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Aperto fino al 3 settembre il bando regione Veneto finalizzato a sostenere i sistemi di prevenzione per la razzia di bestiame da parte del lupo

Seicento metri lineari di recinzione e duemilaquattrocento metri di filo elettrificato sono stati installati ieri dai tecnici della Regione Veneto insieme ai volontari della sezione Grandi Carnivori del CAI Veneto a Malga Campo Cavallo, nella piana di Marcesina, in comune di Enego, per proteggere il gregge dell’azienda Cortese Denis dalle predazioni del lupo. Si tratta dell’ottavo intervento della Direzione Agroambiente Caccia e Pesca della Regione Veneto, in accordo con la Spettabile Reggenza dei Sette Comuni e con il supporto del CAI, a tutela degli allevatori che portano il loro bestiame d’estate nelle malghe dell’Altopiano di Vicentino.

Doppio recinto. Nella notte del 31 luglio scorso il branco di predatori aveva fatto strage di 43 pecore a Malga Campo Cavallo, cogliendo l’opportunità di assalire il gregge del Cortese il quale era stabulato all’interno di una adeguata recinzione mobile fornita in comodato d’uso gratuito dalla Regione Veneto, ma che non rispettava i parametri minimi di elettrificazione. All’indomani, nel corso del sopralluogo tecnico per accertare l’entità del danno, il responsabile dell’unità della Regione Veneto distaccata presso l’Unione montana dei comuni dell’Altopiano, Emanuele Pernechele, ha consigliato all’allevatore di installare una recinzione semi-permanente nei pressi della malga per una lunghezza complessiva di circa 600 metri e con almeno 4 ordini di filo, offrendo gratuitamente materiale, supporto tecnico e logistico. “All’interno di questo perimetro – spiega Pernechele, che, assieme al tecnico incaricato dalla Regione Manuele Panozzo, ha diretto i lavori di installazione – l’allevatore andrà a stabulare le pecore durante la notte che a loro volta saranno rinchiuse in un recinto mobile: ci sarà quindi un doppio recinto, per evitare non solo che i lupi si avvicinino pericolosamente alle pecore, ma anche l’effetto trappola che uno spazio chiuso può ingenerare in un gregge impaurito dalla presenza del lupo”.

La Regione Veneto ha fornito reti, pali in vetro resina, filo elettrificato ed elettrificatore con pannello solare e tutti gli accessori in comodato d’uso gratuito, fino al termine della stagione di monticazione. L’allevatore invece si è procurato la batteria e ha messo a disposizione i pali di legno già presenti in loco e l’attrezzatura necessaria. Al termine delle operazioni di installazione delle recinzioni, l’impianto di elettrificazione è stato messo in funzione, consentendo fin da subito l’ingresso delle pecore nell’area di pascolo protetta. “Di fronte alla minaccia arrecata dal lupo alle attività di pascolo e di allevamento all’aperto – dichiara l’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan – la Regione sta assicurando non solo il pieno indennizzo dei capi vittime delle predazioni, ma soprattutto pronta assistenza ad allevatori e pastori. In 8 casi su 10 gli attacchi del lupo hanno preso di mira bestiame privo di qualsiasi tipo di protezione oppure contenuto in recinti inefficienti o realizzati in modo inadeguato. Per questo la Regione sta intervenendo, con i propri tecnici e con proprie risorse, per installare protezioni idonee e aiutare gli allevatori ad adottare tutte le strategie di prevenzione a difesa dell’attività delle 700 malghe presenti nel territorio regionale e della sopravvivenza dell’economia montana”.

Finanziamenti. La Regione Veneto ha stanziato quest’anno 200 mila euro per gli indennizzi agli allevatori colpiti, ha portato a 160 mila euro il fondo per finanziare interventi di prevenzione, come i recinti elettrificati e i dissuasori acustici, e sta sperimentando, prima in Europa, il progetto di barriere virtuali per esemplari geolocalizzabili mediante radiocollare. Inoltre, mette a disposizione un milione di euro del Programma di sviluppo rurale per sostenere al 100%, le spese degli allevatori per recinzioni mobili, semipermanenti e fisse, dissuasori acustici e sistemi di allarme. Sulla base dei parametri minimi stabiliti dalla Regione, sarà l’allevatore stesso a scegliere la tipologia degli strumenti di prevenzione da acquistare a seconda delle caratteristiche del suo pascolo, alpeggio ed allevamento. Per sostenere questa scelta sarà guidato dai tecnici esperti della Regione Veneto. Il bando per presentare domanda di finanziamento (Misura 4.4.3) resta aperto sino al 3 settembre.

