• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Innovazione e ricerca a supporto del comparto primario, successo per l’incontro organizzato nel veronese dal Consorzio Agrario del Nordest

Consorzio Agrario NordestMigliora il livello di professionalità del settore agricolo, crescono le dimensioni delle imprese sempre più strutturate e manageriali, aumentano i giovani agricoltori specializzati soprattutto nei settori dell’orticoltura, della viticoltura e della zootecnia. Nel Nord Est, un 60% di imprese agricole utilizza, grazie anche alla presenza delle nuove generazioni, soluzioni e strumentazioni agricole avanzate, il 40% si mantiene su standard tradizionali. E’ questa la nuova agricoltura che emerge dall’osservatorio del Consorzio Agrario del Nordest che, lo scorso 4-5 settembre, ha riunito a S. Pietro di Legnago (VR), all’Azienda Agricola Bragadina, oltre 5.000 imprenditori agricoli interessati a visite guidate ai campi sperimentali, convegni e workshop tecnici, dimostrazioni di attrezzature e macchine di ultima generazione anche a guida satellitare, prodotti per la zootecnia e la viticoltura.

Una manifestazione dedicata all’innovazione, alla ricerca e alla sperimentazione, rivolta agli imprenditori agricoli, ai  soci e ai clienti delle sette province di riferimento del Consorzio Agrario, che sono Verona, Vicenza, Venezia, Padova, Rovigo, Mantova e Brescia.  “L’obiettivo di questo evento – ha sottolineato Pierluigi Guarise, direttore generale del Consorzio – è riunire gli imprenditori agricoli, dai tradizionali ai più innovativi, per illustrare le ricerche scientifiche sviluppate dai nostri tecnici sui campi sperimentali in partnership con università e aziende specializzate e mostrare le migliori attrezzature e i prodotti d’avanguardia per un’agricoltura sempre più professionalizzata che possa ridurre i costi e migliorare le produzioni anche a favore dell’ambiente. Nella due giorni, si è parlato di tecnologie avanzate per l’agricoltura, di strumenti di valutazione del rischio dei prezzi e di soluzioni assicurative, oggi elementi indispensabili per il settore, sempre più in balia dei cambiamenti climatici e soggetto alle speculazioni dei mercati internazionali”.

Il chi è del Consorzio. Il Consorzio è oggi una grande realtà che conta, in 7 province, 9.207 soci, 70.000 imprese agricole clienti, 115 agenzie commerciali, più di 500 collaboratori, 2 mangimifici, 33 magazzini di stoccaggio per la raccolta dei cereali, 1 cantina vinicola, 1 pastifico. I dati del primo semestre di gestione del 2014 sono in linea con il piano industriale e con quello dello scorso anno (253 milioni di euro), dopo un 2013 che si è chiuso con un fatturato di 523 milioni di euro. Il vice presidente del Consorzio Claudio Valente ha sottolineato: “Questo è il più grande Consorzio d’Italia che riunisce 2 regioni e 7 province che rappresentano il cuore dell’agricoltura e della pianura padana. Ci sono 100.000 aziende di un certo livello. Dobbiamo sensibilizzare le istituzioni che non siamo un’agricoltura qualsiasi ma di alta produzione vendibile e con una grande capacità tecnica”.

L’annata agraria 2014 del Nord Est, bene mais e soia. E’ stata fortemente influenzata dall’andamento  climatico. “Se da una parte il tempo ha favorito la produttività delle colture come il mais per il quale si prevede un incremento produttivo del +10-15% rispetto al 2013 e una qualità migliore degli scorsi anni, e ha mantenuto stabile la produzione di soia, dall’altro ha, finora, influito negativamente su altre colture come la vite. Per quanto riguarda i cereali, i prezzi sono in forte riduzione rispetto allo scorso anno, così pure nel comparto del’ortifrutticoltura, in particolare mele e pere. In specifico, per quanto riguarda il mais e la soia si registra una riduzione di prezzo del -20-25% sia a livello locale che a livello mondiale, giustificata da una previsione di raccolti record nel mondo, rispetto al 2013”, ha precisato Federico Dianin, presidente del Consorzio. Il clima delle prossime settimane sarà decisivo non solo per il comparto della vite ma anche per quello dei seminativi. La raccolta del mais è appena iniziata mentre quella della soia comincerà dopo la metà del mese di settembre.

Come cambia l’agricoltura/Contratti “protezione”. “Il prezzo riconosciuto dal mercato all’imprenditore agricolo per il suo raccolto è ovviamente la variabile che determina il successo o l’insuccesso della sua azienda. Questo prezzo viene stabilito su piazze borsistiche internazionali che non contemplano minimamente i costi aziendali e le fatiche del singolo imprenditore. Il Consorzio Agrario ha sviluppato dei nuovi servizi per contrastare questo stato di cose; con i nuovi “contratti protezione”, l’Imprenditore può fissare, anche prima della semina, un prezzo minimo che verrà garantito dal Consorzio, a prescindere dagli andamenti speculativi.  Non esiste ancora una diffusa cultura manageriale che preveda l’utilizzo sistematico di questi strumenti avanzati – già molto noti a livello internazionale -. Agli imprenditori che si affacciano per la prima volta a questi servizi, suggeriamo di gestire con i “contratti protezione” un 10-20% delle loro produzioni, andando poi ad incrementare la quota, anno dopo anno”, ha concluso il presidente del Consorzio.

Campi sperimentali. Attualmente in campo ci sono 11 prove varietali e agronomiche, con 198 tesi a confronto, che si sviluppano su circa 30 ettari. Sono prove condotte in collaborazione con ditte sementiere e agrochimiche e alcune con le Università di Padova e Piacenza per illustrare innovative tecniche agronomiche e prove varietali. L’obiettivo è collaudare in modo estensivo e serio le più importanti innovazioni tecnologiche per poter portare immediatamente all’azienda agricola solo quelle più valide, quelle cioè che hanno superato gli standard fissati dal servizio tecnico del Consorzio Agrario del Nordest, in modo da supportare l’imprenditore agricolo nel modo più professionale possibile. Enfasi particolare viene dato ai prodotti di filiera, perché fondamentali per integrare in modo importante il reddito dell’azienda, per avere la garanzia del collocamento del prodotto e per combattere la concorrenza estera. Obiettivo finale è massimizzare il risultato di reddito e quindi la messa a punto di tutte le tecniche agronomiche, come la fertirrigazione e la difesa sanitaria, che consentano di ottenere la massima produzione, mantenendo i migliori standard di qualità, sanità e sostenibilità.

Le prove. Oltre alle novità varietali e alla tecnica della fertirrigazione, sono presenti una serie di prodotti chimici e biologici studiati per combattere le micotossine: Proline Star /Bayer CropScience p.a. Protioconazolo 125 g/l + Tebuconazolo 125 g/l, nuovo fungicida ad ampio spettro d’azione che si è dimostrato efficace nel controllo delle fusariosi del mais, responsabili delle fumonisine e anche una significativa riduzione delle aflatossine. Agente di biocontrollo, fitofarmaco di origine naturale selezionato dall’Università di Piacenza, in collaborazione con Pioneer, composto da ceppi di Aspergillo non tossigeni che competendo con quelli tossigeni ne riducono la presenza e la conseguente produzione di aflatossine. Le prove biennali del 2012 e 2013 hanno dimostrato di poter ridurre dell’80-90% la potenziale contaminazione da aflatossine nella granella. Retengo New/BASF  a base di una strobilurina, il Pyraclostrobin, fungicida ad ampio spettro d’azione per il controllo di Elmintosporiosi e Ruggini, con azione fisiologica sulla pianta, riduzione della respirazione notturna e aumento della fotosintesi e incremento della capacità anti-ossidante per incrementare le rese e favorire una maggiore tolleranza agli stress ambientali.

Fonte: Consorzio Agrario del Nordest

ARGAV a Soave Versus 2014, insieme agli Ambasciatori del Gusto

Soave Versus 2014 Confraternite_ARGAV

Soave Versus 2014, Verona. Platea Confraternite. Nello sfondo, Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV

Valorizzare i prodotti agroalimentari italiani a 360°, dal campo alla tavola sino alla diffusione sui media, è il filo rosso che ha fatto convergere tanti protagonisti del settore agroalimentare ed enologico all’incontro “Gli Ambasciatori del Gusto: la sfida delle Confraternite e la tutela delle produzioni ta paesaggio e biodiversità“. Il convivio, organizzato lo scorso 6 settembre da Consorzio del vino Soave in collaborazione con Fice (Federazione Italiana Circoli Enogastronomici) e ARGAV, si è tenuto a Verona, al Palazzo della Gran Guardia, in occasione di  Soave Versus 2014, manifestazione enogastronomica in corso fino all’8 settembre 2014 organizzata da Consorzio del Soave, Strada del Vino Soave e Associazione Soave Versus.

Imperial Castellania di Suavia

Imperial Castellania di Suavia

Degustando, si parla delle eccellenze enogastronomiche italiane. Tra i numerosi banchi d’assaggio di Soave e di prodotti tipici veneti e veronesi, spiccavano i colorati mantelli di numerose Confraternite del Nord Italia, come l’Imperial Castellania di Suavia, l’unica Confraternita enoica al femminile d’Italia. Gli astanti, ed in primis Giovanni Staccotti, giornalista ASA (Associazione Stampa Agroalimentare), hanno lodato le Confraternite per la loro preziosa attività di difesa della tradizione e del gusto. La salvaguardia del “made in Italy” è un fronte su cui Coldiretti, rappresentata per l’occasione da Claudio Valenti, presidente di Verona dell’organizzazione sindacale agricola, si batte da sempre mentre Paolo Fontana, presidente di WBA (World Biodiversity Association), ha sottolineato come sia importante un duplice impegno dell’imprenditore agricolo, volto  ad ottenere un reddito adeguato, ma nello stesso tempo, l’arricchimento del territorio, differenziandosi in questo dall’agricoltura tradizionale dominata da finalità quantitative.

Soave Versus 2014 Relatori

Soave Versus 2014, Verona. Da sx Giovanni Staccotti, Claudio Valente, Lucia Vesentini, Paolo Fontana e rappresentante FICE

Soave Versus 2014 termina stasera, ccco gli ultimi appuntamenti in programma: ore 18 (area Forum) “Quanto vino c’è nei libri? Ne parliamo con…“, presenti lo scrittore e autore Giovanni Negri, Attilio Scienza, docente e ricercatore presso l’Università di Milano, Andy Luotto, cuoco, attore, scrittore e presentatore televisivo, Fede&Tinto del programma “Decanter” di Radio 2, Marino Finozzi, assessore al Turismo regionale. Alle ore 19, è previsto l’incontro “Quando il vino è solidale“, con Giancarlo dalla Tezza, presidente AIDO (Ass.ne Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule) e Piero Battistoni, presidente ABEO (Ass.ne Italiana Bambino Emopatico Oncologico). Sempre alle ore 19, nell’area Cucina, nell’ambito dell’iniziativa ShowCooking, si terrà “L’AIS incontra i ristoratori di “Ristoranti che Passione“, con Andy Luotto, Matteo Grandi, vincitore Hell’s Kitchen Italia, Silvia Leoncini, food blogger, Cristiana Furlani del Consorzio Tutela Radicchio Veronese Dop e Daniele Salvagno del Frantoio Redoro. Alle ore 20, seguirà lo ShowCooking dedicato a “Salumi e insaccati”, a cui si aggiungeranno Marco Masconale del prosciuttificio di Soave e Piero di Battisti del salumificio Brianza. Alle ore 21, ShowCooking “Il Recioto di Soave e i dolci“, con Davide dell’Omo, della pasticceria omonima di Verona nonché presidente Pasticceri di Confcommercio di Verona e Ivano Gallo, del Mandorlato di Cologna Veneta (VR). Nell’area Cantina, alle ore 20 si svolgerà “Sommelier ma non troppo”, introduzione alla corretta degustazione dedicata a tutti gli ospiti della manifestazione e tenuta da Enrico Fiorini, miglior sommelier Ais Veneto 2014 e Giovanni Ponchia, del Consorzio Tutela Vini Soave. In contemporanea, nell’area Soave in music, dalle 18.30 si esibirà Fabio Campedelli, autore e compositore, mentre nell’area New Media, NextData-Digife presenterò “Il web, l’ecommerce e la gestione delle newsletter ai tempi di Facebook e dei Social Network“.

 

 

 

22-27/9 e 17-22/11/14, a Bagnolo (TV) tornano i corsi per aspiranti casari

Corsi casaroQuello del casaro è forse uno dei mestieri più antichi al mondo, che per essere svolto oggigiorno necessita di preparazione, formazione e soprattutto passione e fantasia. Con lo scopo di preparare a 360 gradi il moderno casaro-professionista, l’Accademia Internazionale dell’Arte Casearia, con sede alla Latteria Perenzin di Bagnolo (Tv), ritorna dal 22 al 27 settembre e dal 17 al 22 novembre con il corso base per apprendere l’arte e le tecniche di produrre formaggi artigianali d’eccellenza.

Teoria e pratica. Il corso base prevede un metodo di insegnamento intensivo e diretto: a lezioni di teoria, tenute da esperti del settore e docenti universitari, sono applicate lezioni pratiche in latteria tenute dal mastro casaro Carlo Piccoli; in questo modo gli aspiranti casari, dal primo all’ultimo giorno, si troveranno a vivere in prima persona l’arte di produrre formaggi, imparando direttamente da chi giornalmente svolge questo mestiere con passione.  L’Accademia Internazionale dell’Arte Casearia, fondata alcuni anni fa dall’Associazione Famiglie Rurali Sinistra Piave e da Latteria Perenzin, sostiene l’innovazione nel settore caseario supportando attivamente progetti formativi e didattici finalizzati alla promozione della cultura e al recupero delle tradizioni artigianali di qualità. Alla fine del corso viene rilasciato un attestato di partecipazione. Per info e costi sui prossimi corsi di settembre e novembre: tel. 0438-21355 oppure mail a: accademia.artecasearia@gmail.com

Fonte: Accademia Internazionale Arte Casearia

Terranostra Rovigo, Cristiano Pasqualin eletto alla presidenza

Cristiano Pasqualin Terranostra Rovigo

Cristiano Pasqualin, presidente Terranostra Rovigo

Elezioni di rinnovo cariche per Terranostra Rovigo, l’associazione che raggruppa le aziende agrituristiche di Coldiretti in Polesine. Lo scorso 28 agosto,il nuovo consiglio direttivo ha compiuto il primo atto ufficiale con la nomina della presidenza per il prossimo quadriennio. Neo presidente è Cristiano Pasqualin dell’agriturismo Casa Ramello di Ariano nel Polesine. Pasqualin succede a Stefania Rasi del Fondo Madonnina di Gaiba, la quale rimarrà a grande richiesta del neo eletto, come suo vice per il prossimo quadriennio.

Chi è Pasqualin. Terranostra è il motore degli agriturismi polesani, le aziende agricole più note fra i cittadini e quelle che più di tutte tramandano e conservano la cultura enogastronomica del territorio.Cristiano Pasqualin, 40 anni, una precedente esperienza di direttore di filiale bancaria, è entrato in agriturismo nel 2011, quando la famiglia Belloni di cui Cristiano fa parte, ha inaugurato l’attività agrituristica Casa Ramello, affiancandola all’azienda agricola che già si occupava di allevamento polli, fattoria didattica con percorsi di conoscenza dall’uovo alla gallina, progetti di inserimento professionale dei disabili attraverso l’agricoltura.

Sviluppare l’agriturismo in Polesine tra gli obiettivi di Pasqualin. “Avere ottenuto la fiducia degli altri consiglieri, che hanno tutti un’esperienza agrituristica più lunga della mia, mi ha fatto enormemente piacere – ha commentato Cristiano Pasqualin a caldo. – La mia presidenza sarà nel segno della continuità con quella di Stefania Rasi ed insieme ed anche col direttivo, cercheremo di valorizzare ancora di più il Polesine attraverso le nostre aziende e, soprattutto, di fare rete tra noi, presentandoci al grande pubblico con un ricco ventaglio di iniziative e di attività collegate”. “Ci piacerebbe sviluppare l’agriturismo in Polesine – ha detto – perché riteniamo che sia un territorio che più di altri riesce ad offrire i beni che oggi il turista ricerca sopra ogni cosa: l’ambiente salubre, l’atmosfera familiare, il verde, il silenzio, gli spazi ampi della nostra campagna e, ovviamente, il cibo genuino che prepariamo coi nostri prodotti aziendali”. Oltre a Pasqualin e Rasi, il nuovo consiglio direttivo di Terranostra è composto da Benvenuto Fecchio dell’agriturismo L’Ocarina di Ariano, Mauro Girello de La Faterna di Tolle e Felice Sichirollo di Corte Bussari di Arquà Polesine.

Fonte: Coldiretti Rovigo

Coldiretti: piano faunistico senza cassa per i danni all’agricoltura causati da fauna selvatica. Nutria ora cacciabile per legge.

Terreno rovinato dai cinghiali in Lessinia IMG00617-20121127-1139 (1)

Danni al terreno causato dai cinghiali

“Forse ci sono più lupi che pecore in Italia visto che i danni da selvaggina, in particolare quelli provocati da ungulati,  superano il valore di 100 milioni di euro per circa 3 mila ovini sbranati”. Sono i dati del 2013 a cui vanno aggiunti quelli di quest’anno dove la presenza di grandi carnivori ha sicuramente aggravato la situazione. Gli agricoltori veneti – commenta Pietro Piccioni direttore di Coldiretti –  non hanno certo bisogno di un censimento per contare questi animali, vedono ogni giorno i disastri: dalle nutrie che forano gli argini ai cervi che distruggono la biodiversità, dai cinghiali che grattano i terreni alle lepri che mangiano le piante seminate fino agli orsi e lupi che sbranano bovini”.

Assenza di un adeguato rimborso economico all’agricoltore. Ma se dopo anni di protezione sul destino della nutria interviene il legislatore nazionale, rendendola specie cacciabile, dimostrando cosi piena coscienza della tutela del territorio rispetto alla presenza di un roditore importato allo scopo di allevamento da pelliccia e poi diventato colonizzatore degli ambienti fluviali, Coldiretti Veneto continua a rimarcare l’assenza dal 2010 di un adeguato ristoro economico all’agricoltore,  che fa prima a vincere la burocrazia per ottenere i finanziamenti europei che farsi rimborsare un vitello divorato da un canide. “Un piano faunistico regionale senza innovazione nella strumentazione e con l’erogazione di risorse in tempi biblici – sostiene Piccioni  -. Nel 2012 il contributo ammissibile era più di un milione trecento mila euro, ma la disponibilità era meno del 20%. Il danno è sempre superiore al contributo ammissibile perché per norma non si può che erogare fino al 60% , cosi che in realtà,  la disponibilità copre appena il 6 per cento. Un intervento irrisorio per certi versi offensivo: ad esempio per valore di 2 mila euro, l’imprenditore si vede recapitare un bonifico di 120 euro circa. In prospettiva con il nuovo piano faunistico  – conclude Coldiretti –  si dovrebbe porre rimedio in quanto la percentuale lievita all’ 80% e le procedure responsabilizzano gli ambiti territoriali di caccia: ma il problema resta lo stesso da tre anni:  la cassa è vuota nonostante i versamenti della tassa di concessione regionale depositata annualmente dai cacciatori è pari a 5 milioni di euro.

Fonte: Coldiretti Veneto

Caccia: Giunta veneta adotta piano faunistico venatorio 2014-2019

CacciaLa Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Caccia Daniele Stival, ha adottato il nuovo Piano Faunistico Venatorio 2014-2019, trasmettendolo al Consiglio regionale per il prosieguo dell’iter.

Gli obiettivi del Piano. 1) Conseguire gli obiettivi di conservazione e tutela della fauna e degli habitat posti dalle Direttive comunitarie in base ad una razionale programmazione del territorio e delle risorse naturali. 2) Valorizzare le attività gestionali e venatorie e le tradizioni venatorie regionali legate alle peculiarità territoriali e faunistiche. 3) Ottenere un misurabile miglioramento dei parametri di autosufficienza della produzione di selvaggina cacciabile e una riduzione dei contingenti di selvaggina “importata” da altri territori. 4) Gestire il naturale ritorno dei grandi carnivori sulle Alpi attraverso il coordinamento a livello intra ed extra regionale. 5) Ricondurre il fenomeno dei danni causati dalla fauna selvatica alle attività agricole a livelli di sostenibilità economica e di tollerabilità, favorendo le attività di prevenzione. 6) Contenere l’espansione, tendendo all’eliminazione, di specie estranee al panorama faunistico regionale, in particolare se la loro presenza è in conflitto con le attività antropiche e con la salvaguardia delle specie autoctone, con particolare riferimento al cinghiale e alla nutria.7) Valorizzare il prelievo venatorio come strumento di equilibrio nella gestione degli ungulati per favorire il miglioramento qualitativo e l’equilibrio numerico fra le diverse classi di età. 8) Promuovere un miglioramento in termini qualitativi e quantitativi del livello di conoscenza delle componenti faunistiche regionali, dei parametri relativi all’attività venatoria e a tutte le attività connesse alla gestione faunistica. 9) Attenuare i livelli di “conflitto” e di “percezione negativa” rispetto alla caccia da parte dell’opinione pubblica e del mondo agricolo ponendo attenzione al riconoscimento della proprietà privata e alle attività economiche e socio culturali in ambito agro-silvo-pastorale che manifestano livelli di criticità nella compatibilità con l’attività venatoria. 10) Promuovere più sinergia negli obiettivi ed un maggior coordinamento delle scelte tra la gestione privatistica della caccia (nella Aziende faunistico-venatorie e agro-turistico-venatorie) e la gestione programmata (negli Ambiti Territoriali di Caccia – ATC).

Fonte: Regione Veneto

8 settembre 2014, ad Eraclea (VE) VeGal organizza un workshop sulle guide digitali al verde pubblico

logoVeGAL, l’Agenzia di sviluppo dell’area orientale del Veneto, oganizza lunedì 8 settembre il workshop “Le Guide digitali al verde pubblico della Venezia Orientale“. L’incontro è realizzato nell’ambito del progetto SiiT, progetto triennale destinato a potenziare la conoscenza della biodiversità nell’area dell’Alto Adriatico, fornendo degli innovativi strumenti in rete per l’identificazione di piante, animali e funghi. A sua volta, “SiiT si sviluppa nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013.

Il workshop, teoria e pratica. L’incontro si svolgerà a partire dalle ore 14 presso il Centro di educazione ambientale La Fornace di Eraclea (VE), in via Abeti 3, e sarà strutturato in due parti: la prima di presentazione degli strumenti di progetto e la seconda con la possibilità di testare sul campo le guide digitali.

Programma. Ore 14.00 registrazione partecipanti e inizio workshop; Ore 14.15 presentazione generale del progetto e del ruolo di Vegal – Annalisa Arduini, presidente di Vegal; Ore 14.30 presentazione delle guide digitali al verde pubblico della Venezia Orientale – Pier Luigi Nimis, professore di Botanica Sistematica all’Università di Trieste e coordinatore del progetto SiiT; Ore 15.30 presentazione delle guide dedicate alle farfalle del Nord Est d’Italia e ai pesci della laguna di Venezia – Elisa Cenci e Silvia Bertollo, ricercatrici del Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova; Ore 16.00 proiezione del video “La natura in palmo di mano” realizzato da Arpa FVG che illustra l’impiego delle app e delle guide; Ore 16.30 coffee break; Ore 17.00 sperimentazione pratica nella pineta adiacente con l’impiego di tablet per il riconoscimento degli alberi presenti; Ore 18.00 conclusioni.

Conferma partecipazione (gratuita) entro il 3 settembre.  La adesioni devono essere inviate entro il 3 settembre, inviando la propria adesione a questo link.  Per informazioni sul workshop: Arte Laguna info@artelaguna.it T. 041 5937242 – 041 5937242.

Fonte: VeGal

Pubblicati gli Atlanti dei 36 prodotti agroalimentari a Denominazione e dei 371 sapori della tradizione veneta

GalliVeneto Agricoltura, in collaborazione con la Regione Veneto, ha curato la pubblicazione di due Atlanti analitici dedicati rispettivamente alle produzioni DOP e IGP e ai prodotti agroalimentari tradizionali del Veneto.

18 Dop e 18 Igp. “La nostra è regione di sapori genuini straordinari e qualità al massimo livello – sottolinea l’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato – grazie a centinaia di prodotti che esprimono tradizione, innovazione e lavoro dei nostri agricoltori e dei nostri artigiani. Si tratta di 18 specialità a Denominazione d’Origine Protetta, che spaziano dai prodotti a base di carne o di origine animale ai formaggi, dagli oli all’ortofrutta, dai cereali ai prodotti del mare, e di altrettanti prodotti a Indicazione Geografica Protetta: 36 prodotti di punta che fanno del veneto la prima regione italiana nelle specialità agroalimentari con riconoscimento e tutela comunitaria. A questi si aggiungono 371 prodotti agroalimentari tradizionali, figli del territorio, talora vere e proprie rarità, che spaziano dalle bevande alle carni dio ogni tipo, dai grassi ai formaggi, dalle produzioni vegetali naturali o trasformate alla pasta e alla panetteria, dalle produzioni ittiche al miele”.

Compendio unitario. Di questi prodotti erano disponibili l’elenco e notizie “disperse” approfondendone la conoscenza uno per uno. Ora gli Atlanti presentano un compendio unitario, di facile e omogenea consultazione. “In vista di Expo 2015, momento nel quale il Veneto si presenterà al mondo attraverso le proprie peculiarità agroalimentari e vitivinicole – conclude Manzato – è doveroso avere a disposizione uno strumento che permetta di conoscere tutte assieme queste eccellenze che rappresentano autenticamente il nostro territorio e che sono un patrimonio di sapori a livello mondiale”.

Fonte: Regione Veneto

Export agroalimentare italiano ed europeo in crisi per il blocco della Russia dopo le sanzioni UE pro Ucraina

Verdura paniereLa crisi Ucraina, che si sta ripercuotendo in maniera inaspettata sul settore agroalimentare europeo, sta colpendo anche le produzioni italiane e venete, a causa del blocco delle importazioni di beni agroalimentari attuata dalla Russia. Primo Anselmi, presidente di Fedagri Veneto, ha inoltrato i giorni scorsi una lettera aperta al Governatore Luca Zaia affinché possa attivarsi nelle sedi più opportune per salvaguardare un comparto così importante in Veneto.

Black list russa: carne di manzo e maiale, pollo, pesce e frutti di mare, latte e latticini, frutta e verdura. «La Russia – spiega il Presidente di Fedagri – è infatti uno dei principali sbocchi commerciali dell’agroalimentare regionale, sia in modo diretto che in modo indiretto attraverso le cosiddette “triangolazioni commerciali”, vendite indirette che transitano attraverso società commerciali con sede in UE. Siamo fortemente preoccupati perché il blocco russo delle importazioni rischia di mettere ancora più in difficoltà le nostre produzioni, in particolare quella ortofrutticola già duramente colpita in questo momento dalla crisi dei prezzi della frutta estiva. Per quanto riguarda i prodotti che figurano nella “black list” russa (carne di manzo e maiale, pollo, pesce e frutti di mare, latte e latticini, frutta e verdura), il valore dell’’export italiano verso la Russia nel 2013 è stato di 163 milioni di euro. La sola provincia di Verona nel 2013 ha esportato in modo diretto verso la Russia prodotti ortofrutticoli per un valore di più di 15 milioni di euro, cioè quasi il 10% del totale delle esportazioni nazionali».

Fonte: Fedagri Veneto

Veneto e Brasile insieme per la produzione di un formaggio tipico

 

latte_16492Grazie all‘esperienza dell’Istituto per la Qualità e le Tecnologie Agroalimentari di Veneto Agricoltura, lo Stato brasiliano del Paranà potrà ora produrre un formaggio a marchio tipico di quei territori dove, nonostante l’elevata produzione di latte, non vi è ancora una tradizione e un’abitudine al consumo di formaggi stagionati.

I partener. L’importante risultato è il frutto di una collaborazione sorta nell’ambito del progetto “Rete” sostenuto dalla Regione Veneto e coordinato dall’Associazione Bellunesi nel Mondo e al quale partecipano anche Veneto Agricoltura con il suo Istituto di Thiene (Vi) e Bioagro Srl. Il progetto si pone l’obiettivo di realizzare una serie di attività di collaborazione in ambito zootecnico e lattiero-caseario tra l’Agencia de Desenvolvimento Regional do Sudoeste do Paraná, le Università di Pato Branco e Francisco Beltrao, il Dipartimento DAFNAE dell’Università degli Studi di Padova, la Provincia di Belluno, Bioagro srl e Veneto Agricoltura. In particolare, l’Università di Pato Branco, Veneto Agricoltura e Bioagro hanno sviluppato delle colture starter autoctone selezionate da latte raccolto presso alcuni caseifici del Paranà.

Le fasi del progetto. La prima fase di selezione delle colture è stata sviluppata presso i laboratori dell’Università di Pato Branco mentre le fasi successive di caratterizzazione, individuazione e produzione dei fermenti autoctoni si sono svolte presso i laboratori e il Centro Produzione Fermenti di Veneto Agricoltura-Bioagro. Sono state così selezionate e prodotte due colture starter che, testate attraverso  prove di caseificazione condotte in Paranà, si sono integrate con la flora batterica originale presente nel latte. Successivamente sono state pilotate le fasi di caseificazione e maturazione del formaggio a marchio territoriale “Santo Giorno”, che verrà prodotto nella zona a maggior produzione lattiero-casearia del Brasile. Questo successo ha stimolato alcune imprese venete a partecipare alla presentazione ufficiale del formaggio, avvenuta nei giorni scorsi in Brasile, e a proporre i propri prodotti nell’immenso mercato della filiera casearia che abbraccia settori che vanno dall’alimentazione e dalla termomeccanica fino a quello dei macchinari.

Fonte: Veneto Agricoltura