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Mondo agricolo e ristorazione, se ne parla a Este (PD) martedì 6 febbraio 2018, a moderare l’incontro il consigliere Argav Maurizio Drago

Il mondo agricolo e la ristorazione” è il tema del convegno, aperto al pubblico, che Futuro Agricoltura, (organizzazione professionale agricola con sedi in provincia di Padova, Vicenza, Verona, Treviso e Rovigo) organizza martedì 6 febbraio 2018 all’Istituto Salesiano Manfredini di Este (PD).

Formazione e lavoro. “E’ importante valorizzare il comparto agricolo facendo interagire i produttori locali con gli studenti delle scuole alberghiere per far comprendere che mangiare italiano è sinonimo d’eccellenza e d’alta qualità“, sottolinea Bruno Mori, presidente regionale di Futuro Agricoltura. Con l’inizio dei lavori, previsto per le ore 9.00, si parlerà di nuove prospettive di lavoro e crescita professionale, volte ad avvicinare gli imprenditori del mondo agricolo a quelli della ristorazione.

Numerosi gli interventi sia del mondo istituzionale che delle strutture agricole, dell’alimentazione, della prevenzione e del controllo. Saranno presenti gli assessori regionali Giuseppe Pan (Agricoltura), Elena Donazzan (Lavoro), il sindaco di Este Roberta Gallana, il direttore dell’Istituto Salesiano Manfredini don Dino Marcon e la segretaria provinciale Asso Consum Elena Capone. Al convegno, moderato dal consigliere Argav, giornalista enogastroturista Maurizio Drago, parteciperà anche Anna Maria Pellegrino, presidente nazionale AIFB (Associazione Italiana Food Blogger). Dopo gli interventi, per mano di Danilo Maron, segretario nazionale di Labor, sindacato europeo del lavoro, seguirà l’assegnazione del Premio “Io Labor” ad aziende, enti e personalità che hanno contribuito allo sviluppo economico e alla crescita del lavoro, tra cui il noto scrittore e giornalista Ferdinando Camon. A coronare una giornata ricca di spunti e riflessioni sulla ristorazione e non solo, si svolgeranno workshop di prodotti agroalimentari, presentazioni di prodotti agricoli d’eccellenza e degustazioni. La preparazione del buffet sarà realizzata dai ragazzi dell’Istituto Salesiano estense a indirizzo alberghiero.

Fonte: Servizio stampa Futuro Agricoltura

Rinnovato il Consiglio dell’Unione Europea delle Cooperative Veneto, riconfermato alla presidenza Claudio Zambon

Vincenzo Sette (Coordinatore organizzativo nazionale UE.COOP), Claudio Zambon (Presidente UE.COOP Veneto) e Enrico Novarin (Coordinatore organizzativo regionale UE.COOP Veneto)

Claudio Zambon, vice-presidente di Co.Di.Vi., il Consorzio di Difesa di Vicenza, è stato riconfermato presidente di UE.COOP Veneto, l’associazione regionale dell’Unione Europea delle Cooperative, centrale cooperativa riconosciuta con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico nel 2013.

Rinnovo del Consiglio. La stessa Assemblea, riunitasi il 21 dicembre scorso a Dolo (VE) nelle Cantine Riviera del Brenta, ha rinnovato il Consiglio eleggendo Angelo Boscolo della Cooperativa Villaggio Pescatori, Federica Pozzato in rappresentanza della Cooperativa R.C.M., Federico Dianin, presidente del Consorzio Agrinordest e Francesca Finotti presidente della Cooperativa Delta Solidale. L’elezione è avvenuta all’unanimità. Il Consiglio di UE.COOP Veneto rimarrà in carica per i prossimi cinque anni e avrà il compito di promuovere le cooperative venete aderenti secondo i principi ispiratori di questa giovane centrale che mettono al centro la persona, l’etica, la trasparenza, la sostenibilità.

Riforma del terzo settore e legalità. All’assemblea ha partecipato il coordinatore nazionale di UE.COOP Vincenzo Sette che ha sottolineato – tra l’altro – le straordinarie potenzialità della cooperazione e del territorio veneto soffermandosi sulle grandi sfide che attendono il mondo della cooperazione, su tutte la riforma del terzo settore, che andrà nei prossimi anni a ri-conformare le caratteristiche strutturali e operative di questo importante comparto dell’economia sociale veneta. Ha infine illustrato come, anche nel settore della produzione e lavoro, in cui talvolta, purtroppo, si annidano sfruttamento e mala-gestione, vi sia la possibilità di realizzare progetti cooperativi che diano dignità ai lavoratori e garanzie alle imprese e ai cittadini.

