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19-22 marzo 2011: a Monselice (PD) c’è la Borsa del Turismo Rurale Veneto

Si svolgerà dal 19 al 22 marzo p.v. a Monselice (PD), storica cittadina ai piedi dei Colli Euganei, la Borsa del Turismo Rurale Veneto. Si tratta di una rilevante iniziativa ideata dall’Assessorato al Turismo del Comune di Monselice con il sostegno della Regione Veneto e la collaborazione delle principali associazioni agricole (Coldiretti, Cia, Confagricoltura) e datoriali.

Un centinaio di operatori del turismo sociale provenienti da tutta Italia (presidenti di CRAL), oltre a tour operator esteri e a un gruppo di giornalisti della stampa specializzata, saranno coinvolti in questo evento che permetterà loro di conoscere i centri minori, il mondo rurale e i prodotti del Veneto. Il 21  marzo è previsto il workshop con l’incontro tra la domanda e l’offerta del turismo veneto organizzato nella sede del  Fight Club di Monselice. Le strutture ricettive, gli operatori di incoming turistico, le terme, i ristoranti, gli agriturismi, le ville storiche, i parchi naturali e le aree protette, gli enti locali, le aziende e gli enti di promozione turistica, i produttori agroalimentari e artigianali tipici dovranno far conoscere le loro proposte legate  a una regione che molto puo’ offrire.

Prima volta in Veneto. L’assessore al turismo di Monselice Gianni Mamprin ha fortemente voluto questo evento, sostenuto da associazioni agricole, enti turistici e strutture risto-ricettive: un sistema assolutamente pratico per fare incoming turistico nelle nostre terre e nella nostra regione. La Regione Veneto e le strutture coinvolte hanno creduto all’iniziativa del turismo rurale, prima esperienza a livello regionale. Il progetto prevede il soggiorno degli operatori turistici nel territorio monselicense, un convegno, tre educational alla conoscenza delle bellezze del mondo rurale nelle varie province venete,  il workshop per la presentazione dei pacchetti turistici, la visita di alcune importanti strutture di produzione dei prodotti (cantine, frantoi, prosciuttifici, caseifici, ecc.), oltre che alla visita di alcune strutture ricettive (agriturismi, alberghi, ecc.). Il team di Cralnetwork, da anni leader nel settore del turismo sociale, collabora alla migliore riuscita dell’evento. E’ prevista inoltre la pubblicazione di un catalogo operativo utile ai committenti.

(fonte: Borsa del Turismo Rurale Veneto)

L’agricoltura veneta reclama dignità, valore, orgoglio…e lavoro

Franco Manzato, assessore Agricoltura regione Veneto, alla Fiera di Padova

“Da Padova l’agricoltura veneta reclama dignità e considerazione, forte dei valori culturali, morali ed economici dei quali e portatrice. Lo fa aprendosi a tutta la società veneta, con l’orgoglio di rappresentarne un elemento strategica e insostituibile”. Franco Manzato, Ass.reg.le all’Agricoltura, si fa portavoce di una platea variegata presente lo scorso 11 febbraio alla Fiera patavina per il Congresso finale dell’Agricoltura e dello sviluppo rurale, che sta decidendo le strategie per affrontare il prossimo decennio, che si annuncia in ogni caso difficile e denso di incognite.

Agricoltura oggetto di speculazioni e appetiti internazionali. L’agricoltura infatti non è più la campagna della periferia delle nostre città, ma un pezzo essenziale e ambìto della scacchiera economica mondiale. E come tale è investito da speculazioni e appetiti internazionali, le cui decisioni non sono prese nei campi ma in luoghi dai quali l’agricoltura e gli imprenditori agricoli sono spesso lontani, se non esclusi. “Dalla loro, l’agricoltura e gli imprenditori veneti hanno i numeri e le scelte – ha ribadito Manzato – perché sono capaci di essere al primo posto nell’export italiano di prodotti dei campi, con un valore crescente che nel terzo trimestre del 2010 è stato certificato 616 milioni di euro. E questo benchè la superifice agricola utile sia di 820.201 ha, al settimo posto tra le regioni italiane, mentre la Produzione Lorda vendibile si colloca al terzo posto dopo Lombardia ed Emilia Romagna.

Sviluppo, benessere e qualità di vita. “Questo significa che i nostri imprenditori e il nostro sistema hanno molto da dire e da pretendere – ha affermato Manzato, perché hanno reso vincente nei fatti la scelta della qualità, della varietà, della tipicità e del territorio, e pur nelle difficoltà che ancora incontra una ottimale organizzazione dell’offerta. In più l’agricoltura crea ricchezza, con un aumento dell’occupazione nel 2010 rispetto all’anno precedente che è stimata attorno all’8 per cento, senza eguali negli altri settori e anzi a fronte di 130 mila lavoratori che in Veneto conoscono la disoccupazione”. “Oltre a questo, l’agricoltura rappresenta un fulcro fondamentale, attorno al quale ruotano molti fattori e variabili dello sviluppo, del benessere e della qualità della vita dei cittadini veneti. E tutti questi fattori e variabili hanno un denominatore comune ossia l’uomo e la sua persona – ha concluso Manzato – che nell’agricoltura e nelle aree rurali trova ancora i principali riferimenti della sua identità, della sua cultura e del suo benessere complessivo”.

La protesta dei lavoratori agricoli e forestali. All’incontro hanno partecipato oltre 600 persone, ovvero tutto il mondo agricolo veneto. Partecipanti che hanno trovato ad “accoglierli” le rappresentanze dei lavoratori agricoli e forestali che manifestavano a difesa del posto di lavoro, preoccupate dai forti tagli che la Regione sembra sarà costretta ad apportare per le ristrettezze di bilancio. Manzato si è soffermato con loro, ascoltando le preoccupazioni, disponibile ad un incontro a breve di approfondimento.

Cinque mesi di lavoro e incontri. In sintesi i temi affrontati dalla Conferenza partivano dalla base di un lavoro preparatorio fatto a Veneto Agricoltura e durato cinque mesi attraverso sei incontri. Parole d’ordine? Più innovazione e competitività, gestione dei sistemi produttivi più equilibrata e sostenibile, qualità delle produzioni agricole ancora più diffusa e riconosciuta, concreta applicazione dei principi di sussidiarietà e federalismo, ulteriore semplificazione della burocrazia. Queste le priorità strategiche che la Regione Veneto intende perseguire per far crescere l’agricoltura regionale da qui al 2020, il periodo operativo della nuova PAC (2013-2020). Senza comunque tralasciare altri aspetti quali, per esempio, la lotta ai cambiamenti climatici, la gestione sostenibile delle risorse idriche, la produzione di energie rinnovabili per i quali il settore primario avrà in futuro un ruolo sempre più attivo.

Un contesto in cui le incertezze non mancano. La Conferenza agricola regionale, voluta da Manzato, ha prodotto l’”Agenda delle priorità strategiche regionali per il sistema agricolo e rurale”. Un documento snello ma al tempo stesso corposo, che contiene precise strategie, obiettivi da raggiungere, azioni da svolgere indispensabili per garantire alle imprese agricole venete un futuro il più possibile “certo” in un contesto in cui le incertezze non mancano. Le incertezze maggiori della prossima politica agricola europea riguardano le risorse che la stessa PAC avrà a disposizione nel periodo 2014/2020, in primis i finanziamenti da destinare ai pagamenti unici agli agricoltori (i cosiddetti premi PAC). La Commissione europea, a questo proposito, sta elaborando le sue proposte, ma è quasi certo che sarà ridotto notevolmente l’automatismo degli interventi comunitari, lasciando agli Stati membri, e quindi alle Regioni, grandi margini di discrezionalità. In futuro, le Regioni potrebbero così non svolgere più solo un ruolo di erogatore di spesa in ambito PAC, in quanto potrebbero essere chiamate a svolgere anche un ruolo importante nella programmazione. Una grande responsabilità, dunque, per le Regioni che dovranno così coordinare la programmazione della politica agricola con quella dello sviluppo rurale, vale a dire con i Piani di Sviluppo Rurale regionali. Quindi una visione delle attività agricole orientate non solo alla produzione di beni alimentari, ma anche allo sviluppo di quei servizi legati all’ambiente, al territorio, all’imprenditoria turistica, per fare qualche esempio, tradizionalmente svolti e mai riconosciuti e quindi retribuiti.

(fonte Veneto Agricoltura)

Nuove opportunità di reddito per la filiera agroalimentare grazie all’accordo tra Regione Veneto e Istituto Sviluppo Agroalimentare

“Creare nuove opportunità di reddito per le imprese agroalimentari è il modo per dare vigore all’economia del territorio e sostenere  un circolo virtuoso che premia chi sceglie la sicura provenienza, la trasparenza e la qualità” – Giorgio Piazza Presidente di Coldiretti Veneto saluta con queste parole l’accordo siglato nei giorni scorsi tra Regione Veneto e l’Istituto Sviluppo Agroalimentare Spa (ISA) del Ministero delle Politiche Agricole che concede mutui ipotecari ad un tasso pari al 30% del parametro di riferimento fissato dalla Commissione Europea.

In sostanza Isa valuterà tutte le domande del Programma di Sviluppo Agricolo presentate dalle cooperative e dalle agroindustrie e non finanziate dalla misura 123 che prevedeva agevolazioni in conto capitale per investimenti nel settore della trasformazione. Quelle ritenute ammissibili potranno quindi essere riconsiderate sfruttando un importante aiuto in conto interessi. Tale ipotesi vale per la metà delle aziende che non ha beneficiato dei contributi, tutte meritevoli dell’intervento dell’istituto nazionale che ha deciso di impegnarsi direttamente per il Veneto.

(fonte Coldiretti Veneto)

FriulAdria nuovo partner di Unicarve per favorire i progetti di sviluppo sostenibile

Foto accordo Unicarve-FriulAdria

L’Associazione Produttori di Carni Bovine del Triveneto ha trovato un nuovo partner in Banca Popolare FriulAdria, che si è impegnata a sostenerne i progetti di sviluppo e l’attività in generale. L’accordo di collaborazione è stato sottoscritto nei giorni scors a Padova dal presidente di Unicarve Fabiano Barbisan e dal vicedirettore generale di FriulAdria Paolo Borin che hanno voluto in questo modo rafforzare una relazione ormai consolidata tra l’Associazione e l’istituto bancario.

Unicarve rappresenta oggi il punto di riferimento nazionale e comunitario del comparto zootecnico di bovini da carne. Le oltre 870 aziende agricole zootecniche associate immettono nel mercato oltre 300 mila bovini da carne delle categorie vitellone, giovenche e vitelli a carne bianca. Unicarve partecipa attivamente, inoltre, alla formazione del prezzo d’acquisto degli stalli e di vendita dei bovini ingrassati ed è capofila per un Piano Carni Bovine Nazionale. Fin dal gennaio 2005, ha promosso la costituzione di una cooperativa definita “laboratorio commerciale” per sviluppare azioni di filiera con obiettivo primario la vera tracciabilità del prodotto, puntando ad informare il consumatore con una etichetta completa e con l’apertura di un apposito sito internet per consentire di “vedere in faccia” chi ha allevato il bovino.

Favorire le realtà impegnate in progetti di sviuppo sosenibile. Per FriulAdria la nuova partnership con Unicarve rappresenta un ulteriore passo avanti nel progetto di sviluppo della banca in territorio veneto, dove conta già un centinaio di punti vendita sui circa 220 complessivi. Dopo aver stretto proficue collaborazioni con alcune importanti organizzazioni di categoria agricole e aver acquisito la tesoreria dell’Avepa (Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura), FriulAdria ha voluto mettere a disposizione di Unicarve e degli allevatori associati il know how in ambito agroalimentare che le deriva dall’appartenenza, insieme a Cariparma e Carispezia, al Gruppo Crédit Agricole. Il sostegno agli allevatori riuniti nell’associazione Unicarve dato da FrulAdria “risponde alla logica di favorire quelle realtà concretamente impegnate in progetti di sviluppo sostenibile, intendendo con ciò una stretta e certificata relazione città-campagna, la conoscenza diretta produttore-consumatore, la garanzia di prezzi giusti e convenienti sia per i produttori sia per i consumatori, la riduzione dell’impatto ambientale, la sicurezza alimentare e, in ultima analisi un
miglioramento  della qualità nel senso più ampio”.

Un comparto in crisi. “E’ un accordo importante – ha dichiarato il Presidente Unicarve Fabiano Barbisan – che s’inserisce in un quadro di rilancio della nostra zootecnia bovina da carne che da tempo, come Associazione Produttori Carni Bovine Unicarve, stiamo perseguendo. Il credito agevolato ed il sostegno a progetti sostenibili potranno dare ulteriori speranze ad un comparto segnato da una crisi di mercato, determinata dall’invasione di carne estera, a prezzi che rispecchiano “il livello di sicurezza alimentare dei Paesi che la esportano”, dallo strapotere della GDO e dai continui aumenti del costo delle materie prime. L’accordo con Friuladria – ha concluso Barbisan – rafforza in noi la volontà di proseguire il nostro cammino di allevatori e di sviluppo delle attività associative.”

(fonte Unicarve)

PAC: nel 2009 sbilanciamento degli aiuti a favore delle grandi aziende. In futuro, da rafforzare il ruolo dell’agricoltura europea rispetto al resto del mondo

La Commissione europea ha pubblicato un Rapporto con i dati 2009 relativi ai beneficiari degli aiuti diretti della PAC. Il quadro che ne viene fuori è lapidario: il 20% degli agricoltori europei (grandi aziende) hanno ricevuto oltre 31 milioni di euro, mentre il restante 80% (piccoli agricoltori) ne ha ricevuto appena 8.

Per quanto riguarda l’Italia, l’87% degli agricoltori ha ricevuto aiuti PAC per meno di 5.000 euro e tra questi il 42% ne ha ricevuto meno di 500. Complessivamente, agli agricoltori italiani sono giunti aiuti diretti per 4.12 miliardi di euro su un totale di 39 stanziati nel 2009 dall’UE. I dati del Rapporto confermano che la nuova PAC dovrà porre rimedio a questa situazione e riequilibrare la distribuzione degli aiuti europei.

PAC verso il 2020: rafforzare il ruolo degli agricoltori europei. Dal punto di vista economico il settore agricolo europeo riveste un’importanza capitale, dato che esso impiega circa 30 milioni di persone e mantiene la crescita nelle zone rurali dell’Unione Europea. Il settore primario europeo contribuisce, inoltre, alla realizzazione della strategia “Europa 2020” per la crescita e l’occupazione, soprattutto nelle zone rurali le cui economie locali sono state preservate grazie anche alle specifiche politiche adottate dall’UE che hanno contribuito ad evitare lo spopolamento delle campagne. E’ attorno a queste tematiche che si è tenuto a Bruxelles un incontro di alto livello presenti, tra gli altri, il Presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, e i vertici delle organizzazioni agricole, i quali hanno sottolineato che, in considerazione del raddoppiamento della domanda alimentare mondiale previsto per il 2050, appare necessario rafforzare il ruolo economico degli agricoltori in quanto fornitori di prodotti alimentari e servizi per 500 milioni di consumatori.

Sì all’”inverdimento” della PAC ma senza toccare la competitività degli agricoltori. Nello specifico, i rappresentanti di Copa-Cogeca hanno ribadito la disponibilità di considerare un ulteriore “inverdimento” della PAC, come proposto dalla Commissione, ma a una condizione: le nuove misure non dovranno mettere a repentaglio la posizione competitiva degli agricoltori europei né ridurre la capacità produttiva del settore. Va ricordato, che i redditi di molti agricoltori sono scesi ai livelli del 1990 e non possono essere ulteriormente erosi, così come non può esserlo la loro posizione competitiva. Di conseguenza, le organizzazioni agricole europee si sono dette fortemente contrarie alla recente iniziativa della Commissione di liberalizzare maggiormente gli scambi con il Marocco e il Mercosur, il blocco commerciale dei paesi dell’America latina, perché questo avrà un impatto devastante sui settori agricoli dell’UE e provocherà un’intensificazione dei metodi di produzione, nonché la deforestazione in molte aree del pianeta. Per di più, le importazioni nell’UE non sono tenute a rispettare le rigorose norme comunitarie.

Rivedere le norme europee in materia di concorrenza. A fronte di sfide quali l’estrema volatilità del mercato, è necessario fare in modo che il settore agroalimentare europeo sia competitivo. È opportuno dunque consolidare la posizione degli agricoltori europei nella catena alimentare, dato che essi ricevono attualmente soltanto una frazione del prezzo dei prodotti venduti al dettaglio. Questo obiettivo potrebbe essere conseguito attraverso una revisione delle norme europee in materia di concorrenza, al fine di consentire alle organizzazioni di produttori, quali le cooperative, di crescere di dimensioni e di scala, aumentando la loro competitività e garantendo un settore agroalimentare europeo dinamico. Sono altresì indispensabili dei rapporti contrattuali più giusti.

(fonte Veneto Agricoltura Europa)

Tabacco: scelte comunitarie non più derogabili

Bovolone (VR) Tabacchicoltori a convegno

Sala gremita martedì 1 febbraio scorso a Bovolone (Vr), al convegno organizzato da Coldiretti Veneto per fare il punto sulle opportunità e prospettive della tabacchicoltura italiana. Nel cuore del distretto produttivo tabacchicolo veneto, che concentra più dell’80%, della produzione regionale si è discusso del futuro del comparto.

La riforma della politica agraria rischia di ridimensionare fortemente la coltura – ha spiegato Damiano Berzaccola Presidente di Coldiretti Verona introducendo i lavori – fortunatamente i produttori hanno retto e la superficie vocata si è mantenuta costante grazie all’impegno della filiera e ad un’importante apertura della multinazionale Philips Morris che con Coldiretti ha sottoscritto un accordo che assicura il ritiro del prodotto per un triennio”.

Il problema sta nella misura agroambientale ferma sui tavoli di Bruxelles. “Quello che manca ancora per dare fiducia al comparto è un decisivo chiarimento sul sostegno delle politiche” ha detto Gennaro Masiello, presidente dell’Organizzazione Nazionale Tabacchicoltori riferendosi alla misura agro ambientale ferma sui tavoli di Bruxelles da quasi un anno. “E’ strategico – ha continuato Masiello – chiudere quanto prima questa negoziazione per stabilizzare i prezzi su livelli remunerativi per gli agricoltori”. L’Assessore regionale all’Agricoltura, Franco Manzato ha garantito la sua attenzione per la conclusione positiva della vicenda, ma ha sottolineato che non può promettere nulla. “La Commissione Europa – ha spiegato – ha un modo di concepire i problemi molto formale, che a volte pare slegato dalle esigenze sociali e del territorio mettendo davanti una barriera di norme e regolamenti. Sulle misure agroambientali a sostegno delle aziende ancora non ci siamo, mentre dobbiamo essere consapevoli che il cosiddetto libero mercato mondiale darà una mano al comparto solo se ci sarà anche l’aiuto al reddito”. Perentorio Giorgio Piazza, Presidente di Coldiretti Veneto, che ha richiamato la necessità di chiudere in fretta perché i soldi della Pac (Politica Agricola Comunitaria) sono degli imprenditori agricoli  e non possono essere una componente del prezzo di mercato. “Bisogna uscire al più presto da questo equivoco”.

In agricoltura il 17,8% delle imprese “in rosa”

Il 17,8 per cento delle imprese rosa si trova in agricoltura, che si conferma come un settore in grado di attirare un crescente interesse del mondo femminile. E’ quanto emerge da una analisi di Donne Impresa della Coldiretti sulla base del 2° Rapporto Nazionale sull’Imprenditoria Femminile, realizzato da Unioncamere con la collaborazione del Ministero dello Sviluppo Economico e del Dipartimento per le Pari Opportunità che rileva la presenza di un totale di 1,4 milioni di aziende “in rosa” presenti in Italia nei diversi settori nel primo semestre 2010.

Perché le donne scendono in campo. La capacità di coniugare la sfida con il mercato, il rispetto dell’ambiente e la qualità della vita a contatto con la natura sembra essere una delle principali ragioni della presenza femminile nelle campagne. Un impegno che – precisa Coldiretti – è infatti particolarmente rilevante nelle attività più innovative e multifunzionali come dimostra il protagonismo delle donne nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica, negli agriturismi o nelle associazioni per la valorizzazione di prodotti tipici nazionali come il vino e l’olio. In Italia si contano circa 260.000 imprese rosa con quasi una azienda agricola su tre che è oggi condotta da una donna. La progressiva femminilizzazione dell’agricoltura italiana – conclude la Coldiretti – ha certamente dato un impulso alla forte innovazione che ha caratterizzato il settore con l’ampliamento delle attività ad esso connesse come la trasformazione dei prodotti, il benessere, le fattorie didattiche e i servizi alle persone come gli agriasilo e la pet-therapy.

(fonte Coldiretti)

1 e 3 febbraio 2011: a Villadose e Badia Bolesine (RO) il Gal Adige incontra il territorio

foto di repertorio, incontri Gal polesani

Martedì 1 febbraio alle ore 17 presso la sala Quadri del municipio di Villadose (RO), si terrà un incontro pubblico organizzato dal Gal Adige per presentare il PSL (Piano di Sviluppo Locale) e, in particolare, per illustrare i contenuti dei due bandi, relativi alla Misura 311 Azione 1- Creazione e consolidamento di fattorie plurifunzionali, Misura 311 Azione 2 – Sviluppo dell’ospitalità agrituristica. Il Gal Adige incontrerà nuovamente il pubblico giovedì 3 febbraio a Badia Polesine (RO) alle ore 17:00 presso la sala civica B. Giboni in via Don Minzoni 3.

In bando oltre 800 mila euro di contributo. Nel corso dell’incontro, rivolto a tutti gli enti, istituzioni e operatori territoriali verranno illustrati i contenuti, le modalità di accesso, i requisiti richiesti, le modalità di erogazione del contributo, dei suddetti bandi e più in generale sulle altre azioni del PSL. Saranno presenti all’incontro, oltre al presidente del GAL Adige Alberto Faccioli e al direttore Stefano Fracasso, anche Avepa, struttura a cui andranno presentate le domande di contributo e dell’Università Iuav di Venezia, per i bandi che interessano il recupero del patrimonio rurale (323a).  Complessivamente sono stati messi a bando, per questi primi due bandi oltre 800 mila euro di contributo.

Il Gal Adige, costituito nel 2008 con ventiquattro soci, opera in 17 comuni polesani posti tra il Canal Bianco e l’Adige. Il tema del PSL riguarda la crescita, la valorizzazione e la governance del sistema territoriale rurale tra l’Adige e il Canal Bianco e verrà perseguito attraverso una serie di obiettivi collegati agli obiettivi prioritari dello stesso PSR, tra i quali, rafforzare le capacità progettuali e gestionali locali, favorire la nascita di nuovi modelli di sviluppo rurale, valorizzando le risorse storico-culturali in grado di rafforzare la diversificazione delle opportunità occupazionali e di reddito, contrastare l’abbandono delle zone rurali marginali attraverso una efficiente integrazione economico-sociale, valorizzando le risorse umane e professionali.

Durante gli incontri saranno illustrati anche i bandi che saranno pubblicati sul Bur a fine febbraio e che riguardano la Misura 121 (Ammodernamento delle aziende agricole), Misura 123 (Accrescimento valore aggiunto dei prodotti agricoli), Misura 221 Azione 1,2,3 (Primo imboschimento terreni agricoli), e Misura 227 (Investimenti forestali non produttivi).

(fonte Gal Adige)

25 e 27 gennaio 2011: iL GAL Polesine Delta Po incontra il territorio per illustrare i prossimi bandi

Il GAL Delta Po ha programmato due incontri per presentare al pubblico il PSL (Piano Sviluppo Locale) e, in particolare, per illustrare i contenuti dei bandi relativi alla Misura 311 Azione 1- Creazione e consolidamento di fattorie plurifunzionali, Misura 311 Azione 2 – Sviluppo dell’ospitalità agrituristica, Misura 312 Azione 1 – Creazione e sviluppo di microimprese, Misura 323/a – Recupero patrimoni edilizio rurale, Misura 121 – Ammodernamento delle aziende agricole, Misura 123 – Accrescimento valore aggiunto dei prodotti agricoli, Misura 221 Azione 1,2,3 – Primo imboschimento terreni agricoli, e Misura 227 – Investimenti forestali non produttivi.

Nel corso degli incontri, rivolti a tutti gli enti, istituzioni, operatori ed alla popolazione in genere, si illustreranno il contenuto, le modalità di accesso, i requisiti richiesti, le modalità di erogazione del contributo, dei suddetti bandi e più in generale sulle altre azioni del PSL. Il primo appuntamento è martedì 25 gennaio alle ore 17 presso l’Ostello Amolara di Adria; giovedì 27, secondo incontro a Ficarolo, sempre alle ore 17, presso Villa Schiatti-Giglioli.

Nel 2010, finanziate oltre 40 imprese. Concretamente nel 2010 sono stati aperti i bandi relativi in particolare alla diversificazione in agricoltura (agriturismo, fattorie plurifunzionali, energie alternative, formazione), con i quali sono stati finanziate oltre 40 imprese, con la concessione di oltre 2 milioni di euro di contributi, che attiveranno investimenti per oltre 5 milioni di euro. Per questi nuovi bandi saranno messi a disposizione del territorio oltre 3 milioni di euro. Agli incontri, parteciperanno oltre al presidente del GAL Francesco Peratello e al direttore Stefano Fracasso, anche i responsabili di Avepa, struttura a cui andranno presentate le domande di contributo e dell’Università Iuav di Venezia, per i bandi che interessano il recupero del patrimonio rurale (323a).

(fonte Gal Polesine Delta Po)

Dal Veneto un monito contro il rischio di nuove schiavitù per chi lavora la terra

“All’agricoltura serve un modello di sviluppo economico che abbia al centro anzitutto l’uomo, se vogliamo lasciare alle prossime generazioni un valore in più e non una secca perdita. Per questo considero obiettivo prioritario tutelare l’imprenditorialità da qualunque fattore ne restringa invece i margini”. Lo ha ribadito l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato, richiamando “le pesanti, dolorose ma necessitate scelte fatte con la proposta di bilancio regionale anche per il settore primario”.

I soldi sono sempre utili – ha afferamto l’assessore – ma il nostro obiettivo deve essere quello di liberare l’imprenditore da elementi condizionanti, da illusioni e dal rischio, sempre più serio, che a decidere cosa e come deve produrre non sia più lui ma qualcun altro, magari in nome di interessi diversi da quelli di chi effettivamente produce e anche di chi consuma. Stiamo assistendo ad una pericolosa parabola di molte forme di agricoltura, di fronte ad una economia mondiale che guarda alle convenienze finanziarie dell’immediato, molto più che al futuro. Si dimentica che l’agricoltura non è semplicemente un raccolto anno per anno, ma alberi, vigneti, ortaggi, siepi: insomma il territorio e la sua salvaguardia e conservazione”.

“Per questo condivido la lungimiranza del cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, responsabile del Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace, quando sostiene la necessità di un modello di sviluppo economico e agroalimentare a misura d’uomo per rimuovere le vere cause della fame nel mondo: l’agricoltura speculativa che ammalia il pianeta non solo rischia di non risolvere il problema, ma anzi di creare nuove e più stringenti schiavitù, a partire da quel terzo mondo che a parole si dice di voler sviluppare e che corre il pericolo di diventare il grande campo campo a manodopera a bassissimo costo per ingrassare ulteriormente la parte ricca del mondo. Se il numero di persone che al mondo soffrono la fame è cresciuto del 13 per cento proprio nei Paesi dove si trova il 46 per cento dei terreni coltivati a biotech, c’è qualcosa che non va. Dico di più: nel secolo scorso la terra è diventata di proprietà di chi la lavorava, eliminando una servitù della gleba di medievale memoria.

Attenzione alle imprese capaci di fare vera agricoltura. Oggi stiamo assistendo ad un fenomeno imprevedibile: qualcuno ha pensato che l’importante non sia la terra, ma la semente, la cui proprietà potrebbe essere tolta a quanti che la utilizzano per produrre. Questo sarebbe un condizionamento totale per il sistema agricolo in generale, europeo in particolare, e certamente per quello veneto, un impedimento alla cui imposizione io non ci sto. E’ anche per questo che, a fronte di risorse di bilancio assolutamente risicate, ho scelto di concentrare l’attenzione direttamente sulle imprese capaci di fare vera agricoltura”.

(fonte Regione Veneto)