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11 dicembre 2021, la Biblioteca Internazionale La Vigna di Vicenza celebra 40 anni dalla fondazione

Demetrio Zaccaria all'ingresso della biblioteca copia

Sabato 11 dicembre 2021 alle ore 10.00 si terranno a Palazzo Brusarosco-Zaccaria, in contra’ Porta S. Croce, 3 a Vicenza, le celebrazioni per il40° anniversario della costituzione del Centro di Cultura e Civiltà Contadina – Biblioteca Internazionale “La Vigna”.

L’11 dicembre del 1981 Demetrio Zaccaria (nella foto in alto) fondava il Centro di Cultura. Lo scopo era quello di conservare, gestire ed incrementare la Biblioteca Internazionale “La Vigna”, che lui stesso aveva creato collezionando circa 10.000 libri sulle scienze agrarie, con particolare riferimento alla viticoltura e all’enologia e con un’attenzione particolare rivolta alla gastronomia. Il Centro doveva inoltre promuovere e agevolare studi, convegni, stage e qualsiasi iniziativa e attività idonea al progresso dell’agricoltura, alla conoscenza e diffusione della cultura e civiltà contadina e di favorire la maggiore conoscenza della Biblioteca Internazionale “La Vigna” e la sua migliore utilizzazione. Soci fondatori furono il Comune di Vicenza, la Camera di Commercio, il Consorzio tra il Comune di Vicenza e la Provincia di Vicenza per la gestione della Biblioteca civica Bertoliana e l’Accademia Olimpica. In seguito, la Provincia prese il posto del Consorzio e si aggiunse la Regione del Veneto.

Il giorno dopo, il 12 dicembre, Zaccaria donava al Comune di Vicenza la sua biblioteca e Palazzo Brusarosco-Zaccaria che tuttora la ospita. Da grande filantropo qual era definì la sua scelta una “gioia”, convinto di poter offrire anche agli altri la possibilità di studiare e di imparare. Così Vicenza divenne, agli inizi degli anni ’80, il tempio del sapere su viticoltura, enologia, gastronomia e scienze agrarie. Un punto di riferimento per tutto il mondo perché da tutto il mondo giungevano, e tuttora giungono, richieste di studiosi interessati a consultare la biblioteca di Demetrio Zaccaria. Da 40 anni il Centro di Cultura continua nell’opera di valorizzazione della Biblioteca “La Vigna” e di promozione e divulgazione degli studi inerenti alle scienze agrarie e alla civiltà contadina. Recentemente è arrivato un importante riconoscimento da parte del Ministero per i beni e le attività culturali che ha dichiarato la Biblioteca “di eccezionale interesse culturale”, annoverandola così a tutti gli effetti tra i beni culturali italiani. Durante le celebrazioni si terrà una lectio magistralis del prof. Attilio Scienza (Università di Milano), tra i massimi esperti al mondo di viticoltura ed enologia e consigliere scientifico della Biblioteca “La Vigna”.

Interventi moderati da Mimmo Vita, socio Argav e presidente Comitato Tecnico Scientifico Unarga. Ore 10.00: Saluti del presidente, Remo Pedon. Ore10.15: Saluti del presidente del Consiglio Scientifico, Danilo Gasparini. Ore 10.30: Saluti delle Autorità. Ore 11.00: Michele Zaccaria: ricordo del fondatore Demetrio Zaccaria. Ore 11.30: Lectio magistralis del prof. Attilio Scienza Nei libri il segreto della conoscenza. Quello che non può dare il digitale”. Ore 12.30: Conclusione dei lavori.  Modalità di partecipazioneIn presenza: è richiesta la prenotazione obbligatoria presso la segreteria della Biblioteca Internazionale “La Vigna”: info@lavigna.it |Tel. 0444543000. In ottemperanza alle disposizioni governative vigenti, previste per tutti i luoghi di cultura italiani (rif. D.L. del 26 novembre 2021, n. 172), dal 6 dicembre l’accesso al Centro di Cultura e Civiltà Contadina – Biblioteca Internazionale “La Vigna” è consentito solamente alle persone munite del Green Pass rafforzato. Le disposizioni non si applicano ai bambini di età inferiore ai 12 anni e ai soggetti con certificazione medica specifica.

Fonte: Biblioteca Int.le La Vigna

Antonio Pigafetta e i primordi della globalizzazione alimentare, venerdì 1 ottobre incontro alla Biblioteca Internazionale “La Vigna” in occasione del Festival dell’Agricoltura 2021 a Bressanvido (VI)

libro-copertina

Nell’ambito del Festival dell’Agricoltura 2021, promosso dall’amministrazione di Bressanvido (VI) e di cui “La Vigna” è partner, venerdì 1 ottobre 2021 alle ore 17.30 si terrà alla Biblioteca Internazionale “La Vigna” di Vicenza (in contra’ Porta S. Croce, 3) l’appuntamento “Antonio Pigafetta e i primordi della globalizzazione alimentare”, un interessante incontro culturale durante il quale il prof. Francesco Mezzalira, naturalista studioso di storia degli aspetti scientifici dei viaggi di esplorazione, presenterà il suo nuovo libro “Storia naturale del viaggio di Antonio Pigafetta attorno al Mondo”. L’opera, che si inserisce nell’ambito delle celebrazioni per il 500° anniversario del viaggio di Pigafetta, è pubblicata con il patrocinio dell’Accademia Olimpica di Vicenza, dell’Associazione Pigafetta 500, del Consolato Onorario del Cile a Vicenza, degli Amici dei Musei di Vicenza e della Biblioteca Internazionale “La Vigna”.

Sono passati 500 anni dallo straordinario viaggio di Pigafetta con Magellano e con lo sguardo retrospettivo di oggi quell’impresa si configura, a livello simbolico e non solo, come l’inizio della globalizzazione, in particolare nel campo alimentare. Il tema è di grande rilevanza per le notevolissime implicazioni che la globalizzazione comporta e che devono essere valutate alla luce della loro sostenibilità. In appendice il volume propone la traduzione integrale in lingua inglese del testo, in modo da consentire una fruizione internazionale dei contenuti originali dell’opera. La ricca bibliografia e sitografia fornisce agli studiosi importanti informazioni per approfondire i diversi argomenti trattati. Interventi. Danilo Gasparini, presidente del Consiglio Scientifico della Biblioteca Int. “La Vigna”, Francesco Mezzalira, autore. L’autore. Francesco Mezzalira, laureato in scienze biologiche all’Università di Padova, è docente di scienze naturali al Liceo G.B. Brocchi di Bassano del Grappa e libero ricercatore nel campo della storia della scienza e delle rappresentazioni della natura. Oltre a svolgere attività di divulgazione in questo ambito come conferenziere, è autore di diversi saggi, tra i quali Bestie e bestiari (ed. Allemandi), Le immagini degli animali tra scienza, arte e simbolismo (ed. Angelo Colla) e Viaggi e scienza (ed. WBA project).

Modalità di partecipazione. In presenza: visto il numero limitato di posti, è richiesta la prenotazione obbligatoria presso la segreteria della Biblioteca Internazionale “La Vigna”: info@lavigna.it |Tel. 0444543000. Accesso consentito solo con Green Pass. Diretta Facebook: la conferenza verrà trasmessa in diretta sulla pagina Facebook della Biblioteca Internazionale “La Vigna”: https://www.facebook.com/bibliotecalavigna01

Il Festival dell’Agricoltura. Giunto alla settima edizione, il Festival dell’Agricoltura di Bressanvido propone, per l’anno 2021, il tema “Agroecologia: il paesaggio in tavola”. Il sistema agricolo presente nel territorio di Bressanvido e nei dintorni costituisce uno dei più significativi esempi di agroecologia, intesa come un insieme di scienza, pratica e movimento sociale, presente a livello nazionale. Infatti, la struttura paesaggistica basata sui prati permanenti, su un sistema idrogeologico costituito da una fitta rete di canali, finalizzato già dai tempi della Repubblica di Venezia al contenimento delle piene del Brenta e dalla presenza di piccoli- medi allevamenti dediti alla produzione del latte, consente di mantenere e migliorare lo stato degli ecosistemi, fornire prodotti lattiero-caseari di sicura provenienza e di altissima qualità e servizi ricreativi per la collettività. Non va poi dimenticato che le positività del sistema di Bressanvido si estendono anche alla montagna vicentina, poiché il legame creatosi durante la prima guerra con l’accoglienza in pianura di persone bisognose di allontanarsi dal fronte bellico dell’Altopiano, consente la monticazione delle mandrie con l’apertura delle malghe nel periodo estivo e che si conclude con la transumanza. Tutto questo ha positive ricadute sul corretto mantenimento di cotiche erbose, fondamentali per la caratterizzazione del paesaggio, per la salvaguardia dell’assetto idrogeologico montano e soprattutto sulla produzione di formaggi molto apprezzati dal consumatore e a forte valenza nutraceutica. Maggiori informazioni: http://www.festivalagricoltura.it/

Fonte: Biblioteca Nazionale La Vigna

Il socio Argav Emanuele Cenghiaro riedita con la sua Tracciati editore “Il Varmo” di Ippolito Nievo, un classico da riscoprire come la sensibilità dello scrittore padovano per l’ambiente

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Il socio giornalista Argav, nonché editore Emanuele Cenghiaro ha inaugurato per la sua casa editrice Tracciati la collana “i Classici” con la riedizione della novella “Il Varmo” di Ippolito Nievo, il celebre scrittore e patriota padovano (1831-1861), morto trentenne nel naufragio del vapore Ercole che lo riportava dalla Sicilia, dove era giunto durante la spedizione dei Mille, a Napoli. La nuova edizione della novella è accompagnata da un’introduzione curata da Mariangela Lando, dottore di ricerca in Scienze linguistiche, filologiche e letterarie.

La novella “Il Varmo” fu pubblicata per la prima volta dal marzo al maggio 1856 sulla rivista “L’Annotatore Friulano”. A fare da sfondo alla delicata vicenda dei due protagonisti, due ragazzini in cui molti hanno visto gli antesignani del Carlino e della Pisana del celeberrimo “Le confessioni di un italiano”, è la campagna friulana, mitizzata, in questo caso quella bagnata dal fiume Varmo. “È la storia di Tina e Pierino, soprannominati la Favitta e lo Sgricciolo, seguiti nel loro percorso formativo dall’adolescenza alla piena maturità. Il loro progressivo maturare a contatto con i dolori e le difficoltà della vita sono descritti attraverso un particolare linguaggio che tende a valorizzare l’età infantile e adolescenziale. I personaggi e le situazioni appaiono come un prolungamento metaforico del paesaggio. Il fiume Varmo, nella sua tranquilla corsa verso il Tagliamento tra pianura friulana e cielo, finisce per diventare il testimone dei sogni, delle speranze, delle fatiche e delle miserie quotidiane dei due giovani protagonisti, scrive la Lando nella Prefazione.

Un piccolo grande classico. L’infanzia occupa la parte principale dell’ottantina di brevi facciate in cui si snoda la vicenda dei due, vivacizzata dall’inserimento di un terzo ragazzino, il Giorgetto. La parte adulta scivola via veloce, verso la fine inattesa ma che ricompone, in qualche modo, un equilibrio. A interessare, più che la vicenda, a questo punto però è lo stile, la sensibilità del Nievo per l’ambiente, per i suoi personaggi presi da una realtà, quella del lavoro contadino, ben nota anche se non narrata ancora con la passione verista. Questa non è una mancanza: altri sono gli aspetti che sorprendono, e ben li rileva la Lando: “Ne Il Varmo Nievo tratta il tema pedagogico, rivendicando l’importanza propedeutica dell’infanzia nella formazione dell’individuo adulto”, e in questo senso è ben vero che anticipa le “Confessioni”, dove tale tematica sarà ampiamente sviluppata. E ancora: “Nievo valorizza quindi il gioco infantile e ciò rappresenta una novità nel panorama letterario del tempo”. Molto da dire anche dal punto di vista stilistico, sulla novella, sull’uso del lessico, degli “alterati” e della doppia aggettivazione, i modi di dire riferiti alle abitudini della vita rurale. Insomma, ce n’è abbastanza per riscoprire un piccolo grande classico (12 euro), ulteriori info a questo link.

Si ringrazia la Galleria d’arte “Nuova Arcadia” di Padova, via Ss. Martino e Solferino 10/12, per la cortese autorizzazione all’uso dell’immagine di copertina.

Fonte: Tracciati Editore

Con “Pascoli di carta. Le mani sulla montagna” (prefazione di Don Luigi Ciotti), Giannandrea Mencini indaga un fenomeno speculativo diffuso nella montagna italiana

Giannandrea Mencini

(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav) Un eccellente esempio di giornalismo d’inchiesta italiano e veneto è stato fornito lo scorso 25 giugno ai partecipanti dell’incontro organizzato da Argav al Wigwam di Arzerello a Piove di Sacco (PD) da Giannandrea Mencini, autore del libro “Pascoli di carta. Le mani sulla montagna” per la collana Umano/troppo/umano Kellerman Editore (pagine 208 Prezzo 16,00 euro). Veneziano, giornalista e scrittore, Mencini si occupa di storia dell’ambiente e del territorio ed ha voluto dedicare la sua ultima fatica letteraria alle sue amate montagne. Si tratta di un lungo reportage, un viaggio che diventa una indagine delle tante contraddizioni e problematicità che coinvolgono gran parte del settore montano, da Nord a Sud, da Est a Ovest.

Premessa. In seguito ad una riforma del 2003 della Politica agricola comunitaria (Pac), i sostegni dedicati a questo comparto hanno subito un cambiamento di rotta, consentendo a molti di accedere ai fondi europei senza rispettare quello che dovrebbe implicitamente essere “l’obiettivo finale”, ovvero la salvaguardia ambientale. Muovendo con la sua ricerca da episodi più o meno noti, come quello di Giuseppe Antoci, ex presidente del Parco delle Nebrodi in Sicilia che, nel 2016, fu vittima di un attentato mafioso dal quale uscì illeso grazie all’auto blindata e all’intervento della scorta, Mencini ha raccolto le testimonianze di svariati allevatori e protagonisti del contesto rurale italiano, premurandosi di analizzare con cura le spiegazioni e i pareri di ognuno, anche di coloro che nell’opinione comune fanno solo i propri interessi.

Lo studio dell’autore si compone di quattro capitoli principali, che seguono le orme delle ricerche condotte: il Nord-Ovest e le truffe sugli alpeggi, il Nord-Est e l’accaparramento dei pascoli, il Centro Italia e le “coltivazioni dei titoli”, la Sicilia e la “Mafia dei pascoli”. Un’indagine circostanziata e attenta, che mescola alla puntualità e allo studio accurato delle problematiche, momenti di narrazione appassionati, dai quali emerge il profondo attaccamento dell’autore alle tematiche ed ai luoghi protagonisti di questa inchiesta. “Nel corso della mia indagine – ha raccontato Mencini – ho vissuto momenti emozionanti, incontrando diversi allevatori, produttori, giovani pastori. Ho ascoltato da loro racconti incredibili, rimanendo a volte incredulo, a volte invece positivamente sorpreso. Montanari, agricoltori e allevatori che lavorano in pendenza con tante difficoltà, difendono la nostra montagna, il nostro patrimonio ambientale e lottano per la legalità. Ho scritto questo libro anche per loro“.

Prefazione di don Luigi Ciotti. Con grande felicità di Mencini, don Luigi Ciotti ha deciso di regalargli una bellissima prefazione, eccone uno stralcio.Ciò che emerge chiaramente dall’analisi puntuale e approfondita di Mencini è un sistema consolidato e capillare di frodi legate al mondo dei pascoli montani, che interessa l’intero territorio nazionale. Dove non c’è il coinvolgimento della criminalità mafiosa in senso stretto, si ravvisa comunque una diffusa mafiosità dei comportamenti […]”.

Biografia dell’autore. Mencini ha pubblicato numerosi saggi, libri e articoli, dove ha raccontato i problemi della salvaguardia di Venezia e del vivere in montagna, tra i quali Acqua in Piazza (Lineadacqua, 2016), Vivere in pendenza. Scelte di vita che cambiano la montagna bellunese (Supernova, 2019). È stato fra i curatori con contributi specialistici del primo Rapporto sullo stato dell’ambiente 2000 (Provincia di Venezia, 2000) e dello Stato dell’ecosistema lagunare veneziano a cura del Magistrato alle Acque di Venezia (Marsilio, 2010). Ha ricevuto una menzione speciale nell’ambito della terza edizione del Premio Nazionale di ecologia Verde Ambiente per i suoi scritti sulle tematiche ambientali e di difesa del territorio.

Dai tortellini alla carbonara, storia della pasta in dieci piatti, sabato 12 giugno alle ore 10.30 la Biblioteca La Vigna presenta on line il libro di Luca Cesari

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Amatriciana, pesto, ragù alla bolognese, lasagne, pasta ripiena, gnocchi: tutti siamo convinti di conoscere alla perfezione come si preparano questi piatti, e cosa prevede “la tradizione”. Ma se scoprissimo che l’italianissima carbonara è nata negli Stati Uniti e che la ricetta “tradizionale” (guanciale, uova, pecorino, niente panna) è apparsa solo alla fine degli anni Sessanta? E che invece le fettuccine Alfredo, considerate simbolo di posticcia cucina italoamericana, sono in realtà nate nella Roma dell’Ottocento? Se ne parlerà sabato 12 giugno alle ore 10.30 durante la presentazione organizzata dalla Biblioteca La Vigna di Vicenza su piattaforma Zoom (per link scrivere a:info@lavigna.it.) del libro di Luca Cesari “Storia della pasta in dieci piatti. Dai tortellini alla carbonara”. 

Anche la pasta cambia al cambiare dei tempi e Luca Cesari, firma del Gambero Rosso, accompagna il lettore alla scoperta della storia di dieci ricette celeberrime e delle loro modifiche nel corso della storia, dalle prime apparizioni degli gnocchi sui manoscritti trecenteschi al ragù alla corte dei papi del Settecento, da Pellegrino Artusi ai libri di cucina contemporanei, passando per buongustai famosi come Ugo Tognazzi, o Eduardo de Filippo. La storia della pasta è anche una storia d’Italia.

L’appuntamento rientra nel ciclo Liber&Lectio, una serie di incontri su temi di grande attualità, ma con radici antiche e viene proposto come attività collaterale al progetto europeo “Cities 2030” – Co-creating resilient and susTaInable food systEms towards FOOD2030”, a valere sul bando “FOOD 2030 – Potenziare le città come agenti di trasformazione del sistema alimentare”, nell’ambito del Programma quadro dell’UE per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020. Il progetto, incentrato sui temi dell’economia circolare e della creazione di laboratori sull’urban food, si concluderà nel 2024. Coordinato dall’Università Ca’ Foscari Venezia, “Cities 2030” vede tra i partner il Comune di Vicenza e tra i partner associati la Biblioteca “La Vigna”.

Interventi. Danilo Gasparini, presidente del Consiglio Scientifico della Biblioteca Int. “La Vigna”. Luca Cesari, autore.

Fonte: Biblioteca La Vigna 

Sabato 29 maggio, ore 10.30, presentazione on line del libro di Mauro Varotto “Montagne di Mezzo. Una nuova geografia”

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La Biblioteca Internazionale “La Vigna” invita alla presentazione del libro di Mauro VarottoMontagne di Mezzo. Una nuova geografia” che si terrà su piattaforma zoom sabato 29 maggio alle ore 10.30 (link di collegamento scrivere a info@lavigna.it).

Il libro. Il Novecento ha portato a compimento nella montagna italiana il disegno della modernità. Abbandono e marginalità diffusi da una parte, divertissement turistico dall’altra hanno scavato divari territoriali profondi che richiedono oggi di essere ripensati. Obiettivo di questo libro è uscire da tale schema, puntando l’attenzione sui fenomeni sempre più diffusi di ritorno alle «terre alte» e inquadrandoli entro un’inedita cornice. Luoghi apparentemente perdenti sono tornati infatti al centro di movimenti di «nuova resistenza» ai modelli dominanti di standardizzazione, specializzazione e intensificazione produttiva che hanno decretato la crisi della montagna contemporanea o le sue effimere fortune. “Montagne di mezzo” traccia così i contorni di un’idea nuova di territorio, diversa da quella tuttora dominante nei media e nell’opinione pubblica, propone un alfabeto per dare valore a realtà minori, in posizione intermedia tra vette celebrate e fondivalle congestionati. Le montagne di mezzo non sono solo una realtà altimetrica, bensì luoghi che tengono insieme passato e futuro, rilanciando un’idea di abitare che concilia istanze climatiche sempre più stringenti, nuove energie sociali e modelli virtuosi di gestione e sviluppo della montagna.

Interventi. Danilo Gasparini, presidente del Consiglio Scientifico della Biblioteca Int. “La Vigna”, Raffaele Cavalli, consigliere scientifico della Biblioteca Int. “La Vigna”, Mauro Varotto, autore.

Fonte: Biblioteca Internazionale La Vigna

“Non sono quelli delle Stelle” il nuovo libro di Arrigo Cipriani, tra i collaboratori il socio Argav Maurizio Drago

Esce nelle librerie  per  Antiga Edizioni il volume  Non sono quelli delle Stelle, stare semplicemente bene a tavola tra sapori e storie della cucina del Veneto, Trentino e Friuli Venezia Giulia (pag. 260, euro 13,70), di Arrigo Cipriani , Edoardo Pittalis,  Maurizio Drago, socio e consigliere Argav e Gian Nicola Pittalis.

Il libro. Racconta le 12 regole di Arrigo Cipriani, veneziano, famoso ristoratore italiano nel mondo, quello dell’Harry’s Bar, il leggendario locale frequentato da premi Nobel, Oscar, re e regine e artisti del mondo!  Arrigo Cipriani afferma che il vero ristorante italiano è la trattoria che ha la capacità di mantenere la tradizione pur in un costante rinnovamento. Non più i ristoranti “delle stelle”, non più la Nouvelle Cuisine francese cresciuta dagli anni Settanta, non più gli chef, ma le cuoche e i cuochi, chiamati nel termine italiano. Che sanno presentare dei piatti gustosi.  

Nel volume  sono state selezionate 200 trattorie e ristoranti del Triveneto che rispettano le 12 regole di Cipriani, scelti da un gruppo di giornalisti enogastronomi. Questo libro non è una guida, è un “cambio di rotta” che vuole portare a stare semplicemente bene a tavola tra sapori e storie, questa volta della cucina del Veneto, Trentino e Friuli Venezia Giulia. Le 12 regole di Arrigo Cipriani sono sostenute in questo volume da Edoardo Pittalis,  firma nota del giornalismo del Nord Est, Maurizio Drago, giornalista “enogastroturista” che ha coordinato il lavoro dei  giornalisti  schedatori,  sostenendo poi che le trattorie dovrebbero essere riconosciute come Patrimonio dell’Umanita’, Gian Nicola Pittalis, giornalista schedatore, Andrea Cescon,  curatore editoriale e  Italo Peretto che ha sostenuto il progetto.

Il libro descrive le storie di cibi e  trattorie narrate dallo storico Danilo Gasparini, ma anche del cibo del futuro con il cuoco dello spazio Stefano Polato (colui che prepara da mangiare agli astronauti,da Samantha Cristoforetti a Luca Parmitano e Paolo Nespoli) e della storia dei nomi delle trattorie di Sara Cordella. Un grande  lavoro di squadra, uscito in pieno Covid, perché è giusto valorizzare la nostra ristorazione purtroppo fortemente penalizzata dalla pandemia.

Anche le comunità venete Wigwam nella cucina del CiocheCiò, divenuto un libro con un’ottantina di ricette. A far la prefazione, la food blogger Benedetta Rossi.

Molti i veneti protagonisti del libro della cucina del Ciò-che-Ciò, ovvero fatta con quel che si ha: Marisa Saggiotto, operatrice della Comunità Wigwam del Colognese Veneto nonché presidente di Sezione Fidapa ed ancora Daniela Rapetta , Enrica Claudia De Fanti; Giovanni  Cecconi, Margherita Voltolina, Flavia Mognetti Cordioli, Massimo Zuliani, della Comunità Wigwam di Venezia; Michele Pigozzo della Comunità Wigwam della Terra Berica, nonché socio Argav.

Nel complesso, ben settantanove appassionati di cucina e del territorio, di 4 continenti diversi e in rappresentanza di 15 nazioni hanno contribuito a questa pubblicazione originale e creativa. Nel libro si trovano solo ricette preparate con quello che si trova in dispensa o con gli avanzi, l’essenza della cucina “ciocheciò”, ma anche l’idea di una forma alternativa di turismo relazionale e sostenibile. Ad ogni giro di pagina si troverà una foto, una storia, un ricordo, un piatto, un’immagine ed una ricetta, facilmente realizzabile anche da non provetti chef. Quasi 80 ricette, settantasette per la precisione, in 196 pagine a colori con la prefazione straordinaria di Benedetta Rossi, che ha condiviso lo spirito dell’iniziativa e di una filosofia che è alla base anche della sua attività di blogger di grande successo.“Dietro un piatto o una ricetta ci sono delle persone, c’è tutto un mondo, una storia, un territorio che avevamo dimenticato” scrive la famosa food blogger nella prefazione. Il coordinamento della pubblicazione è stato curato da Roberto Ferretti, Anna Monaldi, Yoko Moryama, Claudio Porchia e Marisa Saggiotto, le ricette sono introdotte da testi dei coordinatori del gruppo con le preziose illustrazioni del cartoonist Tiziano Riverso. Maggiori info al sito www.edizionizem.com

La presentazione libro. L’emergenza sanitaria e l’esperienza del confinamento a casa hanno confermato che la cucina e il cibo rappresentano uno straordinario momento di aggregazione. Nel web durante il lockdown sono nate diverse community, dove chef e appassionati di cucina hanno condiviso interessanti momenti di confronto, lezioni di cucina e di divertimento, riscoprendo antiche tradizioni popolari. Ciò che ha stupito di questa grande vivacità, che si è espressa soprattutto attraverso i canali social, è stato il carattere internazionale dei partecipanti, tutti accomunati dalla passione per la cucina e dalla voglia di condividere foto, video e ricette. Molte di queste iniziative si sono concluse con la fine dell’isolamento, mentre altre non si sono fermate e hanno proseguito e sviluppato ulteriormente la comunità. Fra queste ultime merita una segnalazione la rete della “Staffetta della Cucina Ciocheciò”, che si appresta a dare alle stampe il libro, che racchiude tutto il lavoro svolto durante il primo lockdown. Un gruppo non aperto a tutti, ma riservato agli amanti di un turismo basato sulla relazione, che favorisce l’incontro tra chi ama ospitare offrendo cose semplici, ma ugualmente interessanti, ed accompagnando le persone alla scoperta di ricette nuove, genuine, autentiche. Un gruppo che ha registrato una presenza di partecipanti in tutti i continenti ed ha quindi nel suo Dna una spiccata vocazione internazionale. Partita il primo maggio, la staffetta è terminata a fine giugno. Ogni partecipante, invitato da un altro che aveva già aderito alla staffetta, ha presentato un racconto, un ricordo accompagnato da una ricetta creata con ciò che si ha in casa, in pieno stile “Ciocheciò”. In questo modo il gruppo è riuscito a coinvolgere migliaia di persone e recuperato piatti e tradizioni perdute nel tempo. 

Una esperienza unica di cucina “Ciocheciò”, che il libro vuole ora rendere disponibile per un pubblico più ampio. Una cucina semplice, sostenibile, genuina e salutare, che utilizza prodotti locali, freschi e stagionali, che combatte gli sprechi, che favorisce la relazione e la socializzazione tra i membri della famiglia e della comunità. Una cucina comune in tutto il mondo, sia pure nella diversità dei prodotti impiegati e nelle differenti modalità di preparazione, in grado di unire persone di diversa cultura e provenienza geografica. Una filosofia di cucina che rappresenta una concreta risposta alle problematiche ambientali ed economiche sollevate dall’emergenza legata al Covid-19. 

L’informazione ai tempi del Covid-19, un libro della giornalista, socia Argav, Romina Gobbo

“Ne uccide più la lingua che il Covid”. E’ il titolo del libro che la giornalista, socia Argav, Romina Gobbo ha dedicato alla comunicazione giornalistica e istituzionale nei primi due mesi della pandemia.

Parte dall’osservazione del linguaggio usato dai giornali (soprattutto nei titoli), propone una lettura e una spiegazione del perché c’è stato un utilizzo intenso di termini bellici, infine avanza ipotesi su come continuare a svolgere al meglio la professione di giornalista. “In due mesi si è letto di bombe, polveriere, micce, esplosioni, economia di guerra, in riferimento alla malattia”, evidenzia Romina Gobbo, elencando una lunga serie di esempi. “Contagi e paura: il morbo è tra di noi” (La Nazione). “Forza e coraggio per sconfiggere questo nemico invisibile” (Presidente del Consiglio Giuseppe Conte), “Nous sommes in guerre” (Presidente della Repubblica Francese Emmanuel Macron). L’informazione ha perpetrato uno stigma, sottolinea la giornalista: “Il virus killer che viene dalla Cina”, così come il nemico (cinese) che viene per uccidere. Ma è anche abbondato il sensazionalismo: “Non c’è più posto al cimitero”.

“La pandemia è diventata infodemia – sostiene Romina Gobbo -. La domanda che attraversa tutto il libro è: si tratta di un problema di povertà sintattica oppure l’uso di questo linguaggio rispondeva ad un determinato scopo? Ecco allora l’esortazione ai lettori di non accontentarsi, di cercare di andare oltre i titoli e le facili descrizioni; di esercitare, cioè, quel senso critico che permette di capire davvero il mondo in cui siamo”. Ulteriori informazioni a questo link

Fonte: Ordine dei giornalisti del Veneto

Festività pasquali, i suggerimenti di lettura, liberamente accessibili on line, de La Biblioteca La Vigna su biodiversità, meccanizzazione del raccolto, le piante medicinali nell’illustrazione botanica

In questo periodo stiamo riscoprendo un po’ tutti il piacere di leggere. A questo proposito, la Biblioteca La Vigna, Centro di cultura e civiltà contadina, propone degli spunti di approfondimento tratti dal loro sito, tutti liberamente accessibili, che vi proponiamo per le festività pasquali.

Buona lettura e buona Pasqua a tutti!

Biodiversità. Sentiamo spesso parlare di “recupero della biodiversità”, un’azione che genera una riscoperta e un arricchimento. In agricoltura, nell’ultimo secolo, la biodiversità ha lasciato il passo alla semplificazione delle varietà genetiche. Se un tempo nelle aziende agricole si coltivavano pochi alberi di diverse varietà, oggi si prediligono coltivazioni intensive di un numero limitato di specie, quelle che sono maggiormente richieste dal mercato. Ma non è tutto perduto. Ci sono enti, associazioni e singole persone che da anni si stanno impegnando a recuperare le antiche varietà agricole della nostra terra, salvaguardando una parte della storia dei nostri antenati. Alla luce del Progetto BIONET, che vede impegnata la Biblioteca in collaborazione con Veneto Agricoltura, riproponiamo di leggere il numero 21 de “La Vigna News” dove è documentata la salvaguardia delle antiche varietà di mele e pere che viene attuata in Veneto e, in particolare, nel Vicentino.

La meccanizzazione del raccolto. Una delle operazioni fondamentali in agricoltura è il raccolto: è il frutto dell’impegno e delle cure che i contadini hanno dedicato durante l’anno alle coltivazioni e da esso dipende il loro reddito e il loro benessere. È per questo che l’uomo ha sempre riservato molta attenzione al raccolto e, quando sono stati disponibili, ai mezzi meccanici che potessero semplificare una fase così importante e delicata del lavoro agricolo. Alla luce del progetto ALMA che  vede impegnata la Biblioteca nella valorizzazione dell’archivio storico della ditta di macchine agricole Laverda di Breganze (Vi), riproponiamo la lettura del n. 29 de “La Vigna News”, dedicato al tema della meccanizzazione del raccolto tra Ottocento e Novecento.

Illustrazione botanica – Le piante medicinali. Fin dalla preistoria gli uomini hanno scoperto molti rimedi botanici per le affezioni di cui soffrivano. Quando si affermarono le prime tradizioni scritte, si sentì la necessità di trasmettere le conoscenze mediante manoscritti e poi libri a stampa che mostravano in alcuni casi l’illustrazione delle piante medicinali. Questi testi servivano a comprendere le virtù delle piante e a riconoscerle per non confondere quelle benefiche con quelle tossiche. Questa settimana vi proponiamo la lettura dell’e-book che il prof. Francesco Mezzalira ha messo a disposizione nel sito della Biblioteca dopo una conferenza  sull’illustrazione delle piante medicinali tenutasi nella nostra sede.

Fonte: Biblioteca La Vigna