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Sisma in Italia Centrale. Alcune iniziative a sostegno delle comunità colpite.

Con ancora l’orrore negli occhi e nel cuore per quanto avvenuto lo scorso 24 agosto notte in Italia Centrale, Argav esprime la propria vicinanza agli abitanti di Amatrice, Accumoli, Arquata, Pescara del Tronto e delle altre zone colpite dal sisma. Di concerto con Unaga, presto presenteremo un’azione nazionale a sostegno delle persone terremotate. Nel frattempo, diamo spazio ad alcune delle innumerevoli iniziative sorte a sostegno delle comunità colpite dal terremoto.

Ingresso Orto Botanico Università PadovaDa martedì 30 agosto e per due settimane, l’Orto Botanico di Padova devolve i propri incassi. Per sostenere le popolazioni colpite dal terribile terremoto del Centro Italia, l’Orto botanico dell’Università di Padova, patrimonio mondiale Unesco, devolverà l’intero incasso ricavato dalle visite per due settimane, a partire da martedì 30 agosto. Per invogliare ulteriormente le persone ad entrare per le due settimane il costo del biglietto sarà ridotto a 5 euro: nulla vieta, però, a chi volesse contribuire alla raccolta fondi di versare l’intera somma (10 euro) o comunque un contributo. “Sono rimasto personalmente molto colpito da quanto successo – spiega il rettore dell’Università di Padova Rosario Rizzuto – ed è lo stesso sentimento che pervade tutta la grande comunità universitaria. Per questo motivo abbiamo pensato di dare una mano, un contributo concreto. Abbiamo letto che più che materiale, servono fondi per le attività urgenti e per la ricostruzione. Ed è per questo che vogliamo utilizzare il nostro Orto botanico, un gioiello unico in Europa, per raccogliere denaro utile per la macchina dei soccorsi. Attraverso un bene culturale così prezioso si può dare una mano a chi sta soffrendo, e sappiamo benissimo che l’opera di ricostruzione, morale e fisica, sarà lunga e certo non facile. Invito quindi chi può a visitare, magari tornandoci, l’Orto botanico di Padova le prossime due settimane. Sarà un modo per stare vicino alle popolazioni colpite”. 

LOCANDINA-AMATRICIANAXAMATRICE-724x102412-18 settembre 2016, nei ristoranti un’amatriciana per aiutare le imprese. Un’amatriciana per sostenere la ricostruzione nelle zone del centro Italia colpite dal sisma. Nella settimana tra il 12 ed il 18 settembre, in tutta Italia i ristoratori offriranno nel loro menu, in un giorno a loro discrezione, un’amatriciana per la ricostruzione. Tutti i clienti che in quella giornata ordineranno il piatto, contribuiranno indirettamente a sostenere la ripartenza delle imprese delle zone colpite: l’importo pagato, infatti, verrà devoluto interamente dai ristoratori in un fondo (IBAN IT 23A 03127 03200 000000015000) finalizzato alla ricostruzione e al sostegno delle attività della ristorazione, del commercio e della ricettività dei comuni di Amatrice, Accumuli, Arquata del Tronto e Pescara del Tronto. E’ questo l’obiettivo di “Un’Amatriciana per Amatrice” (#UnAmatricianaPerAmatrice), il progetto di solidarietà messo in campo dagli imprenditori di Confesercenti in collaborazione con l’Associazione Nazionale Città del Vino, che riunisce i 450 comuni a vocazione enogastronomica del nostro Paese, per dare un contributo concreto alla ripartenza delle attività del territorio colpito dal sisma, dalle cui tradizioni è nato uno dei piatti più noti e rappresentativi della cultura e sapienza enogastronomica italiana. L’auspicio è di arrivare a servire oltre 100mila amatriciane. L’iniziativa è aperta a tutti i ristoratori, non solo italiani. Per aderire sarà sufficiente registrarsi online su www.unamatricianaperamatrice.it per ottenere le locandine ed il materiale informativo relativo alla procedura da adottare, in italiano e presto anche inglese. “Il sisma ha danneggiato centinaia di ristoranti e attività commerciali e ricettive. Spesso piccole e medie imprese storiche, di assoluta rilevanza culturale: la pasta all’amatriciana non è solo il simbolo di Amatrice, ma uno dei piatti più popolari al mondo, che è nato proprio dal saper fare secolare di questo territorio”, spiega Massimo Vivoli, presidente di Confesercenti Nazionale. “– commenta il presidente di Città del Vino, Floriano Zambon -. L’obiettivo è di sviluppare un progetto nel campo della ristorazione e della gastronomia per ricreare occupazione e dare speranza alla popolazione dei territori colpiti, partendo dall’esperienza positiva del polo agroalimentare del Parco del Gran Sasso, che aveva sede proprio ad Amatrice”.

Fonte: Servizio Stampa Università di Padova e Città del Vino

Sicurezza idrogeologica ed irrigazione nel vicentino: un “cantiere” lungo un anno

Antonio Nani“Se i recenti, violenti eventi meteorologici non hanno visto il ripetersi di pesanti conseguenze sulla città di Vicenza è anche per la funzionalità dei bacini di espansione a Carpanella e Creazzo”. A ricordarlo è Antonio Nani, Presidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta, che, nel presentare il piano programma lavori 2013 nel vicentino, ricorda la necessità di ampliare il bacino di Montebello Vicentino per garantire sicurezza idraulica alle aree di Monteforte d’Alpone e San Bonifacio.

No aumenti dei contributi. Per quanto riguarda il bilancio preventivo consorziale 2013, pareggia a € 11.687.347,00 riuscendo, grazie ad un’oculata gestione e ad alcune economie di scala, ad incrementare, anche nelle aree operative di Sossano e Thiene, gli interventi di manutenzione idraulica (€ 886.000,00) senza aumentare le aliquote contributive a carico dei consorziati; a ciò vanno aggiunti 750.000 euro destinati a lavori di sfalcio affidati a ditte esterne.

Azioni in serbo per il 2013… In merito a programmi e progetti per l’anno a venire, vanno segnalati, accanto all’avvio della realizzazione dei grandi bacini di Trissino e Tezze di Arzignano (€ 26.151.346,00), i lavori per la trasformazione dell’impianto irriguo consorziale nei comuni di Sarcedo e Montecchio Precalcino da “scorrimento” a “tubato” (€ 3.441.965,65). Sono inoltre da citare: la prosecuzione della sistemazione idraulica ed ambientale dello scolo Ferrara in comune di Arcugnano (€ 1.000.000,00); la realizzazione delle opere per utilizzare l’acqua del canale L.E.B. anche a servizio del bacino irriguo Ottoville (€ 725.000,00); la sistemazione idraulica del torrente Onte in comune di Sovizzo (€ 650.000,00) e del torrente Mezzarolo, che interessa sia Sovizzo che Montecchio Maggiore (€ 650.000,00), nonché quella dello scolo Ronego nei comuni di Noventa Vicentina e Pojana Maggiore (€ 650.000,00).

…e quelle già condotte. Infine, tra le realizzazioni effettuate dal Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta nel 2012, vanno ricordate: la riqualificazione del fiume Retrone in comune di Creazzo (€ 1.000.000,00); il miglioramento della sicurezza idraulica nel comune di Brendola (interventi finalizzati sugli alvei della Roggia Degora e del Fiumicello Brendola per complessivi € 3.000.000,00) e nel comune di Nanto (€ 1.649.503,60); il ripristino dei rivestimenti spondali in alcuni tratti del canale Mordini nei comuni di Sarcedo e Zugliano (€ 500.000,00). Importanti sono anche alcuni interventi in campo irriguo: la realizzazione delle opere di adduzione dal canale L.E.B. per l’irrigazione del bacino Ronego (€ 3.200.000,00); la trasformazione dell’irrigazione da “scorrimento” ad “aspersione” in località Mirabella di Breganze (€ 2.904.286,45), così come, a servizio delle colture specializzate, nei comuni di Zugliano e Sarcedo (€ 2.078.734,45).

(Fonte: Consorzio Bonifica Alta Pianura Veneta)

Zone rischio alluvione nel veronese, confronto tra Coldiretti Verona e Regione

Alluvione a Soave (VR) nel 2010

Un confronto per fare il punto sull’andamento dei progetti di fattibilità avviati dalla Regione Veneto relativi ai bacini di laminazione di Montebello in primis, di San Lorenzo e Colombaretta in secondo piano, mentre non sarà realizzato quello di San Vito. Questi i temi della riunione organizzata lunedì 12 novembre scorso nella sede di Coldiretti Verona dai vertici della Confederazione con il geom. Piazza della direzione Difesa al Suolo della Regione Veneto, Manuel Benincà, responsabile dell’area Ambiente e Territorio di Coldiretti Veneto, Cesare Magalini vice direttore di Coldiretti Verona, il segretario di zona di Soave Andrea Tomi nonché i rappresentanti del Comitato sezionale Coldiretti di Monteforte d’Alpone con il presidente Massimo Ferrari.

Bacino di Montebello, realizzazione verso fine 2014. “La riunione è stata utile a tutti per chiarire i dubbi. – ha precisato Damiano Berzacola, presidente di Coldiretti Verona – Dopo l’incontro di quindici giorni fa con l’assessore regionale Conte che escludeva categoricamente la realizzazione del bacino di San Vito, abbiamo ritenuto opportuno in quell’occasione fissare la riunione odierna con un tecnico come il geom. Piazza per entrare più nello specifico della progettualità in corso e illustrare le future azioni con i diretti interessati.”. Il geom. Piazza ha illustrato ai presenti il piano di fattibilità della Regione Veneto per mettere in sicurezza le zone del veronese dopo l’alluvione del 2010. “La Giunta regionale – ha detto Piazza – ha ritenuto opportuno indirizzare interventi di carattere prioritario per i bacini di laminazione, che sono interventi di carattere strutturale che danno maggior beneficio in caso di piena dell’acqua. La direzione Difesa al Suolo ha sviluppato otto progetti preliminari per un importo di 130 milioni di euro. Sulla base di questi studi, si è deciso che prioritario è il bacino di Montebello e i bacini di San Lorenzo e Colombaretta”. “Il bacino di San Vito – ha proseguito Piazza – potrebbe non venire mai utilizzato poiché il problema si risolverebbe con l’ampliamento del bacino di Montebello che, ripeto, è prioritario e la cui realizzazione, se non ci sono opposizioni da parte del territorio, potrebbe iniziare alla fine del 2014”.

Per quanto riguarda eventuali indennizzi, il geom Piazza ha ricordato che è possibile fare richiesta dei danni secondo la Legge 12/2012 sia per le zone come San Vito che non saranno destinate a bacino di laminazione sia quelle destinate, nel periodo di transizione. “E’ evidente – ha aggiunto Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Verona – che, finché non sarà realizzato il bacino di laminazione di Montebello, le zone del’est veronese sono a rischio idraulico e devono sobbarcarsi la difesa del territorio dei comuni limitrofi. Abbiamo quindi chiesto che la situazione sia costantemente monitorata e tenuta in grande considerazione da tutte le parti in causa”.

(Fonte: Coldiretti Verona)

Emergenza maltempo, necessario investire sul territorio

Vicenza, 11-12 novembre 2012, foto Corriere del Veneto

Dopo lo scampato pericolo di alluvione, emerge sempre più la necessità di destinare risorse al settore della difesa idrogeologica per la realizzazione di un grande piano, che preveda la concretizzazione delle grandi opere e delle infrastrutture necessarie per mettere in sicurezza il Veneto.

Necessario investire sul territorio. Giuseppe Romano, presidente dell’Unione Veneta Bonifiche: “In questi giorni è stato grande l’impegno dei Consorzi di bonifica: circa 400 uomini lungo i territori interessati da questo evento eccezionale. Il loro operato ha contribuito a ridurre i danni anche grazie ad una rete idraulica efficiente, pronta a ricevere acqua, oltre a concorrere a ridurre le portate dei grandi fiumi. Bisogna prendere coscienza che, dopo la sanità, bisogna investire nella difesa e nella sicurezza idraulica. Dopo decenni di cementificazione non governata, bisogna investire sul territorio. Le risorse per la difesa idraulica non possono trovare vincoli nel Patto di Stabilità, che impedisce, a volte, il finanziamento da parte degli enti locali. Siamo pronti a collaborare con tutti gli attori sul territorio per dare risposte concrete alle emergenze. Abbiamo competenze, professionalità e progettualità per essere i terminali operativi della nostra Regione. Bisogna porre, al centro del modello di sviluppo veneto, il territorio, senza il quale le eccellenze della nostra terra, dal paesaggio all’agroalimentare, sarebbero vanificate. Gli interventi in emergenza dimostrano che i fondi ci sono ed allora, perchè non investirli in prevenzione, anzichè spendere 5 volte tanto per riparare i danni?”

Agricoltori in prima linea per la sicurezza della collettività, ma Regione negligente. Secondo Coldiretti Veneto, “rimane aperta la delicata questione dei bacini di laminazione, efficaci strumenti di prevenzione, ma ancora in fase di progettazione, nonostante il succedersi degli eventi che invocano interventi decisi e urgenti”. La campagna assorbe e paga le conseguenze di un territorio minato dove gli imprenditori agricoli sono disposti sempre a fare la loro parte mettendo a disposizione per la sicurezza della collettività terreni e fondi. Ma non c’è chiarezza negli indennizzi per la servitù o, nei casi limite, sugli espropri. E’, dunque, polemica con la Regione Veneto che dovrebbe agire e rispettare i patti che hanno portato alla sottoscrizione di uno specifico protocollo d’intesa non ancora applicato.

Zaia, “il Veneto è pronto a chiedere lo stato di calamità”. Il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia interviene sul tema dei danni provocati dall’ondata di maltempo che ha colpito il Veneto nello scorso fine settimana.“Abbiamo chiesto, e attendiamo dai sindaci dei territori colpiti dagli eventi di questi giorni un puntuale monitoraggio dei danni. Andando in giro per il territorio, ho constatato personalmente quanto le famiglie, le imprese, le aziende agricole e i Comuni siano stati danneggiati. È impensabile – afferma il Presidente – che una Regione come la nostra, che paga prontamente le tasse e in misura molto superiore a quanto le viene restituito, rimanga senza il segno concreto di un aiuto da parte del Governo nazionale. Per questi motivi, appena ricevuta la puntuale risposta delle amministrazioni, la Regione si attiverà anche formalmente per chiedere lo stato di calamità.”

(Fonte: Unione Veneta Bonifiche/Coldiretti Veneto/Regione Veneto)

Nuova emergenza idrogeologica: servono interventi concreti

Gargano-Massimo-ANBI

“Di fronte alla nuova tragedia ambientale che colpisce il territorio del nostro Paese, accanto all’umana vicinanza con le vittime, non possiamo che responsabilmente riproporre la Proposta di Piano per la Riduzione del Rischio Idrogeologico, già presentato nello scorso febbraio e rimasto inascoltato,” Questo, quanto afferma Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.), commentando la drammatica fase di maltempo, che sta colpendo l’Italia.

“In una fase congiunturale particolarmente difficile per il Paese – prosegue Gargano – è opportuno evidenziare che il rischio idrogeologico è un fattore profondamente economico non solo perché riparare i danni, costa molto più che prevenirli, ma anche per le pesanti conseguenze, che comporta nel tempo sulle attività del territorio. L’attuazione del Piano per la Riduzione del Rischio Idrogeologico, essendo perlopiu’ composto da progetti immediatamente cantierabili, altresì permetterebbe importanti ricadute occupazionali.”

(fonte Asterisco Informazioni)

Sicurezza idrogeologica: Regione Veneto stanzia 25 milioni di euro

Venticinque milioni di euro per interventi strutturali necessari alla messa in sicurezza del territorio veneto: questo il finanziamento deliberato nella più recente riunione della Giunta Regionale del Veneto. Oltre ai circa sei milioni di euro per realizzare una cassa di espansione lungo il torrente Agno Guà e ai due milioni di euro, destinati alla trasformazione dell’ex cava Bergamin a Riese Pio X in bacino di accumulo per 500 mila metri cubi di acqua, diciassette milioni di euro sono invece stati stanziati a favore dei consorzi di bonifica per interventi urgenti, che restituiscano la funzionalità della rete idraulica minore dopo i danni dell’alluvione.

Stanziati gli interventi di bonifica idraulica più urgenti. “Più volte negli ultimi anni – ricorda l’Assessore Regionale all’Ambiente, Maurizio Conte – il Veneto è stato interessato da calamità naturali imprevedibili. In tutti questi casi i Consorzi di bonifica sono intervenuti prontamente, ma hanno anche segnalato la necessità di realizzare alcuni interventi strutturali, necessari per far fronte ai casi di piogge eccezionali. Abbiamo quindi deciso di finanziare gli interventi più urgenti per la Bonifica idraulica del territorio, in particolare per adeguare o ammodernare opere esistenti che sono chiamate continuamente a fronteggiare situazioni diverse da quelle per le quali erano state progettate, ad esempio perché sono cambiate le destinazioni d’uso dei terreni oppure per le problematiche legate al cambiamento climatico in atto.”

Solo l’inizio di un progetto per la messa in sicurezza del territorio. “Mi rendo conto – prosegue Conte – che gli stanziamenti regionali non saranno sufficienti a coprire tutte le necessità dei consorzi, ma si tratta dell’inizio di un progetto per la messa in sicurezza del territorio, perché non si verifichino più eventi come quello di due mesi fa. A questo potranno contribuire anche gli stessi consorzi che, per l’adempimento dei propri fini istituzionali, hanno il potere di imporre contributi alle proprietà consorziate; in questo caso, l’urgenza e l’indifferibilità di alcune opere non coperte da finanziamento regionale, legittimano sicuramente gli enti consorziali a provvedere alla realizzazione degli interventi con fondi propri.”

(fonte Asterisco Informazioni)

Mercoledì 22 dicembre p.v. ore 11:00 conferenza stampa a Portogruaro (VE) del Consorzio bonifica Veneto Orientale

Quest’anno il Veneto Orientale è stato a più riprese colpito da violentissimi eventi meteorici che hanno causato diffusi allagamenti in diverse aree del territorio, provocando disagi agli abitanti che solo per poco non hanno assunto le catastrofiche proporzioni sofferte in altre province del Veneto. Al fine di tracciare un bilancio dopo le ricorrenti avversità atmosferiche verificatesi nel 2010, nonchè per fare il punto sui rapporti con Regione Veneto ed Enti locali in merito alla pianificazione degli interventi atti a mitigare il rischio idrogeologico, il Consorzio di bonifica “Veneto Orientale” convoca per mercoledì 22 dicembre p.v. alle ore 11 una conferenza stampa che si terrà nella sede sonsortile di Portogruaro (VE) in viale Venezia 27. La stampa è invitata a partecipare.

(fonte Consorzio bonifica Veneto Orientale)

Venerdì 17 dicembre p.v. a Rovigo si parla delle nuove emergenze di bonifica in Veneto

Venerdì 17 dicembre p.v. alle ore 9.15 avrà inizio il convegno “La dimensione internazionale della bonifica e le nuove emergenze nella Regione Veneto” organizzato da Università di Padova, Consorzio Universitario Rovigo (C.U.R.), Unione Veneta Bonifiche e Associazione Idrotecnica Italiana. L’incontro si svolgerà nella Sala Convegni del C.U.R. di Rovigo (in viale Porta Adige, 45). La stampa è invitata a partecipare.

(fonte Unione Veneta Bonifiche)

Donazioni a kmzero per gli agricoltori alluvionati

Arriva dal circuito dei ristoranti veneti con menù a km zero la gara di solidarietà a favore di un fondo per la ripresa economica delle imprese agricole coinvolte nell’alluvione dello scorso novembre.

Mille euro. Antonio Badesso dell’Ostaria da Mariano di Mestre (VE), l’ultimo degli oltre cinquanta  locali iscritto alla rete di esercizi che danno la priorità ai prodotti tipici di origine regionale, ha consegnato al Presidente di Coldiretti Veneto Giorgio Piazzau un assegno di mille euro. Si tratta dell’incasso di una serata a tema che ha visto la presenza di un gruppo di sostenitori del patrimonio agroalimentare regionale. “Un gesto significativo – ha commentato Piazza – subito accolto e rilanciato da trattorie, locande e bar che hanno programmato per i prossimi giorni eventi enogastronomici allo scopo di sostenere la raccolta di contributi a favore delle fattorie che hanno perso tutto a causa della recente calamità”.

Coldiretti Veneto ha aperto un conto corrente presso la Banca Friuladria con l’obiettivo di creare un fondo per la ripresa economica delle fattorie venete. Chi volesse sostenere lo start up del patrimonio agroalimentare può versare il suo contributo: IBAN IT81 Q053 3602 0410 0004 6638 453.

(fonte Coldiretti Veneto)

Argav incontro Paolo Sordo, direttore di Confagricoltura Vicenza: con alluvione danni incalcolabili ma anche tanta solidarietà. Il futuro delle Organizzazioni agricole? Uniti si vince!

30 novembre, Confagricoltura Vicenza, Direttivo Argav insieme a Paolo Sordo (secondo da dx), direttore dell'organizzazione agricola vicentina

(di Marina Meneguzzi, socio Argav) Come pre-annunciato, mercoledì 30 novembre scorso il direttivo Argav si è riunito nella sede di Confagricoltura Vicenza. A far gli onori di casa, il giovane e dinamico Direttore dell’organizzazione agricola vicentina Paolo Sordo, che ci ha accolti (con una buona bottiglia di Vespaiolo) alla fine di un mese particolarmente travagliato per il Veneto e per Vicenza in particolare.

Sfatato un mito sul Veneto individualista. “Novembre è stato un mese molto duro e i danni arrecati dall’alluvione nel nostro territorio sono praticamente incalcolabili – ha riferito Sordo – basti pensare che solo a Vicenza nel giro di 48 ore sono caduti 45 cm d’acqua, una cosa mai vista nella nostra città. E però, nella tragedia, abbiamo riscoperto un Veneto meno individualista, perché la solidarietà tra la gente è stata davvero incredibile“. “La brutta esperienza ha evidenziato la necessità di dare priorità alla pulizia dei letti dei fiumi e alla manutenzione degli argini, oggi devastatati dalle nutrie e che il mondo agricolo deve poter essere messo in condizione di continuare a svolgere quel ruolo di  salvaguardia del territorio assunto da sempre”.

Divergenze con le altre organizzazioni agricole? Del tutto superabili. 1100 iscritti, 22mila ettari di superficie associata, aziende agricole di piccole dimensioni ma una provincia prima in Veneto per la produzione di latte e terza per quella del vino grazie a strutture cooperativistiche: questa la realtà economica in cui Confagricoltura Vicenza  svolge la propria attività di servizi per le imprese e sindacale. E questo in un momento particolarmente difficile per il settore primario: “la coperta “europea” deve coprire sempre più Stati e quindi si fa sempre più corta” – ha concluso Paolo Sordo -. Da qui la necessità di cogliere l’invito che arriva dal mondo agricolo ad agire uniti con le altre Organizzazioni di categoria per ottenere più risultati. Secondo Sordo, infatti, “le divergenze esistenti sono tutte superabili e riconducibili nell’alveo di una sana e costruttiva dialettica”.