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Il Radicchio di Chioggia Igp al Macfrut di Rimini

Boscolo Macfrut 2019

Dopo oltre un anno e mezzo di relazioni virtuali torna “in presenza” il Macfrut, la più importante kermesse italiana della filiera ortofrutticola, di nuovo ospite nelle strutture della Fiera di Rimini da martedì 7 a giovedì 9 settembre. La voglia del settore di ritornare a “relazioni di contatto” è stata sottolineata nella conferenza stampa di presentazione evidenziando numeri definiti “miracolosi”, vista la persistente situazione di incertezza a livello internazionale: 800 espositori in rappresentanza dell’intera filiera (produzione, tecnologie, macchinari, packaging, logistica, servizi, etc), con circa il 20% di presenza straniera, adesione dei grandi player italiani del settore, più di 500 buyer internazionali accreditati, oltre una quarantina di eventi tra meeting, workshop, convegni e incontri stampa, molti dei quali promossi direttamente dalle aziende espositrici che scelgono Macfrut per presentare le loro novità nel corso della tre giorni, a cui si aggiungono le prove tecniche in campo in un’apposita area dedicata. La contemporanea presenza di Fieravicola, Fiera internazionale delle attività avicunicole, fa della tre giorni riminese il primo grande evento “in presenza” dedicato all’agrifood. E a questa rassegna internazionale torna “in presenza” anche il Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp, con la postazione nella collettiva di OPO Veneto (Pad. B5 – Stand 035), che in grande spazio centrale allestito con materiali ecosostenibili, offrirà una suggestiva immagine della campagna veneta, nella quale saranno presentati i suoi più prestigiosi e importanti prodotti tipici DOP e IGP, garantiti 100% italiani. I consorzi partner della collettiva Veneto, oltre a quello del Radicchio di Chioggia Igp, sono i consorzi del Radicchio rosso di Treviso e variegato di Castelfranco, dell’Aglio bianco polesano, dell’Insalata di Lusia e dell’Asparago di Badoere. Durante la fiera lo staff di Verde a NordEst realizzerà dirette streaming con i protagonisti Macfrut, che saranno poi diffuse in tutto il Nord Italia con il settimanale televisivo in onda sulle più importanti emittenti tv regionali.

Sostenibilità ambientale e identificazione dell’origine. «Ci collochiamo all’interno dell’area di Opo Veneto, che è socio importante sia del Consorzio che dell’Ortomercato di Chioggia – spiega il presidente del Consorzio, Giuseppe Boscolo Palo – perché condividiamo le scelte in tema di sostenibilità ambientale e identificazione dell’origine: è una scelta convinta in risposta alla crescente domanda di prodotti di qualità in ambienti di qualità. Salubrità, freschezza, stagionalità, garanzia di qualità – prosegue Boscolo – sono certificati dai marchi Igp e Dop, come il nostro Radicchio di Chioggia, che esporremo nelle sue diverse presentazioni del prodotto fresco, dalle cassette per la ristorazione, alle confezioni per le famiglie, fino al prodotto in busta già lavato per il consumatore che lo vuole pronto in tavola. Assieme al prodotto fresco porteremo in esposizione anche alcuni dei prodotti gastronomici che lo contengono: paste fresche ripiene, buste di essiccato per risotti, torte e specialità da forno, pizze e birre artigianali. A settembre – conclude il presidente del Consorzio – ha preso avvio la campagna di raccolta della tipologia tardivo autunno-invernale di Radicchio di Chioggia Igp, i cui conferimenti quotidiani già iniziati all’Ortomercato di Chioggia mostrano un prodotto di ottima qualità e pezzatura». A Macfrut, organizzato da Cesena Fiera, (orario 9.30-18.00) si potrà accedere solo con Green Pass o titolo internazionale equivalente. Per chi ne è sprovvisto sarà possibile effettuare un tampone rapido nei due ingressi della Fiera. L’ingresso alla manifestazione è aperto agli operatori specializzati, con registrazione obbligatoria al sito www.macfrut.com.

11-13 settembre 2020, a Longarone Fiere (BL) e nei boschi del Cansiglio la seconda edizione della Fiera & Festival delle Foreste

“Si apre un’edizione speciale, di grande prestigio internazionale per il numero e la qualità dei soggetti proponenti. Un’occasione d’oro per ragionare assieme di cambiamenti climatici, gestione e rilancio del territorio e delle montagne, con un focus particolare sul Green Deal, l’importante programma europeo per la sostenibilità futura del pianeta”. A dirlo è il presidente di Longarone Fiere, Gian Angelo Bellati nel presentare la seconda edizione di Fiera & Festival delle Foreste, che si terrà tra Veneto e Friuli venerdì 11, sabato 12 e domenica 13 settembre.

Nella tre giorni è previsto un ricco programma d’iniziative divise tra i padiglioni di Longarone Fiere (BL), dove ci saranno le conferenze e gli eventi culturali, e i boschi del Cansiglio, in cui si terranno le dimostrazioni nei cantieri per l’esbosco delle ceppaie rimaste dopo l’abbattimento degli alberi per la tempesta Vaia, la lavorazione dei terreni e la viabilità forestale.

Particolarmente importante è la giornata di venerdì 11 settembre, che si aprirà a Longarone e proseguirà nel pomeriggio sul Cansiglio. Alle ore 9:30, presso l’Hangar del Cansiglio, si svolgerà il focus “Risorse genetiche e vivaismo forestale dopo la tempesta Vaia”, un tema – quello delle risorse genetiche da utilizzare e delle modalità da adottare nella realizzazione degli interventi di rimboschimento post Vaia – che si è posto in maniera preponderante tra gli addetti ai lavori alle prese con il ripristino dei boschi devastati dalla tempesta che ha colpito le nostre montagne nel 2018. In pratica, sarà fatto il punto sulle modalità più consone da seguire per la messa a dimora nel Veneto di milioni di alberi, considerando l’impatto dei cambiamenti climatici e la necessità di garantire la biodiversità. Tutto ciò valutando quelle che devono essere le caratteristiche tecniche più adeguate per la produzione delle giovani piante. E’ prevista la partecipazione di importanti esperti che porteranno anche le esperienze in corso in altre Regioni dell’arco alpino. L’incontro, promosso da Veneto Agricoltura in collaborazione con ANARF, sarà proposto anche in diretta sulla piattaforma ZOOM e Facebook.

Sempre venerdì 11 settembre (ore 14:30),nel corso di un incontro che si terrà presso la sala Piave a LongaroneFiere, sarà presentato il progetto nazionale “For.Italy”, finanziato dal Ministero dell’Agricoltura e con la partecipazione di tutte le Regioni italiane. Il progetto prevede l’attivazione di corsi di formazione interregionali per “Istruttori forestali”, una nuova figura professionale per la gestione in sicurezza dei lavori in bosco. L’incontro online sarà anche l’occasione per lanciare il “Cantiere dimostrativo”, previsto per fine ottobre in Cansiglio, un’iniziativa che si svolgerà nella Foresta dei Dogi e che prevede l’allestimento di diverse stazioni dimostrative, con la presenza operativa di macchine e attrezzature. Il webinar, promosso da Veneto Agricoltura in collaborazione con il Ministero, la Regione Veneto e la Regione Piemonte, sarà proposto anche in diretta sulla piattaforma ZOOM e Facebook.

Ancora venerdì 11 settembre (ore 15:30), sempre a LongaroneFiere (sala Piave), sarà presentato il progetto “Malgonera”, la Foresta di Taibon Agordino (Bl) gestita da Veneto Agricoltura divenuta dopo la tempesta Vaia autentico laboratorio a cielo aperto. Infatti, sulla base di un progetto di studio messo a punto dall’Università degli Studi di Padova – Dipartimento Territorio e Sistemi Agroforestali, la Foresta demaniale regionale di Malgonera è diventata un importante sito di osservazione dell’evoluzione di un ecosistema forestale sottoposto ad un  evento naturale di grave entità quale è stato la tempesta Vaia. Il progetto, in estrema sintesi, ha definito le più opportune modalità di ricostituzione boschiva. Anche questo focus sarà proposto in diretta online sulla piattaforma ZOOM e Facebook.

L’intensa giornata di venerdì 11 settembre si concluderà (ore 16:30) con un altro focus, che si terrà sia in presenza che in diretta online sulla piattaforma ZOOM e Facebook, dedicato al Rapporto sullo stato delle foreste del Veneto. I boschi regionali e il complesso sistema “Foresta-Legno” ad essi collegato, assumono un’importanza strategica per la tutela del territorio e per lo sviluppo economico del Veneto. La conoscenza approfondita e la possibilità di disporre di dati e informazioni di dettaglio attraverso l’elaborazione di un Rapporto aggiornato, si pone come elemento fondamentale per la definizione di scelte tecniche, gestionali e di natura economica. Il focus viene proposto in collaborazione con Regione Veneto.

Domenica 13 settembre (ore 11:00), presso la sala Costantini in Fiera a Longarone, e in diretta online su Facebook, si svolgerà l’assegnazione del Premio “Jean Giono: l’uomo che piantava gli alberi”, edizione 2020. Dopo il felice esordio nel 2019, torna dunque il Premio che Veneto Agricoltura assegna a chi si è contraddistinto nella sua vita professionale o sociale nella promozione e realizzazione di impianti di vegetazione legnosa. Quest’anno il Premio viene assegnato a quattro personalità, una per ciascuna delle quattro categorie previste (Agricoltore; Tecnico-Ricercatore; Rappresentante di Amministrazione locale; Rappresentante dell’associazionismo). I vincitori riceveranno ciascuno ben 250 piante di  alberi/arbusti prodotti dal “Centro Biodiversità Vegetale e Fuori Foresta” di Veneto Agricoltura. Il Premio “Jean Giono: l’uomo che piantava gli alberi” intende ricordare lo scrittore francese Jean Giono, autore del libro “L’uomo che piantava gli alberi”, una storia di uno schivo antieroe che negli anni che seguirono la Prima Guerra Mondiale compì una silenziosa opera di rimboschimento delle pendici montuose della Francia meridionale ridando vita alla terra e alla comunità del luogo.

Per partecipare agli eventi del Festival delle Foreste è necessario registrasi entro il 9 settembre al seguente indirizzo internet:

https://www.longaronefiere.it/veneto-agricoltura-fff2020

 

Il

Fonte: Servizio stampa Longarone Fiere

Il “Principe rosso” di Chioggia in mostra a Berlino sogna di diventare un ingrediente Igp per le grandi catene del fast food

Anche quest’anno il Consorzio tutela Radicchio di Chioggia Igp sarà presente al Fruit Logistica di Berlino, il principale appuntamento per il settore ortofrutticolo internazionale, in calendario sino a venerdì 7 febbraio. Come ormai consuetudine, la postazione del Consorzio è collocata nello spazio espositivo collettivo della Regione Veneto (Hall 2.2, Stand C13), nel padiglione dove è concentrata gran parte della presenza italiana. Guida la delegazione il presidente Giuseppe Boscolo Palo, accompagnato dal consigliere Patrizio Garbin e dall’addetto stampa Umberto Tiozzo; ci sarà anche Pietro Cigna, direttore dell’Ortomercato di Chioggia, a conferma dell’azione sinergica tra le due realtà per la promozione e la commercializzazione del famoso “Principe Rosso”.

Grande interesse per il prodotto pronto al consumo. «Questa missione a Berlino – spiega il presidente del Consorzio di tutela, Giuseppe Boscolo Palo – fa parte di un progetto di promozione cofinanziato dal Ministero delle Politiche Agricole. Fruit Logistica è un appuntamento obbligato – prosegue Boscolo – per consolidare l’azione di penetrazione nel Nord Europa, un mercato particolarmente importante per l’elevato potere d’acquisto di queste popolazioni, fortemente interessate soprattutto al prodotto pronto al consumo, tagliato e lavato. Per questo abbiamo recentemente aggiornato il disciplinare di produzione, già approvato dal Ministero delle Politiche Agricole ed ora al vaglio della Commissione Europea; così dalla prossima campagna produttiva di primavera oltre al miglioramento delle performances in campagna e allo snellimento delle procedure di commercializzazione, sarà possibile l’apposizione di marchi identificativi comunitari anche sulle buste del prodotto tagliato, lavato e pronto al consumo”.

Segreta speranza. Il presidente del Consorzio, confessa con un sorriso, la speranza di attirare già a Berlino l’attenzione delle grandi catene del fast food, per provare a replicare il successo della “Cipolla rossa di Tropea Calabria IGP”, che l’anno scorso è stata impiegata da Mc Donald’s per confezionare oltre 10 milioni di hamburger, nella cui ricetta c’è anche dell’insalata. Una foglia croccante di “Radicchio di Chioggia” pesa circa 20 grammi: messa negli hamburger assorbirebbe più di 2000 quintali di prodotto, facendo quasi quintuplicare i quantitativi di radicchio a marchio commercializzati nell’ultima annata. E naturalmente i nostri confezionatori di IV gamma sono già pronti a fornire il prodotto, lavato, sfogliato a misura del burger e pronto all’uso in buste per il fast food.»

Fonte: Servizio stampa Consorzio di tutela Radicchio di Chioggia Igp

Al via oggi a Verona sino a sabato 1 febbraio 2020 Fieragricola

È scattato il conto alla rovescia per la 114ª edizione di Fieragricola, rassegna internazionale di agricoltura, meccanica agricola, zootecnia, agroforniture, energie rinnovabili e servizi, in programma a Verona Fiere da oggi, mercoledì 29 gennaio  a sabato 1 febbraio. Attese, al convegno inaugurale dedicato all’agribusiness di Ue e Italia in Africa, la ministra alle Politiche agricole, Teresa Bellanova, e la ministra dell’Agricoltura della Croazia, Marija Vučković.

La manifestazione si conferma tra le più rilevanti nel panorama europeo e presenta numeri in crescita: 10 padiglioni occupati, 900 espositori (+8,2% sull’edizione 2018), una superficie netta di 67.600 metri quadrati netti (+18,7%), due aree demo esterne di 9.500 metri quadrati allestite per gli «special show», 800 capi di bestiame in esposizione (+14,3%), oltre 130 convegni, approfondimenti e corsi di formazione in calendario. Molti anche i premi e i concorsi in calendario nei quattro giorni di manifestazione.

Sicurezza prodotti, spreco, chimica e bio, Italia parte in pole. Lo studio realizzato dall’Osservatorio Fieragricola -Nomisma, presentato nei giorni scorsi a Roma, ha messo in luce come l’agricoltura italiana, in attesa del Green Deal europeo, il piano operativo sull’economia verde più importante della storia, sia già in vantaggio su uno dei paradigmi cardine: la salubrità e la sicurezza dei suoi alimenti, che presentano le percentuali più alte di prodotti che secondo i controlli dell’autorità per la sicurezza alimentare (Efsa) risultano essere assolutamente privi di residui, meglio di quanto possano vantare Francia, Spagna e Germania. Buone notizie anche sul fronte degli sprechi, con i rifiuti alimentari pro-capite (126 kg annui) del 16% inferiori alla media europea e in forte calo nell’ultimo decennio. Dalla tavola alla terra, secondo il report, le virtù si sommano: lo Stivale detiene il record Ue di superficie e incidenza bio per seminativi e colture permanenti con 1,5 milioni di ettari, davanti a Francia, Spagna e Germania, mentre calano anche le emissioni di gas serra (-12,3% negli ultimi vent’anni secondo Eurostat), che incidono per il 7% sul totale delle emissioni contro il 10% della media europea. Ma la sensibilità green degli agricoltori e dei prodotti italiani è ancora più evidente alla prova di agrofarmaci e fertilizzanti. Infatti, secondo l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), nell’ultimo decennio se ne è fatto sempre meno uso e spesso i consumi si sono dimezzati: è il caso degli insetticidi (da 1 ,2 kg di principi attivi ad ettaro a 0,6 kg), dei fungicidi (-30%), degli erbicidi (-20%), ma anche di azoto (-25%), anidride fosforica (-36%), ossido di potassio (-50%).

Biodiversità e foreste da proteggere, emergenza acqua ed erosione suolo. E proprio dalla tutela del territorio e delle sue risorse arrivano gli elementi su cui sarà fondamentale operare un salto di qualità. Se – per l’indagine Fieragricola Nomisma – sul fronte della tutela della biodiversità e delle aree boschive l’Italia è stabilmente nella top 5 dei Paesi Ue, è invece più problematica la gestione del fattore acqua, con il Belpaese fanalino di coda nel rapporto prelievi/risorse idriche, dove l’agricoltura incide per la metà del proprio utilizzo complessivo. Un problema  strutturale da mitigare attraverso sistemi intelligenti di gestione – come l’irrigazione di precisione – al pari dei consumi di energia da fonti rinnovabili che nel primario rappresenta solo il 2% dei consumi totali. Gravosi infine, e sempre più nemici della preservazione del territorio e dell’ambiente, i fenomeni di consumo del suolo, cresciuti del 50% solo negli ultimi 30 anni, così come l’erosione da acqua che vede il nostro Paese in cima alla classifica europea per i danni inferti al territorio da tali eventi metereologici. In media in Italia si verifica un’erosione di quasi 9 tonnellate di suolo per ettaro all’anno, contro i 4 della Spagna e i 2 della Francia.

Sostenibilità ambientale ma non economica. «È evidente – ha detto il responsabile agroalimentare di Nomisma e curatore dello studio, Denis Pantini – come dallo studio emergano gli enormi sforzi fatti negli anni dagli agricoltori italiani per rendere la propria attività più rispettosa dell’ambiente e come il loro operato sia fondamentale per la tutela dei nostri territori, soprattutto a fronte delle calamità prodotte dai cambiamenti climatici. Una sostenibilità ambientale che però non può essere scollegata da quella economica, senza la quale l’attività agricola stessa non può esistere. E da questo lato, purtroppo, negli ultimi cinque anni i redditi delle imprese agricole italiane non si sono mossi, a fronte invece di quelli degli agricoltori spagnoli e francesi». Sul piano economico complessivo, l’Italia è in testa nel panorama produttivo europeo come valore aggiunto (32,2 miliardi di euro, media ultimo biennio), al secondo posto dietro la Francia (76,3 miliardi di euro) per valore della produzione (56,7 miliardi di euro, media biennio), mentre è più indietro (4ª) nell’export, a 7,6 miliardi di euro. Critica invece la situazione relativa al reddito delle imprese, segnalato nell’ultimo quinquennio in calo nel Belpaese dell’1% a fronte di una media Ue a +6%, con Spagna e Francia a +11%.

Fonte: servizio stampa Verona Fiere

Agroalimentare bio e benessere naturale, nasce l’alleanza internazionale delle fiere b2b. Dall’1 al 3 aprile 2020 debutta a Veronafiere b/open, rivolta ai professionisti.

Nasce “The Organic Trade Fairs Alliance”, una nuova alleanza a livello internazionale che unisce le fiere b2b del biologico italiane ed estere. In prima fila nel promuovere il progetto, B/Open, la manifestazione organizzata da Veronafiere (1-3 aprile 2020), insieme a Bio-Beurs (Zwolle-Olanda, 22-23 gennaio 2020), Organic&Natural Products Expo (Johannesburg-Sudafrica, 8-10 maggio 2020) e Natexpo (Lyon-Francia, 21-22 settembre 2020).

The Organic Trade Fairs Alliance è una piattaforma globale e un forum di scambio di conoscenze, che mira a fornire sostegno al settore dell’agricoltura biologica, dell’industria alimentare biologica e dei cosmetici naturali. Con un obiettivo ben definito: diffondere e supportare un modello di nutrizione e di personal care focalizzato su tutto ciò che è sano e salutare, sull’attenzione all’ambiente, al clima globale e al rispetto dei lavoratori.«Veronafiere, attraverso B/Open, ha intercettato uno spazio di mercato rivolto al segmento b2b del mondo biologico, che risultava ancora scoperto e andava presidiato», è il commento del direttore commerciale di Veronafiere Flavio Innocenzi.

B/Open, in programma a Verona dall’1 al 3 aprile 2020, è la prima fiera in Italia esclusivamente b2b, rivolta agli operatori del food certificato biologico e del natural self-care. Dalle materie prime al prodotto finito al packaging, la nuova manifestazione di Veronafiere presenta tutta la filiera, frutto di un’accurata selezione delle aziende espositrici studiata sulle esigenze dei compratori professionali. Tra le tante conferme, nell’organic food, Cereal Docks, Agricola Grains, Altalanga oltre al gruppo Specchiasol (con i marchi Larico e San Demetrio) e Chiara Cantoni, partner di Ringana, per la cosmesi naturale e il settore fitoterapico.

Patrocinata da Aiab (Associazione Italiana Agricoltura Biologica) e da Regione Veneto e supportata da Ass.O.Cert.Bio (Associazione Organismi di Certificazione del Biologico italiani), Bioagricert (Organismo di controllo e certificazione biologica), Ccpb (Consorzio Controllo Prodotti Biologici ), la rassegna si svolgerà nei padiglioni 1 e 2 di Veronafiere. Più specificatamente, nel segmento dell’alimentazione biologica saranno rappresentati anche i prodotti nutraceutici, dietetici, integratori, pet food, servizi, packaging ecologici; ingredientistica per prodotti bio, ma anche prodotti per il benessere; bellezza e cura della persona comprenderanno cosmesi, trattamenti naturali, piante officinali e derivati, prodotti per la salute e la cura della persona, servizi. B/Open sposa inoltre un format interattivo, con numerosi momenti di networking e formazione, esclusivamente dedicati a produttori, trasformatori e operatori professionali.

I numero del settore. Secondo gli ultimi dati disponibili diffusi dal Fibl (istituto di ricerca tedesco dell’agricoltura biologica) e relativi al 2017, la filiera «organic» mondiale ha raggiunto un fatturato di 92 miliardi di euro, con 70 milioni di ettari coltivati da 2,9 milioni di produttori. In Italia il comparto bio dà lavoro a 76mila aziende, sviluppa un fatturato di 3,6 miliardi di euro e rappresenta circa il 4% della spesa alimentare globale degli italiani. Accanto al settore dell’agro-alimentare, anche il mercato della cosmesi biologica sta vivendo un periodo di crescita economica. Secondo gli ultimi dati di Cosmetica Italia, il fatturato green nel 2017 delle aziende intervistate tocca 1 miliardo di euro, pari al 9,5% del fatturato cosmetico italiano (10,9 miliardi di euro).
Fonte: Servizio stampa Veronafiere

25-28 aprile 2019, a Santa Maria di Sala (VE) si tiene Formaggio in Villa

Dal 25 al 28 aprile in Villa Farsetti a Santa Maria di Sala (VE) si svolgerà “Formaggio in Villa“, manifestazione che mette in mostra formaggi e salumi italiani di qualità, con degustazioni e assaggi negli stand.

Alla scoperta delle diverse anime della Dop veneto-trentina. Tra i partecipanti, il Consorzio di tutela Asiago Dop, che sarà presente con otto soci che mostreranno ai visitatori come, pur seguendo lo stesso rigido disciplinare di produzione, l’Asiago Dop possa essere proposto secondo un’infinita varietà di sapori e profumi che esprimono la personalità del produttore, le caratteristiche del latte, la stagione di produzione. Agli appassionati, il Consorzio propone anche due masterclass: giovedì 25 aprile alle ore 17, con E tu, di che Asiago sei? dove, condotti dal barman Roberto Pellegrini, si conosce da vicino il mondo Asiago Dop celebrando i suoi 40 anni  abbinandolo a cocktail a base di Aperol, prodotto di origine padovana che festeggia i 100 anni di storia, e, sabato 27 aprile alle ore 11, Il Consorzio Asiago si presenta, un’occasione per scoprire il “dietro le quinte” del lavoro di tanti casari e produttori. Nell’Asiago Bistrot si potranno assaggiare primi piatti, come gli gnocchi di patate con ragù di carne e Asiago Dop Stravecchio, secondi piatti come il saporito manzo marinato ai profumi officinali con emulsione alla senape e scaglie di Asiago Dop Stagionato fino al trancio di pizza bianca con asparagi verdi e fonduta di Asiago Dop Fresco.

Fonte: Formaggio in Villa/Servizio stampa Consorzio tutela Asiago Dop

Chiuso con successo Vinitaly, si pensa già alla prossima edizione, in programma dal 19 al 22 aprile 2020. Dalle ricerche presentate in occasione dell’edizione 2019, emerge un Veneto terza meta turistica enoturistica italiana, gran consumatore di bollicine e primo in “conoscenza geografica” delle grandi denominazioni italiane.

(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav) Il 53° Vinitaly ha chiuso da pochi giorni a Verona in linea con l’edizione precedente in fatto di presenze – 125mila da 145 nazioni – ma con un aumento di qualità e numero dei buyer esteri accreditati (+ 3 per cento, per un totale di 33 mila presenze) e un continuo lavoro sulla selezione di visitatori verso una presenza sempre più professionale. A riprova di ciò, sono aumentate di 20mila, per un totale di 80 mila, le presenze di wine lover al fuori salone di Vinitaly and the City.

A Sol&Agrifood, focus sul consumatore di prodotti agroalimentari di qualità. Nel dibattito inaugurale della manifestazione, che si è tenuta in contemporanea a Vinitaly a Veronafiere, dal titolo “Conquistare il consumatore: l’esperienza femminile nel mondo dell’eccellenza agroalimentare italiana”, è emerso che: oltre 9 italiani su 10 consumano olio di oliva in Italia, 2 su 3 lo acquistano più volte al mese, selezionandolo principalmente in base all’origine ancor prima del brand e del prezzo; due italiani su dieci – specie nelle grandi città e in generale nel centro Italia – comprano alimenti Dop-Igp abitualmente. La ricerca ha preso in considerazione anche il consumatore di birra, differenziato tra chi beve birra e chi preferisce la birra artigianale: la prima è la preferita da Generation X e Baby Boomers (rispettivamente 39-54 e 55-73 anni), mentre la seconda attira maggiormente i Millennial (18-38 anni) più eruditi delle grandi città.

La percezione del made in Italy nel mondo. Secondo le ultime indagini multi-country di Nomisma Wine Monitor, sia negli Emirati Arabi, che in Regno Unito ma anche in Cina, dove nel 2020 Veronafiera lancerà la piattaforma Wine to Asia, circa 4 consumatori su 10 affermano che il nostro cibo e il nostro vino siano in assoluto i prodotti più rappresentativi del made in Italy, prima ancora di moda, auto e arredamento. All’estero, il food&beverage italiano richiama innanzitutto il concetto di “qualità” per circa un quarto dei consumatori stranieri, che, pensando al nostro cibo evocano anche immagini come “tradizione/cultura”, “salute” e “stile”. I prodotti della nostra cultura gastronomica che più attraggono i consumatori stranieri sono pasta e olio extravergine di oliva, ovviamente dopo la pizza, non plus ultra del made in Italy per diffusione e notorietà.

L’approccio al vino e dello stato di salute del mercato interno. Ecco in breve i risultati dell’indagine “Mercato Italia, gli Italiani e il vino” realizzata da Vinitaly con l’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor: si beve meno – il 26% di volumi ridotti rispetto a vent’anni fa – ma lo fanno praticamente tutti e in modo più responsabile: la media è di 2-4 bicchieri a settimana, consumati soprattutto in casa (67%) in particolare dai baby boomers (55-73 anni, al 93%), ma è rilevante la quota di tutte le generazioni, con i millennials (18-38 anni) che evidenziano già un tasso di penetrazione pari all’84%. Dato in aumento sia a casa che nel fuori casa. Si beve meno, dunque, ma il mercato del vino tiene e produce un valore al consumo che, secondo l’analisi, è stimato dall’Osservatorio in 14,3 miliardi di euro (dato 2018). Per la maggior parte degli intervistati il vino è tradizione, eleganza e cultura, al contrario dei superalcolici, associati a divertimento e monotonia, o della birra, dove prevale il matching con amicizia e quotidianità. Tra i criteri di scelta, il territorio di produzione la spunta su denominazione e vitigno. Assieme sommano il 61% delle risposte e si rivelano molto più importanti di prezzo, brand aziendale, consigli di sommelier e caratteristiche green. Tra i ‘saranno famosi’ nei prossimi 2-3 anni, i consumatori indicano invece gli autoctoni (28%), i biologici (19%), i vini veneti, piemontesi, toscani, pugliesi e siciliani e quelli leggeri, facili da bere e da mixare. Vino nel bicchiere ma anche in campagna, con il 23% degli italiani che hanno fatto una vacanza/escursione in un territorio del vino e solo il 18% che esclude questa possibilità in futuro. Tra le mete più ambite, stravince la Toscana con il Chianti e Siena, poi Piemonte (Langhe e Asti) e il Veneto.

Fenomeno spritz e vini mixati. Su tutta la Penisola si fa largo lo spritz che è il re del fuori casa (e dell’aperitivo) e ormai un vero e proprio rito di iniziazione al vino per i palati più giovani. Una svolta pop che allo stesso tempo può essere interpretata come un primo approccio culturale verso un prodotto bandiera. Vola, in particolare in Lombardia e Veneto, il consumo di spritz (attorno al 40% nel fuori casa) e più in generale dei vini mixati nelle grandi città, dove è maggiore anche la propensione alla vacanza enoturistica, in particolare a Milano (36%). Il rosso, primo tra i consumi, domina al Sud, in Piemonte e in Toscana, mentre in Veneto è altissima l’incidenza degli sparkling. Più marcate le differenze sulla conoscenza dei grandi vitigni: chiamati a indicare la provenienza regionale di Amarone della Valpolicella, Brunello di Montalcino e Franciacorta, solo 1 italiano su 4 risponde correttamente, in una geografia delle risposte che premia i veneti (38% di risposte senza errori), seguiti da Lombardia (34%), mentre fanalini di coda sono la Sicilia e la Campania, dove la soglia si abbassa a circa 1/5 dei rispondenti.

 

Mercato del vino nella Grande Distribuzione, bene vini Doc, spumanti, vini a marca privata, vini bio. Se ne parla oggi lunedì 8 aprile a Vinitaly 2019.

I vini con maggior tasso di acquisto nei supermercati nell’anno passato sono i vini di qualità Doc e Docg, gli spumanti, i vini biologici ed i vini col marchio dell’insegna distributiva. E la grande distribuzione si conferma come il canale di vendita del vino italiano di gran lunga più rilevante, con 619 milioni di litri per un valore di 1 miliardo e 902 milioni di euro. Se ne parlerà a Vinitaly 2019, che si svolge a Verona Fiere fino al 10 aprile, nel corso della tavola rotonda, organizzata oggi, lunedì 8 aprile, da Veronafiere in collaborazione con IRI, cui parteciperanno produttori e distributori e a margine del Gdo Buyers Club (8 e 9 aprile).

Nel dettaglio. I vini Doc e Docg in bottiglia registrano il +5,3% nel primo bimestre 2019 (dopo una sostanziale tenuta nel 2018); gli spumanti il + 2,1%, i vini biologici il +18% (+ 11,8% gli spumanti bio); i vini a marca privata o marchio del distributore (MDD) in bottiglia il + 7% (dati 2018 a volume, ricerca IRI per Vinitaly 2019, iper+super+libero servizio piccolo). La quota di mercato del vino MDD è arrivata al 14% di tutto il vino venduto nella Grande Distribuzione per un valore di 156 milioni di euro. I soli vini Doc e Docg a marca del distributore sono cresciuti dell’8%.

Strategie di vendita. Va sottolineata la crescita costante, negli ultimi anni, degli acquisti dei vini a marchio del distributore (MDD), cioè di quei vini che le cantine italiane producono su incarico delle insegne distributive.  Quest’ultime provvedono poi a etichettarle con propri marchi oppure con altre etichette di fantasia. Il consumatore di solito non si accorge di acquistare un prodotto a marchio, ma è attirato dal prezzo contenuto, grazie alla filiera più corta, e da una buona qualità media. A fronte della crescita dei vini MDD, il 2018 ha fatto segnare una contrazione delle vendite a volume di varie tipologie di vino, su cui ha influito la scarsa vendemmia del 2017 e l’aumento dei prezzi del vino.

Fonte: Servizio stampa Verona Fiere

Apre oggi a Veronfiere fino al 10 aprile Vinitaly 2019, con Sol&Agrifood, Enolitech e Vinitaly Design

Vinitaly 2011, foto Veronafiere

Al via oggi, domenica 7 aprile, il Vinitaly più grande di sempre. Apre infatti a Veronafiere la 53ª edizione del Salone internazionale del vino e dei distillati con 4600 espositori da 35 nazioni su 100 mila metri quadrati netti espositivi. L’inaugurazione è in programma alle ore 10.30 (Auditorium Verdi, Palaexpo) e prevede, nell’ordine, la presentazione della ricerca “Mercato Italia: numeri e tendenze, gli italiani e il vino”, a cura di Denis Pantini e realizzata dall’Osservatorio Vinitaly Nomisma Wine Monitor. A seguire il talk show condotto da Bruno VespaIl futuro del vino, il Vinitaly del futuro”, con la partecipazione di Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere; Carlo Maria Ferro, presidente Italian Trade & Investment Agency; Angelo Gaja, Cantina Gaja; Matilde Poggi, Azienda agricola Le Fraghe; Riccardo Cotarella, enologo, Famiglia Cotarella.

Presenze istituzionali. Al termine del talk, sono previsti gli interventi di Maria Elisabetta Alberti Casellati, presidente del Senato della Repubblica italiana, Maurizio Danese, presidente di Veronafiere, Federico Sboarina, sindaco di Verona, Manuel Scalzotto, presidente della Provincia di Verona, Luca Zaia, presidente della Regione del Veneto, Phil Hogan, commissario europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale, Gian Marco Centinaio, ministro delle Politiche agricole alimentari forestali e del Turismo, Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro dell’Interno. Nel pomeriggio, (ore 15) è in programma anche la visita del presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte. Fra le presenze istituzionali europee, domani sarà in fiera anche il vicepresidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro.

Lunedì 8 aprile è atteso il vicepresidente del Consiglio e ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio. Mentre nel pomeriggio di martedì 9 sarà presente il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani. «Siamo consapevoli di possedere un brand legato al vino tra i più conosciuti al mondo. Per questo Vinitaly intercetta molte risorse tra i 100 milioni di euro di investimenti previsti dal piano industriale. Le direttrici di crescita che abbiamo individuato per la manifestazione sono tre: lancio di due nuove piattaforme permanenti di promozione in Asia e Stati Uniti, la rigenerazione del quartiere espositivo e il potenziamento dei servizi, tra cui quelli digitali», afferma il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese. «Anche quest’anno abbiamo lavorato per organizzare il miglior Vinitaly di sempre. Per questo tra i padiglioni troviamo sempre più innovazione, internazionalità, digitalizzazione. Tutto per affinare ulteriormente la manifestazione come il più efficace strumento di business per gli operatori del settore vitivinicolo e per essere la piattaforma della cultura del vino nel mondo che già oggi conta oltre 40 eventi annuali all’estero di Vinitaly International con la sua Academy e il salone Wine South America in Brasile», sottolinea il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani.

Contemporaneamente a Vinitaly si svolgono Enolitech, salone internazionale delle tecnologie applicate alla filiera del vino, dell’olio e della birra e Vinitaly Design, dove sono proposti tutti quei prodotti ed accessori che completano l’offerta legata alla promozione del vino e all’esperienza sensoriale.  In contemporanea si tiene anche Sol&Agrifood, rassegna internazionale dell’agroalimentare di qualità. Sol&Agrifood sarà inaugurata ufficialmente lunedì 8 aprile alle ore 10.30 dal sottosegretario del Mipaaft, Alessandra Pesce, dopo il talk “Conquistare il consumatore. L’esperienza femminile nel mondo dell’eccellenza agroalimentare italiana” nel quale sarà presentato lo studio Sol&Agrifood-Nomisma sul “profilo del consumatore italiano di prodotti di qualità”.

Fonte: Servizio stampa Veronafiere

Biodiversità e Prosperità a Bassano del Grappa (VI), gli appuntamenti in programma

(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) Biodiversità e Prosperità, l’evento organizzato da Terra ChiAma per sollecitare l’attenzione per un rapporto sano e vitale con Madre Terra, a cui Argav ha dato il proprio sostegno, ha più tappe alle quali è possibile partecipare attivamente.

Gli appuntamenti. Sabato 6 aprile, ore 20.00, a Villa Angarano San Giuseppe (via Cà Morosini, 41) a Bassano del Grappa (VI), si terrà la cena vegetariana con prodotti locali da agricoltura biologica (prenotazione entro 3 aprile p.v. – info@terrachiama.it). Mercoledì 10 aprile, ore 17,30-18,30, sempre a Villa Angarano San Giuseppe, si svolgerà la conferenza stampa a cui parteciperanno  Vandana Shiva e Salvatore Ceccarelli che, nella serata, alle ore 20,45, nel Pala 2 di Bassano del Grappa (VI), incontreranno il pubblico.