Veneto Agricoltura ha presentato lo scorso 4 luglio a Legnaro (Pd) il Report finale 2017 sull’andamento dell’agricoltura e dell’agroalimentare veneto, che ha evidenziato un’altra annata in chiaroscuro, indice di una realtà complessa e in evoluzione che va conformandosi alle esigenze di un mercato sempre più dinamico e globale. Buono comunque il risultato generale, visto che nel 2017, nonostante un andamento climatico penalizzante, il valore complessivo della produzione lorda agricola regionale è stimato in 5,9 miliardi di euro, in crescita del 3,9% rispetto al 2016.
Imprese e occupazione. Il numero di imprese agricole attive iscritte al Registro delle Imprese delle CCIAA del Veneto si attesta a 63.637 unità, in flessione dello 0,7% rispetto all’anno precedente. Si registra però una crescita sia delle società di capitali (+5,5%) che delle società di persone (+3%). In aumento anche le altre forme di impresa (+3,3%), mentre prosegue il calo delle ditte individuali (52.403, -1,5%), che tuttavia costituiscono ancora la maggioranza delle aziende agricole venete (82%). Nel Veneto il numero di occupati in agricoltura risulta essere in calo (-5,7%, pari a 68.452 addetti), una cifra comunque superiore rispetto al 2015 (+9,4%).
Cereali e colture industriali. Buona annata per i cereali autunno-vernini che hanno visto un incremento delle rese ad ettaro a due cifre: +18,7% per il frumento duro, +13,8% per il tenero, +30% per l’orzo. Annata negativa invece per il mais a causa delle ondate di calore estive: alla diminuzione della superficie (165 mila ha a granella, -2,6% sul 2016) si è affiancata una contrazione delle rese di oltre il 14%. Male anche la soia (-17%) messa a dura prova dal clima e dalla cimice asiatica.
Colture ortofrutticole. Nel 2017 le superfici investite a orticole sono state pari a 27.600 ha (+1%, valore della produzione pari a 660 milioni di euro). Si stima che le orticole in piena aria, che rappresentano il 75% degli ortaggi coltivati in Veneto, si attestino a circa 20.500 ha (+2%), in aumento le piante da tubero (3.100 ha, +5%), mentre si riducono le orticole in serra, stimate in circa 4.000 ha (-6%). Le colture frutticole investono complessivamente circa 17.800 ha (+0,7%) mentre l’olivo è stabile a 5.000 ha. Il valore della produzione di frutta fresca è stato di circa 257 milioni di euro, un calo del -12% dovuto alle condizioni climatiche della primavera 2017.
Vitivinicoltura. La superficie vitata nel Veneto è pari a 80.255 ha, con un rialzo annuo del 4,2%, e una produzione di 11 mln q di uva (-15,5%, anche in questo caso l’andamento meteo ha colpito duro). La corrispondente produzione di vino si è fermata a circa 8,5 mln hl (-16,5%), il 73% Doc/Docg e il 23% Igt. Il Veneto nel 2017 ha esportato vino per 2,13 mld di euro (+6,4%) con gli spumanti, in gran parte rappresentati dal Prosecco, che vedono crescere i ricavi del 15,9% e i quantitativi del 13,4%.
Zootecnia. Nel 2017 le consegne di latte in Veneto registrano un ulteriore aumento del 3%, quasi il doppio rispetto al 2016, con un valore della produzione ai prezzi di base di 417 milioni di euro, in significativo recupero rispetto al 2016 (+9,5%), seppure ancora sotto i valori del 2013 e 2014, ad indicare un valore del latte crudo ancora basso, che nel 2017 è stato di 36,25 euro/hl (+11,3%). La produzione di carne bovina in Veneto è leggermente aumentata (+1%), arrivando a 173.000 t, e il valore della produzione ai prezzi di base è risultato pari a 420 milioni di euro, con una crescita del 2,5%. Il numero di ingressi di animali vivi è in aumento del 3,1% rispetto al 2016 con la Francia che continua ad incrementare la propria quota di mercato arrivata ormai all’82%. Il Veneto rimane la regione che più importa animali da allevamento, con una quota di oltre il 60% sul totale nazionale. Gli allevamenti da carne con almeno 1 capo sono scesi a 7.000 unità, quasi 500 in meno rispetto al 2016 (-6%). Va segnalata una lieve ripresa sia degli acquisti dei prodotti lattiero-caseari che di carne bovina. Aumenta la produzione di carne suina in valore (+15,8%), ma diminuisce la quantità (-2,8%).
Industria alimentare. Con una leggera diminuzione del numero di imprese attive (3.671 unità, -0,2%) e un incremento del numero di occupati (circa 40.000 addetti, +2,7%), l’alimentare rappresenta una quota del 7% del comparto manifatturiero. Gli indicatori sono di segno positivo: produzione (+2,7%), fatturato (+3,1 %), domanda interna (+3,2%) e, soprattutto, ordinativi esteri (+2,5%).
Import/Export. La bilancia commerciale veneta dei prodotti agroalimentari segna anche nel 2017 un saldo negativo di circa 483 milioni di euro. Il deficit è quasi raddoppiato rispetto al 2016, aumentando dell’80,8% a causa soprattutto all’incremento delle importazioni (+7,6%), mentre le esportazioni hanno registrato una crescita più modesta (+4,5%).
Primi risultati del 2018. Gli analisti di Veneto Agricoltura, relativamente alle intenzioni di semina, evidenziano una ripresa degli investimenti nei cereali autunno-vernini, mentre quelle a frumento duro e orzo dovrebbero aumentare in maniera meno rilevante. Relativamente alle colture a semina primaverile, le superfici a barbabietola da zucchero dovrebbero rimanere sostanzialmente invariate, mentre si stima una ulteriore perdita di superfici per il mais granella a vantaggio degli investimenti a soia. Buono, al momento, l’andamento vegetativo della vite. Nei primi 5 mesi del 2018 si sta assistendo ad un calo delle quotazioni del latte, sia a livello UE che Italia, di almeno un paio di euro/hl. rispetto agli ultimi mesi del 2017. In Veneto i valori sono scesi, a maggio, sotto i 36 euro/100 lt. Nel primo trimestre del 2017 gli acquisti di carni bovine da parte delle famiglie continuano a crescere, con un aumento della spesa del 5,4% sia per un aumento dei prezzi, ma anche della quantità (+2,5%).
Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura
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Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago celebra l’Anno Europeo del Patrimonio Culturale annunciando una nuova partnership con il Consorzio Ville Venete e confermando la partecipazione a Sorsi d’Autore, la rassegna culturale ed enogastronomica promossa in quattro ville venete dall’Istituto Regionale Ville Venete e Fondazione Aida dal 1° all’8 luglio.
Complice il caldo di questi giorni, non poteva avvenire che nelle fresche sale di una cantina il battesimo del Coordinamento regionale delle Strade del vino e dei prodotti tipici del Veneto. Atto costitutivo e statuto della neonata associazione sono stati firmati lo scorso 12 giugno dai rappresentanti delle 12 Strade che la compongono nella cantina Monte Tondo a Soave, nell’Est Veronese.
Sono 35 mila i bambini delle scuole elementari del Veneto che in queste settimane sono stati protagonisti della campagna educativa “latte nelle scuole”. Hanno scoperto con i loro insegnanti il ciclo del latte e le sue proprietà, hanno fatto merenda ogni settimana con latte biologico e yogurt da latte fresco, visitato latterie e laboratori imparando come si riesce a trasformare il latte in formaggio, ricevuto dalle maggiori latterie venete prodotti lattiero-caseari da consumare in famiglia. Il tutto grazie all’iniziativa dell’assessorato all’agricoltura della Regione Veneto che, d’intesa con le Organizzazioni di produttori Lattebusche di Belluno, Latteria Soligo di Treviso e Latterie Vicentine di Vicenza e con la Camera di commercio Venezia Rovigo Delta lagunare, ha permesso a questi bambini di essere parte attiva di un percorso didattico inserito nel programma europeo, coordinato dal Ministero per le politiche agricole, che promuove il consumo del latte e dei suoi derivati tra i più giovani.

La Giunta regionale del Veneto ha approvato, su proposta dell’assessore all’Agricoltura e di concerto con l’assessore alla Sanità, il Piano operativo regionale 2018 per lo svolgimento dei controlli a campione sull’etichettatura obbligatoria delle carni bovine e dei prodotti a base di carni bovine. Quest’anno i controlli coinvolgeranno 267 operatori sui complessivi 3.600 operatori della filiera.
Funghi, che passione…ma anche giusti obblighi! Con i funghi, infatti, non si scherza e per questo la legge obbliga i commercianti che intendono vendere al dettaglio funghi freschi spontanei e porcini secchi sfusi a sostenere un esame specifico che prevede il rilascio, da parte di Regione e Veneto Agricoltura, di un attestato di idoneità.
Sta riscuotendo grande interesse il bando del Programma di sviluppo rurale del Veneto dedicato all’ ”ottimizzazione ambientale”, cioè a promuovere e sostenere imprese e tecniche agricole che investono in colture a risparmio idrico e a basso impatto ambientale. Sono già centinaia le domande che stanno pervenendo ad Avepa sul bando avviato dalla Regione Veneto il 26 marzo scorso ( Dgr n. 396 del 26 marzo 2018) e aperto sino al 15 maggio, che stanzia 15 milioni di euro. La ricaduta ipotizzata dai tecnici è di benefici per 6 mila ettari di terreno per anno.