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Veneto da gustare

Estate e’ sinonimo di tempo libero e voglia di freschezza anche in cucina, dove la fantasia non va certo in ferie. Il Veneto offre da questo punto di vista un ventaglio quantomai ampio di prodotti: quelli a Denominazione o Indicazione sono attualmente 33 ma presto saliranno a 34 con la formalizzazione della Denominazione d’origine protetta del ”miele delle Dolomiti bellunesi”. Questo prodotto si affianchera’ alle 25 Doc, alle ormai 8 Docg dei vini (anche se due di queste partiranno solo dalla prossima vendemmia) e a oltre 370 prodotti tipici.

Dall’antipasto al primo. Fuori dalle ricette abituali, vale la pena di provare qualche ‘piatto’ non di consuetudine, realizzabile magari attraverso una sorta di caccia al tesoro attraverso il Veneto. Un antipasto potrebbe prevedere la ‘coppa di testa di Este‘: difficile da trovare in questo periodo perche’ prodotta in inverno dagli esperti estensi, ma il cui sapore e’ in grado di superare tutti i sacrifici. Buona da mangiare anche a merenda magari in mezzo ai ‘corni’ di una ‘Ciopa vicentina‘ pane a pasta dura che subisce il processo della doppia cottura, viene cioe’ cotto in forno e poi asciugato biscottandolo. Chi non puo’ fare a meno del primo, della pastasciutta insomma, non ha che l’imbarazzo della scelta: dai ‘Tortellini’ di Valeggio sul Mincio, i famosi ‘Nodi d’amore’ ai ‘Bigoi’ alla vicentina, dalle ‘Lasagne da fornel’ piatto costituito da lasagne condite con semi di papavero e sugo a base di burro, mele e frutta secca, ai trevigiani ‘Subioti all’ortica‘.

Brodetto di anguilla

Carne o pesce? In ferie c’e’ il tempo di scegliere il giorno e il momento per assaggiare l’una e l’altro entrambi tesori veneti. Ecco, per gradire, ‘l‘Anguilla’ del Delta del Po, branzini o spigole della Valli da pesca venete, la ‘trota iridea‘ della Valle del Chiampo, le ‘fritture’ veneziane. Sull’altro fronte si puo’ scegliere di passare in tavola un”anatra di corte padovana‘ o perche’ no i ‘Cornioi‘ di Crespadoro o i ‘Bogoni’ di Badia Calavena in entrambi i casi ottime lumache, gli ‘sfilacci‘ di cavallo veronesi, piuttosto della porchetta trevigiana o del ‘Torresano‘ di Breganze.

Monte Veronese Dop

O meglio il formaggio? Chi non ama la carne puo’ essere travolto dalla qualita’ e quantita’ dei formaggi veneti. Tra i piu’ inebrianti, e’ il caso di dirlo, ecco l’Imbriago‘ prodotto in tutto il trevigiano, l’erborinato di Montegaldella, lo stravecchio di Asiago, sempre piu’ raro per via della grande commercializzazione del mezzano che non permette di riporre sulle tavole molto prodotto da lasciare invecchiare. E ancora il ‘Bastardo‘ del Grappa o il ‘Monte Veronese direttamente dalle malghe dei Cimbri. Tra una portata e l’altra e’ naturalmente doveroso trovare il tempo di visitar cantine e scegliere gli abbinamenti con i vini veneti di qualita’ meglio se curati da Consorzi di Tutela.

(fonte Ansa)

Sull’Altopiano di Asiago l’antico rituale dell’alpeggio

Torna sull’Altopiano di Asiago il rito della monticazione: è la salita agli alpeggi delle mandrie di bovini che, trascorso l’inverno nelle stalle di pianura, con l’arrivo dell’estate vengono portate a pascolare in montagna. La pratica dell’alpeggio, in queste zone, che tradizione vuole vada dal 1° giugno al 21 settembre, vanta una storia millenaria.

Pascoli utilizzati da 10 secoli. Viene testimoniata in forma scritta, per la prima volta, in un documento ufficiale del 983 d.C., che riguarda appunto l’assegnazione di terre da destinare al pascolo (“La Via delle Malghe”, a cura di Silvia Dalla Costa e Gianbattista Rigoni Stern). Da almeno dieci secoli quindi, i prati dell’Altopiano sono utilizzati dagli allevatori come risorse foraggere per il bestiame, durante il periodo estivo. Nei primi giorni le mucche vengono fatte pascolare sui prati a più bassa altitudine, dove l’erba è già rigogliosa. Con il trascorrere del tempo l’erba cresce anche a quote più elevate e le mandrie vengono spostate via via più a monte. Un razionale sfruttamento del pascolo prevede che gli animali consumino interamente l’erba di una porzione di pascolo prima di essere spostati. In questo modo vengono sfruttati i pascoli naturali fino a 2.000 m e oltre, contribuendo al mantenimento della biodiversità di una considerevole porzione di territorio di incommensurabile valore.

Altopiano di Asiago: il più grande comprensorio di malghe d’Europa. Se ne contano 87 per una superficie totale di pascoli di 7775 ettari. Sono di proprietà collettiva, gestite dalle amministrazioni comunali di competenza, che ne promuovono, ogni sei anni, le gare per la concessione in uso temporaneo. Quando si parla di malga non si intende solo l’edificio in cui si producono, e spesso si vendono, latte, formaggi, salumi, ma anche il pascolo, le strutture e le infrastrutture dove si pratica l’attività di alpeggio. Esse costituiscono un patrimonio economico, storico, ambientale, architettonico e, negli ultimi anni, anche turistico, che è fondamentale salvaguardare. In questo senso, un contributo importante è dato anche dal Consorzio Tutela Formaggio Asiago che, con la sua attività, vigila sulla produzione casearia di sei alpeggi dell’Altopiano soci del Consorzio di Tutela, che producono il formaggio Asiago DOP. L’Asiago delle malghe viene marchiato a fuoco e vi viene apposta sul piatto una speciale “pelure” di carta riso, recante la denominazione ed il logo della DOP, la scritta “Malga” seguita dal nome dell’alpeggio di produzione ed il logo della Comunità Montana “Spettabile Reggenza dei 7 Comuni”.

 

Malga Pusterle

Le malghe produttrici di Asiago DOP. Sono malga II Lotto Marcesina (Enego – Az. Agr. L. Tognon); malga Il Lotto Valmaron (Enego – Az. Agr. A. e P. Dalla Palma); malga Verde (Conco – Az. Agr. M. Cortese); malga Pusterle (Roana – Az. Agr. S. Basso); malga Larici (Lusiana – Az. Agr. R. Frigo); malga Porta Manazzo (Asiago – Az. Agr. A. Rodeghiero). Questi sei alpeggi si contenderanno, il prossimo 10 luglio, il titolo del concorso annuale per il Miglior Formaggio Asiago d’Allevo Vecchio e Stravecchio prodotto in malga, che andrà a premiare un produttore per la categoria Vecchio ed uno per la categoria Stravecchio.

 

(fonte Consorzio Tutela Formaggio Asiago)

I sapori del Medioevo al Palio de “La Marciliana” di Chioggia

Il XX Palio della Marciana ha preso il via. Dopo il debutto di venerdì 18 giugno con la benedizione dei balestrieri nell’Oratorio dei Rossi e il giuramento dei Capitani delle cinque contrade in competizione, sabato 19 giugno la città rivive il Medioevo. Per tutta la giornata sarà possibile tornare ad assaporare la vita del XIV secolo, visitare ed incontrare lungo il Corso del Popolo i mercanti e i pellegrini, le taverne, gli antichi mestieri, le botteghe, il commercio del sale, il popolo, la legge, il lavoro, le musiche, i balli, gli esercizi alle armi, le contrade, gli osti, gli artigiani, i musici de Clugia, i nobili, le danzatrici, i frati predicatori, gli armati, i venditori d’acqua, le candele, i tamburini, i milites e i balli a tondo. Alle ore 21.15 presso la Loggia dei bandi si terrà la rappresentazione teatrale “De Clugia ve digo e ve canto”, seguita dalla “Danza delle Streghe” in Piazzetta Granaio. Alle 22,00 in Piazza Vigo musica e allegria con il Ballo dei Pellegrini.

Diretta RAI. Domenica 20 giugno, in Campo Duomo alle ore 18.00, si svolgerà il Palio dei Balestrieri con le Balestre Grandi, annunciato dagli sbandieratori di Asti. Il momento centrale della manifestazione sarà seguito in diretta dal TGR, la Testata Giornalistica Regionale della RAI, dalle 18.10 sino alle 18.50. A seguire alle 19.30 il maestoso corteo storico che rievocherà l’entrata trionfale del doge Andrea Contarini nella città di Chioggia e l’assegnazione del Palio. Dalle 21.30 in Piazza Vigo gli sbandieratori del Palio di Asti, lungo il Corso il Convivio dei Giullari e nelle contrade i bagordi e i balli a tondo. Il programma della tre giorni si chiuderà alle 23,00 con l’assalto alla torre di Sant’Andrea.

(fonte Comune di Chioggia)

Treviso: domenica 6 giugno 2010 Grantavolata a scopo benefico con tovaglia e bottiglia di grappa da Guinness dei primati

foto Epolis, tovaglia del record arrivata ieri al Sant'Artemio

(di Lieta Zanatta, da “Il Treviso”). Preparativi per la domenica trevigiana da record al Parco Sant’Artemio oramai agli sgoccioli. La Grantavolata.tv-Cucina trevigiana attende i seimila partecipanti per la tovaglia tessuta più lunga del mondo, oltre un chilometro e mezzo, e la bottiglia di grappa più grande del mondo, da 120 litri, primati da scrivere nel Guinness World Record.

L’allestimento inizierà domenica prossima al Parco Sant’Artemio di Treviso già prima delle 8 a porte chiuse, per via della stesura della tovaglia tessuta a Bergamo da Emilio Gatti su progetto della Agotex di Casier, che si rivela abbastanza complessa. Dalle 11 alle 12 sarà invece dato l’avvio al riempimento della bottiglia di grappa della famiglia Bottega sotto gli occhi attenti dei giudici che arriveranno direttamente da Londra, mentre ci saranno riprese dal cielo grazie a due elicotteri messi a disposizione dall’Aeroclub di Treviso, accompagnati da velivoli storici e mongolfiera.

Tutti i numeri di Grantavolata. L’evento organizzato da TrevisoViva si sta rivelando una grandissima festa,  che oltre al pubblico coinvolge migliaia di organizzatori, tra sponsor, scuole e intrattenitori vari. Trentaquattro ristoratori si cimenteranno a cucinare un pranzo dalla montagna di ingredienti: 450 kg di riso, 450 kg di asparagi bianchi di Badoere Igp, 200 kg. di cipolle, 130 litri di olio, 60 kg tra sale fino e grosso, 100 kg di burro Soligo, 7000 porzioni di pollo, 100 kg di formaggio grana grattugiato, 15 mila panini, 300 kg di carote, 300 kg di pomodoro, 150 kg di sedano, 60 kg di Bibanesi e quintali di Casatella trevigiana Dop. Verranno messe in tavola 800 bottiglie di vino bianco e rosso del Consorzio Tutela Vini del Piave Doc, 700 bottiglie di Prosecco del Consorzio di tutela Superiore Valdobbiadene Conegliano Docg, 35 magnum di Raboso, 12 del Consorzio Torchiato di Fregona, 6000 bottiglie di acqua Dolomia. E ancora numeri da record: 24mila piatti in ceramica, 18 mila bicchieri, 12 mila posate, 800 pirofile, 10mila tovaglioli di carta e bicchieri Dopla. Staff poderoso di camerieri, ben 130 assieme a 100 sommelier, e accanto gli studenti dell’alberghiero Maffioli di Castelfranco e l’Ipssar Alberini di Lancenigo, ben 220 coordinati da 18 insegnanti, assieme a 30 hostess e 20 cuochi.

Senza contare gli intrattenimenti: testimonial saranno Federico Quaranta e Tinto, i conduttori di “Decanter” su Radio2, spettacoli musicali, cori e orchestra, bande musicali e danze del gruppo folkloristico trevigiano, con mostre d’arte, di fonografi e auto d’epoca. Parte del ricavato sarà devoluto in beneficenza all’Advar che assiste i malati terminali, e pure quello della lotteria che metterà in palio una crociera per due persone, buoni sconto, biciclette, borse e altri numerosi premi. Per la tavolata ci sono ancora dei biglietti disponibili, 30 euro adulti e 15 bambini, acquistabili anche direttamente domenica sul posto.

Una Campania tutta da gustare

foto Regione Campania

(di Marina Meneguzzi) Dai fertili pianori di Terra di lavoro e della Piana del Sele ai fazzoletti ortivi dell’agro nocerino-sarnese, dai monti dell’agro di Benevento e di Avellino alle terre silicee e vulcaniche della provincia napoletana e, più a sud, le coste rocciose di Amalfi e Sorrento battute da brezze salmastre: le bellezze paesaggistiche della Campania sono pari solo alla bontà dei prodotti agroalimentari offerti dal territorio.

Una mappa per scoprire le bontà del territorio. Un piccolo ma significativo assaggio se ne è potuto avere ad Agrifood, che si è svolto nei giorni scorsi in contemporanea al Vinitaly, e a cui la Campania ha partecipato con 15 produttori, emblema di quell’eccellenza gastronomica che ha reso Napoli e questa regione famosi in tutto il mondo. Per chi non avesse avuto l’opportunità di visitare la rassegna dell’agroalimentare di qualità, ecco i riferimenti dei produttori campani presenti, utili anche come “mappa” per un ideale viaggio alla scoperta delle bontà del territorio: Agricilento Verde , Conserve Biscottificio Cristino (tel. 08235.819425), Gusto Pastificio Gentile, Pasta e Conserve Distilnatura, Liquori tipici Antica Distilleria Petrone, Consorzio Al.B.A. Allevatori Bufalini Associati, Russo Food, pasta Le Antiche Tradizioni di Gragnano,  pasta Società Cooperativa Pastai Gragnanesi, Caffen, pasta Società Coop. Agricola Nuovo Cilento, olio di oliva Az. Agricola Vastola Francesco “Maida”, il fagiolo di Controne di Ferrante Michele, i dolci tipici della cioccolateria Spedek Dolciaria, il Salumificio Montecalvese e, nel padiglione al Vinitaly della regione Campania, i vini della Fattoria Colle Sasso.

Campania, terra di oliveti. La Campania può vantare anche una storia olivicola molto antica e una struttura produttiva dalle grandi potenzialità (è la quinta regione in Italia per quantità di territorio dedicato alla coltivazione dell’olivo).  Sono oltre millecinquecento i produttori di olio extravergine d’oliva Bio, dislocati soprattutto nelle aree di collina interna, 4 le Dop regionali – Penisola Sorrentina, Colline Salernitane, Cilento e Irpinia Colline dell’Ufita – che fondano la loro produzione su cultivar autoctone come Minucciola, Pisciottana, Rotondella e Ravece, che danno origine ad oli extravergine d’oliva armonici ed equilibrati, ottimi da gustare sia sulla pizza margherita Stg, sia su grigliate di pesce, insalate, legumi e primi piatti.

Prosecco, “re delle bollicine” con Docg

Il primo di aprile 2010 segna lo spartiacque tra il prosecco Doc di Conegliano-Valdobbiadene e la nuova identita’ Docg Conegliano-Valdobbiadene Prosecco Superiore. Nell’area storica del “‘re delle bollicine”  italiane (15 comuni Docg, 2913 produttori, 166 case spumantistiche) e’ stato deciso di iniziare la commercializzazione del prodotto tutti assieme, appunto il primo di aprile, mentre per il prosecco Doc piu’ in generale la vendita e’ gia’ iniziata da qualche mese.

Il battesimo della Docg si terra’ l’8 aprile. Nella prima giornata del Vinitaly a Verona, alle 13 presso lo stand del Consorzio di Tutela al pad. 7 bis i3-i 4, i produttori Docg stapperanno la prima bottiglia, una maxi da 6 litri, di prosecco ricavato dalla vendemmia del 13 settembre. Nonostante le difficolta’ del momento, il prosecco Docg nasce sotto buoni auspici. Nel 2008, infatti, la produzione e’ stata di 57.434.000 bottiglie, con un giro d’affari di 370 milioni di euro. L’export rappresenta il 30%. I primi dati 2009, non ancora ufficiali, riscontrano un aumento delle vendite dell’8.8%, con 4.5 milioni di bottiglie in piu’.

L’arrivo della Docg e’ vista dai produttori con entusiasmo, ma anche con preoccupazione. La difficile situazione congiunturale, infatti, non consente di ottenere forse le quotazioni di qualche anno fa. ” La Docg e’ un progetto deciso dai produttori e siamo certi che dara’ nuove opportunita’ al vino di Conegliano Valdobbiadene – rileva il presidente del Consorzio di Tutela Franco Adami -. Nulla cambia rispetto a prima per le aziende, solo il costo della fascetta di garanzia facilmente assorbibile dagli imbottigliatori. Cambia invece per i consumatori che avranno garantito il prodotto e la sua provenienza”.

Tanti eventi per il lancio della Docg. Per mantenere il valore aggiunto del territorio di Conegliano Valdobbiadene e dare importanza alla G di garantita come elemento per la sicurezza del consumatore, il Consorzio sta avviando un piano di comunicazione che vedra’ la campagna pubblicitaria che accompagnera’ l’uscita del vino e l’organizzazione di eventi e manifestazioni. Fra questi, il piu’ importante e’ Vino in Villa (15-17 maggio castello di Susegana, Treviso) che avra’ come tema ‘Garantito!”. Invitate le 44 Docg d’Italia, ovvero i vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita che costituiscono il vertice della piramide qualitativa dei vini italiani. Le manifestazioni che promuovono il prosecco sono anche a carattere sportivo come le tre gare ciclistiche legate al Premio Primavera del Prosecco. Il 4 aprile si corre il 62/O Trofeo Piva sulle colline a cavallo tra Farra di Soligo e Valdobbiadene. Il 5 aprile appuntamento a Villa di Cordignano dove dal 1926 si celebra il Giro del Belvedere (10 giri ciascuno di 12 km), mentre il 30 maggio c’e’ il Trofeo Citta’ di San Vendemiano che vede i ciclisti confrontarsi lungo le strade delle colline della Marca Gioiosa.

Prosecco “venduto” anche in pacchetti turistici. Legati al Prosecco anche 5 pacchetti turistici per week end tra le colline del Conegliano-Valdobbiadene Prosecco Docg per scoprire in tre mosse arte, cultura ed enogastronomia nell’ ambito delle Mostre della Primavera del prosecco Docg e fissati tra il 3 e 5 aprile, 30 aprile-2 maggio e 29 maggio-1 giugno. Tra le rassegne sul prosecco o sul cartizze: S.Pietro di Barbozza (3-18 aprile), S.Giovanni (10-18 aprile), Refrontolo (10-24 aprile), Miane (fino al 2 maggio), Fregona (17 aprile-2 maggio), Saccol (23 aprile-2 maggio). Combai (7-16 maggio), Vittorio Veneto (14-29 maggio), Conegliano (1-2/8-9 maggio), Corbanese (22 maggio-6 giugno), S.Pietro di Feletto (29 maggio-13 giugno). Serravalle-Vittorio Veneto (11-20 giugno).

fonte (ANSA).

21 marzo: a Treviso, X^ edizione del “Radicio Verdon da cortel”

radicio verdon

Domenica 21 marzo, in Piazza dei Signori a Treviso, si tiene la X^ edizione della Mostra mercato del “Radicio verdon da cortel” proposta dalla “Congrega del Tabàro” capitanata da Tiziano Spigariol. La manifestazione, che riporta la cicoria di fine inverno e inizio primavera in mostra e in degustazione, rappresenta una buona occasione per fare una “merenda d’antan”, a base di radicchio verdon, uova e salame.

Scheda del prodotto: Radicio verdon da cortel o Radicchio Verdolino. Si semina in agosto-settembre per raccoglierlo da marzo fino ad aprile. Ha l’aspetto di rosellina dal verde carico, del diametro di sette – dieci centimetri, gustosa e croccante. Nei campi “el radicio” viene raccolto manualmente, con il “cortèl” appunto, ed estratto con il fitone, dolcissimo da mangiare con le foglie, croccanti e gustose. E’ una verdura dimenticata e passata in secondo piano rispetto ai più famosi radicchi provinciali di Treviso e Castelfranco. Eppure negli ultimi anni è ritornata in auge sopratutto nelle tavole trevigiane, facendone un prelibato prodotto di nicchia.

Più proteico di fagioli e carne. Il “Radicio Verdòn da Cortèl” viene consumato esclusivamente crudo, in insalata, da solo, accompagnato da uovo sodo oppure da formaggi, molto indicata la polenta, tenera oppure abbrustolita. Una maniera di servirlo tipica della campagna trevigiana è accompagnarlo con un condimento di lardo sfrigolante e aceto, altro abbinamento tradizionale è quello con fagioli lessati freddi. Il radicchio Verdolino contiene più proteine dei fagioli e della carne, e poi potassio, calcio, e ferro in contenuti elevati, più che in asparagi e spinaci. Proprietà che ne fanno l’ingrediente ideale per una dieta per i convalescenti, la prevenzione di anemie, carenza oligoalimentare, malassorbimento intestinale e per un supporto durante la gravidanza, l’allattamento e osteoporosi. Questo il territorio interessato alla produzione: provincia di Treviso nei comuni di Quinto di Treviso, Zero Branco, Casale sul Sile, Preganziol, Casier, Ponzano Veneto, Roncade, San Biagio di Callalta, Monastier, Paese, Istrana.

La storia. Il “Radicio Verdòn da Cortèl” appartiene al grande gruppo delle cicorie o radicchi, il cui consumo risale a tempi remotissimi. Le modalità di coltivazione sono state tramandate attraverso generazioni nell’area di coltivazione. Le testimonianze scritte sull’utilizzo alimentare del “Radicio Verdòn da Cortèl” sono molto limitate. Va citata la notizia di un manuale agreste del 1600 circa, che ricorda un “radicchio scoltellato” quale alimento povero di gente misera. Un’opera del Prof. Bruttini, datata 1940 (Ristampa) cita egualmente un Radicchio scoltellato. Stessa dizione appare in “Storia delle Piante”, di Guillaume Luis Figuier, edito nel 1887, in cui si cita il “Radicchio selvatico”, che “si mangia nell’inverno e nel cominciare della primavera; e la povera gente di campagna va ad estrarlo, insieme ad altre radicchielle, col coltello lungo le ripe e nei luoghi soleggiati, onde il nome di radicchio scoltellato”.

(fonte: Marcadoc.it)