizi offerti. “Il progetto -ha proseguito Cecile Rousset- è a cura di Confartigianato ed in collaborazione con la piattaforma Vivovenetia.com, che opererà la vendita on line dei cofanetti. Permetterà all’utente di scegliere tra due tipologie di servizi: degustazione di vini, birre, grappe, cioccolato, pasticceria, prodotti da forno ecc (prezzo al pubblico 36 euro) oppure pranzo o cena includendo 4/5 portate (prezzo al pubblico 89 euro) e comprende una offerta valida per 2 persone. I cofanetti del gusto verranno promossi e venduti prevalentemente on line, così da incontrare le preferenze degli acquirenti che solitamente cercano nel web queste soluzioni. I canali a disposizione saranno: www.vivovenetia.com ed i siti web Confartigianato delle varie province del Veneto. Ma verrà avviata anche una rete di distribuzione anche attraverso punti vendita “fisici”: le sedi Confartigianato nel Veneto e le stesse aziende che aderiranno al progetto”.

Il cofanetto ha un anno di validità dalla data di acquisto. Per concordare la data del servizio, il cliente chiamerà Vivovenetia che a sua volta verifica la disponibilità dell’azienda per accogliere l’ospite, sulla base delle disponibilità indicate. Inoltre, per aiutare le imprese a raccontarsi meglio e a raccontare la propria offerta, è a disposizione un collaboratore specializzato in storytelling e marketing per rendere più attraente la degustazione e predisporre una immagine coordinata dei partecipanti.

L’elenco delle Imprese già aderenti. A conclusione della presentazione, i delegati UNAGA hanno avuto l’opportunità di partecipare ad una degustazione, guidata dai maestri artigiani Bettiol, Bertelli, Gaggion e Doriguzzi che hanno offerto i prodotti delle loro aziende e di alcune altre tra le 23 già aderenti che hanno messo a disposizione una selezione dei loro prodotti: il salumificio Bettelli, il Caseificio di Roncade, i birrifici Benaco e Grillo, le pasticcerie Gaggion e Gardellin, la distilleria LI.DI.A. oltre al panificio Le delizie del Grano del Presidente regionale Nicola Trentin. Le aziende già aderenti al progetto sono: 1. Vini Iseldo Maule Snc Di Maule Graziano & c VI 2. La locanda srl VI 3. Minerva snc VI 4. Albergo Ristorante Valsugana VI 5. Panificio Pasticceria Righetto snc VI 6. Hotel Alpi snc di Munari Giovanni e Enzo VI 7. Birrificio Bennaco 70 VR 8. Birrificio del Grillo, Dez and Deb BL
9. Pasticceria Gaggion BL 10. Pasticceria Gardellin snc PD 11. Poli Grappa VI
12. Perlage wines TV 13. Caseificio di Roncade TV 14. Bertelli Salumi srl PD
15. Distilleria f.lli brunello srl VI 16. Salumificio Carretta Felicino Snc VI 17. Ristorante Il Torchio Antico – Villa Godi Malinverni VI 18. Distilleria Li.Di.A. S.a.s. VI 19. Vicentini 1966 – Marostica VI 20. Cioccolateria Veneziana VE
21. La Carline VE

Fonte: Servizio stampa Confartigianato Imprese Veneto

Banca della Terra, messi a bando i primi 6 ettari nel Veronese, canone d’affitto pressoché simbolico

Prime assegnazioni in Veneto di terre incolte grazie alla legge regionale che ha istituito la Banca della terra: la Giunta regionale ha approvato, infatti, due bandi per l’assegnazione di sei ettari di pascolo incolto, nel Veronese.
Si tratta di lotti situati nei comuni di Dolcè e Selva di Progno, terreni in proprietà del demanio regionale, concessi in gestione all’Agenzia Veneta per l’innovazione nel settore primario “Veneto Agricoltura”.

I lotti. Quello nel comune di Dolcè è un prato-pascolo di 2,6 ettari, costituito da tre corpi fondiari collegati fra loro da carrareccia e situati all’interno di un comprensorio boschivo ceduo, soggetto a pianificazione forestale la cui gestione rimane esclusa dal  bando. Il secondo lotto, in comune di Selva di Progno, ha una superficie di 3,5 ettari utilizzabile a prato e/o pascolo ed è costituito da tre corpi fondiari comprensivi di un piccolo fabbricato utilizzabile come deposito attrezzi. Gli interessati hanno 60 giorni di tempo, dalla pubblicazione nel BUR, per presentare ad Avepa, l’agenzia per i pagamenti in agricoltura, domanda di assegnazione. Il canone di affitto è pressochè simbolico, poco più di 230 euro l’anno. Ulteriori informazioni saranno disponibili nel portale della Regione del Veneto e nel portale dell’Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura.

Norme su recupero terreni incolti da potenziare. “La Banca della terra –  ricorda l’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan – è stata costituita con legge regionale 26 del 2014 con la finalità di mitigare i fenomeni di abbandono e mancata coltivazione di terreni, in particolare nelle aree marginali del territorio veneto. La legge affida ai Comuni il compito di individuare e censire i terreni da inserire nella Banca della terra, per poi affidarle a giovani imprenditori agricoli o ad imprese già avviate che abbiano bisogno di consolidare il reddito. Ma, in questa prima fase di applicazione della legge,  abbiamo riscontrato che le amministrazioni comunali  sono in difficoltà nel censire la proprietà delle superfici agricole e individuare i lotti da inserire  nella Banca della terra veneta. Credo sia opportuno valutare la percorribilità di ulteriori modelli di governo dei terreni abbandonati per il loro recupero ed utilizzazione razionale, quali ad esempio le forme di gestione associativa: proprietari di terreni pubblici o privati potrebbero costituire un’associazione fondiaria al fine di raggruppare terreni agricoli e boschi e di assumere la gestione di terreni incolti o abbandonati, secondo uno schema volontario e consociato che ne consenta un uso economicamente sostenibile e produttivo”.

Fonte: Servizio stampa Regione del Veneto

Da oggi sino a febbraio 2019 a Creazzo (VI) è tempo di broccolo Fiolaro

Chef e ristoratori partecipanti alla rassegna 2018/19

Il broccolo Fiolaro di Creazzo (VI) torna sulla tavola dei buongustai grazie al lavoro di ricerca e valorizzazione messo in campo dai ristoratori del paese, che propongono una nuova edizione de “A Tavola con il broccolo Fiolaro di Creazzo”. L’inizio è previsto oggi, sabato 1 dicembre per concludersi a febbraio 2019.

Saranno otto i locali – a cui si aggiunge una gastronomia – che delizieranno il palato degli estimatori del broccolo Fiolaro di Creazzo, protagonista di speciali piatti, pizze e menu a tema creati dagli chef del paese. “Negli anni questo ortaggio ha saputo conquistarsi una fama ben oltre i confini provinciali perché si tratta di un prodotto molto versatile, che ha grandissime possibilità di utilizzo, sia come ingrediente principale dei piatti, sia come ottimo comprimario” conferma Emanuele Canetti, presidente dell’Associazione Provinciale Ristoratori Confcommercio e ristoratore di Creazzo. Per diffonderne la qualità si sono messi in rete produttori e ristoratori, supportati dalla Confraternita del broccolo Fiolaro di Creazzo De.Co, dal Comune e dalla Pro Loco. Il risultato è una rassegna gastronomica che prevede sei serate in altrettanti locali del paese e menu a tema sempre presenti nei locali aderenti.

Gli chef partecipanti alla rassegna 2018/19 insieme alla presidente della Confraternita del broccolo Fiolaro

Broccolo Fiolaro nell’impasto della pizza e protagonista di piatti innovativi. “Molti dei piatti in menu sono nel segno della tradizione, ma ogni anno la rassegna è anche un po’ una sfida tra i partecipanti su nuovi abbinamenti o nuove proposte. E anche questa volta gli estimatori di questo straordinario prodotto non rimarranno delusi”, ha aggiunto Canetti. Tra i piatti proposti, solo per citarne alcuni, la “terrina di branzino con broccolo Fiolaro in crosta di pane e cozze, purea di broccolo con cozze gratinate”, la “faggianella in salsa di broccolo Fiolaro”, il “budino di polenta con broccolo Fiolaro, mostarda vicentina su crema di formaggio verde e scaglie di tartufo nero”, le “caramelle ripiene di broccolo Fiolaro, formaggio e porro”. Vasta anche la scelta di pizze, dove il broccolo Fiolaro di Creazzo finisce anche nell’impasto con la pizza “impasto broccolo: mozzarella e bacon”, oppure si sposa con una grande varietà di ingredienti, come la “pizza con broccolo, zucca spadellata, speck a julienne, ricotta affumicata e riduzione di uva fragola”, oppure la pizza “B&B al broccolo e burrata”. Originale anche la proposta di un “hamburger con lombo di maiale, tortino di broccolo Fiolaro, salsa Bbq al broccolo Fiolaro, quenelle al lardo affumicato e cialda di mais al radicchio trevigiano”.

