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22 novembre, a Rovereto (Trento) l’incontro “Coltivare il futuro”: agricoltura, clima e innovazione al centro del Festivalmeteorologia di Rovereto

Il mondo agricolo sarà protagonista al Festivalmeteorologia 2025 con la giornata tematica “Coltivare il futuro: agricoltura, clima e nuove frontiere dell’innovazione”, organizzata da Agriduemila Hub Innovation in collaborazione con Co.Di.Pr.A., Condifesa Bolzano, Asnacodi Italia e con il supporto di università, enti di ricerca e partner istituzionali. L’iniziativa, che si terrà sabato 22 novembre tra il Teatro Rosmini e il Progetto Manifattura di Rovereto (Trento), offrirà un’occasione unica di confronto sui temi del cambiamento climatico, dell’innovazione tecnologica anche delle trattrici agricole e della sostenibilità del settore primario. Ingresso libero, previa iscrizione, bit.ly/meteo2025

Mattina – Clima, ricerca e agricoltura a confronto

La mattinata, ospitata al Teatro Rosmini, sarà dedicata alla lettura degli impatti del cambiamento climatico sul territorio alpino e al ruolo della ricerca scientifica, della meteorologia e delle istituzioni nel supportare le aziende agricole. Seguiranno quattro focus tematici che esploreranno il contributo della tecnologia e dei dati all’agricoltura sostenibile: dall’intelligenza artificiale applicata alla gestione climatica, al monitoraggio ambientale attraverso le api, fino all’evoluzione digitale in campo e alla nuova gestione del rischio agricolo. Tra i protagonisti: Fondazione Edmund Mach, Università di Trento – C3A, Università di Padova, Fondazione Bruno Kessler, Meteotrentino e rappresentanti del mondo assicurativo e del Sistema Asnacodi Italia-Condifesa. “Il cambiamento climatico ci impone di ripensare il modo in cui gestiamo il rischio in agricoltura – spiega Giovanni Menapace, presidente di Co.Di.Pr.A. – come Condifesa, vogliamo accompagnare gli agricoltori in questo percorso di innovazione e consapevolezza, unendo strumenti assicurativi, tecnologia e formazione. La sostenibilità non è solo un obiettivo, ma un modo nuovo di fare impresa agricola, perseguendo la redditività”.

Pomeriggio – Demo live: “L’intelligenza in campo”

Nel pomeriggio, l’evento si sposterà al Progetto Manifattura, dove si terrà la demo live “L’intelligenza in campo: la rivoluzione parte dai trattori”. Una dimostrazione dal vivo di macchine agricole intelligenti, dotate di guida autonoma, riconoscimento degli ostacoli e sistemi di raccolta dati, per mostrare concretamente come la tecnologia stia trasformando il lavoro nei campi. Durante l’esperienza, agricoltori e tecnici racconteranno le proprie esperienze dirette con l’automazione e l’agricoltura digitale, aprendo un confronto sulle prospettive di una filiera sempre più sostenibile, efficiente e connessa. “L’innovazione è la leva strategica per costruire un sistema agricolo più resiliente e competitivo – evidenzia Andrea Berti, direttore generale di Asnacodi Italia e Amministratore Delegato di Agriduemila Hub Innovation – la gestione del rischio oggi passa attraverso i dati, la digitalizzazione e la collaborazione tra tutti gli attori della filiera. Coltivare il futuro rappresenta un passo importante per condividere visioni e soluzioni concrete al servizio delle imprese agricole italiane”.

Un laboratorio di idee per l’agricoltura del futuro

L’evento “Coltivare il futuro” si inserisce nel programma del Festivalmeteorologia come spazio di dialogo tra ricerca, imprese e istituzioni, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo dell’agricoltura nella transizione ecologica e climatica. “La collaborazione tra scienza, tecnologia e mondo agricolo è la chiave per costruire un futuro più resiliente e competitivo – afferma Marica Sartori, direttore di Co.Di.Pr.A. –. Questo evento che rappresenta un passo concreto in quella direzione, ha appunto l’obiettivo di portare soluzioni in campo; gli agricoltori sono curiosi e disponibili all’innovazione ma giustamente dobbiamo responsabilmente trovare soluzioni che portino vantaggi concreti anche economici alle imprese agricole”. Ai partecipanti sarà consegnato un gadget agritech simbolo del legame tra innovazione, tecnologia e sostenibilità.

Fonte: Condifesa Trento

18 novembre 2025: a Verona si esplora il futuro di ristorazione, logistica e catene retail tra digitalizzazione e nuovi modelli di consumo, partecipazione gratuita

Come stanno cambiando i modelli di distribuzione e fruizione del cibo? Quali tecnologie stanno trasformando il settore Food Retail & HoReCa rendendolo più sostenibile, efficiente e vicino alle esigenze dei consumatori? A queste domande risponde il nuovo appuntamento VAIH Talk, il ciclo di incontri gratuiti e aperti a tutti firmato Verona Agrifood Innovation Hub, il polo veronese per l’innovazione agroalimentare etica e sostenibile dedicato ai grandi temi dell’AgriFoodTech. A queste domande risponde il nuovo appuntamento VAIH Talk, il ciclo di incontri gratuiti e aperti a tutti firmato Verona Agrifood Innovation Hub – il polo veronese per l’innovazione agroalimentare etica e sostenibile – dedicato ai grandi temi dell’AgriFoodTech.

Il 18 novembre 2025, alle ore 18, nella Vecomp Academy, via Alberto Dominutti 2, Verona, imprenditori, startup, studenti e operatori del settore sono invitati a partecipare all’incontro dal titolo “The future of Food Retail & HoReCa”, un momento di confronto unico tra aziende leader e startup emergenti per scoprire come le nuove tecnologie e i modelli di business innovativi stiano ridisegnando il modo in cui il cibo viene prodotto, distribuito e vissuto. L’evento è gratuito, ma i posti sono limitati. Per ulteriori informazioni e per iscriversi all’evento, visita il seguente link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-the-future-of-food-retail-horeca-1856652630999?aff=admirabilia.

Dalla digitalizzazione della logistica alla sostenibilità della catena del freddo, fino alle soluzioni per migliorare l’esperienza del consumatore, l’appuntamento offrirà una panoramica concreta delle sfide e opportunità che stanno plasmando il futuro della ristorazione e del food retail. Nel corso della serata, due tavole rotonde daranno voce ai diversi protagonisti della filiera: una dedicata alla prospettiva delle aziende corporate – come Autogrill, Veronamercato, Rossetto Trade ed Eismann Italia – e una centrata sull’esperienza delle startup più dinamiche dell’ecosistema, tra cui Soplaya, Feral Drinks e Quisto, impegnate a innovare il settore con soluzioni digitali e sostenibili.

Fonte: servizio stampa Verona Agriffod Innovation Hub

18-19 luglio, a Susegana (Treviso) c’è la sesta edizione di “Vite in campo”, manifestazione dedicata all’innovazione in viticoltura

I filari dell’azienda agricola Conte Collalto di Susegana (Treviso) ospiteranno venerdì 18 e sabato 19 luglio la sesta edizione di “Vite in campo”, manifestazione organizzata da Condifesa TVB (TrevisoVeneziaBelluno) e da Edizioni L’Informatore Agrario. In campo, saranno presenti le migliori soluzioni tecnologiche in grado di aiutare i viticoltori a far fronte alle sfide dei cambiamenti climatici e della sostenibilità.

Il programma

Venerdì 18 luglio dalle ore 14,00 alle ore 18,30 si terranno dimostrazioni dinamiche che lasceranno poi spazio al convegno dal titolo «Strumenti e mezzi tecnici per monitorare la nutrizione della vite alla luce dei cambiamenti climatici» il cui inizio è previsto alle ore 19,00 nella sala consiliare di Susegana. Sabato 19 luglio dalle ore 8,30 alle ore 14,00 si terranno dimostrazioni dinamiche nell’ambito di sei aree tematiche: viticoltura di precisione, innovazione a tutela dell’ambiente; resilienza nei vigneti ai cambiamenti climatici; gestione razionale della risorsa idrica; robotica con presenza sia di robot di terra sia di aria (droni) e automazione; biosolution per il vigneto e la cantina. Per agevolare i visitatori nella due giorni di manifestazione saranno organizzati tour guidati a cura di giornalisti di Edizioni L’Informatore Agrario e tecnici Condifesa TVB.

Alla manifestazione saranno presenti: il presidente Condifesa TVB Valerio Nadal, il consigliere regionale Roberto Bet, il vice presidente della Provincia Roberto Fava, sindaci e assessori dei Comuni che hanno patrocinato la manifestazione, che vede capofila l’amministrazione comunale di Susegana territorio che ospita l’evento e rappresentanti delle organizzazioni sindacali a livello regionale di Coldiretti, Confagricoltura e Cia.

Fonte testo e foto: servizio stampa Condifesa TVB

Nasce Agricoltura e Innovazione, il podcast di Co.Di.Pr.A., un viaggio tra tecnologia, gestione del rischio e nuove opportunità per il mondo agricolo

Un nuovo spazio di approfondimento dedicato al futuro dell’agricoltura: è online il primo episodio di “Agricoltura e Innovazione”, il podcast lanciato da Co.Di.Pr.A. Trento in collaborazione con Agriduemila Hub Innovation. Un progetto pensato per raccontare come tecnologia, ricerca e strumenti innovativi stanno rivoluzionando la gestione del rischio in agricoltura. Il primo podcast è già disponibile gratuitamente sul canale YouTube e Spotify del Consorzio e sulle principali piattaforme di streaming audio. Gli episodi successivi saranno rilasciati con cadenza settimanale.

In ogni episodio, una voce guida porterà gli ascoltatori alla scoperta delle novità più importanti, con un linguaggio semplice e accessibile, ma sempre preciso e aggiornato. Si parlerà di conoscenza e misurazione dei rischi e delle incertezze, pianificazione di azioni di adattamento, assicurazioni agevolate, fondi mutualistici, strategie di stabilizzazione del reddito, ma anche di progetti sperimentali e loro applicazione in campo, soluzioni di agricoltura di precisione e di nuovi strumenti digitali al servizio delle imprese agricole. Per rendere l’esperienza ancora più accessibile e innovativa, il podcast Agricoltura e Innovazione si avvale delle più recenti tecnologie di intelligenza artificiale per la sintesi vocale, offrendo una narrazione coinvolgente che accompagna gli ascoltatori alla scoperta dei temi più attuali del mondo agricolo. Un uso concreto delle potenzialità delle nuove tecnologie a nostra disposizione.

Il primo episodio è dedicato al Piano di Gestione dei Rischi in Agricoltura 2025, un argomento chiave per tutti gli imprenditori agricoli che vogliono proteggere le proprie aziende dalle avversità climatiche e dalle fluttuazioni di mercato. “La gestione del rischio è la chiave per garantire stabilità, redditività e futuro alle nostre imprese agricole – sottolinea Giovanni Menapace, presidente di Co.Di.Pr.A. Trento – con Agricoltura e Innovazione vogliamo coinvolgere ancora più i nostri Associati in un percorso di approfondimento su temi fondamentali quali quella della prevenzione e della protezione, indispensabili per costruire un’agricoltura più forte e resiliente”.

In un settore in continua evoluzione come quello agricolo, trasferire conoscenza in modo semplice e generando curiosità ed interesse è una sfida fondamentale per accompagnare le imprese nel percorso dell’innovazione e nella costruzione di un futuro più sostenibile “proprio per questo con Agricoltura e Innovazione – racconta Marica Sartori, direttore di Co.Di.Pr.A. Trento, vogliamo coinvolgere e avvicinare ancora di più i nostri Associati al mondo della gestione del rischio e delle nuove opportunità che la tecnologia offre. Abbiamo pensato ad uno strumento utile e facilmente accessibile per informare e supportare, che possa al tempo stesso creare un rapporto di familiarità con il pubblico degli ascoltatori”.

“L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando le nostre attività e le nostre vite; nella mission di Agriduemila Hub Innovation vi è quello di favorire le ricadute delle opportunità delle nuove tecnologie sul tessuto agricolo; il progetto di raccontare le frontiere della gestione del rischio, anche sfruttando le potenzialità dell’intelligenza artificiale, centra appieno l’obiettivo e ci pone all’avanguardia nella sempre più spinta ricerca di modalità comunicative di facile accessibilità e maggiore coinvolgimento; consapevoli che quello che oggi conosciamo come “tradizione” è il conseguente frutto dell’innovazione “riuscita”– spiega Andrea Berti, Amministratore Delegato di Agriduemila Hub Innovation”.

Fonte: servizio stampa Co.Di.Pr.A.

L’AgriFoodTech in Italia: calano gli investimenti, ma cresce il numero di startup (nuove imprese). Tra le criticità, poca presenza femminile

Il settore AgriFoodTech italiano sta attraversando una fase di trasformazione: mentre gli investimenti subiscono una flessione del 38% rispetto all’anno precedente, cresce il numero di startup (nuove imprese), in aumento rispetto al 2023. È quanto emerge dal nuovo report sullo stato dell’AgriFoodTech in Italia elaborato da Eatable Adventures, filiale italiana del principale acceleratore del settore su scala globale per il Verona Agrifood Innovation Hub (Vaih), primo polo di sviluppo dell’ecosistema AgriFoodTech italiano sostenuto da numerosi partner, tra cui Fondazione Cariverona, UniCredit, Eatable Adventures, Veronafiere, Comune di Verona, Confindustria Verona, e istituzioni accademiche come l’Università degli Studi di Verona.

Nel 2024, gli investimenti si sono fermati a 103 milioni di euro, segnando un netto calo rispetto ai livelli record dell’anno precedente. Questo dato riflette una generale contrazione nei grandi round di finanziamento (cioè le operazioni finanziarie che consentono alle startup di raccogliere capitale per sostenere il loro sviluppo) e una maggiore cautela da parte degli investitori. Un calo in linea con il panorama globale ed europeo che subiscono pari merito una contrazione, anche se meno marcata rispetto allo scenario italiano, del 7% a livello mondiale e del 19% in Europa. Con 407 startup attive, in aumento rispetto alle 341 del 2023, e un focus crescente su tecnologie avanzate come Intelligenza Artificiale, Biotecnologie e IoT (acronimo di Internet of things,) l’AgriFoodTech italiano si conferma terreno fertile per innovazione e sostenibilità. Segnali di resilienza e un potenziale tecnologico ancora inespresso suggeriscono che il settore può ambire ad un ruolo di rilievo sul panorama globale.

Dove nascono le startup italiane?

Secondo le analisi di Vaih, le startup AgriFoodTech italiane sono concentrate prevalentemente nel Nord Italia, che ospita il 50% delle realtà attive: Lombardia (31%), Piemonte (10%) e Veneto (9,7%) sono in classifica insieme a Emilia-Romagna (11%) e Lazio (9,7%). Al contrario, il Sud Italia fatica a emergere nonostante il suo notevole potenziale agricolo, rivelandosi un ecosistema imprenditoriale ancora poco sviluppato.

L’identikit dell’imprenditore italiano e la forma dei team

I fondatori italiani di startup nell’AgriFoodTech si distinguono per un solido bagaglio accademico e tecnologico: il 38% possiede un dottorato di ricerca, mentre circa il 30% ha conseguito una laurea magistrale o un master. Il settore è guidato principalmente da fondatori con esperienze pregresse nell’imprenditoria (60%) e nell’agroalimentare (60%), un vantaggio che permette di affrontare meglio le sfide e di cogliere le opportunità del mercato. Il 73% delle nuove realtà innovative viene lanciato da imprenditori tra i 25 e i 45 anni, mentre solo il 6% riesce a lanciare un’attività prima dei 25 e dopo i 56 anni. L’Italia, dunque, possiede un potenziale straordinario, ma per garantire una crescita sostenibile e decisiva, è fondamentale attrarre e formare nuove generazioni di talenti, così da infondere nuova linfa vitale. Inoltre, i team sono piccoli: il 74% delle startup è composto da 1 a 5 dipendenti e solo il 6% dispone di più di 25 risorse.

Inclusività e scalabilità: le grandi sfide del futuro

Nonostante la crescita del numero di startup il report evidenzia alcune criticità: prima fra tutte una contrazione del numero di dipendenti pari al 27% (2995 risorse impiegate) dovuta principalmente alla chiusura di realtà nella fase di crescita e a team di lavoro piccoli. I grandi round di investimento, superiori a un milione di euro, sono in calo, mentre aumentano i round più piccoli, fino a 350.000 euro (nel 60% dei casi) e i cosiddetti “round mezzanini”. Questa tendenza riflette un approccio più prudente e strategico da parte degli investitori, influenzato anche dall’incertezza macroeconomica globale. Cresce l’attenzione verso i progetti in fase pre-seed (cioè il punto di partenza nel ciclo di via di una startup)  e seed (cioè quando una startup ha già sviluppato un prodotto o un servizio minimamente funzionante), caratterizzati da requisiti di capitale più modesti e minore rischio per gli investitori. Attualmente, il 58% delle startup AgriFoodTech si trova nella fase seed, un aumento del 15% rispetto al 2023. Tuttavia, molte di queste realtà faticano a superare le fasi iniziali di sviluppo, e solo il 2,3% raggiunge le fasi successive, evidenziando difficoltà nel processo di scalabilità.

Inclusività ancora lontana dall’essere raggiunta. Infatti, solo il 23% delle startup è fondato da donne, e il 36% dei team è composto da quote femminili. Questi dati evidenziano la necessità di promuovere una maggiore inclusività e diversità nel panorama imprenditoriale italiano. “Dopo il boom di investimenti nel 2023, il 2024 ci restituisce uno scenario più misurato e cauto, ma altrettanto promettente”, commenta Alberto Barbari, Regional VP Italy di Eatable Adventures. “Nonostante le sfide, l’ecosistema italiano ha tutte le risorse per affermarsi come leader globale dell’AgriFoodtech Made in Italy. La chiave è adottare un approccio sempre più Open all’innovazione, consolidando sinergie tra industria, università e startup. Rafforzare queste reti è essenziale per garantire un futuro più innovativo e sostenibile, attraendo e formando nuovi talenti, incentivando l’inclusività e creando un legame tra mondo accademico e imprenditoriale, così da infondere nuova linfa vitale all’ecosistema italiano”.

Fonte: servizio stampa Eatable Adventures

Verso Fieragricola Tech, in programma a Veronafiere il 29-30 gennaio 2025: l’irrigazione “smart” come strumento per migliorare efficenza, qualità e conti in agricoltura

Quanto costa investire per migliorare l’uso efficiente dell’acqua attraverso sistemi di smart irrigation (irrigazione intelligente)? «Difficile dare una cifra esatta, perché dipende dagli strumenti tecnologici che si scelgono, ma il costo potrebbe aggirarsi intorno ai 1.000-1.500 euro all’ettaro per il monitoraggio dell’umidità del terreno, informazione di grande rilevanza per pianificare l’impiego irriguo». Lo ha detto Salvatore Gentile del Consorzio di Bonifica per il Canale Emiliano Romagnolo (Cer), nel corso del webinar «Smart Irrigation, tecnologie e strategie per il risparmio idrico», organizzato da Fieragricola e dalla rivista Terra è Vita del gruppo New Business Media – Edagricole di Bologna, in vista della quarta edizione di Fieragricola Tech, expo-conference in programma il 29 e 30 gennaio 2025 e rivolta a imprenditori agricoli, operatori del settore primario, dottori agronomi, agrotecnici, periti agrari, decisori aziendali, energy manager e studenti. Al centro dell’evento di gennaio, le aree tematiche che sono sinonimo di innovazione e che saranno i driver per un’agricoltura sempre più sostenibile sul piano economico, ambientale e sociale: robotica, meccanizzazione e automazione, smart irrigation, energie rinnovabili e bio-solution.

Un approccio più scientifico e preciso

Fondamentale, ha proseguito Gentile, è il passaggio «da una gestione dell’irrigazione basata su stime e abitudini a un approccio più scientifico e preciso, monitorando costantemente l’umidità del suolo, le condizioni atmosferiche e le esigenze specifiche di ogni coltura, per definire con esattezza quando e quanto irrigare». Fra gli strumenti a supporto dell’agricoltore è possibile adottare sensori per misurare l’umidità del suolo e fornire dati precisi sulle necessità idriche delle piante; immagini satellitari per monitorare lo stato delle colture e individuare eventuali stress idrici; modelli matematici in grado di simulare il bilancio idrico del suolo e che consentono di prevedere le esigenze irrigue. Oltre, naturalmente, al sistema Irriframe, messo a disposizione gratuitamente dal Cer, per indicare agli agricoltori il momento ideale per irrigare nei campi. Fra gli strumenti a supporto delle decisioni, il cui acronimo è Dss (Decision Support System), Gentile ha elencato una serie di opportunità che gli agricoltori possono adottare in campo, dai sensori ottici integrati per la conoscenza dello stato idrico e di vigore della vegetazione direttamente in loco, ai sensori termici per effettuare analisi sullo stress idrico vegetazionale, ai sensori in grado di calcolare l’accrescimento della vegetazione in termini di volume di biomassa e di monitorare variabili come la fissazione del carbonio e l’esigenza idrica.

«Quando una pianta è sottoposta a stress idrico – ha spiegato la professoressa Brunella Morandi del Dipartimento di Scienze e tecnologie agroalimentari dell’Università di Bologna – la sua fisiologia subisce profonde modifiche. In condizioni di siccità, le piante chiudono gli stomi (piccoli pori sulle foglie, ndr) per limitare la perdita d’acqua attraverso la traspirazione, innescando un effetto a catena: riduzione dell’assorbimento di anidride carbonica, necessaria per la fotosintesi, processo attraverso il quale le piante producono zuccheri. Ma meno zuccheri significa meno crescita, meno frutti e una qualità inferiore. Inoltre, la riduzione del flusso di acqua e zuccheri verso i frutti compromette il loro sviluppo e la loro maturazione». Aspetti tutt’altro che trascurabili in frutticoltura. Una delle soluzioni attuabili, che è stata sperimentata dai ricercatori dell’Università di Bologna, è la gestione dell’irrigazione attraverso strategie di «deficit idrico controllato, che consiste nel ridurre l’apporto idrico in alcune fasi fenologiche specifiche della pianta, così da favorire lo sviluppo di alcune parti della pianta a discapito di altre, ottimizzando le risorse idriche, ma senza avere conseguenze negative sulla crescita dei frutti». Accanto alla smart irrigation, la ricerca deve proseguire il proprio percorso, attraverso lo sviluppo di varietà vegetali più resistenti alla siccità, migliorando le tecniche di irrigazione di precisione e utilizzando la fertirrigazione e i biostimolanti per aiutare le piante a far fronte allo stress idrico. 

Fonte: servizio stampa Veronafiere

Dal Trentino, un esempio con le mele di bioeconomia circolare, interpretazione di un nuovo concetto economico in risposta alla crisi

MeleDanneggiate

Un contesto difficile e segnato dalle incertezze, quello che le aziende agricole stanno affrontando con costi delle materie prime in continuo aumento, costi di produzione alle stelle e mercati difficili. Senza contare l’impatto degli eventi climatici sempre più frequenti e veementi, basti pensare che dall’inizio dell’anno gli eventi estremi fra nubifragi, bombe d’acqua, grandinate, bufere di vento e tornado che hanno provocato danni e vittime sono cresciuti del +42% rispetto allo scorso anno, con il 2022 che si classifica, peraltro, fino ad ora in Italia, come il più caldo di sempre, con una temperatura addirittura superiore di quasi un grado (+0,96 °C) rispetto alla media storica, ma si registrano anche precipitazioni ridotte di 1/3 anche se più violente secondo Isac Cnr.

Non da meno il fenomeno dello spreco che porta a “buttare” mediamente un terzo della produzione lungo la filiera e nel processo di consumo. Nasce in questo contesto il partenariato europeo per l’innovazione SMS Green, del quale Co.Di.Pr.A. è capofila e vede la collaborazione di Agriduemila Hub Innovation, Fondazione Edmund Mach e Melinda. L’investimento convinto in innovazione di prodotto e di sistema è da sempre un elemento altamente qualificante per il nostro settore. Per questo Co.Di.Pr.A. ha promosso questo nuovo progetto nell’ambito dei Partenariati Europei per l’Innovazione (P.E.I.), che vede al centro il concetto di bioeconomia circolare che sarà sicuramene traino di innovazione e crescita sostenibile del nostro territorio.

Il progetto si pone l’obiettivo di dare nuova vita alle mele danneggiate irreparabilmente dagli eventi atmosferici e al marco mela esaurito, ossia il residuo esausto della produzione dei trasformati di mela, trasformandoli in un fertilizzante organico con proprietà ammendanti, a chilometro zero, che arricchisca e nutra il nostro prezioso suolo senza asportare ulteriori risorse prime, valorizzando al contempo dei prodotti attualmente considerati scarti, a ridotto valore aggiunto e dalla minima marginalità per l’agricoltore. La produzione di fertilizzanti dal recupero dei materiali organici di scarto della filiera potrà essere una risposta fondamentale per il raggiungimento di una adeguata capacità di autoproduzione interna e per interrompere la dipendenza dall’estero quanto ai fertilizzanti, che oggi mette a dura a prova le imprese per l’impennata straordinaria dei prezzi dovuta all’attuale contesto geopolitico. L’ulteriore valorizzazione del prodotto di scarto potrebbe permettere di riconoscere ai produttori agricoli una compensazione superiore delle “mele da industria” con il risultato, da un lato, di ottenere un ricavato complessivo non inferiore al consueto e dall’altro permettere una facilitazione nell’individuazione della capacità assicurativa, attraverso lo sviluppo di innovative soluzioni di gestione del rischio.

Dichiarazioni. “Tutto ciò – spiega Giovanni Menapace, presidente di Co.Di.Pr.A. – contribuisce positivamente a raggiungere un equilibrio economico-finanziario di lungo termine per le imprese agricole, stabilizzando le entrate e garantendo dei proventi di vendita anche nel caso in cui la produzione fosse fortemente compromessa da danni conseguenti a eventi avversi e/o da fitopatie”. “Oltre alle migliori prestazioni e stabilità reddituale – evidenzia Marica Sartori, direttore di Co.Di.Pr.A. – questo potrebbe produrre ulteriori effetti e ricadute positive sugli agricoltori, in quanto verrebbero applicati costi assicurativi ridotti grazie all’innescarsi di meccanismi virtuosi. Meccanismi virtuosi, quelli della bioeconomia circolare, che mirano a ridurre a 360° gradi gli effetti economici negativi sulle imprese derivante dall’aumento sproporzionato dei costi di produzione”. Il progetto avrà, quindi, numerosi impatti sull’intero comparto agricolo trentino e nazionale, per quanto riguarda sia il fronte assicurativo sia in termini di sostenibilità ed efficienza del sistema produttivo. “È necessario favorire una razionalizzazione delle soluzioni di gestione del rischio e, conseguentemente, un efficientamento della spesa pubblica – sottolinea Andrea Berti, amministratore delegato di Agriduemila Hub Innovation e direttore di Asnacodi Italia – Siamo costantemente al lavoro per portare ulteriori sviluppi nella direzione dell’innovazione, sfruttando le potenzialità delle tecnologie, ad esempio utilizzando rilievi satellitari, implementando tecnologie di machine learning e intelligenza artificiale, sempre con l’obiettivo principe di valorizzare e tutelare il lavoro degli agricoltori. Una gestione del rischio che è evoluta nel tempo fino ad arrivare ad implementare strumenti per la stabilizzazione del reddito aziendale deve necessariamente sviluppare sinergie con la filiera e questi processi di bioeconomia circolare vanno sicuramente incentivati e sostenuti.” “Si tratta di una sfida importante quella che si pone il progetto SMS Green – racconta Silvia Silvestri, responsabile dell’Unità Bioeconomia del Centro Ricerca e Innovazione della Fondazione Edmund Mach – con tutto il nostro staff e grazie alle tecnologie che disponiamo siamo già all’opera per caratterizzare i prodotti di scarto, valutarne le capacità fertilizzanti e misurarne gli effetti al suolo”. “Per noi è importante e fondamentale – spiega Luca Lovatti, responsabile ricerca e sviluppo di Melinda – riuscire a trovare soluzioni sostenibili sia da un punto di vista ambientale, sia sociale che economico. Infatti, è già da tempo che abbiamo intrapreso un percorso votato alla sostenibilità che hanno già dato risultati tangibili, come l’impego dei packaging compostabili, gli studi sulla carbon footprint. Questo progetto aiuterà ulteriormente a trovare risposte per una economia sostenibile incentrata su prodotti e processi di eccellenza e valorizzazione di ambiente e territorio”.

Fonte: servizio stampa Co.Di.Pr.A.

Trento, Festival dell’Economia, Fondazione Edmund Mach invita alla partecipazione di alcuni incontri sul futuro di agricoltura, ambiente e alimentazione

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Sino al 5 giugno si svolge a Trento il Festival dell’Economia. Il tema scelto per l’edizione 2022 – “Dopo la pandemia  – tra ordine e disordine” – stimolerà il dibattito tra le menti più brillanti del mondo scientifico, gli opinion leader di riferimento e importanti esperti delle più diverse discipline per analizzare com’è cambiato il mondo (e come cambierà) dopo la pandemia e la guerra in Ucraina. La Fondazione Edmund Mach invita il pubblico a partecipare a tre eventi con relatori di prestigio su tematiche che vanno dalla biodiversità all’idrogeno, passando per le agro-tecnologie d’avanguardia. L’ingresso in presenza a tutti gli eventi del Festival è gratuito, fino ad esaurimento posti, non è prevista la prenotazione.

Venerdì 3 giugno 2022 – h 15-16 La grande sfida dell’idrogeno verde: il ruolo di agricoltura e foreste, Dipartimento di Economia – Sala Conferenze Via Vigilio Inama, 5 – Trento con: prof. Franco Cotana, Università di Perugia, membro del Comitato Tecnico-Scientifico FEM e fondatore del CRB, Centro di Ricerca sulle Biomasse, istituito dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio presso l’Università di Perugia, centro di riferimento Italiano per la ricerca sui biocarburanti e le biomasse ad uso energetico; dr. Gabriella De Stradis, dirigente dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali; prof. Mario Pezzotti, dirigente Centro Ricerca e Innovazione Fondazione Edmund Mach. Modera Jacopo Giliberto, Il Sole 24 ORE

Venerdì 3 Giugno – 18:00 – 19:00 Agritech: come cambia l’agricoltura. Che cosa ci aspetta in un futuro (molto) prossimo? Fondazione Caritro – Via Calepina 1, Trento con prof. Matteo Lorito, Rettore Università degli Studi Federico II di Napoli; on. Filippo Gallinella – presidente della XII Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati; prof. Mario Pezzotti, dirigente Centro Ricerca e Innovazione Fondazione Edmund Mach. Modra Giorgio Dell’Orefice, Il Sole 24 ORE

Sabato 4 giugno –  18.15 – 19.15 Dipartimento di Economia – Sala Conferenze, Via Vigilio Inama, 5 – Trento Agricoltura sostenibile, high tech e biotecnologie con: Anna Gatti, direttore Lift Lab Scuola di direzione aziendale Università Bocconi di Milano; Lorenza Alexandra Lorenzetti, ALTIS – Università Cattolica del Sacro Cuore;  Bruno Mezzetti, Università Politecnica delle Marche; Mario Pezzotti, professore di Genetica Agraria Università di Verona, direttore Scientifico Centro Ricerca ed Innovazione Fondazione Edmund Mach

Domenica 5 Giugno – 16:00 – 17:00 La biodiversità fra ordine e disordine Dipartimento di Economia – Sala Conferenze, Via Vigilio Inama, 5 – Trento con: prof. Mario Pezzotti, dirigente Centro Ricerca e Innovazione Fondazione Edmund Mach; prof. Michele Morgante, Università di Udine e Direttore Scientifico dell’Istituto di Genomica Applicata; prof. Danilo Porro, membro della Delegazione Nazionale nel Comitato di Programma di Horizon Europe 2021-2027, direttore Institute of Molecular Bioimaging and Physiology del CNR Dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze Università Milano Bicocca. Modera Alessia Maccaferri, Il Sole 24 ORE. Ulteriori informazione: www.festivaleconomia.it 

Fonte: Servizio stampa FE

Rovigo, malattie del grano monitorate con una app 

centralina installata sul Delta del Po

Nel Delta del Po una app consentirà di monitorare in tempo le principali malattie fungine del grano tenero, consentendo di eseguire trattamenti fitosanitari mirati e ridotti. Il tutto grazie a una rete di sei stazioni agrometeorologiche, già collocate nei punti strategici del territorio, che forniranno dati meteo costantemente aggiornati su temperature e umidità dell’aria, pluviometro e bagnatura foliare.

E’ l’obiettivo raggiunto dal progetto Smart-Pest 4.0, mirato alla razionalizzazione dei fitofarmaci nella coltivazione del frumento e alla prevenzione di inquinamenti puntiformi sui terreni e nelle acque superficiali. A presentare il bilancio Confagricoltura Rovigo, che ha promosso il progetto con il cofinanziamento del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, in collaborazione con Horta, piattaforma che si occupa di ricerca e innovazione, Polaris (azienda polesana rifiuti speciali) e la cooperativa Terre del Delta, che conta circa 500 aziende tra associate e clienti nel campo dei seminativi e delle leguminose.

Dopo due anni di sperimentazione è stato messo a punto un modello integrato che consentirà agli agricoltori di ottimizzare i trattamenti sulle colture cerealicole in ragione di una serie di variabilità meteo-climatiche, registrate dalle centraline, e di ridurre inoltre i residui dei trattamenti presenti nelle attrezzature da diserbo con dei protocolli efficaci, sicuri e in linea con gli obiettivi ambientali previsti dal Pan, il piano per l’uso sostenibile dei prodotti fitasanitari. A trasmettere i dati agli agricoltori sarà un dss (sistema di supporto alle decisioni) semplificato, in pratica una app, che fornirà informazioni preziose per la gestione della coltura e dei trattamenti di difesa. Potrà anticipare, ad esempio, l’insorgenza di sintomi di ruggine gialla, ruggine bruna, septoriosi, oidio e fusariosi della spiga, e fonrie indicazioni sul rischio di insorgenza della micotossina deossinivalenolo.

Il progetto è stato approvato dalla Regione Veneto – ha spiegato Massimo Chiarelli, direttore di Confagricoltura Rovigo – e siamo fieri del risultato, perché è un modello che porterà a ridurre i fitofarmaci in un territorio delicato come il Delta del Po e potrà, inoltre, essere replicato in altre parti d’Italia. Le sei capannine meteo serviranno tutto il territorio e la app grano.net verrà messa a disposizione degli agricoltori gratuitamente per un anno. Importante anche il lavoro che abbiamo fatto sulla gestione  delle acque di lavaggio delle attrezzature da diserbo per la prevenzione di inquinamenti puntiformi, con valutazioni economiche e ragionamenti su percorsi collettivi che possono rendere sostenibili i costi”. Le aziende che hanno ospitato le stazioni della rete meteo sono Uccellatori, Ca’ Pisani e Ca’ Tiepolo, che conducono una superficie agricola prevalentemente cerealicola di 1.300 ettari tra Corbola, Taglio di Po, Porto Viro e Porto Tolle, e le aziende Pennisi, Beltrame e Raniero socie della cooperativa Terre del Delta. E’ solo l’inizio di un percorso che ci vede sempre dalla parte della ricerca e della sperimentazione, perché solo così possiamo raccogliere dati e indirizzi al di là di posizioni ideologiche – ha detto Lauro Ballani, presidente di Confagricoltura Rovigo -. I nostri associati sono i primi a voler ridurre i prodotti chimici, avvalendosi di strumenti innovativi, e ringraziamo tutte le aziende che hanno reso possibile questo progetto. Vogliamo sfatare la credenza che gli agricoltori siano degli inquinatori, dimostrando la nostra attenzione per il territorio e l’ambiente. Prossimamente  inizieremo la sperimentazione su altre colture”. Gli fa eco Ercole Zanellati, presidente della cooperativa Terre del Delta: “Siamo la coop agricola più grande del territorio e abbiamo a cuore quello che è un habitat unico, con un’enorme ricchezza ambientale. Divulgheremo questo progetto a tutte le aziende, affinché possano avvalersi dei migliori strumenti per la prevenzione delle malattie e la riduzione dei trattamenti”.

Monitoraggio. Matteo Ruggeri, coordinatore della filiera cereali di Horta, ha chiarito come con la app, dal cellulare, si possa accedere velocemente e facilmente a tutti i dati, con risultati tangibili. “Abbiamo constatato che, con le primavere asciutte e secche degli scorsi anni, è bastato un solo trattamento in fase di fioritura e spigatura. E probabilmente sarà così anche quest’anno”. Per quanto riguarda il lavaggio degli atomizzatori per la riduzione dell’inquinamento puntiforme, l’agronomo Gianluca Carraro ha illustrato i dati molto positivi sulle tecniche messe in campo sia per gestire le “soluzioni sporche”, sia per minimizzare gli sprechi di acqua. Dati confermati da Marco Leone, responsabile tecnico d’impianto stoccaggio rifiuti speciali di Polaris,  secondo il quale bisogna andare nella direzione di recuperare materie prime e risorse idriche, riutilizzando come in questo caso l’acqua per successivi lavaggi delle attrezzature”. Andrea Bimbatti, presidente dell’azienda, ha rimarcato che “verranno offerti costi calmierati alle aziende agricole per lo smaltimento dei reflui”.  

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto

Microrganismi, nuove frontiere dell’agricoltura sostenibile, il tema del webinar Argav on line nel pomeriggio di oggi

webinar Microrganismi

L’utilizzo di microrganismi in agricoltura è il tema del prossimo webinar Argav, con diretta su facebook.com/argav.giornalistiagroalimentariambientali, in programma alle 18.30 di oggi, martedì 25 maggio su Teams. A parlarne sarà Alessandro Marino Merlo, agro(eco)logo.

I Microrganismi effettivi o efficaci, Effective Microorganism in inglese, abbreviato in EM, sono miscele di microrganismi in grado di soddisfare tutte le esigenze delle piante come nutrimento, proteggendole inoltre dagli attacchi sia fungini che di altre malattie. Tali miscele sono composte da microorganismi solo naturali, senza nessuna modificazione genetica e permetterebbero non solo di coltivare senza chimica, ma anche di disinquinare terreni alterati da colture agrarie precedenti a causa dell’uso massiccio di pesticidi. Vale la pena di conoscere queste proposte, poiché potrebbero dare indicazioni preziose per il futuro, sia in agricoltura che per altri usi ancora in sperimentazione.

I webinar Argav sono in collaborazione con Anni Veneto, l’associazione che riunisce gli 11 consorzi di bonifica della regione.