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25-28 marzo 2012, a Veronafiere è di scena il Vinitaly!

Oltre 10 miliardi di euro di fatturato. Più di 4 miliardi provenienti dall’export, in crescita del 13 per cento sul 2010. Sono i numeri con cui ha chiuso il 2011 il settore vitivinicolo italiano, a dispetto della crisi economica. In Italia, il mondo del vino continua a fare la parte del leone trainando l’intero comparto agroalimentare e confermando il proprio ruolo di leader sui mercati esteri con una quota del 22 per cento. Un risultato che ribadisce  l’eccellenza nazionale, forte anche di una manifestazione come Vinitaly (www.vinitaly.com), il più importante salone internazionale per il business dei vini e dei  distillati, alla Fiera di Verona da domenica 25 a mercoledì 28 marzo 2012.

Il cambio data. «Il sistema fieristico è essenziale per la crescita della politica industriale del Paese. Veronafiere presidia con le sue manifestazioni il 45 per cento del settore relativo all’agroalimentare, con Vinitaly fondamentale per la promozione del vino in Italia e all’estero  – ha dichiarato Ettore Riello Riello, presidente di Veronafiere e anche  dell’AEFI, l’Associazione Esposizioni e Fiere Italiane –.  L’edizione 2012  vede l’incremento degli espositori diretti e totali che sono oltre 4.200 e presenta molte novità. A cominciare dal  cambio della data. Si passa infatti ad una rassegna più breve di un giorno e concentrata da domenica a mercoledì invece che da giovedì a lunedì. Una soluzione pensata per ottimizzare le iniziative dedicate all’incontro tra espositori, per la prima volta anche  da Uzbekistan, Moldavia, Azerbaijan e Armenia, e i buyer da tutto il mondo, con più spazio agli operatori del canale horeca e ai sommelier»

Debutta Vivit. Per il direttore generale di Veronafiere Giovanni  Mantovani «Vinitaly 2012  ha rinnovato il  format per garantire ancora maggiori opportunità di business alle aziende e sempre più presenze internazionali, come dimostrano l’apertura  ai mercati emergenti e l’attenzione allo sviluppo di nuovi settori. In proposito debutta infatti ViViT – Vigne, Vignaioli, Terroir, la rassegna dedicata ai vini da agricoltura biologica e biodinamica che ha anticipato la recente decisione UE di riconoscere le etichette bio dalla prossima vendemmia. Vinitaly ha poi un’anteprima d’eccezione, sabato 24 marzo a Palazzo della Ragione, con Opera Wine:  grand tasting dei 100 migliori produttori nazionali, in rappresentanza di tutte le regioni, selezionati da Wine Spectator. Nell’occasione anche l’incontro “Italian icon: from Fashion to Wine”, con la partecipazione del presidente di Altagamma Santo Versace».

A Vinitaly tornano le degustazioni, con Taste Italy che si arricchisce della collaborazione di Doctor Wine, alias Daniele Cernilli, senza dimenticare Tasting Ex…Press e Trendy oggi, Big domani. Il Gambero Rosso presenta i 375 vini premiati con i Tre Bicchieri, mentre a Civiltà del Bere il compito di guidare la degustazione “Di padre in figlio: il passaggio generazionale nelle grandi famiglie del vino”. La Valpolicella è protagonista della retrospettiva “Trent’anni di Amarone d’Arte” e “Le grandi biografie del vino” si concentrano sulle cantine Gaja, Florio, Tenuta dell’Ornellaia e Frescobaldi.

Si fa anche cultura del vino. Ecco allora convegni e seminari, con la presentazione delle ricerche “Consumi di vino nella Gdo”, “Comportamenti d’acquisto dei consumatori allo scaffale vini del supermercato” e  “Consumo del vino nel fuori casa”. Ci sono poi l’“Indagine sul passaggio generazionale nelle aziende vitivinicole” presentata da Renato Mannheimer e i primi risultati dell’inchiesta “Vino, futuri possibili-1° rapporto di filiera”, realizzata in collaborazione con  il Sole24Ore.  La Fipe, Federazione italiana pubblici esercizi, approfondisce il tema del consumo “fuori casa” con due dibattiti, mentre Vinitaly si occupa di un focus sui mercati internazionali di Stati Uniti ed Asia.

Alla sera invece si pensa ai wine lover con Vinitaly for you, il dopo salone serale in centro città, al Palazzo della Gran Guardia, dove degustare buoni vini con il sottofondo di musica dal vivo. Come ogni anno, infine, in contemporanea con Vinitaly si svolge Sol, il Salone internazionale dell’olio extravergine (www.sol-verona.com), giunto alla 18^ edizione. Tra i padiglioni spazio anche al meglio dell’agroalimentare italiano di qualità con il 6° Agrifood Club (www.agrifoodclub.com) e agli accessori e alle attrezzature per la cantina e il frantoio in mostra al 15° Enolitech, il Salone Internazionale delle Tecniche per la Viticoltura, l’Enologia e delle Tecnologie Olivicole ed Olearie (www.enolitech.com).

(Fonte: FiereVerona)

Tra le novità di Vinitaly 2012, il salone delle produzioni enologiche da agricoltura biologica e biodinamica

Si chiama Vivit – Vigne, Vignaioli, Terroir, il salone che Vinitaly dedica quest’anno per la prima volta ai vini naturali prodotti da agricoltura biologica e biodinamica. Lo spazio sarà allestito al 1° piano del Palaexpo, ingresso A. «Con questa iniziativa Vinitaly – spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere coglie la richiesta che viene dal mercato di conoscere meglio i vini da agricoltura biologica e biodinamica. Il nostro approccio, già sperimentato con successo in varie edizioni, ultimo Sparkling Italy nel 2011, mira a dare evidenza a singoli segmenti produttivi con focus dedicati per mettere in contatto con efficacia offerta e domanda.»

Autocertificazione sui metodi di produzione per le aziende partecipanti. Il dibattito attorno ai vini da agricoltura biologica e biodinamica è in corso già da alcuni anni, perché le tecniche adottate non sono supportate, nella legislazione comunitaria, da regole a cui attenersi lungo tutto il processo di lavorazione. Per questo, dal punto di vista giuridico, si può parlare solo di “vino ottenuto da uve coltivate biologicamente”. Proprio per evitare fraintendimenti su quali vini saranno in esposizione, Vinitaly ha chiesto alle aziende partecipanti a ViVit di sottoscrivere un’autocertificazione molto restrittiva sui metodi di produzione applicati sia in vigneto che in cantina.

Un centinaio le aziende partecipanti. L’idea che il più grande appuntamento internazionale dedicato al vino, in programma a Verona dal 25 al 28 marzo 2012 apra a queste produzioni ha suscitato interesse tra i produttori e sono circa un centinaio le aziende, provenienti dai principali Paesi vitivinicoli, ad aver già aderito all’iniziativa. «Noi partecipanti a ViViT – afferma Elena Pantaleoni, dell’azienda biologica La Stoppa –  siamo vignaioli che hanno come obiettivo primario fare vini legati al territorio. Come dicono i francesi: vins de terroir. Spesso pratichiamo agricoltura biologica o biodinamica, ma non sempre siamo certificati. In cantina mettiamo in atto pratiche che non alterino le caratteristiche del territorio, ma anche dell’annata e del vitigno; cerchiamo con i nostri vini di esprimere l’unicità e la personalità propria di ogni zona vocata.»

Produrre con metodo biodinamico, cioè senza l’applicazione di metodi intensivi, lasciando al terreno la capacità di nutrire le piante senza alcun aiuto esterno «non è, di per sé, una garanzia assoluta di qualità – spiega Nicolas Joly, fondatore de La Renaissance des Appellations, l’associazione di vignaioli creata 2001 che conta circa 200 produttori di 14 Paesi, dei quali 34 in Italia -. Il risultato dipende dal luogo dove si coltiva, dal vitigno scelto, però quando si assaggia uno di questi vini si capisce la differenza perché si torna alla verità del gusto.»

Difficile avere dati precisi sulla viticoltura da agricoltura biodinamica, di territorio o naturali, anche se numerose sono le associazioni attive a livello sovranazionale con un numero di aderenti piccolo, ma significativo. Più monitorato il biologico: secondo il Sinab (Sistema informativo nazionale sull’agricoltura biologica) tra superfici già convertite e quelle in conversione, il biologico in Italia rappresentava nel 2009 poco più del 6% del totale vitato, pari a oltre 43.600 ettari. Le più coinvolte sono le regioni centro-meridionali, mentre tra le regioni grandi produttrici di vini solo la Toscana è interessata con una percentuale rilevante, pari al 10%.

(Fonte: Veronafiere)

Agricoltura tra marketing e sostenibilità per il rilancio del settore, tutte le iniziative de l’Informatore Agrario a Fieragricola 2012

Due saloni con workshop e aree dimostrative sulla multifunzione e sulla meccanizzazione sostenibile, tre convegni specializzati con esperti sulla zootecnia e sulle energie rinnovabili, due novità editoriali. Edizioni L’Informatore Agrario è presente con iniziative di primo piano a Fieragricola 2012, manifestazione che si svolge a Veronafiere dal 2 al 5 febbraio 2012.

Fitto il calendario di iniziative in programma.”La parola d’ordine per la nostra casa editrice è offrire informazioni e strumenti per ridare impulso all’agricoltura puntando sulle sue leve più innovative” spiega Antonio Boschetti, direttore de L’Informatore Agrario, rivista di agricoltura professionale da oltre 60 anni.  In primo piano, come cuore pulsante dell’evento, due saloni che per la prima volta mettono a sistema per gli agricoltori formazione, aggiornamento, tecniche e risorse finanziarie disponibili per garantire reddito all’azienda agricola.

Il Salone della multifunzione: 800 mq nel Padiglione 3 dedicati interamente alle opportunità per fare reddito diversificando l’attività agricola. In programma 11 workshop specializzati tenuti da esperti del settore e, nelle aree-laboratorio, dimostrazioni pratiche per la trasformazione in azienda di latte, olive, frutta e verdura in conserve e confetture. Un appuntamento su temi di grande attualità: Diversificazione dell’attività agricola: la redditività della multifunzionalità (2, 4 e 5 febbraio ore 10); Come costruire un mercato contadino (2 febbraio ore 11.30); Strumenti Ismea per pianificare la diversificazione delle attività aziendali e prevedere i flussi di cassa (2 febbraio ore 14.30); Come allestire un punto per la vendita diretta: regole, attrezzature e contrattualistica (3 febbraio ore 10); Elementi di marketing per la vendita diretta (3 febbraio ore 11.30); Come organizzare la trasformazione dei prodotti aziendali (3 febbraio ore 14.30) Come allestire un bed&breakfast e come promuovere sul web la multifunzionalità (4 febbraio ore 11.30); L’utilizzo efficace del web per la vendita diretta (4 febbraio ore 14.30); Le altre opportunità della multifunzionalità: diversificare le attività aziendali (fattorie sociali, agriasili, corsi di cucina, ecc.) (5 febbraio ore 11.30).

Il Salone della meccanizzazione sostenibile: un’occasione per conoscere le soluzioni per garantire redditività all’impresa agricola tutelando l’ambiente. In programma, nel Padiglione 2, 12 workshop su temi di attualità: Sostenibilità: le lavorazioni conservative del terreno (2 e 4 febbraio ore 14); I finanziamenti per la sostenibilità (2,3,4 febbraio ore 14.40);  Agricoltura di precisione per la distribuzione sostenibile di fertilizzanti e agrofarmaci (3 febbraio ore 14); e case history e tavole rotonde per conoscere tutte le opportunità (2,3 e 4 febbraio alle 15,15 e alle 15,45).

I convegni metteranno per la prima volta a confronto le opinioni di esperti del settore su temi “caldi” nei settori delle energie rinnovabili e della zootecnia.  Il peso delle politiche agroenergetiche sul reddito delle aziende agricole (giovedì 2 febbraio ore 14,30 – Area Forum, Padiglione 10). Un appuntamento di primo piano per conoscere lo stato dell’arte della normativa sulle agroenergie in Italia e il suo impatto sull’economia delle aziende agricole nell’ottica di dare nuovo impulso al settore della produzione di energia elettrica e termica da biomasse agricole e di biometano. Tra i relatori: Alessandro Ragazzoni, docente presso il dipartimento di Economia e Ingegneria Agrarie della Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna, Marino Berton, presidente Aiel (Associazione italiana energie agroforestali), Sofia Mannelli (consulente di Chimica Verde- Bionet) e Stefano Masini (responsabile ambiente e consumi di Coldiretti). In occasione del convegno sarà presentato il nuovo libro “Biogas. Normative e biomasse: le condizioni per fare reddito” di Alessandro Ragazzoni, edito da Edizioni L’Informatore Agrario.

L’impronta animale, Valutazione dell’impatto ambientale della zootecnia (venerdì 3 febbraio ore 9.30, Centro Congressi Signori – Galleria 10-11). Dopo la prima allarmistica stima della Fao che attribuiva alla zootecnia il 18% delle emissioni di gas serra e il  successivo ridimensionamento giunto recentemente – 2-3% per gli allevamenti intensivi e il 10% per quelli estensivi – il convegno vuole fare il punto sulla consistenza della zootecnia mondiale, stimarne le emissioni reali in CO2 equivalenti, proporre delle strategie per rendere gli allevamenti più sostenibili dal punto di vista ambientale ed economico. Tra i relatori: Bruno Stefanon, coordinatore commissione studio Aspa dell’Università di Udine, Giuseppe Pulina, presidente Aspa, ed esperti delle Università di Padova, Sassari, Cremona e Milano.

Le malattie della produzione della bovina da latte (sabato 4 febbraio ore 9, Centro Congressi Signori – Galleria 10-11). Un momento di confronto sulla relazione tra le patologie bovine e l’alimentazione che fornirà le indicazioni più aggiornate da esperti di fama internazionale per individuare, controllare e prevenire le malattie più diffuse. Tra i relatori: Alfonso Zecconi, professore ordinario di Epidemiologia e Malattie Infettive Veterinarie all’Università di Milano e Alessandro Fantini, Dairy production medicine
specialist. In occasione del convegno sarà presentato il nuovo libro “Bovine da latte, le malattie della produzione. Manuale per la prevenzione e il controllo” di Alessandro Fantini e Alfonso Zecconi, edito da Edizioni L’Informatore Agrario.

(Fonte: Edizioni L’Informatore Agrario)

I vini da agricoltura biodinamica new entry a Vinitaly 2012

I vini da agricoltura biodinamica protagonisti di Vinitaly 2012:  il più grande salone del vino al mondo dedicato al vino apre un vetrina internazionale a una nicchia di mercato fatta di piccoli numeri, ma che fa tendenza rispetto alla richiesta di qualità globale.Un centinaio le aziende italiane ed estere che hanno scelto di aderire alla nuova iniziativa di Vinitaly, che prevede uno spazio appositamente allestito al primo piano del Palaexpo.

Non sarà questa comunque l’unica novità della 46^ edizione di Vinitaly, in programma da domenica 25 a mercoledì 28 marzo 2012, anche per effetto del cambio di cadenza settimanale e della riduzione dei giorni di manifestazione deciso da Veronafiere. Vinitaly sarà infatti ancora più business-oriented, con costi ottimizzati per gli espositori, impegni sempre più mirati per gli operatori professionali e un occhio di riguardo al canale horeca. «Si tratta di un’evoluzione dell’organizzazione fieristica necessaria per raggiungere gli obiettivi che ci si è prefissati al momento di decidere il cambio di data – afferma Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere -; obiettivi che sono quelli di aumentare il già alto tasso di internazionalità della manifestazione e di incrementare le possibilità di contatti commerciali, in particolare con le categorie hotellerie, ristorazione e catering.»

Proprio il canale horeca, nel sondaggio “Vinitaly incontra la ristorazione italiana”, realizzato intervistando 300 ristoratori top estrapolati dall’incrocio delle principali guide del settore, ha evidenziato l’importanza per questa categoria di operatori di visitare la rassegna e avere eventi dedicati. Il 46% degli intervistati ha dichiarato di essere stato a Vinitaly, dando nell’88% delle risposte un giudizio da buono ad ottimo della manifestazione. Merito della capacità dell’evento di aiutare a: stabilire nuovi contatti (capacità buona per il 53% delle risposte, ottima per il 31%); concludere accordi commerciali (48 e 9%); capire le tendenze di mercato (46 e 23%).

Da domenica 25 a mercoledì 28 marzo 2012 appuntamento anche con le rassegne Sol e Agrifood Club, che completano l’offerta di Veronafiere nel settore wine&food. Una contemporaneità di eventi che trova riscontro positivo nelle risposte date dai ristoratori del sondaggio che hanno visitato Vinitaly: il 33% di loro è stato anche a Sol e Agrifood Club, un altro 37% ad almeno una delle due iniziative.  Nelle stesse date, come di consueto, appuntamento anche con Enolitech, salone delle tecnologie per le filiere vitivinicola e oleria.

(fonte Veronafiere)

Dal 3 al 6 novembre 2011 a Veronafiere c’è “Fieracavalli”, dal 1898, fiera di razza

In soli quattro giorni 2.770 esemplari delle oltre 60 razze afferenti a libri genealogici, sono in mostra nell’unica manifestazione europea in grado di dar spazio e voce al mondo degli allevatori, presenti in fiera con tutte le sigle associative italiane e quelle più importanti a livello europeo. Dal 3 al 6 novembre p.v. a Verona si potrà anche trovare tutto quello che serve per il cavallo e per andare a cavallo: dai prodotti zootecnici e veterinari alle attrezzature per l’equitazione fino all’abbigliamento per il cavaliere.

Sono oltre 35 le associazioni allevatoriali che si trovano ogni anno a Verona e che per questa edizione hanno unito le forze allo scopo di valorizzare il cavallo di razza e l’indotto che ne deriva. Unica in Europa a dare spazio e voce al mondo degli allevatori, quest’anno vuole ricordare quanto il settore equestre sia importante per il territorio nazionale, legando ad esso l’aspetto culturale e sociale a cui è intrinsecamente connesso. La manifestazione, costruita in collaborazione con il Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, il Ministero della Salute, l’ASSI (ex Unire-Unione nazionale per l’incremento delle razze equine), l’AIA (Associazione Italiana Allevatori), la FEI (Federazione Europea Sport Equestri) e la FISE (Federazione Italiana Sport Equestri), così da rispondere alle diverse richieste degli operatori del settore e dei visitatori, negli ultimi anni ha registrato una crescita senza precedenti, confermata anche per l’edizione 2011: su una superficie complessiva di 350mila metri quadrati, vale a dire l’intero quartiere di Veronafiere, ospita, 700 espositori da 25 Paesi, e attende più di 150 mila visitatori, dei quali il 10 per cento da tutto il mondo.

Il Salone del Cavallo Italiano. L’associazionismo italiano si ritrova sotto il nome dell’AIA (Associazione Italiana Allevatori) a cui è dedicato l’intero padiglione 9. Con oltre 400 cavalli e più di 20 associazioni afferenti alle singole razze, il Salone del Cavallo Italiano testimonia il patrimonio socioculturale delle nostre regioni presentando le biodiversità animali del nostro Paese e i servizi ed i prodotti che si fregiano del logo Italialleva, il marchio della piattaforma Aia riservato alle produzioni zootecniche “100% Made in Italy”. Degustazioni, dimostrazioni e prodotti tipici italiani che popoleranno il Salone del Cavallo Italiano e il Villaggio delle Tradizioni, animati da più di 800 esemplari equini della nostra penisola.

Altro importante protagonista della manifestazione è il cavallo arabo che in qualche modo riporta su piccola scala il ruolo che questo esemplare ricopre sul territorio nazionale ed internazionale. A Fieracavalli ritroviamo più di 150 esemplari che per storia e caratteristiche morfologiche sono al centro di importanti compravendite internazionali. Raggiungendo valori che possono superare anche i 300.000 euro, il cavallo arabo porta ogni anno a Verona i protagonisti del mondo allevatoriale internazionale del settore. Gli sceicchi arabi considerano la manifestazione veronese una delle tappe irrinunciabili per il loro giro di affari: il Campionato Europeo di Morfologia, in programma quest’anno a Fieracavalli, sarà l’occasione per acquistare i migliori esemplari di razza araba che possono anche raggiungere cifre da capogiro come il 1.400.000 euro pagato lo scorso anno per l’acquisto di un esemplare.

Cavalli americani e criolli. 850 (+25% rispetto al 2010) è la quota di cavalli americani e criolli che popoleranno i padiglioni 10 e 11 animando competizioni sportive, gare morfologiche e dimostrazioni di abilità. Le principali associazioni italiane ed estere – come NBHA AICH e ETPA – di cutting, team penning, di cavallo americano, appaloosa e criollo si danno appuntamento al Westernshow, raccogliendo l’appello di Fieracavalli e mostrando ad appassionati, tecnici e curiosi il mondo e la cultura americana attraverso i suoi cavalli. In Italia il mondo western è in netta crescita così come il comparto allevatoriale del cavallo americano, lo dimostra il grande spazio che ogni anno la manifestazione veronese dedica a questo settore.

L’Alta Escuela e il meglio della pura razza spagnola si presenta a Verona con più di 150 esemplari riuniti nel Salone del Cavallo Spagnolo. Dimostrazioni di Alta Scuola, Doma Minorchina e Doma Vachera si alterneranno a gare di morfologia per rappresentare il meglio del mondo degli allevamenti PRE sul territorio nazionale con alcune prestigiose presenze di esemplari provenienti dalla penisola iberica.

Le gare. Dai saloni di razza ad ogni angolo della manifestazione i cavalli popolano tutti gli aspetti di Fieracavalli, fino ai momenti di puro agonismo con il salto ostacoli di Jumping Verona, la Coppa delle Regioni e il Gran Premio, unica tappa italiana della Rolex FEI World Cup™, dove oltre 150 cavalli da salto ostacoli gareggiano in binomi di fama mondiale per sfidarsi sul filo dei secondi.

(fonte Fieracavalli)

Dal 28 al 30 ottobre 2011 a Trento la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili

Torna dal 28 al 30 ottobre 2011 “Fa’ la Cosa Giusta! – Trento”, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, giunta alla settima edizione dopo il record di 13.000 visitatori del 2010. Organizzata da Trentino Arcobaleno e Confesercenti del Trentino, la mostra mercato porterà anche quest’anno nelle strutture di Trento Fiere in Via Briamasco oltre 160 fra agricoltori biologici, botteghe del commercio equo, associazioni, cooperative sociali, e aziende che propongono prodotti e servizi rispettosi dell’ambiente. Un’occasione per incontrare e quindi conoscere da vicino aziende, progetti e buone prassi amministrative, che sul territorio locale, ma non solo, stanno costruendo un’economia più attenta alle persone e all’ambiente.

Accanto alla mostra mercato, che occupa più di 5000 mq di spazio espositivo, interamente coperto, come tradizione un ricco programma culturale, che affianca ai laboratori pratici per adulti e per bambini, e agli spettacoli musicali e non solo, numerosi appuntamenti di approfondimento dei temi proposti in fiera. Orari di apertura: venerdì 28 ottobre dalle 14.30 alle 18.30
Sabato 29 e domenica 30 ottobre dalle 9.00 alle 19.00; Biglietti di ingresso: Adulti € 3, minorenni ingresso gratuito

(fonte Provincia di Trento)

Vinitaly 2012: ufficializzate la nuova cadenza settimanale e la nuova data

Da domenica 25 a mercoledì 28 marzo 2012, questo il prossimo appuntamento con la 46^ edizione di Vinitaly (www.vinitaly.com), il Salone dei vini e distillati più importante al mondo, e le rassegne Sol, Agrifood Club ed Enolitech che completano l’offerta di Veronafiere nel settore wine&food e tecnologie. Le date, annunciate nel corso della 45^ edizione appena conclusa,  sono ora ufficiali e per agevolare la programmazione degli oltre 4.000 espositori e dei quasi 156.000 operatori presenti ogni anno a Verona sono state fissate anche le giornate di apertura del 2013: da domenica 7 a mercoledì 10 aprile.

Con tale modifica, Veronafiere ha voluto recepire le aspettative degli espositori, così da favorire l’accesso degli operatori professionali, in particolare quelli internazionali del canale ho.re.ca. (hộtellerie, ristorazione e catering), che avranno più giorni di rassegna per incontrare le aziende espositrici.  Vinitaly manterrà una grande attenzione nei confronti dei consumatori, degli appassionati e dei wine lover. Gli eventi di Vinitaly e Sol for You saranno ampliati con la collaborazione delle aziende, delle associazioni di categoria, del sistema città e territoriale e inizieranno dal venerdì precedente l’apertura della rassegna.

L’ultima edizione di Vinitaly, che si è chiusa con un alto gradimento degli espositori per la qualità dei contatti, ha stabilito un nuovo record di presenze: 156.000 visitatori, dei quali oltre 48.000 esteri (+3% sul 2010) da più di 110 Paesi. La top ten delle provenienze ha visto la Germania in testa, seguita da Stati Uniti e Canada, Regno Unito, Svizzera, Francia, Austria, Paesi dell’Est Europa con una forte presenza della Russia, Cina e Hong Kong e una buona tenuta degli operatori provenienti dal Giappone.

(fonte Veronafiere)

I soci ARGAV al Vinitaly 2011, speciale Trentino

Vinitaly 2011, foto Veronafiere

(di Bortolo Bertanza, socio ARGAV) Conclusa la kermesse più importante a livello mondiale dedicata al vino, ai suoi derivati e al mondo che lo circonda, un’edizione che passerà alla storia. Il 45° “Vinitaly”, salone internazionale del vino e dei distillati, tenutosi negli undici padiglioni di Veronafiere il fine settimana scorso, ha visto il più alto numero di partecipanti dalla sua nascita, nei primi giorni un aumento del dieci percento. Sono aumentati tutti gli attori: produttori, giornalisti accreditati, visitatori ma soprattutto gli operatori. Per l’edizione 2012 (1-4 aprile) è annunciato un cambio nei giorni di apertura in vista di dare ancora più spazio al business, si partirà dunque da domenica per finire il mercoledì.

La parola d’ordine a livello nazionale è “ottimismo”, quella per il Trentino è “unione”. Contrariamente allo scorso anno, in cui serpeggiava un certo pessimismo, quest’anno, anche grazie alle mancate polemiche di rito, la manifestazione ha visto un crescendo in tutti i comparti. La produzione si sta orientando sempre più sulla qualità, e gli espositori lo hanno ben capito, un altro ed importante requisito è il fare rete proponendosi al pubblico in ampi sodalizi; qualche regione addirittura propone un “leit motiv” condiviso da tutte le attività produttive regionali. Quest’ultima opportunità è la nota dolente per il nostro “amato Trentino”, e la concorde visione del mondo vitivinicolo provinciale lo conferma, rilevando un’eccessiva frammentazione, grandi gruppi che non si parlano, si trovano in disaccordo sulle strategie da adottare, si promuovono autonomamente, un comparto dunque disarmonico, mentre si dovrebbe arrivare a parlare di vino trentino con un solo regista.

8 aprile 2011, al Vinitaly, conferenza stampa della Provincia di Trento

“Viticoltura di montagna” è questo il tema proposto nel convegno tenutosi presso lo stand della provincia di Trento che da anni è una delle protagoniste di Vinitaly, per l’occasione presente anche una nutrita rappresentaza dei soci e del direttivo ARGAV. Attilio Scienza, docente università di Milano, chiude le porte al biologico e al biodinamico, ma auspica la garanzia di un reddito decente a chi coltiva in montagna (il reddito minimo garantito è una prassi che in Alto Adige già si attua da decenni). Dalpez, direttore della Camera di Commercio di Trento, auspica che si definisca un progetto complessivo per recuperare la montagna, che ci si parli a 360 gradi e che si arrivi ad una vera aggregazione di tutti i produttori. Infine l’assessore all’Agricoltura della provincia, Tiziano Mellarini, sostiene che l’agricoltura di montagna non deve essere un vincolo ma un’opportunità da sfruttare per molteplici fattori, climatici, ambientali, territoriali.

In Trentino, necessario incominciare “una vera stagione del dialogo”. Dai 600 ai mille metri d’altitudine è racchiuso il settanta percento del territorio provinciale, e proprio a queste altitudini si è in grado di produrre vini aromatici, questi ultimi con grandi prospettive per il futuro, vitigni che si esprimono meglio proprio a mezza montagna. Mellarini ha annunciato la nomina di una consulta, che in tempi brevi dovrebbe concludere i lavori per dare un segnale forte che possa ripetere l’esperienza di “Trentodoc”. Ripete, e non lo fa solo ora, l’urgenza di promuovere il vino trentino, importante settore dell’economia provinciale, con un unico denominatore comune, incominciare insomma “una vera stagione del dialogo”.

Non solo Vinitaly. A margine del mondo vinicolo, ma forse non meno importante, il mondo dell’olio d’oliva, altro punto d’orgoglio dell’agricoltura nazionale, con “Sol” l’appuntamento che vede i migliori produttori di olio d’oliva nazionali presentarsi al grande pubblico che invade i padiglioni della fiera di Verona. Fa capolino da qualche anno anche il padiglione di “Agrifood” con la presentazione dei migliori prodotti alimentari nazionali, occasione per assaporarne alcuni. Quest’anno, per la prima volta, anche i produttori di birra, settore che vede in continuo aumento gli appassionati e gli interessati. Infine “Enolitech” ampio comparto in cui si possono toccare con mano le migliori tecnologie legate al mondo del vino, tappi, bottiglie, etichettatrici, torchi, botti di tutti i tipi, in mostra le vendemmiatrici meccaniche, stazioni di imbottigliamento mobili, molte altre curiosità e novità a disposizione di coltivatori e produttori. Nelle ampie sale convegni, e sono numerose, importanti appuntamenti con esperti e addetti ai lavori, passerella anche per i politici, un’occasione soprattutto per parlare del futuro della vitienologia italiana punto di forza dell’economia nazionale.

Chiuso Enolitech 2011, tra le novità esposte la “vendemmiatrice intelligente”e il distributore alla spina di olio fresco

Enolitech, il Salone internazionale delle tecniche per la viticoltura, l’enologia e le tecnologie olearie appena conclusosi a Veronafiere in contemporanea al Vinitaly, conferma anche quest’anno la sua vocazione ad essere vetrina privilegiata delle aziende maggiormente orientate a investire in ricerca e innovazione tecnologica.

Tra le novità dell’edizione 2011, alcune si candidano a cambiare radicalmente il concetto di lavoro in alcune fasi della filiera del vino e in quella dell’olio. È il caso della nuova vendemmiatrice New Holland, in grado di scegliere i grappoli in base alla qualità (vigoria, acidità, zucchero, ecc.) e di vendemmiare dividendo le uve in due tramogge direttamente in campo. La nuova vendemmiatrice EnoControl è stata sviluppata in collaborazione con un’azienda di fama mondiale, la Marchesi Antinori, che vanta oltre 600 anni di tradizione nella produzione vinicola. La Marchesi Antinori sta già utilizzando queste macchine per la raccolta delle proprie uve. Successo anche per il primo distributore automatico di olio fresco al mondo della Olivicoltori Riuniti, un’iniziativa che consente, da una parte, un notevole risparmio per il consumatore e dall’altra un incremento del reddito degli olivicoltori. Il tutto  nel rispetto della qualità dell’olio extravergine di oliva.

(fonte Veronafiere)

Chiusa con successo l’edizione 2011 del Vinitaly, dall’anno prossimo la rassegna apre di domenica

Il 45° Vinitaly chiude quasi a 156.000 visitatori, dei quali oltre 48.000 esteri (+3% esteri sul 2010). Nelle giornate business (giovedì, venerdì e lunedì) l’afflusso di operatori ha registrato un incremento del 10%. «La top ten delle provenienze – dice Ettore Riello, presidente di Veronafiere – vede la Germania in testa, seguita da Stati Uniti e Canada, Regno Unito, Svizzera, Francia, Austria, Paesi dell’Est Europa con una forte presenza della Russia, Cina e Hong Kong».

Dal 2012 si inizia di domenica. «La crescita degli operatori internazionali – dice Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere -, è un evidente segno della tendenza del mercato mondiale. Inoltre, nonostante i drammatici eventi che hanno colpito il Giappone è stata confermata la presenza dei buyer provenienti dal Sol Levante e Vinitaly in the World sta pensando a un’iniziativa particolare a favore del popolo giapponese, grande estimatore dei prodotti e della cultura made in Italy». Chiusa con successo l’edizione 2011, già si pensa a quella del 2012,  che cambierà  nei giorni di apertura, iniziando alla domenica per finire al mercoledì (1-4 aprile 2012) per dare ancora più spazio al business.

Su 891mila addetti in agricoltura, 210mila sono impiegati nella vitivinicoltura. Nel giorno di chiusura di Vinitaly, il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi, ha sottolineato l’importanza dell’agricoltura e della viticoltura per l’occupazione, tanto da rappresentare un dato in salute. «L’agricoltura e in particolare il settore vitivinicolo, secondo i dati Istat – ha specificato il ministro Sacconi – hanno registrato nel 2010 una crescita dell’1,9 per cento sull’anno precedente, un dato in controtendenza rispetto alle cifre generali». In particolare, ha messo in evidenza Sacconi, «su 891.000 addetti in agricoltura, 210.000 unità sono impiegate nella vitivinicoltura, per un segmento che nel suo complesso di filiera occupa 1 milione e 200.000 lavoratori». Uno dei meriti di questo trend positivo è senza dubbio riconducibile ai voucher, uno strumento maggiormente utilizzato nel Centro-Nord dell’Italia, «in grado di svolgere un compito efficace per quanto riguarda l’integrazione degli immigrati».

(fonti Veronafiere)