Sabato 10 agosto 2019, in Cansiglio si visita il Giardino botanico alpino e s’impara il potere curativo di alcune piante care a Santa Hildegarda

Sabato 10 agosto, alle ore 15, l’Associazione Naturalistica Lorenzoni – Amici del Giardino botanico alpino in Cansiglio, organizza un incontro con l’erborista Carlo Signorini che parlerà dell’eclettica personalità di Santa Hildegarda.

Programma. Dopo alcuni cenni storici dell’epoca (XI sec.), seguiranno una breve storia della Badessa e del suo pensiero, più che mai attuale – visione unitaria del Creato, ricerca della bellezza universale, conoscenza della medicina naturale, pratica dell’alimentazione curativa – ed una personale riflessione di Signorini sull’attuale momento storico, sociale e climatico, una descrizione di alcune “Erbe Sante” ed una breve visita al Giardino botanico. Contributo di partecipazione 10 €, comprensivo del biglietto di entrata al Giardino. L’evento si terrà anche in caso di maltempo in quanto si svolge prevalentemente al coperto.

Il relatore. Carlo Signorini (nato nel 1946), è erborista diplomato all’Università degli Studi di Pisa. Vive in Trentino, in un piccolo paesino della Val di Fiemme. Trascorre la sua vita dedicandosi con passione a piante, erbe e a tutto ciò che esprime natura. La sua scelta di vita è dedicata a coltivare il semplice con l’intento di trasmettere, condividendolo con gli altri, la serenità che infonde ogni luogo quando è lasciato esprimersi nel suo essere selvatico. È studioso di leggende delle Dolomiti e del territorio Trentino, e scrive articoli su alcuni giornali locali. È autore di diverse pubblicazioni.

23 marzo 2019, al rifugio Bertagnoli a Crespadoro (VI) si festeggiano i 60 anni de “Il Signore delle cime”, scritto da Bepi De Marzi, premio Argav 2011

Bepi De Marzi, premio ARGAV 2011

Appuntamento imperdibile per gli amanti della montagna e gli appassionati dei canti che celebrano le nostre vette, ma non solo, sabato 23 marzo (ore 10:00) al Rifugio Bepi Bertagnoli, posto a 1.225 msl nella Foresta demaniale regionale di Giazza a Crespadoro (Vi), gestita da Veneto Agricoltura.

Per celebrare i 60 anni della composizione della famosissima “Il Signore delle cime” (per i pochi che non la conoscessero vedi questo video: https://bit.ly/2UKwYFU), scritta dal Maestro Bepi De Marzi, fondatore del Coro “I Crodaioli”, premio Argav 2011, è stata programmata una cerimonia – organizzata dal Comune di Crespadoro, il CAI di Arzignano cui Veneto Agricoltura ha dato in gestione il Rifugio, e la stessa Agenzia regionale -, con diversi momenti significativi. Innanzitutto, sulla facciata del “Bertagnoli” verrà scoperta una targa che ricorda proprio i 60 anni dalla realizzazione del più famoso canto di montagna, “Il Signore delle cime”, scritto da un 23enne Bepi De Marzi in memoria della prematura scomparsa dell’amico Bepi Bertagnoli, travolto da una slavina sulle Piccole Dolomiti il 7 aprile 1951. La cerimonia inizierà alle ore 10:00 con la Santa Messa, seguita dalla scopertura della lapide che sarà posta sulla parete del Rifugio e da un concerto del Coro “I Crodaioli” diretti da Bepi De Marzi. Al termine ci sarà la possibilità di una sosta per rifocillarsi. A dire il vero oltre al 60°, si potrebbe festeggiare anche un 50°, in quanto i Crodaioli eseguirono come tali “Il Signore delle cime” solo nel 1969. Ricordiamo infine che il Rifugio Bertagnoli, come detto di proprietà di Veneto Agricoltura, è stato inaugurato nell’autunno del 1958 dall’allora Ministro Mariano Rumor; fu proprio in quell’occasione che gli amici dello sfortunato scalatore, che avevano formato un piccolo coro come CAI di Arzignano guidato proprio da Bepi De Marzi, eseguirono per la prima volta il canto “Il Signore delle cime”.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

8 dicembre 2018, le azioni solidali di Asiago Dop e Coldiretti Veneto verso la montagna veneta ferita dall’uragano

Il Governo ha dato il buon esempio scegliendo un albero schiantato della Val Visdende per abbellire Palazzo Chigi, ma molti italiani potranno fare altrettanto oggi, 8 dicembre, adottando un abete dell’Altopiano di Asiago in vendita nel mercato coperto di Campagna Amica di Vicenza (Contrà Cordenons 4) e, in via straordinaria, a Malo, nella cantina sociale Val Leogra. L’iniziativa #adottaunalbero, promossa in collaborazione con Federforeste e Pefc, offre la possibilità di ridare una seconda vita alle piante atterrate dall’uragano.

#comprabellunese. Sempre oggi, all’ex Arsenale di Verona, sarà allestito il “Villaggio solidale” Coldiretti con bancarelle di tipicità regionali animate dagli agricoltori di tutte le province, con spazio apposito per l’attività didattica dedicata ai più piccoli. Obiettivo: raccogliere fondi a favore del ripristino delle aree boschive e la ripresa delle attività delle fattorie dell’Altopiano di Asiago e quelle del Cansiglio, Agordino e Cadore interessate dalle recenti calamità.

Insieme per le malghe, i pascoli, i boschi dell’altopiano di Asiago. Contribuire a salvaguardare il futuro delle malghe e dei pascoli dell’Altopiano di Asiago duramente colpiti dalla tempesta del 29 ottobre scorso è l’obiettivo anche del Consorzio tutela formaggio Asiago che, per le festività natalizie, destinerà l’intero ammontare dei tradizionali donativi all’Unione Montana “Spettabile Reggenza dei Sette Comuni”, l’ente preposto al censimento dei danni, alla programmazione delle azioni di messa in sicurezza delle malghe di proprietà comunale e al ripristino di una condizione sufficiente per la pratica della monticazione, a partire dall’estate prossima. In contemporanea, dall’8 dicembre 2018 all’8 gennaio 2019, il Consorzio di tutela lancia, sulla propria piattaforma on line un’iniziativa aperta a tutti: per ogni chilogrammo di Asiago DOP acquistato, il Consorzio donerà un euro al progetto, così da concorrere, tutti insieme, al medesimo risultato.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto e Verona/Consorzio tutela Asiago Dop

21 settembre 2018, a Trento il convegno “Open 2020: turismo accessibile in montagna”

Venerdì 21 settembre 2018, dalle ore 09.00 alle ore 17.30, si svolgerà a
Trento, nella sala Federazione Trentina della Cooperazione (via Segantini 10) il convegno “Open 2020: Il Turismo Accessibile in Montagna“, organizzato da Tsm-Accademia della Montagna.

La cultura dell’accessibilità patrimonio dell’intera comunità. L’incontro ha l’obiettivo di informare e diffondere conoscenza sul turismo accessibile in montagna presentando progetti, esperienze e buone pratiche provinciali e nazionali. Il turismo accessibile coinvolge istituzioni e operatori di diversi settori che caratterizzano un territorio; proporsi come destinazione turistica accessibile aumenta la competitività e ha riscontri interessanti sia in termini economici che sociali. Per raggiungere questo risultato è necessario che un territorio nel suo insieme condivida e si metta in moto per creare una destinazione in cui tutti possano vedere soddisfatta la loro motivazione di vacanza.

Cinque sessioni. Questi aspetti saranno trattati durante le sessioni del convegno: 1) Trentino, un territorio impegnato per la qualità dell’offerta turistica accessibile; 2) Soddisfare la domanda di turismo accessibile in montagna; 3) Politiche e buone pratiche europee per il turismo rivolto alle persone con disabilità; 4) Accedere al sublime: la montagna come opportunità di connessione sociale; 5) Città e territori: progettare accessibile. Il convegno è rivolto a persone disabili, amministratori, tecnici, geometri, architetti e ingegneri, studenti e operatori turistici, universitari, associazioni di categoria, associazioni sociali, professionisti della montagna (guide alpine, maestri di sci, accompagnatori di media montagna, guide turistiche), direttori di musei e di strutture culturali e sportive. Al convegno è preente il servizio di traduzione LIS per non udenti. Riconoscimento di 7CFP-Crediti Formativi Professionali agli architetti appartenenti all’Ordine degli Architetti della Provincia di Trento. Iscrizioni: www.open2020.it

Fonte: Servizio stampa Tsm

‏Montagne vere e cime immaginarie al XXIV Film Festival della Lessinia, al via dal 24 agosto a Bosco Chiesanuova (VR)

Suleiman Gora – Still (Film Festival della Lessinia)

‏Saranno le montagne vere e quelle immaginarie le protagoniste della XXIV edizione del Film Festival della Lessinia che si svolgerà a Bosco Chiesanuova (Verona) dal 24 agosto al 2 settembre 2018.

Montagna immaginaria tema dell’edizione. Dieci giorni di proiezioni sul grande schermo del Teatro Vittoria e un articolato programma di eventi sia cinematografici che culturali: gli attesi Caffè con i registi che raggiungeranno la Lessinia per incontrare il pubblico, la programmazione pensata per bambini e ragazzi FFDL+; gli incontri letterari di Parole Alte organizzati con l’Università degli Studi di Verona; la possibilità di scegliere tra escursioni guidate, mostre tematiche, laboratori didattici, concerti nella Piazza del Festival; e ancora letture alla Libreria della Montagna e i momenti conviviali da assaporare negli spazi dell’Osteria del Festival. Numerosi gli appuntamenti, annodati dal filo rosso dell’omaggio tematico dell’edizione 2018: la montagna immaginaria

I film. La rassegna cinematografica, ancora una volta sotto la direzione artistica di Alessandro Anderloni, prenderà il via il 24 agosto con l’anteprima italiana di Retablo del regista peruviano Alvaro Delgado Aparicio. Un altro evento speciale, a chiusura della manifestazione, ricorderà il maestro del cinema Ermanno Olmi con la visione di uno dei suoi capolavori, L’albero degli zoccoli. Nel mezzo, una carrellata di opere cinematografiche internazionali: 63 film provenienti da 37 Paesi del mondo (il più alto numero finora raggiunto) selezionati tra oltre 500 pellicole visionate. Saranno 23 le anteprime italiane; tra queste, 24 animazioni e cortometraggi di FFDL+, il “festival nel festival” per bimbi e adolescenti. Vita, storia, tradizioni delle terre alte e lontane girate tra Bhutan, Nepal, Taiwan, Kirghizistan ed Estonia. Significativa sarà la rappresentanza sudamericana con proiezioni giunte in Lessinia da Brasile, Perù, Venezuela, Bolivia. Non mancheranno proposte da Giappone, India, Canada e America oltre che da quasi tutti gli Stati dell’Europa. Da qui proverranno alcuni dei registi presenti al Festival, grazie anche al Gruppo Fimauto BMW che è partner della mobilità.

‏I premi. Ad assegnare la Lessinia d’Oro, la Lessinia d’Argento e gli altri riconoscimenti sarà una giuria internazionale composta da Daniel Burlac (Romania), Massimiliano De Serio (Italia), Stefan König (Austria), Montserrat Guiu (Spagna), Elena Negriolli (Italia). Torna il Premio del Pubblico Cantine Bertani che gli spettatori del Festival assegnano al film da loro stessi votato. Per il settimo anno la Giuria Microcosmo dei detenuti della Casa Circondariale di Verona attribuirà il proprio premio speciale a uno dei film in concorso. La giuria Log To Green Movie Award selezionerà la miglior opera sui temi dell’eco-sostenibilità. Così i più piccoli, che sceglieranno la loro animazione preferita per il Premio dei bambini.

In Concorso, la sezione principale del Festival della Lessinia, saranno 27 le opere cinematografiche. Una panoramica ricchissima per generi, luoghi di provenienza e tematiche trattate: dal lungometraggio di apertura, Retablo, che affronta una storia di pregiudizio e violenza contro le persone omosessuali in un’isolata enclave di montagna, al documentario The Remnants sui cercatori di residui bellici in Laos. Interessante sarà la selezione dei lungometraggi, con opere prime come il visionario Kratki izlet del croato Igor Bezinović e il “road movie” dal Kirghizistan Suleiman gora della giovane Elizaveta Stishov. E stimolante sarà il programma dei cortometraggi con il ritorno in concorso dell’animazione nell’evocativo La Tigre de Tasmania di Vergine Keaton e Die Herberge di Ulu Braun, un surreale ritratto della montagna di ieri e di oggi. Cinque saranno i cortometraggi documentari, tra cui il cinese Guan sui monaci-pastori tibetani, mentre dalla Grecia arriverà il potente 8th Continent che interroga su una montagna di giubbotti di salvataggio arancioni: quelli utilizzati nel salvataggio dei migranti. Da segnalare inoltre il ritorno, dopo qualche anno di assenza, del grande documentario naturalistico con Sengirè di Mindaugas Survila, straordinario ritratto del microcosmo animale e vegetale di una foresta lituana.

‏Retrospettiva. Dagli albori della civiltà, la montagna è catalizzatore di simboli e allegorie. Dall’Olimpo all’Ararat, passando per il Monte Meru, Kunlun e la Sierra de la Plata, fino al Purgatorio dantesco e al Monte Carmelo: cime favolose e monti immaginari hanno popolato le nostre narrazioni, tracciando una mappa altimetrica che spesso non trova riscontro sul planisfero conosciuto. Il Cinema, spesso mutuando dalla letteratura, ha ritagliato nella pellicola i profili di queste montagne. La retrospettiva La montagna immaginaria li percorre, a partire dal film d’esordio di Leni Riefenstahl nel 1932, La bella maledetta (Das blaue Licht), con l’ascesa all’inaccessibile e immaginaria vetta del Monte Cristallo e alla misteriosa luce azzurra che da esso emana. Cinque anni più tardi, ispirandosi all’omonimo libro di James Hilton, Frank Capra realizza Orizzonte perduto (Lost Horizon), contribuendo alla diffusione popolare del mito di Shangri-La, la mitica città del benessere nascosta tra le vette dell’Himalaya. Sempre da una fascinazione letteraria, il Monte Analogo di René Daumal, Alejandro Jodorowsky partorisce La montagna sacra (La montaña sagrada), un grandioso affresco psichedelico in cui alchimia, esoterismo e psicoanalisi si fondono. L’Oriente e la cultura religione shintoista riconoscono uno spirito divino alle terre alte. Al cinema, Hayao Miyazaki riprende tale visione in opere come Principessa Mononoke (Mononoke-hime) con il giovane principe Ashitaka che si unisce a una ragazza-lupo per difendere l’incontaminata montagna del Dio cervo. Kinoshita, nel 1958, realizza il capolavoro La leggenda di Narayama (Narayama bushiko) dove si narra dell’anziana vedova Orin e di suo figlio Tatsuhei, che dovrà accompagnarla sulla cima del mistico monte Narayama per abbandonarla al suo destino. All’anima dei luoghi guarda pure la serie televisiva inaugurata nel 1990, Twin Peaks, con gli immaginari boschi tra le “due vette” sorti dagli incubi di David Lynch e Mark Frost.

‏Parole alte. L’idea di una montagna immaginaria e inesistente sarà percorsa negli incontri letterari Parole Alte che il Festival organizza in collaborazione con l’Università degli Studi di Verona. Ma ad aprire e chiudere il ciclo di incontri saranno rispettivamente un ricordo sui cento anni dalla Grande Guerra, nella Ballata senza nome di Massimo Bubola (24 agosto), e un omaggio a dieci anni dalla morte di Mario Rigoni Stern (1 settembre) con Giuseppe Mendicino. Alle montagne sacre nell’Ebraismo guarderà l’incontro con la scrittrice Elena Loewenthal per tracciare una mappa storico-geografica, dal Sinai al Monte Moriah dove Abramo sacrificò Isacco e al Monte Nebo dove morì Mosè, intorno all’idea dell’altezza come luogo di particolare connessione fra Dio e l’uomo. Il linguista Andrea Moro arriverà in Lessinia per presentare Il segreto di Pietramala in dialogo con Alessandra Tomaselli. Al Monte Analogo sarà dedicata la conferenza-concerto del compositore Michele Lobaccaro, fondatore dei Radiodervish, con canzoni originali liberamente ispirate al romanzo di René Daumal. Della montagna invisibile parlerà invece lo speleologo Francesco Sauro intrecciando le sue esplorazioni sui Monti Tepui a partire dalle suggestioni de Il mondo perduto raccontato da Sir Arthur Conan Doyle. Lo scrittore Stefano Salzani e la filosofa Adriana Cavarero saliranno metaforicamente le balze de Il libro delle nove rupi, testo medievale in versi che dice degli abitanti delle nove rupi dell’orrida montagna che sovrasta il mondo. Tra i protagonisti lo stesso Alessandro Anderloni, affiancato da Mario Allegri, in un appuntamento dedicato al Purgatorio di Dante.

Mostre. All’omaggio tematico del Festival sarà dedicata in Sala Olimpica la mostra Le montagne immaginate dai bambini della Pinacoteca Internazionale dell’Età Evolutiva “Aldo Cibaldi” che esporrà i disegni, raccolti dagli anni Sessanta ad oggi, in cui bambini di tutto il mondo ritraggono la loro idea di terre alte. Nel nuovo Centro Socio Culturale troverà spazio Såm – Seme: esplorazione visiva della Lessinia da parte sette artisti (Paola Fiorini, Davide Galandini, Nicolò Lucchi, Emanuele Brutti, Chiara Bandino, Francesco Biasi e Ana Blagojevic) sotto la curatela di Steve Bisson, fondatore della piattaforma Urbanautica. Såm (in lingua cimbra seme) nasce in collaborazione con Fonderia 20.9, contenitore espositivo e laboratorio sulla fotografia contemporanea. Durante il Festival, il fotografo francese Mathieu-Bernard Reymon curerà il workshop di fotografia contemporanea “Possible Landscapes” organizzato da Landscape Stories.

‏Piazza del festival. Aperta tutti i giorni, di fronte al Teatro Vittoria, ospiterà la Libreria della Montagna allestita da Bussinelli Editore, nonché il bar e la tavola calda “Lo Scrigno del Buongustaio” oltre all’enogastronomia con i formaggi Dop della montagna veronese del Consorzio Monte Veronese e i vini delle Cantine Bertani. Novità saranno le tre serate di Lessinia Gourmet, proposte in collaborazione con AltaLessinia. Otto ristoratori della Lessinia proporranno piatti esclusivi con i prodotti della montagna veronese, abbinati ai vini Bertani, in collaborazione con Slow Food Verona, negli spazi dell’Osteria del Festival rinnovati grazie a Lambertini e Ceramiche Benedetti. Abbonamenti in vendita al Teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova (piazza Marconi, 1). Il programma completo del festival è consultabile sul sito www.ffdl.it.

Fonte: Servizio stampa Film Festival della Lessinia

La selvaggia Val Montina diventa più accessibile grazie a un ponte tibetano e alla riqualificazione della casera, la cui gestione sarà presto oggetto di un bando pubblico

Nelle Dolomiti venete, racchiusa tra due dorsali – quella che parte dal Monte Duranno ad ovest e l’altra che muove ad est da Cima dei Frati -, nel territorio del comune di Perarolo di Cadore (BL) si trova la Val Montina, demanio forestale regionale e per questo gestita da Veneto Agricoltura.

Prima valle dell’arco alpino europeo a rientrare nell’area Wilderness. È un’area di difficile accesso, quindi ancora selvaggia, tanto che dal 1994, prma tra quelle dell’arco alpino europeo, è stata “nominata” Area Wilderness. Un’azione di grande valore, concertata allora tra Regione (Azienda regionale Foreste) e Comune, un riconoscimento internazionale che va dove l’ambiente selvaggio è tutelato e le risorse naturali protette.

Le nuove strutture. Grazie ad alcuni fondi regionali, Veneto Agricoltura ha avviato la sistemazione della Casera Val Montina, splendido fabbricato difficilmente raggiungibile ma storico per quell’area, azione giunta ormai al termine. Era però difficile pensare ad una sua completa fruizione senza servizi, ormai irrinunciabili come l’acqua e l’energia elettrica, oltre ad un sentiero fruibile senza troppe difficoltà. Tra Comune e Agenzia regionale si è creata una sinergiavirtuosa. L’apertura al pubblico, dopo i dovuti collaudi, di una spettacolare passerella, sorta di passerella tibetana, molto lunga e bella da cui si può godere una vista incredibile, proprio vicino alla forra di uscita del torrente Val Montina, apre prospettive prima impensabili.

La casera diventa porta d’ingresso alla valle. Infatti proprio dal nuovo ardito ponte sospeso partirà un sentiero che porterà direttamente alla Casera; e grazie ad esso si potranno far passare le indispensabili infrastrutture mancanti, ovvero l’allacciamento con l’acquedotto di Perarolo e l’elettrodotto. Il sopralluogo del sindaco di Perarolo, Pierluigi Svaluto Ferro, con i tecnici di Veneto Agricoltura, ha messo in evidenza queste opportunità che complessivamente hanno fruito di finanziamenti regionali ed europei (FERS) di circa 800.000 €. Con queste due realizzazioni, la Casera diventa la “Porta d’ingresso alla Val Montina”, area che ha pagato anch’essa il tributo al tratto stradale che una decina di anni fa ha bypassato Perarolo di Cadore, con molti disagi per le attività locali.

Presto un bando per la gestione della casera. Il nuovo splendido ponte sospeso è raggiungibile dalla vicina zona industriale di Ansogne, e con la Casera (a breve Veneto Agricoltura emanerà un bando pubblico per l’individuazione di un gestore dello stabile) potrà creare un percorso che sarà agibile “per tutti”, offrendo ad ognuno la possibilità di entrare nell’area Wilderness della Val Montina, in un ambiente incontaminato, che potrà essere volano per valorizzare un territorio quasi sconosciuto e unico. L’Agenzia regionale prevede che il Rifugio escursionistico Casera Val Montina sarà operativo per la stagione 2019.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

 

27 maggio e 2 giugno 2018, a Milies, borgo montano di Segusino (TV) c’è la Festa del Narciso, mercatini in borgo, danze “Ottocentesche”, corse in bici e passeggiate

Fioritura NarcisiDomenica 27 maggio, a partire dalle ore 9, si tiene a Milies, frazione montana di Segusino (TV), la Festa del Narciso con oltre 60 bancarelle lungo le vie del borgo, stand enograstronomico e danze “Ottocentesche”. Nell’occasione, si può vedere anche la mostra “Troverai più nei boschi che nei libri“, a cura dell’associazione culturale “Il Collettivo” in collaborazione con l’associazione “Io non ho paura del lupo”, allestita nell’ostello di Milies.

Sabato 2 giugno, a partire dalle 9:30, ci sarà la tradizionale “Ndar e tornar dal Doc“, che offre una duplice possibilità di vivere la montagna attraverso la corsa (13 chilometri, con classifica) e la passeggiata (km 7 e 13, adatto anche a chi pratica nordic walking). Iscrizioni on line, maggiori info www.prolocosegusino.it

Fonte: Pro Loco Segusino

 

19-27 agosto 2017, a Bosco Chiesanuova (VR) si tiene la 23^ edizione del Film Festival della Lessinia, vita, storia e tradizioni delle terre alte e lontane di 31 Paesi del mondo

Dal 19 al 27 agosto, a Bosco Chiesanuova, si riaccende il grande schermo del Film Festival della Lessinia, viaggio nella vita, storia e tradizioni delle terre alte e lontane di 31 Paesi del mondo. La ventitreesima edizione del Festival riserva nove giorni di proiezioni, con 56 film in programma  – di cui 21 in concorso e altrettanti in anteprima italiana -, una retrospettiva su briganti, contrabbandieri e passatori, numerosi eventi speciali (ospiti attesi, dal regista Alessandro Comodin all’autore Maurizio Maggiani, dall’antropologo Annibale Salsa allo scrittore Paolo Rumiz).

Provengono da 31 Paesi i 56 film selezionati quest’anno. Un viaggio intorno al mondo tra Europa, Argentina, Cile e Perù; tra India, Afghanistan, Kazakistan, Nepal e per la prima volta Myanmar. Ciò a conferma della ricerca internazionale che fa arrivare in Lessinia il meglio della recente produzione internazionale nelle sezioni Concorso, Montagne italiane, Eventi speciali e nella ricca programmazione dedicata a bambini e ragazzi FFDL+.

Al programma cinematografico si affianca il ciclo di incontri letterari Parole Alte, organizzato con l’Università degli Studi di Verona, al quale sia aggiungono convegni, mostre, escursioni guidate, laboratori per bambini, concerti e novità editoriali da sfogliare nella Libreria della Montagna. Immancabile lo spazio riservato nella Piazza del Festival, con bar e tavola calda, all’enogastronomia con i prodotti tipici del territorio, tra cui i formaggi del Consorzio Monte Veronese Dop. Main sponsor della rassegna sono la Cassa Rurale Vallagarina, il Gruppo Fimauto Autogemelli BMW e le Cantine Bertani con il sostegno di Comune di Bosco Chiesanuova, Comunità Montana della Lessinia, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Veneto, Fondazione Cariverona e Consorzio Bim Adige.

Fonte: Servizio stampa Film Festival della Lessinia

 

Film Festival della Lessinia 2016, vince il cinema islandese

 

168 - ÞRESTIR - STILL 1 (72 DPI)

ÞRESTIR – particolare

Si è conclusa con un successo del cinema islandese la ventiduesima edizione del Film Festival della Lessinia, la rassegna cinematografica internazionale dedicata a vita, storia, tradizioni nelle terre alte e lontane di ogni angolo del mondo.

Il vincitore. Tra le 23 opere opere cinematografiche in concorso, la Giuria internazionale del Film Festival – composta dalla regista Marianne Chaud (Francia), dalla giornalista Margherita Detomas (Italia), dalla regista Lisa Eder-Held (Germania), dal produttore cinematografico Sebastian Michael (Regno Unito), dal documentarista Riccardo Vaccaro (Italia) – ha deciso di assegnare la Lessinia d’Oro alla migliore opera cinematografica in assoluto a Þrestir – Passeri (Croazia, Danimarca, Islanda 2015) del regista islandese Rúnar Rúnarsson.Questa la motivazione: “Un film potente, Þrestir racconta in modo magistrale una storia ambientata in luoghi desolati dell’Islanda, dove avvenimenti sempre imprevedibili travolgono lo spettatore con immagini di situazioni difficili nelle quali il giovane protagonista del film è costretto a vivere. Nulla è lasciato al caso; tempi, soluzioni registiche, sceneggiatura e fotografia si fondono creando un’opera vigorosa e originale”.  A ricevere sul palcoscenico del Teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova (Verona) il prestigioso riconoscimento, sabato 27 agosto, è stato il compositore della colonna sonora del cortometraggio: il polistrumentista Kjartan Sveinsson, ex membro del gruppo musicale islandese Sigur Rós.

La Lessinia d’Argento per la migliore regia è andata a Tharlo (Cina 2015). Il lungometraggio in bianco e nero del regista, documentarista e scrittore tibetano Pema Tseden è stato premiato “per l’audacia, il talento e la visione profondamente artistica dimostrate. La struttura del suo film e le scelte radicali adottate nella messa in scena rivelano un’originalità straordinaria e propongono un’estetica altamente personale. Riteniamo che Tharlo appartenga alla rara e importante categoria di film capaci di spalancare nuove prospettive del fare cinema”.

Altri riconoscimenti. La Giuria internazionale ha attribuito il Premio per il miglior documentario al film-maker di Losanna Stéphane Goël per Fragments du paradis – Frammenti di paradiso (Svizzera 2015) nel quale padre e figlio sono protagonisti di un cammino, insieme, verso la montagna. Quale migliore lungometraggio a soggetto è stato scelto Rauf (Turchia 2016), documentario girato da Soner Caner e Bariş Kaya per raccontare la vicenda di un ragazzino che frequenta la bottega di un anziano artigiano del paese per imparare l’arte del falegname.  Migliore cortometraggio è risultato essere Esel – Asino (Austria 2015) del regista austriaco Rafael Haider, nel quale due anziani contadini condividono i lavori pesanti con un vecchio e malato asino. A ricevere il Premio della Giuria è stato Çevirmen – L’interprete (Regno Unito 2015) di Emre Kayış: vicenda di un timido ragazzino siriano che vive da rifugiato in una remota cittadina turca. Per le immagini vibranti e la colonna sonora, il film d’animazione Ailleurs – Altrove (Francia 2016) di Mélody Boulissière si è aggiudicato una menzione speciale.

Premi speciali. Al Festival Festival il regista e sceneggiatore bulgaro Alberto Iordanov ha conquistato il Premio del Curatorium Cimbricum Veronense alla memoria di Piero Piazzola e Mario Pigozzi al miglior film di un regista giovane con Bandit and the Ram – Il bandito e il montone (Bulgaria 2014) “per la capacità di documentare, con sottile ironia, la vita di un solitario bandito e dei suoi amori impossibili in un’area di montagna che si sta spopolando”. La Giuria del Curatorium ha scelto inoltre di dare una menzione speciale a Carlo Malacchini, fotografo e studioso della cultura contadina, autore del cortometraggio La stazione di posta (Italia 2016) ambientato sull’altopiano della Lessinia. Ad aggiudicarsi il Premio Speciale Cassa Rurale Bassa Vallagarina al miglior film sulle Alpi è stato Café Waldluft (Germania 2015) nel quale il regista Matthias Koßmehl ha presentato uno spaccato di accoglienza ed integrazione in un ambiente alpino da sempre considerato chiuso e tradizionalista.

Nel palmares della rassegna veronese un ex aequo per il Premio “Log To Green” al film che meglio esprime e promuove i valori dell’eco-sostenibilità: per Sila and the Gatekeepers of the Arctic – Sila e i custodi dell’Artico (Usa 2015) della svizzera Corina Gamma ed Arreo (Argentina 2015) dell’argentino Tato Moreno. Due film che raccontano culture lontane e suonano, si evidenzia nella motivazione della Giuria, “come un campanello d’allarme sull’ennesimo rischio di scomparsa di un pezzo di storia dell’umanità”. La Giuria del Carcere di Verona ha deciso di dare il proprio riconoscimento al lungometraggio di Mano Khalil Die Schwalbe – La rondine (Svizzera 2016): la storia, ambientata nel Kurdistan iracheno, è una narrazione “della ricerca di sé che parte dalle proprie radici, per riconoscerne il valore e trovare il coraggio di cambiare. Di spezzare le catene del male”. Altro premio per Rauf, che ha ottenuto anche il Premio del pubblico Cantine Bertani. L’animazione preferita dei bambini è stata Moroshka – Lampone artico (Russia 2015) di Polina Minchenok nella quale un lupo che minaccia le greggi di un piccolo villaggio scopre, grazie all’amicizia con una bimba, di avere un cuore leale gentile.

Fonte: Servizio Stampa Film Festival della Lessinia