Gli appuntamenti della rassegna. Si inizia l’1 dicembre alla trattoria Tre Scalini, per proseguire il 5 dicembre alla pizzeria La Cascina, il 13 dicembre alla trattoria Al Cavallino, il 21 dicembre alla pizzeria Minigolf Biergarten. La rassegna continua anche nel nuovo anno con gli appuntamenti del 25 gennaio 2019 alla trattoria Bellavista, l’1 febbraio alla trattoria Cortese. Al di là delle singole serate, proposte a base di broccolo Fiolaro di Creazzo saranno sempre disponibili nei locali aderenti per tutto il periodo della rassegna, tra i quali vanno citati anche il ristorante Villa degli Olmi e la trattoria De Gobbi. Un’ampia varietà di pietanze al broccolo Fiolaro di Creazzo potranno poi essere acquistate (fino al 10 febbraio 2019) alla gastronomia Cucina Tomasi.

Fonte: Servizio stampa Confcommercio Vicenza

 

 

2 Dicembre 2018, si tiene ad Abano Terme (PD) la finale di Panetthòn, la sfida solidale che premia i migliori panettoni classici del Veneto

Domenica 2 Dicembre ad Abano Terme (PD), nelle sale del ristorante Officine Meccaniche, a partire dalle 15.45, si svolgerà la finale di Panetthòn, la sfida solidale che premia i migliori panettoni classici del Veneto.

Il concorso, che mette in gara solo panettoni “classici” con uvetta e canditi lavorati senza l’utilizzo di emulsionanti, quindi senza mono e di gliceridi degli acidi grassi (classificati come E471), prodotti con materie prima di alta qualità, è nato 9 anni fa da un’idea di Daniele Gaudioso, giornalista gourmet e collaboratore della guida ristoranti del Gambero Rosso. Negli anni, il concorso è cresciuto, si è strutturato e dal 2017 coinvolge le diverse province in una sfida che si è allargata all’intera regione. Questa sera, le semifinali vedono in gara: Perché’ (Tv) – Pasticceria Max Treviso, Pizzeria Grigoris Chirignago, Osteria Zero Zero Branco, Pasticceria Milady Marghera, Panificio Bosco Treviso, Pasticceria Fondente Roncade, Pasticceria Fabris Fontanelle, Pizzeria Arrigoni & Basso Zero Branco, Pasticceria Zizzola Noale, Pasticceria Nelly’s Chioggia, Pasticceria Pinel Jesolo, Kosidolce Noale, Pasticceria Opera Castelfranco Veneto, Pasticceria La Petite Roncade.

Il Panetthòn 2018 scelto tra 12 finalisti. A selezionarlo sarà la giuria di esperti che voterà insieme al pubblico. In giuria insieme agli organizzatori Daniele Gaudioso, Paolo Brinis, Renato Malaman, socio Argav, e Federico Menetto, altri giornalisti ed esperti enogastronomi fra i quali Giambattista Marchetto, Marco Colognese, Matteo Tornielli, Giuliano Ramazzina, Claudio De Min, Anna Maria Pellegrino, Antonio Di Lorenzo, Pietro Vecchi.

Panetthòn è un evento solidale e sostiene la Onlus Padovana Amici di Adamitullo e l’Associazione di volontariato Co-Meta. Parte del ricavato delle semifinali sarà devoluto all’Associazione Co-Meta per la realizzazione di un centro per bambini malnutriti a Korsimoro, in Burkina Faso, mentre l’importo totale raccolto nel corso della serata finale andrà a sostegno del progetto di Amici di Adamitullo per garantire la formazione scolastica all’interno della Missione Salesiana dei bambini etiopi di Adamitullo, piccolo paese a tre ore da Addis Abeba.

Fonte: Servizio stampa Panetthòn