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Capolarato in agricoltura in Veneto, istituito un tavolo regionale di contrasto allo sfruttamento dei lavoratori

Una cabina di regìa tra enti di controllo e di vigilanza, sindacati e associazioni datoriali. Un piano di formazione per gli ispettori del lavoro e una campagna di sensibilizzazione tra i lavoratori, perchè siano consapevoli dei loro diritti. E la valorizzazione degli enti bilaterali, per far incontrare domanda e offerta di lavoro in agricoltura, soprattutto nei momenti di maggior flessibilità, legati ai lavori stagionali. Queste alcune delle proposte emerse dal tavolo regionale sul contrasto al caporalato in agricoltura, riunitosi lo scorso 24 lugli in Regione a Palazzo Balbi (Venezia).

Gruppo di lavoro istituzionale. La Giunta regionale del Veneto – su istanza delle organizzazione sindacali – ha inteso istituire un gruppo di lavoro ‘istituzionale’ che coinvolge gli assessorati al Lavoro, all’Agricoltura e alle Politiche sociali, gli istituti di vigilanza e controllo nel mondo del lavoro, i sindacati, le organizzazioni datoriali e dei produttori del settore primario, il mondo della cooperazione e il terzo settore, per monitorare e contrastare lo sfruttamento illegale di lavoratori, in particolare nelle attività agricole. La prima riunione del tavolo istituzionale ha visto la partecipazione degli assessori Giuseeppe Pan (Agricoltura) e Manuela Lanzarin (Sociale), di Mattia Losego, responsabile dell’unità regionale di crisi per conto dell’assessore al lavoro Elena Donazzan, dell’Ispettorato interregionale del Lavoro di Venezia, del nucleo carabinieri dell’Ispettorato del lavoro, dei referenti del network veneto contro le vittime della tratta e dello sfruttamento, di Inail, Inps, Veneto Lavoro, dei rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil per il mondo agricolo, Cia, Confagricoltura, Coldiretti, Copagri, Anpa, Eurocoltivatori, Confcooperative, Legacoop, Unci Agci, Unione italiana cooperative.

In Veneto fenomeno contenuto ma da monitorare e prevenire. “Il caporalato in Veneto è fenomeno contenuto – ha affermato l’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan – tuttavia da monitorare e da prevenire, incentivando nuove modalità più snelle di incontro tra domanda e offerta di lavoro, in particolare nel settore agricolo che conta 64 mila imprese agricole, spesso legate nei ritmi di lavoro alla stagionalità della raccolta. Nel 2017 nelle imprese venete del settore primario sono stati assunti 32 mila lavoratori di nazionalità italiana e 43 mila stranieri. L’esperienza dimostra che devono essere ripensate le modalità del collocamento e sperimentate forme di raccordo diretto tra associazioni datoriali e parti sindacali, su base territoriale”.

Fondamentale il lavoro di “rete”. La Regione Veneto, per parte sua, è già impegnata da tempo nel network regionale di contrasto allo sfruttamento sessuale, alla tratta, accattonaggio e sfruttamento lavorativo, ha ricordato l’assessore Lanzarin: “Nel 2017 gli operatori del progetto N.A.V.E., di cui è capofila il comune di Venezia e regista la Regione Veneto, hanno contattato oltre 6 mila persone e preso in carico 354 persone, di cui 32 hanno iniziato a collaborare con l’autorità giudiziaria. Alcuni sono casi di emersione dallo sfruttamento lavorativo, grazie anche all’applicazione della legge 199/2016 di contrasto al caporalato. Il lavoro di ‘rete’ tra enti, servizi,  categorie economiche, associazioni sindacali e del terso settore è fondamentale per contrastare illegalità, sfruttamento e lavoro nero”.

