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Eletto il nuovo presidente Cia Agricoltori Veneto

Gianmichele Passarini, neo presidente CIA Veneto

Il veronese Gianmichele Passarini è il nuovo presidente regionale della Cia-Agricoltori Italiani Veneto. Insieme a Flavio Furlani, presidente uscente, all’assemblea era presente il presidente nazionale Dino Scanavino, che ha ricordato l’importanza del Veneto nel panorama agricolo nazionale. In rappresentanza della Regione era presente il consigliere regionale Graziano Azzalin.

Gianmichele Passarini è titolare di un’azienda di allevamento avicolo e seminativi a Bovolone (VR), ha 47 anni, e vanta una ventennale “militanza” nella Cia, dove ha partecipato a gruppi dirigenziali e ricoperto ruoli di rappresentanza negli enti. “La mia candidatura nasce da un progetto di rilancio del ruolo della Cia a livello regionale. In un’agricoltura sempre più innovativa e dinamica, dobbiamo puntare su una governance nuova e sempre più specializzata”, ha detto il neo-eletto.

Fonte: Servizio Stampa Cia Agricoltori Veneto

Nato in Veneto il consorzio di tutela multiprodotto “Qualità Verificata”

“E’ la via veneta per promuovere e difendere la qualità, la peculiarità e la salubrità dei prodotti della nostra terra, dai rischi della globalizzazione e dalla concorrenza sleale dei prodotti contraffatti”: così l’assessore all’agricoltura della Regione Veneto Pan ha presentato – nell’ambito di Fieragricola 2018 – il Consorzio di tutela, promozione e valorizzazione dei prodotti “Qualità Verificata”.

L’iter. “L’istituzione del Consorzio di tutela e valorizzazione dei prodotti a qualità verificata arriva a compimento di un percorso lungo, partito ancora 18 anni fa dalla prima legge istitutiva del sistema QV – ha ricordato l’assessore – e condiviso con gli utilizzatori del marchio. Il consorzio di tutela è l’unico esempio di un consorzio pluriprodotto (di solito i consorzi di tutela sono costituiti dai produttori di DOP ed IGP e trattano un solo prodotto o prodotti simili) ed è stato congeniato in modo da garantire rappresentanza e autorevolezza ai suoi soci ed alle loro azioni di valorizzazione delle diverse filiere produttive”.

Guidato da Lorenzo Brugnera (Latteria Soligo), vicepresidente Fabio Scomparin (Azove), e consiglieri Fabiano Barbisan (Unicarve) e Nicola Fortuna (Scaligera), il Consorzio comprenderà presto anche i soci del Consorzio Ortofrutticolo Padano , pronto ad allargarsi anche agli altri venti concessionari del marchio QV, tra aziende agricole e filiere di produzione. Al sistema di qualità creato dalla Regione Veneto hanno aderito sinora quasi 1900 operatori, che hanno accettato di adottare uno o più dei 69 disciplinari di produzione, certificati dai tre organismi autorizzati alla validazione e al controllo. Sul mercato, il marchio QV identifica e garantisce 16 prodotti veneti, dalle patate al latte, alla carne bovina, per un corrispettivo di oltre 10 mila tonnellate di beni agroalimentari.

Controllo e valorizzazione. “Obiettivo del consorzio è mettere sotto lo stesso processo di qualità e promozione carne, latte, formaggi, ortofrutta, ottenuti secondo i disciplinari concordati, e renderli facilmente riconoscibili grazie al marchio registrato dalla Regione Veneto, che diventa sinonimo di salute e di eccellenza. Al Consorzio abbiamo affidato il compito di segnalare eventuali abusi e di promuovere e valorizzare la qualità dei prodotti, anche con iniziative di sensibilizzazione e collaborazione con i medici di famiglia, le scuole e le strutture di refezione collettiva”.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

Mondo agricolo e ristorazione, se ne parla a Este (PD) martedì 6 febbraio 2018, a moderare l’incontro il consigliere Argav Maurizio Drago

Il mondo agricolo e la ristorazione” è il tema del convegno, aperto al pubblico, che Futuro Agricoltura, (organizzazione professionale agricola con sedi in provincia di Padova, Vicenza, Verona, Treviso e Rovigo) organizza martedì 6 febbraio 2018 all’Istituto Salesiano Manfredini di Este (PD).

Formazione e lavoro. “E’ importante valorizzare il comparto agricolo facendo interagire i produttori locali con gli studenti delle scuole alberghiere per far comprendere che mangiare italiano è sinonimo d’eccellenza e d’alta qualità“, sottolinea Bruno Mori, presidente regionale di Futuro Agricoltura. Con l’inizio dei lavori, previsto per le ore 9.00, si parlerà di nuove prospettive di lavoro e crescita professionale, volte ad avvicinare gli imprenditori del mondo agricolo a quelli della ristorazione.

Numerosi gli interventi sia del mondo istituzionale che delle strutture agricole, dell’alimentazione, della prevenzione e del controllo. Saranno presenti gli assessori regionali Giuseppe Pan (Agricoltura), Elena Donazzan (Lavoro), il sindaco di Este Roberta Gallana, il direttore dell’Istituto Salesiano Manfredini don Dino Marcon e la segretaria provinciale Asso Consum Elena Capone. Al convegno, moderato dal consigliere Argav, giornalista enogastroturista Maurizio Drago, parteciperà anche Anna Maria Pellegrino, presidente nazionale AIFB (Associazione Italiana Food Blogger). Dopo gli interventi, per mano di Danilo Maron, segretario nazionale di Labor, sindacato europeo del lavoro, seguirà l’assegnazione del Premio “Io Labor” ad aziende, enti e personalità che hanno contribuito allo sviluppo economico e alla crescita del lavoro, tra cui il noto scrittore e giornalista Ferdinando Camon. A coronare una giornata ricca di spunti e riflessioni sulla ristorazione e non solo, si svolgeranno workshop di prodotti agroalimentari, presentazioni di prodotti agricoli d’eccellenza e degustazioni. La preparazione del buffet sarà realizzata dai ragazzi dell’Istituto Salesiano estense a indirizzo alberghiero.

Fonte: Servizio stampa Futuro Agricoltura

Rinnovato il Consiglio dell’Unione Europea delle Cooperative Veneto, riconfermato alla presidenza Claudio Zambon

Vincenzo Sette (Coordinatore organizzativo nazionale UE.COOP), Claudio Zambon (Presidente UE.COOP Veneto) e Enrico Novarin (Coordinatore organizzativo regionale UE.COOP Veneto)

Claudio Zambon, vice-presidente di Co.Di.Vi., il Consorzio di Difesa di Vicenza, è stato riconfermato presidente di UE.COOP Veneto, l’associazione regionale dell’Unione Europea delle Cooperative, centrale cooperativa riconosciuta con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico nel 2013.

Rinnovo del Consiglio. La stessa Assemblea, riunitasi il 21 dicembre scorso a Dolo (VE) nelle Cantine Riviera del Brenta, ha rinnovato il Consiglio eleggendo Angelo Boscolo della Cooperativa Villaggio Pescatori, Federica Pozzato in rappresentanza della Cooperativa R.C.M., Federico Dianin, presidente del Consorzio Agrinordest e Francesca Finotti presidente della Cooperativa Delta Solidale. L’elezione è avvenuta all’unanimità. Il Consiglio di UE.COOP Veneto rimarrà in carica per i prossimi cinque anni e avrà il compito di promuovere le cooperative venete aderenti secondo i principi ispiratori di questa giovane centrale che mettono al centro la persona, l’etica, la trasparenza, la sostenibilità.

Riforma del terzo settore e legalità. All’assemblea ha partecipato il coordinatore nazionale di UE.COOP Vincenzo Sette che ha sottolineato – tra l’altro – le straordinarie potenzialità della cooperazione e del territorio veneto soffermandosi sulle grandi sfide che attendono il mondo della cooperazione, su tutte la riforma del terzo settore, che andrà nei prossimi anni a ri-conformare le caratteristiche strutturali e operative di questo importante comparto dell’economia sociale veneta. Ha infine illustrato come, anche nel settore della produzione e lavoro, in cui talvolta, purtroppo, si annidano sfruttamento e mala-gestione, vi sia la possibilità di realizzare progetti cooperativi che diano dignità ai lavoratori e garanzie alle imprese e ai cittadini.

Fonte: Servizio Stampa UE.Coop Veneto

Quote latte, pagina non felice della politica

“Quella delle quote latte in Italia è una pagina non felice della politica che ha creato un notevole danno all’Erario e pesanti distorsioni della concorrenza a discapito degli allevatori onesti”. È il commento di Fabio Curto, presidente del settore lattiero caseario di Confagricoltura Veneto, in merito alla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, che ha condannato l’Italia per non aver recuperato 1,3 miliardi di euro dai produttori lattieri in seguito al superamento delle quote latte nel periodo 1995-2009.

Un costo che ricade sulla collettività. “La maggioranza degli allevatori ha rispettato le quote di produzione o le ha acquistate, oppure ha già pagato i prelievi sulle eccedenze in caso di superamento dei limiti. Ora non possiamo farci carico di quei pochi che non hanno rispettato i livelli produttivi e la legge. I produttori in difetto hanno avuto tutte le possibilità di regolarizzare la loro posizione attraverso adeguate rateizzazioni”. Per la Corte – ricorda Confagricoltura – si tratta di una “situazione iniqua nei confronti dei contribuenti italiani“, poiché il costo è ricaduto sulla collettività. La Commissione stima che, su 2,305 miliardi di euro, ben 1,752 miliardi non siano ancora stati rimborsati dai singoli produttori che hanno materialmente commesso le violazioni. Una parte dell’importo sembra considerato perso o rientra in un piano a tappe di 14 anni, ma la Commissione stima che restino da recuperare ancora 1,343 miliardi. “Ci trasciniamo in problemi che si sarebbero dovuti risolvere negli anni trascorsi in un settore che oggi è completamente liberalizzato e che sta subendo enormi fluttuazioni di mercato. In questo momento sarebbe stato più opportuno avere risorse per favorire la competitività e non ulteriori pesi che vengono da lontano, una situazione che si è incancrenita e dove la politica non è intervenuta quando avrebbe dovuto”, conclude Curto.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto

26 gennaio-4 febbraio 2018, a Dosson (TV) c’è la 32a festa del radicchio. Ad inaugurare la manifestazione il 26 gennaio, un convegno aperto al pubblico sulle proprietà nutrizionali del radicchio veneto.

Nell’ambito della 32a Festa del radicchio di Treviso, che si terrà a Dosson dal 26 gennaio al 4 febbraio 2018, l’Associazione dei produttori radicchio di Dosson in collaborazione con DtoLabs- Centro di Eccellenza Analitica, organizzano il convegno aperto al pubblico della manifestazione”Le proprietà antiossidanti e nutrizionali del radicchio veneto“, che si terrà alle ore 18.30 venerdì 26 gennaio nella tensostruttura di via Fermi a Dosson di Casier (TV).

Lo studio. Nell’occasione, saranno presentati i risultati di una ricerca realizzata in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia e la Regione Veneto relativa allo studio delle sostanze antiossidanti (flavonoidi ed antocianine) presenti nelle varietà autoctone del radicchio veneto. Saranno inoltre descritte le caratteristiche nutrizionali della pianta messe in luce dallo studio. Per informazioni 338-8268034.

Fonte: Associazione Produttori radicchio di Dosson

Buono e salutare, il Broccolo fiolaro di Creazzo (VI) tiene banco fino a febbraio

campo di broccolo fiolaro in alta collina a Creazzo (foto Alessandro Bedin)

(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav) Croccante e dolce al palato, in cottura ha un odore meno invasivo rispetto alle altre brassicacee, famiglia a cui appartengono verze, cavoli, broccoli e rape, ma come esse è ricco di proprietà nutritive: è il Broccolo fiolaro di Creazzo, località in provincia di Vicenza che si estende sia in pianura che in collina (max 200 metri slm). La cittadina in epoca romana fu un importante centro commerciale, trovandosi lunga la via Postumia, strada consolare che attraversava la pianura padana per collegare il porto di Genova a quello di Aquileia.

Salutare e versatile in cucina. Grazie al consigliere Alessandro Bedin, lo scorso 12 gennaio i soci Argav hanno avuto l’occasione di visitare dei campi di coltivazione della rinomata coltura invernale vicentina, riconosciuta Prodotto Agroalimentare Tradizionale dal 1998 ed insignita della De.Co. (Denominazione Comunale). Il Broccolo fiolaro deriva il nome dalla presenza dei “fioi“, i germogli più teneri che, insieme alle foglie giovani, rappresentano la parte più appetibile da consumare. Se ne può avere un  assaggio alla sagra, giunta alla 19a edizione, in corso a Creazzo fino al 21 gennaio, che offre ogni sera numerosi piatti in cui il versatile ortaggio è protagonista.

Claudio Meggiolaro, a Creazzo storico coltivare di broccolo fiolaro (foto Alessandro Bedin)

Negli anni Sessanta del secolo scorso veniva portato al mercato confezionato in ‘sacare’, coroncine che le donne intrecciavano con i rami di salice. Oggi, invece, il Broccolo fiolaro viene commercializzato in pratiche cassette. Accompagnati da Beatrice Girardello e Maria Pia Cattani, rispettivamente presidente ed ex presidente della pro loco di Creazzo, promotrice della sagra (per info 331-9628356), siamo saliti nella parte alta del paese per incontrare Claudio Meggiolaro, storico coltivatore dell’ortaggio, che ci ha portati a visitare un campo. E’ proprio nella zona collinare (Rivella, Beccodoro, Rampa) che crescono i migliori esemplari della pianta (nome scientifico Brassica oleracea convar. botrytis var. italica), grazie al clima più mite e secco rispetto alla pianura, nonché ai terreni, lievemente pendenti, esposti a Sud, ricchi di sorgenti naturali e costituiti da terre calcaree bianche di tipo lomoso-sabbioso, che conferiscono al broccolo il giusto equilibrio tra sostanze azotate ed organiche. Ha raccontato Meggiolaro: “Quella del Broccolo fiolaro a Creazzo è una coltivazione antica, segnalata fin dall”800, in passato ha rappresentato una voce importante per la nostra economia, oggi è mercato di nicchia che coinvolge piccoli coltivatori ed una grande azienda, la produzione è destinata al mercato locale e alla ristorazione. E’ una pianta rustica che non necessita di grande cure e che ha una buona resa, quest’anno la produzione dovrebbe assestarsi sui 200 q per circa 500/600 mila piante presenti, nel prezzo (circa 6 euro al kg per i fioi) la spesa che incide di più è la manodopera, in quanto l’ortaggio viene raccolto a mano”.

soci Argav nel campo di Broccolo fiolaro (foto Alessandro Bedin)

Coltivazione. La semente, che ogni coltivatore produce in proprio operando una selezione nel periodo di fioritura ad aprile, viene sparsa nel semenzaio dopo la metà di giugno per produrre le piantine da trapianto che, raggiunti i 10 cm, vengono trapiantate  in campo ad agosto, quindi innaffiate per 3-4 volte, il mattino o la sera, per farle attecchire. A un mese dal trapianto viene applicata una sarchiatura e una leggera concimazione naturale. A novembre, verso la fine del mese, dopo le prime gelate i primi broccoli sono pronti per la raccolta che si protrae per tutto il periodo invernale, fino a febbraio.

I giovani fiolari del colle presenti con un banco vendita alla sagra del broccolo fiolaro (foto Marina Meneguzzi)

Giovani fiolari. Nel corso della visita abbiamo incontrato anche dei coltivatori ventenni, “I giovani fiolari del colle“. La loro attività è sorta nel 2013 su iniziativa di Alberto Maccagnan (347-2882530), perito agrario, e dell’amico Edoardo Longo (340-1408117). Raccontano: “Abbiamo recuperato dei terreni di famiglia incolti da oltre vent’anni ed oggi siamo riusciti a creare una squadra giovane e determinata che lavora con passione da inizio estate a fine inverno e si indentifica in un prodotto del territorio che nasce e cresce al naturale, con coltivazioni biodinamiche. Con un preavviso di 24/48 ore consegnamo il prodotto fresco direttamente a ristoranti (tra cui lo stellato La Peca di Lonigo) e a privati su richiesta”.

Daniela Patella Scola Bedin davanti alla limonaia nel brolo di Villa Scola Camerini (foto Marina Meneguzzi)

esterno villa Scola Camerini di Creazzo (foto Marina Meneguzzi)

autoritratto di Maria Scola Camerini (foto Marina Meneguzzi)

da sx, Beatrice Girardello, presidente pro loco Creazzo, insieme ai soci Argav nel Palazzo del Colle, sede comunale di rappresentanza

Non solo broccoli. Nelle colline intorno al paese di Creazzo “vecchio”, oltre ai campi di broccoli ci sono numerose ville storiche. Tra queste, Villa Scola Camerini, denominata “il Castello”, non aperta al pubblico, di cui abbiamo visto l’esterno con una guida d’eccezione, Daniela Patella Scola Bedin. Il complesso originario risale al XV secolo, ma di quell’epoca è rimasto ben poco, alcune finestre nella parte a Nord. Rimaneggiato nel Seicento (portico) e nel Settecento (statue), oggi rappresenta uno dei maggiori esempi dell’architettura eclettica vicentina della seconda metà del secolo scorso. La nostra guida ci ha narrato anche l’affascinante storia della contessa scultrice Maria Camerini, di origine polesana e sposata Scola, che visse tra fine Ottocento e inizio Novecento e che ha finemente ritratto la cerchia familiare e amicale (tra cui il poeta e scrittore Antonio Fogazzaro) fermandone le espressioni nei busti in bronzo e in gesso che oggi danno vita a una bella collezione privata. L’estro artistico della contessa spaziava anche nella pittura, sua la copia della pala tiepolesca dell’Immacolata da lei donata alla parrocchiale di Sant’Ulderico (990, rimaneggiata più volte nel corso del ‘400, ‘600 e ‘800) di Creazzo, che custodisce anche una bella pala d’altare del XVI secolo attribuita a Francesco e Girolamo Da Ponte, detto Bassano, e che è incorniciata da un poco comune marmo azzurro iraniano. Caratteristico anche Palazzo del Colle, ex sede municipale di Creazzo, di recente restaurato, in cui trova spazio l’ufficio postale e la sede di rappresentanza comunale in cui vengono celebrati matrimoni di rito civile, allestite mostre ed organizzati eventi.

 

Da oggi fino al 21 gennaio 2018, a Creazzo (VI) si festeggia il Broccolo Fiolaro. Nel giorno di apertura della sagra, visita dei soci Argav ad alcuni campi di coltivazione.

L’ortaggio invernale coltivato a Creazzo (VI), denominato Broccolo Fiolaro per la sua caratteristica di produrre foglie giovani a mazzetti – “cortissimi peduncoli fiorali atrofizzati circondati da giovani foglie”-, un tempo considerato il cibo dei poveri, è stato rivalutato negli ultimi decenni per il suo particolare gusto ma soprattutto per le importanti caratteristiche antimutagene e anticancerogene dovute all’elevato contenuto di antiossidanti che ha in sé.

Un ortaggio umile ma sano che si può gustare in molteplici modi tra novembre e febbraio e soprattutto in occasione della 19° edizione della sagra, che da oggi, venerdì 12 sino al 21 gennaio 2018 è possibile visitare presso il Palatenda riscaldato al Polisportivo Comunale (via Torino).

Visita Argav. Grazie al consigliere Alessandro Bedin, anche i soci Argav avranno l’occasione di visitare la manifestazione nel giorno di apertura. Il programma di visita ha inizio alle ore 15.00, con il ritrovo in piazza del comune di Creazzo. Dopodiché, alle 15.30, si andrà a visitare il campo di broccoli dello storico coltivatore Meggiolaro e, tempo permettendo, anche il campo di broccoli dell’azienda “I giovani fiolari del colle“, gestita da due giovani coltivatori. Al ritorno, è prevista la visita alla chiesa di S.Ulderico ed una presentazione del territorio. Verso le 18.30/19.00 si potrà cenare nello stand della sagra per apprezzare anche a tavola le virtù del broccolo fiolaro.

 

Viaggio a Segusino (TV), tra caprette Camosciate delle Alpi e memorie della Grande Guerra

(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav). Alessandro Coppe ha 25 anni e da circa cinque alleva capre a Segusino, borgo sulle falde occidentali del monte Cesen, al confine tra il Trevigiano e il Bellunese. La sua produzione di caciotte, robiole e ricottine a Natale era già terminata. I prossimi formaggi destinati alla vendita saranno pronti dopo le feste pasquali. Quattro mesi in cui, dunque, non guadagnerà dalla sua attività agricola. Ma lui è felice così.

Alessandro Coppe insieme alla mamma, Martina Montagner

Il perché è presto detto. Alessandro, infatti, si riconosce perfettamente nel ruolo di piccolo produttore locale quale è, e se gli si chiede se ha voglia di ingrandirsi, visto il successo di vendita riscontrato dai suoi prodotti, risponde di essere già soddisfatto nell’avere oggi una trentina di capre, da quattro che erano all’inizio. La sua è un’attività agricola accessoria rispetto al suo lavoro principale in una cantina della zona e le sue amate capre, ben tenute e ricoverate all’interno sul retro di casa, nutrite con fieno e sfarinati non ogm, gli danno già un gran da fare tutto l’anno. Certo, è aiutato dal papà e dalla mamma, che per amor suo è diventa casara e che oggi afferma di non voler cambiare questto mestiere con nessun altro al mondo (l’azienda agricola è in via Codalunga 58, per maggiori info 347-1111087).

scena a tema “1917, Natale in trincea”, la stretta di mano tra due soldati nemici

Un borgo che riserva sempre delle sorprese. Alessandro lo abbiamo incontrato lo scorso 30 dicembre in occasione della tradizionale visita dei soci Argav al Presepio Artistico di Segusino (TV), la cui edizione 2017/18 è titolata “1917, Natale in trincea“. Il presepio, visitabile fino al 4 febbraio 2018 dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 19 (domenica e festivi), dalle 14.30 alle 10 (prefestivi) e dalle 15 alle 18 (feriali), riesce ogni volta a stupirci, sia per la perfezione con cui vengono riprodotti ambientazioni e costumi dei personaggi, sia per le tematiche affrontate, legate alla storia del paese ma riproposte con chiavi di lettura legate all’attualità.

Franco Canello

Paola Coppe, associazione Drioghe a la Stèla

Uno sguardo al passato per non commettere gli stessi errori. Temi che ritroviamo anche nelle belle iniziative collaterali, come la mostra rievocativa “Don Antonio Riva e i naufraghi della Guerra“, allestita nella chiesa parrocchiale di Santa Lucia, a cura dell’associazione “Drioghe a la Stèla” (gli orari di visita coincidono con quelli del presepio), e che rievoca quanto successe il 13 dicembre 1917, quando 1.160 segusinesi giunsero profughi a Fregona, paese vicino a Segusino, dopo un mese di occupazione sotto i tedeschi; interessante e curata con passione da Franco Canello la mostra sulla Grande GuerraPer non dimenticare” (visitabile tutte le domeniche e i giorni festivi dalle 14.30 alle 18.30, info tel. 334-3797867).

foto di gruppo all’interno dell’Osteria Romolet a Milies

Andrea Vettoretti

Un concerto a sorpresa. Dopo una sosta ristoratrice nella calda atmosfera dell‘Osteria Romolet a Milies, borgata montana di Segusino (700 metri), abbiamo visitato un altro bel presepio allestito nell’ostello Saint Jory, sempre a Milies, accogliente struttura con 7 camere e 20 letti, sala e un bel porticato esterno, adatta ad ospitare anche eventi. A perfetta conclusione della giornata, c’è stata la performance musicale del trevigiano Andrea Vettoretti, straordinario chitarrista e compositore di fama internazionale che, sfidando il freddo invernale, ha improvvisato un concertino per noi suonando un bellissimo pezzo tratto dal suo nuovo album “Wonderland” all’interno della chiesetta ottocentesca di Milies, fresca di restauro, dedicata a Maria Ausiliatrice. Nel video seguente, realizzato dal consigliere Renzo Michieletto, potete vedere riassunti alcuni momenti della giornata.

 

In Veneto l’autonomia piace anche nella birra…boom di presenze all’evento di Treviso “Birrai indipendenti”

Riscontro di pubblico e soddisfazione per la prima edizione di “Birrai indipendenti”, la tre giorni dedicata alla birra artigianale veneta promossa lo scorso weekend al PalaTreviso in piazza Borsa dalla Categoria Birrai di Confartigianato con il supporto di EBAV (Ente Bilaterale Artigianato Veneto). Sono circa 25.000 i visitatori che hanno preso parte all’iniziativa. L’evento faceva parte della rassegna “Treviso Cuor di Natale” promossa dal Comune di Treviso. Parte dell’incasso è stato devoluto all’AREP (Associazione Rieducativa Ente Privato onlus) di Villorba (Tv).

Erano 7 i mastri birrai che hanno portato a conoscere le loro produzioni. Dalle classiche pils o lager, ma rigorosamente venete, passando per le ambrate, le super gettonate IPA, fino alle birre speciali come quelle natalizie. C’erano oltre 40 tipologie di birre da degustare da Micro Birrificio Casa Veccia – Ivan Borsato Birraio di Camalò (TV), la Birra Mrsez di Miane (TV), Birra La Rü di Cornuda, la Birra Camerini di Piazzola sul Brenta (PD), il Birrone di Isola Vicentina (VI), la Birracrua di Vicenza, l’Artigianale del Grillo di San Pietro di Cadore (BL). Ad accompagnare la degustazione, i piatti e le specialità del ristorante Bosketto, specializzato nella carne alla griglia, la cucina gourmet di Gustolia e i piatti della tradizione di Alle Castrette. Durante la tre giorni, gli speaker Mirko e Piero hanno intrattenuto il pubblico con battute e interviste ai vari protagonisti che hanno permesso di conoscere da vicino il mondo dei birrai artigianali.

Destinato a diventare un appuntamento fisso. “Era una scommessa e possiamo dire di averla vinta – commenta soddisfatto Ivan Borsato, presidente della Categoria Birrai di Confartigianato Veneto -, gli artigiani della birra che si sono messi in gioco offrono prodotti di qualità che sono stati assolutamente apprezzati dal pubblico. Abbiamo calcolato un’affluenza media di circa 1.000 persone all’ora e tenendo conto del periodo, siamo davvero soddisfatti. Abbiamo potuto dichiarare la nostra indipendenza dal mercato e dall’omologazione del gusto, facendo capire l’importanza della nostra eccellenza e il profondo legame con il territorio. Scommessa vinta dunque ma non ci fermiamo: vogliamo fare in modo che questo diventi un appuntamento annuale, possiamo senza dubbio migliorare alcuni aspetti e non vediamo l’ora di metterci al lavoro per continuare a promuovere la birra indipendente”.

Fonte: Servizio Stampa Confartigianato Veneto