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Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, invio opere dedicate ad alpinismo, artigianato ed ecologia entro il 9 maggio 2020

Con la presentazione del bando e del regolamento 2020, riparte il Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, prestigioso concorso “per libri di montagna, alpinismo, esplorazione – viaggi, ecologia e paesaggio, artigianato di tradizione e Finestra sulle Venezie sulla civiltà veneta”, dedicato alla figura e all’opera di Giuseppe Mazzotti, eclettico intellettuale trevigiano (scrittore, alpinista, gastronomo, salvatore delle ville venete, per molti anni consigliere del Touring Club Italiano).

A questa XXXVIII edizione si potrà concorrere con opere riguardanti le seguenti sezioni, appartenenti alla seconda terna: “Alpinismo: imprese, vicende storiche, biografie e guide”, “Ecologia e paesaggio”, “Artigianato di tradizione”. Ognuna delle tre sezioni di gara avrà un vincitore (a cui spetterà il premio di duemila euro) e la selezione spetterà alla giuria del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, composta da Salvatore Giannella, Alessandro Vanoli, Franco Viola e Italo Zandonella Callegher, ai quali si aggiungono quest’anno Margherita Azzi Visentini, già docente di storia dell’architettura al Politecnico di Milano, grande esperta di Andrea Palladio e delle sue opere e già componente della giuria del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” fino al 2011, Alessandro Giorgetta, alpinista, geologo, scrittore e direttore editoriale del Cai – Club Alpino Italiano centrale e Domenico Luciani, architetto e primo direttore della Fondazione Benetton Studi Ricerche, ruolo che ha ricoperto per ventidue anni.

Il Premio è riservato a opere scritte o tradotte in italiano pubblicate dal 1° gennaio 2018 al 30 aprile 2020. Il bando scadrà il 9 maggio 2020 e l’annuncio delle opere vincitrici nonché di quelle eventualmente segnalate avverrà a metà ottobre; la cerimonia delle premiazioni si svolgerà al Parco Gambrinus di San Polo di Piave (Treviso), sabato 21 novembre 2020 alle 16,30 e al termine sarà assegnato il Super Premio “La Voce dei Lettori” del valore di tremila euro, determinato dal voto di preferenza della giuria di quaranta lettori (rappresentanti del mondo della cultura, dell’associazionismo, della comunicazione, della scuola, dell’università), chiamata a scegliere la preferita fra le tre opere già premiate dalla giuria. È aperta anche la partecipazione al Premio Giuseppe Mazzotti Juniores, riservata agli studenti degli istituti superiori di Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Slovenia e Croazia, che fino al 15 maggio possono concorrere presentando un elaborato scritto o un video. Ulteriori informazioni: www.premiomazzotti.it

Fonte: Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”

“La montagna dentro”, la proposta culturale del Film Festival della Lessinia, nel carcere di Verona

Un’immagine del film ADIGE, VIA D’ACQUA di Alessandro Scillitani

Per il primo anno il Film Festival della Lessinia organizza una serie di incontri dal titolo “La montagna dentro” destinati a tutti i cittadini in esecuzione di pena nella Casa Circondariale di Verona.

Realizzata con la collaborazione della direzione del Carcere di Montorio, del corpo di Polizia Penitenziaria e dell’associazione MicroCosmo Onlus grazie al sostegno 8×1000 della Chiesa Valdese, la manifestazione prevede appuntamenti con i registi e i protagonisti del cinema della rassegna internazionale dedicata a vita, storia, tradizioni in montagna che si svolge ogni anno a Bosco Chiesanuova (Verona). L’iniziativa nasce per condividere spunti di discussione sulla realtà sociale e ambientale, aprendo simbolicamente le porte delle celle a un confronto che offra, oltre all’intrattenimento, la possibilità di una crescita culturale e un momento di riflessione dei detenuti con autori e protagonisti delle opere selezionate, giornalisti, operatori culturali e sociali sia interni che esterni alla struttura penitenziaria.

Collaborazione già attiva. Dal 2011 il Film Festival della Lessinia lavora con la direzione della Casa Circondariale e l’associazione MicroCosmo onlus – realtà nata 20 anni fa come laboratorio per la valorizzazione della partecipazione attiva delle persone detenute – al progetto “La montagna dentro”. La collaborazione si è sviluppata attorno alla formazione e al coordinamento delle attività della Giuria dei detenuti del Carcere di Verona che assegna il “Premio della giuria MicroCosmo dei detenuti del Carcere di Verona” per il miglior film presentato in concorso al Festival oltre alla possibilità, per alcune persone detenute in regime di articolo 21, di prestare servizio di volontariato durante lo svolgimento della manifestazione.

Il ciclo di proiezioni si sviluppa, quindi, all’interno di un progetto pluriennale di percorsi di formazione, integrazione e riabilitazione, in cui l’audiovisivo è il mediatore culturale tra la struttura penitenziaria e il territorio. L’audiovisivo diventa il veicolo di riflessioni e approfondimenti a fini didattici e pedagogici nonché strumento di sensibilizzazione sulle tematiche socio-ambientali. La montagna e l’ambiente naturale si pongono come anello di congiunzione fra il dentro e il fuori dal carcere e fra un prima e un dopo nell’esperienza della detenzione. La manifestazione, che ha preso il via il 16 gennaio scorso con la proiezione di Honeyland (film che ha ricevuto le nomination per miglior film straniero e per miglior documentario agli Oscar 2020), terminerà il 2 aprile.

I prossimi incontri. Giovedì 20 febbraio, ore 16, LA PATENTE di Giovanni Gaetani Liseo. Premio del pubblico Cantine Bertani al 25° Film Festival della Lessinia. Sarà presente il regista Giovanni Gaetani Liseo. Giovedì 12 marzo, ore 16, I CORTI DEL 25° FILM FESTIVAL DELLA LESSINIA (Chienne de vie, Oro Blanco, Uno strano processo, Kanarì, Enjaulados, Are you listening mother?). Interverranno i registi Jules Carrin (Chienne de vie) e Tuna Kaptan (Are you listening mother?). Visione con sottotitoli in italiano. Giovedì 2 aprile, ore 16, ADIGE, VIA D’ACQUA di Alessandro Scillitani. Premio del pubblico Cantine Bertani al 25° Film Festival della Lessinia. Sarà presente il regista Alessandro Scillitani. Il pubblico esterno potrà accedere agli eventi previa prenotazione scrivendo a info@ffdl.it 30 giorni prima dell’evento.

Fonte: Servizio stampa Film Festival della Lessinia

 

Bramito dei cervi, fenomeno da vivere con rispetto

Per molti è diventato un appuntamento imperdibile e da ripetere ogni autunno, per altri una novità a cui avvicinarsi con curiosità e interesse. Di sicuro, il bramito dei cervi in Cansiglio rappresenta per gli amanti della natura e degli animali un momento di grande fascino da vivere sul posto. Fatto è che il periodo dei corteggiamenti (dai primi di ottobre fino all’arrivo dei primi freddi) richiama nell’ampia piana del Cansiglio branchi numerosi di cervi, ma anche tantissimi – gli esperti dicono troppi – visitatori che voglio assistere a questo straordinario fenomeno.

Vademecum. Per questo motivo Veneto Agricoltura, che gestisce la foresta demaniale regionale del Cansiglio, ha predisposto dei pannelli, affissi in alcuni punti strategici della piana (aree picnic, parcheggi e area sosta camper), con utili informazioni per i visitatori. La cartellonistica, di forte impatto, spiega che il bramito dei cervi è sì un fenomeno che merita di essere osservato e ascoltato, ma soprattutto che rappresenta una fase biologica molto delicata per la vita e la riproduzione di questi animali. La presenza dei visitatori, quando è invadente, rischia perciò di essere fonte di stress per questi importanti ungulati al punto che può vanificare lunghe ore di rituali. I visitatori pertanto vengono invitati a rispettare una serie di regole fondamentali quali evitare rumori, non utilizzare fari e luci, non avvicinarsi a piedi ai siti dove sono in corso i corteggiamenti.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Film Festival della Lessinia, vince il documentario Le temps des forêts, che indaga la selvicoltura industriale e le possibili alternative

Vincitori Film Festival della Lessinia 2019

Si è conclusa sabato 31 agosto scorso, al Teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova (Verona),la venticinquesima edizione della rassegna cinematografica internazionale dedicata a vita, storia e tradizioni in montagna. A trionfare è stato Le temps des forêts / Il tempo delle foreste del regista e François-Xavier Drouet: documentario che riporta l’attenzione sulle tematiche ambientali e sull’importanza di preservare la natura.

I metodi dell’agricoltura intensiva, sempre più automatizzata e industrializzata, minacciano anche selvicoltura e preservazione delle foreste. “Il film dà voce alla foresta sia da parte di coloro che la considerano un organismo vitale complesso, da accudire e con cui collaborare, sia da parte di coloro che la trattano come un bene da utilizzare secondo le regole del mercato globale – si legge nella motivazione della Giuria –. Il film mostra con semplicità e coerenza le conseguenze dei due approcci, scuotendoci con un pressante grido ad agire subito”. Meccanizzazione pesante, monocolture, fertilizzanti e pesticidi sono strumenti di un modello accelerato che non tiene molto conto dei ritmi naturali. Giunto dieci anni fa sull’altopiano di Millevaches nella regione francese del Limosino, zona boschiva al 70%, il regista si è reso conto che le monocolture di conifere presenti avevano poco di naturale. Drouet è andato alla ricerca delle testimonianze di chi lì abita e lavora, filmando senza giudizio un viaggio tra selvicoltura industriale e possibili alternative. Perché le scelte di oggi determinano il paesaggio di domani.

“Prendi metà, lascia metà”. A conquistare la Lessinia d’Argento per la migliore regia è stato Honeyland / La terra del miele (Macedonia 2019), lungometraggio di Ljubomir Stefanov e Tamara Kotevska. “«Prendi metà, lascia metà» è la saggia filosofia di vita di Hatidze, e potrebbe essere un rimedio per salvare il nostro mondo da una catastrofe ecologica – evidenziano i giurati –. I registi raccontano questa storia in un documentario splendidamente girato attraverso gli occhi di una protagonista forte, con straordinaria capacità di narrazione”. Per Hatidze le api sono la vita stessa. Nei suoi abiti dai colori sgargianti, a mani nude, si arrampica fra le rocce per raccogliere il miele dai favi selvatici. Ultima discendente di una famiglia macedone che ha preservato l’antica arte dell’apicoltura selvatica, la donna trova il tempo anche per dedicarsi all’anziana madre e alle cure della loro modesta abitazione. Non perde mai il peculiare buonumore, nemmeno quando la chiassosa carovana composta dal nomade Hussein, dalla moglie, dai sette figli e dalle loro vacche si installa rumorosamente nel villaggio. La donna accoglierà con gioia e generosità i nuovi vicini, condividendo con loro il suo prezioso sapere. Ma l’avidità di Hussein e l’irrequietezza della sua famiglia metteranno a serio repentaglio la sopravvivenza del piccolo ecosistema che Hatidze con la sua fatica contribuisce a preservare. Altro riconoscimento per Honeyland / La terra del miele è stato attribuito dalla Giuria MicroCosmo del Carcere di Verona.

Altri riconoscimenti ufficiali. Al regista Guillermo Quintero è stato attribuito il Premio per il miglior documentario per Homo Botanicus / Attraverso lo specchio (Colombia, Francia 2018). Julio Betancur, docente universitario di Botanica e accademico di fama, viene accompagnato dal giovane allievo Cristian Carso attraverso la foresta amazzonica, in Colombia, alla ricerca di nuove specie di orchidee. Con loro si incammina il giovane regista, ex allievo del professore, che dopo quindici anni torna nella città dove ha studiato, Bogotà, per documentare quest’avventura in una delle zone più remote e selvagge del paese. Come migliore lungometraggio a soggetto è stato premiato Jinpa (Cina 2018) del regista, documentarista e scrittore tibetano Pema Tseden. Nelle desolate altitudini del Kekexili, altopiano polveroso e desertico del Tibet, sta viaggiando Jinpa, finché con il suo camion investe una pecora: pessimo presagio. Subito dopo incontra un ragazzo, in cammino nel nulla, che porta il suo stesso nome: un giovane alla ricerca di vendetta, del sangue di un uomo che gli ha rovinato la vita, per sempre. Il Log To Green Movie Award per la migliore opera cinematografica ecosostenibile è stato conquistato da Oro Blanco / Oro Bianco (Argentina, Germania 2018) di Gisela Carbajal Rodríguez. È ambientato nei vasti deserti salini a nord-ovest dell’Argentina, che ospitano uno dei più grandi giacimenti mondiali di litio: si tratta dell’oro bianco bramato dalle società minerarie internazionali che lo scavano e raccolgono a ritmi intensivi, in disprezzo delle popolazioni indigene che abitano quei territori. Genti pacifiche, dedite all’allevamento dei lama e alla tradizionale raccolta del sale, ora minacciate dalla graduale scomparsa dell’acqua dal terreno.

Fonte: Servizio stampa Film Festival della Lessinia

Aperto fino al 3 settembre il bando regione Veneto finalizzato a sostenere i sistemi di prevenzione per la razzia di bestiame da parte del lupo

Seicento metri lineari di recinzione e duemilaquattrocento metri di filo elettrificato sono stati installati ieri dai tecnici della Regione Veneto insieme ai volontari della sezione Grandi Carnivori del CAI Veneto a Malga Campo Cavallo, nella piana di Marcesina, in comune di Enego, per proteggere il gregge dell’azienda Cortese Denis dalle predazioni del lupo. Si tratta dell’ottavo intervento della Direzione Agroambiente Caccia e Pesca della Regione Veneto, in accordo con la Spettabile Reggenza dei Sette Comuni e con il supporto del CAI, a tutela degli allevatori che portano il loro bestiame d’estate nelle malghe dell’Altopiano di Vicentino.

Doppio recinto. Nella notte del 31 luglio scorso il branco di predatori aveva fatto strage di 43 pecore a Malga Campo Cavallo, cogliendo l’opportunità di assalire il gregge del Cortese il quale era stabulato all’interno di una adeguata recinzione mobile fornita in comodato d’uso gratuito dalla Regione Veneto, ma che non rispettava i parametri minimi di elettrificazione. All’indomani, nel corso del sopralluogo tecnico per accertare l’entità del danno, il responsabile dell’unità della Regione Veneto distaccata presso l’Unione montana dei comuni dell’Altopiano, Emanuele Pernechele, ha consigliato all’allevatore di installare una recinzione semi-permanente nei pressi della malga per una lunghezza complessiva di circa 600 metri e con almeno 4 ordini di filo, offrendo gratuitamente materiale, supporto tecnico e logistico. “All’interno di questo perimetro – spiega Pernechele, che, assieme al tecnico incaricato dalla Regione Manuele Panozzo, ha diretto i lavori di installazione – l’allevatore andrà a stabulare le pecore durante la notte che a loro volta saranno rinchiuse in un recinto mobile: ci sarà quindi un doppio recinto, per evitare non solo che i lupi si avvicinino pericolosamente alle pecore, ma anche l’effetto trappola che uno spazio chiuso può ingenerare in un gregge impaurito dalla presenza del lupo”.

La Regione Veneto ha fornito reti, pali in vetro resina, filo elettrificato ed elettrificatore con pannello solare e tutti gli accessori in comodato d’uso gratuito, fino al termine della stagione di monticazione. L’allevatore invece si è procurato la batteria e ha messo a disposizione i pali di legno già presenti in loco e l’attrezzatura necessaria. Al termine delle operazioni di installazione delle recinzioni, l’impianto di elettrificazione è stato messo in funzione, consentendo fin da subito l’ingresso delle pecore nell’area di pascolo protetta. “Di fronte alla minaccia arrecata dal lupo alle attività di pascolo e di allevamento all’aperto – dichiara l’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan – la Regione sta assicurando non solo il pieno indennizzo dei capi vittime delle predazioni, ma soprattutto pronta assistenza ad allevatori e pastori. In 8 casi su 10 gli attacchi del lupo hanno preso di mira bestiame privo di qualsiasi tipo di protezione oppure contenuto in recinti inefficienti o realizzati in modo inadeguato. Per questo la Regione sta intervenendo, con i propri tecnici e con proprie risorse, per installare protezioni idonee e aiutare gli allevatori ad adottare tutte le strategie di prevenzione a difesa dell’attività delle 700 malghe presenti nel territorio regionale e della sopravvivenza dell’economia montana”.

Finanziamenti. La Regione Veneto ha stanziato quest’anno 200 mila euro per gli indennizzi agli allevatori colpiti, ha portato a 160 mila euro il fondo per finanziare interventi di prevenzione, come i recinti elettrificati e i dissuasori acustici, e sta sperimentando, prima in Europa, il progetto di barriere virtuali per esemplari geolocalizzabili mediante radiocollare. Inoltre, mette a disposizione un milione di euro del Programma di sviluppo rurale per sostenere al 100%, le spese degli allevatori per recinzioni mobili, semipermanenti e fisse, dissuasori acustici e sistemi di allarme. Sulla base dei parametri minimi stabiliti dalla Regione, sarà l’allevatore stesso a scegliere la tipologia degli strumenti di prevenzione da acquistare a seconda delle caratteristiche del suo pascolo, alpeggio ed allevamento. Per sostenere questa scelta sarà guidato dai tecnici esperti della Regione Veneto. Il bando per presentare domanda di finanziamento (Misura 4.4.3) resta aperto sino al 3 settembre.

Sabato 10 agosto 2019, in Cansiglio si visita il Giardino botanico alpino e s’impara il potere curativo di alcune piante care a Santa Hildegarda

Sabato 10 agosto, alle ore 15, l’Associazione Naturalistica Lorenzoni – Amici del Giardino botanico alpino in Cansiglio, organizza un incontro con l’erborista Carlo Signorini che parlerà dell’eclettica personalità di Santa Hildegarda.

Programma. Dopo alcuni cenni storici dell’epoca (XI sec.), seguiranno una breve storia della Badessa e del suo pensiero, più che mai attuale – visione unitaria del Creato, ricerca della bellezza universale, conoscenza della medicina naturale, pratica dell’alimentazione curativa – ed una personale riflessione di Signorini sull’attuale momento storico, sociale e climatico, una descrizione di alcune “Erbe Sante” ed una breve visita al Giardino botanico. Contributo di partecipazione 10 €, comprensivo del biglietto di entrata al Giardino. L’evento si terrà anche in caso di maltempo in quanto si svolge prevalentemente al coperto.

Il relatore. Carlo Signorini (nato nel 1946), è erborista diplomato all’Università degli Studi di Pisa. Vive in Trentino, in un piccolo paesino della Val di Fiemme. Trascorre la sua vita dedicandosi con passione a piante, erbe e a tutto ciò che esprime natura. La sua scelta di vita è dedicata a coltivare il semplice con l’intento di trasmettere, condividendolo con gli altri, la serenità che infonde ogni luogo quando è lasciato esprimersi nel suo essere selvatico. È studioso di leggende delle Dolomiti e del territorio Trentino, e scrive articoli su alcuni giornali locali. È autore di diverse pubblicazioni.

23 marzo 2019, al rifugio Bertagnoli a Crespadoro (VI) si festeggiano i 60 anni de “Il Signore delle cime”, scritto da Bepi De Marzi, premio Argav 2011

Bepi De Marzi, premio ARGAV 2011

Appuntamento imperdibile per gli amanti della montagna e gli appassionati dei canti che celebrano le nostre vette, ma non solo, sabato 23 marzo (ore 10:00) al Rifugio Bepi Bertagnoli, posto a 1.225 msl nella Foresta demaniale regionale di Giazza a Crespadoro (Vi), gestita da Veneto Agricoltura.

Per celebrare i 60 anni della composizione della famosissima “Il Signore delle cime (per i pochi che non la conoscessero vedi questo video: https://bit.ly/2UKwYFU), scritta dal Maestro Bepi De Marzi, fondatore del Coro “I Crodaioli”, premio Argav 2011, è stata programmata una cerimonia – organizzata dal Comune di Crespadoro, il CAI di Arzignano cui Veneto Agricoltura ha dato in gestione il Rifugio, e la stessa Agenzia regionale -, con diversi momenti significativi. Innanzitutto, sulla facciata del “Bertagnoli” verrà scoperta una targa che ricorda proprio i 60 anni dalla realizzazione del più famoso canto di montagna, “Il Signore delle cime”, scritto da un 23enne Bepi De Marzi in memoria della prematura scomparsa dell’amico Bepi Bertagnoli, travolto da una slavina sulle Piccole Dolomiti il 7 aprile 1951. La cerimonia inizierà alle ore 10:00 con la Santa Messa, seguita dalla scopertura della lapide che sarà posta sulla parete del Rifugio e da un concerto del Coro “I Crodaioli” diretti da Bepi De Marzi. Al termine ci sarà la possibilità di una sosta per rifocillarsi. A dire il vero oltre al 60°, si potrebbe festeggiare anche un 50°, in quanto i Crodaioli eseguirono come tali “Il Signore delle cime” solo nel 1969. Ricordiamo infine che il Rifugio Bertagnoli, come detto di proprietà di Veneto Agricoltura, è stato inaugurato nell’autunno del 1958 dall’allora Ministro Mariano Rumor; fu proprio in quell’occasione che gli amici dello sfortunato scalatore, che avevano formato un piccolo coro come CAI di Arzignano guidato proprio da Bepi De Marzi, eseguirono per la prima volta il canto “Il Signore delle cime”.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

8 dicembre 2018, le azioni solidali di Asiago Dop e Coldiretti Veneto verso la montagna veneta ferita dall’uragano

Il Governo ha dato il buon esempio scegliendo un albero schiantato della Val Visdende per abbellire Palazzo Chigi, ma molti italiani potranno fare altrettanto oggi, 8 dicembre, adottando un abete dell’Altopiano di Asiago in vendita nel mercato coperto di Campagna Amica di Vicenza (Contrà Cordenons 4) e, in via straordinaria, a Malo, nella cantina sociale Val Leogra. L’iniziativa #adottaunalbero, promossa in collaborazione con Federforeste e Pefc, offre la possibilità di ridare una seconda vita alle piante atterrate dall’uragano.

#comprabellunese. Sempre oggi, all’ex Arsenale di Verona, sarà allestito il “Villaggio solidale” Coldiretti con bancarelle di tipicità regionali animate dagli agricoltori di tutte le province, con spazio apposito per l’attività didattica dedicata ai più piccoli. Obiettivo: raccogliere fondi a favore del ripristino delle aree boschive e la ripresa delle attività delle fattorie dell’Altopiano di Asiago e quelle del Cansiglio, Agordino e Cadore interessate dalle recenti calamità.

Insieme per le malghe, i pascoli, i boschi dell’altopiano di Asiago. Contribuire a salvaguardare il futuro delle malghe e dei pascoli dell’Altopiano di Asiago duramente colpiti dalla tempesta del 29 ottobre scorso è l’obiettivo anche del Consorzio tutela formaggio Asiago che, per le festività natalizie, destinerà l’intero ammontare dei tradizionali donativi all’Unione Montana “Spettabile Reggenza dei Sette Comuni”, l’ente preposto al censimento dei danni, alla programmazione delle azioni di messa in sicurezza delle malghe di proprietà comunale e al ripristino di una condizione sufficiente per la pratica della monticazione, a partire dall’estate prossima. In contemporanea, dall’8 dicembre 2018 all’8 gennaio 2019, il Consorzio di tutela lancia, sulla propria piattaforma on line un’iniziativa aperta a tutti: per ogni chilogrammo di Asiago DOP acquistato, il Consorzio donerà un euro al progetto, così da concorrere, tutti insieme, al medesimo risultato.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto e Verona/Consorzio tutela Asiago Dop

21 settembre 2018, a Trento il convegno “Open 2020: turismo accessibile in montagna”

Venerdì 21 settembre 2018, dalle ore 09.00 alle ore 17.30, si svolgerà a
Trento, nella sala Federazione Trentina della Cooperazione (via Segantini 10) il convegno “Open 2020: Il Turismo Accessibile in Montagna“, organizzato da Tsm-Accademia della Montagna.

La cultura dell’accessibilità patrimonio dell’intera comunità. L’incontro ha l’obiettivo di informare e diffondere conoscenza sul turismo accessibile in montagna presentando progetti, esperienze e buone pratiche provinciali e nazionali. Il turismo accessibile coinvolge istituzioni e operatori di diversi settori che caratterizzano un territorio; proporsi come destinazione turistica accessibile aumenta la competitività e ha riscontri interessanti sia in termini economici che sociali. Per raggiungere questo risultato è necessario che un territorio nel suo insieme condivida e si metta in moto per creare una destinazione in cui tutti possano vedere soddisfatta la loro motivazione di vacanza.

Cinque sessioni. Questi aspetti saranno trattati durante le sessioni del convegno: 1) Trentino, un territorio impegnato per la qualità dell’offerta turistica accessibile; 2) Soddisfare la domanda di turismo accessibile in montagna; 3) Politiche e buone pratiche europee per il turismo rivolto alle persone con disabilità; 4) Accedere al sublime: la montagna come opportunità di connessione sociale; 5) Città e territori: progettare accessibile. Il convegno è rivolto a persone disabili, amministratori, tecnici, geometri, architetti e ingegneri, studenti e operatori turistici, universitari, associazioni di categoria, associazioni sociali, professionisti della montagna (guide alpine, maestri di sci, accompagnatori di media montagna, guide turistiche), direttori di musei e di strutture culturali e sportive. Al convegno è preente il servizio di traduzione LIS per non udenti. Riconoscimento di 7CFP-Crediti Formativi Professionali agli architetti appartenenti all’Ordine degli Architetti della Provincia di Trento. Iscrizioni: www.open2020.it

Fonte: Servizio stampa Tsm

‏Montagne vere e cime immaginarie al XXIV Film Festival della Lessinia, al via dal 24 agosto a Bosco Chiesanuova (VR)

Suleiman Gora – Still (Film Festival della Lessinia)

‏Saranno le montagne vere e quelle immaginarie le protagoniste della XXIV edizione del Film Festival della Lessinia che si svolgerà a Bosco Chiesanuova (Verona) dal 24 agosto al 2 settembre 2018.

Montagna immaginaria tema dell’edizione. Dieci giorni di proiezioni sul grande schermo del Teatro Vittoria e un articolato programma di eventi sia cinematografici che culturali: gli attesi Caffè con i registi che raggiungeranno la Lessinia per incontrare il pubblico, la programmazione pensata per bambini e ragazzi FFDL+; gli incontri letterari di Parole Alte organizzati con l’Università degli Studi di Verona; la possibilità di scegliere tra escursioni guidate, mostre tematiche, laboratori didattici, concerti nella Piazza del Festival; e ancora letture alla Libreria della Montagna e i momenti conviviali da assaporare negli spazi dell’Osteria del Festival. Numerosi gli appuntamenti, annodati dal filo rosso dell’omaggio tematico dell’edizione 2018: la montagna immaginaria

I film. La rassegna cinematografica, ancora una volta sotto la direzione artistica di Alessandro Anderloni, prenderà il via il 24 agosto con l’anteprima italiana di Retablo del regista peruviano Alvaro Delgado Aparicio. Un altro evento speciale, a chiusura della manifestazione, ricorderà il maestro del cinema Ermanno Olmi con la visione di uno dei suoi capolavori, L’albero degli zoccoli. Nel mezzo, una carrellata di opere cinematografiche internazionali: 63 film provenienti da 37 Paesi del mondo (il più alto numero finora raggiunto) selezionati tra oltre 500 pellicole visionate. Saranno 23 le anteprime italiane; tra queste, 24 animazioni e cortometraggi di FFDL+, il “festival nel festival” per bimbi e adolescenti. Vita, storia, tradizioni delle terre alte e lontane girate tra Bhutan, Nepal, Taiwan, Kirghizistan ed Estonia. Significativa sarà la rappresentanza sudamericana con proiezioni giunte in Lessinia da Brasile, Perù, Venezuela, Bolivia. Non mancheranno proposte da Giappone, India, Canada e America oltre che da quasi tutti gli Stati dell’Europa. Da qui proverranno alcuni dei registi presenti al Festival, grazie anche al Gruppo Fimauto BMW che è partner della mobilità.

I premi. Ad assegnare la Lessinia d’Oro, la Lessinia d’Argento e gli altri riconoscimenti sarà una giuria internazionale composta da Daniel Burlac (Romania), Massimiliano De Serio (Italia), Stefan König (Austria), Montserrat Guiu (Spagna), Elena Negriolli (Italia). Torna il Premio del Pubblico Cantine Bertani che gli spettatori del Festival assegnano al film da loro stessi votato. Per il settimo anno la Giuria Microcosmo dei detenuti della Casa Circondariale di Verona attribuirà il proprio premio speciale a uno dei film in concorso. La giuria Log To Green Movie Award selezionerà la miglior opera sui temi dell’eco-sostenibilità. Così i più piccoli, che sceglieranno la loro animazione preferita per il Premio dei bambini.

In Concorso, la sezione principale del Festival della Lessinia, saranno 27 le opere cinematografiche. Una panoramica ricchissima per generi, luoghi di provenienza e tematiche trattate: dal lungometraggio di apertura, Retablo, che affronta una storia di pregiudizio e violenza contro le persone omosessuali in un’isolata enclave di montagna, al documentario The Remnants sui cercatori di residui bellici in Laos. Interessante sarà la selezione dei lungometraggi, con opere prime come il visionario Kratki izlet del croato Igor Bezinović e il “road movie” dal Kirghizistan Suleiman gora della giovane Elizaveta Stishov. E stimolante sarà il programma dei cortometraggi con il ritorno in concorso dell’animazione nell’evocativo La Tigre de Tasmania di Vergine Keaton e Die Herberge di Ulu Braun, un surreale ritratto della montagna di ieri e di oggi. Cinque saranno i cortometraggi documentari, tra cui il cinese Guan sui monaci-pastori tibetani, mentre dalla Grecia arriverà il potente 8th Continent che interroga su una montagna di giubbotti di salvataggio arancioni: quelli utilizzati nel salvataggio dei migranti. Da segnalare inoltre il ritorno, dopo qualche anno di assenza, del grande documentario naturalistico con Sengirè di Mindaugas Survila, straordinario ritratto del microcosmo animale e vegetale di una foresta lituana.

Retrospettiva. Dagli albori della civiltà, la montagna è catalizzatore di simboli e allegorie. Dall’Olimpo all’Ararat, passando per il Monte Meru, Kunlun e la Sierra de la Plata, fino al Purgatorio dantesco e al Monte Carmelo: cime favolose e monti immaginari hanno popolato le nostre narrazioni, tracciando una mappa altimetrica che spesso non trova riscontro sul planisfero conosciuto. Il Cinema, spesso mutuando dalla letteratura, ha ritagliato nella pellicola i profili di queste montagne. La retrospettiva La montagna immaginaria li percorre, a partire dal film d’esordio di Leni Riefenstahl nel 1932, La bella maledetta (Das blaue Licht), con l’ascesa all’inaccessibile e immaginaria vetta del Monte Cristallo e alla misteriosa luce azzurra che da esso emana. Cinque anni più tardi, ispirandosi all’omonimo libro di James Hilton, Frank Capra realizza Orizzonte perduto (Lost Horizon), contribuendo alla diffusione popolare del mito di Shangri-La, la mitica città del benessere nascosta tra le vette dell’Himalaya. Sempre da una fascinazione letteraria, il Monte Analogo di René Daumal, Alejandro Jodorowsky partorisce La montagna sacra (La montaña sagrada), un grandioso affresco psichedelico in cui alchimia, esoterismo e psicoanalisi si fondono. L’Oriente e la cultura religione shintoista riconoscono uno spirito divino alle terre alte. Al cinema, Hayao Miyazaki riprende tale visione in opere come Principessa Mononoke (Mononoke-hime) con il giovane principe Ashitaka che si unisce a una ragazza-lupo per difendere l’incontaminata montagna del Dio cervo. Kinoshita, nel 1958, realizza il capolavoro La leggenda di Narayama (Narayama bushiko) dove si narra dell’anziana vedova Orin e di suo figlio Tatsuhei, che dovrà accompagnarla sulla cima del mistico monte Narayama per abbandonarla al suo destino. All’anima dei luoghi guarda pure la serie televisiva inaugurata nel 1990, Twin Peaks, con gli immaginari boschi tra le “due vette” sorti dagli incubi di David Lynch e Mark Frost.

Parole alte. L’idea di una montagna immaginaria e inesistente sarà percorsa negli incontri letterari Parole Alte che il Festival organizza in collaborazione con l’Università degli Studi di Verona. Ma ad aprire e chiudere il ciclo di incontri saranno rispettivamente un ricordo sui cento anni dalla Grande Guerra, nella Ballata senza nome di Massimo Bubola (24 agosto), e un omaggio a dieci anni dalla morte di Mario Rigoni Stern (1 settembre) con Giuseppe Mendicino. Alle montagne sacre nell’Ebraismo guarderà l’incontro con la scrittrice Elena Loewenthal per tracciare una mappa storico-geografica, dal Sinai al Monte Moriah dove Abramo sacrificò Isacco e al Monte Nebo dove morì Mosè, intorno all’idea dell’altezza come luogo di particolare connessione fra Dio e l’uomo. Il linguista Andrea Moro arriverà in Lessinia per presentare Il segreto di Pietramala in dialogo con Alessandra Tomaselli. Al Monte Analogo sarà dedicata la conferenza-concerto del compositore Michele Lobaccaro, fondatore dei Radiodervish, con canzoni originali liberamente ispirate al romanzo di René Daumal. Della montagna invisibile parlerà invece lo speleologo Francesco Sauro intrecciando le sue esplorazioni sui Monti Tepui a partire dalle suggestioni de Il mondo perduto raccontato da Sir Arthur Conan Doyle. Lo scrittore Stefano Salzani e la filosofa Adriana Cavarero saliranno metaforicamente le balze de Il libro delle nove rupi, testo medievale in versi che dice degli abitanti delle nove rupi dell’orrida montagna che sovrasta il mondo. Tra i protagonisti lo stesso Alessandro Anderloni, affiancato da Mario Allegri, in un appuntamento dedicato al Purgatorio di Dante.

Mostre. All’omaggio tematico del Festival sarà dedicata in Sala Olimpica la mostra Le montagne immaginate dai bambini della Pinacoteca Internazionale dell’Età Evolutiva “Aldo Cibaldi” che esporrà i disegni, raccolti dagli anni Sessanta ad oggi, in cui bambini di tutto il mondo ritraggono la loro idea di terre alte. Nel nuovo Centro Socio Culturale troverà spazio Såm – Seme: esplorazione visiva della Lessinia da parte sette artisti (Paola Fiorini, Davide Galandini, Nicolò Lucchi, Emanuele Brutti, Chiara Bandino, Francesco Biasi e Ana Blagojevic) sotto la curatela di Steve Bisson, fondatore della piattaforma Urbanautica. Såm (in lingua cimbra seme) nasce in collaborazione con Fonderia 20.9, contenitore espositivo e laboratorio sulla fotografia contemporanea. Durante il Festival, il fotografo francese Mathieu-Bernard Reymon curerà il workshop di fotografia contemporanea “Possible Landscapes” organizzato da Landscape Stories.

Piazza del festival. Aperta tutti i giorni, di fronte al Teatro Vittoria, ospiterà la Libreria della Montagna allestita da Bussinelli Editore, nonché il bar e la tavola calda “Lo Scrigno del Buongustaio” oltre all’enogastronomia con i formaggi Dop della montagna veronese del Consorzio Monte Veronese e i vini delle Cantine Bertani. Novità saranno le tre serate di Lessinia Gourmet, proposte in collaborazione con AltaLessinia. Otto ristoratori della Lessinia proporranno piatti esclusivi con i prodotti della montagna veronese, abbinati ai vini Bertani, in collaborazione con Slow Food Verona, negli spazi dell’Osteria del Festival rinnovati grazie a Lambertini e Ceramiche Benedetti. Abbonamenti in vendita al Teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova (piazza Marconi, 1). Il programma completo del festival è consultabile sul sito www.ffdl.it.

Fonte: Servizio stampa Film Festival della Lessinia