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19 giugno 2020, biodiversità agraria e forestale “locale” a rischio, webinar Argav-Unaga in collaborazione con Veneto Agricoltura

Cos’è la biodiversità? Tanti ne parlano, spesso riferendosi solo alla biodiversità dell’Amazzonia o di altri luoghi esotici, ma in realtà è a rischio anche quella di casa nostra, a partire dalla biodiversità agraria e forestale. Il tema è al centro del prossimo videoincontro “Salvaguardia della biodiversità agraria e forestale: cuore pulsante delle strategie ambientali locali, nazionali e dell’Ue” organizzato venerdì 19 giugno a partire dalle ore 18:00 sino alle 19:30 da Argav e Unaga (Associazione Nazionale della Stampa Agroambientale), con la fondamentale collaborazione di Veneto Agricoltura.

A moderare gli interventi Mimmo Vita, giornalista e presidente del CTS di UNARGA. A dar vita al seminario web saranno: Giustino Mezzalira, direttore della Sezione Ricerca e Gestioni Agro-Forestali di Veneto Agricoltura, che parlerà de “La biodiversità in poche parole“; Lorenzo Furlan, dirigente del Settore Ricerca Agraria di Veneto Agricoltura, esperto internazionale di difesa integrata, che parlerà di “Api e biodiversità agraria“; Antonio Brunori, segretario generale del PEFC Italia, direttore responsabile della rivista online Ecodelleforeste.it, che parlerà de “La biodiversità forestale“.

Per partecipare al webinar vi sono possibilità: cliccare sul link https://us02web.zoom.us/j/85132432646 scaricando così l’app (in automatico) di Zoom su pc o su cellulare e accedendo alla stanza virtuale del webinar; entrare nel sito www.zoom.us, accedere alla sezione “Join a Meeting” (a destra nel menù principale) e inserire la user ID 851 3243 2646.

Settimana della biodiversità, le iniziative “agili” di Veneto Agricoltura

È questa la settimana della biodiversità e delle api, che sarà celebrata in tutto il mondo con tantissimi eventi, ovviamente tutti proposti in modalità smart a causa delle restrizioni per Covid-19. Anche Veneto Agricoltura ha dovuto adeguarsi alla situazione che si è venuta a creare predisponendo per l’occasione un carnet di approfondimenti a tema, alcuni dei quali già presenti sui Social (YouTube, Facebook, Twitter), mentre altri saranno postati con cadenza quotidiana da oggi fino a sabato 23 maggio.

20 e 22 maggio, le date clou di questa “lunga” settimana dell’anno dedicata alla Natura: mercoledì 20 maggio in Italia si celebra la Giornata nazionale della Biodiversità di interesse agricolo e alimentare; lo stesso giorno ricorre anche la Giornata mondiale delle api, proclamata dalle Nazioni Unite a partire dal 2017; infine venerdì 22 maggio si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale della Biodiversità animale e vegetale. Il ventaglio di argomenti che fanno capo alla “Biodiversità” è ampio e coinvolgente: dal mondo delle api ai boschi biodiversi; dalle razze ovine e bovine a quelle avicole del Veneto a rischio di estinzione o di erosione genetica; dalle varietà antiche di frutta e cereali alle fioriture dei Giardini Botanici gestiti da Veneto Agricoltura.

Approfondimenti/1. Per l’occasione, sul canale YouTube dell’Agenzia (https://www.youtube.com/user/VenetoAgricolturaTv), accanto alla playlist contenente tutte le 95 puntate a tema realizzate nell’ultimo anno e mezzo da Radio Veneto Agricoltura, sono stati creati degli altri interessanti contenitori dedicati all’ambiente e alla natura che ci circonda, che tanto impreziosisce la nostra Regione. Così, nella playlist “Giornate della Biodiversità” sono già disponibili degli interessanti approfondimenti sul mondo delle api (intervista all’esperto di fama internazionale Paolo Fontana, della Fondazione “E. Mach” di San Michele all’Adige, nonché assiduo frequentatore in qualità di esperto della trasmissione Geo su Rai Tre) e sul progetto regionale “Bionet”, incentrato sulla conservazione della biodiversità agraria (con intervista a Michele Giannini di Veneto Agricoltura). Da oggi, nella stessa playlist, sarà disponibile il video “Il bosco biodinamico”, con intervista all’esperto faunista Michele Bottazzo di Veneto Agricoltura.

Approfondimenti/2. Seguiranno nel corso della settimana altri interessanti approfondimenti, a partire da una puntata speciale di Radio Veneto Agricoltura, programmata per il 20 maggio (ore 11:00 sui Social e sul sito web di Veneto Agricoltura), interamente dedicata alle Giornate 2020 della Biodiversità. Collegata a questi importanti temi è pure la playlist “Giardini botanici di Veneto Agricoltura”, con brevi video “quasi in diretta” sulle fioriture in Cansiglio e sui Colli Euganei. Di rimbalzo, questi stessi argomenti troveranno ampio spazio di approfondimento, arricchiti da un prezioso corredo di foto (straordinario quello in arrivo dal biotopo Bonello di Veneto Agricoltura sul Delta del Po), nella homepage del sito internet di Veneto Agricoltura, nonché sui profili Facebook e Twitter dell’Agenzia.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Razze avicole autoctone venete, nati oltre 200 pulcini di anatra Germanata veneta e Mignon a Ceregnano (RO)

Oltre 200 pulcini di anatra Germanata veneta e Mignon sono nati sotto l’occhio vigile della telecamera – i tempi cambiano – presso l’azienda pilota e dimostrativa “Sasse Rami” di Veneto Agricoltura a Ceregnano (RO).

Un breve video sull’avvenimento é a disposizione sui profili Social Facebook, Twitter e YouTube dell’Agenzia, https://youtu.be/nVSogqOQqNY: dalla prima fase di schiusa, dove gli anatroccoli forano il guscio dell’uovo per muovere i primi passi ancora tutti bagnati; alle ore successive dove i pulcini appaiono già belli asciutti accolti in apposite cassette: sono di color marrone i pulcini di razza Germanata veneta, gialli quelli di razza Mignon; fino al loro trasferimento dall’incubatoio al caldo pollaio dove cresceranno. Le diverse fasi dell’evento, raccolte appunto in un breve video, testimoniano l’importanza dell’attività di conservazione delle razze autoctone venete, e quindi della biodiversità animale, a tutela del patrimonio avicolo, culturale e storico svolta nell’azienda dell’agenzia regionale.

In dettaglio. A Ceregnano vengono allevate e quindi conservate cinque diverse specie avicole suddivise in ben 15 razze autoctone: Pollo (Robusta Lionata, Robusta Maculata, Ermellinata di Rovigo, Pepoi, Polverara Bianca, Polverara Nera, Padovana, Camosciata, Padovana Dorata, Padovana Argentata); Anatra (Germanata veneta e Mignon); Faraona (Camosciata); Oca (Padovana); Tacchino (Comune Bronzato, Ermellinato di Rovigo). Per ogni razza avicola l’azienda “Sasse Rami” dispone di un gruppo di riproduttori composto da 60 capi. Per informazioni sull’attività di conservazione delle razze autoctone venete scrivere a: sasserami@venetoagricoltura.org, il personale di Veneto Agricoltura contatterà gli interessati.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Agricoltura di montagna, con la cooperativa, ci guadagna

3 giugno, 2017, Grum di Villabruna (BL) I soci Argav nel mulino a pietra risalente al ‘500 gestito dalla cooperativa La Fiorita di Cesiomaggiore (BL)

(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav) L’agricoltura di montagna, con la cooperativa, ci guadagna, e non solo economicamente, ma soprattutto dal punto di vista della conservazione della biodiversità.

da sx Eugenio Garlet e Stefano Sanson, rispettivamente presidente e consulente tecnico La Fiorita, nel mulino a pietra presentano la farina di mais Sponcio

Dare una seconda vita a cereali dimenticati. A dimostrarlo in concreto ai soci Argav, in viaggio sabato 3 giugno scorso in Val Belluna per la visita alla cooperativa agricola La Fiorita di Cesiomaggiore (BL), i campi coltivati a mais Sponcio, orzo Bellunese-Agordino e farro Spelta, cereali che gli abitanti della valle montana non erano più abituati a vedere crescere nei loro appezzamenti, in seguito all’abbandono del lavoro agricolo a favore di quello nelle industrie, soprattutto dell’occhialeria. A riportare la coltivazione delle antiche varietà, è stato un lavoro di ricerca e di sperimentazione effettuato in sinergia tra la cooperativa agricola e l’Istituto Agrario Antonio Della Lucia di Vellai di Feltre, che è anche azienda agraria, quest’ultima diretta dall’insegnante Stefano Sanson, consulente tecnico de La Fiorita, nostro cicerone durante il viaggio studio insieme ad Eugenio Garlet, presidente della cooperativa.

esemplari di montoni di pecora di Lamon allevati nell’azienda agraria dell’Istituto Antonio Della Lucia di Vellai di Feltre (BL)

Biodiversità coltivata e allevata. “L’azienda dell’istituto scolastico, nella sua primaria funzione di laboratorio didattico a servizio della classi, si caratterizza da sempre per l’impegno e l’attenzione alla tutela e conservazione ambientale, tanto che oggi è uno dei centri di riferimento regionale di conservazione dell’agro-biodiversità“, ha raccontato Sanson mostrandoci degli esempi di biodiversità allevata e coltivata: razze venete di anatre e polli (tra quest’ultimi, le specie Robusta Lionata, Robusta Maculata e l’Ermellinata di Rovigo), la pecora di Lamon, la vite Bianchetta trevigiana, oltre ai campi di farro Spelta e orzo Bellunese-Agordino. Sempre nell’ambito della valorizzazione dell’agro-biodiversità, Sanson ci ha parlato di due iniziative che vedono coinvolti l’istituto scolastico e la cooperativa, oltre ad altri partner, il progetto CL.A.I.M. (Cluster on Agrobiodiversity, Innovation and Malt)- Cereali e Malto per lo sviluppo integrato del territorio (PSR 2014-2020 Veneto, misura 16.1.1.), attualmente nella prima fase di studio, che, a partire dai cereali minori quali orzo, farro, mais, segale, grano saraceno, insieme ad altri prodotti agroalimentari locali (ortofrutta, officinali, lattiero caseari, ecc.), si propone di sviluppare prodotti alimentari innovativi ad elevata funzione salutistica, etica e ad alto valore aggiunto ed il progetto S.I.T.I.A.B.B. (Sistemi innovativi di trasferimento dell’innovazione per l’agricoltura biologica bellunese, PSR 2014-2020 Veneto misura 16.1.1.), che punta allo sviluppo di un distretto del biologico per la provincia di Belluno attraverso la costituzione di un centro servizi per l’agricoltura biologica centrato sull’istituto agrario, una rete di imprese per l’agricoltura biologica con le relative ed associazioni rappresentative, un collegamento fra gli enti che operano nel campo della ricerca e sperimentazione e sistema formativo per l’agricoltura biologica, di enti locali e territoriali che hanno interessi nella tutela ambientale del territorio. Una curiosità: tra lezioni in campo ed in pollaio, l’isituto scolastico tiene anche corsi di muri in pietra a secco.

solo verdura e frutta di stagione nel punto vendita della coop. La Fiorita. In questo caso, si vedono fragole e le prelibate patate cornete, ottime cotte al forno.

Il gusto tricolore della val Belluna. La cooperativa agricola, che quest’anno festeggia i 40 anni di attività, produce, trasforma – attraverso laboratori artigianali del luogo e un antico mulino a pietra gestito direttamente – nonché distribuisce specialità agroalimentari e tradizionali della valle. Annovera 320 soci, quasi tutti piccoli e piccolissimi produttori, contadini ma anche pensionati, operai, figli e nipoti di agricoltori, che conferiscono parte delle loro produzioni ortofrutticole coltivate in un territorio spesso appartenente ad area protetta (Parco nazionale Dolomiti Bellunesi), e che da sempre ha adottato tecniche colturali a basso impatto ambientale anche per le colture e gli allevamenti storicamente praticati. I prodotti della cooperativa – frutta e verdura di stagione, fagioli Gialet, i fagioli di Lamon, l’orzo, la farina, le gallette e i biscotti di mais Sponcio, la birra Dolomiti, nonché tanti altri prodotti delle aziende agricole del territorio che lavorano con loro – si possono trovare nel punto vendita all’interno del Bicigrill di Busche (via Nazionale 48), in cui trova spazio anche quello della cooperativa Valcarne. A pochi metri, c’è anche il punto vendita della cooperativa Lattebusche. Il Bicigrill è nato come punto di ristoro e appoggio per i cicloturisti e si trova lungo la via Claudia Augusta Altinate, antica strada romana risalente al I secolo d.C., che collegava la Pianura Padana alla Baviera, attraversando le Alpi ed il Danubio. Al momento, l’ingresso del Bicigrill è un po’ penalizzato dai lavori in corso per l’ampliamento della struttura. “Confidiamo in una veloce ristrutturazione, vorremmo quanto prima caratterizzare questo spazio come un’agorà del gusto tricolore della val Belluna, in cui si possono assaggiare i prodotti caseari di Lattebusche (bianco), le carni di Valcarne (rosso) ed i nostri prodotti ortofrutticoli (verde)”, ha spiegato Garlet.

La socia della cooperativa La Fiorita mentre prepara la polenta di mais Sponcio.

Dal campo alla tavola. La perfetta conclusione del viaggio studio è avvenuta a tavola, a Grum di Villabruna (Feltre), dove si trova il mulino a pietra, dalle mure cinquecentesce, gestito dalla cooperativa per la molitura dei cereali, ed in cui alcuni soci de La Fiorita hanno preparto un eccellente pranzo a base di polenta di mais Sponcio, formaggio Schiz, cavolo cappuccio, birra Dolomiti, ciliegie, biscotti di mais Sponcio e caffè d’orzo, un menù che potete assaggiare anche alla festa della patata di Cesiomaggiore De.Co, prodotta dalla cooperativa, che si tiene nel quarto fine settimana di agosto.

Approvata la legge di tutela della biodiversità

biodiversità argavIeri, giovedì 19 novembre 2015, è stato approvato in via definitiva dalla Camera dei Deputati il provvedimento sulla tutela della biodiversità.

Traguardo raggiunto nell’anno di Expo. “L’approvazione all’unanimità della legge – ha dichiarato il Ministro dell’Agricoltura Martina – conferma l’importanza cruciale dell’agricoltura per un Paese come il nostro, che vanta un patrimonio unico per biodiversità che dobbiamo salvaguardare e promuovere in tutta la sua specificità. La norma sottolinea il ruolo primario e insostituibile dei nostri agricoltori nel presidiare e conservare il territorio. Una funzione che trova nella bellezza dei nostri paesaggi, plasmati negli anni dall’attività agricola, una testimonianza concreta e immediata con ricadute positive anche sul turismo. Quello di oggi è un altro traguardo importante raggiunto nell’anno di Expo”.

Agricoltore, custode della biodiversità. “Con questa legge dotiamo il settore di strumenti efficaci e concreti – ha commentato il Vice Ministro Andrea Olivero – non solo per la tutela della biodiversità, ma per la valorizzazione della ricchezza agricola dell’Italia, riconoscendo all’agricoltore il ruolo di ‘Custode’ di questo inestimabile patrimonio”.

Cosa prevede la legge. Istituzione di un Sistema nazionale della biodiversità agraria e alimentare che prevede 4 strumenti operativi: 1. Anagrafe della biodiversità, dove saranno indicate le risorse genetiche a rischio di estinzione; 2. Comitato permanente, che garantirà il coordinamento delle azioni tra i diversi livelli di governo; 3. Rete nazionale, che si occuperà di preservare le risorse genetiche locali; 4. Portale nazionale, composto da un sistema di banche dati contenenti le risorse genetiche presenti su tutto il territorio italiano. Avvio di un Piano nazionale sulla biodiversità di interesse agricolo; istituzione di un Fondo di tutela per sostenere le azioni degli agricoltori e degli allevatori; all’interno del piano triennale di attività del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria – CREA interventi per la ricerca sulla biodiversità agraria e alimentare, sulle tecniche necessarie per favorirla, tutelarla e svilupparla.

Fonte: Servizio Stampa Ministero delle politiche agricole alimentari forestali

14 febbraio 2015, a Borgoricco (Pd) si tiene una giornata di scambio sementi per la salvaguardia della biodiversità rurale

seed-saverIl Comune di Borgoricco (PD), Museo della Centuriazione Romana-Assessorato alla Cultura,  in collaborazione con Civiltà Contadina per la salvaguardia della biodiversità rurale, organizza  sabato 14 febbraio 2015, dalle ore 9,00 alle 12.00 e dalle 13.30 fino al tramonto, presso il Centro Civico di Borgoricco, la “Giornata di scambio sementi“.

Incontro regionale dei “seed savers“, scambio di sementi, consulenza di esperti. Ingresso libero.  L’Associazione Civiltà Contadina, associazione senza scopo di lucro di seed savers (salvatori di semi), appassionati contadini e coltivatori urbani, dal 1996 salva e condivide i semi delle vecchie ed antiche varietà, italiane ed estere, di ortaggi, cereali e alberi da frutto, formando così un patrimonio genetico che potrà essere tramandato alle future generazioni. Eccezionalmente durante tale giornata, oltre al consueto scambio delle sementi tra i soci, viene data la possibilità anche ai cittadini di Borgoricco e agli studenti delle scuole del territorio che fossero interessati, di ricevere in dono alcune antiche sementi, utili consigli e informazioni sulle colture. Nell’occasione vi è anche la possibilità di effettuare visite guidate alla mostra temporanea “Ottaviano Augusto. Un’altra storia” e al Museo della Centuriazione Romana di Borgoricco. Una buona occasione per scoprire quali sono le sementi degli antichi romani che, dopo 2000 anni di storia, sono arrivate fino a noi! Ingresso Museo: intero € 2,00 – ridotto € 1,00 ragazzi dai 7 ai 14 anni e adulti sopra i 65 anni – gratuito per i bambini sotto i 6 anni, disabili e accompagnatori. Ingresso mostra “Augusto”: € 7,00 intero, € 5,00 ridotto.

La Biodiversità dei nostri campi appartiene a tutti. Condividiamola e manteniamola, per il rispetto del passato e per la costruzione di un futuro vivibile per noi e per le prossime generazioni. Una volta erano gli stessi contadini a selezionare i semi creando nel tempo varietà adatte a venti, temperature, piogge e altre caratteristiche della zona, semi che erano parte della cultura del posto, legati alla gastronomia, agli usi e alle abitudini popolari. Purtroppo queste sementi tramandata per generazioni sono state successivamente abbandonate perché sostituite da quelle agroindustriali, i cui criteri di selezione non sono più il sapore, la rusticità, la capacità di adattamento a sistemi di agricoltura naturale, le tonalità di colore vivo. All’agricoltura industriale importa solo raggiungere un’alta produzione a costo anche di utilizzare grandi quantità di prodotti chimici per la fertilizzazione e la difesa degli insetti in regime di monocultura. Questa pratica estremamente inquinante e che produce cibi insani, ha minato l’autosufficienza dell’agricoltore, che si vede obbligato a ricomprare ogni anno le sementi perché spesso sono ibride e non riseminabili oppure coperte da brevetti.

Una conseguenza diretta è l’uniformità dei prodotti alimentari: si è ridotto considerevolmente il numero di specie e di varietà coltivate. Potremmo contare sulle dita della mano le tipologie di pomodoro, di peperone, di cicoria, di fagiolo, ecc. che troviamo sul mercato. Anche la salute ne risente perché la dieta diventa meno varia ed equilibrata. Ma noi possiamo cambiare questo processo: come consumatori, chiedendo cibi locali e di stagione; come agricoltori, professionisti e non, seminando varietà locali nei nostri campi, orti e persino nei vasi sui balconi e conservandone la semente per poi scambiarcela come in passato. Mantenendo semi antichi non solo conserviamo l’agrobiodiversità, ma permettiamo anche il proseguimento e l’evoluzione dei saperi tramandati e favoriamo anche la nostra salute e quella delle generazioni future. Per info: 049 9336321 – 049 9337930 – museo@comune.borgoricco.pd.it

Fonte: Circolo di Campagna Wigwam Il Presidio sotto il Portico

 

 

Radicchio di Chioggia Igp, patrimonio agricolo che gli ortolani si tramandano di generazione in generazione

Foto 1-Prodotti di qualità

Giuseppe Boscolo Palo, presidente Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia, con alle spalle uno dei pannelli dello stand Consorzi di tutela Veneto.

Il Radicchio di Chioggia Igp è tornato anche quest’anno al Macfrut di Cesena, inaugurata mercoledì 24 dal ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, a conferma che la kermesse cesenate è un importante punto di riferimento a livello nazionale e internazionale del settore ortofrutticolo.

Prodotti di qualità in ambienti di qualità. In questi tre giorni il Consorzio di Tutela Radicchio di Chioggia si è presentato, assieme ai Consorzi degli altri radicchi veneti e a quelli di alcuni dei più prestigiosi prodotti della agricoltura regionale col marchio europeo di origine protetta, in uno stand altamente innovativo caratterizzato dallo slogan “Prodotti di qualità in ambienti di qualità”, che ha segnato l’avvio di una nuova strategia di comunicazione che vedrà i Consorzi di tutela puntare sulla biodiversità ambientale come valore per l’agroalimentare e come risposta ad un consumatore più consapevole e motivato, ma soprattutto come caratterizzazione produttiva delle aziende per tutelare le proprie produzioni e la competitività dei loro territori.

Radicchio di Chioggia Igp, biodiversità ambientale e agraria. «Il Veneto rappresenta un’area estremamente favorevole per la biodiversità – ha dichiarato Giuseppe Boscolo Palo, presidente Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia -. E tra questo mare e questi fiumi c’è anche il territorio di produzione del nostro Radicchio certificato Igp, un contesto dove alla biodiversità ambientale si affianca una specifica biodiversità agraria, caratterizzata dalla autoproduzione aziendale del seme, patrimonio che si tramanda ciascuna famiglia di ortolani». Per illustrare questo concetto è stato realizzato il video “Amici della biodiversità”, un cartoon che, con intenti informativi, educativi e didattici, spiega in modo semplice e divertente la “biodiversità coltivata”. Presentato ufficialmente giovedì durante il talkshow “Coltivare la biodiversità: un valore tutto da scoprire. Confronto di esperienze dalla produzione alla distribuzione”, il video è stato trasmesso senza soluzione di continuità nello stand Veneto. «E lo porteremo in tutte le scuole del territorio dell’Igp Radicchio di Chioggia, che con i loro alunni e studenti vorranno approfondire l’argomento per parlarne poi anche in famiglia».

Fonte: Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia Igp

Paolo Fontana il nuovo presidente di World Biodiversity Association, Caoduro presidente onorario

Paolo Fontana

Paolo Fontana

Tre le prime aziende “Biodiversity friend”, amiche della biodiversità, vi sono quelle orticole venete. Il numero per ora è limitato, ma è significativo di sensibilità e di comportamenti virtuosi che si stanno facendo strada. La WBA, World Biodiversity Association, sta seguendo con grande attenzione quanto si muove nel mondo ortofrutticolo, dove il recupero del rapporto con l’ambiente da parte dei coltivatori è un dato sempre più evidente,  e che si manifesta nell’impegno a mantenere salubre la terra e a produrre cibi sostenibili.

Tra gli obiettivi del prossimo mandato, maggior internazionalizzazione dell’associazione e coinvolgimento delle imprese. E’ una strategia ed è un impegno che ha sottolineato il nuovo presidente della WBA Paolo Fontana, ricercatore alla Fondazione Edmund Mach, subentrato da poco a Gianfranco Caoduro, forestale e biospeleologo, che è stato acclamato presidente onorario. “Si apre una stagione – commenta il nuovo presidente – che ha per obiettivi una maggiore internazionalizzazione dell’associazione, perché questa sia una realtà effettivamente “world”, un’apertura alle nuove generazioni, che dimostrano di avere a cuore la salute della terra, e un attivo coinvolgimento del mondo delle imprese, in primo luogo quelle agricole”. Si guarda, in altri termini, a un imprenditore agricolo responsabile, che sia impegnato sicuramente al dato produttivo per ottenere un reddito adeguato, ma che, nello stesso tempo, sia sensibile all’arricchimento del territorio, differenziandosi in questo dall’agricoltura tradizionale dominata da finalità quantitative. Il cambio al vertice della WBA segna idealmente la conclusione di 10 anni di lavoro durante i quali sono state avviate e consolidate attività e relazioni, dando all’organizzazione identità e visibilità.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

Sabato 24 maggio 2014, i soci ARGAV in visita all’Ortodidattico di Lusia (RO)

Lattuga gentile_cappuccina_cipollotti_ rapanelli_rucolaArmati di sporta, come tutti i cittadini invitati di Rovigo e provincia, anche i soci ARGAV parteciperanno sabato 24 maggio alla presentazione ufficiale dell’Ortodidattico, che si terrà a Lusia a partire dalle ore 16 fino alle 19 presso l’azienda agricola omonima in via Provvidenza 684 (info tel. 425-667475, cell. 336-794014 email: mymag@tin.it). La sporta sarà utile per chi vorrà raccogliere liberamente fragole e verdure di stagione, dalle lattughe alle indivie, dai cipollotti ai finocchi agli zucchini, coltivati con tecniche naturali in difesa della biodiversità. Il prezzo di verdura e frutta raccolti sarà lasciato alla decisione, e al buon senso, di chi la raccoglie.

Renato Maggiolo mentre raccoglie cipollottiBiodiversità come superamento del biologico e portare il cittadino in campagna più che il contadino in città. La struttura è nata su iniziativa di due lusiani, Renato e Francesco Maggiolo, rispettivamente enogastronomo e agricoltore, desiderosi di portare, più che il contadino in città, il cittadino in campagna e di promuovere la biodiversità ambientale come superamento del biologico.  L’azienda agricola conta due ettari di terreno, impiantati e seminati con le varietà di ortaggi che crescono nel clima del Polesine, con intorno alberi e arbusti appartenenti a 40 diverse varietà, studiati per essere ognuno ricettacolo di qualche insetto utile. Vi è inoltre un percorso olfattivo composto da un centinaio di essenze aromatiche. Al di là della giornata di presentazione ufficiale, la libera raccolta delle verdure all’Ortodidattico è sempre possibile, dall’alba al tramonto di tutti i giorni, anche festivi e  chi lo desidera può aiutare nei lavori, gruppi e scuole in visita possono essere accompagnati previa telefonata.

In programma anche una dimostrazione di una zappatrice meccanica “bio”, a seguire, aperitivo a base di verdure. L’evento, realizzato in collaborazione con Argav (Giornalisti agroambientali di Veneto e Trentino Alto Adige), ha il sostegno del Consorzio per lo Sviluppo del Polesine nell’ambito delle attività realizzate attraverso il progetto di iniziativa comunitaria “APP4INNO” di cui il Consvipo è partner: “Il forte spirito d’iniziativa e il carattere innovativo che contraddistingue quest’attività ha reso l’Ortodidattico un’idea vincente e siamo lieti di poterne cogliere con questo appuntamento i primi risultati”, afferma Angelo Zanellato, presidente del Consorzio. Dopo una breve presentazione dell’azienda agricola, ci sarà la dimostrazione di un’innovativa zappatrice meccanica di fabbricazione inglese ma adattata alle esigenze della piccola orticoltura attenta alla biodiversità dalla cooperativa Comagri di Lusia. L’incontro terminerà con un aperitivo a buffet a base di verdure preparato dalla trattoria Al Ponte di Lusia.

Regione Veneto dà avvio a controllo qualità ortofrutta e biodiversità del territorio

ortofrutta“Vogliamo verificare quanto il valore dell’agricoltura e i risultati per il reddito delle imprese siano strettamente connessi alla qualità delle produzioni e quanto quest’ultima è espressione anche dell’ambiente che li produce”. Con questa parole l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato annuncia l’avvio del Progetto dal titolo “Caratterizzazione qualitativa dei principali prodotti ortofrutticoli veneti e del loro ambiente di produzione”, messo a punto con il contributo delle Organizzazioni di Produttori (che metteranno a disposizione le proprie aziende) e dei Consorzi di Tutela DOP/IGP. La Giunta regionale ha finanziato il progetto con 1,3 milioni di euro.

L’analisi procederà su due livelli: monitoraggio ambientale (acqua-aria-suolo) di trecento aziende prese a campione (sparse in tutte le province venete); monitoraggio di prodotto (dop, igp, prodotti tradizionali): i prodotti selezionati saranno circa mille. I controlli si svolgeranno da marzo a ottobre circa, in base ai periodi biologici di fioritura di ogni frutto e ortaggio.

Verifica ecosostenibilità delle filiere produttive. Le Università di Verona e Padova, attraverso analisi nutrizionali/nutraceutiche e metabolomiche, approfondiranno le caratteristiche dei prodotti ortofrutticoli e il biomonitoraggio dell’ambiente di coltivazione, con l’obiettivo di fornire risposte oggettive e concrete ai consumatori, garantendo loro che le tecniche produttive utilizzate nella filiera sono ecosostenibili e fornendo assicurazioni circa la salubrità e la qualità dei prodotti ortofrutticoli veneti, attraverso un monitoraggio ambientale e di prodotto che evidenzi eventuali anomalie.

Applicato il disciplinare “Biodiversity Friend”. I prodotti esaminati (quelli tipici, tradizionali e a marchio) verranno rapportati al territorio per confermare la correlazione tra “prodotto sano” e “ambiente sano”. Per questa visione globale del comparto agricolo si applicherà il disciplinare “Biodiversity Friend”, la prima e unica certificazione in Italia in grado di valutare la conservazione della biodiversità in agricoltura, “valore essenziale – ribadisce Manzato – al quale non è più possibile rinunciare. Mi risulta che il Ministero delle politiche agricole sia anch’esso interessato all’iniziativa, oltre ad altre Regioni, che si stanno già indirizzando verso questo nuovo tipo di approccio”.

(Fonte: Regione Veneto)