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30 settembre e 1 ottobre, a Piazzola sul Brenta (PD) c’è Caseus, con oltre 500 formaggi in gara

CaseusVenetiSabato 30 settembre e domenica 1° ottobre 2023, dalle 10:00 alle 19:00 a Villa Contarini, Piazzola sul Brenta (PD), si svolgerà Caseus, il più importante evento regionale sui formaggi, promosso dalla Regione del Veneto.

La manifestazione riunirà grandi caseifici e piccoli produttori di malga, dando vita a un confronto che continua da ben 19 anni e che ha visto una crescita esponenziale di partecipanti e interesse. Nel 2022, infatti, i visitatori hanno raggiunto quota 80.000, e oltre 500 formaggi hanno partecipato al concorso. Per l’edizione 2023 verrà mantenuto lo spirito internazionale avviato l’anno scorso, ospitando e presentando tre percorsi: Caseus Veneti, Caseus Italie e Caseus Mundi. Anche quest’anno è confermata la presenza dello stand regionale “Casa Veneto”, in cui Veneto Agricoltura offrirà un programma ricco di degustazioni e incontri a tema con il supporto di Csqa, Bioagro, Intermizoo, il Consorzio PPL (Piccole Produzioni Locali) del Veneto e l’Accademia del Tartufo. Si preannunciano, quindi, due giornate di grandi occasioni per apprezzare il gusto autentico dei formaggi, con degustazioni guidate, abbinamenti enogastronomici, incontri con i casari, masterclass e momenti di formazione e confronto. Di seguito il calendario completo della manifestazione: https://caseusitaly.it/programma/

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

11 settembre, soci Argav in Polesine per l’iniziativa “Tutti pazzi per le paste”, organizzata in collaborazione con CNA Veneto e CNA Padova e Rovigo

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La ripresa delle attività Argav dopo la pausa estiva avverrà oggi, lunedì 11 settembre, con l’iniziativa “Tutti pazzi per le paste” organizzata in collaborazione con la Confederazione Nazionale Artigianato e Piccole Imprese Veneto e sezione di Padova e Rovigo.

Cna, associazione di micro, piccole e medie imprese e artigiani desidera mostrare alla stampa di settore come nascono le eccellenze artigianali del territorio attraverso la visita di due imprese che si occupano, in modo diverso, di “paste”: un giovane pastificio, nato dalle mani di Sara e Samuele, ed una pasticceria che festeggia i primi 50 anni di attività guardando all’innovazione e alla crescita di nuove generazioni di imprenditori.

L’appuntamento è alle 10.00 per la visita al pastificio artigianale “Il Tortellaio matto”, a Boara Pisani (via 1° Maggio, 57). Alle 13.00 è prevista la visita alla “Schiesari Catering &Banqueting a Ceregnano (via San Francesco d’Assisi, 412). Alle 15.00, infine, è in programma la visita all’impresa “Schiesari Pasticceria” di Villadose (via S, Leonardo, 5b).

Pomodoro da industria, il maggior prezzo bilancia le perdite

raccolta pomodori

Le piogge e la grandine che hanno connotato l’estate 2023 in Veneto non sono state favorevoli per la coltivazione del pomodoro da industria, anche se il caldo di agosto ha permesso un recupero limitando le perdite di prodotto. Tuttavia, il maggior prezzo riconosciuto agli agricoltori grazie all’accordo con l’industria siglato nel maggio scorso, pari a 150 euro a tonnellata, bilancia in ogni caso i mancati guadagni, anche se bisognerà attendere la fine campagna a metà settembre per tracciare un conteggio definitivo.

Perdite di circa il 30 per cento, prezzo superiore del 20 per cento rispetto agli anni precedenti. “La campagna quest’anno è stata difficile, perché è piovuto molto e ha fatto freddo – sottolinea Camillo Brena, presidente della sezione di prodotto Pomodoro da industria e orticole di Confagricoltura Veneto, titolare di un’azienda a Taglio di Po nel Rodigino -. In Polesine ci sono stati tanti problemi dovuti all’eccesso di acqua, causando asfissia nelle piante e bacche molto piccole, mentre nelle province di Verona e Venezia la situazione è stata migliore. Possiamo, in generale, parlare di perdite medie di produzione fino al 30%, anche se c’è chi può vantare una raccolta ottimale. Fortunatamente l’accordo di maggio sul prezzo del pomodoro da industria ci permette di compensare le eventuali mancanze di prodotto, dato che è del 20% superiore rispetto a quello degli anni precedenti. Ora siamo al 60% della raccolta e ci auguriamo un settembre caldo e soleggiato, per consentirci di arrivare alla meta con buoni risultati”.

Da parte dell’industria la richiesta è alta, anche in conseguenza della mancanza di prodotto sul mercato dovuta all’alluvione in Romagna. In Veneto, secondo i dati di Veneto Agricoltura 2022, la superficie coltivata a pomodoro da industria è salita a circa 1.760 ettari (+ 2%), con Verona che conferma la leadership con circa 1.100 ettari (+14%), seguita da Rovigo (370 ettari, – 26%) e Venezia (200 ettari, + 25%). L’anno scorso la produzione fu di 114.000 tonnellate. In Italia quest’anno sono stati messi a coltura 68.600 ettari, il 5% in più rispetto alla scorsa stagione.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto

L’editoriale. Il contrasto al granchio blu non può essere uno show-cooking

granchio blu

(di Fabrizio Stelluto, presidente Argav) Si è soliti dire che gli italiani mostrano il meglio di sé nell’emergenza; è vero, ma ora c’è anche l’eccezione, che conferma la regola: l’invasione dei granchi blu, una calamità affrontata comunicativamente in maniera superficiale, come la si potesse risolvere, abbuffandosi del crostaceo alieno (a Settembre organizzeremo un corso di formazione sui problemi del comparto ittico).

L’informazione estiva, attenta più al costume che ad approfondire le questioni, è scappata di mano agli stessi promotori dell’utilizzo del granchio blu in cucina ed ora corrono ai ripari, evidenziando quanto perderemo della nostra tradizione culinaria (e non solo), se non si riuscirà a respingere l’animale invasore (con buona pace di chi lo vuole proporre come eccellenza alimentare veneta!).

Accettarne opportunisticamente la presenza fa parte della furbesca italianità, che se pare contrastare il problema, in realtà non lo risolve. E’ lecito allora chiedersi perché la soluzione gastronomica in grande stile va bene per i granchi blu, ma non per gli assai più buoni cinghiali, divenuti un problema per gli agricoltori (e non solo)? Vogliamo provare a cibarci coi siluri e le nutrie (altrove già lo fanno), tornando per altro a riutilizzarne il manto per le pellicce di castorino? E poi, perchè i granchi blu sì e la farina di grilli (per altro allevati) no?

La verità è che il granchio blu è una calamità, che sta azzerando la molluschicoltura e cui non si potrà certo rispondere a base di scorpacciate bensì, ad esempio, (re)introducendo fauna ittica antagonista; bisogna, però, davvero fare presto, altrimenti è come se svendessimo gioielli di famiglia, perché dietro ogni prodotto del territorio c’è veramente la storia e la cultura di una comunità. Dietro il granchio blu italiano non c’è nulla.

Ben fanno i pescatori di Goro che, catturati gli indesiderati ospiti, li (ri)spediscono negli Stati Uniti, dove pare siano ricercatissimi dai loro palati (e già questo la dovrebbe dire lunga sulle caratteristiche gustative…).

Infine, una domanda: della presenza del crostaceo alieno ci si è accorti quest’estate o qualcuno, in anni recenti, ha fatto orecchi da mercante a segnali premonitori? Con una battuta amara, una cosa è certa: l’emergenza granchio blu, che pregiudica il futuro di un importante settore della pesca italiana e la vita dei suoi operatori, non lo si può risolvere a tarallucci e vino.

Alto Vicentino/1. Ciliegie di Marostica Igp, Torcolato Doc Breganze e olio evo della Pedemontana del Grappa danno vita a una “dolce impronta” che testimonia l’eccellenza delle produzioni agricole del territorio

Giuseppe Zuech Consorzio Ciliegia Marostica Igp

(di Marina Meneguzzi, consigliere Argav) Ciliegia di Marostica Igp, Torcolato Doc Breganze, Olio evo della Pedemontana del Grappa: sono i principali ingredienti de “La Peca del Salbaneo” (ovvero, “l’impronta del Salbaneo”, folletto di origine leggendaria), dolce emblema della Pedemontana Vicentina. La torta, composta da una frolla all’olio, un morbido strato di purea di ciliegie sormontato da un croccante strato di farina di mais e Torcolato e impreziosito da ciliegie semicandite e cristalli di zucchero, è stato ideato e realizzato per destagionalizzare l’offerta dei tre prodotti agricoli d’eccellenza del territorio dagli enti impegnati nel valorizzarli e tutelarli: il Consorzio di tutela della ciliegia di Marostica Igp, il Consorzio per la tutela della Doc dei vini Breganze e la Cooperativa Pedemontana del Grappa. A parlare ai soci Argav della dolce novità, creata da alcuni maestri pasticceri dell’Alto Vicentino, è stato Giuseppe Zuech, presidente del Consorzio della Ciliegia di Marostica Igp, in conclusione della visita da noi organizzata lo scorso 10 giugno all’Ecomuseo della Paglia di Crosara, frazione di Marostica, di cui parleremo in un prossimo post.

Peca Salbaneo

Una produzione seconda in Veneto solo alla ciliegia veronese. Coltivata tra il torrente Astico e il Brenta in zona collinare, la ciliegia di Marostica è parte integrante della cultura e della tradizione dell’Alto Vicentino. Vanta il primato di essere stata la prima fra le ciliege della comunità europea a ottenere nel 2001 il marchio Igp (Identificazione geografica protetta). Nel corso del tempo, è stata fatta una selezione delle varietà, oggi in tutto una quarantina tra precoci, medio precoci e tardive, a beneficio di quelle che si conservano meglio, caratteristica fondamentale per il commercio di un prodotto delicato e altamente deperibile come la ciliegia. Coltivata su un territorio ben esposto al sole, non soggetto a gelate tardive e ben ventilato in primavera ma nel contempo riparato dalle Prealpi Vicentine, anche la ciliegia di Marostica Igp deve fare i conti, come tutte le produzioni agricole, con il meteo, gli insetti alloctoni (in questo caso della Drosophila suzukii) e del cambiamento climatico in corso. Quest’anno, con 3 giorni di pioggia continuativi durante l’invaiatura a maggio, c’è stata una perdita del 40 per cento del prodotto rispetto ai raccolti precedenti (in media 4/5 mila quintali), anche se nella fase finale della maturazione c’è stato un recupero produttivo. “Il nostro è diventato sempre più un lavoro di specializzazione e di ricerca, praticato per fortuna anche da giovani agricoltori. E’ importante, infatti, dare continuità all’offerta nei mercati di un prodotto di alta qualità”, ha spiegato Zuech.

Cuoriforme, con buccia e polpa soda, dal gusto pieno e dolce. A Marostica ogni anno, fra maggio e giugno, si tengono sagre e mostre mercato dedicate a questo frutto delizioso, mentre nei ristoranti e negli agriturismi del territorio si possono gustare menù a tema. Nel periodo di produzione, oltre che nelle feste, le ciliegie si possono acquistare nelle aziende agricole e nei fruttivendoli che espongono il marchio ciliegia di Marostica Igp. Ricca di sali minerali (potassio fosforo, calcio, magnesio, manganese, rame e zinco) e vitamine (in particolare A e C),di polifenoli e zuccheri ben tollerati anche dai diabetici, la ciliegia è un frutto povero in caloriee (38 kcal per 100 gr di prodotto) con cui si può fare anche un tonico corroborante per il fisico e lo spirito. La ricetta prevede la cottura di1-2 kg di ciliegie con 0,75 cl di vino bianco e l’aggiunta di un cucchiaio di miele. Ulteriori informazioni a questo link

“Sosteniamo l’Igp della pesca e nettarina veronese”: i comuni scaligeri ambasciatori della denominazione insieme agli attori della filiera

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Le Amministrazioni comunali veronesi si fanno ambasciatrici della denominazione della pesca di Verona. Gli 11 Comuni della provincia scaligera maggiormente vocati alla peschicoltura si uniscono, con capofila Bussolengo, per sensibilizzare i propri produttori a valorizzare le pesche locali che possono nuovamente fregiarsi dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP).

All’iniziativa aderiscono i Comuni di Bussolengo, Pescantina, Sona, Castelnuovo del Garda, Villafranca, Lazise, Sommacampagna, San Pietro in Cariano, Torri del Benaco, Pastrengo e Verona. Il via libera all’utilizzo del marchio Igp è stato dato nei giorni scorsi dal CSQA, ente certificatore veneto, che ha terminato i controlli. Gli obiettivi della certificazione sono molteplici: dare alle pesche e nettarine veronesi un riconoscimento per la loro qualità in un territorio storico vocato alla produzione, offrire un ulteriore impulso alle vendite e differenziarsi dalle pesche di altri territori nazionali e stranieri, tra cui Spagna e Grecia. La caratteristica che contraddistingue le pesche IGP è quella di essere strettamente legata al territorio di provenienza e presentarsi con peculiarità ben definite e garantite. Infatti, le Denominazioni, tra cui l’IGP, conferiscono un valore aggiunto ai prodotti agroalimentari di un determinato territorio con la tutela di standard qualitativi, la salvaguardia di metodi di produzione, fornendo ai consumatori informazioni chiare sulle caratteristiche delle produzioni.

La provincia veronese ha perso negli anni significativi ettari di superfici coltivate a pesche e nettarine arrivando a poco più di mille ettari nel 2022. Una tendenza che riguarda tutta Italia con un calo più al Nord che al Sud. Negli ultimi tempi, tuttavia, nel veronese si registra un nuovo interesse alla peschicoltura con installazione di impianti rinnovati per ottenere frutta di eccellenza, per la quale c’è una significativa domanda da parte del mercato. L’IGP potrebbe dare quindi un ulteriore impulso alle coltivazioni. “Fattore di questo successo è stato il gioco di squadra di tutti gli attori. L’obiettivo è dare un valore aggiunto al prodotto con la speranza che resti una maggiore marginalità ai produttori”, ha detto Marco Andreoli, presidente della Commissione agricoltura della Regione Veneto.

Offerta un’opportunità. “La valorizzazione dei nostri prodotti tipici – sottolinea il vicesindaco di Bussolengo Massimo Girelli – è una missione importante che ha l’obiettivo di sostenere la produzione locale oltre ad essere un veicolo per la promozione del territorio, la cui storia ed identità si esprime anche attraverso le tipicità, come nel caso della pesca che è simbolo di gusto ed eccellenza veronese. Come amministrazione siamo da sempre impegnati in questo senso anche attraverso eventi ed iniziative per far conoscere e apprezzare le nostre pesche ad un pubblico sempre più ampio. Il riconoscimento dell’IGP ci offre sicuramente un’opportunità e per questo vogliamo rafforzare la sinergia con gli altri Comuni e tutti gli attori coinvolti”. “La pesca veronese è il nostro frutto più rappresentativo – afferma l’assessore all’Agricoltura del comune di Bussolengo Giovanni Amantia – e il riconoscimento della denominazione IGP è una conferma alla qualità della produzione, che grazie alla filiera corta garantisce ai consumatori freschezza e genuinità. Merito del grande lavoro dei nostri agricoltori e di tutti i soggetti coinvolti che ogni anno si impegnano per portare sulle nostre tavole un prodotto buono, sano e gustoso. Come amministratori abbiamo il dovere di sostenere l’agricoltura locale perché possa crescere ed essere competitiva, creando valore per il territorio”. “Finalmente dopo anni di inattività – precisa Alex Vantini, il presidente di Coldiretti Verona – riparte il progetto di valorizzazione della pesca di Verona IGP, un prodotto di grande qualità del nostro territorio con una tradizione millenaria in una provincia, quella veronese, vocata alla frutticoltura. La Coldiretti ha voluto essere partner di questo percorso e inizieremo a breve l’iter per costituire il consorzio di tutela al fine di riuscire a garantire soddisfazione ai produttori per investire maggiormente su questa coltura e valorizzare il territorio della provincia scaligera”. “La nostra Fondazione si attiva per valorizzare i prodotti veronesi anche in collaborazione con le amministrazioni comunali del territorio. Per le pesche e nettarine locali utilizziamo il marchio Principesca, riconosciuto come sinonimo di qualità e certezza della provenienza da consumatori e grande distribuzione organizzata. Le denominazioni, come l’IGP, possono sicuramente dare un valore aggiunto alle produzioni agricole”, dice Gianluca Fugolo, presidente della Fondazione prodotti agricoli di Bussolengo e Pescantina .“La Certificazione di origine protetta – evidenzia Leonardo Odorizzi, produttore e rappresentante della Grande Bellezza Italiana, organizzazione incaricata della distribuzione del prodotto. – rappresenta la strada per portare ai consumatori i valori del territorio, dell’ambiente e la garanzia di un prodotto controllato e garantito da un disciplinare molto stringente per una qualità superiore. La Grande distribuzione organizzata sta dando ampio spazio ai prodotti dei territori per andare incontro alla richiesta del consumatore che cerca certezze per un acquisto consapevole. Per i produttori la certificazione è il modo migliore per distinguersi in un mercato sempre più globalizzato così da raccogliere le giuste remunerazioni per garantire il proseguimento dell’agricoltura italiana”.

Fonte: Servizio stampa Comune di Bussolengo

Agroalimentare: l’Italian Sounding si “mangia” il successo dell’export, mentre il mercato interno è in fase di stallo

Prodotti a denominazione Veneto

Le cifre sono incoraggianti: secondo le stime di CNA (Confederazione nazionale dell’artigianato) Veneto, nel 2023 il valore dell’export per l’agroalimentare italiano arriverà a sfiorare i 70 miliardi. Un trend in crescita nonostante gli anni di pandemia e la guerra in Ucraina che ha stoppato le esportazioni verso l’ampio bacino del mercato russo. Tutto sembra andare a gonfie vele quindi: se nel 2010 l’export valeva 28,1 miliardi di euro, nel 2022 anno di ripresa post Covid è arrivato a 60 miliardi e ci sono ancora margini di crescita.

Luci... Un mercato che vede il Veneto (15,4%), assieme a Lombardia (16,2%) ed Emilia Romagna (15,9%) coprire quasi la metà delle esportazioni nazionali, con un 47,5%. L’agroalimentare veneto cresce del +13,7% nel 2022, passando a 9 miliardi di euro. Per cibi e bevande, una crescita del +7% all’anno; il vino in particolare ha segnato una performance di eccellenza superando il 35% per esportazioni dell’ammontare complessivo e doppiando il Piemonte, secondo solo al Trentino-Alto Adige per quanto riguarda il valore delle aree vitate con 140mila euro per ettaro contro i 267mila euro appunto per il Trentino.

…e ombre. Nonostante l’ottima salute del settore, la proiezione internazionale della filiera è ancora inferiore al potenziale e l’Italia si posiziona al 5^ posto tra i Paesi europei per esportazioni agroalimentari. Quali gli impedimenti ad una maggior competitività? Primo tra tutti un fenomeno relativamente recente: l’Italian Sounding, vale a dire l’utilizzo di denominazioni, riferimenti geografici e immagini che evocano i prodotti italiani su prodotti commercializzati all’estero che in realtà di italiano non hanno praticamente nulla. Secondo le stime di CNA Veneto, questo fenomeno che nel mondo copre un giro d’affari pari a 79 miliardi di euro e corrisponde ad una perdita di 9 miliardi sull’attuale export agroalimentare, per prodotti quali il grana padano e il prosecco. Se l’Italian Sounding si trasformasse in fatturato, il potenziale di export nazionale sarebbe di circa 130 miliardi. «Le esportazioni di prodotti alimentari veneti e italiani continuano a crescere – commenta Mirco Froncolati, presidente CNA Agroalimentare e Ristorazione Veneto –. Se riuscissimo ad incidere sulle problematiche legate alla contraffazione e a questo fenomeno, potremmo farle volare. Dal lato della domanda interna, tuttavia, il dato che preoccupa di più il settore agroalimentare è quello dei consumi delle famiglie venete che secondo le stime nel 2023 saranno in una fase di stallo con una crescita di appena + 0,7%, un significativo rallentamento rispetto al 2022 (+5,1%). La spesa per alimentari e bevande delle famiglie ha subito una contrazione del -3,4% tra il 2021 e il 2022. La nostra regione perde su questo lato il vantaggio rispetto alle altre Regioni, e se a ciò aggiungiamo che le aspettative di inflazione salgono in modo significativo (in rialzo del +5% nei prossimi 12 mesi secondo la Bce), è più che mai necessario supportare le categorie di imprese agroalimentari che si rivolgono esclusivamente al mercato interno con una politica industriale di lungo respiro.»

Due le problematiche da risolvere. «L’Italia è la prima nazione per biodiversità – aggiunge Catia Olivett, presidente CNA Dolciari e Panificatori Veneto – e il Veneto primeggia per la varietà e la ricchezza di prodotti Dop e Igp. La Dop economy veneta vale 4.817 milioni, e con 89 prodotti ha un peso del 48% sul settore Agroalimentare regionale, un valore che va oltre il doppio rispetto alla media nazionale (21%). Per continuare a crescere dobbiamo però strutturare gli accompagnamenti verso l’export più a misura di micro e piccola impresa. I dati ci mostrano la loro grande abilità a superare le crisi, ma siamo ancora lontani dal modello tedesco. A nostro avviso, due sono le problematiche da risolvere. La prima: semplificare le procedure per gli impianti fotovoltaici per le PMI, poiché nel nostro territorio secondo i dati della Regione Veneto sul 2019 – ultimo rilevamento disponibile – la dipendenza energetica è pari al 92,3%, lontana anche dalla media nazionale del 73%. La seconda, contrastare in maniera strutturata le pratiche commerciali sleali che riguardano la filiera agroalimentare, così da salvaguardare il nostro Made in Italy e recuperare parte delle risorse che vengono disperse a causa di questi fake food. Come CNA stiamo chiedendo l’apertura del tavolo di concertazione.»

Fonte: Servizio stampa CNA Veneto

24 giugno 2023, con il Premio Wigwam Stampa Italiana, a Pontelongo (Pd) si svelano tutte le declinazioni della dolcezza 

Efrem Tassinato con i dolcetti di Pontelongo

Lo zucchero in tutti i suoi modi di intenderlo, usarlo, consumarlo, è il tema del convegno in programma sabato 24 giugno 2023 alle ore 10:30-12:30 a Pontelongo (Pd), in via Villa del Bosco, area impianti sportivi. Un’attività, questa, che termina la prima fase del Premio Wigwam Stampa Italiana – Giovani comunicatori per Comunità resilienti 2023 e che ha coinvolto molte scuole e istituti scolastici del territorio della Saccisica. La seconda e ultima fase con la consegna dei riconoscimenti ai vincitori, sarà alla ripresa dell’anno scolastico, il prossimo settembre.

L’iniziava, che vede tra gli organizzatori il comune di Pontelongo, Italia Zuccheri-Co.Pro.B., l’Associazione Wigwam Clubs Italia APS, la Pro Loco di Pontelongo e l’Istituto di Istruzione Superiore De Nicola – Indirizzo Agrario di Piove di Sacco, si propone di rendere consapevoli, in specie le nuove generazioni, del valore storico-culturale ma anche produttivo, alimentare e turistico della sopravvivenza in questa parte del territorio padovano del più antico zuccherificio italiano. Fondato nel 1908 dai belgi , lo stabilimento è uno dei due rimasti nel nostro Paese dopo il taglio delle quote zucchero imposto dall’Unione Europea.

Interventi. All’incontro saranno presenti Roberto Franco, sindaco di Pontelongo per un saluto; Sara Berto, consigliere comunale di Pontelongo, con delega a Scuola e Orientamento Scolastico che presiederà e introdurrà; Leandro Cariolo, responsabile Marketing di Co.Pro.B./ItaliaZuccheri, che parlerà de “L’industria saccarifera italiana tra storia e futuro”; Efrem Tassinato, giornalista enogastronomico, presidente di Wigwam Clubs Italia APS, responsabile segreteria Unarga e socio Argav, che presenterà “Il case history “Dolcetti di Pontelongo”(nella foto in alto) e il Sugar Contest del Premio Wigwam Stampa Italiana”; Cristiano Gaggion, pasticcere, presidente della Fed. Alimentaristi della Confartigianato del Veneto, che tratterà il tema “Lo zucchero nella pasticceria artigianale”; Claudio Grigoletto, Ad Gruppo Vecogel proporrà il tema “Lo zucchero nella gelateria moderna”; Carlo Dalla Longa, insegnate al CFP Brandolini Rota di Oderzo parlerà de “La sperimentazione dei sandwich dolci con le strutture HoReCa di Jesolo”; Giliola Dalla Libera, operatrice della Comunità Locale Wigwam della Saccisica spiegherà il “Lancio del programma di visite di studio e di cultura sullo Zuccherificio di Pontelongo”. Moderatore sarà Efrem Tassinato.

Nell’occasione saranno esposti i lavori in concorso realizzati finora dagli studenti sul tema “zucchero”, mentre a tutti i giovani concorrenti al Premio presenti sarà consegnata una confezione omaggio di zuccheri di Pontelongo. Ulteriori iunfo: Comunità Locale Wigwam Saccisica 348 4098002 saccisica@wigwam.it

Fonte: Servizio comunicazione Wigwam

17 giugno 2023, soci Argav in visita alle malghe del Grappa e alla loro produzione casearia. E da oggi sino al 18 giugno, c’è il festival Cansiglio InVita

Cansiglio in vita

Sabato 10 giugno p.v., grazie all’interessamento del vice presidente Renzo Michieletto, i soci Argav visiteranno alcune malghe del Grappa per approfondire la conoscenza della loro produzione casearia nonché dello stato dell’arte del riconoscimento della Riserva della Biosfera Montegrappa Unesco e dei futuri progetti del MAB Unesco.

Programma. Ore 9.00 ritrovo presso malga Gasparini a Solagna (VI), dove il malghese Ivan Andreatta mostrerà la produzione del formaggio Morlacco e della Puina (ricotta); ore 10,40 trasferimento a malga Val dee Foie dove, alle 11.00, Annalisa Rampin,  presidente IPA Terre di Asolo e Montegrappa (ente coordinatore della Riserva della Biosfera Monte Grappa) illustrerà il percorso per il riconoscimento, nonchè i programmi  e progetti futuri del MAB Unesco; ore 12,30-14,00 pranzo in malga; ore 14,00 il malghese Giovanni Raccanello racconterà la vita in malga; ore 15,00 lo storico Loris Giuriati parlerà della storia locale nella 1^ Guerra Mondiale; ore 16,00 conclusione di Flavio Dell’Agnol, sindaco di Borso del Grappa.

15-18 giugno, c’è anche il festival Cansiglio InVita. Il  socio onorario e Premio Argav Toio de Savorgnani ci segnala la bella e interessante manifestazione organizzata dall’Università degli Studi di Padova (TESAF – Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali e DPG -Dipartimento di Psicologia Generale), Veneto Agricoltura, Società Selvatica, di cui potete scaricare l’articolato calendario a questo link 

La veneziana Tiziana Favaretto è la prima donna presidente di Coldiretti Venezia

colla e favaretto

La nomina di Tiziana Favaretto alla presidenza di Coldiretti Venezia è motivo di orgoglio per il gruppo di Donne Impresa Veneto non solo per la sua militanza storica nelle file del movimento – commenta Chiara Bortolas responsabile regionale e nazionale delle imprenditrici di Coldiretti – ma per quanto rappresenta per l’agricoltura provinciale e veneta in termini di diversificazione aziendale, di impegno istituzionale e di offerta di servizi alla collettività.

Il profilo professionale e personale di Tiziana Favaretto – aggiunge Bortolas – è simile a molte altre colleghe che con responsabilità operano nei confronti del territorio, della società e per l’ambiente, una forza che è passione e conta il 25% delle imprese associate. Anche Marina Montedoro, direttore di Coldiretti Veneto, si congratula per l’incarico di guida della squadra veneziana e ringrazia Andrea Colla (in alto nella foto insieme a Tiziana Favaretto) per il suo mandato quinquennale di presidio da protagonista nelle iniziative sindacali e attività progettuali intraprese dall’Organizzazione. “Per le sue doti, capacità e competenze maturate in tanti anni di appassionato lavoro nel settore – dichiara Montedoro –   sono certa che Tiziana saprà essere un valore aggiunto non soltanto per la sua Venezia e per i suoi soci, ma anche per la federazione regionale”.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto