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Sol&agrifood e B/open, l’agroalimentare di qualità tra olio evo, bio, birre e sidri protagonista a Verona Fiere dal 2 al 5 aprile in contemporanea a Vinitaly

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Con 300 espositori provenienti anche dall’estero, Sol&Agrifood si conferma punto di riferimento internazionale per l’agroalimentare di qualità, per i comparti dell’olio extravergine di oliva, della birra artigianale e, new entry della 27ª edizione (Verona, 2-5 aprile) in contemporanea con Vinitaly, anche dei sidri. Ulteriore novità la compresenza di B/Open, rassegna b2b dedicata al biologico. Nel Padiglione C saranno presenti espositori in rappresentanza di tutte le regioni italiane; le collettive più numerose da Sicilia, Calabria, Abruzzo, Marche, Basilicata, Lazio, Umbria (Assoprol). Molto qualificata anche la partecipazione di aziende guidate da Italia Olivicola del CNO e dalla Confederazione italiana agricoltori (CIA); presenti anche aziende estere da Spagna, Turchia e Albania.

Inaugurazione. Come da tradizione, il convegno inaugurale si svolge nel secondo giorno della rassegna (3 aprile, ore 11,30 – Area Talk del padiglione Sol&Agrifood) e sarà incentrato sul tema “La sostenibilità è un costo o un’opportunità di business per le aziende agroalimentari?”. Sul concetto di sostenibilità la Commissione europea sta lavorando a un progetto di regolamento che ne disciplini l’utilizzo del termine, affiancandolo a un preciso disciplinare. Il sistema agroalimentare italiano è pronto a raccogliere la sfida? Ne parleranno Roberto Berutti (Commissione europea), Eugenio Puddu e Francesca Tognetti di Deloitte Italia, Gennaro Sicolo, vicepresidente Cia e presidente Italia Olivicola, Nicola Bertinelli, presidente Consorzio Parmigiano Reggiano. Le conclusioni saranno affidate all’On. Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare (invitato).

La birra artigianale, per essere pienamente apprezzata in tutte le sue favolose sfaccettature, va presentata e spiegata da professionisti che abbiano sia conoscenze tecniche vaste che una forte empatia nei confronti dei propri interlocutori. In questi ultimi anni, moltissimi gestori e addetti ai lavori operanti in contesti specializzati quali pub, ristoranti, birrerie e pizzerie a tema brassicolo hanno sostenuto e supportato il movimento birrario artigianale italiano con le loro capacità di diffusione culturale. 101 attività sparse in tutta Italia non sono solo alfieri per la commercializzazione di birra di qualità, ma anche luoghi ove si fa diffusione della “cultura brassicola“. “La “carica dei 101 ristoranti e pub: gli ambasciatori italiani della cultura birraria e del territorio” è il tema della tavola rotonda (3 aprile – Area Talk, Padiglione Sol&Agrifood – ore 16). Interverranno Natascia Tion, managing director di Ales&Co, Roberto Aliati, direttore commerciale di Aliati&Pedrazzini, Carlo Vischi, advisor specializzato in food&beverage, Carlo Schizzerotto, direttore generale del Consorzio Birra Italiana, Mauro Pellegrini, presidente di Unione Italiana Degustatori Birre (IDB). Modera: Lorenzo Dabove, in arte Kuaska.

Olivicoltura di montagna. Se da un lato l’olivicoltura si sta specializzando, in molte regioni italiane, è concentrata in aree marginali, in collina o in montagna. È un’olivicoltura che nasce dal passato, patrimonio storico, paesaggistico e ambientale che, purtroppo è in progressivo abbandono. Tanti i problemi, a partire dal frazionamento degli oliveti, per passare all’età avanzata degli olivicoltori, fino a costi di produzione sempre più insostenibili. Decine di migliaia di ettari destinati, in caso di abbandono, al rimboschimento. Occorre allora capire quale è e potrebbe essere il ruolo dell’olivicoltura di collina e montagna in Italia, a partire da una dimensione economica che eviti lo spopolamento e l’abbandono. Serve un’idea che dia dignità all’impresa olivicola, senza relegarla al semplice ruolo di custode del passato. “Far rinascere l’olivicoltura di collina e montagna: sogno o realtà?”, il tema dell’incontro (Area Talk – Padiglione Sol&Agrifood, 4 aprile, ore 15.00), al quale parteciperanno Marco Viola, presidente Assoprol Umbria, Raffaele Amore, presidente Consorzio Igp Campania, Pietro Di Paolo, Coop Larentana (Abruzzo), Giosuè Catania, presidente Consorzio Monte Etna. Le conclusioni saranno di Sebastiano Forestale, della Direzione generale delle politiche internazionali e dell’Unione europea. Modera: Alberto Grimelli

B/Open. Il mercato degli alimenti biologici ha raggiunto i 260 miliardi di dollari nel 2022 e in Italia vale 4,4 miliardi di euro dei quali quasi 3 di export (fonte: Nomisma). Iper e supermercati coprono la maggior parte delle vendite con 1,4 miliardi di euro a luglio 2022. Al secondo posto per dimensioni i discount, con vendite pari a 272 milioni, in crescita del +14% rispetto all’anno precedente. Al terzo posto i liberi servizi con vendite per 159 milioni di euro. L’e.commerce continua a crescere e fa segnare vendite che raggiungono i 78 milioni di euro (dati IQ Nielsen). Nel complesso, nel nostro Paese il comparto bio tiene meglio del convenzionale che, nel periodo gennaio-maggio 2022, ha fatto segnare una flessione delle vendite del 2,9% contro lo 0,4% del biologico. In valore, il cibo convenzionale perde l’1,9% mentre il bio cresce del 2,3%. Da questi numeri parte la tavola rotonda sul tema “La crescita del biologico e i consumi fuori casa: sinergie per la sostenibilità” (4 aprile – Area Talk – Padiglione Sol&Agrifood – ore 11.30). Moderato da Lorenzo Tosi, questo incontro si aprirà con un focus sulle dimensioni del settore nel 2022: il presidente di Assocertbio (Associazione degli Organismi di Certificazione del Biologico) Riccardo Cozzo, presenterà una recente indagine di scenario quantitativa, Riccardo Uleri, di Longino&Cardenal, offrirà una visuale reale dei trend del settore per trovare nuove chiavi di aggancio. Valentina Quattro, di ‘TheFork’, illustrerà i risultati di una recente indagine sulla sostenibilità svolta su più di 1000 utenti e ristoranti. Al Sottosegretario del Masaf, l’On. Luigi D’Eramo, il compito di delineare la politica per raggiungere gli obiettivi della “Farm To Fork”.

Artigianato alimentare e sostenibilità. La sostenibilità declinata tra ambiente, economia, sociale e culturale. Corollari che descrivono la necessità di conservare nella vita comune, non solo come testimonianza nei musei, il saper fare maturato in millenni di conoscenze e valori. Qui sta il ruolo dell’artigiano, già di per sé molto legato al territorio quindi garanzia di rispetto per l’ambiente e di presidio sociale ed economico, soprattutto in un paese baricentro della creatività mondiale come l’Italia. L’artigianato non è solo manualità, ma anche un continuo esercizio mentale perché la creatività dell’uomo resti sempre al centro della sua presenza attiva sul pianeta con la capacità di gestire l’intelligenza artificiale non di esserne gestito. Su queste premesse, si svilupperà la tavola rotonda sul tema “Il ruolo fondamentale dell’artigiano alimentare per la sostenibilità” (Area Talk – Padiglione Sol&Agrifood – 5 aprile, ore 11.30). Parteciperanno Francesca Petrini, CNA, Roberto Bava, già presidente della Compagnia del Cioccolato, Walter Massa, artigiano del vino e contadino, Giampaolo Sodano, presidente dell’Associazione dei Mastri Oleari e Massimo Spigaroli, norcino, patron dell’Antica Corte Pallavicina. Modera: Guido Stecchi, presidente dell’Accademia delle 5T.

Fonte: Servizio stampa Verona Fiere

Vinitaly 2023: dal 2 al 5 aprile, quartiere fieristico al completo e business protagonista. Dal 31 marzo al 3 aprile, il bello e il buono del vino si sposta in città con “Vinitaly and the city”

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Un quartiere fieristico di oltre 100mila mq netti, diciassette padiglioni tra fissi e tensostrutture al completo, pronti a diventare il più grande centro b2b internazionale del vino italiano e non solo, con più di 4mila aziende in rappresentanza di tutto il made in Italy enologico e da oltre 30 nazioni. Vinitaly 2023, il salone internazionale in programma a Veronafiere dal 2 al 5 aprile, rinsalda il proprio posizionamento business e di servizio a sostegno di uno dei settori tra i più strategici dell’export tricolore e, per la 55ª edizione, rafforza ulteriormente il piano di sviluppo dell’unica manifestazione che ha contribuito a segnare crescita e successo del vino italiano sui mercati internazionali.

Brand globale di promozione. “A pochi giorni dalla conclusione del Roadshow straordinario di Vinitaly in 9 Paesi di tre Continenti, realizzato in collaborazione con Ice-Agenzia unitamente alla rete internazionale dei nostri delegati esteri, abbiamo definito la selezione dei top buyer che saranno in fiera – spiega il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo -. In questo momento di grande cambiamento, tra sfide e opportunità, Vinitaly rimane un brand globale di promozione, in grado di generare nuovi sbocchi. Infatti, nel corso delle 13 tappe realizzate tra Europa, America e Asia abbiamo toccato con mano l’ulteriore potenziale sia sulle piazze più consolidate sia su quelle emergenti. Un potenziale – conclude Bricolo – che mettiamo a disposizione delle aziende già da questa edizione, con l’obiettivo di completare la mappatura di nuovi importatori e operatori qualificati entro il 2024. Uno sforzo e un investimento importante e necessario per garantire competitività al settore”.

Sguardo sempre più ad Oriente. Per l’amministratore delegato della Spa fieristica di Viale del Lavoro, Maurizio Danese: “L’ascolto delle imprese italiane è stato fondamentale per il varo dei prossimi Vinitaly. Non è un caso, se i Paesi protagonisti nel Roadshow sono nella top 10 degli obiettivi di mercato dei nostri espositori.  Così come la scelta di presidiare sempre di più l’Asia: Cina, Giappone, Sud Corea ma anche Singapore, Hong Kong, Vietnam e altri sommano infatti il 20% dei prossimi target internazionali delle imprese italiane del vino. Un’area emergente – prosegue Danese – che con la Cina segnerà il grande ritorno a Verona, grazie a una selezione di oltre 100 top Buyer del Dragone, tra gruppi dell’horeca, principali importatori e player dell’e-commerce. Ma l’evoluzione quali-quantitativa della domanda estera riguarderà ovviamente tutti i mercati di sbocco ed emergenti, dagli Stati Uniti al Canada, dalla Corea del Sud passando per il Vecchio Continente fino al Sud America con la previsione di incrementare i top buyer del 40% sul 2022”.

In contemporanea, Enolitech e Sol&Agrifood. Business, quindi, ma anche comunicazione. Vinitaly, infatti, è un mega spot al vino italiano con quasi 4miliardi di audience generata sui media in Italia e all’estero nella settimana clou della manifestazione. Un ritorno intangibile di promozione indiretta che coinvolge anche gli altri due saloni che si svolgono in contemporanea a Verona – Enolitech con Vinitaly Design e Sol&Agrifood con B/Open e Xcellent Beers – che portano il totale espositivo in quartiere a più di 4.400 aziende.

Tante iniziative. Per quanto riguarda i temi e i format business, il 55° Salone internazionale del vino e dei distillati sarà preceduto, sabato 1° aprile, da Vinitaly OperaWine, la degustazione prologo con i 130 produttori portabandiera selezionati da Wine Spectator. Mentre il palinsesto fieristico vede la conferma delle principali aree tematiche (Vinitaly Bio, International wine hall, Vinitaly Mixology e Micro Mega Wines a cura del wine writer Ian D’agata), del matching del Taste and Buy, con operatori selezionati dalla rete fieristica in collaborazione con i Consorzi di tutela e del Tasting Express con le più importanti riviste internazionali di settore. Oltre 70 le degustazioni previste ad oggi dal calendario ufficiale della manifestazione (in aggiornamento su vinitaly.com). Tra queste, il walk around tasting dei Tre Bicchieri 2023 del Gambero Rosso (domenica 2 aprile) e dell’Orange Wine Festival (3 aprile) che vede la presenza di aziende top da 10 paesi, oltre al Vinitaly TastingThe DoctorWine Selection a cura di Daniele Cernilli (2 e 3 aprile), ideato per i buyer e gli operatori dell’horeca e ai focus di Young to Young ovvero: Le giovani cantine si raccontano ai giovani comunicatori, tre sessioni di degustazione con dieci giovani produttori firmate da Paolo Massobrio e Marco Gatti.

Spazio anche ai Concorsi. Il 22 marzo ritorna l’International packaging competitionVinitaly Design, il concorso che premia il miglior packaging per trend, design e innovazione di vini, distillati, liquori, birra e olio extra vergine di oliva seguito dal 5 StarsWines The Book e Wine without walls, i riconoscimenti per le aziende che investono nel miglioramento qualitativo dei propri prodotti.

Fuori saloneProsegue, inoltre, la distinzione tra operatori in fiera e winelover. A questi ultimi è dedicato Vinitaly and the city, il percorso di wine talk, tasting, mostre ed eventi del fuori salone nei luoghi più rappresentativi della città Patrimonio Unesco: Piazza dei Signori, Cortile Mercato Vecchio e Cortile del Tribunale. In programma dal 31 marzo al 3 aprile, Vinitaly and the city è organizzato da Veronafiere con la collaborazione di Comune di Verona, Provincia di Verona e Fondazione Cariverona.

Fonte: Servizio stampa Veronafiere/Foto: Credits Veronafiere/Ennevifoto

1-2 febbraio, a Veronafiere la prima edizione di Fieragricola Tech. Tra i partecipanti anche l’agenzia regionale Veneto Agricoltura, che presenterà i primi dati del comparto agroalimentare veneto 2022.

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Innovazione, formazione e business insieme. È la formula adottata dalla prima edizione di Fieragricola Tech al debutto i prossimi 1 e 2 febbraio a Veronafiere, con 60 espositori e oltre 50 eventi tra convegni e workshop aziendali. «L’iniziativa si inserisce come evento ponte verso la 116ª edizione di Fieragricola (dal 31 gennaio al 3 febbraio 2024), rassegna espositiva internazionale dedicata all’agricoltura con forte verticalizzazione delle filiere della meccanica agricola, zootecnia, energie rinnovabili, servizi, vigneto e frutteto», afferma Maurizio Danese, amministratore delegato di Veronafiere.

Focus su digitalizzazione in agricoltura, robotica, smart irrigation, energie rinnovabili, biostimolanti e sistemi di biocontrollo. «L’obiettivo – spiega Sara Quotti Tubi, event manager di Fieragricola Tech – è quello di accompagnare le imprese agricole e zootecniche negli investimenti strategici per il futuro del settore primario, tenuto conto che sempre più la transizione ecologica e digitale, i cambiamenti climatici, la gestione dei rischi, la richiesta di incrementare le produzioni per rispondere ad una popolazione mondiale in aumento, l’economia circolare e la riduzione degli sprechi, e anche le difficoltà a reperire manodopera specializzata sono percorsi obbligati per le filiere agricole e le comunità rurali».

L’agricoltura sta compiendo passi da gigante nelle tecnologie che sviluppano sistemi di raccolta ed elaborazione dati, irrigazione e zootecnia di precisione e sistemi di produzione di energie rinnovabili da fonti agricole (dal biogas al biometano, fino ai pannelli solari e all’agrivoltaico), sostenuta anche da forti investimenti pubblici, tanto che in Italia solamente l’agricoltura 4.0 ha raggiunto 1,6 miliardi di euro nel 2021, secondo l’Osservatorio Smart Agrifood del Politecnico di Milano.
Fieragricola Tech si rivolge, in particolare, agli imprenditori agricoli e agromeccanici, allevatori, veterinari, agronomi, agrotecnici, periti agrari, energy manager, ingegneri e progettisti del settore agro-zootecnico, consorzi di bonifica, Università ed enti di ricerca, Pubblica Amministrazione. All’evento parteciperanno buyer, imprenditori agricoli e professionisti provenienti da Algeria, Croazia, Slovenia e Serbia (programma completo qui: https://www.fieragricola.it/category/event/).

Sul tema della risorsa acqua in agricoltura si concentra la partecipazione di Veneto Agricoltura a “Fieragricola Tech“. L’Agenzia della Regione Veneto sarà infatti presente con un proprio spazio espositivo dedicato all’acqua e in particolare ad una serie di progetti europei, che l’hanno vista protagonista di recente, incentrati sulla cattura e il trattenimento di questo prezioso elemento quando è presente in abbondanza (forti precipitazioni) e il suo utilizzo razionale e senza sprechi quando è carente (periodi siccitosi). Sempre in tema di acqua, Veneto Agricoltura proporrà, giovedì 2 febbraio (ore 15:30), il focus “Tecnologie per l’H20. L’H2O per l’agricoltura“. Lorenzo Furlan e Davide Misturini dell’Agenzia regionale presenteranno le esperienze realizzate presso le aziende pilota e dimostrative “ValleVecchia” di Caorle (Ve) e “Sasse Rami” di Ceregnano (Ro), mentre Francesco Domenichini di ARPAV illustrerà le nuove tecnologie per la previsione delle precipitazioni a supporto delle decisioni irrigue. Insieme a L’Informatore Agrario, Veneto Agricoltura sarà protagonista anche di uno workshop in programma sempre il 2 febbraio alle ore 14:00, dedicato ai biostimolanti. Obiettivo dell’incontro sarà quello di analizzare, attraverso la presentazione di una serie di casi di studio ed esperienze dirette in campo, il bilancio sull’uso dei biostimolanti dopo 10 anni di impiego. Interverranno il prof. Giuseppe Colla dell’Università della Tuscia e il dr. Franco Tosini del Centro Sperimentale per l’Ortofloricoltura di Veneto Agricoltura con sede a Rosolina (Ro). Inoltre, mercoledì 1° febbraio (ore 12:00), primo giorno di “Fieragricola Tech”, Veneto Agricoltura presenterà alla stampa i primi dati del comparto agroalimentare veneto nel 2022.

Fonte: Servizio stampa Veronafiere/Veneto Agricoltura

Merano WineFestival apre oggi con il summit “Respiro e grido della terra”

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Parola d’ordine sostenibilità. Il 31° Merano WineFestival apre con un importante summit “Respiro e grido della terra” che affronta il problema dell’acqua, in quanto risorsa primaria e fondamentale per la vita, i temi dell’innovazione, della sicurezza alimentare e della sostenibilità delle filiere enologiche, le certificazioni in viticoltura, nonché alcuni case history come il modello “Abruzzo sostenibile”. Argomento attuale e sempre più urgente che il patron del festival Helmuth Köcher ha voluto valorizzare coinvolgendo nomi illustri ed esperti in una conferenza al vertice che vuole essere ambasciatrice di un messaggio positivo e propositivo nel settore wine & food e non solo. Sei gli incontri ospitati al Teatro Puccini, tra venerdì 4 novembre, dalle 14.00 alle 17.00, e sabato 5 novembre, dalle 13.00 alle 18.00, giornata che concluderà con la cerimonia di apertura del festival, che si svolgerà sino all’8 novembre.

Il summit. “Fonti d’acqua le casseforti della vita” è il primo incontro dedicato all’acqua, quale elemento base della filiera enogastronomica dalle coltivazioni agli allevamenti, in merito al quale la grave crisi idrica in atto ne indica la drammaticità. Intervengono: Giuseppe Di Stefano – direttore generale Parco Villa Reale; Enrico Boerci – presidente Brianza Acque; Emanuele Kotakis – presidente Underwater; Lina Di Danieli – biologo Dolomia; Luigi Terzago – presidente FISAR; Andrea Pilotti – moderatore. A seguire “Wine & Sustainability: le certificazioni”, workshop che mette a confronto certificazioni e garanzie in viticoltura con Luca D’Attoma – enologo, agricoltura biologica e biodinamica; Luca Toninato – vice presidente Enogis; Giuseppe Ciotti – funzionario Masaf – SQNPI; Stefano Stefanucci – direttore nazionale Equalitas; Enrico De Micheli – amministratore delegato Agroqualità; Piero Bernabè – managing director Progress Spa; Riccardo Velasco – Crea Istituto San Michele all’Adige; Andrea Radic – giornalista moderatore. Chiude la prima giornata di summit un confronto tra i modelli di sostenibilità “Abruzzo Sostenibile VS New Zeland” con Emanuele Imprudente – assessore Agricoltura Abruzzo; Massimiliano Giansanti – presidente ConfAgricoltura; Austin Brick – Console Generale Nuova Zelanda in Italia; Lido Legnini – Ccia CH/PE; Antonella Ballone – Cccia Gran Sasso; Elena Sico – dirigente Regione Abruzzo; Pietro Gasparri – dirigente Masaf agricoltura biologica; Gennaro Strever – presidente Camera di Commercio Abruzzo; Angelo Gentile – responsabile nazionale Agricoltura Legambiente; Camillo Zulli – cantina Orsogna; Andrea Radic – moderatore.

La giornata di sabato inizia con il think talkAcqua dolce ed infrastrutture per l’agricoltura, ambiente marino e ristorazione” con Cosimo Nicastro – capitano di vascello e portavoce ufficiale della Guardia Costiera; Cav. Antonio Morabito – delegato presidenza nazionale per l’UNESCO e presidente di Verona FICLU; Paolo Cillis – sindaco di Pietragalla; Sergio Capaldo – presidente “La Granda s.r.l.” e ideatore dell’agricoltura simbiotica; Andrea Pilotti – moderatore. “Politiche europee sulla sicurezza alimentare”, il workshop dedicato a sicurezza alimentare, innovazione e sostenibilità ambientale per il mondo del vino, le politiche il Green Deal Europeo e Prospettive future a livello mondiale con; Denis Pantini – Nomina; Emanuele Imprudente – assessore Agricoltura Abruzzo; Luigi Moio – presidente OIV; Paolo De Castro – Commissione Agricoltura UE; Herbert Dorfmann – deputato Parlamento Europeo e membro commissione Agricoltura UE; Dante Stefano Del Vecchio – moderatore. A concludere gli incontri, “Dalla Georgia a Napoli: 8.000 anni di storia”, un approfondimento sulla storia dei vini e della sostenibilità dalla Georgia alla Campania nei giorni nostri con Nicola Caputo – assessore Agricoltura Regione Campania; Tommaso De Simone – presidente Cam.Com. Caserta; Adrea Prete – presidente Union Camere; Giorgio Murra – archeologo direttore del Mehnir Museum di Laconi; Otar Shamugia – Ministro Agricoltura Georgia; Attilio Scienza – ricercatore, professione, visionario; Anthony Muroni – presidente della Fondazione Mont’e Prama; Dante Stefano Del Vecchio – moderatore; Guido Inernizzi – co-moderatore. Quale sintesi dei sei incontri, le linee guida verranno riassunte in un MANIEFSTO, sottoscritto da tutti gli opinion leaders e stakeholders, da consegnare al Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste,  documento che metterà in evidenza come l’agricoltura e in particolare la viticoltura devono impegnarsi per adotta­re misure urgenti al fine di combattere i cambiamenti climatici e le loro conseguenze, puntando all’obiettivo comune stilato dal Green Deal Europeo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

Fonte: Servizio stampa Merano WineFestival

Dal 3 al 6 Novembre 2022 Fieracavalli torna in sella a Veronafiere

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Fieracavalli torna in sella per la sua 124a edizione nel suo format originale di quattro giorni, dal 3 al 6 novembre 2022 a Veronafiere. Sono 2.375 i cavalli di 60 razze protagonisti assoluti della manifestazione, riferimento per il settore equestre con 12 padiglioni da visitare, per un totale di 128mila metri quadrati, 695 aziende espositrici da 25 paesi e 200 eventi in programma, tra competizioni, spettacoli e convegni, tutto nel segno della sostenibilità. “Insieme. Vicini.” è il claim dell’edizione 2022 che si conferma non solo manifestazione di riferimento per la sua community, ma anche grande evento internazionale e appuntamento imperdibile per chiunque desideri entrare in contatto con un mondo in cui la passione per il cavallo incontra persone, business, sport, lifestyle, spettacolo, territori e innovazione digitale. Una sintesi perfetta, capace di coinvolgere tutti nel modo più̀ trasversale: aziende, operatori ed esperti, atleti, amanti del turismo “slow” e famiglie. 

Il viaggio nel mondo delle razze equestri invece inizia ai padiglioni 2 e 3, con le più antiche razze italiane e il cavallo da Sella Italiano, in collaborazione con Ministero dell’agricoltura e della sovranità alimentare e AIA. Al padiglione 9 invece ci si avventura nel mondo del cavallo di Pura Razza Spagnola, del Criollo e degli imponenti Frisoni. Alle tradizioni e ai cavalli d’oltreoceano sono dedicati due interi padiglioni (11 e 12): appaloosa, paint e quarter horse sono le razze americane in mostra, insieme all’ormai tradizionale appuntamento con il Westernshow. Spazio anche al principe delle razze equestri, il Purosangue Arabo, che diventa protagonista del prestigioso concorso morfologico internazionale dedicato a questa razza straordinaria.

Cavallo come vettore di forti messaggi che guardano con concretezza ai punti dell’agenda 2030 dell’ONU per lo sviluppo sostenibile. A caratterizzare l’edizione in questo senso ci pensano tre appuntamenti organizzati proprio per la giornata inaugurale e che toccano tre dei progetti bandiera della manifestazione. il primo è il viaggio a cavallo con il raid equestre Monaco-Verona, il progetto promosso da Fieracavalli e Veronafiere, che, a 17 anni dall’ultima edizione, torna a sensibilizzare a promuovere un turismo lento e sostenibile. Un itinerario di oltre 600 km, suddiviso in tappe, che collega la capitale bavarese al comune scaligero, dove i cavalieri arriveranno proprio nella mattina di giovedì 3 novembre. Nella stessa giornata è in programma la cerimonia di consegna dei primi diplomi del corso di tecnico di scuderia a detenuti ed ex detenuti della Casa Circondariale di Montorio, mentre la sera è in programma (nel padiglione 8) Riding the Blue Charity Dinner & Gala, che aprirà la prima serata del Gala d’Oro festeggiando la conclusione della raccolta fondi a favore del progetto di ricerca su ippoterapia e autismo inaugurato proprio dalla fiera nel 2019. Entrambi i progetti sono stati realizzati grazie alla fruttuosa e duratura collaborazione tra Fieracavalli e l’ASD Horse Valley Riding. Al Pad. 4 è invece allestita l’area talk “A cavallo della sostenibilità I Dialoghi sul futuro sostenibile del mondo equestre”, punto di confronto e pensiero sul futuro della società e del settore, fino al profondo lavoro di controllo e sensibilizzazione sul rispetto del cavallo attraverso il “codice etico di Fieracavalli”, documento programmatico e vincolante, condiviso con tutti gli espositori della manifestazione. L’attenzione al cavallo e al suo rapporto con l’uomo è anche al centro della Horse Friendly Arena (Pad.9), dove si alternano ogni giorno le dimostrazioni di alcune delle migliori scuole di addestramento naturale.

Fonte: Servizio stampa Fieracavalli

Vinitaly 2022. Il vino rimane una categoria strategica per la Distribuzione Moderna, per cui gli aumenti attesi dopo Pasqua dovrebbero essere contenuti

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Il prezzo delle bottiglie di vino nei supermercati aumenterà di certo a causa della tempesta inflattiva, ma per capire l’entità degli aumenti bisognerà attendere le statistiche del dopo Pasqua. La Distribuzione Moderna (DM) cercherà comunque di ridurre al minimo gli aumenti previsti perché considera strategica questa categoria. Già nei primi mesi dell’anno ha evitato di ritoccare i prezzi a scaffale riducendo lo sconto medio per i consumatori, recuperando in questo modo marginalità. Ma la flessione delle vendite registrata nei primi mesi del 2022 non deve trarre in inganno: il 2021 era partito troppo bene per il canale della DM, favorita da un semi lockdown, e quindi il paragone con lo stesso periodo del 2022 è fuorviante. In ultima analisi, il canale della DM non solo si conferma primario nei volumi, ma prosegue in una costante qualificazione verso l’alto, vendendo sempre più bottiglie a denominazione d’origine, a un prezzo medio crescente. Per le strategie future, sia riguardo la composizione dello scaffale sia riguardo la definizione dei prezzi, questo canale avrà bisogno della massima collaborazione tra cantine e insegne distributive. E’ quanto è emerso dalla 18° tavola rotonda su vino e Distribuzione Moderna, organizzata da Veronafiere, tenutasi a Vinitaly, che si chiude oggi, mercoledì 13 aprile, a Verona, e moderata da Luigi Rubinelli, cui hanno partecipato rappresentanti di Federvini e Unione Italiana Vini e rappresentanti delle insegne distributive, che hanno valutato i dati della ricerca “IRI per Vinitaly” presentati da Virgilio Romano, Business Insight Director di IRI.

I consumatori sembrano prediligere sullo scaffale sempre più le bottiglie da 0,75 a denominazione d’origine. Il loro prezzo medio continua a crescere: 5,55 euro per la bottiglia da 0,75 nel 2021 (con un aumento del 4,1% sul 2020), per un valore complessivo di quasi 1 miliardo e mezzo di euro. I prezzi medi delle bottiglie che compaiono nella speciale classifica IRI dei vini a maggior tasso di crescita sono indicativi delle tendenze: una bottiglia di Lugana costa 7,42 euro, l’Amarone 17,68 euro, il Valpolicella Ripasso 7,22 euro, il Nebbiolo 6,70 euro, il Sagrantino 9,35 euro; il Brunello di Montalcino 20,44 euro, il Lagrein 7,18 euro. É vero anche che un supermercato non è un’enoteca e quindi lavora sui grandi volumi, ma anche il vino più venduto nella DM italiana, il Chianti spunta un prezzo medio di 4,09 euro a bottiglia, per un valore complessivo di circa 83 milioni di euro.

Un discorso a parte va fatto per gli spumanti: nel 2021 sono cresciuti a volume del 17,9% e a valore del 20,0%, un successo dovuto alla loro prepotente entrata nel rito degli aperitivi, dal sempre maggiore gradimento dei giovani, e dallo sdoganamento come vino da pasto. Bisognerà, anche in questo caso, attendere i dati di Pasqua, una ricorrenza importante per le bollicine, per capire se performance così rilevanti potranno essere, almeno in parte, mantenute. La crescita delle bollicine è certamente trainata dall’exploit del Prosecco, ma vendono bene anche Moscato, Fragolino, Asti, Brachetto. Da sottolineare anche il fenomeno crescente della spumantizzazione dei vini tipici, molto gradita dai consumatori: Vermentino, Passerina, Negroamaro, Garda, Falanghina, Grillo, Ribolla, Pignoletto, Muller Thurgau, Novebolle (Romagna doc), Pecorino, Gewurztraminer, Fior d’Arancio (Colli Euganei doc) ed altri.

Prezzi. Nel corso della tavola rotonda Benedetto Marescotti, rappresentante di UIV Unione Italiana Vini (e direttore Marketing di Caviro) è intervenuto sulla questione dei prezzi: “Serve condivisione e collaborazione tra Produttori e Trade, una filiera vera dalla vigna alla tavola. Possiamo affrontare l’attuale crisi inflattiva solo in trasparenza, a garanzia del settore produttivo, della distribuzione e certamente non ultimo, dei consumatori”. Per Carrefour ogni decisione futura dovrà tener conto che la categoria dei vini è strategica, come ha sottolineato Gianmaria Polti, responsabile Beverage, Carrefour Italia: “Vogliamo continuare nel percorso di miglioramento dell’offerta per i nostri clienti sia per quanto riguarda la selezione che la promozione delle cantine e dei nostri prodotti a marchio, in una categoria che per Carrefour resta strategica”. Preoccupazione, ma anche ottimismo, sono stati espressi da Mirko Baggio, rappresentante di Federvini (e responsabile Vendite Gdo Italia di Villa Sandi SpA): “Dopo Pasqua l’inflazione si farà sentire nel comparto vino e spumanti, ma la forte crescita che hanno avuto nel 2021 le tipologie nel segmento premium fa ben sperare e ci fa pensare che un riposizionamento di tutto il comparto sia necessario per compensare gli elevati aumenti che ci sono stati per la materia prima vino e per i materiali secchi”. Sugli aumenti dei nuovi listini è intervenuto Francesco Scarcelli, responsabile Beverage di  Coop Italia: “La vera incognita sull’andamento del mercato riguarderà i prossimi mesi quando i nuovi listini andranno a scaffale, contestualmente al calo del potere di acquisto del consumatore finale, agli aumenti dei materiali di packaging e dei costi energetici e alle conseguenze sociali e economiche che il conflitto Russia/Ucraina sta generando: tutto questo porterà inevitabili effetti sulle vendite con una contrazione dei volumi.”

Fonte: Servizio stampa Verona Fiere

I Colli Euganei a Vinitaly 2022, tra degustazioni e pubblicazioni sulla biodiversità

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Anche sui Colli Euganei, in provincia di Padova, i produttori del territorio, capitanati dal Consorzio Vini Euganei. si preparano a sbarcare alla 54^ edizione di Vinitaly, in programma dal 10 al 13 aprile a Veronafiere. Oltre alla collettiva ospitata presso lo stand del Consorzio, che conta circa venti aziende tra coespositori e aziende a bancone, ci sono poi molte altre realtà euganee presenti in fiera, chi con proprio stand, chi ospite di altre aggregazioni per un totale di quasi 40 aziende.

Degustazioni guidate. “La partecipazione in presenza al salone internazionale del vino e dei distillati è un’opportunità che i Colli Euganei non vogliono perdere – commenta il presidente del Consorzio Marco Calaon – Dopo il blocco agli eventi imposto dall’emergenza sanitaria, ora i vignaioli e i brand tornano in campo per raccontare una storia fatta di cura, tempo e territorio, ma anche per fare business approfittando della presenza di ospiti e buyers internazionali alla fiera”. Per dare voce alle peculiarità di un territorio vocato alla viticoltura, sono in programma due degustazioni guidate da Francesco Saverio Russo, blogger e comunicatore del vino, ospitate nello stand del Consorzio (PAD 5, STAND E7). La prima – lunedì 11 aprile alle 11 – è dedicata ai bianchi e rivela “L’armonica aromaticità del Moscato Secco nei Colli Euganei come espressione contemporanea di territorio“; la seconda – martedì 12 aprile alle 15 – gioca di rosso e invita a scoprire “Il Merlot come traduttore d’eccellenza delle macroaree dei Colli Euganei“. (I posti sono limitati – info e prenotazioni whatsapp 345.7064681).

Oltre alle degustazioni, un appuntamento di tenore accademico completa il programma; lunedì pomeriggio è prevista la presentazione della pubblicazione a firma della neonata Associazione Graspo: “Biodiversità viticola, vitigni del passato per i vini del futuro”, un compendio sulle vecchie varietà presenti nel Veneto con un focus nel padovano. L’associazione ha raccolto e selezionato una notevole quantità di tipologie di uva, patrimonio originario e originale dei territori Veneti, con profili organolettici preziosi nell’ottica del contrastare le conseguenze del riscaldamento climatico in viticoltura. “Sui Colli Euganei la viticoltura ha contribuito a plasmare il territorio, integrandosi con boschi e prati nativi, questa riscoperta delle vecchie varietà, da parte sia della ricerca scientifica che da parte delle aziende, è di nuovo il segnale che la rotta euganea viaggia decisa sul binario della sostenibilità” conclude Calaon.

Fonte: Consorzio Vini Euganei

Ricerca “IRI per Vinitaly”, nella classifica dei vini più venduti nella Gdo, Lugana (Veneto/Lombardia), Amarone e Valpolicella Ripasso tra gli “emergenti”, continua la scalata del Prosecco (+22%)

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Le date di Vinitaly 2022 si avvicinano (10-13 aprile) e nel frattempo filtrano alcune anticipazioni, come la ricerca “IRI per Vinitaly” che verrà presentata lunedì 11 aprile in fiera, commentata da rappresentanti di Conad, Coop, Carrefour, Federvini, Unione Italiana Vini, nel corso della 18° edizione della tavola rotonda su vino e Distribuzione Moderna (DM) organizzata da Veronafiere a Vinitaly. IRI presenterà anche i dati del mercato del vino nella DM relativi al primo bimestre e alla prima metà di marzo 2022. Dati che si annunciano in territorio negativo, solo per via del confronto con un primo bimestre 2021 ancora molto influenzato dalla emergenza pandemica. Sarà anche illustrato l’andamento dei prezzi della bottiglia che nel primo bimestre non ha mostrato scostamenti significativi, ma andranno valutate le conseguenze degli aumenti dei costi energetici e delle materie prime e del conflitto ucraino.

Qualche dato. Il mercato del vino nella DM nel 2021 ha fatto registrare trend positivi: il vino a denominazione d’origine è cresciuto dell’1,8% a volume e del 5,9% a valore, con un prezzo medio di 5,55 euro (Docg, Doc, Igt, bottiglia 0,75; totale Italia, Discount, E Commerce, dati IRI). L’intero mercato del vino vale 700 milioni di litri per un valore di 2 miliardi e 269 milioni di euro (che arriva a 3 miliardi di euro con l’aggiunta delle bollicine). Il totale vino ha accusato una vistosa flessione dei formati diversi dalla bottiglia da 0,75 (bottiglioni, brik, plastica, bag in box, e altro) che ha influenzato il dato generale: +2,1% a valore, – 2,2% a volume. Notevole la performance delle bollicine che crescono a volume del 17,9% e a valore del 20,0%. Le vendite di vino nella Distribuzione Moderna (DM) nel 2021 hanno beneficiato di un primo bimestre segnato ancora da un semi lockdown e quindi da una posizione di vantaggio dei punti vendita della DM rispetto ad altri canali.

La classifica dei vini più venduti vede ai primi posti la tradizionale triade Chianti, Lambrusco, Montepulciano d’Abruzzo, con ogni tipologia che vende tra i 10 e i 15 milioni di litri, ma con una flessione del Lambrusco (- 6,7% a volume e – 5,7% a valore) e un buono spunto del Chianti (+3,7% a volume e + 5,4% a valore). E’ impressionante la crescita del Vermentino che si piazza al 5° posto con una crescita del 21,9% a volume e del 25,5% a valore. Il pugliese Primitivo aumenta a volume del 5,2% e dell’11,0 a valore, l’emiliano Pignoletto del 5,6% a volume e del 2,6% a valore, e il veneto Valpolicella del 15,9% a volume e del 16,9% a valore (incluso il Valpolicella Ripasso).

La classifica dei vini “emergenti”, cioè che hanno fatto registrare nel 2021 un maggior tasso di crescita a volume vede sul podio il Lugana (Veneto/Lombardia) con aumento del 34%, l’Amarone (Veneto) del 32%, il Valpolicella Ripasso (Veneto) del 26%. Buona la performance del Nebbiolo (Piemonte/Lombardia) con + 22%, del Ribolla (Friuli V. Giulia) con +19%, del Sagrantino (Umbria) +16%, e del Brunello di Montalcino (Toscana) +13%. Interessante anche la classifica delle bollicine con maggior tasso di vendita a volume: il primo posto va al Moscato, che cresce del 29%; non cessa di aumentare il Prosecco con +22%; il Fragolino spunta un buon +16%; il Muller Thurgau il 15%, l’Asti il 14%; il Brachetto il 12%.

Fonte: Servizio stampa Veronafiere

Nel 2021 balzo vendite italiano negli Usa, +18% . Ad OperaWine 2022, manifestazione-anteprima di Vinitaly (10-13 aprile), in degustazione i 130 migliori vini d’Italia per la rivista americana Wine Spectator

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Per “Wine Spectator”, la più diffusa rivista enoica americana, sono i 130 migliori vini d’Italia, testimoni della diversità e dell’autenticità del vino tricolore sul mercato americano e da oggi sono ufficialmente i protagonisti dell’11ª edizione di OperaWine 2022, la super degustazione in programma sabato 9 aprile alle ex Gallerie Mercatali e che, come da tradizione, fa da anteprima a Vinitaly (Veronafiere, 10-13 aprile). La lista dei 130 produttori portabandiera, selezionati in rappresentanza di tutte le regioni italiane dalla più importante rivista enoica degli States nonché la più influente al mondo, è stata presentata a New York nei giorni scorsi nel corso di una conferenza stampa, aperta anche agli operatori professionali statunitensi, al ristorante Gattopardo nell’ambito del roadshow di promozione e incoming per il 54° Salone internazionale dei vini e distillati.

Sul podio della classifica regionale, la Toscana guida la squadra enoica di OperaWine 2022 con 36 produttori, seguita da Piemonte (20) e Veneto (19). A dominare, nelle valutazioni di “Wine Spectator”, sono i rossi con 97 etichette in degustazione il 9 aprile a Verona. Tra queste primeggiano le denominazioni di Barolo (15), Brunello (13), Amarone e Chianti Classico entrambe a quota 9. Completano il super tasting dell’Italia enoica 22 vini bianchi, 9 sparkling e 2 vini dolci/passiti. Da Nord a Sud, sono nove le cantine new entry di OperaWine 2022, mentre sono 21 le ‘all timer’ ossia presenti dalla prima edizione del 2012. Per il dg di Veronafiere, Giovanni Mantovani: “Gli Stati Uniti sono sempre più mercato di riferimento per i Paesi produttori; la domanda Usa – come rileva l’Osservatorio Uiv-Vinitaly – nel 2021 ha azzerato il Covid con gli interessi grazie a un incremento delle importazioni complessive a valore del 26% sul 2020, ma anche del 14% rispetto all’anno pre-pandemico 2019. In questo contesto – prosegue Mantovani – l’Italia si conferma, assieme alla Francia, produttore di riferimento con quasi 1/3 del mercato di vini di importazione e un balzo a valore del 18%, a 2,26 miliardi di dollari. L’ampliamento della selezione di Wine Spectator a 130 vini è il segnale della costante crescita qualitativa del vino italiano su questa piazza strategica. Non è un caso – conclude il direttore generale di Veronafiere – se al prossimo Vinitaly, oltre alla fondamentale partnership con Wine Spectator per OperaWine, il focus inaugurale sarà dedicato al nostro primo mercato al mondo e al Canada, che saranno presenti alla quattro giorni b2b con un contingente straordinario di buyer, grazie anche alla collaborazione di Ice Agenzia”.

Fonte: Servizio stampa Veronafiere
 

Fieragricola spostata da gennaio a marzo, Progetto Fuoco da febbraio a maggio 2022

Fieragricola

Di fronte all’aumento dei contagi a livello globale di Covid 19, Veronafiere modifica il calendario di alcune rassegne internazionali b2b (business to business) in programma tra gennaio e febbraio 2022.

La 115ª edizione di Fieragricola (International Agricultural Technologies Show), inizialmente prevista dal 26 al 29 gennaio, viene riprogrammata dal 2 al 5 marzo 2022. Slitta in avanti anche Progetto Fuoco, salone internazionale sul riscaldamento a biomasse legnose, organizzato dalla società Piemmeti (controllata da Veronafiere) che dalla data di febbraio (23-26) si posizionerà nel mese di maggio (le nuove date saranno comunicate a breve). Anche EOS-European Outdoor Show (organizzato dalla società Eos Srl) è a calendario nel mese di febbraio: in questi giorni gli organizzatori stanno valutando con gli espositori le scelte più opportune relative al miglior periodo per lo svolgimento della manifestazione dedicata a caccia, pesca e attività outdoor. Motor Bike Expo, la manifestazione dedicata alla passione per la moto, ferme restando le regole e i protocolli vigenti e nel rispetto degli stessi, si svolgerà dal 13 al 16 gennaio prossimi.

Variazioni concertate. Le variazioni nel calendario invernale di Veronafiere sono state condivise con le associazioni di categoria e gli espositori e riguardano rassegne b2b di livello internazionale. L’obiettivo dei rinvii, infatti, è quello di garantire un’adeguata presenza dall’estero di aziende e operatori specializzati che oggi, altrimenti, non potrebbero partecipare per le limitazioni agli spostamenti causate dalla situazione pandemica.In fiera si entra soltanto con super green pass: un sistema che ha dimostrato la propria validità anche in occasione di rassegne consumer di grande pubblico, come l’ultima edizione di Fieracavalli.

Fonte: Servizio stampa Veronafiere