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Fitofarmaci e salute dei residenti: nell’area Prosecco Docg rischio tumori in calo, ma attenzione agli orti domestici

vigneto-viti-uva-da-vino-filari-IMG_5149-667x500-cs-I principi attivi contenuti nei fitofarmaci a uso agricolo non aumentano l’esposizione al rischio di patologie tumorali: i dati del Servizio Epidemiologico Regionale dimostrano che l’ULSS 7 ha mortalità per tumore inferiore alla media veneta. Inoltre, una recente ricerca condotta dalla stessa ULSS nell’area Prosecco Docg, ha constatato la diminuzione dell’Etilentiourea urinaria (prodotto dalla degradazione epatica dei ditiocarbammati utilizzati come antifungini in viticoltura) negli abitanti in zone agricole (indagine 2014 rispetto al 2012); una riduzione dovuta al maggior rispetto dei Regolamenti comunali adottati nell’area del Prosecco da parte degli agricoltori e ad una maggiore attenzione all’utilizzo degli antifungini negli orti domestici”.

Divieto dell’utilizzo del Mancozeb nei Comuni della Docg. Questo l’annuncio di Giovanni Moro, direttore SPISAL (Servizio di Prevenzione, Igiene e Sicurezza negli ambienti di lavoro) dell’UlSS 7 che ha esposto, in occasione della Fiera Internazionale dell’Agricoltura di Santa Lucia di Piave (TV), appena conclusasi, l’ultima ricerca sanitaria condotta sulla popolazione residente nell’area vocata a Prosecco Docg. “Una ricerca che avevamo sottoposto alla trasmissione Report qualche tempo fa, ma che purtroppo non è stata riportata nel servizio – ha sottolineato Moro – ciononostante siamo a ribadire, anche attraverso questa occasione ufficiale, che i servizi sanitari locali hanno sotto controllo la situazione e che, a differenza di altre zone ad alta vocazione agricola, il territorio trevigiano ha affrontato il problema e sta adottando soluzioni concrete. Tra queste, il divieto dell’utilizzo del Mancozeb nei Comuni della DOCG, che hanno consentito un abbattimento dell’utilizzo del fitofarmaco del 40 per cento in due anni”.

Divieto esteso anche agli orti famigliari. “La Fiera Internazionale dell’Agricoltura di Santa Lucia di Piave è intervenuta a gamba tesa sul tema dei fitofarmaci, inserendo nel programma convegnistico – ha spiegato il presidente Domenico Dal Boun convegno interamente focalizzato sugli ultimi dati in materia, sulle strategie di controllo della situazione e sulle sfide future”. “Dopo quattro anni di lavoro – ha spiegato Moro – abbiamo concluso una ricerca approfondita che ci ha consentito di testare le singole famiglie residenti a meno di 30 metri dai vigneti, analizzando sia gli adulti che i bambini presenti in quest’area di competenza dell’Ulss7”. La ricerca ha sancito che il miglioramento è dovuto a una maggiore attenzione nell’utilizzo dei prodotti, facilitato e reso possibile dal Regolamento Intercomunale di Polizia Rurale adottato nei Comuni della Docg; inoltre, il regolamento ha vietato l’utilizzo del Mancozeb anche negli orti famigliari che, come ha spiegato Moro “sono stati rilevati come elemento “ad alto rischio”, soprattutto per i bambini spesso a contatto diretto con il terreno di casa”. Nel corso del 2017 continueranno i controlli sugli atomizzatori, sui residui di fitofarmaci nei vini e sulla presenza di diserbanti nelle acque sotterranee, ricerca già avviata negli ultimi mesi che verrà intensificata nei prossimi anni.

Partecipanti. Al convegno sono intervenuti, oltre al direttore SPISAL Giovanni Moro e al presidente dell’ente fieristico Domenico Dal Bo’, il coordinatore nella stesura del Regolamento Intercomunale di Polizia Rurale nei Comuni della DOCG Benedetto De Pizzol, il responsabile area tecnica del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg Filippo Taglietti e Domenico Prisa, ricercatore universitario in materia di biologico. “Per un problema complesso non esistono soluzioni semplici – ha raccontato Moro – ma possiamo assicurare che quest’area si sta dotando di provvedimenti validi ed efficaci al fine di garantire un’agricoltura sostenibile e un controllo dell’impatto delle coltivazioni sull’ambiente”.

Fonte: Servizio Stampa Fiera internazionale dell’agricoltura di Santa Maria di Piave

Fitosanitari. Coldiretti Veneto ai Comuni del Prosecco Docg: rivedere il regolamento

prosecco2“Non è col bastone che si promuove la sostenibilità in agricoltura”. Lo dice Coldiretti Veneto in una lettera inviata a tutti i Sindaci del distretto del Prosecco Docg, in merito al regolamento sanzionatorio che le amministrazioni stanno approvando,  e che impone agli agricoltori misure rivolte alla tutela della popolazione che vive nelle aree interessate dalla viticoltura di qualità.

Non di solo rame vive…l’ecosistema“Come per il Ministero della Salute così per i produttori la salute dei cittadini è prioritaria. In tema di trattamenti fitosanitari, le buone prassi di difesa prevedono di tener conto di diversi aspetti che richiedono un approccio specialistico con puntuale assistenza tecnica – spiega Coldiretti –“.  In pratica si deve considerare  non solo l’impatto ambientale,  ma anche l’efficacia del prodotto, l’assenza dei residui, il rischio per l’operatore e pure i costi legati agli agrofarmaci in vendita. “Non è intervenendo soltanto con il rame, così come di fatto previsto dal provvedimento che si garantisce l’ecosistema – insiste Coldiretti – questo tipo di trattamento nel tempo può essere controproducente per l’equilibrio del suolo: stiamo parlando di un  metallo pesante che se supera le dosi per ettaro nel terreno determina effetti negativi”.

Una corretta strategia  prevede utilizzo di più principi attivi distribuiti in diversi periodi in funzione dell’andamento meteorologico. Il disciplinare adottato ad esempio a San Pietro di Feletto vieta prodotti di largo utilizzo,  obbligando gli agricoltori a ricorrere solo al rame per curare la peronospora, malattia molto diffusa e presente da decenni per la quale sono stati studiati sistemi di lotta integrata disposti dalla Regione Veneto,  addirittura non considerati tra le alternative valide citate nel testo in questione. “Serve vigilare anche dal punto di vista normativo – conclude Coldiretti –  evitando prese di posizione dettate dall’allarmismo, incoraggiando invece il viticoltore ad intraprendere scelte ecocompatibili”.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

 

L’Istituto Agrario di San Michele all’Adige in prima linea contro il moscerino dagli occhi rossi

L’Istituto Agrario di San Michele all’Adige nel proprio notiziario “Iasma notizie” ha raccolto informazioni e suggerimenti tecnici per fronteggiare il problema Drosophila Suzukii, il moscerino dagli “occhi rossi” che va ghiotto della polpa di diversi frutti, soprattutto ciliegia, fragola, lampone, mirtillo, mora, albicocca e altri spontanei come sambuco e caprifoglio. Per scaricare le informazioni, cliccare sul seguente link http://www.iasma.it/UploadDocs/7741_Ortoflorofrutticoltura_07_11web.pdf

Attivato un gruppo di studio. In questo momento l’Istituto Agrario di San Michele è il primo centro in Europa che sta analizzando la problematica in modo approfondito e presso la sede periferica di Vigalzano è attivo un gruppo di studio che coinvolge tecnici e ricercatori. In particolare, il Centro Trasferimento Tecnologico ha avviato un intenso programma di monitoraggio in collaborazione con l’ufficio fitosanitario della Provincia autonoma di Trento  per la  mettere a punto efficaci strategie di difesa tradizionali e biologiche e il Centro ricerca innovazione è impegnato a studiare le diverse modalità di comunicazione degli insetti al fine creare nuovi attrattivi in grado di ridurre i danni provocati  da questo insetto.  Più precisamente, sono in corso infatti indagini per la caratterizzazione sia del linguaggio sessuale della specie sia dei meccanismi che permettono il riconoscimento e l’ovideposizione da parte degli adulti sui frutti delle piante ospiti.

(fonte IASMA)

Marrone di Combai Igp, una vespa mette a rischio il 60 per cento della produzione, al via azione di lotta biologica

Domani, mercoledì 20 aprile, verrà avviata la lotta biologica alla famigerata vespa “cinipide galligeno” che sta mettendo in seria difficoltà la produzione di marroni IGP.  Alle ore 15.00,  presso l’Area sperimentale Canesella dell’Associazione dei Produttori del Marrone di Combai IGP, verrà rilasciato il “Torymus Sinensis” l’antagonista naturale della vespa del marrone. Accanto ai produttori, in questa sperimentazione di lotta biologica ci saranno: il Servizio Fitosanitario della Regione del Veneto, il Servizio Forestale Regionale di Treviso, l’Università di Padova e l’università di Torino. Il Piemonte infatti, terra dalla lunga tradizione castanicola, ha sperimentato per primo il successo della lotta biologica a questa specie proveniente dalla Cina.

L’attacco della vespa “Dryocosmus Kuriphilus” (cinipide galligeno) è partito nel 2006 nell’area boschiva della destra Piave allargandosi, due anni dopo, anche all’area della sinistra Piave provocando gravi danni alla produzione. Si prevede anche quest’anno un calo del 60% della produzione dovuto all’attacco di quest’insetto che inciderà, in termini quantitativi, con una minore produzione di circa 500 quintali sugli 800 totali. Una perdita ingente alla quale i produttori hanno deciso di opporsi con intelligenza, salvaguardando lo stato ambientale del bosco. Si calcola che l’attività dell’insetto antagonista (Torymus Sinensis) entrerà a regime nel giro di 5 anni, consentendo poi di salvaguardare gran parte della produzione.

La lotta biologica – spiega il Presidente dell’Associazione Produttori Gianni Pagos – non dà risultati immediati e costanti, ci saranno delle variazioni dovute al proliferare della specie predatrice che porteranno ad un calo della vespa e ad un conseguente calo del predatore. Tutta la lotta si svolgerà secondo cicli naturali con un andamento che non sarà lineare, ma noi ci crediamo perché il Piemonte sta portando avanti quest’intervento con ottimi risultati. Non dobbiamo mai dimenticare che la coltura del castagno, essendo una coltura boschiva, subisce delle forti limitazioni normative sull’uso della chimica e questo ci consente di sperimentare nuovi metodi di lotta ai parassiti, indubbiamente efficaci e al contempo rispettosi dell’ambiente naturale del nostro bosco.”

(fonte Associazione Produttori Marrone di Combai IGP)

In arrivo dall’Africa le nottue, guai possibili per il mais. Grazie al “Bollettino Colture Erbacee”, via e-mail ed sms suggerimenti per gli interventi fitosanitari da fare in campo

nottue

C’è una guerra in campo. Una guerra quotidiana contro i parassiti. Mais, frumento, soia, colza, ecc., sono a rischio, da sempre. E da sempre le coltivazioni vanno difese con interventi tecnici e trattamenti. Quali servono veramente? Quanti e quando farli?
Lo spiega Veneto Agricoltura, l’Azienda della Regione Veneto per lo sviluppo agricolo, che in collaborazione con Arpav, Servizio Fitosanitario regionale e Università di Padova, ha avviato uno specifico progetto informativo che punta soprattutto alla tempestività.

Il “Bollettino Colture erbacee”, attraverso e-mail ed sms informa oggi gli imprenditori agricoli su se, come e quando intervenire efficacemente in campo, riducendo il numero delle azioni e quindi i costi, e di conseguenza l’impatto sull’ambiente. Va anche segnalato che il “Bollettino” di Veneto Agricoltura, in linea con la nuova normativa europea sui fitofarmaci (Direttiva 2009/128/CE), che prevede l’attuazione obbligatoria della lotta integrata su tutte le colture, è tra i primi servizi del genere a livello europeo.

In arrivo le nottue. Nell’ultimo numero appena uscito, vengono segnalate le prime catture sulla pianura padana di farfalle migranti dall’Africa, “A. ipsilon” (le nottue), fatto che ha dato inizio allo sviluppo delle pericolose larve, che attaccano qualsiasi coltura, anche il mais, con notevoli danni ai raccolti. Il “Bollettino”, inoltre, informa sulle temperature dei terreni, si consigliano miscele appropriate di diserbanti e fungicidi, e si raccomandano metodi particolari per determinare la presenza degli insetti.

Chi fosse interessato a ricevere i messaggi di allerta via SMS può registrarsi (a titolo gratuito) fornendo il proprio numero di cellulare inviando una email bollettino.erbacee@venetoagricoltura.org a  o chiamando  il numero 049.8293847 che  sarà usato esclusivamente a tale fine.

(fonte Veneto Agricoltura)

Uso fitofarmaci in agricoltura: davvero gli agricoltori sono killer ambientali?

Gli agricoltori trevigiani discutono dell'uso di fitofarmaci

Non ci stanno ad essere ritenuti dei veri e propri killer ambientali. Non ci stanno a facili demonizzazioni e ad accollarsi le accuse di avvelenare il territorio e la salute dei cittadini. Per questo gli agricoltori della provincia di Treviso hanno organizzato a S. Lucia di Piave (TV) durante le Fiere di Santa Lucia un incontro per confrontarsi in modo chiaro su temi troppo spesso usati in modo strumentale dove l’agricoltura viene additata come l’unica responsabile di gravi danni ambientali. Sotto accusa l’utilizzo dei fitofarmaci o agrofarmaci, fatto in modo indiscriminato.

I relatori al convegno CoDiTv sull'uso dei fitofarmaci in agricoltura

L’idea del convegno è partita dal Co.Di.TV (Consorzio di Difesa delle attività agricole dalle avversità) che da anni lavora accanto agli agricoltori nella ‘lotta guidata’ alle malattie che colpiscono le colture trevigiane e che ha trovato il pieno appoggio di Coldiretti Treviso. Gli agricoltori quindi rispediscono al mittente le accuse di voler violentare il territorio riversando tonnellate di agrofarmaci in natura senza alcun criterio. All’incontro erano presenti in qualità di relatori Gabriele Zecchin funzionario del Servizio Fitosanitario Regionale, Alberto Zannol, dirigente di AVEPA e Giovanni Moro, Drettore dello SPISAL ULSS 7.

Uso fitofarmaci in aumento, diminuiscono però i ricoveri degli agricoltori che ne fanno uso. Dai dati forniti dall’ARPAV riferiti al periodo 2006-2008 si evidenzia che l’utilizzo ei fitofarmaci in agricoltura è aumentato del 23.2% in Provincia di Treviso e del 22.5% nel Veneto. Di questi in provincia di Treviso l’88.8% è composto da anticrittogamici (fungicidi) mentre nel Veneto la percentuale scende al 59.7%. Ciò nonostante, prendendo atto che nel 90% dei casi la pelle è la principale via di penetrazione delle sostanze e che dal 25% al 98% queste vengono assorbite dalle mani non protette, emergono quanto mai confortanti i dati veneti sui ricoveri ospedalieri per effetti tossici acuti da fitofarmaci, che evidenziano un drastico calo delle degenze dai 112 del 2000 ai 30 del 2005. Sono confortanti anche i dati ISTAT sulla mortalità degli agricoltori italiani che si rivela complessivamente più bassa rispetto alla popolazione generale ed in particolare i decessi causati da tumori sono inferiori rispetto alle attese. Purtroppo sono ancora gli infortuni la prima causa di mortalità nel settore agricolo.

Ue: dal 2011, uso agrofarmaci solo se necessario. Va sottolineato inoltre come la normativa, negli anni, sia cambiata molto in primis a favore della salvaguardia della salute dell’agricoltore. E’ infatti obbligatorio dal 1 gennaio 2003 che ogni azienda tenga il ‘registro di campagna’ dove vengono annotati acquisti e utilizzo dei fitofarmaci, registri che vengono controllati periodicamente da attori terzi incaricati di vigilare sul corretto utilizzo dei fitofarmaci, evitandone l’abuso. In Veneto tale ruolo è demandato ad AVEPA, ma anche ULSS e Corpo Forestale dello Stato possono procedere a tali verifiche e comminare eventuali sanzioni nel caso siano appurate irregolarità. Inoltre le nuove direttive comunitarie, che verranno applicate in tutti gli stati membri a partire dal 2011, imporranno l’utilizzo degli agrofarmaci solo se necessario e l’obbligo della taratura degli atomizzatori utilizzati per l’irrorazione dei fitofarmaci in agricoltura (taratura che deve essere effettuata con scadenza biennale) al fine di evitare sprechi di prodotto con la dispersione in ambiente.

Agricoltori pronti ad innovare. Una normativa più restrittiva dunque e una maggiore consapevolezza degli operatori agricoli. Gli agricoltori stanno già intervenendo fortemente sul rinnovamento delle pratiche agricole ad esempio attraverso l’utilizzo di attrezzature agricole che consentono un minore spreco di materiale e che tutelano la salute dell’agricoltore che procede ai trattamenti, o l’utilizzo della ‘lotta guidata’ alle malattie che consente, attraverso uno studio approfondito di condizioni meteorologiche, malattie e condizioni ambientali, di colpire con più precisione gli insetti dannosi con un minor utilizzo di prodotto e una riduzione dei tempi di impiego.

(fonte CoDiTv)