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“Sosteniamo l’Igp della pesca e nettarina veronese”: i comuni scaligeri ambasciatori della denominazione insieme agli attori della filiera

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Le Amministrazioni comunali veronesi si fanno ambasciatrici della denominazione della pesca di Verona. Gli 11 Comuni della provincia scaligera maggiormente vocati alla peschicoltura si uniscono, con capofila Bussolengo, per sensibilizzare i propri produttori a valorizzare le pesche locali che possono nuovamente fregiarsi dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP).

All’iniziativa aderiscono i Comuni di Bussolengo, Pescantina, Sona, Castelnuovo del Garda, Villafranca, Lazise, Sommacampagna, San Pietro in Cariano, Torri del Benaco, Pastrengo e Verona. Il via libera all’utilizzo del marchio Igp è stato dato nei giorni scorsi dal CSQA, ente certificatore veneto, che ha terminato i controlli. Gli obiettivi della certificazione sono molteplici: dare alle pesche e nettarine veronesi un riconoscimento per la loro qualità in un territorio storico vocato alla produzione, offrire un ulteriore impulso alle vendite e differenziarsi dalle pesche di altri territori nazionali e stranieri, tra cui Spagna e Grecia. La caratteristica che contraddistingue le pesche IGP è quella di essere strettamente legata al territorio di provenienza e presentarsi con peculiarità ben definite e garantite. Infatti, le Denominazioni, tra cui l’IGP, conferiscono un valore aggiunto ai prodotti agroalimentari di un determinato territorio con la tutela di standard qualitativi, la salvaguardia di metodi di produzione, fornendo ai consumatori informazioni chiare sulle caratteristiche delle produzioni.

La provincia veronese ha perso negli anni significativi ettari di superfici coltivate a pesche e nettarine arrivando a poco più di mille ettari nel 2022. Una tendenza che riguarda tutta Italia con un calo più al Nord che al Sud. Negli ultimi tempi, tuttavia, nel veronese si registra un nuovo interesse alla peschicoltura con installazione di impianti rinnovati per ottenere frutta di eccellenza, per la quale c’è una significativa domanda da parte del mercato. L’IGP potrebbe dare quindi un ulteriore impulso alle coltivazioni. “Fattore di questo successo è stato il gioco di squadra di tutti gli attori. L’obiettivo è dare un valore aggiunto al prodotto con la speranza che resti una maggiore marginalità ai produttori”, ha detto Marco Andreoli, presidente della Commissione agricoltura della Regione Veneto.

Offerta un’opportunità. “La valorizzazione dei nostri prodotti tipici – sottolinea il vicesindaco di Bussolengo Massimo Girelli – è una missione importante che ha l’obiettivo di sostenere la produzione locale oltre ad essere un veicolo per la promozione del territorio, la cui storia ed identità si esprime anche attraverso le tipicità, come nel caso della pesca che è simbolo di gusto ed eccellenza veronese. Come amministrazione siamo da sempre impegnati in questo senso anche attraverso eventi ed iniziative per far conoscere e apprezzare le nostre pesche ad un pubblico sempre più ampio. Il riconoscimento dell’IGP ci offre sicuramente un’opportunità e per questo vogliamo rafforzare la sinergia con gli altri Comuni e tutti gli attori coinvolti”. “La pesca veronese è il nostro frutto più rappresentativo – afferma l’assessore all’Agricoltura del comune di Bussolengo Giovanni Amantia – e il riconoscimento della denominazione IGP è una conferma alla qualità della produzione, che grazie alla filiera corta garantisce ai consumatori freschezza e genuinità. Merito del grande lavoro dei nostri agricoltori e di tutti i soggetti coinvolti che ogni anno si impegnano per portare sulle nostre tavole un prodotto buono, sano e gustoso. Come amministratori abbiamo il dovere di sostenere l’agricoltura locale perché possa crescere ed essere competitiva, creando valore per il territorio”. “Finalmente dopo anni di inattività – precisa Alex Vantini, il presidente di Coldiretti Verona – riparte il progetto di valorizzazione della pesca di Verona IGP, un prodotto di grande qualità del nostro territorio con una tradizione millenaria in una provincia, quella veronese, vocata alla frutticoltura. La Coldiretti ha voluto essere partner di questo percorso e inizieremo a breve l’iter per costituire il consorzio di tutela al fine di riuscire a garantire soddisfazione ai produttori per investire maggiormente su questa coltura e valorizzare il territorio della provincia scaligera”. “La nostra Fondazione si attiva per valorizzare i prodotti veronesi anche in collaborazione con le amministrazioni comunali del territorio. Per le pesche e nettarine locali utilizziamo il marchio Principesca, riconosciuto come sinonimo di qualità e certezza della provenienza da consumatori e grande distribuzione organizzata. Le denominazioni, come l’IGP, possono sicuramente dare un valore aggiunto alle produzioni agricole”, dice Gianluca Fugolo, presidente della Fondazione prodotti agricoli di Bussolengo e Pescantina .“La Certificazione di origine protetta – evidenzia Leonardo Odorizzi, produttore e rappresentante della Grande Bellezza Italiana, organizzazione incaricata della distribuzione del prodotto. – rappresenta la strada per portare ai consumatori i valori del territorio, dell’ambiente e la garanzia di un prodotto controllato e garantito da un disciplinare molto stringente per una qualità superiore. La Grande distribuzione organizzata sta dando ampio spazio ai prodotti dei territori per andare incontro alla richiesta del consumatore che cerca certezze per un acquisto consapevole. Per i produttori la certificazione è il modo migliore per distinguersi in un mercato sempre più globalizzato così da raccogliere le giuste remunerazioni per garantire il proseguimento dell’agricoltura italiana”.

Fonte: Servizio stampa Comune di Bussolengo

Agroalimentare: l’Italian Sounding si “mangia” il successo dell’export, mentre il mercato interno è in fase di stallo

Prodotti a denominazione Veneto

Le cifre sono incoraggianti: secondo le stime di CNA (Confederazione nazionale dell’artigianato) Veneto, nel 2023 il valore dell’export per l’agroalimentare italiano arriverà a sfiorare i 70 miliardi. Un trend in crescita nonostante gli anni di pandemia e la guerra in Ucraina che ha stoppato le esportazioni verso l’ampio bacino del mercato russo. Tutto sembra andare a gonfie vele quindi: se nel 2010 l’export valeva 28,1 miliardi di euro, nel 2022 anno di ripresa post Covid è arrivato a 60 miliardi e ci sono ancora margini di crescita.

Luci... Un mercato che vede il Veneto (15,4%), assieme a Lombardia (16,2%) ed Emilia Romagna (15,9%) coprire quasi la metà delle esportazioni nazionali, con un 47,5%. L’agroalimentare veneto cresce del +13,7% nel 2022, passando a 9 miliardi di euro. Per cibi e bevande, una crescita del +7% all’anno; il vino in particolare ha segnato una performance di eccellenza superando il 35% per esportazioni dell’ammontare complessivo e doppiando il Piemonte, secondo solo al Trentino-Alto Adige per quanto riguarda il valore delle aree vitate con 140mila euro per ettaro contro i 267mila euro appunto per il Trentino.

…e ombre. Nonostante l’ottima salute del settore, la proiezione internazionale della filiera è ancora inferiore al potenziale e l’Italia si posiziona al 5^ posto tra i Paesi europei per esportazioni agroalimentari. Quali gli impedimenti ad una maggior competitività? Primo tra tutti un fenomeno relativamente recente: l’Italian Sounding, vale a dire l’utilizzo di denominazioni, riferimenti geografici e immagini che evocano i prodotti italiani su prodotti commercializzati all’estero che in realtà di italiano non hanno praticamente nulla. Secondo le stime di CNA Veneto, questo fenomeno che nel mondo copre un giro d’affari pari a 79 miliardi di euro e corrisponde ad una perdita di 9 miliardi sull’attuale export agroalimentare, per prodotti quali il grana padano e il prosecco. Se l’Italian Sounding si trasformasse in fatturato, il potenziale di export nazionale sarebbe di circa 130 miliardi. «Le esportazioni di prodotti alimentari veneti e italiani continuano a crescere – commenta Mirco Froncolati, presidente CNA Agroalimentare e Ristorazione Veneto –. Se riuscissimo ad incidere sulle problematiche legate alla contraffazione e a questo fenomeno, potremmo farle volare. Dal lato della domanda interna, tuttavia, il dato che preoccupa di più il settore agroalimentare è quello dei consumi delle famiglie venete che secondo le stime nel 2023 saranno in una fase di stallo con una crescita di appena + 0,7%, un significativo rallentamento rispetto al 2022 (+5,1%). La spesa per alimentari e bevande delle famiglie ha subito una contrazione del -3,4% tra il 2021 e il 2022. La nostra regione perde su questo lato il vantaggio rispetto alle altre Regioni, e se a ciò aggiungiamo che le aspettative di inflazione salgono in modo significativo (in rialzo del +5% nei prossimi 12 mesi secondo la Bce), è più che mai necessario supportare le categorie di imprese agroalimentari che si rivolgono esclusivamente al mercato interno con una politica industriale di lungo respiro.»

Due le problematiche da risolvere. «L’Italia è la prima nazione per biodiversità – aggiunge Catia Olivett, presidente CNA Dolciari e Panificatori Veneto – e il Veneto primeggia per la varietà e la ricchezza di prodotti Dop e Igp. La Dop economy veneta vale 4.817 milioni, e con 89 prodotti ha un peso del 48% sul settore Agroalimentare regionale, un valore che va oltre il doppio rispetto alla media nazionale (21%). Per continuare a crescere dobbiamo però strutturare gli accompagnamenti verso l’export più a misura di micro e piccola impresa. I dati ci mostrano la loro grande abilità a superare le crisi, ma siamo ancora lontani dal modello tedesco. A nostro avviso, due sono le problematiche da risolvere. La prima: semplificare le procedure per gli impianti fotovoltaici per le PMI, poiché nel nostro territorio secondo i dati della Regione Veneto sul 2019 – ultimo rilevamento disponibile – la dipendenza energetica è pari al 92,3%, lontana anche dalla media nazionale del 73%. La seconda, contrastare in maniera strutturata le pratiche commerciali sleali che riguardano la filiera agroalimentare, così da salvaguardare il nostro Made in Italy e recuperare parte delle risorse che vengono disperse a causa di questi fake food. Come CNA stiamo chiedendo l’apertura del tavolo di concertazione.»

Fonte: Servizio stampa CNA Veneto

24 giugno 2023, con il Premio Wigwam Stampa Italiana, a Pontelongo (Pd) si svelano tutte le declinazioni della dolcezza 

Efrem Tassinato con i dolcetti di Pontelongo

Lo zucchero in tutti i suoi modi di intenderlo, usarlo, consumarlo, è il tema del convegno in programma sabato 24 giugno 2023 alle ore 10:30-12:30 a Pontelongo (Pd), in via Villa del Bosco, area impianti sportivi. Un’attività, questa, che termina la prima fase del Premio Wigwam Stampa Italiana – Giovani comunicatori per Comunità resilienti 2023 e che ha coinvolto molte scuole e istituti scolastici del territorio della Saccisica. La seconda e ultima fase con la consegna dei riconoscimenti ai vincitori, sarà alla ripresa dell’anno scolastico, il prossimo settembre.

L’iniziava, che vede tra gli organizzatori il comune di Pontelongo, Italia Zuccheri-Co.Pro.B., l’Associazione Wigwam Clubs Italia APS, la Pro Loco di Pontelongo e l’Istituto di Istruzione Superiore De Nicola – Indirizzo Agrario di Piove di Sacco, si propone di rendere consapevoli, in specie le nuove generazioni, del valore storico-culturale ma anche produttivo, alimentare e turistico della sopravvivenza in questa parte del territorio padovano del più antico zuccherificio italiano. Fondato nel 1908 dai belgi , lo stabilimento è uno dei due rimasti nel nostro Paese dopo il taglio delle quote zucchero imposto dall’Unione Europea.

Interventi. All’incontro saranno presenti Roberto Franco, sindaco di Pontelongo per un saluto; Sara Berto, consigliere comunale di Pontelongo, con delega a Scuola e Orientamento Scolastico che presiederà e introdurrà; Leandro Cariolo, responsabile Marketing di Co.Pro.B./ItaliaZuccheri, che parlerà de “L’industria saccarifera italiana tra storia e futuro”; Efrem Tassinato, giornalista enogastronomico, presidente di Wigwam Clubs Italia APS, responsabile segreteria Unarga e socio Argav, che presenterà “Il case history “Dolcetti di Pontelongo”(nella foto in alto) e il Sugar Contest del Premio Wigwam Stampa Italiana”; Cristiano Gaggion, pasticcere, presidente della Fed. Alimentaristi della Confartigianato del Veneto, che tratterà il tema “Lo zucchero nella pasticceria artigianale”; Claudio Grigoletto, Ad Gruppo Vecogel proporrà il tema “Lo zucchero nella gelateria moderna”; Carlo Dalla Longa, insegnate al CFP Brandolini Rota di Oderzo parlerà de “La sperimentazione dei sandwich dolci con le strutture HoReCa di Jesolo”; Giliola Dalla Libera, operatrice della Comunità Locale Wigwam della Saccisica spiegherà il “Lancio del programma di visite di studio e di cultura sullo Zuccherificio di Pontelongo”. Moderatore sarà Efrem Tassinato.

Nell’occasione saranno esposti i lavori in concorso realizzati finora dagli studenti sul tema “zucchero”, mentre a tutti i giovani concorrenti al Premio presenti sarà consegnata una confezione omaggio di zuccheri di Pontelongo. Ulteriori iunfo: Comunità Locale Wigwam Saccisica 348 4098002 saccisica@wigwam.it

Fonte: Servizio comunicazione Wigwam

17 giugno 2023, soci Argav in visita alle malghe del Grappa e alla loro produzione casearia. E da oggi sino al 18 giugno, c’è il festival Cansiglio InVita

Cansiglio in vita

Sabato 10 giugno p.v., grazie all’interessamento del vice presidente Renzo Michieletto, i soci Argav visiteranno alcune malghe del Grappa per approfondire la conoscenza della loro produzione casearia nonché dello stato dell’arte del riconoscimento della Riserva della Biosfera Montegrappa Unesco e dei futuri progetti del MAB Unesco.

Programma. Ore 9.00 ritrovo presso malga Gasparini a Solagna (VI), dove il malghese Ivan Andreatta mostrerà la produzione del formaggio Morlacco e della Puina (ricotta); ore 10,40 trasferimento a malga Val dee Foie dove, alle 11.00, Annalisa Rampin,  presidente IPA Terre di Asolo e Montegrappa (ente coordinatore della Riserva della Biosfera Monte Grappa) illustrerà il percorso per il riconoscimento, nonchè i programmi  e progetti futuri del MAB Unesco; ore 12,30-14,00 pranzo in malga; ore 14,00 il malghese Giovanni Raccanello racconterà la vita in malga; ore 15,00 lo storico Loris Giuriati parlerà della storia locale nella 1^ Guerra Mondiale; ore 16,00 conclusione di Flavio Dell’Agnol, sindaco di Borso del Grappa.

15-18 giugno, c’è anche il festival Cansiglio InVita. Il  socio onorario e Premio Argav Toio de Savorgnani ci segnala la bella e interessante manifestazione organizzata dall’Università degli Studi di Padova (TESAF – Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali e DPG -Dipartimento di Psicologia Generale), Veneto Agricoltura, Società Selvatica, di cui potete scaricare l’articolato calendario a questo link 

La veneziana Tiziana Favaretto è la prima donna presidente di Coldiretti Venezia

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La nomina di Tiziana Favaretto alla presidenza di Coldiretti Venezia è motivo di orgoglio per il gruppo di Donne Impresa Veneto non solo per la sua militanza storica nelle file del movimento – commenta Chiara Bortolas responsabile regionale e nazionale delle imprenditrici di Coldiretti – ma per quanto rappresenta per l’agricoltura provinciale e veneta in termini di diversificazione aziendale, di impegno istituzionale e di offerta di servizi alla collettività.

Il profilo professionale e personale di Tiziana Favaretto – aggiunge Bortolas – è simile a molte altre colleghe che con responsabilità operano nei confronti del territorio, della società e per l’ambiente, una forza che è passione e conta il 25% delle imprese associate. Anche Marina Montedoro, direttore di Coldiretti Veneto, si congratula per l’incarico di guida della squadra veneziana e ringrazia Andrea Colla (in alto nella foto insieme a Tiziana Favaretto) per il suo mandato quinquennale di presidio da protagonista nelle iniziative sindacali e attività progettuali intraprese dall’Organizzazione. “Per le sue doti, capacità e competenze maturate in tanti anni di appassionato lavoro nel settore – dichiara Montedoro –   sono certa che Tiziana saprà essere un valore aggiunto non soltanto per la sua Venezia e per i suoi soci, ma anche per la federazione regionale”.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

Giuseppe Boscolo Palo riconfermato presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp

Giuseppe Boscolo e Martina Garbin a Fruit Logistica 2023

Giuseppe Boscolo Palo è stato confermato per un quarto mandato presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia IGP. Sarà affiancato da un vicepresidente, il produttore e confezionatore Roberto Pavan, laurea in economia aziendale, amministratore delegato dell’azienda di confezionamento PEF Srl a Sottomarina, presieduta dal fratello Massimo che opera anche nella sede siciliana della società, dove è anche presidente del Consorzio della Carota Novella di Ispica IGP e vicepresidente del Consorzio del Pomodoro di Pachino IGP.

Conferme e nuove nomine. Del precedente direttivo confermati Vittorio Agostini, Roberto Boscolo Bacchetto, Michele Boscolo Nale e Claudio Ferro, con l’ingresso due giovani matricole: Alessandro Baldin e Martina Garbin (quest’ultima, nella foto in alto insieme a Giuseppe Boscolo Palo nello stand a Fruit Logistica di Berlino), che sta concludendo gli studi di Economia Aziendale e Management, affiancando il padre Patrizio nella gestione commerciale e di lavorazione del prodotto nello stabilimento in Valgrande a Cavanella.

Nuovo “Risorgimento” dell’ortofrutta veneta. «Questo nuovo Consiglio Direttivo – spiega Giuseppe Boscolo – è chiamato ad operare in un tempo che, dopo le incertezze operative ed economiche causate dalla pandemia, continua ad essere difficile per l’intero comparto orticolo, in special modo per il “Sistema Radicchio” in generale e per quello nella nostra area a Indicazione Geografica Protetta in particolareServe quindi un rinnovato impegno per un nuovo “Risorgimento” dell’ortofrutta veneta,  in sintonia con la Regione Veneto, attraverso un approfondito studio economico con Università di Padova e Veneto Agricoltura per ridefinire il sistema organizzativo del sistema Radicchi IGP del Veneto assieme ai tre Consorzi di tutela: il Treviso, il Verona e il Chioggia. Sono stati già mossi i primi passi nell’ incontro col dott. Alberto Zanol, responsabile della Direzione agroalimentare della regione, dove sono stati affrontati i temi del costo di produzione, della necessità di avere dati precisi su superfici, investimenti e quantità prodotte in Veneto. Sono infatti convinto – conclude il presidente del Consorzio – che la conoscenza produttiva e l’identificazione di quanto costa produrre possa portare ad una più marcata trasparenza nei rapporti commerciali a tutto vantaggio della redditività e quindi della sopravvivenza delle aziende agricole. Se a questo aggiungiamo la differenziazione che proviene dall’IGP, i cui dati produttivi sono in costante crescita, il settore agricolo del nostro territorio potrà tornare ad avere ancora soddisfazioni».

Fonte: Servizio stampa Consorzio di tutela Radicchio di Chioggia Igp

Siccità, grave deficit pluviometrico, portate dei fiumi nettamente inferiori alle medie storiche. L’emergenza idrica verrà trattata mercoledì 8 marzo nel confronto in programma a Belfiore (VR), dopo l’inaugurazione del primo stralcio del rifacimento del Canale Web

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“È fondamentale tutelare le risorse idriche che abbiamo a disposizione e potenziare la capacità di stoccaggio negli invasi esistenti mettendo in efficienza quelli penalizzati da masse di detriti, incrementare i sistemi di ricarica artificiale della falda e sfruttare la capacità che può assicurare la rete di cave dismesse in pianura. I dati ci dicono che possiamo parlare oggettivamente di emergenza perché lo dice la realtà, non perché si vogliono creare allarmismi. L’ultimo rapporto dell’ARPAV dice che nel mese di febbraio sul Veneto sono mediamente caduti 3 mm di precipitazione; la media del periodo 1994-2022 è di 60 mm”. Con queste parole il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, anticipa alcuni dati del “Rapporto sulla risorsa idrica in Veneto” (al 28 febbraio di quest’anno) in pubblicazione a cura dell’ARPAV (https://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/idrologia/file-e-allegati/rapporti-e-documenti/idrologia-regionale/idrologia-regionale-rapporti-sulla-risorsa-idrica/2023).

Elevato deficit pluviometrico. Il documento riferisce che “gli apporti meteorici mensili sul territorio regionale sono pressoché nulli (-96%) e sono stimabili in circa 46 milioni di metri cubi d’acqua”. Per ritrovare una situazione simile bisogna tornare al 1997 con 4 mm. In tutti i bacini idrografici della regione di riscontrano condizioni di elevato deficit pluviometrico che variano dal -90% del Po al -98% di Adige, Lemene, Pianura tra Livenza e Piave, Sile e Tagliamento.  Nel periodo di un mese, l’indice SPI (quantifica l’impatto del deficit di precipitazioni in diverse scale di tempi) delinea segnali di siccità moderata sulla provincia di Rovigo, sulla punta meridionale di quella di Venezia, sulla zona dell’alto Garda e su una fascia tra Bellunese, Vicentino e Trevigiano. Ma sul resto del Veneto mette in evidenza siccità “severa” che diventa “estrema” in alcune aree del Veneziano. Per quanto riguarda i fiumi, alla data del 28 febbraio, le portate “si mantengono ancora nettamente inferiori alle medie storiche su tutti i principali corsi d’acqua”.

Piano irriguo in via di preparazione. “L’acqua è vita e per quanto riguarda la nostra parte per il Veneto la stiamo sostenendo – aggiunge il governatore -.  La Regione sta promovendo interventi e sta preparando un piano irriguo. Ma il problema non è solo di una regione ma comune; di fronte a quello che appare innegabilmente un cambiamento climatico è fondamentale una nuova visione, bisogna guardare ad una strategia a livello nazionale con la definizione di un piano straordinario che tuteli le nostre risorse idriche e indichi precisi interlocutori agli amministratori regionali e territoriali. In questa ottica apprezzo la via presa dal Governo verso la nomina di un commissario”.

Mercoledì 8 marzo, alle ore 9, è prevista l’inaugurazione alla presenza delle autorità del primo stralcio del rifacimento del Canale Leb a Belfiore (VR),  il principale canale irriguo del Veneto. L’intervento è stato sostenuto con fondi Pnrr -Ministero Infrastrutture e Trasporti. Dopo la cerimonia, è previsto anche un confronto tra Massimo Gargano, direttore Generale ANBI, Marina Colaizzi, Segretario Generale Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali, Elisabetta Pellegrini, direttore Struttura tecnica di missione Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Angelica Catalano,direttore generale per le dighe e le infrastrutture idriche, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Francesco Battistoni, vicepresidente Commissione Lavori Pubblici della Camera, Marina Montedoro, direttore Coldiretti Veneto, Lodovico Giustiniani, presidente Confagricoltura Veneto, Gianmichele Passarini, presidente Cia Veneto, con le conclusioni affidate a Francesco Vincenzi, presidente nazionale ANBI, modera Maurizio Amoroso, vicedirettore News Mediaset, Tgcom24.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto/ANBI Veneto

Frumento, in Veneto + 30% di semine a scapito del mais

mais sofferente per la siccità

Meno mais e più frumento. Gli agricoltori veneti quest’anno semineranno più grano, coltura che ha meno bisogno di acqua e che nel 2022 ha sofferto meno la siccità rispetto al granoturco. Si stima un 30% di semine in più, anche grazie alle ottime performance di mercato che nel 2022 hanno segnato un +43% del prezzo medio annuo per il frumento tenero e +34,8% per il frumento duro.

Differenziare le colture. “C’è molta incertezza sulla semina del mais, a causa della siccità – sottolinea Chiara Dossi, presidente della sezione Cereali alimentari di Confagricoltura Veneto -. L’anno scorso le perdite di produzione, in Veneto, sono state superiori al 30% e i costi sono andati alle stelle tra concimi e agrofarmaci. Perciò molte aziende in autunno hanno seminato frumento, che dà più garanzie di produzione e soddisfazione economica, mentre per la primavera stanno valutando di seminare girasole al posto del mais, che richiede meno acqua, ma anche soia, che ha costi minori di coltivazione e soffre meno la sete. Probabilmente aumenteranno anche le superfici di orzo, che ha segnato un ottimo andamento dei prezzi.

pannocchie rovinate dalla siccità

L’anno scorso, secondo i dati di Veneto Agricoltura, la superficie coltivata a frumento tenero in Veneto è stata di 96.000 ettari (+1%), con Rovigo capofila (23.800 ettari) seguita da Padova (20.700 ettari). Quella di frumento duro è stata di 19.400 ettari (+34%), con Rovigo in testa (12.650 ettari), seguita da Verona (2.850 ettari) e Padova (2.450 ettari). Per la soia 148.000 ettari di superficie (+5,3%), con Venezia prima provincia (36.150 ettari) seguita da Padova (33.800) e Rovigo (32.700). Per il mais 143.200 ettari la superficie (-3%), con Padova in testa (30.900 ettari), seguita da Venezia(28.900) e Rovigo (26.100).

I dati nazionali per il mais sono anche peggiori: le superfici sono scese al minimo storico di 564.000 ettari e la produzione si attesta a 4,7 milioni di tonnellate, la stessa del 1972. Un andamento negativo che ha coinvolto tutti i produttori europei, con una diminuzione di 21 milioni di tonnellate (-29%). “La carenza di mais comporterà problemi per gli allevamenti – sottolinea Chiara Dossi -, in quanto la granella viene utilizzata per i mangimi in molte specie di animali da allevamento come pollame, bovini e suini. E la mancanza sarà sentita soprattutto dalle filiere che necessitano di prodotto italiano, come alcune grandi aziende e i consorzi. Del resto, se la siccità e le alte temperature del 2022 dovessero diventare una costante, gli agricoltori saranno obbligati a cambiare rotta. E dovranno farlo anche le aziende dotate di impianti di irrigazione, perché senza acqua sarà difficile farli funzionare. Ma restiamo con la speranza che già quest’anno ci sia qualche precipitazione in più e un clima meno torrido. Al momento la situazione è sotto controllo, perché tra autunno e inverno le piogge non sono mancate e i terreni sono meno in sofferenza rispetto ad un anno fa. Però le falde restano molto scariche”.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto

Soci Argav in visita alle terre del Broccolo fiolaro

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Oggi, sabato 18 febbraio, i soci Argav saranno nelle terre del Broccolo fiolaro per visitare una giovane azienda produttrice della rinomata orticola di Creazzo (VI). Nel contempo, ci sarà modo di fare una passeggiata storico-ambientale e pranzare alla Pizzeria Bellavista. Il ritrovo è alle ore 11.00 in Via S. Chiara a Creazzo, quindi si inizierà con la passeggiata lungo dei percorsi pedonali storici in collina, con  la partecipazione dell’assessore all’Ambiente di Creazzo Massimiliano Dandrea e del presidente della Pro Loco Michael Knapton.

Andamento del settore agricolo veneto del 2022, i dati presentati da Veneto Agricoltura a “Fieragricola Tech”

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Vale 7,7 miliardi di euro il comparto agricolo veneto nel 2022, un dato importante che segna addirittura un +18,4% sul 2021. Ad incidere maggiormente su questo valore non è tanto l’incremento delle produzioni quanto piuttosto l’aumento generale dei prezzi di mercato dovuto all’instabilità economica mondiale causata da una serie di fattori quali la guerra in Ucraina, l’aumento dei costi di produzione e dell’energia, l’inflazione, ecc. Come conseguenza, l’annata agricola 2022 nel Veneto registra buone performance sia per le coltivazioni erbacee (+10,9%) che legnose (+29,1%), mentre il settore zootecnico mostra un calo delle quantità prodotte, controbilanciato però proprio dall’incremento dei prezzi di mercato, con il valore della produzione che si stima in aumento del +18,1%.

Oltre 83 mila aziende agricole, guidate in gran parte da giovani. “In Veneto – sottolinea il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, in occasione della pubblicazione del report di Veneto Agricoltura sull’andamento del comparto agricolo veneto nel 2022 – abbiamo oltre 83mila aziende agricole, il 7,3% di tutte le aziende agricole italiane. Possiamo dire, con orgoglio, che oggi sono perlopiù i giovani a rappresentare il settore, con un contributo importante nell’innovazione, fatta anche di digitalizzazione e informatizzazione, in un settore ritenuto talvolta solo legato agli aspetti più tradizionali e meccanici delle colture. Invece oggi la competitività passa per l’innovazione: il valore nei mercati delle produzioni agricole è infatti dato anche dalla capacità delle aziende di “raccontare” il prodotto, in tutti i suoi aspetti. Sostenibilità, ecologia, proprietà organolettiche, ma anche quel patrimonio intangibile e straordinario che lega i prodotti del Veneto con la propria storia. Quella civiltà contadina che ha saputo guardare al futuro mantenendo salde le proprie radici”.

Nuova Pac. L’assessore all’Agricoltura della Regione del Veneto, Federico Caner, intervenuto alla conferenza stampa, ha ricordato cheti tratta di “Un risultato raggiunto anche grazie al contributo della Regione, che sotto il profilo finanziario, strategico ed operativo ha sempre supportato le imprese agricole venete attive e i suoi 76mila addetti. Nel disegno regionale i fondi pubblici rappresentano un importante sostegno al settore primario. Nella programmazione 2023-2027 della PAC avremo a disposizione circa 500 milioni all’anno, quota importante che andrà ad alimentare la competitività delle nostre imprese agricole. Ora la vera sfida è anche quella di tutelare tutte le nostre produzioni, affinché il ‘Made in Veneto’ non rimanga solo un bello slogan sulla carta, ma diventi un vero e proprio brand capace di comunicare e assicurare qualità e autenticità di quello che di buono e sano viene prodotto nel nostro territorio”.

In dettaglio. Ecco i principali risultati raggiunti nei primi nove mesi del 2022 dai diversi comparti dell’agricoltura veneta, presentati lo scorso 1 febbraio da Alessandra Liviero, responsabile dell’Osservatorio Economico Agroalimentare di Veneto Agricoltura, in occasione della prima giornata di “Fieragricola Tech” svoltasi a Verona.

Cereali: l’annata è stata senz’altro positiva per i cereali autunno-vernini, visto che sono aumentati gli ettari coltivati a frumento tenero (96.000 ha, +1%), grano duro (19.400 ha, +34%) e orzo (21.500 ha, +20,4%). In calo invece le rese, compensate però dall’incremento delle superfici coltivate, ad eccezione del grano tenero la cui produzione è stimata in calo (-5,5%). Annata “no” per i cereali a semina primaverile che hanno dovuto fare i conti con il pessimo andamento climatico estivo: per il mais da granella sono calate le superfici coltivate (143.000 ettari, -3%) e soprattutto le rese (7,1 t/ha, -29,6%). L’aumento dei prezzi (+37%) ha solo parzialmente controbilanciato la riduzione della produzione (1 milione di tonnellate, -31,7%).

Colture industriali: anche per queste produzioni il 2022 è stato caratterizzato da un incremento generalizzato dei prezzi, tuttavia l’annata è stata negativa a livello produttivo. Le superfici coltivate a soia sono aumentate (+5,3%), ma le rese sono calate decisamente (2,4 t/ha, -19%) e di conseguenza la produzione (360 mila tonnellate, -15%). In aumento gli ettari a girasole (4.200 ha, +9,4%) e in calo quelli coltivati a colza (3.600 ha, -17%). Annata negativa per la barbabietola da zucchero che ha visto ridursi le superfici (7.000 ha, -21,4%) e soprattutto le rese (46,4 t/ha, -24%). Anche il tabacco ha registrato una riduzione sia degli investimenti (3.000 ha, -27%) che della produzione (-20%), e in questo caso l’aumento dei prezzi non ha controbilanciato l’aumento dei costi di produzione, compromettendo la redditività della coltura.

Orticole: gli investimenti hanno tenuto e sono stati registrati leggeri incrementi per la patata (3.500 ha, +1,4%), il radicchio (4.650 ha, +2%), la lattuga (1.100 ha, +2,6%) e la fragola (370 ha, +2%); incrementi maggiori per asparago (1.830 ha, +4%), zucchina (1.570, +10,5%), aglio (+14,5%). In calo invece le superfici coltivate a meloni (-13,6%), carote (-8,4%), fagiolini (-16,8%) e cocomeri (-12,8%).

Frutticole: ottima annata per tutte le produzioni, con rese in netto rialzo rispetto alla sfortunata stagione 2021: melo (+71,4%), pero (+415,6%), pesco (+669,6%), kiwi (+327,3%), ciliegio (+52,8%) e olivo (+495%). I prezzi unitari hanno avuto variazioni altalenanti, mentre le superfici investite a frutteti sono in calo di circa il 3% a livello regionale.

Vitivinicolo: ancora in crescita la superficie vitata nel Veneto (95.910 ha, +2%), della quale oltre l’83% riguarda aree in zone Doc/Docg, mentre quella a Igt scende al 13,7%. Complessivamente nel 2022 nel Veneto sono stati prodotti 15 milioni di quintali di uva (+7,4%) pari a 12,6 milioni di ettolitri di vino (+7,3% rispetto al 2021). Stabile il prezzo delle uve (0,76 €/kg, +0,7%).

Lattiero-caseario: in calo la produzione di latte (circa 12 milioni di quintali, -1,3%), come pure il numero di allevamenti (2.800). Il prezzo medio annuo del latte è stato di 45,8 €/hl (senza IVA e premi), con un aumento del 24% rispetto all’anno precedente.

Zootecnia: il comparto sta subendo gli effetti del forte aumento dei costi energetici e alimentari con un importante riflesso sui prezzi delle quotazioni all’origine e anche sulla produzione. Per la carne bovina, il Veneto si caratterizza per la produzione del vitellone da carne e in parte per il vitello a carne bianca. La produzione viene stimata in calo del 3,5%. Il numero di allevamenti da carne è stabile a circa 6mila unità. La produzione di carne suina, concentrata nelle province di Verona e Treviso, pone il Veneto tra le regioni della filiera di alta qualità IGP/DOP. Nel 2022 la produzione si è però ridotta a 779,5mila capi, di cui circa 690 mila grassi (-2%), circa il 7,5% del totale nazionale.

Bilancia commerciale agroalimentare veneta: dopo tre anni di segno positivo, il saldo nei primi nove mesi del 2022 è tornato negativo attestandosi circa a -690 milioni di euro, contro i +140 milioni di euro dello stesso periodo del 2021. Ad influire sul risultato, ancora provvisorio considerato che si riferisce ai primi tre trimestri del 2022, è stato il forte aumento delle importazioni (+32,4%) rispetto alla crescita delle esportazioni (+15,1%). Le cause di queste risultanze negative vanno cercate nell’incremento dei prezzi delle materie prime agricole e dei costi energetici che ha stravolto gli andamenti positivi registrati nel Veneto negli ultimi anni. Il Report “Prime valutazioni sull’andamento del comparto agroalimentare veneto 2022” può essere scaricato dal seguente link: https://bit.ly/3WSS5oF

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura