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Agriturismo: il 26 febbraio 2018, a Mestre (VE) si parla del passaggio di competenze delle Province alla Regione e della nuova classificazione qualitativa, espressa con i girasoli

foto Agriturist, Agriturismo Tenuta Castel Venezze, San Martino di Venezze (Ro)

Forte di 53.428 strutture ricettive (alberghiere e extralberghiere) per complessivi 707.406 posti letto, il Veneto ha una grande attrattività turistica. Gli agriturismi sono 1.465, di cui 931 svolgono il servizio di pernottamento, per un totale di 13.246 posti letto (dati Regione Veneto). Dei grandi cambiamenti in arrivo con il pacchetto di riordino, contenuto nella legge di stabilità 2017, che assegna alle Regioni tutte le competenze sugli agriturismi che prima erano in capo alle Province, in base alla legge regionale 28 del 2012, si parlerà lunedì 26 febbraio nel convegno, aperto a tutti gli operatori agrituristici, organizzato da Confagricoltura e Agriturist Veneto a Mestre (VE) alle 15.30 nella sede dell’organizzazione di categoria in via Monteverdi 15.

All’incontro presenti i dirigenti del turismo della Regione Veneto. Sarà la Regione Veneto, dunque, a occuparsi da quest’anno del riconoscimento e della verifica dei requisiti, così come della classificazione delle aziende agrituristiche e della loro valorizzazione e promozione. Sempre alla Regione toccherà svolgere l’attività di controllo sul rispetto dei requisiti e dell’esercizio degli agriturismi, con applicazione delle sanzioni in caso di inadempienze o violazioni. “E’ sempre più difficile lavorare con una babele di enti che esegue i controlli – sottolinea Leonardo Granata, presidente di Agriturist Veneto, e riunire le competenze in una sola mano comporterà una semplificazione e un’organizzazione della macchina burocratica migliore, che ci auguriamo non costringa più in futuro a difenderci da rilievi assurdi che hanno bloccato le attività anche per parecchi giorni”.

Tra le prime novità che la Regione metterà in campo, grazie al cambio di competenze, sarà la classificazione, da 1 a 5, che verrà data agli agriturismi veneti con i girasoli, che corrispondono alle stelle degli hotel. La classificazione avrà lo scopo di dare al pubblico un’idea complessiva di massima del livello di comfort (comodità dell’accoglienza), della varietà di servizi (animazione dell’accoglienza) e della qualità del contesto ambientale (natura, paesaggio, tranquillità) che ciascuna azienda agrituristica è in grado di offrire.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto

Il Veneto si dota di una legge per la tutela e la valorizzazione delle birre artigianali, nella cui produzione primeggia

I birrai artigianali di Confartigianato nell’incontro Argav-Wigwam 2017

Lo scorso 6 febbraio il Consiglio regionale del Veneto ha approvato all’unanimità la proposta di legge di iniziativa consiliare n. 133 per la promozione e la valorizzazione dei prodotti e delle attività dei produttori di birra artigianale.

Cosa prevede. Con l’entrata in vigore della nuova disciplina, la Regione del Veneto attuerà misure di sostegno alla qualità del prodotto e alle imprese tramite la valorizzazione della produzione birraia artigianale e delle sue metodologie di lavorazione, l’incentivazione dello sviluppo della coltivazione e della qualità di lavorazione delle materie prime per la produzione birraia artigianale, con particolare riferimento alla produzione di luppolo e orzo, anche sostenendo la creazione e lo sviluppo della filiera locale, e la promozione della qualificazione delle competenze professionali per gli operatori del settore. A questo scopo, tra le varie iniziative previste dal provvedimento, la Giunta istituirà il registro dei Birrifici Artigianali e definirà un Disciplinare specificamente  rivolto ai produttori di birra artigianale e ai produttori di orzo e luppolo. La Giunta regionale, inoltre, promuoverà iniziative di informazione, promozione e valorizzazione della ‘birra artigianale’ tra le quali una fiera annuale della Birra Artigianale da tenersi, a rotazione, nei diversi territori della Regione vocati alla sua produzione. Questa disposizione è stata oggetto di un emendamento presentato da un Consigliere di minoranza ed approvato dall’Aula che prevede, nell’ambito della Fiera della Birra artigianale, l’allestimento di un punto informativo sul ‘Bere responsabile’ organizzato in collaborazione con l’ULSS territorialmente competente.

Coldiretti, “forte spinta all’occupazione tra gli under 35”. In una nota Coldiretti Veneto, che si definisce ispiratrice della norma, “sottolinea l’importanza del provvedimento che prevede non solo incentivi per la coltivazione degli ingredienti principali  (le risorse stanziate sommano a 250mila euro di cui 100 mila per la promozione della filiera locale), ma definisce anche i parametri legali per sostenere l’attività di birraio tra i giovani agricoltori riconoscendo questa professione come connessa alla qualifica di imprenditore, creando anche i presupposti del “piccolo birrificio agricolo”.

Esulta anche Confartigianato Imprese Veneto. “La norma, prima esperienza del genere in Italia, era fortemente attesa da produttori artigiani, agricoli e associazioni di categoria, perché punta a sostenere la filiera veneta per la birra artigianale e anche chi intende avvicinarsi a tale settore. Un importante riconoscimento per un settore che sta crescendo e che vuole essere valorizzato per la qualità e per la tradizione, elementi fondamentali che hanno determinato il successo e che sono alla base per ulteriori positivi sviluppi”, ha commentato Ivan Borsato, presidente regionale Veneto dei birrifici di Confartigianato. “E’ dagli anni Novanta che, in Italia, si sta affermando il fenomeno dei birrifici artigianali. Un successo fortemente legato alla nostra proposta ai consumatori di una birra in cui la ricerca di materie prime di alto livello è il valore aggiunto, teso a creare prodotti che dal punto di vista organolettico si differenziano da quelli ottenuti con tecniche di tipo industriale. La birra artigianale sta diventando uno dei prodotti d’eccellenza del made in Italy ed il provvedimento regionale introduce delle opportunità per i piccoli birrifici del nostro territorio, tra cui quello di dotarsi di un marchio regionale supportato da un disciplinare di produzione. Inoltre, la legge stanzierà anche risorse per promuovere i birrifici artigianali”, aggiunge Borsato.

La situazione in Italia e in Veneto. In due decenni il numero di birrifici artigianali nel nostro Paese è aumentato esponenzialmente passando da poche decine ad oltre 500, facendo diventare l’Italia il quarto produttore mondiale di birra artigianale. Il Veneto in questi ultimi anni, con 79 birrifici attivi, seguito da Piemonte ed Emilia-Romagna, si dimostra una delle regioni più vivaci per la presenza di queste realtà artigianali anche di piccole dimensioni ma capaci di attrarre un pubblico sempre più folto ed attento.

Fonte: Servizio Stampa Consiglio regionale del Veneto/Coldiretti Veneto/Confartigianato Imprese Veneto

 

 

Eletto il nuovo presidente Cia Agricoltori Veneto

Gianmichele Passarini, neo presidente CIA Veneto

Il veronese Gianmichele Passarini è il nuovo presidente regionale della Cia-Agricoltori Italiani Veneto. Insieme a Flavio Furlani, presidente uscente, all’assemblea era presente il presidente nazionale Dino Scanavino, che ha ricordato l’importanza del Veneto nel panorama agricolo nazionale. In rappresentanza della Regione era presente il consigliere regionale Graziano Azzalin.

Gianmichele Passarini è titolare di un’azienda di allevamento avicolo e seminativi a Bovolone (VR), ha 47 anni, e vanta una ventennale “militanza” nella Cia, dove ha partecipato a gruppi dirigenziali e ricoperto ruoli di rappresentanza negli enti. “La mia candidatura nasce da un progetto di rilancio del ruolo della Cia a livello regionale. In un’agricoltura sempre più innovativa e dinamica, dobbiamo puntare su una governance nuova e sempre più specializzata”, ha detto il neo-eletto.

Fonte: Servizio Stampa Cia Agricoltori Veneto

Nato in Veneto il consorzio di tutela multiprodotto “Qualità Verificata”

“E’ la via veneta per promuovere e difendere la qualità, la peculiarità e la salubrità dei prodotti della nostra terra, dai rischi della globalizzazione e dalla concorrenza sleale dei prodotti contraffatti”: così l’assessore all’agricoltura della Regione Veneto Pan ha presentato – nell’ambito di Fieragricola 2018 – il Consorzio di tutela, promozione e valorizzazione dei prodotti “Qualità Verificata”.

L’iter. “L’istituzione del Consorzio di tutela e valorizzazione dei prodotti a qualità verificata arriva a compimento di un percorso lungo, partito ancora 18 anni fa dalla prima legge istitutiva del sistema QV – ha ricordato l’assessore – e condiviso con gli utilizzatori del marchio. Il consorzio di tutela è l’unico esempio di un consorzio pluriprodotto (di solito i consorzi di tutela sono costituiti dai produttori di DOP ed IGP e trattano un solo prodotto o prodotti simili) ed è stato congeniato in modo da garantire rappresentanza e autorevolezza ai suoi soci ed alle loro azioni di valorizzazione delle diverse filiere produttive”.

Guidato da Lorenzo Brugnera (Latteria Soligo), vicepresidente Fabio Scomparin (Azove), e consiglieri Fabiano Barbisan (Unicarve) e Nicola Fortuna (Scaligera), il Consorzio comprenderà presto anche i soci del Consorzio Ortofrutticolo Padano , pronto ad allargarsi anche agli altri venti concessionari del marchio QV, tra aziende agricole e filiere di produzione. Al sistema di qualità creato dalla Regione Veneto hanno aderito sinora quasi 1900 operatori, che hanno accettato di adottare uno o più dei 69 disciplinari di produzione, certificati dai tre organismi autorizzati alla validazione e al controllo. Sul mercato, il marchio QV identifica e garantisce 16 prodotti veneti, dalle patate al latte, alla carne bovina, per un corrispettivo di oltre 10 mila tonnellate di beni agroalimentari.

Controllo e valorizzazione. “Obiettivo del consorzio è mettere sotto lo stesso processo di qualità e promozione carne, latte, formaggi, ortofrutta, ottenuti secondo i disciplinari concordati, e renderli facilmente riconoscibili grazie al marchio registrato dalla Regione Veneto, che diventa sinonimo di salute e di eccellenza. Al Consorzio abbiamo affidato il compito di segnalare eventuali abusi e di promuovere e valorizzare la qualità dei prodotti, anche con iniziative di sensibilizzazione e collaborazione con i medici di famiglia, le scuole e le strutture di refezione collettiva”.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

Mondo agricolo e ristorazione, se ne parla a Este (PD) martedì 6 febbraio 2018, a moderare l’incontro il consigliere Argav Maurizio Drago

Il mondo agricolo e la ristorazione” è il tema del convegno, aperto al pubblico, che Futuro Agricoltura, (organizzazione professionale agricola con sedi in provincia di Padova, Vicenza, Verona, Treviso e Rovigo) organizza martedì 6 febbraio 2018 all’Istituto Salesiano Manfredini di Este (PD).

Formazione e lavoro. “E’ importante valorizzare il comparto agricolo facendo interagire i produttori locali con gli studenti delle scuole alberghiere per far comprendere che mangiare italiano è sinonimo d’eccellenza e d’alta qualità“, sottolinea Bruno Mori, presidente regionale di Futuro Agricoltura. Con l’inizio dei lavori, previsto per le ore 9.00, si parlerà di nuove prospettive di lavoro e crescita professionale, volte ad avvicinare gli imprenditori del mondo agricolo a quelli della ristorazione.

Numerosi gli interventi sia del mondo istituzionale che delle strutture agricole, dell’alimentazione, della prevenzione e del controllo. Saranno presenti gli assessori regionali Giuseppe Pan (Agricoltura), Elena Donazzan (Lavoro), il sindaco di Este Roberta Gallana, il direttore dell’Istituto Salesiano Manfredini don Dino Marcon e la segretaria provinciale Asso Consum Elena Capone. Al convegno, moderato dal consigliere Argav, giornalista enogastroturista Maurizio Drago, parteciperà anche Anna Maria Pellegrino, presidente nazionale AIFB (Associazione Italiana Food Blogger). Dopo gli interventi, per mano di Danilo Maron, segretario nazionale di Labor, sindacato europeo del lavoro, seguirà l’assegnazione del Premio “Io Labor” ad aziende, enti e personalità che hanno contribuito allo sviluppo economico e alla crescita del lavoro, tra cui il noto scrittore e giornalista Ferdinando Camon. A coronare una giornata ricca di spunti e riflessioni sulla ristorazione e non solo, si svolgeranno workshop di prodotti agroalimentari, presentazioni di prodotti agricoli d’eccellenza e degustazioni. La preparazione del buffet sarà realizzata dai ragazzi dell’Istituto Salesiano estense a indirizzo alberghiero.

Fonte: Servizio stampa Futuro Agricoltura

Rinnovato il Consiglio dell’Unione Europea delle Cooperative Veneto, riconfermato alla presidenza Claudio Zambon

Vincenzo Sette (Coordinatore organizzativo nazionale UE.COOP), Claudio Zambon (Presidente UE.COOP Veneto) e Enrico Novarin (Coordinatore organizzativo regionale UE.COOP Veneto)

Claudio Zambon, vice-presidente di Co.Di.Vi., il Consorzio di Difesa di Vicenza, è stato riconfermato presidente di UE.COOP Veneto, l’associazione regionale dell’Unione Europea delle Cooperative, centrale cooperativa riconosciuta con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico nel 2013.

Rinnovo del Consiglio. La stessa Assemblea, riunitasi il 21 dicembre scorso a Dolo (VE) nelle Cantine Riviera del Brenta, ha rinnovato il Consiglio eleggendo Angelo Boscolo della Cooperativa Villaggio Pescatori, Federica Pozzato in rappresentanza della Cooperativa R.C.M., Federico Dianin, presidente del Consorzio Agrinordest e Francesca Finotti presidente della Cooperativa Delta Solidale. L’elezione è avvenuta all’unanimità. Il Consiglio di UE.COOP Veneto rimarrà in carica per i prossimi cinque anni e avrà il compito di promuovere le cooperative venete aderenti secondo i principi ispiratori di questa giovane centrale che mettono al centro la persona, l’etica, la trasparenza, la sostenibilità.

Riforma del terzo settore e legalità. All’assemblea ha partecipato il coordinatore nazionale di UE.COOP Vincenzo Sette che ha sottolineato – tra l’altro – le straordinarie potenzialità della cooperazione e del territorio veneto soffermandosi sulle grandi sfide che attendono il mondo della cooperazione, su tutte la riforma del terzo settore, che andrà nei prossimi anni a ri-conformare le caratteristiche strutturali e operative di questo importante comparto dell’economia sociale veneta. Ha infine illustrato come, anche nel settore della produzione e lavoro, in cui talvolta, purtroppo, si annidano sfruttamento e mala-gestione, vi sia la possibilità di realizzare progetti cooperativi che diano dignità ai lavoratori e garanzie alle imprese e ai cittadini.

Fonte: Servizio Stampa UE.Coop Veneto

Quote latte, pagina non felice della politica

“Quella delle quote latte in Italia è una pagina non felice della politica che ha creato un notevole danno all’Erario e pesanti distorsioni della concorrenza a discapito degli allevatori onesti”. È il commento di Fabio Curto, presidente del settore lattiero caseario di Confagricoltura Veneto, in merito alla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, che ha condannato l’Italia per non aver recuperato 1,3 miliardi di euro dai produttori lattieri in seguito al superamento delle quote latte nel periodo 1995-2009.

Un costo che ricade sulla collettività. “La maggioranza degli allevatori ha rispettato le quote di produzione o le ha acquistate, oppure ha già pagato i prelievi sulle eccedenze in caso di superamento dei limiti. Ora non possiamo farci carico di quei pochi che non hanno rispettato i livelli produttivi e la legge. I produttori in difetto hanno avuto tutte le possibilità di regolarizzare la loro posizione attraverso adeguate rateizzazioni”. Per la Corte – ricorda Confagricoltura – si tratta di una “situazione iniqua nei confronti dei contribuenti italiani“, poiché il costo è ricaduto sulla collettività. La Commissione stima che, su 2,305 miliardi di euro, ben 1,752 miliardi non siano ancora stati rimborsati dai singoli produttori che hanno materialmente commesso le violazioni. Una parte dell’importo sembra considerato perso o rientra in un piano a tappe di 14 anni, ma la Commissione stima che restino da recuperare ancora 1,343 miliardi. “Ci trasciniamo in problemi che si sarebbero dovuti risolvere negli anni trascorsi in un settore che oggi è completamente liberalizzato e che sta subendo enormi fluttuazioni di mercato. In questo momento sarebbe stato più opportuno avere risorse per favorire la competitività e non ulteriori pesi che vengono da lontano, una situazione che si è incancrenita e dove la politica non è intervenuta quando avrebbe dovuto”, conclude Curto.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto

26 gennaio-4 febbraio 2018, a Dosson (TV) c’è la 32a festa del radicchio. Ad inaugurare la manifestazione il 26 gennaio, un convegno aperto al pubblico sulle proprietà nutrizionali del radicchio veneto.

Nell’ambito della 32a Festa del radicchio di Treviso, che si terrà a Dosson dal 26 gennaio al 4 febbraio 2018, l’Associazione dei produttori radicchio di Dosson in collaborazione con DtoLabs- Centro di Eccellenza Analitica, organizzano il convegno aperto al pubblico della manifestazione”Le proprietà antiossidanti e nutrizionali del radicchio veneto“, che si terrà alle ore 18.30 venerdì 26 gennaio nella tensostruttura di via Fermi a Dosson di Casier (TV).

Lo studio. Nell’occasione, saranno presentati i risultati di una ricerca realizzata in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia e la Regione Veneto relativa allo studio delle sostanze antiossidanti (flavonoidi ed antocianine) presenti nelle varietà autoctone del radicchio veneto. Saranno inoltre descritte le caratteristiche nutrizionali della pianta messe in luce dallo studio. Per informazioni 338-8268034.

Fonte: Associazione Produttori radicchio di Dosson

Buono e salutare, il Broccolo fiolaro di Creazzo (VI) tiene banco fino a febbraio

campo di broccolo fiolaro in alta collina a Creazzo (foto Alessandro Bedin)

(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav) Croccante e dolce al palato, in cottura ha un odore meno invasivo rispetto alle altre brassicacee, famiglia a cui appartengono verze, cavoli, broccoli e rape, ma come esse è ricco di proprietà nutritive: è il Broccolo fiolaro di Creazzo, località in provincia di Vicenza che si estende sia in pianura che in collina (max 200 metri slm). La cittadina in epoca romana fu un importante centro commerciale, trovandosi lunga la via Postumia, strada consolare che attraversava la pianura padana per collegare il porto di Genova a quello di Aquileia.

Salutare e versatile in cucina. Grazie al consigliere Alessandro Bedin, lo scorso 12 gennaio i soci Argav hanno avuto l’occasione di visitare dei campi di coltivazione della rinomata coltura invernale vicentina, riconosciuta Prodotto Agroalimentare Tradizionale dal 1998 ed insignita della De.Co. (Denominazione Comunale). Il Broccolo fiolaro deriva il nome dalla presenza dei “fioi“, i germogli più teneri che, insieme alle foglie giovani, rappresentano la parte più appetibile da consumare. Se ne può avere un  assaggio alla sagra, giunta alla 19a edizione, in corso a Creazzo fino al 21 gennaio, che offre ogni sera numerosi piatti in cui il versatile ortaggio è protagonista.

Claudio Meggiolaro, a Creazzo storico coltivare di broccolo fiolaro (foto Alessandro Bedin)

Negli anni Sessanta del secolo scorso veniva portato al mercato confezionato in ‘sacare’, coroncine che le donne intrecciavano con i rami di salice. Oggi, invece, il Broccolo fiolaro viene commercializzato in pratiche cassette. Accompagnati da Beatrice Girardello e Maria Pia Cattani, rispettivamente presidente ed ex presidente della pro loco di Creazzo, promotrice della sagra (per info 331-9628356), siamo saliti nella parte alta del paese per incontrare Claudio Meggiolaro, storico coltivatore dell’ortaggio, che ci ha portati a visitare un campo. E’ proprio nella zona collinare (Rivella, Beccodoro, Rampa) che crescono i migliori esemplari della pianta (nome scientifico Brassica oleracea convar. botrytis var. italica), grazie al clima più mite e secco rispetto alla pianura, nonché ai terreni, lievemente pendenti, esposti a Sud, ricchi di sorgenti naturali e costituiti da terre calcaree bianche di tipo lomoso-sabbioso, che conferiscono al broccolo il giusto equilibrio tra sostanze azotate ed organiche. Ha raccontato Meggiolaro: “Quella del Broccolo fiolaro a Creazzo è una coltivazione antica, segnalata fin dall”800, in passato ha rappresentato una voce importante per la nostra economia, oggi è mercato di nicchia che coinvolge piccoli coltivatori ed una grande azienda, la produzione è destinata al mercato locale e alla ristorazione. E’ una pianta rustica che non necessita di grande cure e che ha una buona resa, quest’anno la produzione dovrebbe assestarsi sui 200 q per circa 500/600 mila piante presenti, nel prezzo (circa 6 euro al kg per i fioi) la spesa che incide di più è la manodopera, in quanto l’ortaggio viene raccolto a mano”.

soci Argav nel campo di Broccolo fiolaro (foto Alessandro Bedin)

Coltivazione. La semente, che ogni coltivatore produce in proprio operando una selezione nel periodo di fioritura ad aprile, viene sparsa nel semenzaio dopo la metà di giugno per produrre le piantine da trapianto che, raggiunti i 10 cm, vengono trapiantate  in campo ad agosto, quindi innaffiate per 3-4 volte, il mattino o la sera, per farle attecchire. A un mese dal trapianto viene applicata una sarchiatura e una leggera concimazione naturale. A novembre, verso la fine del mese, dopo le prime gelate i primi broccoli sono pronti per la raccolta che si protrae per tutto il periodo invernale, fino a febbraio.

I giovani fiolari del colle presenti con un banco vendita alla sagra del broccolo fiolaro (foto Marina Meneguzzi)

Giovani fiolari. Nel corso della visita abbiamo incontrato anche dei coltivatori ventenni, “I giovani fiolari del colle“. La loro attività è sorta nel 2013 su iniziativa di Alberto Maccagnan (347-2882530), perito agrario, e dell’amico Edoardo Longo (340-1408117). Raccontano: “Abbiamo recuperato dei terreni di famiglia incolti da oltre vent’anni ed oggi siamo riusciti a creare una squadra giovane e determinata che lavora con passione da inizio estate a fine inverno e si indentifica in un prodotto del territorio che nasce e cresce al naturale, con coltivazioni biodinamiche. Con un preavviso di 24/48 ore consegnamo il prodotto fresco direttamente a ristoranti (tra cui lo stellato La Peca di Lonigo) e a privati su richiesta”.

Daniela Patella Scola Bedin davanti alla limonaia nel brolo di Villa Scola Camerini (foto Marina Meneguzzi)

esterno villa Scola Camerini di Creazzo (foto Marina Meneguzzi)

autoritratto di Maria Scola Camerini (foto Marina Meneguzzi)

da sx, Beatrice Girardello, presidente pro loco Creazzo, insieme ai soci Argav nel Palazzo del Colle, sede comunale di rappresentanza

Non solo broccoli. Nelle colline intorno al paese di Creazzo “vecchio”, oltre ai campi di broccoli ci sono numerose ville storiche. Tra queste, Villa Scola Camerini, denominata “il Castello”, non aperta al pubblico, di cui abbiamo visto l’esterno con una guida d’eccezione, Daniela Patella Scola Bedin. Il complesso originario risale al XV secolo, ma di quell’epoca è rimasto ben poco, alcune finestre nella parte a Nord. Rimaneggiato nel Seicento (portico) e nel Settecento (statue), oggi rappresenta uno dei maggiori esempi dell’architettura eclettica vicentina della seconda metà del secolo scorso. La nostra guida ci ha narrato anche l’affascinante storia della contessa scultrice Maria Camerini, di origine polesana e sposata Scola, che visse tra fine Ottocento e inizio Novecento e che ha finemente ritratto la cerchia familiare e amicale (tra cui il poeta e scrittore Antonio Fogazzaro) fermandone le espressioni nei busti in bronzo e in gesso che oggi danno vita a una bella collezione privata. L’estro artistico della contessa spaziava anche nella pittura, sua la copia della pala tiepolesca dell’Immacolata da lei donata alla parrocchiale di Sant’Ulderico (990, rimaneggiata più volte nel corso del ‘400, ‘600 e ‘800) di Creazzo, che custodisce anche una bella pala d’altare del XVI secolo attribuita a Francesco e Girolamo Da Ponte, detto Bassano, e che è incorniciata da un poco comune marmo azzurro iraniano. Caratteristico anche Palazzo del Colle, ex sede municipale di Creazzo, di recente restaurato, in cui trova spazio l’ufficio postale e la sede di rappresentanza comunale in cui vengono celebrati matrimoni di rito civile, allestite mostre ed organizzati eventi.

 

Da oggi fino al 21 gennaio 2018, a Creazzo (VI) si festeggia il Broccolo Fiolaro. Nel giorno di apertura della sagra, visita dei soci Argav ad alcuni campi di coltivazione.

L’ortaggio invernale coltivato a Creazzo (VI), denominato Broccolo Fiolaro per la sua caratteristica di produrre foglie giovani a mazzetti – “cortissimi peduncoli fiorali atrofizzati circondati da giovani foglie”-, un tempo considerato il cibo dei poveri, è stato rivalutato negli ultimi decenni per il suo particolare gusto ma soprattutto per le importanti caratteristiche antimutagene e anticancerogene dovute all’elevato contenuto di antiossidanti che ha in sé.

Un ortaggio umile ma sano che si può gustare in molteplici modi tra novembre e febbraio e soprattutto in occasione della 19° edizione della sagra, che da oggi, venerdì 12 sino al 21 gennaio 2018 è possibile visitare presso il Palatenda riscaldato al Polisportivo Comunale (via Torino).

Visita Argav. Grazie al consigliere Alessandro Bedin, anche i soci Argav avranno l’occasione di visitare la manifestazione nel giorno di apertura. Il programma di visita ha inizio alle ore 15.00, con il ritrovo in piazza del comune di Creazzo. Dopodiché, alle 15.30, si andrà a visitare il campo di broccoli dello storico coltivatore Meggiolaro e, tempo permettendo, anche il campo di broccoli dell’azienda “I giovani fiolari del colle“, gestita da due giovani coltivatori. Al ritorno, è prevista la visita alla chiesa di S.Ulderico ed una presentazione del territorio. Verso le 18.30/19.00 si potrà cenare nello stand della sagra per apprezzare anche a tavola le virtù del broccolo fiolaro.