Il Nucleo dei carabinieri presso l’Ispettorato interregionale del lavoro ha confermato che attività ispettive anti-sfruttamento lavorativo sono in corso nelle province di Venezia, Padova, Verona, Rovigo e Vicenza, alcune delle quali sono culminate con arresti in flagranza. Le richieste emerse al tavolo regionale, e che saranno oggetto delle proposte operative da valutare nel prossimo incontro di inizio autunno, puntano ad un coordinamento sempre più stretto tra tutti i soggetti, alla condivisione di dati omogenei sui fenomeni di sfruttamento in agricoltura e di strumenti operativi per arginare il fenomeno del caporalato.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Cimice asiatica, danni preoccupanti alle coltivazioni in Veneto, reti antigrandine e antinsetto i rimedi attuali, in attesa dei risultati di ricerca dell’Università di Padova

frutti danneggiati dalla cimice asiatica, che punge e succhia, come ci ha evidenziato la nostra lettrice Giuseppina Vittadello

Con il ritorno del caldo la cimice asiatica (Halymorpha halys), presente in Veneto dal 2015, colpisce e attacca ancor più le coltivazioni – frutteti ma anche cereali – delle campagne venete. Da un’iniziale concentrazione nell’Alta Padovana e nel Trevigiano, la cimice asiatica si sta diffondendo ora con particolare intensità nella Bassa Padovana, nel Polesine e nel Veronese. Se ne è parlato ieri nell’incontro organizzato da Coldiretti Veneto nella cooperativa Co.Fru.Ca di Castelbaldo (Pd), a cui era presente anche l’assessore regionale all’Agricoltura Pan.

il frutto tagliato con un coltello nella parte in cui la cimice asiatica lo ha danneggiato

Danneggiati soprattutto i margini degli appezzamenti. La Regione ha affidato al Dipartimento di agronomia animali e ambiente dell’Università di Padova l’incarico di studiare la localizzazione e il ciclo di attività della cimice asiatica e di individuare le migliori strategie di prevenzione e contrasto. Al momento, il lavoro dei ricercatori, coordinati dal dottor Alberto Pozzebon e dai servizi fitosanitari della Regione Veneto, ha consentito di mappare la presenza della cimice nel nostro territorio, di osservarne l’evoluzione e di indicare le possibili misure di contenimento. Lo studio ha prodotto, per ora, questa prima evidenza: le cimici asiatiche infestano e danneggiano soprattutto i margini degli appezzamenti e la misura più efficace per limitare i danni e ridurre l’uso di insetticidi chimici risulta essere il posizionamento di reti antigrandine e reti antinsetto, in modo da chiudere i bordi degli appezzamenti. “E’ un espediente che consente di contenere i danni anche fino al 70 per cento ma non è certo risolutivo perché le cimici trovano comunque il modo di intrufolarsi dal terreno e perché l’impiego delle reti su vaste superfici diventa oneroso. Il ricordo ai trattamenti con prodotti fitosanitari invece è poco efficace e quasi nullo con le specie adulte. Inoltre non è assolutamente praticabile per le coltivazioni biologiche, sempre più diffuse tra le nostre aziende”, racconta Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova.

Ooencyrtus telenomicida

Il progetto di ricerca dell’Ateneo patavino, finanziato dalla Regione con 62.750 euro, prevede tre strategie: a) lo studio delle preferenze della cimice di fronte alle diverse varietà colturali; b) l’individuazione dei migliori antagonisti naturali, puntando ad allevare i parassitoidi più efficaci; c) test su prodotti di origine naturale in grado di esercitare un effetto repellente nei confronti della cimice asiatica. Sono in corso le sperimentazioni su un imenottero, l’Ooencyrtus telenomicida, le cui femmine sono in grado di parassitare le uova di cimice asiatica in grande quantità e in breve tempo, con una certa efficacia. Si è ancora lontani, però, dalla possibilità di applicare su larga scala questa soluzione perché la fase di studio non è ancora terminata.

Costi per le reti ammessi nei contributi Psr. In attesa che il lavoro dei ricercatori ottenga risultati sperimentabili su vasta scala, la Regione continua a sostenere i produttori ortofrutticoli ammettendo ai contributi dei bandi Psr gli investimenti finalizzati alla difesa attiva, come l’acquisto e la collocazione di reti antinsetto. Sono investimenti utili per migliorare le prestazioni e la competitività dell’impresa agricola, che possono godere di contributi dal 40 al 60% della spesa sostenuta, a seconda dei soggetti e delle zone interessate.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Padova e Regione Veneto

Agricoltura e agroalimentare Veneto, nel 2017 registrata una crescita ma il trend è in chiaroscuro

Veneto Agricoltura ha presentato lo scorso 4 luglio a Legnaro (Pd) il Report finale 2017 sull’andamento dell’agricoltura e dell’agroalimentare veneto, che ha evidenziato un’altra annata in chiaroscuro, indice di una realtà complessa e in evoluzione che va conformandosi alle esigenze di un mercato sempre più dinamico e globale. Buono comunque il risultato generale, visto che nel 2017, nonostante un andamento climatico penalizzante,  il valore complessivo della produzione lorda agricola regionale è stimato in 5,9 miliardi di euro, in crescita del 3,9% rispetto al 2016.

Imprese e occupazione. Il numero di imprese agricole attive iscritte al Registro delle Imprese delle CCIAA del Veneto si attesta a 63.637 unità, in flessione dello 0,7% rispetto all’anno precedente. Si registra però una crescita sia delle società di capitali (+5,5%) che delle società di persone (+3%). In aumento anche le altre forme di impresa (+3,3%), mentre prosegue il calo delle ditte individuali (52.403, -1,5%), che tuttavia costituiscono ancora la maggioranza delle aziende agricole venete (82%). Nel Veneto il numero di occupati in agricoltura risulta essere in calo (-5,7%, pari a 68.452 addetti), una cifra comunque superiore rispetto al 2015 (+9,4%).

Cereali e colture industriali. Buona annata per i cereali autunno-vernini che hanno visto un incremento delle rese ad ettaro a due cifre: +18,7% per il frumento duro, +13,8% per il tenero, +30% per l’orzo. Annata negativa invece per il mais a causa delle ondate di calore estive: alla diminuzione della superficie (165 mila ha a granella, -2,6% sul 2016) si è affiancata una contrazione delle rese di oltre il 14%. Male anche la soia (-17%) messa a dura prova dal clima e dalla cimice asiatica.

Colture ortofrutticole. Nel 2017 le superfici investite a orticole sono state pari a 27.600 ha (+1%, valore della produzione pari a 660 milioni di euro). Si stima che le orticole in piena aria, che rappresentano il 75% degli ortaggi coltivati in Veneto, si attestino a circa 20.500 ha (+2%), in aumento le piante da tubero (3.100 ha, +5%), mentre si riducono le orticole in serra, stimate in circa 4.000 ha (-6%). Le colture frutticole investono complessivamente circa 17.800 ha (+0,7%) mentre l’olivo è stabile a 5.000 ha. Il valore della produzione di frutta fresca è stato di circa 257 milioni di euro, un calo del -12% dovuto alle condizioni climatiche della primavera 2017.

Vitivinicoltura. La superficie vitata nel Veneto è pari a 80.255 ha, con un rialzo annuo del 4,2%, e una produzione di 11 mln q di uva (-15,5%, anche in questo caso l’andamento meteo ha colpito duro). La corrispondente produzione di vino si è fermata a circa 8,5 mln hl (-16,5%), il 73% Doc/Docg e il 23% Igt. Il Veneto nel 2017 ha esportato vino per 2,13 mld di euro (+6,4%) con gli spumanti, in gran parte rappresentati dal Prosecco, che vedono crescere i ricavi del 15,9% e i quantitativi del 13,4%.

Zootecnia. Nel 2017 le consegne di latte in Veneto registrano un ulteriore aumento del 3%, quasi il doppio rispetto al 2016, con un valore della produzione ai prezzi di base di 417 milioni di euro, in significativo recupero rispetto al 2016 (+9,5%), seppure ancora sotto i valori del 2013 e 2014, ad indicare un valore del latte crudo ancora basso, che nel 2017 è stato di 36,25 euro/hl (+11,3%). La produzione di carne bovina in Veneto è leggermente aumentata (+1%), arrivando a 173.000 t, e il valore della produzione ai prezzi di base è risultato pari a 420 milioni di euro, con una crescita del 2,5%. Il numero di ingressi di animali vivi è in aumento del 3,1% rispetto al 2016 con la Francia che continua ad incrementare la propria quota di mercato arrivata ormai all’82%. Il Veneto rimane la regione che più importa animali da allevamento, con una quota di oltre il 60% sul totale nazionale. Gli allevamenti da carne con almeno 1 capo sono scesi a 7.000 unità, quasi 500 in meno rispetto al 2016 (-6%). Va segnalata una lieve ripresa sia degli acquisti dei prodotti lattiero-caseari che di carne bovina. Aumenta la produzione di carne suina in valore (+15,8%), ma diminuisce la quantità (-2,8%).

Industria alimentare. Con una leggera diminuzione del numero di imprese attive (3.671 unità, -0,2%) e un incremento del numero di occupati (circa 40.000 addetti, +2,7%), l’alimentare rappresenta una quota del 7% del comparto manifatturiero. Gli indicatori sono di segno positivo: produzione (+2,7%), fatturato (+3,1 %), domanda interna (+3,2%) e, soprattutto, ordinativi esteri (+2,5%).

Import/Export. La bilancia commerciale veneta dei prodotti agroalimentari segna anche nel 2017 un saldo negativo di circa 483 milioni di euro. Il deficit è quasi raddoppiato rispetto al 2016, aumentando dell’80,8% a causa soprattutto all’incremento delle importazioni (+7,6%), mentre le esportazioni hanno registrato una crescita più modesta (+4,5%).

Primi risultati del 2018. Gli analisti di Veneto Agricoltura, relativamente alle intenzioni di semina, evidenziano una ripresa degli investimenti nei cereali autunno-vernini, mentre quelle a frumento duro e orzo dovrebbero aumentare in maniera meno rilevante. Relativamente alle colture a semina primaverile, le superfici a barbabietola da zucchero dovrebbero rimanere sostanzialmente invariate, mentre si stima una ulteriore perdita di superfici per il mais granella a vantaggio degli investimenti a soia. Buono, al momento, l’andamento vegetativo della vite. Nei primi 5 mesi del 2018 si sta assistendo ad un calo delle quotazioni del latte, sia a livello UE che Italia, di almeno un paio di euro/hl. rispetto agli ultimi mesi del 2017. In Veneto i valori sono scesi, a maggio, sotto i 36 euro/100 lt. Nel primo trimestre del 2017 gli acquisti di carni bovine da parte delle famiglie continuano a crescere, con un aumento della spesa del 5,4% sia per un aumento dei prezzi, ma anche della quantità (+2,5%).

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Sinergie tra Consorzi Asiago Dop e Ville Venete nell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale. Asiago Dop presente anche a Sorsi d’Autore (1-8 luglio 2018), con degustazioni e visite guidate in 4 ville venete.

Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago celebra l’Anno Europeo del Patrimonio Culturale annunciando una nuova partnership con il Consorzio Ville Venete e confermando la partecipazione a Sorsi d’Autore, la rassegna culturale ed enogastronomica promossa in quattro ville venete dall’Istituto Regionale Ville Venete e Fondazione Aida dal 1° all’8 luglio.

Finalità dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale è incoraggiare tutti a scoprire e lasciarsi coinvolgere dal patrimonio culturale dell’Europa rafforzando il senso di appartenenza a un comune spazio europeo. Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago, tutore e garante della tradizione casearia del quarto formaggio italiano a latte vaccino, riconosciuto e tutelato dall’Unione Europea, celebra il valore universale, identitario della cultura in tutte le sue accezioni, avviando una partnership di collaborazione e comunicazione con il Consorzio Ville Venete, che con il marchio “VilleVeneteForYou” si occupa di promuovere, commercializzare preservare, valorizzare e garantire per le prossime generazioni la bellezza di luoghi unici, ricchi di storia e tradizione.

Sinergie di territorio. “I nostri Consorzi, – affermano i presidenti, Fiorenzo Rigoni, per il Consorzio Tutela Formaggio Asiago e Elisabetta Fogarin, per il Consorzio Ville Venete – condividono un comune obiettivo: mantenere e far apprezzare il grande patrimonio legato in maniera indissolubile al comune territorio che la storia ci ha affidato. Questa collaborazione ci permetterà di creare sinergia tra due mondi affini e, allo stesso tempo, di far conoscere meglio il grande patrimonio di bellezza che ciascuno dei due consorzi rappresenta.”

La collaborazione tra Consorzio di Tutela Formaggio Asiago e Consorzio Ville Venete coinvolgerà oltre quindici ville del territorio e si svilupperà attraverso un articolato programma che prevede, tra gli altri, la creazione di corner di presentazione del prodotto e il suo utilizzo nelle proposte gastronomiche così come la partecipazione congiunta ad eventi e manifestazioni nazionali ed internazionali.

1-8 luglio, degustazioni e visite guidate a Sorsi d’Autore. A conferma dell’impegno del Consorzio di Tutela Formaggio Asiago per il patrimonio culturale, quest’anno, torna anche la collaborazione con Sorsi d’Autore, la rassegna promossa dall’Istituto Regionale Ville Venete e Fondazione Aida, con il patrocinio di Regione Veneto e Veneto Turismo in programma in quattro ville venete dal 1° all’8 luglio. In questa speciale edizione, a partire dalle 18.30, Asiago Dop sugellerà l’anno europeo del patrimonio culturale con degustazioni guidate (su prenotazione) dell’eccellenza veneto-trentina accompagnata da vini di quattro cantine venete. A seguire, a partire dalle 21, domenica 1° luglio, a Villa Violini Nogarola di Castel d’Azzano (VR), Massimo Giletti si racconterà a Luca Telese; venerdì 6 luglio, sempre Telese, a Villa Cordellina Lombardi di Montecchio Maggiore (VI) converserà con Gaetano Curreri, frontman degli Stadio e autore di brani per Vasco Rossi, Lucio Dalla e Francesco Guccini. Sabato 7 luglio, a Villa Pisani Bolognesi Scalabrin di Vescovana (PD), Laura Morante, attrice e scrittrice, verrà intervistata dalla giornalista Cinzia Tani mentre domenica 8 luglio, il campione di rugby Martin Castrogiovanni, ospite della Villa Badoer di Fratta Polesine (Rovigo), dialogherà con uno dei più apprezzati giornalisti sportivi italiani, Darwin Pastorin. Per prenotare degustazioni e visite guidate a Sorsi D’Autore: Fondazione Aida, tel. 045.8001471-045.595284, fondazione@fondazioneaida.it

Fonte: Servizio stampa Consorzio tutela Asiago Dop

E’ nato a Soave (Vr) il Coordinamento regionale delle Strade del vino e dei prodotti tipici del Veneto

Complice il caldo di questi giorni, non poteva avvenire che nelle fresche sale di una cantina il battesimo del Coordinamento regionale delle Strade del vino e dei prodotti tipici del Veneto. Atto costitutivo e statuto della neonata associazione sono stati firmati lo scorso 12 giugno dai rappresentanti delle 12 Strade che la compongono nella cantina Monte Tondo a Soave, nell’Est Veronese.

Le nomine. A far da padrino all’evento, Francesco Antoniolli, vice presidente del Coordinamento nazionale delle Strade del vino, dell’olio e dei sapori italiane, nonché presidente della Strada del vino e dei sapori del Trentino. Presidente e vice presidente dell’associazione, in carica per tre anni, sono stati nominati rispettivamente Paolo Menapace, presidente della Strada del vino Soave e Isidoro Rebuli, presidente della Strada del Prosecco e vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene.

Le 12 Strade aderenti. Al Coordinamento regionale hanno aderito: Strada del vino Arcole Doc, Strada del vino Colli Berici, Strada del vino Colli Euganei, Strada del vino Lessini Durello, Strada vini Doc Lison Pramaggiore, Strada del Prosecco e vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene, Strada del Radicchio Rosso di Treviso, Strada del Recioto e dei vini Gambellara Doc. Strada del Riso Vialone Nano Veronese Igp, Strada del vino Soave, Strada del Torcolato e dei vini di Breganze, Strada del vino Valpolicella. Oltre che da Menapace e Rebuli, il Comitato di gestione del Coordinamento regionale è formato da Franco Zanovello (Strada del vino Colli Euganei), Rino Polacco (Strada del vino Colli Berici, Cristian Zulianello (presidente Strada vini Doc Lison Pramaggiore). Il Coordinamento regionale avrà sede per i prossimi tre anni a Soave, in quanto è la località della Strada che ne esprime la presidenza.

Obiettivi. “Le 12 strade che fanno parte del Coordinamento regionale rappresentano centinaia di aziende agricole e cantine, imprese dell’accoglienza e della ristorazione, dell’artigianato tradizionale, oltre a tanti Enti locali e territori che, nel loro insieme, danno vita a percorsi enogastronomici considerati oggi in Veneto una delle più importanti forme di turismo emergente. Il nostro intento è quello di operare, in stretta collaborazione con la Regione, per promuovere e valorizzare questi percorsi attraverso un’offerta turistica integrata, senza dimenticare l’importanza della formazione degli addetti ai lavori nonché il recupero delle risorse per attuare i diversi programmi”, afferma il presidente del Coordinamento regionale Paolo Menapace, assertore delle prima ora dell’unitarietà di intenti delle Strade del vino e dei prodotti tipici veneti. “La saggezza popolare insegna che l’unione fa la forza, avere quindi una voce univoca nel confronti delle Istituzioni e degli altri interlocutori regionali sarà importante per riuscire a realizzare progetti comuni di ampio respiro”, conferma il vice presidente Isidoro Rebuli. Una delle prime azioni di promozione attuate dal Coordinamento regionale riguarda i social network, con la creazione della pagina Facebook Strade del vino, dell’olio e dei Sapori del Veneto in cui saranno inserite tutte le iniziative create per il pubblico dalle 12 Strade. Maggiori info: Strada del vino Soave, tel. 045-7681407, www.stradadelvinosoave.com

Fonte: Coordinamento regionale Strade del vino e dei prodotti tipici del Veneto

 

Siero acido naturale invece che chimico per valorizzare fioretta e ricotta, prodotti tradizionali caseari un po’ dimenticati, se ne parla il 15 giugno sera a Recoaro Terme (VI)

preparazione gnocchi con la fioretta (foto Venerabile Confraternita dei Gnochi con la fioreta)

La fioretta e la ricotta sono due prodotti lattiero caseari tipici dell’areale montano di Recoaro Terme (VI). Per ottenerli venivano tradizionalmente impiegati dei coadiuvanti tecnologici di origine chimica (solfato di magnesio o “sale amaro”). Nell’ottica di salvaguardia, promozione ambientale ed innovazione tecnologica, è possibile pensare di realizzare questi prodotti impiegando come coadiuvante il siero acido ottenuto sfruttando la microflora lattica naturalmente presente nel latte di lavorazione.

Un prodotto completamente naturale. A questo scopo Veneto Agricoltura, attraverso i suoi laboratori del Centro di Thiene e del Centro Produzione Fermenti, avrà il compito di estrarre, caratterizzare e rendere fruibili i microrganismi necessari all’acidificazione del siero utilizzato. Il prodotto così ottenuto sarebbe completamente naturale e con un maggior valore aggiunto. Nell’Istituto Alberghiero “Artusi” di Recoaro Terme saranno testati i prodotti ottenuti, nel confronto con la tecnologia di produzione tradizionale.

Scopo del progetto, che verrà presentato con un incontro pubblico venerdì 15 Giugno (Ore 20:30) nell Teatro comunale di Recoaro Terme, è la diffusione della conoscenza del prodotto ed il sostegno dell’attività economica degli imprenditori agricoli in un’ottica di recupero e valorizzazione territoriale. Info: www.montagnavicentina.com

Giornata mondiale del latte, campagna educativa nelle scuole per promuoverne il consumo, ad oggi fermo a 140 gr al giorno rispetto ai 375 gr consigliati

Sono 35 mila i bambini delle scuole elementari del Veneto che in queste settimane sono stati protagonisti della campagna educativa “latte nelle scuole”. Hanno scoperto con i loro insegnanti il ciclo del latte e le sue proprietà, hanno fatto merenda ogni settimana con latte biologico e yogurt da latte fresco, visitato latterie e laboratori imparando come si riesce a trasformare il latte in formaggio, ricevuto dalle maggiori latterie venete prodotti lattiero-caseari da consumare in famiglia. Il tutto grazie all’iniziativa dell’assessorato all’agricoltura della Regione Veneto che, d’intesa con le Organizzazioni di produttori Lattebusche di Belluno, Latteria Soligo di Treviso e Latterie Vicentine di Vicenza e con la Camera di commercio Venezia Rovigo Delta lagunare, ha permesso a questi bambini di essere parte attiva di un percorso didattico inserito nel programma europeo, coordinato dal Ministero per le politiche agricole, che promuove il consumo del latte e dei suoi derivati tra i più giovani.

Consumo ridotto. “Il programma non si ferma con la fine dell’anno scolastico – informa l’assessore, in vista della giornata mondiale del latte che si celebra oggi, venerdì 1° giugno – ma proseguirà su più vasta scala con la ripresa dell’attività scolastica a settembre. Proprio in questi giorni ho invitato i dirigenti scolastici e gli insegnanti a diffondere ad alunni e famiglie una scheda informativa che spiega, in termini semplici ma scientificamente precisi, perché il latte fa bene, in particolare negli anni della crescita. Pochi sanno, infatti, che il latte è un alimento ad alta densità nutritiva e a basso costo energetico, cioè contiene tanti nutrienti e poche calorie e tra l’altro è più conveniente economicamente rispetto ad altre fonti. Purtroppo attorno al latte e ai latticini circolano tante fake-news, che inducono molti consumatori, giovani e meno giovani, a non consumare prodotti lattiero-caseari. Basti pensare, ad esempio, che di latte e/o yogurt consumiamo solo 140 grammi al giorno rispetto alla dose consigliata pari a circa 375 grammi”.

Proprietà. La scheda, curata dal Centro di ricerca Alimenti e Nutrizione del Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura), spiega che il latte è ricco di proteine ad alto valore biologico (ossia contenenti tutti gli amminoacidi essenziali che dobbiamo assumere quotidianamente perché non siamo in grado di produrli da soli e ci occorrono per il mantenimento di un buono stato di salute), ha un modesto contenuto di grassi (alcuni dei quali svolgono un ruolo importante nella prevenzione dei tumori), contiene vitamine indispensabili (soprattutto la A e quelle del gruppo B), migliora l’assorbimento di minerali, in particolare il calcio che rappresenta un alleato prezioso per la salute delle ossa, riduce il rischio di obesità infantile, e protegge dalle più frequenti malattie croniche.“Ho affidato a dirigenti scolastici e insegnanti il compito di trasmettere a bimbi e famiglie questi messaggi elaborati dai ricercatori e nutrizionisti del Crea perchè possano consolidare quanto appreso nei laboratori e nelle esperienze didattiche e ricreative proposte in classe in queste settimane – sottolinea l’assessore – convinto che sia indispensabile il coinvolgimento di adulti e famiglie per adottare comportamenti alimentari migliori e stili di vita più sani”.

A breve la nascita di un’Associazione di Organizzazione di Produttori di latte e derivati. Tra le ricadute del progetto educativo in corso nelle scuole – fa notare infine l’assessore – c’è anche la sinergia tra le maggiori Organizzazioni di produttori del settore lattiero caseario della Regione che hanno collaborato al programma comune di promozione ed informazione rivolto ai consumatori e sono orientate, anche in virtù di questa esperienza, a costituire un’Associazione di Organizzazioni di Produttori, coordinandosi così nella valorizzazione del settore, nella promozione della qualità dei prodotti e nel marketing. Ricordo che il Veneto è la quarta regione in Italia per volume di latte vaccino prodotto, con un potenziale produttivo di oltre 1,2 milioni di tonnellate per un valore di circa 400 milioni di euro e una realtà produttiva costituita da poco più di 3 mila aziende. Far conoscere e promuovere la qualità e la genuinità della nostra filiera lattiero-casearia significa quindi sostenere una delle eccellenze della nostra agricoltura”.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Inaugurato a Padova da Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, il mercato coperto Campagna Amica

Un momento dell’inaugurazione con Carlo Petrini al centro

Coldiretti ha inaugurato lo scorso 26 maggio il mercato coperto di Campagna Amica a Padova e va verso quota 1200 punti vendita di prodotti a kmzero in tutta Italia. Presente per l’occasione Carlo Petrini, presidente della Fondazione e onorario di Slow Food che, al taglio del nastro, ha esortato i produttori presenti a tenere alta la schiena, in quanto la civiltà contadina ha allevato tutti.

Il mercato di Campagna Amica a Padova

Dare un giusto valore e dignità al lavoro agricolo. Parlando ai consumatori presenti, Petrini ha spiegato: “Questo è un esempio virtuoso di reazione alla globalizzazione. Nessuno chiede più quanto vale un bene alimentare ma quanto costa. E se l’obiettivo è avere le nuove generazioni in campagna il prezzo del latte non deve essere di 30 centesimi. La società deve comprendere che c’è un giusto valore e una dignità in questo mestiere”. Ha invitato infine i cittadini a diventare co-produttori chiedendo informazioni e sviluppando una relazione fitta tra le bancarelle, con Coldiretti può succedere e questo fa la differenza.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Padova

 

Regione Veneto approva piano operativo 2018 per i controlli su etichettatura carni bovine e “sguinzaglia” 50 agenti accertatori

La Giunta regionale del Veneto ha approvato, su proposta dell’assessore all’Agricoltura e di concerto con l’assessore alla Sanità, il Piano operativo regionale 2018 per lo svolgimento dei controlli a campione sull’etichettatura obbligatoria delle carni bovine e dei prodotti a base di carni bovine. Quest’anno i controlli coinvolgeranno 267 operatori sui complessivi 3.600 operatori della filiera.

Il sistema di etichettatura permette di evidenziare il nesso fra l’identificazione della carcassa del bovino e le informazioni obbligatorie che figurano sui prodotti in commercio, a garanzia della relativa conformità e a tutela del consumatore. 
“L’Unione Europea ha stabilito le modalità di applicazione del sistema che assicura la tracciabilità del relativo prodotto attraverso l’etichettatura, con lo scopo di informare il consumatore sull’origine e le altre caratteristiche importanti del prodotto acquistato. La Regione Veneto, che dal 2007 è impegnata a garantire la qualità delle carni con un processo di verifica e monitoraggio dell’intera filiera produttiva, finanzia i controlli a campione svolti con appositi accordi stipulati in collaborazione con le 9 aziende ULSS venete, da cinquanta agenti accertatori – medici veterinari – in servizio presso i Dipartimenti di prevenzione. Il relativo impegno è di oltre 80 mila euro a carico del bilancio del settore primario”.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Vendita al dettaglio funghi freschi spontanei e porcini secchi sfusi, necessaria idoneità, domande entro 19 giugno e 23 agosto 2018, disponibile una pubblicazione regionale per prepararsi all’esame

Funghi, che passione…ma anche giusti obblighi! Con i funghi, infatti, non si scherza e per questo la legge obbliga i commercianti che intendono vendere al dettaglio funghi freschi spontanei e porcini secchi sfusi a sostenere un esame specifico che prevede il rilascio, da parte di Regione e Veneto Agricoltura, di un attestato di idoneità.

La domanda di accesso all’esame va presentata all’Unioncamere del Veneto, che per il 2018 ha fissato due sessioni: il 3 luglio (iscrizioni entro il 19 giugno) e il 6 settembre (iscrizioni entro il 23 agosto). Gli interessati possono sostenere l’esame per il riconoscimento delle specie fungine commercializzabili più diffuse, quali piopparello, chiodino, porcino, finferlo, finferla, trombetta da morto (cosiddetta Lista A), oppure per quelle meno diffuse quali prataiolo, ovulo buono, boleto giallo, porcinello, ecc. (Lista B). I candidati dovranno superare una prova scritta, finalizzata a verificare la conoscenza degli argomenti, e una prova di riconoscimento di specie fungine commercializzabili e specie tossiche o velenose confondibili con esse.

Per la preparazione all’esame, Veneto Agricoltura ha predisposto la pubblicazioneI funghi spontanei del Veneto – riconoscimento e commercializzazione”, con schede descrittive di tutte le specie fungine commercializzabili, un’ampia documentazione sulle specie tossiche confondibili con esse, informazioni utili sulla conservazione e commercializzazione, sulle modalità di consumo e cottura dei funghi, elementi di normativa. Per maggiori informazioni: ufficio.micologico@venetoagricoltura.org

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura