• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

ARGAV e Fondazione Italiana Sommelier Veneto, accordo sul vino

Firma Vita_D'Alessandro_Stelluto

da sx Mimmo Vita, Raul D’Alessandro, Fabrizio Stelluto

Il 14 giugno 2015 ARGAV e FIS Veneto, l’articolazione regionale della Fondazione Italiana Sommelier, hanno siglato un’intesa che guarda alla formazione di giornalisti e comunicatori del vino.

L’intesa ha avuto come cornice l’assemblea annuale ARGAV, svoltasi presso la Cooperativa Agrimea di Marana di Crespadoro (Vi), premio ARGAV 2014. L’accordo quadro, promosso su iniziativa del giornalista e socio ARGAV Gian Omar Bison, è ampliabile ad altre realtà del settore ed ha l’obiettivo di dare al giornalista, all’addetto stampa, al blogger o comunicatore del vino, corsi per rispondere a una prima necessità di chi scrive, anche di vino, nei media.

Iniziativa al via da Ottobre 2015. Alla presenza del Presidente UNAGA Mimmo Vita, che ha sugellato l’intesa, replicabile in altre realtà regionali UNAGA e FIS, il Presidente ARGAV Fabrizio Stelluto e FIS Veneto Raul D’Alessandro hanno siglato la collaborazione, che avrà la durata di tre anni. In fase di organizzazione, come detto, un corso base, riservato ai soci ARGAV, che si svolgerà su quattro serate da Ottobre 2015 a Gennaio 2016, ogni secondo venerdì del mese, dalle ore 17.30 alle ore 20.30 in diverse aziende vitivinicole del Veneto. Il percorso formativo sarà curato da docenti di Fondazione Italiana Sommelier del Veneto, con le proprie metodologie didattiche.

14 giugno 2015, i soci ARGAV si riuniscono in Assemblea nella sede della Cooperativa Agrimea, premio ARGAV 2014

Stelluto_Tassinato-Mecenero

da sx Fabrizio Stelluto presidente Argav, Efrem Tassinato, presidente Wigwam e Sandro Mecenero, presidente Cooperativa Agrimea, premio ARGAV 2014

Domenica 14 giugno 2015 è convocata l’Assemblea dei soci ARGAV di metà anno per l’approvazione dei bilanci. L’Assemblea si terrà nella sala riunioni della Cooperativa Agrimea, premio ARGAV 2014, a Marana di Crespadoro (Villa Santa Rita).

Il programma dei lavori. La prima convocazione dell’Assemblea è alle 9.00, la seconda convocazione alle ore 11 con il seguente ordine del giorno: insediamento organi assembleari, relazione presidente, discussione ed approvazione bilanci, varie ed eventuali. Al termine, ci sarà l’intervento di Giancarlo Sanavio e Sandro Mecenero, rispettivamente presidente e vicepresidente della Cooperativa Agrimea. 

 

A Baver, nell’alto Trevigiano, un borgo e un vigneto storico tutelati dalla legge e dal cuore

Zhercol_vigneto_più_antico Baver

vigneto storico di Baver, Zhercol (foto Ass.ne Culturale Borgo Baver)

(di Marina Meneguzzi) Nonostante Giove Pluvio, lo scorso 18 aprile i soci ARGAV hanno visitato il borgo e il vigneto storico di Baver a Pianzano, nel comune di Codega di Sant’Urbano (TV). Si trattava di un’occasione imperdibile, offertaci dall’Associazione Culturale Borgo Baver onlus: vedere un vero e proprio museo vivente dell’antica viticoltura veneta che, da febbraio 2014, è stato posto sotto tutela – primo esempio in Italia – dalla Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso come bene culturale di natura etnoantropologica (inerente alla storia sociale e culturale dell’uomo).

Soci Argav nel vigneto di Baver insieme a Roberto Netto_Augusto Fabris_Remigio Possamai

Soci Argav nel vigneto di Baver insieme a Roberto Netto, Augusto Fabris, Remigio Possamai (foto Marina Meneguzzi)

A vincere, l’impegno civile. Il vincolo emesso sancisce in maniera definitiva il valore dell’area ravvisando nel vigneto di Baver un bene che può essere classificato come uno degli ultimi residui di un’antica forma di conduzione agricola, la piantata padana, dove i vitigni tradizionali vengono fatti crescere sposandoli ad un albero come sostegno. La tutela è stata resa possibile grazie al lavoro di numerosi funzionari degli Organi periferici del Ministero dei Beni Culturali, tra cui la storica dell’arte Marta Mazza, che segue per la Soprintendenza del Veneto la tutela e la valorizzazione dei beni storici, artistici ed etnoantropologici; ma soprattutto grazie all’amore per il patrimonio storico-culturale e ambientale del borgo  – che risale all’epoca Longobarda ed è a sua volta posto sotto tutela –, dimostrato tenacemente da persone nate e cresciute a Baver e riunitesi nell’Associazione per difenderne le sorti.

Augusto Fabris, il maestro contadino

Augusto Fabris, il maesto contadino (foto Marina Meneguzzi)

Augusto Fabris_Fabrizio Stelluto

Augusto Fabris riceve la penna ricordo ARGAV dal presidente Fabrizio Stelluto

Abbiamo vinto perché crediamo nei valori da cui proveniamo, ci hanno detto Daniele Botteon e Roberto Netto, rispettivamente presidente e segretario dell’Associazione, insieme ad Augusto Fabris, il maestro-contadino (da una citazione dell’editore trevigiano Ferruccio Mazzariol), che segue insieme ai figli ventenni Marco e Luca i lavori nel vigneto tramandati di generazione in generazione. Con loro, anche  Luisa Botteon, che ci ha illustrato con dovizia di particolari i preziosi affreschi del ‘400 della chiesetta di San Biagio, di proprietà della famiglia Dal Cin, e Tiziana Covre, che ci ha aperto con grande simpatia le porte di casa per l’assaggio dei vini prodotti nel vigneto di Baver.

A delimitare il terreno, antichi toponimi. L’antico vigneto si estende su circa un ettaro e mezzo di terreno ed è suddiviso in tre appezzamenti contigui: il vigneto storico è nel Zhercol (da cerchio in dialetto), qui ci sono le viti risalenti ad inizio Novecento – Merlot, Tocai, Verdiso, Verdicchio, Pignolo Nero Clinto – e altri vitigni reimpiantati di recente (Marzemina bianca e bastarda), maritati al gelso, all’olmo e all’acero campestre. Nel secondo appezzamento, il Talpon (da pioppo in dialetto), ci sono tre filari di viti di Merlot impiantati a fine anni Cinquanta del secolo scorso, uno dei quali maritato ai gelsi. C’è anche un filare risalente al 1921, sempre maritato ai gelsi, con viti di Verdiso, Bianchetta, Merlot e Riesling italico. Infine, nel Talponet (piccolo pioppo in dialetto), c’è un vigneto sperimentale progettato in collaborazione con il Cra-Vit di Conegliano e la Regione Veneto, in cui sono state impiantate varietà locali – Bianchetta, Turchetta, Recantina, Incrocio Manzoni 1.50 – sostenute da pali di castagno. In tutti e tre gli appezzamenti Augusto non impiega cemento o plastica, lega i tralci a mano con vimini e rami leggeri, fa trattamenti a base d rame e zolfo, senza usare diserbanti e in caso di malattie particolari, impiega prodotti ammessi in agricoltura biologica. “Il lavoro è molto faticoso – raccontano Augusto, Marco e Luca – ma siamo ripagati dal pensiero che stiamo tramandando la memoria delle persone che ci hanno affidato questo patrimonio“.

Brindisi vini vigneto Baver

brindisi tra soci ARGAV e Ass.ne Culturale Borgo Baver con i vini del vigneto di Baver

In alto i calici. Come accennavo prima, a fine visita abbiamo brindato con i vini del vigneto coltivato da Augusto – tre vini a bacca rossa, Recantina, Turchetta e Merlot ed uno a bacca bianca, Verdiso fatto rifermentare in bottiglia con il metodo surly – e da lui prodotti con l’aiuto dall’amico enologo Remigio Possamai. Tutti vini dai sentori sinceri, che mi viene facile associare ai vini genuini descritti negli anni ’70 del secolo scorso da Mario Soldati nel suo libro di viaggi attraverso l’Italia “Vino al Vino”.

Chi fosse interessato a visitare il vigneto, insieme alla chiesa di S. Biagio, puo scrivere all’indirizzo email info@baver.it

Passione e attenzione alla qualità, il segreto (svelato) del successo della storica Latteria Perenzin a Bagnolo di San Pietro di Feletto (TV)

Soci Argav+Perenzin

18 aprile 2015, I soci ARGAV in visita alla Latteria Perenzin, in primo piano Emanuela Perenzin

(di Marina Meneguzzi) Il formaggio in frigo ha fatto la muffa? Contrariamente a quanto potreste pensare, è un buon segno, significa che nel produrlo non sono stati usati conservanti e che, se indicata nell’etichetta di confezionamento la parola “edibile“, potete mangiarvi anche la buccia! Parola di Emanuela Perenzin, titolare insieme al marito Carlo Piccoli dell’omonima storica Latteria a Bagnolo di San Pietro di Feletto (TV), meta della visita dei soci ARGAV lo scorso 18 aprile.

scaffalutura formaggi bio foto Beatrice Tesserin

Scaffalatura formaggio capra bio (foto Beatrice Tessarin)

Innanzitutto, qualche dato: casari da 4 generazioni, Prenzin Latteria ha registrato nel 2014 3milioni di fatturato (+ 13% rispetto al 2013), lavorando 2 milioni di litri di latte proveniente da stalle di Belluno, Brunico, Susegana (il latte di bufala dell’azienda agricola Borgoluce, che i soci ARGAV in passato hanno visitato) e da un’unica stalla di Conegliano (la società agricola biodinamica San Michele Tre Marie). Pionieri nella riscoperta dei formaggi a base di latte di capra, Perenzin Latteria è leader in Italia nella produzione di formaggi caprini da latte biologico.

Museo Perenzin 1Percorsi Enogastronomici di Ricerca. La visita è stata un’esperienza sensoriale davvero coinvolgente, ripetibile da tutti, possibilmente su prenotazione (tel. 0438-21355),  che ha consentito di visitare il caseificio – percorso museale con i cimeli e le glorie di famiglia compreso -, i magazzini e di gustare una selezione di prodotti. La visita è iniziata dal nuovo PER, (Percorsi Enogastronomici di Ricerca), innovativa formula di accoglienza che associa alla vendita di oltre 30 tipologie tra formaggi di vacca, capra, bufala e bio, anche salumi, vini, birre artigianali e una selezione di specialità gastronomiche italiane di qualità.

degustazioneIl formaggio è una creatura che respira, vive e matura giorno dopo giorno. Associata alla vendita, c’è l’attività di ristorazione nel Cheese bar Osteria del Casaro dove è possibile deliziarsi con menù a tema nonché fare interessanti degustazioni guidate, condotte con grazia e maestria anche dalla stessa Emanuela Perenzin (costo 10 euro a persona per gruppi di 5/6 persone con assaggio di circa una decina di formaggi). In occasione della nostra visita, abbiamo assaggiato nove formaggi partendo, in un crescendo di sapori, dalla caciotta senza sale, che odora di burro e di panna, per passare alla specialità della casa, il piccolo fiore di bufala – davvero magnifica la sua scioglievolezza in bocca! – , e ad una serie di formaggi “ubriachi” e affinati al vino, dal bufala ubriacato al Glera (vitigno del Prosecco), dolce e piccante con un retrogusto finale di bufala e “di  cantina”, medaglia d’oro all’ultima edizione del World Cheese Awards di Londra, al capra al Traminer, al Millefoglie ubriaco al Marzemino. Ed ancora, abbiamo assaggiato il formaggio Montagna, dagli aromi di erbe e fiori di prato dei pascoli altoatesini, il formaggio di capra affinato al pepe, il formaggio San Pietro in cera d’api, dai sentori mielati con retrogusto vanigliato e fiorito, ed infine il Castel, libera interpretazione dei Perenzin di come poteva essere un formaggio nel Medievo, fatto con latte crudo non pastorizzato, ricco di grasso e proteine, e lasciato inacidire per un giorno in ambiente igienicamente controllato, morbido nel sottocrosta e sempre più consistente a mano a mano che ci si avvicina al cuore del formaggio.

Soci Argav + Carlo Piccoli

I soci Argav in visita alla Latteria Perenzin, in primo piano a destra Carlo Piccoli, direttore Accademia Int.le dell’Arte Casearia

Con i corsi dell’Accademia dell’Arte Casearia, si dà “forma” ai propri desideri professionali. Tra le attività intraprese da Emanuela Perenzin e, soprattutto, da Carlo Piccoli, c’è la nascita dell’Accademia Internazionale dell’Arte Casearia,  sorta dalla collaborazione con l’Associazione Famiglie rurali Sinistra Piave. L’Accademia è l’unica presente in Italia, dopo quella di Thiene (Vi) istituita nel 1927 ma chiusa anni orsono, ed è ospitata negli spazi dello stabilimento della Latteria. A dirigere l’Accademia è Carlo Piccoli, maestro assaggiatore Onaf dal 1995 e casaro “sperimentatore”, grazie al suo lavoro ventennale in produzione e in negozio, che gli ha permesso negli anni di avere un dialogo diretto con i clienti. “In un momento in cui la crisi si fa sentire in ogni settore – ha affermato Piccoli –, è importante recuperare mestieri della tradizione delle nostre zone. Purtroppo manca la conoscenza pratica di tali lavori. Per questo abbiamo pensato di istituire l’Accademia, che si basa sulla quotidianità e sulle reali dinamiche di un caseificio e dove oltre all’insegnamento sulle varie fasi di trasformazione del latte, ci prefiggiamo di trasmettere una passione, attraverso dei corsi pensati per chi vuole mettere velocemente a frutto ciò che apprende. Le lezioni sono mirate, tecniche, e inserite nel contesto reale lavorativo, viene dato spazio anche all’aspetto del marketing, al fine di insegnare a gestire in autonomia una piccola azienda”. I corsi durano una settimana e si svolgono pressoché ogni mese, al termine delle lezioni viene rilasciato un attestato, principali destinatari sono aziende agricole, malghe con piccoli allevamenti, giovani imprenditori agricoli, addetti al settore caseario e gastronomico e tutti coloro che sono interessati ad imparare un vecchio mestiere artigianale, che si sta sempre più industrializzando (info date e costi attività didattiche, tel. 0438 21355 oppure mail a accademia.artecasearia@gmail.com).

29 maggio 2015, ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) l’incontro ARGAV-Wigwam. Vino, musica e problemi legati all’agricoltura, di montagna e non, gli argomenti della serata.

Piatti Rifugio Alpe MadreVenerdì 29 maggio, alle ore 19, si tiene il consueto appuntamento di fine mese al Circolo di Campagna Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (PD).

Avremo ospiti Liliana Carraro, responsabile comunicazione “Antonio Carraro” Trattori e Macchine agricole, che ci parlerà di nuove normative comunitarie penalizzanti l’Italia, Massimiliano Masini, direttivo F.I.S. (Fondazione Italiana Sommelier) Veneto, che illustrerà obbiettivi e metodologie dell’associazione, Dario Ferroni, gestore del Rifugio Alpe Madre Monte Grappa Solagna, che illustrerà realtà e problemi di un giovane imprenditore di montagna. Dulcis in fundo, la cantautrice Erica Boschiero presenterà il suo nuovo Cd “Caravanbolero”.

 

27 maggio 2015, i soci ARGAV visitano due aziende produttrici di kiwi e asparagi a cavallo tra Padova e Rovigo

Asparagi PolesineCofrutaMercoledì 27 maggio 2015 i soci ARGAV saranno in Polesine e nel Padovano per la visita a due aziende ortofrutticole, l’O.P. CO.FRU.TA (Consorzio Frutticoltori del Tartaro) di Giacciano con Baruchella (RO, con visita a un’azienda agricola specializzata nella coltivazione del Kiwi e la visita all’azienda agricola “Il Bio di Vasco” di Vasco Franceschi a Castelbado (PD), che in questo periodo produce principalmente asparagi.

15 maggio 2015, i soci ARGAV visitano i Vivai Cooperativi Rauscedo (Pn)

Vivai RauscedoOltre 60 milioni di barbatelle di vite innestate esportate in 28 Paesi ogni anno: basterebbe questo dato per capire l’importanza dei Vivai Cooperativi Rauscedo, azienda pordenonese ( 250 soci, più di 1.100 ettari coltivati) che opera dagli anni Venti del secolo scorso nel settore vivaistico viticolo. Ma i soci ARGAV avranno modo di conoscerne anche altre importanti peculiarità, come le attività sperimentali in fatto di selezione clonale, creazione di varietà resistenti alle malattie e nuovi portinnesti, nella visita in programma nel pomeriggio di venerdì 15 maggio 2015.

11 maggio 2015, il direttivo ARGAV si riunisce nella sede di Unicarve a Legnaro (Pd)

lets-write-something-writing-4545938-1024-768Il prossimo direttivo ARGAV si terrà lunedì 11 maggio alle ore 18,00, ospite di Unicarve, l’associazione di produttori di carne bovine, a Legnaro (Pd).  Questo l’ordine del giorno: approvazione verbale precedente; comunicazioni del Presidente; comunicazione della Segretaria; domande iscrizione nuovi soci; approvazione bilancio consuntivo 2014; approvazione bilancio preventivo 2015; programmazione prossime attività; varie ed eventuali.

Il socio ARGAV Edoardo Comiotto alla direzione del bimestrale “Gli Agricoltori Veneti” di Confagricoltura Veneto

Edoardo ComiottoLa crisi economica ha toccato in modo profondo anche il settore dell’editoria, per cui salutiamo con gioia la nascita di una nuova testata regionale. Si tratta del bimestrale “Gli agricoltori Veneti”, edito da “Confagricoltura rete per l’agricoltura veneta“, sarà distribuito in 15 mila copie in formato cartaceo e in 5 mila copie in formato digitale.

Direttore responsabile è il giornalista bellunese Edoardo Comiotto, socio Argav, responsabile ufficio stampa di Confagricoltura Veneto. Direttore editoriale Luigi Bassani. Il bimestrale, composto di ventiquattro pagine a colori, è stampato presso la storica Tipografia Piave di Belluno ed è inviato alle aziende agricole di Confagricoltura del Veneto, ad Enti e Istituzioni. Per il Presidente di Confagricoltura Veneto, Lorenzo Nicoli, il nuovo bimestrale: “Rappresenta la concretizzazione di un progetto condiviso dai Presidenti provinciali di ottimizzare le risorse e la circolarità delle nostre idee con una distribuzione a tutti gli agricoltori soci del Veneto e permette nel contempo di far sentire forte la voce di Confagricoltura negli ambiti istituzionali e agli interlocutori del mondo politico, economico, sindacale e sociale”.

Il direttivo e i soci ARGAV si congratulano con il socio Edoardo Comiotto per l’incarico ricevuto, augurandogli buon lavoro!

Fonte: Confagricoltura Veneto

24 aprile 2015, a carattere “internazionale” l’incontro ARGAV-Wigwam (con finale veronese)

lets-write-something-writing-4545938-1024-768Venerdì 24 aprile 2015 alle ore 19 si terrà al circolo di campagna Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (PD) il consueto incontro mensile di aggiornamento professionale. Nell’occasione, avremo ospite una delegazione della Slovacchia nell’ambito di un progetto di interscambio con l’Italia. Saranno inoltre presenti Federico Giotto, enotecnico di fama internazionale, fondatore della “Giotto Earth Listener”  e Antonio Tomezzoli, risicoltore veronese.