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Nel padovano, Imprese agricole in affanno, prezzi al di sotto dei costi di produzione

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiPrezzi di quasi tutti prodotti agricoli ai minimi storici, consumi e domanda interna fermi, importazioni dall’estero senza controlli: sono i temi che stanno angosciando le imprese agricole e che hanno acceso la discussione all’interno del consiglio direttivo di Confagricoltura Padova.

“Un’altra annata amara – conferma il presidente dell’Associazione Giordano Emo Capodilista – che si aggiunge alle due precedenti, segnate da eventi climatici negativi, e che porterà ad ulteriori contrazioni dei ricavi e dei redditi delle imprese agricole. C’è sofferenza nelle campagne – continua il presidente di Confagricoltura – soprattutto perché non si intravedono prospettive di miglioramento dei mercati e condizioni di ripresa dei consumi interni. Basta osservare il calo degli acquisti alimentari segnalato quotidianamente dai supermercati”. Cereali, soia, frutta, bovini e suini da macello registrano prezzi alla produzione mai visti prima, nettamente al di sotto dei costi. Ma anche le quotazioni dell’uva e del vino sono stagnanti e per il latte si sta assistendo nelle ultime settimane ad un crollo del prezzo del prodotto importato che preoccupa molto gli allevatori, soprattutto in prospettiva dell’abolizione nel 2015 delle quote di produzione. Non va meglio ai florovivaisti, le cui produzioni  sono compresse da un mercato asfittico dovuto alla crisi dei consumi e – secondo Older Pandolfo coordinatore della sezione florovivaistica di Confagricoltura – “anche da acquirenti poco affidabili, che non pagano i prodotti”.

Standard di qualità alti per l’agroalimentare italiano, non premiati sugli scaffali. Claudio Voltan, presidente della Stalla sociale di Terrassa Padovana e dirigente di Confagricoltura afferma che in queste condizioni per ogni capo bovino allevato e macellato la sua cooperativa registra una perdita di oltre 200 €. “Purtroppo aumentano i costi dei mezzi tecnici, dei servizi ed aumentano anche i vincoli a cui sono sottoposte le nostre aziende a garanzia della qualità e della salubrità del prodotto. Ma poi la nostra carne non viene riconosciuta e valorizzata negli scaffali dei supermercati” ha dichiarato Voltan. In Italia le aziende agricole e di allevamento garantiscono standard qualitativi elevati, ma purtroppo il loro sforzo non è premiato dal mercato e nemmeno dall’industria alimentare e dalla distribuzione, aggiunge Michele Barbetta, presidente dei produttori di avicoli e di uova della Confagricoltura del Veneto. “Gli operatori – aggiunge il dirigente di Confagricoltura – tendono ad approvvigionarsi da Paesi terzi, acquistando a prezzi inferiori prodotti agricoli e zootecnici ottenuti in condizioni meno restrittive di quelle previste in Italia e senza adeguati controlli alle frontiere. Ricordiamo per tutti il rischio che ha sfiorato i nostri  allevamenti per la diffusione di mangimi prodotti con cereali importati dall’Ucraina contenenti diossina”.

Burocrazia, lotta impari. “Sono questi i problemi delle nostre aziende agricole – conclude il Emo Capodilista – problemi che meriterebbero più attenzione da parte della classe politica e dei governi nazionale e regionale, ma anche di tutta la filiera agroalimentare italiana, dell’industria alimentare e degli operatori della distribuzione”. Nella sostanza gli agricoltori chiedono una burocrazia meno opprimente che permetta loro di concorrere con gli altri Paesi e soprattutto una corretta valorizzazione commerciale delle loro produzioni che – sottolinea Emo Capodilista –  “costituiscono la base insostituibile del successo dell’agroalimentare italiano nel mondo”.

Fonte: Confagricoltura Padova

A Padova, la prima birra accreditata ufficialmente “a Km zero” in Veneto

Birra AntonianaE’ ufficiale: la “birra Antoniana” è la prima a kmzero, almeno in Veneto, dove è nata la prima legge regionale che disciplina l’orientamento al consumo di prodotti locali. Nonostante non ci sia ancora una circolare applicativa, i fan di questo stile di vita, perché di questo si tratta, sono in continuo aumento come le richieste rivolte alla commissione per essere “accreditati”.

Gruppo specialisti “kmzero”. E’ stato cosi anche per il Birrificio Antoniano di Villafranca Padovana che oggi, lunedì  13 ottobre, ospiterà in azienda il gruppo degli  specialisti del ‘kmzero’ (rappresentante di Federconsumatori, il presidente di  Coldiretti Veneto, il dirigente dell’ente certificatore Csqa, il referente dei giornalisti enogastronomici, uno per l’Accademia della Cucina, oltre che i funzionari della Regione Veneto)  che esaminata la documentazione dichiarerà questa realtà a tutti gli effetti idonea all’iscrizione, targandola ufficialmente e inserendola nella rete dei locali che hanno deciso di impiegare nella loto attività in prevalenza la produzione agroalimentare ‘a breve distanza’.

Orzo padovano e luppolo veneziano. “Dubbi non ce ne sono” – sostiene Coldiretti Veneto, l’associazione che in pochi mesi raccolse 25mila firme per fare approvare una norma che orientasse il consumo dei prodotti di stagione e di provenienza regionale nelle mense collettive come nella ristorazione privata, anticipando già allora esigenze ancora attuali, come una corsia dedicata alla produzione locale nella Grande Distribuzione Organizzata.” La documentazione consegnata dai titolari – continua Coldiretti – attesta che l’orzo è padovano, il luppolo arriva dalla provincia di Venezia e che tutto il processo di trasformazione avviene integralmente in Veneto”. Insieme al Birrificio Antoniano, i tecnici dovranno valutare l’istanza presentata dalla Macelleria Mattarollo di Paese (Tv), dal Ristorante Il Concerto di Silea (Tv) e dalla Gastronomia Da Carlo Alberto di San Giovanni Lupatoto (Vr).  Il circuito composto da 73 locali e 22 panifici si potrebbe dunque arricchire di altri tre esercizi pronti a testimoniare con il loro lavoro e la loro scelta,  scritta nero su bianco, che tutelare l’ambiente, salvaguardare il territorio, promuovendo qualità e tipicità a favore dei clienti è possibile, basta volerlo.

Fonte: Coldiretti Veneto

Caseus Veneti, il Piave Dop di Lattebusche (BL) il miglior formaggio del Veneto 2014, assegnate 38 medaglie d’oro

Casesus veneti 2014Un bagno di folla, uno straordinario weekend di sole, una location eccezionale: il decennale di Caseus Veneti nella palladiana Villa Emo ha fatto il pieno di pubblico. Un successo per il concorso regionale formaggi del Veneto che porta la firma dei consorzi a tutela di DOP e STP: Grana Padano, Asiago, Montasio, Casatella Trevigiana, Monte Veronese, Piave, Provolone Valpadana e di Mozzarella STG e vede la regia di A.Pro.La.V., l’associazione produttori di latte del Veneto.

Premiati formaggio e casaro. La giuria critica, formata da giornalisti ed esperti del settore (tra cui il presidente nazionale Onaf – Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi – Pierfrancesco Adami), tra i 38 formaggi campioni, già medaglie d’oro nelle singole categorie (Dop, tradizionali, affinati, etc.), ha scelto il vincitore assoluto, incoronando miglior formaggio del Veneto 2014 il Piave DOP, prodotto da Lattebusche. Un riconoscimento che arriva nell’anno in cui la cooperativa di Cesiomaggiore (BL) festeggia il sessantesimo anno di vita e che premia ancor di più l’impegno di questi anni per il ritorno ai pascoli e la salvaguardia dell’allevamento montano. “Il Piave è un formaggio a Denominazione di Origine Protetta che prevede l’impiego esclusivo di latte della vallate bellunesi per la realizzazione di 350 mila forme l’anno – spiega il direttore generale, Antonio Bortoli – una produzione di nicchia apprezzata però sempre più nel mercato nazionale e straniero dove ormai va il 20% della produzione. Caseus Veneti per noi rappresenta una piattaforma di esposizione eccezionale per la miriade di prodotti straordinari del Veneto: è motivo quindi d’orgoglio essere oggi primi tra i primi”. Premiato assieme alla latteria anche il suo casaro, Dimitri Biasuz, una vera autorità dell’arte casearia bellunese che ogni mattina si sveglia alle due e mezzo per dedicarsi totalmente alla produzione di formaggio: un sapere artigianale, dove la conoscenza si somma ad intuito e sensibilità verso una materia prima nobile come il latte. “Il bello di questo mestiere – spiega – che faccio con passione dal 27 aprile 1981, è lavorare ogni giorno una materia prima viva come il latte, un latte che viene dai pascoli delle nostre Dolomiti e che tra erbe e fiori ha un gusto tutto speciale. Le grandi aziende di un mercato globale ci potranno prendere tutto, ma non ci possono rubare il nostro territorio”.

Giuria popolare. Un riconoscimento particolare è andato ai mastri casari, in questa decima edizione che si è aperta alla giuria popolare. Sabato pomeriggio, una trentina di persone scelte fra il grande pubblico dell’evento hanno potuto valutare i campioni (Piave Dop escluso). Un giudizio, quello diretto dei consumatori, che è caduto su tre formaggi e di conseguenza sui casari che li hanno creati: per gli stagionati il premio è andato a Dario Gugole del Caseificio Artigiano Gugole di San Giovanni Ilarione (VR), autore del Monte Veronese DOP; per i freschi premiato il Capra di Salvatore Cavalieri della Cooperativa Agricola 8 Marzo di Verona e per gli affinati il Fienil di Dino Pozzebon della Latteria Sant’Andrea di Visnadello (TV).

Ecco le medaglie d’oro Caseus Veneti 2014.  Formaggi Dop e Stg. 1 Asiago Dop pressato Caseificio San Rocco (Tezze sul Brenta-VI), 2 Asiago Dop d’Allevo mezzano (4-6 mesi) Latterie Vicentine (Bressanvido-VI), 3 Asiago DOP d’Allevo vecchio (10-15 mesi) Latterie Vicentine (Bressanvido-VI), 4 Asiago Dop d’Allevo stravecchio (oltre 15 mesi) Caseificio Pennar (Asiago-VI), 5 Casatella Trevigiana DOP Latteria Sant’Andrea (Povegliano-TV), 6 Grana Padano DOP Caseificio San Rocco (Tezze sul Brenta-VI), 7 Grana Padano DOP (oltre 20 mesi) Caseificio San Rocco (Tezze sul Brenta- VI) 8 Montasio DOP fresco (2-5 mesi) Latterie Venete spa (Vedelago-TV), 9 Montasio DOP mezzano (5-10 mesi) Latteria Summaga (Portogruaro-VE), 10 Montasio DOP stagionato (oltre 10 mesi) Latteria di Roverbasso (Codognè-TV), 11 Monte Veronese DOP latte intero (25-45 giorni) Caseificio Menegazzi (Erbezzo-VR), 12 Monte Veronese DOP d’Allevo (6 mesi) Giulia snc di Lavarini (S.Anna di AlfaedoVR), 13 Monte Veronese DOP d’Allevo (oltre 12 mesi) Caseificio Gugole Dario (San Giovanni Ilarione-VR), 14 Piave DOP (Fresco, Mezzano, Vecchio, Vecchio-Selezione Oro, Riserva) Lattebusche sca (BL), 15 Provolone Valpadana DOP (dolce) Caseificio Albiero srl (Montorso Vicentino-VI), 16 Provolone Valpadana DOP (piccante) Caseificio Albiero srl (Montorso Vicentino-VI), 17 Mozzarella STG Latteria Soligo (TV).  Formaggi tipici e tradizionali. 18 Morlacco del Grappa Az. Bordignon Ysabel–Malga Coi Veci (Crespano del Grappa-TV), 19 Malga fresco (alpeggio 2014) Az. Agricola Ponte Vecchio ss (Vidor-TV), 20 Malga vecchio (alpeggio 2013 e antecedenti) La Casara Roncolato Romano srl (Roncà VR), 21 Formaggio affinato nelle vinacce Perenzin Latteria srl (San Pietro di Feletto-TV).  Altre categorie. 22 Freschi e Freschissimi (pasta molle senza crosta) Caseificio Castellan Urbano sas (Rosà-VI), 23 Caciotta pasta molle con crosta (30gg-2 mesi, peso inf. a 1 Kg) Az. Agr. Tre Comuni (Istrana-TV), 24 Latteria pasta molle con crosta (30gg-2 mesi, peso sup. a 1Kg) Latteria Tarzo e Revine (Tarzo-TV), 25 Pasta molle con crosta fiorita Ca’ Bastian soc. agr. (Montebelluna-TV), 26 Pasta Molle con crosta lavata Az. Agr. Muncio (Fonte-TV), 27 Pasta semidura (3-6 mesi) Centro Veneto Formaggi srl (Cavaso del Tomba-TV), 28 Pasta dura (oltre 10 mesi) Toniolo Casearia spa (Borso del Grappa-TV), 29 Mozzarella Az. Agr. Tre Comuni di Minato Eros (Istrana-TV)/ Lattebusche (Cesiomaggiore-BL), 30 Pasta filata molle Az. Agr. Venturin (Spresiano-TV), 31 Pasta filata dura Caseificio Albiero srl (Montorso Vicentino- VI), 32 Formaggi aromatizzati (pepe-peperoncino) Latteria Soligo (TV), 33 Formaggi aromatizzati (erbe, fieno e spezie) Latteria Sant’Andrea Soc. Agr. Coop (Farra di Soligo-TV), 34 Formaggi aromatizzati (fumo o affumicati) Agricansiglio Soc. Agr. Coop. (Povegliano-TV), 35 Formaggi erborinati La Capreria Soc. Agr. (Montegalda-VI), 36 Formaggi di capra, coagulazione prevalentemente acida Perenzin Latteria (San Pietro di Feletto- TV), 37 Formaggi di capra, coagulazione prevalentemente presamica Coop. Agr. 8 Marzo (S.Ambrogio Valpolicella- VR), 38 Affinato in birra o aceto balsamico Latteria Sant’Andrea (Povegliano-TV).

Fonte: Caseus Veneti

Talento imprenditoriale e creatività i punti di forza delle imprese “rosa” agricole

dido

manufatti creati con il “dido” vegetale

Salgono a 220.079 le imprese agricole guidate da donne in Italia dove ormai nelle campagne quasi una azienda su tre (28,9 per cento) è rosa anche grazie all’allargamento delle attività che è stato recentemente riconosciuto anche nel ricalcolo del Pil. Sono questi i dati presentati ieri da Coldiretti su rilevazioni di Unioncamere e relativi al secondo trimestre del 2014 in occasione del 60esimo anno dalla nascita che è stato ricordato con la prima mostra sul business della tradizione.

30% agricoltura in Veneto rappresentata dalle donne. Lo show room con le innovazioni (provenienti da tutte le regioni) che hanno trasformato i ricordi del passato in moderne idee imprenditoriali esponeva anche i casi veneti dove le agricoltrici di Donne Impresa Coldiretti rappresentano le percentuali nazionali. Il 30% dell’agricoltura regionale è condotto al femminile e la realtà “giallo verde” conta 24mila tra società, ditte individuali e aziende impegnate in campagna. Dopo quello del commercio, il settore agricolo è  – sottolinea la Coldiretti – quello in cui la presenza femminile maggiore tra le diverse attività economiche. L’ingresso progressivo delle donne nell’agricoltura italiana – precisa la Coldiretti –  è stato favorito dagli effetti della legge di orientamento (la numero 228 del 18 maggio 2001) fortemente sostenuta dalla Coldiretti, che ha di fatto rivoluzionato l’attività d’impresa nei campi italiani aprendo nuove opportunità occupazionali. “Al talento imprenditoriale – ammette Franca Castellani, presidente di Donne Impresa Veneto – le agricoltrici abbinano la creatività soprattutto manuale mettendo a disposizione della collettività le loro abilità. Da Rovigo abbiamo portato a Roma il “didò di campagna” ovvero la farina di polenta mista a colla con acqua che diventa decoro, giocattoli, bomboniere e tanto altro, da Belluno la lana grezza, prodotto di scarto reinventato in capi di abbigliamento alla moda, da Treviso le “sporte di Agnese” realizzate con i cartocci delle pannocchie intrecciati come vasi, cestini e borse. Abbiamo testimoniato cosi il nostro grande patrimonio di sapienza tramandato e salvato dalle mani delle imprenditrici che ora propongono questa saggezza in corsi di formazione, lezioni a scuola e interventi terapeutici di utilità collettiva“.

Fonte: Coldiretti Veneto

4-5/10/14, a Fanzolo di Vedelago (TV) torna a Villa Emo Caseus Veneti

formaggi veneti2Resta all’Italia il primato delle denominazioni europee per i prodotti tipici (261) e il settore caseario si mantiene in testa raccogliendo il 36% dei produttori. I formaggi italiani si confermano quindi i maggiormente garantiti e, all’interno di questo quadro, il Veneto rappresenta una punta d’eccellenza che troverà la sua vetrina nella decima edizione di Caseus Veneti, 4/5 Ottobre 2014 a Villa Emo – Fanzolo di Vedelago (TV). Il concorso regionale formaggi del Veneto si conferma l’appuntamento più atteso per i produttori del comparto chiamati a confrontarsi con la giuria di selezionati esperti, ma anche per il grande pubblico dei consumatori.

85% del latte prodotto in Veneto destinato alla produzione casearia. L’edizione del decennale di Caseus Veneti porta la firma dei consorzi a tutela di DOP e IGP: Grana Padano, Asiago, Montasio, Casatella Trevigiana, Monte Veronese, Piave, Provolone Valpadana e di Mozzarella STG. “I Consorzi, con la forza dei loro marchi, come Grana Padano, il formaggio più consumato al Mondo – afferma Stefano Berni, direttore del Consorzio Grana Padano – hanno scelto, attraverso questo importante appuntamento, di sostenere un intero comparto, quello della zootecnia da latte, che si trova ad affrontare importanti sfide sui mercati internazionali. Di fronte ad un andamento del mercato europeo già indirizzato verso l’aumento delle produzioni di latte e l’incremento delle produzioni di formaggi di basso costo del Nord Europa, la nostra è una risposta unita e riassumibile in due parole: qualità e territorio”. “Caseus Veneti si conferma la migliore competizione nazionale dedicata ai formaggi, affermatasi come momento di confronto e vera e propria sfida tra produttori che in un decennio ha contribuito ad innalzare la qualità – aggiunge Terenzio Borga, presidente A.Pro.La.V. –. Una vetrina importante per l’intero settore: basti dire che l’85% del latte prodotto in Veneto viene destinato alla produzione casearia e, di questo, il 70% viene utilizzato per prodotti a Denominazione di Origine Protetta”.

Occasione speciale per visitare Villa Emo. Se qualità e territorio sono le parole guida di Caseus Veneti, la conferma della sede di Villa Emo come cornice della manifestazione non poteva essere più felice in questa edizione del decennale. Realizzata nel 1560 da Andrea Palladio e inserita nel Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, la meravigliosa dimora è anche tappa degli eventi culturali legati alla grande mostra dedicata a Paolo Veronese. Il trionfo della decorazione in villa disegna infatti un itinerario tra straordinari monumenti come appunto Villa Emo, decorata da G.B. Zelotti allievo del Veronese e le ville Barbaro a Maser e Chiminelli Soranzo a Castelfranco Veneto. In occasione del weekend di Caseus Veneti sarà possibile visitare i piani nobili di Villa Emo al prezzo speciale di 5 euro.

Tutti i numeri della manifestazione. Sono 70 i produttori, dai grandi caseifici alle piccole malghe di montagna già iscritti alla competizione da tutte e sette le province del Veneto per un totale di 358 formaggi (erano 332 lo scorso anno) in gara nelle 38 categorie, incorniciate in quattro grandi aree: 111 formaggi gareggeranno tra i FORMAGGI DOP/STG; 39 nei FORMAGGI TIPICI/TRADIZIONALI e 208 nelle ALTRE CATEGORIE (dagli affinati nelle vinacce, agli erborinati, con pepe o peperoncino, con una straordinaria varietà di gusti e stagionature e la novità degli affinati in birra o aceto balsamico).  La Giuria tecnica si costituirà ufficialmente giovedì 2 ottobre nelle Barchesse di Villa Emo dove, da martedì prossimo, inizierà l’arrivo dei formaggi in Villa. Quasi 70 giurati armati di grembiule, schede di valutazione e buon palato inizieranno ad aggirarsi tra i tavoli procedendo all’assaggio. La scelta dei giurati è stata curata da Veneto Agricoltura per garantire la massima imparzialità: si tratta di esperti ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi), ma anche ristoratori e sommelier. Spetterà a loro il complesso compito di assegnare le 38 Medaglie d’Oro in palio per ciascuna categoria. Le premiazioni avverranno sabato 4 ottobre alle ore 10, all’apertura ufficiale della manifestazione. Spetterà poi alla Giuria critica, formata da giornalisti e critici del settore enogastronomico che si riuniranno per la valutazione sabato 4 ottobre dalle 15, scegliere tra le medaglie d’oro di ogni categoria il Miglior Formaggio Veneto 2014. Subito dopo, dalle 17, toccherà alla Giuria popolare incoronare i migliori casari. Tutti possono partecipare, fino ad esaurimento dei posti disponibili: basta iscriversi all’info point (dalle 15).

 Il gusto della beneficenza. Per entrambe le giornate di Caseus Veneti 2013, dalle 10 alle 19, sarà aperto Forme di Solidarietà il punto vendita dei formaggi in gara, allestito in Villa. I produttori infatti si impegnano a consegnare gratuitamente il formaggio alla rassegna: degli oltre 1.700 kg di formaggi che arriveranno a Villa Emo, la metà sarà venduta al pubblico (3 formaggi 5 euro). Si potranno così acquistare le migliori produzioni casearie del Veneto e allo stesso tempo contribuire alla raccolta di beneficienza in favore di Life Inside Onlus, associazione che si occupa di ragazzi affetti da autismo e a la Città della Speranza, che da anni sostiene i piccoli pazienti oncologici e la ricerca. Testimonial dell’iniziativa sarà la conduttrice RAI Eleonora Daniele, madrina di Caseus Veneti.

Degustazioni. Nell’Antico Brolo, splendido borgo rurale che sorge davanti a Villa Emo e che ne testimonia il legame con la tradizione agricola, troveranno posto le degustazioni guidate a cura dell’AIS (Associazione Italiana Sommelier), sezione Veneto, per imparare i migliori abbinamenti formaggi/vino e birre (vini selezionati da UVIVE-Vini Veneti Doc) e il pane prodotto dai Panificatori Trevigiani. Due importanti appuntamenti per chi desidera vivere la magia della realizzazione del formaggio partendo dalla materia prima latte, grazie alla presenza dei mastri casari. L’area ristoro sarà curata da Santi Catering mentre il mercato delle eccellenze sarà la vetrina per caseifici ma anche prodotti tipici e alcuni dei più rinomati birrifici artigianali. Non mancheranno gli show cooking per imparare ad utilizzare il formaggio in originali ricette. Tutte le informazioni su: www.caseusveneti.it sulla pagina Facebook e su Twitter.

Fonte: Caseus Veneti

in vendita nei supermercati i prodotti “Qualità Verificata” (QV), marchio garantito dalla Regione del Veneto

Tavole3.inddEccoli, i prodotti a marchio “Qualità Verificata”: il meglio della produzione agroalimentare del Veneto nei settori della carne, del lattiero–caseario, dell’ortofrutta e dei prodotti ittici, garantiti dalla Regione e identificati dal logo QV. “Concretiamo un progetto al quale lavoriamo da anni, grazie ai produttori e grazie alla DGO del nostro territorio: presenti con noi sono Alì, Coop, Despar, che hanno creduto con noi e gli agricoltori in questa scommessa, sulla quale ci giochiamo la faccia”, ha sottolineato l’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato. Che è marchio collettivo istituzionale approvato dall’Unione Europea, che contraddistingue prodotti agricoli e agroalimentari che rispettano rigorosi disciplinari concordati con le autorità comunitarie e che garantiscono una qualità superiore e maggiore tutela dei consumatori.

Obiettivo: offrire ai consumatori prodotti veneti garantiti nella qualità. E’ il coronamento di un progetto che nasce da lontano, formalizzato con la Legge regionale 31 maggio 2001 n. 12 “Tutela e valorizzazione dei prodotti agricoli e agroalimentari di qualità”, che si concreta oggi sulla base di 48 disciplinari ai quali i produttori possono aderire e che sono già seguiti da alcune grosse realtà cooperative e associative (quali Soligo, Unicarve, Azove, Naturveneta e OPCOP) e da circa 700 imprese agricole. “Abbiamo dato un “nome” e un “pedigree” ai nostri prodotti migliori, altrimenti proposti in forma anonima e indistinguibile da quelli generici. L’obiettivo era ed è quello di offrire ai consumatori prodotti del Veneto verificati di maggiore livello qualitativo e garantiti – ha sintetizzato Manzato – resi riconoscibili da un marchio riconosciuto, garantiti dalla Regione e che per questo possono essere proposti anche con il logo (la stella a sette punte colorate) della proposta turistica regionale, rispetto ai quali è possibile anche investire finanziamenti regionali per la promozione e la valorizzazione”.

Marchio a colori diversi a seconda del settore. In questa operazione si sono impegnati fortemente gli stessi produttori, alla ricerca di un sistema di valorizzazione che potesse superare i confini della garanzia personale – ha detto ancora l’assessore – e “che soprattutto ha avuto il consenso convinto della grande distribuzione che opera nel territorio regionale, in gran parte rappresentata alla presentazione del marchio, che si è resa disponibile e che in questo momento dà una mano alle nostre imprese, in sofferenza per l’embargo nei confronti della Russia”. Il marchio unificato QV proposto presenta  colori diversi a seconda del settore: rosso per la carne, blu per gli ittici, azzurro per il lattiero caseario, verde per l’ortofrutta.

Fonte: Regione Veneto

Dal 14 ottobre 2014 al via “Asiago Lab”, iscrizioni già aperte per appassionati e ristoratori

piatto asiago-ASIAGO LABDal prossimo 14 ottobre prende il via “Asiago Lab“, nuovo progetto formativo rivolto a professionisti della ristorazione e appassionati di formaggio Asiago Dop. Promosso dal Consorzio Tutela Formaggio Asiago assieme all’Università del Gusto (la struttura per la formazione food di Confcommercio Vicenza), il ciclo di appuntamenti, realizzati nella sede di Creazzo (VI), offre percorsi dedicati a quanti vogliono accrescere la loro competenza professionale e a chi desidera imparare a riconoscere e utilizzare la specialità casearia veneto-trentina in cucina. Il ciclo di appuntamenti – che si avvale di formatori esperti  e di chef di primo piano – si svilupperà in due edizioni: la prima fra ottobre e dicembre 2014, la seconda fra febbraio e aprile 2015.

Il primo appuntamento è fissato per martedì 14 ottobre per gli appassionati e lunedì 3 novembre per i professionisti ed è dedicato a “Le Quattro Stagioni dell’Asiago Dop – Analisi sensoriale e laboratorio di caseficazione”, un avvincente viaggio alla scoperta di come riconoscere ed apprezzare le caratteristiche organolettiche del prodotto, imparando a distinguerne le diverse stagionature e gli utilizzi in cucina. Ad accompagnare gli allievi alla scoperta delle tecniche di degustazione del formaggio sarà Alberto Marangon, responsabile del laboratorio di analisi sensoriale di Veneto Agricoltura. La lezione sarà completata da un affascinante laboratorio di caseificazione dal vivo, realizzata da un esperto casaro, Massimo Gonzati, che illustrerà le varie fasi di lavorazione dalla materia prima fino al prodotto finito.

Martedì 11 novembre, per gli  appassionati e lunedì 24 novembre, per i professionisti, sarà la volta del percorso “Dal finger food al finger cheese. Aperitivi stuzzicanti con l’Asiago Dop”, incontro dedicato alle ricette facili e di grande effetto, utili anche per il menu natalizio, proposte con gli abbinamenti ideali per quanto riguarda il vino. Alessandro Dal Degan,  del Ristorante La Tana di Asiago e  chef giovane dell’anno della Guida Ristoranti d’Italia dell’Espresso 2014 – illustrerà ai partecipanti come si prepararano dei deliziosi bocconcini da mangiare con le mani, in cui il formaggio Asiago Dop è protagonista assoluto, in diversi utilizzi creativi, abbinato ad altri stuzzicanti ingredienti. La lezione terminerà con la degustazione di quanto realizzato e un esperto sommelier guiderà gli allievi nell’individuazione degli abbinamenti ideali con il vino.

Il primo ciclo formativo si conclude lunedì 1 dicembre, con il modulo Menù innovativi con l’Asiago per tutti, aperto ad appassionati e professionisti, dedicato alla preparazione di piatti con l’Asiago Dop, che comprendono la realizzazione di ricette innovative della cucina contemporanea. Sarà lo chef stellato Renato Rizzardi  de La Locanda di Piero  di Montecchio Precalcino  (Vicenza), a preparare, fianco a fianco dei partecipanti, un menu completo a base di Asiago, composto da piatti quali un Risotto all’amarone e Asiago stravecchio con la sua crema di formaggio, delle Costolette di agnello in crosta con fonduta di Asiago fresco e una Crème caramel all’Asiago mezzano con mostarda di pere.
 Tutti i percorsi sono di 4 ore, in orario pomeridiano o serale e vengono tenuti da chef, sommelier e formatori esperti. Per informazioni e iscrizioni: www.asiagocheese.it  e www.universitadelgustovicenza.it

Fonte: Consorzio Tutela Formaggio Asiago Dop

Oscar Green Coldiretti 2014, i sette finalisti veneti

LANCIO TOCCO-1“Non saremo i migliori imprenditori in assoluto ma abbiamo buone possibilità di essere la migliore gioventù – ha detto Andrea Barbetta, leader degli under 30 di Coldiretti, nel presentare ieri i sette finalisti dell’edizione 2014 dell’Oscar Green, concorso nazionale che premia l’innovazione in agricoltura.

I finalisti. Su mille, Coldiretti ne ha selezionati 40 e la giuria ne ha premiati 7, uno per categoria,  tante sono le sezioni previste dal regolamento. Tra questi c’è anche un possibile vincitore nazionale: il coltivatore di alghe di Sommacampagna (VR). In finale veneta anche un vignaiolo col pallino dell’architettura, un allevatore di conigli con mini spaccio aziendale, un abile casaro che sceglie solo di fare formaggi bio, un malgaro e un operatore fantasista di didattica sociale. Ecco i profili dei premiati con l’Oscar Green di Coldiretti a Cà Foscari (VE) con un bel lancio in aria di cappellini gialli nel cortile dell’ateneo veneziano.

Il malgaro.  Si chiama “Piccola Baita” l’azienda di Fabrizio Pescosta, 35 anni, di Falcade (BL), finalista per la categoria “Non solo agricoltura”. Fabrizio ha allargando l’attività dall’allevamento da latte e quello di suini fino alla trasformazione di formaggi e insaccati. In questo angolo turistico Fabrizio vende i propri prodotti e offre alloggio e ristorazione grazie all’integrazione con l’agriturismo dove i clienti possono godere, non solo del paesaggio, della qualità dei prodotti ma anche di un’area benessere per i trattamenti a base di fieno.

L’agricoltrice che si occupa di didattica sociale. A tenere alta la solidarietà, in finale per la categoria “Paese Amico” che raggruppa le esperienze pratiche di chi interpreta i principi dell’agricoltura di qualità, della regola della sussidarietà, il risparmio agroambientale e la tutela del territorio. La giuria del Concorso di Coldiretti ha individuato Patrizia Tolot della Cooperativa Dadi che si occupa del reinserimento sociale dei diversamente abili. Il progetto presentato al Vinitaly durante la scorsa edizione trova spazio nella nuova normativa regionale “agricoltura sociale” dove meglio poter dar respiro al concetto di soggetto attivo nel tessuto economico e lavorativo. Le bottiglie decorate dai ragazzi dell’associazione possono diventare il miglior messaggio per una campagna che aiuta a renderci tutti uguali.

Il successo passa attraverso la ricerca del benessere animale. La provincia di Venezia punta tutta su Fabio Michielan, 35 anni di Scorzè capofila della sessione “In Filiera”. E’ in questo comune che alleva polli e galline ovaiole attività ereditata dal padre e nel tempo perfezionata secondo i più moderni canoni. Fabio si occupa della cura e attenzione dei capi rispettando un regime di benessere animale e grazie a macchinari d’avanguardia e l’applicazione attenta della normativa sanitaria vengono lavorate e confezionate le uova per la grande distribuzione organizzata e la vendita diretta con il marchio aziendale “Il gallese”.

Alghe per la campagna. Il più creativo tra i fantasisti della nuova agricoltura 2.0 è Matteo Castioni di Sommacampagna per la sezione “Ideando” ed ha buone chances di salire sul podio più alto. 32 anni insieme ad un socio da appena un anno ha ricavato in una ex stalla lo spazio per lavorare le micro alghe che coltivano in campagna. Della specie chiamate Spiruline e Haematococcus dalle varie proprietà e possibilità d’uso, sono organismi fotosintetici che vivono nell’acqua e si nutrono di sali disciolti e anidride carbonica. Producono biomassa pregiata, ricca di proteine, sali minerali e antiossidanti naturali. Integrate nella dieta, stimolano la salute e il benessere e negli animali la produttività e qualità. Matteo ha ideato una linea innovativa di prodotti per l’agricoltura biodinamica e biologica e per la cosmesi d’avanguardia.

Il vignaiolo-architetto. Enrico Recchia di Negrar, classe 1983, collabora nell’azienda di famiglia. La cantina “Recchia” lavora 85 ettari tutti a vigneto, 70 in Valpolicella e 15 in zona lago di Garda. Il 70% di tutta la produzione viene esportata arrivando negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, in Svizzera, in Danimarca, Olanda, persino Cina e Singapore. A lui l’onere di rappresentare la sezione “Esportare il Territorio”. Ma il motivo d’orgoglio per Enrico è il restauro della Villa patronale del 1400, tutto sotto il controllo dei beni culturali e della bellezza architettonica. Un recupero che non è un pugno nell’occhio come potrebbe diventarlo una ciminiera o un camino di un inceneritore, ma un gioiello artistico e si sposa perfettamente con la bellezza indiscutibile del paesaggio.

Diversificare, la parola d’ordine. L’altra femminuccia del gruppo si chiama Romina Grigoli e fa l’allevatrice di conigli in una zona vocata al vino a Fumane in Valpolicella, nel veronese. Ne possiede 12mila di cui 3mila fattrici. Purtroppo non è un bel momento per i consumi di questa tipologia di carne nonostante i vari tentativi di accordo di filiera e gli sforzi degli attori per risollevare le sorti del comparto. Ma Romina non molla e confeziona sottovuoto per i mercati della vendita diretta e le catene distributive vari tagli alcuni unici in Italia, nella speranza che il consumatore apprezzi sempre di più questa specialità e l’attività sia remunerativa anche per lei che tiene alto l’onore della categoria “Stile e cultura d’impresa”.

Formaggi Ogm free. Andrea Colasurdo guida la società agricola “Monteverde” a Crespano del Grappa. E’ un casaro di 34 anni. Produce formaggi ogm free. Con la sua presenza assidua nei mercati agricoli (dodici a settimana e su ben quattro province venete) è il principe della filiera corta e dunque gareggia per “Campagna Amica”. In quattro anni ha coinvolto nel suo progetto imprenditoriale dieci persone (5 sono diventati soci e gli altri collaboratori dipendenti). Una squadra a fianco delle famiglie per offrire latticini, carne e vino di qualità garantendo il top del servizio.

Fonte: Coldiretti Veneto

 

In dirittura d’arrivo la riforma di Veneto Agricoltura e dei Parchi regionali

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiL’assessore regionale veneto all’agricoltura e parchi, Franco Manzato, è ottimista: l’iter di riforma dell’azienda regionale Veneto Agricoltura e dei Parchi regionali sta per arrivare al traguardo e per fine ottobre si potrebbe arrivare alla chiusura dei lavori preparatori e all’avvio di un nuovo sistema, che ottimizza la spesa pubblica e punta ad essere più efficace ed efficiente.

Settore primario veneto, dal 2011 oggetto di riforme. «Si sta procedendo – ha annunciato l’assessore – alla creazione di un unico testo che disciplini i parchi regionali, integrando quindi le tre proposte avanzate in sede consiliare. Inoltre verrà proposta la trasformazione di Veneto Agricoltura in ente strumentale non economico, riorganizzando il personale interno delle società partecipate, che probabilmente verranno cedute ad altri enti strumentali della Regione». Questi provvedimenti concluderanno il ciclo di riforme che ha interessato il settore primario a partire dal 2011. Si tratta di una lunga lista di azioni, già compiute e realizzate, “che ha condotto il mondo agricolo veneto – continua Manzato – ad assumere un volto diverso, più sicuro e maggiormente strategico e competitivo. La Rivoluzione delle Tre “R”, Razionalizzazione, Risparmio e Reddito del comparto agricolo, sta insomma giungendo al traguardo. Oltre a questo – conclude l’assessore – voglio ricordare il lavoro svolto assieme al mondo agricolo per definire il nuovo Programma di Sviluppo Rurale, attualmente all’esame di Bruxelles, che mette l’accento su innovazione, competitività e semplificazione».

Fonte: Garantitaly.it

13/9/14, la Pedon di Molvena (VI), realtà veneta di riferimento mondiale nel mercato dei cereali e lugumi secchi, festeggia 30 anni di attività. Per l’occasione, apre le porte ai consumatori.

Famiglia PedonPedon Spa compie trent’anni e celebra questo importante anniversario con un evento di cui il socio ARGAV Luca Zocca ci rende partecipi. Dalle 9 alle 11 di sabato 13 settembre, l’azienda aprirà infatti le porte dello stabilimento di Molvena (VI) a clienti, fornitori, partner e consumatori per mostrare la storia di un’imprenditoria vincente, tutta italiana. Evento clou di questo Open Day,sarà una Tavola Rotonda (inizio ore 11) che presenterà in anteprima una ricerca realizzata dall’IRI Information Resources – azienda leader mondiale nella fornitura di informazioni sui mercati del Largo Consumo.

“Le nuove attitudini del consumatore tra infedeltà e ricerca di innovazione” è il titolo della ricerca  che verrà introdotta nella mattinata da Ermanno Brivio – Direttore Area Shopper di IRI. A commentare questi dati, e a testimoniare storie rappresentative di imprese italiane, sono stati chiamati Walter Fortuna – Ad Arclinea Arredamenti Spa, Zefferino Francesco Monini – presidente Monini Spa, Roberto Zanoni – direttore generale EcorNaturaSì Spa, e Remo Pedon – Ad Pedon Group Srl. Il tavolo sarà moderato da Beppe Gioia, caporedattore di Rai Veneto. Un evento nell’evento volutamente organizzato in perfetta coerenza e risposta al ruolo del Gruppo Pedon, oggi tra i big player mondiali nel mercato dei cereali e dei legumi secchi, quale punto di riferimento ed espressione di una moderna imprenditoria nel comparto agroalimentare.  Tra gli invitati hanno confermato la presenza le principali catene della grande distribuzione italiana e da segnalare come ospiti di rilievo Stanley Wood della Bill and Melinda Gates Foundation, in qualità di responsabile per la programmazione e sviluppo politiche agricole, Luca Fratini rappresentante permanente d’Italia presso la FAO e Gordon Bacon, CEO di Pulse Canada, l’associazione che raggruppa i maggiori produttori e trader di legumi canadesi e di riferimento a livello mondiale.

Dalle 9 alle 11 previste visite guidate allo stabilimento e ai reparti produttivi. La commemorazione del trentesimo ha visto un calendario ricco di iniziative, show cooking con Chef stellati, e l’avvio ufficiale della Lean Production System, prima azienda del settore ad adottare un sistema produttivo ed organizzativo “snello”. Tra i prodotti lanciati sul mercato in questo anno così significativo, degna di nota è la linea Italia Tipica, una gamma ampia e completa delle migliori qualità di legumi e cereali italiani con ben otto referenze. “Nell’anno del nostro 30° anniversario abbiamo pensato alle migliori varietà di legumi e cereali italiani – commenta Loris Pedon Direttore Generale – per esprimere la passione, la dedizione ma soprattutto l’amore per il nostro Paese.” Per maggiori informazioni sull’evento e sulle modalità di partecipazione si può contattare la Pedon allo 0424 411.125 oppure  email 30years@pedon.it

Fondata nel 1984 dai tre fratelli Pedon, come azienda distributiva all’ingrosso di prodotti alimentari, Pedon è oggi presente capillarmente in tutti i moderni canali distributivi, sia con prodotti a proprio marchio, sia come private label per la GDO con oltre 100 linee a marchio privato e 3.000 referenze. Le aree di business dell’azienda, oltre a quella predominante dei cereali e legumi secchi, si diversificano nei preparati per dolci, funghi secchi, alimenti biologici e senza glutine. Punto distintivo e di forza del Gruppo Pedon è la rete globale di approvvigionamento, presente in 15 Paesi nei 5 continenti, che tramite la divisione Acos riesce a garantire nel tempo elevati livelli qualitativi ed il controllo totale delle filiere di approvvigionamento. Il Gruppo Pedon oggi è il punto di riferimento a livello mondiale per la lavorazione, il confezionamento e la distribuzione di cereali e legumi secchi. Un’impresa di successo che vanta un fatturato di 90 milioni di euro in 25 Paesi (40% export) e impiega 600 persone con propri stabilimenti in Italia, Egitto, Etiopia, Argentina e Cina.

Fonte: Pedon spa