Fonte: Servizio Stampa UE.Coop Veneto

Quote latte, pagina non felice della politica

“Quella delle quote latte in Italia è una pagina non felice della politica che ha creato un notevole danno all’Erario e pesanti distorsioni della concorrenza a discapito degli allevatori onesti”. È il commento di Fabio Curto, presidente del settore lattiero caseario di Confagricoltura Veneto, in merito alla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, che ha condannato l’Italia per non aver recuperato 1,3 miliardi di euro dai produttori lattieri in seguito al superamento delle quote latte nel periodo 1995-2009.

Un costo che ricade sulla collettività. “La maggioranza degli allevatori ha rispettato le quote di produzione o le ha acquistate, oppure ha già pagato i prelievi sulle eccedenze in caso di superamento dei limiti. Ora non possiamo farci carico di quei pochi che non hanno rispettato i livelli produttivi e la legge. I produttori in difetto hanno avuto tutte le possibilità di regolarizzare la loro posizione attraverso adeguate rateizzazioni”. Per la Corte – ricorda Confagricoltura – si tratta di una “situazione iniqua nei confronti dei contribuenti italiani“, poiché il costo è ricaduto sulla collettività. La Commissione stima che, su 2,305 miliardi di euro, ben 1,752 miliardi non siano ancora stati rimborsati dai singoli produttori che hanno materialmente commesso le violazioni. Una parte dell’importo sembra considerato perso o rientra in un piano a tappe di 14 anni, ma la Commissione stima che restino da recuperare ancora 1,343 miliardi. “Ci trasciniamo in problemi che si sarebbero dovuti risolvere negli anni trascorsi in un settore che oggi è completamente liberalizzato e che sta subendo enormi fluttuazioni di mercato. In questo momento sarebbe stato più opportuno avere risorse per favorire la competitività e non ulteriori pesi che vengono da lontano, una situazione che si è incancrenita e dove la politica non è intervenuta quando avrebbe dovuto”, conclude Curto.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto

26 gennaio-4 febbraio 2018, a Dosson (TV) c’è la 32a festa del radicchio. Ad inaugurare la manifestazione il 26 gennaio, un convegno aperto al pubblico sulle proprietà nutrizionali del radicchio veneto.

Nell’ambito della 32a Festa del radicchio di Treviso, che si terrà a Dosson dal 26 gennaio al 4 febbraio 2018, l’Associazione dei produttori radicchio di Dosson in collaborazione con DtoLabs- Centro di Eccellenza Analitica, organizzano il convegno aperto al pubblico della manifestazione”Le proprietà antiossidanti e nutrizionali del radicchio veneto“, che si terrà alle ore 18.30 venerdì 26 gennaio nella tensostruttura di via Fermi a Dosson di Casier (TV).

Lo studio. Nell’occasione, saranno presentati i risultati di una ricerca realizzata in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia e la Regione Veneto relativa allo studio delle sostanze antiossidanti (flavonoidi ed antocianine) presenti nelle varietà autoctone del radicchio veneto. Saranno inoltre descritte le caratteristiche nutrizionali della pianta messe in luce dallo studio. Per informazioni 338-8268034.

Fonte: Associazione Produttori radicchio di Dosson

Buono e salutare, il Broccolo fiolaro di Creazzo (VI) tiene banco fino a febbraio

campo di broccolo fiolaro in alta collina a Creazzo (foto Alessandro Bedin)

(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav) Croccante e dolce al palato, in cottura ha un odore meno invasivo rispetto alle altre brassicacee, famiglia a cui appartengono verze, cavoli, broccoli e rape, ma come esse è ricco di proprietà nutritive: è il Broccolo fiolaro di Creazzo, località in provincia di Vicenza che si estende sia in pianura che in collina (max 200 metri slm). La cittadina in epoca romana fu un importante centro commerciale, trovandosi lunga la via Postumia, strada consolare che attraversava la pianura padana per collegare il porto di Genova a quello di Aquileia.

Salutare e versatile in cucina. Grazie al consigliere Alessandro Bedin, lo scorso 12 gennaio i soci Argav hanno avuto l’occasione di visitare dei campi di coltivazione della rinomata coltura invernale vicentina, riconosciuta Prodotto Agroalimentare Tradizionale dal 1998 ed insignita della De.Co. (Denominazione Comunale). Il Broccolo fiolaro deriva il nome dalla presenza dei “fioi“, i germogli più teneri che, insieme alle foglie giovani, rappresentano la parte più appetibile da consumare. Se ne può avere un  assaggio alla sagra, giunta alla 19a edizione, in corso a Creazzo fino al 21 gennaio, che offre ogni sera numerosi piatti in cui il versatile ortaggio è protagonista.

Claudio Meggiolaro, a Creazzo storico coltivare di broccolo fiolaro (foto Alessandro Bedin)

Negli anni Sessanta del secolo scorso veniva portato al mercato confezionato in ‘sacare’, coroncine che le donne intrecciavano con i rami di salice. Oggi, invece, il Broccolo fiolaro viene commercializzato in pratiche cassette. Accompagnati da Beatrice Girardello e Maria Pia Cattani, rispettivamente presidente ed ex presidente della pro loco di Creazzo, promotrice della sagra (per info 331-9628356), siamo saliti nella parte alta del paese per incontrare Claudio Meggiolaro, storico coltivatore dell’ortaggio, che ci ha portati a visitare un campo. E’ proprio nella zona collinare (Rivella, Beccodoro, Rampa) che crescono i migliori esemplari della pianta (nome scientifico Brassica oleracea convar. botrytis var. italica), grazie al clima più mite e secco rispetto alla pianura, nonché ai terreni, lievemente pendenti, esposti a Sud, ricchi di sorgenti naturali e costituiti da terre calcaree bianche di tipo lomoso-sabbioso, che conferiscono al broccolo il giusto equilibrio tra sostanze azotate ed organiche. Ha raccontato Meggiolaro: “Quella del Broccolo fiolaro a Creazzo è una coltivazione antica, segnalata fin dall”800, in passato ha rappresentato una voce importante per la nostra economia, oggi è mercato di nicchia che coinvolge piccoli coltivatori ed una grande azienda, la produzione è destinata al mercato locale e alla ristorazione. E’ una pianta rustica che non necessita di grande cure e che ha una buona resa, quest’anno la produzione dovrebbe assestarsi sui 200 q per circa 500/600 mila piante presenti, nel prezzo (circa 6 euro al kg per i fioi) la spesa che incide di più è la manodopera, in quanto l’ortaggio viene raccolto a mano”.

soci Argav nel campo di Broccolo fiolaro (foto Alessandro Bedin)

Coltivazione. La semente, che ogni coltivatore produce in proprio operando una selezione nel periodo di fioritura ad aprile, viene sparsa nel semenzaio dopo la metà di giugno per produrre le piantine da trapianto che, raggiunti i 10 cm, vengono trapiantate  in campo ad agosto, quindi innaffiate per 3-4 volte, il mattino o la sera, per farle attecchire. A un mese dal trapianto viene applicata una sarchiatura e una leggera concimazione naturale. A novembre, verso la fine del mese, dopo le prime gelate i primi broccoli sono pronti per la raccolta che si protrae per tutto il periodo invernale, fino a febbraio.

I giovani fiolari del colle presenti con un banco vendita alla sagra del broccolo fiolaro (foto Marina Meneguzzi)

Giovani fiolari. Nel corso della visita abbiamo incontrato anche dei coltivatori ventenni, “I giovani fiolari del colle“. La loro attività è sorta nel 2013 su iniziativa di Alberto Maccagnan (347-2882530), perito agrario, e dell’amico Edoardo Longo (340-1408117). Raccontano: “Abbiamo recuperato dei terreni di famiglia incolti da oltre vent’anni ed oggi siamo riusciti a creare una squadra giovane e determinata che lavora con passione da inizio estate a fine inverno e si indentifica in un prodotto del territorio che nasce e cresce al naturale, con coltivazioni biodinamiche. Con un preavviso di 24/48 ore consegnamo il prodotto fresco direttamente a ristoranti (tra cui lo stellato La Peca di Lonigo) e a privati su richiesta”.

Daniela Patella Scola Bedin davanti alla limonaia nel brolo di Villa Scola Camerini (foto Marina Meneguzzi)

esterno villa Scola Camerini di Creazzo (foto Marina Meneguzzi)

autoritratto di Maria Scola Camerini (foto Marina Meneguzzi)

da sx, Beatrice Girardello, presidente pro loco Creazzo, insieme ai soci Argav nel Palazzo del Colle, sede comunale di rappresentanza

Non solo broccoli. Nelle colline intorno al paese di Creazzo “vecchio”, oltre ai campi di broccoli ci sono numerose ville storiche. Tra queste, Villa Scola Camerini, denominata “il Castello”, non aperta al pubblico, di cui abbiamo visto l’esterno con una guida d’eccezione, Daniela Patella Scola Bedin. Il complesso originario risale al XV secolo, ma di quell’epoca è rimasto ben poco, alcune finestre nella parte a Nord. Rimaneggiato nel Seicento (portico) e nel Settecento (statue), oggi rappresenta uno dei maggiori esempi dell’architettura eclettica vicentina della seconda metà del secolo scorso. La nostra guida ci ha narrato anche l’affascinante storia della contessa scultrice Maria Camerini, di origine polesana e sposata Scola, che visse tra fine Ottocento e inizio Novecento e che ha finemente ritratto la cerchia familiare e amicale (tra cui il poeta e scrittore Antonio Fogazzaro) fermandone le espressioni nei busti in bronzo e in gesso che oggi danno vita a una bella collezione privata. L’estro artistico della contessa spaziava anche nella pittura, sua la copia della pala tiepolesca dell’Immacolata da lei donata alla parrocchiale di Sant’Ulderico (990, rimaneggiata più volte nel corso del ‘400, ‘600 e ‘800) di Creazzo, che custodisce anche una bella pala d’altare del XVI secolo attribuita a Francesco e Girolamo Da Ponte, detto Bassano, e che è incorniciata da un poco comune marmo azzurro iraniano. Caratteristico anche Palazzo del Colle, ex sede municipale di Creazzo, di recente restaurato, in cui trova spazio l’ufficio postale e la sede di rappresentanza comunale in cui vengono celebrati matrimoni di rito civile, allestite mostre ed organizzati eventi.

 

Da oggi fino al 21 gennaio 2018, a Creazzo (VI) si festeggia il Broccolo Fiolaro. Nel giorno di apertura della sagra, visita dei soci Argav ad alcuni campi di coltivazione.

L’ortaggio invernale coltivato a Creazzo (VI), denominato Broccolo Fiolaro per la sua caratteristica di produrre foglie giovani a mazzetti – “cortissimi peduncoli fiorali atrofizzati circondati da giovani foglie”-, un tempo considerato il cibo dei poveri, è stato rivalutato negli ultimi decenni per il suo particolare gusto ma soprattutto per le importanti caratteristiche antimutagene e anticancerogene dovute all’elevato contenuto di antiossidanti che ha in sé.

Un ortaggio umile ma sano che si può gustare in molteplici modi tra novembre e febbraio e soprattutto in occasione della 19° edizione della sagra, che da oggi, venerdì 12 sino al 21 gennaio 2018 è possibile visitare presso il Palatenda riscaldato al Polisportivo Comunale (via Torino).

Visita Argav. Grazie al consigliere Alessandro Bedin, anche i soci Argav avranno l’occasione di visitare la manifestazione nel giorno di apertura. Il programma di visita ha inizio alle ore 15.00, con il ritrovo in piazza del comune di Creazzo. Dopodiché, alle 15.30, si andrà a visitare il campo di broccoli dello storico coltivatore Meggiolaro e, tempo permettendo, anche il campo di broccoli dell’azienda “I giovani fiolari del colle“, gestita da due giovani coltivatori. Al ritorno, è prevista la visita alla chiesa di S.Ulderico ed una presentazione del territorio. Verso le 18.30/19.00 si potrà cenare nello stand della sagra per apprezzare anche a tavola le virtù del broccolo fiolaro.

 

Viaggio a Segusino (TV), tra caprette Camosciate delle Alpi e memorie della Grande Guerra

(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav). Alessandro Coppe ha 25 anni e da circa cinque alleva capre a Segusino, borgo sulle falde occidentali del monte Cesen, al confine tra il Trevigiano e il Bellunese. La sua produzione di caciotte, robiole e ricottine a Natale era già terminata. I prossimi formaggi destinati alla vendita saranno pronti dopo le feste pasquali. Quattro mesi in cui, dunque, non guadagnerà dalla sua attività agricola. Ma lui è felice così.

Alessandro Coppe insieme alla mamma, Martina Montagner

Il perché è presto detto. Alessandro, infatti, si riconosce perfettamente nel ruolo di piccolo produttore locale quale è, e se gli si chiede se ha voglia di ingrandirsi, visto il successo di vendita riscontrato dai suoi prodotti, risponde di essere già soddisfatto nell’avere oggi una trentina di capre, da quattro che erano all’inizio. La sua è un’attività agricola accessoria rispetto al suo lavoro principale in una cantina della zona e le sue amate capre, ben tenute e ricoverate all’interno sul retro di casa, nutrite con fieno e sfarinati non ogm, gli danno già un gran da fare tutto l’anno. Certo, è aiutato dal papà e dalla mamma, che per amor suo è diventa casara e che oggi afferma di non voler cambiare questto mestiere con nessun altro al mondo (l’azienda agricola è in via Codalunga 58, per maggiori info 347-1111087).

scena a tema “1917, Natale in trincea”, la stretta di mano tra due soldati nemici

Un borgo che riserva sempre delle sorprese. Alessandro lo abbiamo incontrato lo scorso 30 dicembre in occasione della tradizionale visita dei soci Argav al Presepio Artistico di Segusino (TV), la cui edizione 2017/18 è titolata “1917, Natale in trincea“. Il presepio, visitabile fino al 4 febbraio 2018 dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 19 (domenica e festivi), dalle 14.30 alle 10 (prefestivi) e dalle 15 alle 18 (feriali), riesce ogni volta a stupirci, sia per la perfezione con cui vengono riprodotti ambientazioni e costumi dei personaggi, sia per le tematiche affrontate, legate alla storia del paese ma riproposte con chiavi di lettura legate all’attualità.

Franco Canello

Paola Coppe, associazione Drioghe a la Stèla

Uno sguardo al passato per non commettere gli stessi errori. Temi che ritroviamo anche nelle belle iniziative collaterali, come la mostra rievocativa “Don Antonio Riva e i naufraghi della Guerra“, allestita nella chiesa parrocchiale di Santa Lucia, a cura dell’associazione “Drioghe a la Stèla” (gli orari di visita coincidono con quelli del presepio), e che rievoca quanto successe il 13 dicembre 1917, quando 1.160 segusinesi giunsero profughi a Fregona, paese vicino a Segusino, dopo un mese di occupazione sotto i tedeschi; interessante e curata con passione da Franco Canello la mostra sulla Grande GuerraPer non dimenticare” (visitabile tutte le domeniche e i giorni festivi dalle 14.30 alle 18.30, info tel. 334-3797867).

foto di gruppo all’interno dell’Osteria Romolet a Milies

Andrea Vettoretti

Un concerto a sorpresa. Dopo una sosta ristoratrice nella calda atmosfera dell‘Osteria Romolet a Milies, borgata montana di Segusino (700 metri), abbiamo visitato un altro bel presepio allestito nell’ostello Saint Jory, sempre a Milies, accogliente struttura con 7 camere e 20 letti, sala e un bel porticato esterno, adatta ad ospitare anche eventi. A perfetta conclusione della giornata, c’è stata la performance musicale del trevigiano Andrea Vettoretti, straordinario chitarrista e compositore di fama internazionale che, sfidando il freddo invernale, ha improvvisato un concertino per noi suonando un bellissimo pezzo tratto dal suo nuovo album “Wonderland” all’interno della chiesetta ottocentesca di Milies, fresca di restauro, dedicata a Maria Ausiliatrice. Nel video seguente, realizzato dal consigliere Renzo Michieletto, potete vedere riassunti alcuni momenti della giornata.

 

In Veneto l’autonomia piace anche nella birra…boom di presenze all’evento di Treviso “Birrai indipendenti”

Riscontro di pubblico e soddisfazione per la prima edizione di “Birrai indipendenti”, la tre giorni dedicata alla birra artigianale veneta promossa lo scorso weekend al PalaTreviso in piazza Borsa dalla Categoria Birrai di Confartigianato con il supporto di EBAV (Ente Bilaterale Artigianato Veneto). Sono circa 25.000 i visitatori che hanno preso parte all’iniziativa. L’evento faceva parte della rassegna “Treviso Cuor di Natale” promossa dal Comune di Treviso. Parte dell’incasso è stato devoluto all’AREP (Associazione Rieducativa Ente Privato onlus) di Villorba (Tv).

Erano 7 i mastri birrai che hanno portato a conoscere le loro produzioni. Dalle classiche pils o lager, ma rigorosamente venete, passando per le ambrate, le super gettonate IPA, fino alle birre speciali come quelle natalizie. C’erano oltre 40 tipologie di birre da degustare da Micro Birrificio Casa Veccia – Ivan Borsato Birraio di Camalò (TV), la Birra Mrsez di Miane (TV), Birra La Rü di Cornuda, la Birra Camerini di Piazzola sul Brenta (PD), il Birrone di Isola Vicentina (VI), la Birracrua di Vicenza, l’Artigianale del Grillo di San Pietro di Cadore (BL). Ad accompagnare la degustazione, i piatti e le specialità del ristorante Bosketto, specializzato nella carne alla griglia, la cucina gourmet di Gustolia e i piatti della tradizione di Alle Castrette. Durante la tre giorni, gli speaker Mirko e Piero hanno intrattenuto il pubblico con battute e interviste ai vari protagonisti che hanno permesso di conoscere da vicino il mondo dei birrai artigianali.

Destinato a diventare un appuntamento fisso. “Era una scommessa e possiamo dire di averla vinta – commenta soddisfatto Ivan Borsato, presidente della Categoria Birrai di Confartigianato Veneto -, gli artigiani della birra che si sono messi in gioco offrono prodotti di qualità che sono stati assolutamente apprezzati dal pubblico. Abbiamo calcolato un’affluenza media di circa 1.000 persone all’ora e tenendo conto del periodo, siamo davvero soddisfatti. Abbiamo potuto dichiarare la nostra indipendenza dal mercato e dall’omologazione del gusto, facendo capire l’importanza della nostra eccellenza e il profondo legame con il territorio. Scommessa vinta dunque ma non ci fermiamo: vogliamo fare in modo che questo diventi un appuntamento annuale, possiamo senza dubbio migliorare alcuni aspetti e non vediamo l’ora di metterci al lavoro per continuare a promuovere la birra indipendente”.

Fonte: Servizio Stampa Confartigianato Veneto

Patata dolce: se ne parla il 24 novembre 2017 in un duplice evento a Rosolina (RO) e ad Arzerello di Piove di Sacco (PD), in cui si terrà il consueto incontro Argav-Wigwam

Venerdì 24 novembre 2017 sono in programma due eventi per “celebrare” la patata dolce: alle ore 9:45 Veneto Agricoltura propone a Rosolina (RO) presso il Centro “Po di Tramontana” un incontro tecnico; alle ore 19:00 l’Argav con APO Veneto-Friulana presenta ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) nel Circolo Wigwam un momento di approfondimento con varie degustazioni della patata dolce di Zero Branco-Tv.

Tra le prime dieci colture al mondo, Veneto primo produttore in Italia. Tra le colture tradizionali autunnali c’è senz’altro la patata americana, che fa tanto “atmosfera di casa”. Non ci si crederà, ma la batata (Ipomoea batatas), meglio  conosciuta come patata dolce o patata americana, è tra le prime dieci colture al mondo. La sua “ecologia” richiede un clima sub e tropicale, aree dove è molto prodotta e consumata. In Italia è considerata una coltura di nicchia, prodotta in gran parte nel Veneto (quasi 250 ha per oltre 40mila t). La patata americana possiede ovviamente un alto contenuto di zuccheri e per questo risulta molto nutriente. Può essere lessata o cotta al forno e per questo si adatta a diversi usi culinari. Ottimi gli gnocchi serviti con la cannella. È utilizzata inoltre per impieghi industriali (produzione di fecola e alcool) e come coltura da foraggio. Una nicchia interessante quindi che fa sorgere l’esigenza di approfondire e migliorarne la gestione sia sotto il profilo varietale che agronomico e fitosanitario, per intercettare un crescente segmento di consumatori nazionali ed europei.

In Polesine. E’ attorno a questo importante tema che ruoterà il focus “Patata dolce, stato attuale e prospettive future” che Veneto Agricoltura organizzerà venerdì 24 novembre nel proprio Centro Sperimentale Ortofrutticolo “Po di Tramontana” di Rosolina (Ro), in via Mocenigo 7. Ore 09.45 – Registrazione partecipanti, ore 10.00 – Alberto Negro, direttore Veneto Agricoltura, Paolo Sambo, Università di Padova (coordinatore); ore 10.15 – Gianni Barcaccia, Univ. di Padova, Miglioramento genetico della patata dolce, Carlo Nicoletto, Univ. di Padova,Tecnica agronomica e aspetti qualitativi, Franco Tosini, Veneto Agricoltura, Tecnica vivaistica: esperienze condotte dal Centro “Po di Tramontana, Federico Nadaletto, OPO Veneto, Problematiche: gestione e difesa della coltura; ore 11.30 – Dibattito. N.B.: Crediti Formativi Riconosciuti 2,5 CFP – Collegio Periti Agrari;0,5 CFP – Ordine Dottori Agronomi; Acquisito anche il  riconoscimento CFP da Collegio degli Agrotecnici. Iscrizioni a questo link.

In Saccisica. Sempre il 24 novembre, alle ore 19:00, nel corso dell’incontro Argav-Wigwam, si terrà nel Circolo di Campagna Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD) un incontro di carattere divulgativo dedicato alla patata dolce di Zero Branco (TV). Giancarlo Babbo, responsabile tecnico settore orticolo APOVF (Associazione Produttori Ortofrutticoli Veneto Friulana) illustrerà le caratteristiche della patata dolce di Zero Branco (Prodotto Tradizionale della provincia di Treviso) e descriverà le particolarità che la distinguono dalle altre patate dolci coltivate nel Veneto.

Gli altri appuntamenti dell’incontro Argav-Wigwam. Oltre all’intervento di Giancarlo Babbo, che farà cenni anche sul radicchio rosso tardivo di Treviso, saranno ospiti della serata: Maurizio Galluzzo, coordinatore scientifico “Emergenza 24”, che presenterà questo nuovo network nazionale fra operatori della comunicazione per la gestione delle situazioni di crisi ambientale; Alessandro Manzardo, rappresentante italiano al “tavolo” ISO per la determinazione dei parametri di certificazione ambientale, che spiegherà come funziona questo organismo, il cui lavoro “sotto traccia” è di crescente importanza per lo sviluppo delle economie nazionali e di cui si è tenuta una recente riunione a Padova; Mariuccia Pelosato, neo presidente FIS Veneto (Fondazione Italiana Sommelier), che anticiperà le loro prossime attività; Leda Siliprandi, curatrice del Museo Storico del Bottone “Sandro Partesotti” di Vigorovea di Sant’Angelo di Piove di Sacco (PD), che parlerà della mostra “Il bottone racconta” in programma a Padova alla Gran Guardia di Padova dal 15 dicembre 2017 al 9 febbraio 2018; Luigi Bonato, titolare dell’azienda vitivinicola Le Rive di Ponte di Piave (TV) condotta, da oltre un secolo, dalla sua famiglia, che presenterà la propria produzione; Renzo Bettiol, titolare del Caseificio di Roncade (TV), che illustrerà alcune curiosità sui formaggi, Isacco Gerotto, chef executive di un importante gruppo alberghiero veneto, che illustrerà le ricette preparate insieme ad Efrem Tassinato, nostro anfitrione, per la serata: gnocchi di patata dolce di Zero Branco dei produttori associati APOVF, salsa al radicchio rosso tardivo di Treviso IGP dei produttori associati APOVF, torta di cardi e formaggio d’alpeggio del caseificio di Roncade, patate dolci di Zero Branco dei produttori associati APOVF cotte sul focolare, patate e caciottona DE.CO. Monte Faldo di Nogarole Vicentino dei produttori della Valle del Chiampo (VI), Vini azienda agricola Le Rive, caffè a tostatura artigianale Torrefazione Caffèsempre di Piazzola sul Brenta (PD).

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura Europe Direct Veneto

Nella Bassa Padovana, l’azienda agricola famigliare Scudellaro “sogna” (e realizza) il proprio futuro

(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav) “Cari consumatori, siete voi l’ago della bilancia, quando andate dal macellaio oppure mangiate in agriturismo, chiedete da dove proviene la carne che vi stanno servendo, sono obbligati a dirvelo. Se la carne è italiana, può essere più cara, ma state tranquilli perché si tratta di una carne di qualità e sana, iper controllata”. A difendere con passione le produzioni zootecniche italiane, sicure e certificate rispetto alla carne d’importazione (secondo Coldiretti, proviene dall’estero il 45 per cento della carne bovina consumata nel Bel Paese), che non può essere controllata alla stregua della carne italiana in quanto arriva priva di “organi sentinella” (es. occhi, ghiandola del timo, ecc.), è una persona che ne ha ben donde. Si tratta di Virio Gemignani, direttore del Servizio Igiene e Produzione Alimenti di origine animale e coordinatore area veterinaria dell’Uls 6 Euganea, presente, insieme ad altre autorità e stampa, all’evento organizzato dall’azienda agricola Scudellaro di Pontecasale, frazione di Candiana (PD), per l’inaugurazione del nuovo punto vendita e del nuovo macello CE. Due locali aziendali, questi, che il dirigente sanitario, toscano d’origine ma veneto d’adozione (a lui si deve, peraltro, curiosamente, l’origine del Palio di Monselice), conosce molto bene, visti i controlli accurati di verifica normativa eseguiti dalla sua direzione nei mesi passati, che hanno ulteriormente certificato come il concetto di qualità sia nel Dna di questa azienda agricola famigliare della Bassa Padovana, il cui marchio oggi rappresenta la garanzia di un prodotto d’eccellenza che rispetta le regole.

il taglio del nastro al nuovo punto vendita azienda agricola Scudellaro

Una storia di vita, di lavoro e di scelte. Le nuove strutture inaugurate vanno a completare un sistema di allevamento che rimane fondamentalmente quello praticato fin dalla nascita dell’azienda, avvenuta quarant’anni fa per mano di Dionigi Scudellaro, presente all’evento insieme alla moglie, che iniziò allevando 2mila tra galline, anatre, faraone e tacchini, lasciati liberi di razzolare nell’aia e alimentati esclusivamente con prodotti coltivati nella campagna di famiglia. Questo è quanto avviene ancor oggi nell’azienda (ad oggi fortunatamente non toccata da casi di aviaria), “una delle 120 mila piccole-medie aziende che costituiscono l‘ossatura dell’economia padovana“, ha affermato durante la cerimonia Fernando Zilio, presidente della Camera di Commercio di Padova. A guidarla oggi sono i figli quarantenni Alberto e Mirco, che hanno sviluppato e modernizzato l’azienda, portando il marchio Scudellaro ad essere in Veneto sinonimo di qualità nell’allevamento degli animali di bassa corte.

coltivazioni azienda agricola Scudellaro

Affinché si avveri, il futuro deve prima essere sognato. I prodotti Scudellaro sono venduti in oltre cento punti vendita in Veneto, ma da oggi questi sono destinati ad aumentare, grazie al nuovo macello CE da lungo “sognato” da Mirco Scudellaro, definito da Chiara Brazzo, sindaco di Candiana, “un sognatore che guarda lontano”. Ha detto Mirco: “Oggi alleviamo circa 70 mila polli, 30 mila faraone, 15 mila anatre, 10 mila capponi, più altre varietà in numero minore, sempre in grandi spazi verdi, aperti e ombreggiati, e alimentati con mais, crusca, erba medica e orzo coltivati nei 100 ettari di terra di proprietà della famiglia. Decenni di esperienza come allevatori avicoli ci hanno portato alla convinzione che prima di tutto viene la salute e il benessere animale, il cui rispetto porta all’abbattimento drastico dell’uso di medicinali durante le fasi dell’allevamento, quindi a una maggiore qualità nel piatto. Il nostro impegno è quello di crescere, di arrivare a nuovi punti vendita sull’intera area regionale ed extra-regionale. La crescita in termini numerici ci garantisce la possibilità di mantenere inalterati i costi di produzione senza toccare la qualità che, anzi, dovrà aumentare ulteriormente. Restiamo fermi sul controllo dell’intera filiera di produzione, fornendo la tracciabilità dal chicco di mais al prodotto da mettere a tavola”. Il nuovo macello di 1600 metri quadri rappresenta l’avanguardia del settore in Italia ed è stato assemblato con le migliori attrezzature italiane e francesi, per garantire efficienza, attenzione agli aspetti legati alla sicurezza sul lavoro e all’igiene, nonché cura nella lavorazione delle carni a salvaguardia della qualità. L’azienda, infatti, non utilizza stimolatori per la crescita, ed il ciclo di vita degli animali è tre volte superiore a quello degli animali da allevamenti intensivi; inoltre, lo spiumaggio avviene manualmente per preservare l’integrità della pelle e la consistenza delle carni.

i cortili di razzolamento di oche e anatre azienda agricola Scudellaro

“Non ci vogliono far mangiare ciò che produciamo”, ha detto nell’incontro Roberto Betto, presidente CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) di Padova, che ha denunciato le derive di un mercato globale che impone logiche legate più al guadagno che alla salubrità degli alimenti, e dunque alla salute delle persone, con pasti sempre più veloci e di minore qualità. Scherzando, ma non troppo, Betto ha lanciato lo slogan: “Più Scudellaro e meno McDonald’s“. Di fatto, oggi questo può essere possibile. Oltre a rifornire macellerie e ristoranti, l’azienda Scudellaro, infatti, ha inaugurato una nuova linea di prodotti pronti per essere portati in tavola o semplicemente da riscaldare, che sarà reperibile, oltre che nel nuovo punto vendita aziendale aperto al pubblico, anche nella grande distribuzione. Prodotti pensati per andare incontro a ritmi quotidiani sempre più serrati, ma soprattutto per mantenere alta la qualità di sempre. Per questo la trasformazione viene realizzata direttamente in azienda con cotture sottovuoto e a bassa temperatura in modo da preservarne profumi e valori nutrizionali ed è eseguita da cuochi preparati da un noto consulente di ristoranti, anche stellati, Pier Angelo Barontini. “Il nostro è un investimento importante sia in termini economici che in quelli di potenziamento aziendale, perché, a fianco dei nostri attuali dipendenti, con i quali abbiamo condiviso le scelte di questa nuova stagione, nasceranno nuovi posti di lavoro tra personale impegnato nell’allevamento, nella macellazione, nella preparazione dei nostri salumi e poi tra cuochi, banconieri, personale per la consegna della merce e ovviamente agenti”, ha aggiunto Mirco Scudellaro. Il costo dei prodotti Scudellaro si colloca in una fascia medio-alta di prezzo, ma si può far tesoro dei consigli dei nutrizionisti, che limitano il consumo di carne a poche volte la settimana, e seguire il motto, valido per chi scrive, del “poco ma buono”.

cortili di razzolamento polli azienda agricola Scudellaro

“Un pollo celestiale”. E se a dirlo è il parroco di Candiana, deve essere proprio vero! Il riferimento di don Leopoldo Zanon, intervenuto al taglio del nastro per la benedizione delle nuove strutture, era al pollo “latte&miele”, da lui assaggiato in occasione della sagra paesana, al suo arrivo a Candiana. Scudellaro è, infatti, anche una delle aziende che, dal 2007, conduce in collaborazione con l’Università di Padova questo sistema di allevamento, brevettato poi dalla CCIAA di Padova. Alla base c’è l’idea di allevare un pollo di altissima qualità che possa assurgere a immagine del territorio, sulla scorta di quanto accade in Francia con il “pollo di Bresse” a certificazione d’origine. Nel caso veneto, il periodo di allevamento è di 5 mesi, negli ultimi due mesi di vita i polli vengono alimentati aggiungendo all’ordinaria razione di cereali, latte in polvere scremato e miele millefiori dei Colli Euganei, che aumentano gusto e morbidezza delle carni.