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28-29 maggio 2016, a Bagnolo di San Pietro di Feletto (TV) si tiene il primo Festival del Formaggio Ubriacato

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formaggio ubricato (foto Perenzin)

Dal 28 al 29 maggio 2016, a Bagnolo di San Pietro di Feletto (TV), si tiene il primo Festival del Formaggio Ubriacato, promosso dall’Accademia Internazionale dell’Arte Casearia, associazione che propone corsi di formazione in ambito caseario. La due giorni si svolgerà nelle sale del Cheese Bar PER della Latteria Perenzin, sede anche dell’Accademia stessa, visitata tempo fa dai soci ARGAV (qui leggi l’articolo).

Laboratori didattici per bambini e degustazioni guidate per gli adulti. L’intero locale sarà dedicato al Festival, con aree espositive riservate a aziende lattiero-casearie d’eccellenza che del formaggio ubriacato hanno fatto la loro produzione di punta. Saranno organizzati anche laboratori didattici e degustazioni guidate, che si terranno nelle sale di via Cervano 77/d, sempre a Bagnolo di San Piero di Feletto. I bambini potranno cimentarsi nella produzione di caciotte e altri formaggi che potranno poi portare a casa come ricordo dell’esperienza. Ai più grandi invece sono riservati speciali momenti degustativi a tema, in cui grande protagonista sarà il formaggio ubriacato in tutte le sue varianti, abbinato al Prosecco DOCG Conegliano-Valdobbiadene e ad alcune birre artigianali.

Una Dop del formaggio ubriacato in arrivo? Si terrà invece domenica 29 alle ore 10, presso le sale del municipio di San Pietro di Feletto, il  convegno dedicato ad approfondire la storia ed il futuro del formaggio affinato tramite ubriacatura. Coordinati dal giornalista Claudio De Min, collaboratore del Gazzettino per la pagina del gusto, produttori d’eccellenza e personalità di spicco porteranno la loro testimonianza ed esperienza, con momenti di confronto sul tema. Alla tavola rotonda prenderanno parte: Ulderico Bernardi, scrittore, giornalista e sociologo, Antonio Carpenedo, storico mastro affinatore, che racconterà la nascita del primo Formaggio Ubriaco della storia, Alessandro Sensidoni, docente di scienze e tecnologie alimentari all’Università degli Studi di Udine, Renato Brancaleoni, direttore di Alma Caseus che porterà la propria esperienza di affinatore ed esperto, Terenzio Borga, presidente Aprolav che esporrà le possibilità di creare la DOP del formaggio ubriacato, Marco Quasimodo, segretario nazionale di Onaf e Carlo Piccoli, direttore dell’Accademia Internazionale dell’Arte Casearia, che parlerà di ubriacature innovative.

Fonte: Servizio Stampa Latteria Perenzin

Utilizzo di droni in agricoltura, firmato accordo tra Coldiretti e Confindustria Veneto per partnership tra aziende agricole e tecnologiche

accordo confcoldirettiTrattamenti mirati nei vigneti, gestione oculata dell’irrigazione nelle grandi colture, diffusione ragionata di insetti utili in frutticoltura, interventi ad impatto zero per risparmio energetico in campo orticolo: l’agricoltura di precisione ormai sempre più ricercata è animata da nuove generazioni e non si accontenta più di satellitari sui trattori per delimitare perfettamente le semine in campagna o procedere alla lavorazione dei terreni senza sbavature, ma chiede un approccio moderno.

Partnership tra aziende agricole e aziende tecnologiche. Per questo ieri a Mestre (VE) Coldiretti e Confindustria Veneto hanno siglato un accordo per perfezionare la tecnologia nell’ambito di progetti di reciproco interesse. “Un protocollo d’intesa che va nella direzione di un settore primario high tech segnato dalle scelte imprenditoriali dei giovani più preparati e attenti alle applicazioni d’avanguardia – ha sottolineato il presidente di Coldiretti Martino Cerantola. Paolo Armenio, presidente  di Confindustria Servizi Innovativi, ha parlato invece di sfida per il manifatturiero che sperimenta nuovi orizzonti: “Dare risposte agli operatori del primario ci stimola a trovare soluzioni e creare strumenti ad hoc”.

firmaLa firma ufficiale è avvenuta davanti a due droni messi a disposizione della ditta Cardtech di Padova: nonostante non sia stato possibile compiere una prova di ricognizione sul posto garantita dalla presenza dell’istruttore Maurizio Patuelli, i 50 giovani agricoltori che hanno partecipato ad un corso di formazione per pilotare droni hanno dimostrato con entusiasmo che la tecnologia del futuro è più che mai alla loro portata.

Fonte: Servizio Stampa Coldiretti Veneto

 

6-8 maggio 2016, a Padova si tiene il Festival dell’Agricoltura, comprensivo anche del Festival delle Dop (7-8 maggio) e di Orti e Giardini

A3_FESTIVASHOWAGRICOLTURA-PD-lowLa 3^ edizione del Festival delle DOP del Veneto, kermesse promossa da Regione e Veneto AgricolturaEurope Direct Veneto, si svolgerà presso l’ippodromo “Le Padovanelle” a Padova nei giorni 7 e 8 maggio nel contesto del Festival dell’Agricoltura (6-8 maggio, ore 10-22), manifestazione su agricoltura, ippica, zootecnia, giardinaggio, fattorie didattiche, prodotti tipici, etc.

Presenti quasi una trentina di Consorzi di tutela. In vetrina quindi le eccellenze dell’agroalimentare regionale, ovvero i prodotti riconosciuti dai marchi europei di qualità DOP, IGP, STG e il marchio regionale Qualità Verificata. Ricco il programma degli eventi con presentazioni dei prodotti e degustazioni guidate a cura dell’Istituto Alberghiero “Pietro d’Abano” di Abano terme (Pd).

Direttivo ARGAV. Nell’occasione, nella tribuna dell’ippodromo delle Padovanelle, sabato 7 maggio si riunirà dalle ore 16 alle ore 18 il direttivo ARGAV, con il seguente ordine del giorno: approvazione verbale precedente; comunicazioni del Presidente; comunicazione della Segretaria; domande iscrizione nuovi soci; bilancio consuntivo 2015; bilancio preventivo 2016; programmazione assemblea 2016 e  prossime attività; varie ed eventuali.

Distretti veneti, dati 2008-20015, boom export nel settore agroalimentare

Dati distretti Veneti

Dati Centro Studi Intesa San Paolo

( di Maurizio Drago) Notizie buone, anzi ottime, dal Triveneto, sul’export di prodotti agroalimentari.  Lo dice l’attento studio periodicamente presentato dal Centro Studi  di Banca Intesa San Paolo, che monitora l’andamento dei distretti industriali “motore” della crescita nordestina, ed illustrato durante un incontro stampa nella sede della Cassa di Risparmio del Veneto a Padova, da Giovanni Foresti e Anna Maria Moressa.

Luci ed ombre. Lo studio evidenzia il boom dell’export con un aumento percentuale a due cifre soprattutto per i prodotti “food & beverage”.  I dati statistici mettono a confronto le vendite all’estero a fine 2015 con quelle relative al 2008. In pochi anni, la crisi ha fortemente ridimensionato alcuni settori industriali (tessile-abbigliamento, calzature, ceramiche, mobili e altro) ma due distretti hanno avuto uno straordinario salto sulle vendite export: quello del vino prosecco di Conegliano Valdobbiadene con un + 24,8% rispetto al 2008 e quello delle carni di Verona con un + 21,3 %. Aumenti delle esportazioni anche in altri settori dell’agroalimentare: dai vini del veronese (alcuni di questi prestigiosi, come l’amarone, sono ricercatissimi all’estero, diventando “concorrenti” di  altri vini nobili toscani notoriamente conosciuti nel mondo) ai dolci e alle paste.

7 distretti industriali veneti tra i primi 15 in Italia in fatturato ed export. E’ stata registrata una forte crescita nei paesi  europei, prima tra tutti la Gran Bretagna ( ma anche Polonia, Francia e Germania) e  oltre Oceano (Stati Uniti d’America), nonché Cina e nuovi mercati (Corea, Paesi Arabi, ecc). Lo studio ha evidenziato che nel 2015 le esportazioni nordestine hanno raggiunto un aumento tendenziale del +6,2% per un totale di 1,4 miliardi di euro in più rispetto al 2014. Non solo. Lo scorso anno i distretti triveneti sono stati così dinamici da mostrare un andamento migliore rispetto al manifatturiero italiano (+6,2% contro il +3,7%), e al manifatturiero tedesco (+6,2% contro il  +5,2%). 
I distretti del Trentino-Alto Adige hanno segnato +10%, toccando il massimo storico dopo i minimi del 2009: hanno raggiunto 1,6 miliardi (un incremento di 144 milioni sul 2014) pari ad una variazione del +45% rispetto al 2009. Spiccano le mele del Trentino e dell’Alto Adige che hanno avuto un forte incremento.

distretti Intesa San Paolo

La presentazione della ricerca

Settore primario d’interesse anche per i giovani. Renzo Simonato,  direttore regionale di Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia  di Intesa San Paolo, da sempre attento alle dinamiche economiche nel campo dei prodotti agricoli, con un tocco d’orgoglio ha sottolineato che il suo istituto è sensibile e molto attento al settore agroalimentare. La banca finanzia i buoni progetti in agricoltura, è attenta all’imprenditoria giovanile, ma anche è sensibile alle criticità e cerca di intervenire laddove è possibile. Ad esempio viene concessa una moratoria di 42 mesi (anziché 24 ) al fine di agevolare i pagamenti  degli agricoltori nel campo lattiero-caseario. Dello stesso avviso il presidente dell’istituto, Gilberto Muraro, già rettore dell’università di Padova e ora al vertice dell’istituto bancario veneto. Insomma, i dati positivi fanno presagire una buona crescita economica nel settore dell’agroalimentare, a cui guardano anche molti giovani creando start-up innovative ee nuove imprese distrettuali vincenti.

Vinitaly 2016 al via, la Polizia di Stato promuove insieme alla manifestazione la campagna di sensibilizzazione per il bere moderato “In vino virtus”

In vino virtusCon lo slogan Enjoy your wine, don’t drink your life la Polizia di Stato torna per il secondo anno a Vinitaly con la sua campagna di sensibilizzazione “In vino virtus” per promuovere, in particolare tra i giovani, i valori della guida sicura contro la guida in stato di ebrezza. L’obiettivo, che anche Vinitaly sostiene ormai da molti anni, è di promuovere il bere moderato e di qualità in contrapposizione al fenomeno del binge drinking, cioè del bere per lo sballo.

Simulatore in fiera per sperimentare la guida in stato di alterazione. Durante i giorni di manifestazione (10-13 aprile 2016), nel proprio stand all’interno del padiglione 10, gli esperti della Polizia di Stato faranno informazione sulle conseguenze dell’abuso di alcol. Potrà essere sperimentata anche la guida in stato di alterazione, grazie al simulatore “Ready2go” in abbinamento a speciali occhiali deformanti. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Vinitaly/Veronafiere e Unione Italiana Vini, è stata annunciata dal questore di Verona Enzo Giuseppe Mangini, alla presenza del presidente di Veronafiere Maurizio Danese e di Sandro Sartor di UiV. In Vino Virtus ha quest’anno il patrocinio di Wine in Moderation, l’associazione europea no profit del settore vinicolo che promuove la responsabilità e la moderazione del consumo di vino.

Fonte: Servizio Stampa Veronafiere

 

8-11 aprile 2016, il fuori salone di Vinitaly alla conquista dei wine lover (e non solo) con eventi che raccontano il vino attraverso musica, arte, design, architettura e moda

Fuori VinitalyÈ tutto pronto per Vinitaly and the City, il fuori salone che Veronafiere, in collaborazione con il Comune di Verona e con il patrocinio della Provincia di Verona, organizza da venerdì 8 a lunedì 11 di aprile, nel cuore della città scaligera.

Verona per quattro giorni si tinge del viola di Vinitaly: non solo wine&food di qualità, ma musica, spettacoli e incontri in compagnia di grandi ospiti che raccontano fino a mezzanotte il vino attraverso il design, la moda, l’architettura e l’arte. Un’iniziativa che rafforza ancora di più il legame tra la Fiera e la sua città esaltando le ricchezze che il territorio offre. Per la prima volta il fuori salone di Vinitaly coinvolge gli esercizi commerciali del centro storico, con decine di eventi nei negozi e bar, non solo nella Notte Viola di sabato 9 aprile, ma durante tutti i quattro giorni.

Vinitaly and the City è un evento diffuso, che ha il suo cuore in Piazza dei Signori dove sommelier accompagnano i wine lovers alla scoperta dei migliori vini italiani proposti da consorzi di tutela e cantine. Sono a cura di I love Italian Food, invece, le piccole degustazioni tematiche di eccellenze 100% italiane, mentre la Loggia di Fra’ Giocondo e la Loggia antica diventano esclusive lounge dove ascoltare racconti e storie legate alla tradizione e alla cultura enologica italiana, con narratori d’eccezione quali Marco Balzano, vincitore della 53ª edizione del premio Campiello. Nel vicino Cortile del Mercato vecchio è la musica ad essere protagonista, con concerti ed esibizioni live delle voci più in voga nel panorama musicale italiano come Paola Turci, Bianca Atzei, Irene Fornaciari, Francesco Gabbani, Giò Sada (vincitore di XFactor 9) & Barismoothsquad, Sagi Rei, Mauro Ermanno Giovanardi e Sonohra, senza dimenticare i dj set con Luca Onere, Davide Polettini e Marco Fullone di Radio Montecarlo, radio ufficiale dell’evento.

Evento enogastronomico itinerante. Spostandosi nella vicina Piazza delle Erbe, la cima della Torre dei Lamberti offre l’emozione di una degustazione unica, a più di 80 metri d’altezza, affacciati sul panorama di Verona. La Torre non è il solo monumento di Verona toccato da Vinitaly and the City. Grazie al Tour Arte e Sapori del Territorio, organizzato in collaborazione con Fuori-Fiera insieme ai ristoratori del centro storico, si possono conoscere le bellezze culturali e storiche di una città patrimonio dell’Unesco. Un vero e proprio evento enogastronomico itinerante, alla scoperta dei luoghi più suggestivi, con l’aiuto di guide turistiche professionali. I percorsi sono diversi, ma tutti iniziano da Piazza Bra, all’info point dedicato, e terminano nella Loggia di Fra’ Giocondo in Piazza dei Signori. Sempre di Fuori-Fiera è l’iniziativa “Taste and Visit” che anima Corte Sgarzerie, Arco dei Gavi e Piazza Bra con degustazioni di vini e le spiegazioni delle guide sui più importanti siti archeologici e monumentali di Verona.

Bio. Il fuori salone riserva un’attenzione speciale anche agli appassionati dei vini biologici e biodinamici con Biologic, dalla Terra alla Strada, nei padiglioni dell’Arsenale austriaco. Una rassegna realizzata insieme a Studioventisette dove al vino biologico e biodinamico si abbina il gusto dello street food, con 16 foodtruck in versione gourmet da tutta Italia. Si va dai Casonsèi de la Bergamasca alla polenta brustolita, dalla Miassa, all’arrosticino, dall’oliva ascolana all’hamburger di chianina, l’hamburger di persico del lago di Garda al vegan burger di quinoa, ceci ed erbette, dalla farinata di ceci alla pasta al pesto; ancora prodotti tipici del Parmense rivisti in chiave street food, per tutti i gusti e per tutti palati. Ad accompagnare le degustazioni, incontri, spettacoli e workshop con un programma che spazia dall’e-commerce e storytelling del vino agli showcooking e alla moda. Biologic è anche concerti, con la delicata voce di Violetta Zironi e l’immancabile ukulele che l’ha resa famosa ad XFactor. Per chi ama cucinare cantando c’è Bengi dei Ridillo e il suo That’s Amore Music Kitchen – un vero e proprio cooking show musicale a base di swing italiano e cucina tradizionale –, lo ska jazz a ritmo giamaicano dei Gengi-Ska, il folk pop naif dei C+C= MAXIGROSS che aprono l’evento venerdì 8 aprile e la canzone popolare dei Contrada Lorì. Tutti gli spettacoli si svolgono all’interno dei padiglioni dell’Arsenale, anche in caso di pioggia.

Fonte: Servizio Stampa Verona Fiere

 

Confartigianato: al Cfp San Gaetano di Vicenza il quarto “Premio De.Co. Severino Trentin”

San Gaetano vincitori Premio Trentin

San Gaetano vincitori Premio Trentin

È stata la squadra del CFP San Gaetano di Vicenza ad aggiudicarsi il “Premio De.Co. Severino Trentin” e a portare alla scuola il trofeo e i 1.000 euro in palio. Si è concluso con questo esito il momento più “gustoso” della Settimana dell’Artigianato: una serata interamente dedicata ai giovani chef che, in Villa Godi Malinverni a Lugo, si sono sfidati nella preparazione di una cena per conquistare la quarta edizione del Premio.

Menu a base di prodotti De.Co. Preparati dai loro insegnanti, i ragazzi hanno realizzato un menu a base di prodotti De.Co. vicentini, poi servito a cena e giudicato dal pubblico. I commensali (150 persone) hanno potuto assaporare, come entrée di benvenuto, “trota di Altissimo nella freschezza primaverile” e “spirale di trota di Cresole e chutney di mele e pere con focaccine di Rotzo”; sono seguiti i primi piatti, quali il risotto “Sole di primavera” e gli gnocchi “De.Co.ntrà”. Davvero unici anche i secondi, dal “filetto di trota salmonata in emulsione di olio d’oliva all’erba maresina” alla “trota di Altissimo con crema di sedano, crocetta di cipolla di Bassano e patata di monte Faldo al vino e formaggio”.  Il tutto abbinato a una serie di vini altrettanto rigorosamente locali, provenienti dalle cantine di Barbarano, Longare, Montebello e Colognola ai Colli. Realizzato da Nicola Menaldo, Daniele Fabbian, Maryan Benshimou, Cha Chaid, Luca Vigolo e Luca Guzzo, con il docente Diego Volpato, il piatto vincitore è stato l’ultimo servito della sequenza proposta.

Il Premio De.Co. Severino Trentin, iniziativa dell’Ufficio Scuola Associativo cui collaborano i Ristoratori di Confartigianato Vicenza, nasce per ricordare una delle più importanti figure di riferimento per la promozione dei prodotti alimentari del nostro territorio. Un’attività, quella di Trentin, da cui è scaturita la Denominazione Comunale (De.Co.), ovvero il riconoscimento geografico di produzioni che rappresentano la storia e tradizione di un luogo. Obiettivo del Premio, quindi, è quello di far conoscere alle giovani generazioni di cuochi quelle eccellenze che sono tipicamente nostre: promuovendo le De.Co. vicentine, gli chef del domani potranno infatti valorizzare ancora di più la ristorazione locale non solo sotto l’aspetto del gusto, ma anche dal punto di vista del legame storico culturale, importante spunto di richiamo turistico. Alla “De.Co.mpetition” hanno partecipato inoltre gli istituti: CFP “Enaip Veneto” di Vicenza (secondo classificato), IPA “Pellegrino Artusi” di Recoaro (terzo classificato), CFP “Engim Veneto” di Tonezza, CFP “Dieffe” di Lonigo e IIS “Mario Rigoni Stern” di Asiago.

Fonte: Servizio Stampa Confartigianato Veneto

Crisi mais, produzione a picco nella Marca, – 40 per cento in tre anni

4768253-d-39-oro-delle-sementi-di-mais-come-sfondoÈ crisi nera per il mais nella provincia di Treviso. Gli ultimi tre anni nella Marca sono stati disastrosi per il cereale, la cui produzione secondo il Consorzio Agrario di Treviso e Belluno è calata di quasi un terzo tra il 2013 e il 2015 e diminuirà di un ulteriore 15% in base alle previsioni dell’annata in corso. Numeri impietosi, fotografati dalla drastica riduzione della superficie investita a mais nel trevigiano, passata dai 41mila ettari del 2013 ai 25mila del 2015, con una previsione di un ulteriore calo del 15% nel 2016.

Una crisi che è effetto del continuo abbassamento del prezzo del mais, sceso dal valore dei 210 euro per tonnellata nel 2013 agli attuali 160 euro per tonnellata (-25%), che ha spinto gli agricoltori locali ad abbandonarne la produzione. “Sembra una crisi irreversibile, ma non possiamo lasciare andare questa situazione senza intervenire – commenta il presidente del Consorzio Agrario di Treviso e Belluno, Fulvio Brunettail mais è una materia prima fondamentale per tutto il sistema agricolo, non solo per i suoi più comuni derivati, come la polenta, ma anche per l’industria zootecnica, che lo utilizza ad esempio per l’alimentazione degli animali. Oggi, purtroppo, molti allevatori sono costretti ad acquistare mais all’estero, perché non riescono a reperire il prodotto nel nostro territorio».

La crisi della cerealicoltura, d’altra parte, è diffusa su tutto il territorio nazionale e si è abbattuta non solo sul mais, ma anche su altre colture, come la soia. Il Consorzio Agrario di Treviso e Belluno porta avanti alcune iniziative a livello locale per incentivare il seminativo e anche quest’anno, per il terzo anno consecutivo, corrisponderà per il mais bianco un prezzo pari a quello stabilito dalla borsa merci per il mais giallo, con in aggiunta un bonus di 10 euro per ogni tonnellata di raccolto. L’incentivo verrà garantito sulla base di accordi commerciali di filiera, che valorizzano la produzione di mais bianco “sostenibile”, certificato con standard CSQA “DTP112 Cereali e Semi Oleosi Sostenibili”.

Necessità di politiche di sostegno al reddito delle aziende. «Si tratta di un segnale che la nostra azienda cerca di dare all’agricoltura – prosegue Brunetta – ma è chiaro che sono necessarie misure più strutturali. A tal proposito ci appelliamo alle istituzioni che governano il mondo dell’agricoltura affinchè intervengano con politiche di sostegno al reddito delle aziende in questa difficilissima congiuntura e ridare così slancio all’attività di maiscoltori e allevatori.  Senza dimenticare che non si tratta solo di una questione di reddito, ma anche di un patrimonio tecnico e di conoscenze da salvaguardare: i nostri agricoltori nel corso degli anni si sono attrezzati per realizzare prodotti di eccellenza, facendo tesoro di una tradizione e di un metodo di lavoro vocati alla qualità e alla tutela dell’ambiente».

Sicurezza filiera alimentare. «Il nostro impegno, come azienda che collega la produzione agricola a quella industriale, resta proprio quello di tutelare la qualità del prodotto che immettiamo nel mercato – conclude Brunetta – i nostri protocolli di certificazione garantiscono tracciabilità e sostenibilità economica, ambientale e sociale delle produzioni. È una questione di sicurezza della filiera alimentare, di offrire al consumatore l’opportunità di acquistare latte, carni o formaggi, provenienti da animali nutriti con mais prodotto a Treviso e non in altri paesi, di cui non possiamo garantire metodi e qualità di produzione».

Fonte: Servizio Stampa Consorzio Agrario di Treviso e Belluno

Veneto Agricoltura: Giunta regionale autorizza 47 assunzioni temporanee

Vallevecchia, litorale

Vallevecchia, litorale

La Giunta regionale ha autorizzato l’azienda regionale Veneto Agricoltura a procedere alle assunzioni della manodopera agricola e forestale per l’anno 2016. Ne dà notizia l’assessore all’agricoltura Giuseppe Pan, che precisa che le spese per i contratti di lavoro autorizzati rispettano i principi di contenimento della spesa pubblica e il budget assegnato all’ente regionale in liquidazione. “Il via alle assunzioni degli operai rappresenta un atto importante per molte famiglie dei territori ove insistono le proprietà regionali gestite da Veneto Agricoltura e consente di dare continuità per l’anno in corso alle attività e ai progetti delle aziende speciali e dei centri di ricerca dell’ente regionale”, ha sottolineato l’assessore.

Le aziende di Veneto Agricoltura interessate sono Sasse Rami, Po di Tramontana, il centro frutticolo di Pradon e il centro ittico Bonello, in provincia di Rovigo, ValleVecchia nel Veneziano, Bosco Nordio a Chioggia, Azienda “Diana” in provincia di Treviso, l’azienda forestale del Cansiglio e l’azienda Villiago in provincia di Belluno, il Centro vivaistico di Montecchio  Precalcino e il centro ittico Valdastico in provincia di Vicenza, le arre demaniali boschive del Monte Baldo e della Lessinia, nel Veronese.
A seguito della delibera approvata, l’azienda potrà avviare i necessari contratti di lavoro, anche se al momento il bilancio di Veneto Agricoltura è ancora in corso di approvazione e quindi le risorse disponibili sono limitate all’esercizio provvisorio. Non appena il bilancio dell’azienda regionale sarà completamente operativo – si prevede entro aprile – i contratti di assunzione saranno perfezionati.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

Kiwi: progetto Regione-Università di Verona per valorizzare il frutto e salvare le colture da batteriosi

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Incontro stampa presentazione progetto kiwi Regione Veneto-Università di Verona

Kiwi, frutto buono e salutare ma anche “oro verde” del Veneto, in particolare del Veronese, da difendere e salvare dall’attacco del cancro batterico. E’ su questo duplice binario che si sviluppa il progetto promosso dalla Regione Veneto con il dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona, presentato nei giorni scorsi a palazzo Balbi, sede della Giunta regionale, dall’assessore all’Agricoltura Giuseppe Pan e dal prorettore dell’ateneo scaligero Antonio Lupo.

In Veneto circa il 15 per cento della produzione nazionale . “La Regione ha investito oltre un milione di euro – ha spiegato l’assessore Pan – per valorizzare una coltura nella quale il Veneto è leader: con 55 mila tonnellate annue, mille produttori e 3200 ettari coltivati, di cui 2500 nella sola provincia di Verona, il Veneto rappresenta circa il 15 per cento dell’intera produzione nazionale. E l’Italia è il primo produttore al mondo di questo frutto esotico, originario della Cina, ben acclimatatosi in Nuova Zelanda, e diventato ora una delle produzioni vincenti dell’export tricolore”. Il progetto ha messo in campo saperi, competenze e ricerche del dipartimento di Biotecnologie dell’università di Verona per capire, prima di tutto, caratteristiche e apporto nutritivo del frutto.

Frutto del “buonumore”. Ad un anno dall’avvio degli studi ecco i primi risultati, divulgati da Flavia Guzzo, ricercatrice dell’università scaligera e coordinatrice del progetto di valorizzazione: “Il kiwi, tra le tante proprietà benefiche,  contiene anche sostanze neuroattive, come serotonina e melatonina, che sono i neurotrasmettitori del “buonumore” e contribuiscono al benessere del cervello umano. Inoltre il kiwi – anticipa la biologa  – contiene anche altri “co-fattori” antiossidanti e inibitori di specifici enzimi, che hanno un ruolo di agenti “protettori” rispetto alla degradazione ossidativa ed enzimatica dell’organismo”.

900 ettari colpiti dall’infezione batterica o morìa del kiwi. Ma l’’oro verde delle campagne veronesi da alcuni anni è sotto scacco, vittima di una violenza infezione batterica che rischia di compromettere colture e fatturati. Sono quasi 900 gli ettari colpiti dall’infezione batterica o dalla morìa del kiwi, altra grave patologia attribuita ai terreni e ai sistemi di irrigazione, da studiare e curare. I produttori veronesi son i  più colpiti: “Nel corso del 2015 – calcola Fausta Bertaiola, presidente dell’organizzazione dei produttori del Consorzio Ortofrutticolo padano – la produzione di kiwi nel Veronese ha registrato un calo del 25 per cento. E’ sempre più urgente individuare terapie per salvare le nostre colture”.

Inibire il contagio. Da qui la seconda direzione imboccata dal progetto di ricerca. “Abbiamo analizzato i geni del batterio e cercato di capire perché la batteriosi aggredisca proprio il kiwi – spiega Annalisa Polverari, patologa vegetale dell’Università di Verona – Grazie ai fondi della Regione abbiamo ricostruito la mappa dei geni del batterio e stiamo cercando le sostanze meno tossiche per inibire il contagio. Stiamo testando la somministrazione di nanoparticelle ad alta affinità con i tessuti vegetali in modo da curare la pianta con una semplice irrorazione, anche se già contagiata dal batterio-killer Psa (Pseudomonas Syringae actinidiae)”.

Un sito web specifico. Virtù alimentari e difesa sanitaria del kiwi sono ora veicolati anche da una specifica campagna di comunicazione, veicolata dal sito www.okkiwi.it, rivolto a produttori e consumatori. Le pagine web documentano con un’efficace sintesi narrativa i progressi della ricerca e insegnano ai produttori metodi e strumenti per contrastare l’infezione batterica.  Ai risultati della ricerca si abbinano appositi contenuti e materiali didattici rivolti ai consumatori, agli studenti, per coinvolgere ragazzi e genitori, in modo semplice e accattivante, nella scelta del “frutto giusto” per una alimentazione sana.

La ricerca ora prosegue e i prossimi step sono dedicati e rendere disponibili per gli agricoltori i mezzi di contrasto naturali più efficaci per limitare la batteriosi. “Un esempio virtuoso di ricerca applicata trasferita sul campo – ha chiosato il prorettore Lupo – che dimostra come sia possibile spendere bene i soldi dei veneti coniugando l’eccellenza universitaria con le esigenze del mondo produttivo”.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto