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21 settembre 2018, a Trento il convegno “Open 2020: turismo accessibile in montagna”

Venerdì 21 settembre 2018, dalle ore 09.00 alle ore 17.30, si svolgerà a
Trento, nella sala Federazione Trentina della Cooperazione (via Segantini 10) il convegno “Open 2020: Il Turismo Accessibile in Montagna“, organizzato da Tsm-Accademia della Montagna.

La cultura dell’accessibilità patrimonio dell’intera comunità. L’incontro ha l’obiettivo di informare e diffondere conoscenza sul turismo accessibile in montagna presentando progetti, esperienze e buone pratiche provinciali e nazionali. Il turismo accessibile coinvolge istituzioni e operatori di diversi settori che caratterizzano un territorio; proporsi come destinazione turistica accessibile aumenta la competitività e ha riscontri interessanti sia in termini economici che sociali. Per raggiungere questo risultato è necessario che un territorio nel suo insieme condivida e si metta in moto per creare una destinazione in cui tutti possano vedere soddisfatta la loro motivazione di vacanza.

Cinque sessioni. Questi aspetti saranno trattati durante le sessioni del convegno: 1) Trentino, un territorio impegnato per la qualità dell’offerta turistica accessibile; 2) Soddisfare la domanda di turismo accessibile in montagna; 3) Politiche e buone pratiche europee per il turismo rivolto alle persone con disabilità; 4) Accedere al sublime: la montagna come opportunità di connessione sociale; 5) Città e territori: progettare accessibile. Il convegno è rivolto a persone disabili, amministratori, tecnici, geometri, architetti e ingegneri, studenti e operatori turistici, universitari, associazioni di categoria, associazioni sociali, professionisti della montagna (guide alpine, maestri di sci, accompagnatori di media montagna, guide turistiche), direttori di musei e di strutture culturali e sportive. Al convegno è preente il servizio di traduzione LIS per non udenti. Riconoscimento di 7CFP-Crediti Formativi Professionali agli architetti appartenenti all’Ordine degli Architetti della Provincia di Trento. Iscrizioni: www.open2020.it

Fonte: Servizio stampa Tsm

‏Montagne vere e cime immaginarie al XXIV Film Festival della Lessinia, al via dal 24 agosto a Bosco Chiesanuova (VR)

Suleiman Gora – Still (Film Festival della Lessinia)

‏Saranno le montagne vere e quelle immaginarie le protagoniste della XXIV edizione del Film Festival della Lessinia che si svolgerà a Bosco Chiesanuova (Verona) dal 24 agosto al 2 settembre 2018.

Montagna immaginaria tema dell’edizione. Dieci giorni di proiezioni sul grande schermo del Teatro Vittoria e un articolato programma di eventi sia cinematografici che culturali: gli attesi Caffè con i registi che raggiungeranno la Lessinia per incontrare il pubblico, la programmazione pensata per bambini e ragazzi FFDL+; gli incontri letterari di Parole Alte organizzati con l’Università degli Studi di Verona; la possibilità di scegliere tra escursioni guidate, mostre tematiche, laboratori didattici, concerti nella Piazza del Festival; e ancora letture alla Libreria della Montagna e i momenti conviviali da assaporare negli spazi dell’Osteria del Festival. Numerosi gli appuntamenti, annodati dal filo rosso dell’omaggio tematico dell’edizione 2018: la montagna immaginaria

I film. La rassegna cinematografica, ancora una volta sotto la direzione artistica di Alessandro Anderloni, prenderà il via il 24 agosto con l’anteprima italiana di Retablo del regista peruviano Alvaro Delgado Aparicio. Un altro evento speciale, a chiusura della manifestazione, ricorderà il maestro del cinema Ermanno Olmi con la visione di uno dei suoi capolavori, L’albero degli zoccoli. Nel mezzo, una carrellata di opere cinematografiche internazionali: 63 film provenienti da 37 Paesi del mondo (il più alto numero finora raggiunto) selezionati tra oltre 500 pellicole visionate. Saranno 23 le anteprime italiane; tra queste, 24 animazioni e cortometraggi di FFDL+, il “festival nel festival” per bimbi e adolescenti. Vita, storia, tradizioni delle terre alte e lontane girate tra Bhutan, Nepal, Taiwan, Kirghizistan ed Estonia. Significativa sarà la rappresentanza sudamericana con proiezioni giunte in Lessinia da Brasile, Perù, Venezuela, Bolivia. Non mancheranno proposte da Giappone, India, Canada e America oltre che da quasi tutti gli Stati dell’Europa. Da qui proverranno alcuni dei registi presenti al Festival, grazie anche al Gruppo Fimauto BMW che è partner della mobilità.

I premi. Ad assegnare la Lessinia d’Oro, la Lessinia d’Argento e gli altri riconoscimenti sarà una giuria internazionale composta da Daniel Burlac (Romania), Massimiliano De Serio (Italia), Stefan König (Austria), Montserrat Guiu (Spagna), Elena Negriolli (Italia). Torna il Premio del Pubblico Cantine Bertani che gli spettatori del Festival assegnano al film da loro stessi votato. Per il settimo anno la Giuria Microcosmo dei detenuti della Casa Circondariale di Verona attribuirà il proprio premio speciale a uno dei film in concorso. La giuria Log To Green Movie Award selezionerà la miglior opera sui temi dell’eco-sostenibilità. Così i più piccoli, che sceglieranno la loro animazione preferita per il Premio dei bambini.

In Concorso, la sezione principale del Festival della Lessinia, saranno 27 le opere cinematografiche. Una panoramica ricchissima per generi, luoghi di provenienza e tematiche trattate: dal lungometraggio di apertura, Retablo, che affronta una storia di pregiudizio e violenza contro le persone omosessuali in un’isolata enclave di montagna, al documentario The Remnants sui cercatori di residui bellici in Laos. Interessante sarà la selezione dei lungometraggi, con opere prime come il visionario Kratki izlet del croato Igor Bezinović e il “road movie” dal Kirghizistan Suleiman gora della giovane Elizaveta Stishov. E stimolante sarà il programma dei cortometraggi con il ritorno in concorso dell’animazione nell’evocativo La Tigre de Tasmania di Vergine Keaton e Die Herberge di Ulu Braun, un surreale ritratto della montagna di ieri e di oggi. Cinque saranno i cortometraggi documentari, tra cui il cinese Guan sui monaci-pastori tibetani, mentre dalla Grecia arriverà il potente 8th Continent che interroga su una montagna di giubbotti di salvataggio arancioni: quelli utilizzati nel salvataggio dei migranti. Da segnalare inoltre il ritorno, dopo qualche anno di assenza, del grande documentario naturalistico con Sengirè di Mindaugas Survila, straordinario ritratto del microcosmo animale e vegetale di una foresta lituana.

Retrospettiva. Dagli albori della civiltà, la montagna è catalizzatore di simboli e allegorie. Dall’Olimpo all’Ararat, passando per il Monte Meru, Kunlun e la Sierra de la Plata, fino al Purgatorio dantesco e al Monte Carmelo: cime favolose e monti immaginari hanno popolato le nostre narrazioni, tracciando una mappa altimetrica che spesso non trova riscontro sul planisfero conosciuto. Il Cinema, spesso mutuando dalla letteratura, ha ritagliato nella pellicola i profili di queste montagne. La retrospettiva La montagna immaginaria li percorre, a partire dal film d’esordio di Leni Riefenstahl nel 1932, La bella maledetta (Das blaue Licht), con l’ascesa all’inaccessibile e immaginaria vetta del Monte Cristallo e alla misteriosa luce azzurra che da esso emana. Cinque anni più tardi, ispirandosi all’omonimo libro di James Hilton, Frank Capra realizza Orizzonte perduto (Lost Horizon), contribuendo alla diffusione popolare del mito di Shangri-La, la mitica città del benessere nascosta tra le vette dell’Himalaya. Sempre da una fascinazione letteraria, il Monte Analogo di René Daumal, Alejandro Jodorowsky partorisce La montagna sacra (La montaña sagrada), un grandioso affresco psichedelico in cui alchimia, esoterismo e psicoanalisi si fondono. L’Oriente e la cultura religione shintoista riconoscono uno spirito divino alle terre alte. Al cinema, Hayao Miyazaki riprende tale visione in opere come Principessa Mononoke (Mononoke-hime) con il giovane principe Ashitaka che si unisce a una ragazza-lupo per difendere l’incontaminata montagna del Dio cervo. Kinoshita, nel 1958, realizza il capolavoro La leggenda di Narayama (Narayama bushiko) dove si narra dell’anziana vedova Orin e di suo figlio Tatsuhei, che dovrà accompagnarla sulla cima del mistico monte Narayama per abbandonarla al suo destino. All’anima dei luoghi guarda pure la serie televisiva inaugurata nel 1990, Twin Peaks, con gli immaginari boschi tra le “due vette” sorti dagli incubi di David Lynch e Mark Frost.

Parole alte. L’idea di una montagna immaginaria e inesistente sarà percorsa negli incontri letterari Parole Alte che il Festival organizza in collaborazione con l’Università degli Studi di Verona. Ma ad aprire e chiudere il ciclo di incontri saranno rispettivamente un ricordo sui cento anni dalla Grande Guerra, nella Ballata senza nome di Massimo Bubola (24 agosto), e un omaggio a dieci anni dalla morte di Mario Rigoni Stern (1 settembre) con Giuseppe Mendicino. Alle montagne sacre nell’Ebraismo guarderà l’incontro con la scrittrice Elena Loewenthal per tracciare una mappa storico-geografica, dal Sinai al Monte Moriah dove Abramo sacrificò Isacco e al Monte Nebo dove morì Mosè, intorno all’idea dell’altezza come luogo di particolare connessione fra Dio e l’uomo. Il linguista Andrea Moro arriverà in Lessinia per presentare Il segreto di Pietramala in dialogo con Alessandra Tomaselli. Al Monte Analogo sarà dedicata la conferenza-concerto del compositore Michele Lobaccaro, fondatore dei Radiodervish, con canzoni originali liberamente ispirate al romanzo di René Daumal. Della montagna invisibile parlerà invece lo speleologo Francesco Sauro intrecciando le sue esplorazioni sui Monti Tepui a partire dalle suggestioni de Il mondo perduto raccontato da Sir Arthur Conan Doyle. Lo scrittore Stefano Salzani e la filosofa Adriana Cavarero saliranno metaforicamente le balze de Il libro delle nove rupi, testo medievale in versi che dice degli abitanti delle nove rupi dell’orrida montagna che sovrasta il mondo. Tra i protagonisti lo stesso Alessandro Anderloni, affiancato da Mario Allegri, in un appuntamento dedicato al Purgatorio di Dante.

Mostre. All’omaggio tematico del Festival sarà dedicata in Sala Olimpica la mostra Le montagne immaginate dai bambini della Pinacoteca Internazionale dell’Età Evolutiva “Aldo Cibaldi” che esporrà i disegni, raccolti dagli anni Sessanta ad oggi, in cui bambini di tutto il mondo ritraggono la loro idea di terre alte. Nel nuovo Centro Socio Culturale troverà spazio Såm – Seme: esplorazione visiva della Lessinia da parte sette artisti (Paola Fiorini, Davide Galandini, Nicolò Lucchi, Emanuele Brutti, Chiara Bandino, Francesco Biasi e Ana Blagojevic) sotto la curatela di Steve Bisson, fondatore della piattaforma Urbanautica. Såm (in lingua cimbra seme) nasce in collaborazione con Fonderia 20.9, contenitore espositivo e laboratorio sulla fotografia contemporanea. Durante il Festival, il fotografo francese Mathieu-Bernard Reymon curerà il workshop di fotografia contemporanea “Possible Landscapes” organizzato da Landscape Stories.

Piazza del festival. Aperta tutti i giorni, di fronte al Teatro Vittoria, ospiterà la Libreria della Montagna allestita da Bussinelli Editore, nonché il bar e la tavola calda “Lo Scrigno del Buongustaio” oltre all’enogastronomia con i formaggi Dop della montagna veronese del Consorzio Monte Veronese e i vini delle Cantine Bertani. Novità saranno le tre serate di Lessinia Gourmet, proposte in collaborazione con AltaLessinia. Otto ristoratori della Lessinia proporranno piatti esclusivi con i prodotti della montagna veronese, abbinati ai vini Bertani, in collaborazione con Slow Food Verona, negli spazi dell’Osteria del Festival rinnovati grazie a Lambertini e Ceramiche Benedetti. Abbonamenti in vendita al Teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova (piazza Marconi, 1). Il programma completo del festival è consultabile sul sito www.ffdl.it.

Fonte: Servizio stampa Film Festival della Lessinia

La selvaggia Val Montina diventa più accessibile grazie a un ponte tibetano e alla riqualificazione della casera, la cui gestione sarà presto oggetto di un bando pubblico

Nelle Dolomiti venete, racchiusa tra due dorsali – quella che parte dal Monte Duranno ad ovest e l’altra che muove ad est da Cima dei Frati -, nel territorio del comune di Perarolo di Cadore (BL) si trova la Val Montina, demanio forestale regionale e per questo gestita da Veneto Agricoltura.

Prima valle dell’arco alpino europeo a rientrare nell’area Wilderness. È un’area di difficile accesso, quindi ancora selvaggia, tanto che dal 1994, prma tra quelle dell’arco alpino europeo, è stata “nominata” Area Wilderness. Un’azione di grande valore, concertata allora tra Regione (Azienda regionale Foreste) e Comune, un riconoscimento internazionale che va dove l’ambiente selvaggio è tutelato e le risorse naturali protette.

Le nuove strutture. Grazie ad alcuni fondi regionali, Veneto Agricoltura ha avviato la sistemazione della Casera Val Montina, splendido fabbricato difficilmente raggiungibile ma storico per quell’area, azione giunta ormai al termine. Era però difficile pensare ad una sua completa fruizione senza servizi, ormai irrinunciabili come l’acqua e l’energia elettrica, oltre ad un sentiero fruibile senza troppe difficoltà. Tra Comune e Agenzia regionale si è creata una sinergiavirtuosa. L’apertura al pubblico, dopo i dovuti collaudi, di una spettacolare passerella, sorta di passerella tibetana, molto lunga e bella da cui si può godere una vista incredibile, proprio vicino alla forra di uscita del torrente Val Montina, apre prospettive prima impensabili.

La casera diventa porta d’ingresso alla valle. Infatti proprio dal nuovo ardito ponte sospeso partirà un sentiero che porterà direttamente alla Casera; e grazie ad esso si potranno far passare le indispensabili infrastrutture mancanti, ovvero l’allacciamento con l’acquedotto di Perarolo e l’elettrodotto. Il sopralluogo del sindaco di Perarolo, Pierluigi Svaluto Ferro, con i tecnici di Veneto Agricoltura, ha messo in evidenza queste opportunità che complessivamente hanno fruito di finanziamenti regionali ed europei (FERS) di circa 800.000 €. Con queste due realizzazioni, la Casera diventa la “Porta d’ingresso alla Val Montina”, area che ha pagato anch’essa il tributo al tratto stradale che una decina di anni fa ha bypassato Perarolo di Cadore, con molti disagi per le attività locali.

Presto un bando per la gestione della casera. Il nuovo splendido ponte sospeso è raggiungibile dalla vicina zona industriale di Ansogne, e con la Casera (a breve Veneto Agricoltura emanerà un bando pubblico per l’individuazione di un gestore dello stabile) potrà creare un percorso che sarà agibile “per tutti”, offrendo ad ognuno la possibilità di entrare nell’area Wilderness della Val Montina, in un ambiente incontaminato, che potrà essere volano per valorizzare un territorio quasi sconosciuto e unico. L’Agenzia regionale prevede che il Rifugio escursionistico Casera Val Montina sarà operativo per la stagione 2019.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

 

27 maggio e 2 giugno 2018, a Milies, borgo montano di Segusino (TV) c’è la Festa del Narciso, mercatini in borgo, danze “Ottocentesche”, corse in bici e passeggiate

Fioritura NarcisiDomenica 27 maggio, a partire dalle ore 9, si tiene a Milies, frazione montana di Segusino (TV), la Festa del Narciso con oltre 60 bancarelle lungo le vie del borgo, stand enograstronomico e danze “Ottocentesche”. Nell’occasione, si può vedere anche la mostra “Troverai più nei boschi che nei libri“, a cura dell’associazione culturale “Il Collettivo” in collaborazione con l’associazione “Io non ho paura del lupo”, allestita nell’ostello di Milies.

Sabato 2 giugno, a partire dalle 9:30, ci sarà la tradizionale “Ndar e tornar dal Doc“, che offre una duplice possibilità di vivere la montagna attraverso la corsa (13 chilometri, con classifica) e la passeggiata (km 7 e 13, adatto anche a chi pratica nordic walking). Iscrizioni on line, maggiori info www.prolocosegusino.it

Fonte: Pro Loco Segusino

 

19-27 agosto 2017, a Bosco Chiesanuova (VR) si tiene la 23^ edizione del Film Festival della Lessinia, vita, storia e tradizioni delle terre alte e lontane di 31 Paesi del mondo

Dal 19 al 27 agosto, a Bosco Chiesanuova, si riaccende il grande schermo del Film Festival della Lessinia, viaggio nella vita, storia e tradizioni delle terre alte e lontane di 31 Paesi del mondo. La ventitreesima edizione del Festival riserva nove giorni di proiezioni, con 56 film in programma  – di cui 21 in concorso e altrettanti in anteprima italiana -, una retrospettiva su briganti, contrabbandieri e passatori, numerosi eventi speciali (ospiti attesi, dal regista Alessandro Comodin all’autore Maurizio Maggiani, dall’antropologo Annibale Salsa allo scrittore Paolo Rumiz).

Provengono da 31 Paesi i 56 film selezionati quest’anno. Un viaggio intorno al mondo tra Europa, Argentina, Cile e Perù; tra India, Afghanistan, Kazakistan, Nepal e per la prima volta Myanmar. Ciò a conferma della ricerca internazionale che fa arrivare in Lessinia il meglio della recente produzione internazionale nelle sezioni Concorso, Montagne italiane, Eventi speciali e nella ricca programmazione dedicata a bambini e ragazzi FFDL+.

Al programma cinematografico si affianca il ciclo di incontri letterari Parole Alte, organizzato con l’Università degli Studi di Verona, al quale sia aggiungono convegni, mostre, escursioni guidate, laboratori per bambini, concerti e novità editoriali da sfogliare nella Libreria della Montagna. Immancabile lo spazio riservato nella Piazza del Festival, con bar e tavola calda, all’enogastronomia con i prodotti tipici del territorio, tra cui i formaggi del Consorzio Monte Veronese Dop. Main sponsor della rassegna sono la Cassa Rurale Vallagarina, il Gruppo Fimauto Autogemelli BMW e le Cantine Bertani con il sostegno di Comune di Bosco Chiesanuova, Comunità Montana della Lessinia, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Veneto, Fondazione Cariverona e Consorzio Bim Adige.

Fonte: Servizio stampa Film Festival della Lessinia

 

Film Festival della Lessinia 2016, vince il cinema islandese

 

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ÞRESTIR – particolare

Si è conclusa con un successo del cinema islandese la ventiduesima edizione del Film Festival della Lessinia, la rassegna cinematografica internazionale dedicata a vita, storia, tradizioni nelle terre alte e lontane di ogni angolo del mondo.

Il vincitore. Tra le 23 opere opere cinematografiche in concorso, la Giuria internazionale del Film Festival – composta dalla regista Marianne Chaud (Francia), dalla giornalista Margherita Detomas (Italia), dalla regista Lisa Eder-Held (Germania), dal produttore cinematografico Sebastian Michael (Regno Unito), dal documentarista Riccardo Vaccaro (Italia) – ha deciso di assegnare la Lessinia d’Oro alla migliore opera cinematografica in assoluto a Þrestir – Passeri (Croazia, Danimarca, Islanda 2015) del regista islandese Rúnar Rúnarsson.Questa la motivazione: “Un film potente, Þrestir racconta in modo magistrale una storia ambientata in luoghi desolati dell’Islanda, dove avvenimenti sempre imprevedibili travolgono lo spettatore con immagini di situazioni difficili nelle quali il giovane protagonista del film è costretto a vivere. Nulla è lasciato al caso; tempi, soluzioni registiche, sceneggiatura e fotografia si fondono creando un’opera vigorosa e originale”.  A ricevere sul palcoscenico del Teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova (Verona) il prestigioso riconoscimento, sabato 27 agosto, è stato il compositore della colonna sonora del cortometraggio: il polistrumentista Kjartan Sveinsson, ex membro del gruppo musicale islandese Sigur Rós.

La Lessinia d’Argento per la migliore regia è andata a Tharlo (Cina 2015). Il lungometraggio in bianco e nero del regista, documentarista e scrittore tibetano Pema Tseden è stato premiato “per l’audacia, il talento e la visione profondamente artistica dimostrate. La struttura del suo film e le scelte radicali adottate nella messa in scena rivelano un’originalità straordinaria e propongono un’estetica altamente personale. Riteniamo che Tharlo appartenga alla rara e importante categoria di film capaci di spalancare nuove prospettive del fare cinema”.

Altri riconoscimenti. La Giuria internazionale ha attribuito il Premio per il miglior documentario al film-maker di Losanna Stéphane Goël per Fragments du paradis – Frammenti di paradiso (Svizzera 2015) nel quale padre e figlio sono protagonisti di un cammino, insieme, verso la montagna. Quale migliore lungometraggio a soggetto è stato scelto Rauf (Turchia 2016), documentario girato da Soner Caner e Bariş Kaya per raccontare la vicenda di un ragazzino che frequenta la bottega di un anziano artigiano del paese per imparare l’arte del falegname.  Migliore cortometraggio è risultato essere Esel – Asino (Austria 2015) del regista austriaco Rafael Haider, nel quale due anziani contadini condividono i lavori pesanti con un vecchio e malato asino. A ricevere il Premio della Giuria è stato Çevirmen – L’interprete (Regno Unito 2015) di Emre Kayış: vicenda di un timido ragazzino siriano che vive da rifugiato in una remota cittadina turca. Per le immagini vibranti e la colonna sonora, il film d’animazione Ailleurs – Altrove (Francia 2016) di Mélody Boulissière si è aggiudicato una menzione speciale.

Premi speciali. Al Festival Festival il regista e sceneggiatore bulgaro Alberto Iordanov ha conquistato il Premio del Curatorium Cimbricum Veronense alla memoria di Piero Piazzola e Mario Pigozzi al miglior film di un regista giovane con Bandit and the Ram – Il bandito e il montone (Bulgaria 2014) “per la capacità di documentare, con sottile ironia, la vita di un solitario bandito e dei suoi amori impossibili in un’area di montagna che si sta spopolando”. La Giuria del Curatorium ha scelto inoltre di dare una menzione speciale a Carlo Malacchini, fotografo e studioso della cultura contadina, autore del cortometraggio La stazione di posta (Italia 2016) ambientato sull’altopiano della Lessinia. Ad aggiudicarsi il Premio Speciale Cassa Rurale Bassa Vallagarina al miglior film sulle Alpi è stato Café Waldluft (Germania 2015) nel quale il regista Matthias Koßmehl ha presentato uno spaccato di accoglienza ed integrazione in un ambiente alpino da sempre considerato chiuso e tradizionalista.

Nel palmares della rassegna veronese un ex aequo per il Premio “Log To Green” al film che meglio esprime e promuove i valori dell’eco-sostenibilità: per Sila and the Gatekeepers of the Arctic – Sila e i custodi dell’Artico (Usa 2015) della svizzera Corina Gamma ed Arreo (Argentina 2015) dell’argentino Tato Moreno. Due film che raccontano culture lontane e suonano, si evidenzia nella motivazione della Giuria, “come un campanello d’allarme sull’ennesimo rischio di scomparsa di un pezzo di storia dell’umanità”. La Giuria del Carcere di Verona ha deciso di dare il proprio riconoscimento al lungometraggio di Mano Khalil Die Schwalbe – La rondine (Svizzera 2016): la storia, ambientata nel Kurdistan iracheno, è una narrazione “della ricerca di sé che parte dalle proprie radici, per riconoscerne il valore e trovare il coraggio di cambiare. Di spezzare le catene del male”. Altro premio per Rauf, che ha ottenuto anche il Premio del pubblico Cantine Bertani. L’animazione preferita dei bambini è stata Moroshka – Lampone artico (Russia 2015) di Polina Minchenok nella quale un lupo che minaccia le greggi di un piccolo villaggio scopre, grazie all’amicizia con una bimba, di avere un cuore leale gentile.

Fonte: Servizio Stampa Film Festival della Lessinia

Da Piemonte e Slovenia i vincitori del Premio “Fare Paesaggio”, oggi la cerimonia di premiazione a Trento

Premio fare paesaggioQuesta mattina, mercoledì 8 giugno 2016 alle ore 10.00, si svolgerà nel Castello del Buonconsiglio di Trento la cerimonia di premiazione dei progetti del Premio “Fare Paesaggio. Selezione triennale di progetti e iniziative per la salvaguardia, la gestione e la valorizzazione del paesaggio nell’area alpina”, organizzato dalla Provincia autonoma di Trento in conformità a quanto previsto dalla Convenzione Europea del Paesaggio e come stabilito dalla Legge Urbanistica provinciale n. 15/2015, è stato curato dall’Osservatorio del Paesaggio trentino con la Tsm-step Scuola per il Governo e del Paesaggio.

Hanno concorso 107 candidature. Il Premio si è strutturato come una selezione di opere, progetti e iniziative realizzati nel territorio definito dalla Convenzione delle Alpi, che hanno saputo esprimere obiettivi di elevata qualità paesaggistica e sostenibilità ambientale. La “selezione” ha riguardato tre distinti ambiti tematici: “programmazione, pianificazione e iniziative gestionali”, “segni nel paesaggio”, “cultura, educazione e partecipazione”. Una Giuria internazionale, presieduta dal direttore dell’Osservatorio del paesaggio della Catalogna Joan Nogué, ha valutato gli interventi e le iniziative candidate con riferimento particolare agli aspetti relativi all’innovazione e alla sostenibilità, al valore esemplare, alla partecipazione e alla sensibilizzazione.

Sul podio. Il primo premio per l’ambito tematico “programmazione, pianificazione e iniziative gestionali” è andato al comune piemontese di Ostana con il progetto “Ostana. Ritorno e sviluppo consapevoli”. Arriva dalla Slovenia il progetto “Nordic Ski Center Planica” dello Studio AKKA che si è aggiudicato l’ambito “Segni del paesaggio”. L’iniziativa transfrontaliera “Usage del Territorio” dell’Ordine degli Architetti P.P.C. della provincia di Cuneo ha vinto invece la sezione dedicata alle iniziative culturali ed educative.

Raccolta di buone pratiche. All’incontro interverranno Giorgio Tecilla, direttore dell’Osservatorio del Paesaggio, Gianluca Cepollaro, direttore di tsm-step Scuola per il Governo e del Paesaggio e il presidente dell’Associazione Landscapefor Paolo Castelnovi. Le conclusioni dell’evento saranno di Carlo Daldoss, Assessore alla Coesione territoriale, Urbanistica, Enti locali ed Edilizia abitativa della Provincia autonoma di Trento. Il Premio ha permesso la raccolta di buone pratiche, localizzate nell’arco alpino, per costruire un repertorio di esperienze diverse, dai progetti di trasformazione del territorio ad azioni educative e di sensibilizzazione, che costituiscono dei riferimenti per la valorizzazione del paesaggio.

Fonte: Servizio Stampa tsm-step Scuola per il Governo e del Paesaggio

12-13 maggio 2016, il festival del cinema di montagna scende a valle con proiezioni gratuite a Verona

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“Padrone e sotto” (Menzione speciale della giuria Film Festival della Lessinia 2015) di Michele Cirigliano, ambientato in Basilicata

Due date, giovedì 12 e venerdì 13 maggio, e un programma di cinema e musica, sono gli ingredienti del Film Festival della Lessinia a Verona. Da Bosco Chiesanuova, nel cuore della montagna veronese, la rassegna cinematografica internazionale dedicata ai film di montagna, arriva a far tappa in riva all’Adige, con ingresso libero e gratuito a tutti gli eventi in programma, per offrire agli appassionati della settima arte una ricca selezione di film premiati nel corso dell’edizione 2015, in attesa della 22a edizione che si terrà dal 20 al 28 agosto.

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Documentario “Sui miei passi, viaggio nell’altro Afghanistan” di Eloise Barbieri.

Giovedì 12 maggio l’Aula Magna del Silos di Ponente del nuovo Polo universitario Santa Marta, in Via Cantarane 24, si trasforma in sala proiezioni. Alle 18.30 la visione inizia con “Nous saluerons la lune – Noi saluteremo la luna” (Premio Speciale del Curatorium Cimbricum Veronense 2015), opera prima della regista francese Camille Chaumereuil. Ambientato nel cuore dei monti Talish, in Azerbaigian, narra di Pokuza: sorda, non è mai andata a scuola, comunica con il linguaggio dei segni e sogna di sposarsi. A seguire “Sui miei passi, viaggio nell’altro Afghanistan” di Eloise Barbieri. Documentario girato oltre i 4 metri, tra le terre alte del Wakhan: qui vive il popolo nomade dei Kirghisi, genti al riparo dall’influenza e dai cambiamenti imposti dalla modernità. Alle 21 il grande schermo si riaccende con le immagini del cortometraggio “Mleczny brat – Fratello di latte” (Lessinia d’Argento per la migliore regia 2015), produzione armeno-polacca del regista Vahram Mkhitaryan. È la vicenda del giovane Seto, cresciuto in un villaggio dell’Armenia, e della sua amicizia con un agnellino. Di seguito, “Padrone e sotto” (Menzione speciale della giuria) di Michele Cirigliano. Film ambientato in Basilicata, dove le relazioni tra uomini si tessono attorno ad un tavolo, con le carte tra le mani e un bicchiere di vino.

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Hvalfjordur – Il fiordo della balena” (Premiato dalla Giuria del Carcere di Verona 2015 al Film Festival della Lessinia) di Guðmundur Arnar Guðmundsson

Diversa è la location, venerdì 13 maggio, a fare da sfondo ad altre proiezioni cinematografiche ed esibizioni di musica dal vivo. Dalle 19 il Film Festival della Lessinia si sposta negli spazi di Porta Palio con l’apertura dell’Osteria del Festival in cui degustare taglieri di formaggio Monte Veronese Dop e salumi della Lessinia accompagnati da calici di vino Bertani. Ad aprire la serata, alle 21, il concerto “In a gipsy mood” di Alessandro Terron, Davide Veronese e Davide Vincenzi. Alle 22 ancora cinema, con la visione del corto “Hvalfjordur – Il fiordo della balena(Premiato dalla Giuria del Carcere di Verona 2015) di Guðmundur Arnar Guðmundsson, girato nella brughiera brulla di un remoto fiordo islandese circondato da montagne per descrivere il legame tra due fratelli. Di seguito, “Tau seru – Piccolo campo dorato” (Premio per il miglior cortometraggio 2015) del regista australiano Rodd Rathjen in cui un giovane pastore dell’Himalaya immagina un mondo migliore e prende spontaneamente la decisione di cambiar vita. Dalle 22.30, Dj set con Andrea Brignoli.

Organizzatori. La due-giorni è organizzata dall’associazione Film Festival della Lessinia con l’Università degli Studi di Verona, grazie al sostegno di Cantine Bertani, Fimauto, Cassa Rurale Bassa Vallagarina. Prosegue così la collaborazione tra il Festival di Bosco Chiesanuova e l’Ateneo scaligero cui spetta, dallo scorso anno, l’organizzazione del ciclo di incontri letterari Parole Alte. “Convinta dell’alto valore culturale della manifestazione – spiega Adriana Cavarero, delegata alla Comunicazione dell’Ateneo – nonché della sua indiscussa dimensione culturale, l’Università di Verona è ben lieta di rinnovare la sua collaborazione con il Film Festival Lessinia. Siamo contenti che i pensieri e le immagini “alte” della montagna scendano da noi e portino il loro respiro nelle nostre aule». «È un privilegio per il Film Festival della Lessinia consolidare la collaborazione con l’Università di Verona ed essere ospitati nella prestigiosa sede del nuovo Polo di Santa Marta» dichiara il direttore artistico Alessandro Anderloni. «Molti sono gli spettatori veronesi che frequentano la rassegna a fine agosto. Ora vogliamo portarlo nel cuore della città, per dire che questo è il Film Festival della montagna di Verona. In più di vent’anni di storia, siamo diventati punto di riferimento nazionale per la cinematografia di montagna. Lo dimostra il sostegno che il Ministero dei beni e le attività culturali e il turismo ha concesso al festival a partire dal 2015. L’evento di maggio sarà il primo di un programma di iniziative che organizzeremo a Verona e nei paesi della provincia».

Fonte: Servizio Stampa Film Festival della Lessinia

Foresta del Cansiglio (BL-TV), nuova gestione del Rifugio Casa Vallorch

Sentieri del Cansiglio (foto Veneto Agricoltura)

Sentieri del Cansiglio (foto Veneto Agricoltura)

Novità 2016 per il bosco del Cansiglio (BL-TV): il rifugio escursionistico Casa Vallorch, che è anche Centro di animazione rurale e di Educazione Naturalistica, ha una nuova gestione. Si tratta dell’Associazione “Lupi Gufi e Civette”, già operante in Cansiglio da alcuni anni nel campo della didattica in ambiente, che avrà il compito di animare la struttura e proporre ai visitatori della serenissima foresta, grandi e piccoli, attività escursionistiche e di soggiorno in ambiente.

Le attività previste. La struttura è sita all’interno della foresta demaniale regionale del Cansiglio, gestita da Veneto Agricoltura, che da tempo vi ha avviato iniziative di animazione rurale, ovvero facendone un luogo di attività didattiche, educazione naturalistico ambientale, informazione turistica, etc.  È anche punto di riferimento del territorio grazie alla presenza di una sala polifunzionale per laboratori e conferenze e alla sua ubicazione facilmente raggiungibile, a ridosso della foresta. Recentemente, e soprattutto dopo la classificazione come Rifugio escursionistico, Casa Vallorch si è anche aperta al vasto pubblico di visitatori della foresta, fornendo un punto di appoggio per escursioni in ambiente in tutte le stagioni dell’anno. La proposta progettuale formulata dall’Associazione “Lupi Gufi e Civette” e vincitrice in seguito a procedura pubblica avviata dall’Azienda regionale, prevede l’attivazione di un ricco programma didattico con le scuole, di escursioni nelle varie stagioni, di scoperta del territorio rurale, oltre alla realizzazione di soggiorni dedicati alla scoperta della natura e alla pratica dello sport in ambiente. Attività prenotabili fin d’ora, i riferimenti sono i seguenti: per Laboratori didattici, soggiorni estivi ed invernali e per il Rifugio escursionistico Casa Vallorch: Franca, 349.0946001; per didattica ed escursioni: Daniela, 334.2805960.

Fonte: Veneto Agricoltura

Montagna protagonista dell’edizione 2015 del Presepio Artistico di Segusino (Tv). Apertura straordinaria il 13 dicembre, poi da Natale al 7 febbraio 2016.

Presepio Segusino

“Descargar montagna”, Presepio Artistico di Segusino (TV)

(di Marina Meneguzzi) “Descargar montagna“, ossia la discesa al piano del bestiame dopo l’alpeggio, è il tema che caratterizza l’edizione 2015 del Presepio Artistico di Segusino, borgo a cavallo tra le province di Treviso e Belluno rinomato, soprattutto, per la produzione del formaggio “s-céch“.

Presepio Segusino particolare 2014 1Un presepe che attira ogni anno oltre ventimila visitatori. Allestito su una superficie di 100 mq vicino alla chiesa parrocchiale, il Presepio è progettato e realizzato con passione e cura certosina dall’Associazione Parrocchiale Amici del Presepio. La struttura del presepe consta di 5 scene, di cui 2 variano di anno in anno, in modo da offrire ai tanti visitatori una rappresentazione sempre diversa. A spiegare la scelta “verde” del tema di quest’anno è Carlo Stramare, presidente dell’Associazione.

Presepio Segusino particolare 2014 2

Presepio Artistico di Segusino, particolare

Vivere in pendio, fa differenza. “L’idea di inserire nel Presepio Artistico delle scene dedicate alla montagna risale all’anno scorso. Ad avvalorare la nostra decisione, c’è stata nel frattempo la fortunata coincidenza dell’uscita del libro “Vivere sull’èrt” (Vivere in pendio), scritto dal segusinese Mariano Lio. I due progetti, nati separati ed ignari l’uno dell’altro, per una pura fatalità si sono incrociati nel corso dell’anno, dando luce e risalto al tema della vita in montagna. Che, per il paese di Segusino, può definirsi più che mai attuale. Nel suo libro, Mariano racconta in modo dettagliato le fatiche e i momenti che scandivano la vita dei contadini segusinesi. Ci è sembrato importante, dunque, ricordare l’umile vita quotidiana di 40-50 anni fa, quando l’industria dell’occhiale non faceva ancora parte del vissuto della nostra gente. Soprattutto, volevamo lanciare un messaggio teso alla valorizzazione, anzi alla ri-valorizzazione del nostro territorio e dei suoi prodotti, per raccontare ai più giovani – e per ricordare a coloro che non lo sono più – come sia sempre stata la Natura a dettare i  tempi all’uomo e non viceversa“.

S-cek Segusino Foto Marina Meneguzzi

formaggio s-céch Segusino (foto Marina Meneguzzi)

S-céch, retaggio della tradizione della transumanza. “Proporre la smonticazione, quindi, è un modo per ricordare uno degli eventi più importanti di un tempo per un contadino, che in Primavera migrava “dal pian verso l’ért” (dalla pianura alla montagna) e viceversa in Autunno.  La migrazione non avveniva in un unico giorno, ma per fasi, e lungo questo lento “migrare”, si cercava di far fruttare una delle poche fonti di reddito di allora, il latte (e i suoi derivati) prodotto dalle mucche al pascolo. Dal “descargar montagna“, è rimasto nella tradizione segusinese d’oggi il formaggio s-céch, un formaggio tenero, ottenuto dal latte non cotto (solo 35-37 °C) e che veniva prodotto per essere consumato in giornata o al massimo entro il giorno dopo”.

1 Presepio Segusino Natività 2013

Presepio Artistico di Segusino, Natività 2014

Le due nuove scene. “Oltre alla scena della smonticazione, quest’anno abbiamo ambientato in montagna anche la scena della Natività. Abbiamo voluto simbolicamente far nascere Gesù all’interno di una grotta naturale di mezzacosta, con Maria e Giuseppe che, trascorsi i cento giorni in malga,  rientrano lentamente al paese, con mucche e malgari al seguito, fortificati dall’esperienza vissuta in montagna”. Apertura straordinaria il 13 dicembre. Il Presepio Artistico sarà visibile al pubblico tutti i pomeriggi da Natale fino al 7 febbraio 2016, e nei giorni festivi anche al mattino. Ma la novità del 2015 è che il 13 dicembre, in occasione della sagra di Santa Lucia (patrona di Segusino), il presepe sarà in apertura straordinaria.

SegusinoTra visite guidate in pulmino e “pedonate”, si assiste alla produzione dello s-céch. Il Presepio Artistico rientra nell’ambito del variegato programma “Alla Scoperta dei Presepi e dei Borghi di Segusino“, frutto della collaborazione tra associazioni, gruppi spontanei di borgata e singoli volontari. Tra gli eventi da sperimentare, segnaliamo le visite guidate in pulmino ai borghi di Riva Secca e Riva Grassa, in calendario domenica 27 dicembre, domenica 3 e domenica 10 gennaio, mentre domenica 17 gennaio ci sarà la 2^ pedonata per i borghi di Segusino con arrivo a Stramare, dove si potrà assistere in diretta alla produzione del formaggio, secondo le antiche ricette dei malgari. Il 7 febbraio 2016 è in programma anche il pranzo parrocchiale con un menù a base di prodotti della montagna (solo su prenotazione, da Natale in poi). Info eventi:  tel. 334.3797867 Facebook: Presepio Segusino.