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Cansiglio, riaperta Casa Vallorch

Casa Vallorch, la struttura per l’educazione naturalistica e l’accoglienza di Veneto Agricoltura, recentemente ristrutturata e affidata per la gestione all’Associazione “Lupi, gufi e civette”, ha riaperto, mettendo in campo una lodevole iniziativa: offre una vacanza in Cansiglio a medici e infermieri delle ULS locali impegnati con l’emergenza Coronavirus.

Il rifugio è un buon punto di partenza per passeggiate, ad esempio il sentiero Alpago Natura F1 – Vallorch Villaggio Cimbro (1122 m)- La Faia- Vallone Vallorch – “F” Strada del Taffarel (1319 m) – sentiero “S”. Questo percorso passa per il villaggio Cimbro, una tribù probabilmente germanica o di etnia celtica. La struttura, immersa ta faggi, abeti bianchi e rossi, offre ristoro, da dormire e ricovero anche per le 2 ruote. Per prenotazioni: 349 094 6001 lupigufiecivette@gmail.com

 

Una montagna di aiuti per gli ospedali trentini, raccolta fondi organizzata da Ski Team Pinzolo

“La montagna non è solo nevi e dirupi, creste, torrenti, laghi, pascoli. La montagna è un modo di vivere la vita. Un passo davanti all’altro, silenzio tempo e misura”. A ricordare la frase dello scrittore Paolo Cognetti dedicata alla montagna è Massimo Cadorin, presidente dello Ski Team Pinzolo, che ha dato il via alla raccolta fondiUna montagna di aiuti per gli ospedali trentini” per aiutare concretamente i presidi ospedalieri di Trento, Rovereto, Arco, Tione, Cles, Borgo e Cavalese che combattono in prima linea per far fronte all’emergenza nuovo Coronavirus.

Un aiuto concreto. Spiega Cadorin: “Nell’attesa di tornare in pista, atleti, allenatori e dirigenti si sono attivati subito per sostenere chi sta lottando contro il coronavirus, non solo a parole, ma anche con fatti concreti. I fondi raccolti attraverso la campagna consentiranno di acquisire le forniture necessarie alle strutture per prendersi cura al meglio dei pazienti e per permettere agli operatori sanitari di proteggersi per proteggere. Attraverso la generosità e la solidarietà delle persone, oltre all’acquisto da parte degli ospedali dei materiali, si sosterrà l’Azienda Provinciale nell’erogare servizi sanitari per contrastare l’emergenza. Per questa importante iniziativa Ski Team Pinzolo si avvale del supporto di Kreston Rs come advisor internazionale, della esperienza e della piattaforma di Kobo Funds.

Per fare una donazione. Sulla piattaforma https://kobofunds.com/campaign/apss_trento, oppure con un bonifico bancario: IBAN IT 96 J 02008 01802 000102416554 intestato all’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento – Unicredit Banca. Causale: Una Montagna di aiuti per il coronavirus.

Tanti gli sportivi che con un video hanno sostenuto l’iniziativa: dallo sciatore Giorgio Rocca alla pattinatrice Cecilia Maffei, dal campione di motocross Alberto Forato, al pilota di MX Alessandro Lupino, dal ciclista campione del mondo su strada Francesco Moser, ai cestisti Giacomo Galanda e Davide Pascolo, fino al motociclista Marco Melandri. A testimonianza che la solidarietà nello sport non ha confini.

Fonte: Servizio stampa Ski Team Pinzolo

Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, invio opere dedicate ad alpinismo, artigianato ed ecologia entro il 9 maggio 2020

Con la presentazione del bando e del regolamento 2020, riparte il Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, prestigioso concorso “per libri di montagna, alpinismo, esplorazione – viaggi, ecologia e paesaggio, artigianato di tradizione e Finestra sulle Venezie sulla civiltà veneta”, dedicato alla figura e all’opera di Giuseppe Mazzotti, eclettico intellettuale trevigiano (scrittore, alpinista, gastronomo, salvatore delle ville venete, per molti anni consigliere del Touring Club Italiano).

A questa XXXVIII edizione si potrà concorrere con opere riguardanti le seguenti sezioni, appartenenti alla seconda terna: “Alpinismo: imprese, vicende storiche, biografie e guide”, “Ecologia e paesaggio”, “Artigianato di tradizione”. Ognuna delle tre sezioni di gara avrà un vincitore (a cui spetterà il premio di duemila euro) e la selezione spetterà alla giuria del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, composta da Salvatore Giannella, Alessandro Vanoli, Franco Viola e Italo Zandonella Callegher, ai quali si aggiungono quest’anno Margherita Azzi Visentini, già docente di storia dell’architettura al Politecnico di Milano, grande esperta di Andrea Palladio e delle sue opere e già componente della giuria del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” fino al 2011, Alessandro Giorgetta, alpinista, geologo, scrittore e direttore editoriale del Cai – Club Alpino Italiano centrale e Domenico Luciani, architetto e primo direttore della Fondazione Benetton Studi Ricerche, ruolo che ha ricoperto per ventidue anni.

Il Premio è riservato a opere scritte o tradotte in italiano pubblicate dal 1° gennaio 2018 al 30 aprile 2020. Il bando scadrà il 9 maggio 2020 e l’annuncio delle opere vincitrici nonché di quelle eventualmente segnalate avverrà a metà ottobre; la cerimonia delle premiazioni si svolgerà al Parco Gambrinus di San Polo di Piave (Treviso), sabato 21 novembre 2020 alle 16,30 e al termine sarà assegnato il Super Premio “La Voce dei Lettori” del valore di tremila euro, determinato dal voto di preferenza della giuria di quaranta lettori (rappresentanti del mondo della cultura, dell’associazionismo, della comunicazione, della scuola, dell’università), chiamata a scegliere la preferita fra le tre opere già premiate dalla giuria. È aperta anche la partecipazione al Premio Giuseppe Mazzotti Juniores, riservata agli studenti degli istituti superiori di Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Slovenia e Croazia, che fino al 15 maggio possono concorrere presentando un elaborato scritto o un video. Ulteriori informazioni: www.premiomazzotti.it

Fonte: Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”

“La montagna dentro”, la proposta culturale del Film Festival della Lessinia, nel carcere di Verona

Un’immagine del film ADIGE, VIA D’ACQUA di Alessandro Scillitani

Per il primo anno il Film Festival della Lessinia organizza una serie di incontri dal titolo “La montagna dentro” destinati a tutti i cittadini in esecuzione di pena nella Casa Circondariale di Verona.

Realizzata con la collaborazione della direzione del Carcere di Montorio, del corpo di Polizia Penitenziaria e dell’associazione MicroCosmo Onlus grazie al sostegno 8×1000 della Chiesa Valdese, la manifestazione prevede appuntamenti con i registi e i protagonisti del cinema della rassegna internazionale dedicata a vita, storia, tradizioni in montagna che si svolge ogni anno a Bosco Chiesanuova (Verona). L’iniziativa nasce per condividere spunti di discussione sulla realtà sociale e ambientale, aprendo simbolicamente le porte delle celle a un confronto che offra, oltre all’intrattenimento, la possibilità di una crescita culturale e un momento di riflessione dei detenuti con autori e protagonisti delle opere selezionate, giornalisti, operatori culturali e sociali sia interni che esterni alla struttura penitenziaria.

Collaborazione già attiva. Dal 2011 il Film Festival della Lessinia lavora con la direzione della Casa Circondariale e l’associazione MicroCosmo onlus – realtà nata 20 anni fa come laboratorio per la valorizzazione della partecipazione attiva delle persone detenute – al progetto “La montagna dentro”. La collaborazione si è sviluppata attorno alla formazione e al coordinamento delle attività della Giuria dei detenuti del Carcere di Verona che assegna il “Premio della giuria MicroCosmo dei detenuti del Carcere di Verona” per il miglior film presentato in concorso al Festival oltre alla possibilità, per alcune persone detenute in regime di articolo 21, di prestare servizio di volontariato durante lo svolgimento della manifestazione.

Il ciclo di proiezioni si sviluppa, quindi, all’interno di un progetto pluriennale di percorsi di formazione, integrazione e riabilitazione, in cui l’audiovisivo è il mediatore culturale tra la struttura penitenziaria e il territorio. L’audiovisivo diventa il veicolo di riflessioni e approfondimenti a fini didattici e pedagogici nonché strumento di sensibilizzazione sulle tematiche socio-ambientali. La montagna e l’ambiente naturale si pongono come anello di congiunzione fra il dentro e il fuori dal carcere e fra un prima e un dopo nell’esperienza della detenzione. La manifestazione, che ha preso il via il 16 gennaio scorso con la proiezione di Honeyland (film che ha ricevuto le nomination per miglior film straniero e per miglior documentario agli Oscar 2020), terminerà il 2 aprile.

I prossimi incontri. Giovedì 20 febbraio, ore 16, LA PATENTE di Giovanni Gaetani Liseo. Premio del pubblico Cantine Bertani al 25° Film Festival della Lessinia. Sarà presente il regista Giovanni Gaetani Liseo. Giovedì 12 marzo, ore 16, I CORTI DEL 25° FILM FESTIVAL DELLA LESSINIA (Chienne de vie, Oro Blanco, Uno strano processo, Kanarì, Enjaulados, Are you listening mother?). Interverranno i registi Jules Carrin (Chienne de vie) e Tuna Kaptan (Are you listening mother?). Visione con sottotitoli in italiano. Giovedì 2 aprile, ore 16, ADIGE, VIA D’ACQUA di Alessandro Scillitani. Premio del pubblico Cantine Bertani al 25° Film Festival della Lessinia. Sarà presente il regista Alessandro Scillitani. Il pubblico esterno potrà accedere agli eventi previa prenotazione scrivendo a info@ffdl.it 30 giorni prima dell’evento.

Fonte: Servizio stampa Film Festival della Lessinia

 

Bramito dei cervi, fenomeno da vivere con rispetto

Per molti è diventato un appuntamento imperdibile e da ripetere ogni autunno, per altri una novità a cui avvicinarsi con curiosità e interesse. Di sicuro, il bramito dei cervi in Cansiglio rappresenta per gli amanti della natura e degli animali un momento di grande fascino da vivere sul posto. Fatto è che il periodo dei corteggiamenti (dai primi di ottobre fino all’arrivo dei primi freddi) richiama nell’ampia piana del Cansiglio branchi numerosi di cervi, ma anche tantissimi – gli esperti dicono troppi – visitatori che voglio assistere a questo straordinario fenomeno.

Vademecum. Per questo motivo Veneto Agricoltura, che gestisce la foresta demaniale regionale del Cansiglio, ha predisposto dei pannelli, affissi in alcuni punti strategici della piana (aree picnic, parcheggi e area sosta camper), con utili informazioni per i visitatori. La cartellonistica, di forte impatto, spiega che il bramito dei cervi è sì un fenomeno che merita di essere osservato e ascoltato, ma soprattutto che rappresenta una fase biologica molto delicata per la vita e la riproduzione di questi animali. La presenza dei visitatori, quando è invadente, rischia perciò di essere fonte di stress per questi importanti ungulati al punto che può vanificare lunghe ore di rituali. I visitatori pertanto vengono invitati a rispettare una serie di regole fondamentali quali evitare rumori, non utilizzare fari e luci, non avvicinarsi a piedi ai siti dove sono in corso i corteggiamenti.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Film Festival della Lessinia, vince il documentario Le temps des forêts, che indaga la selvicoltura industriale e le possibili alternative

Vincitori Film Festival della Lessinia 2019

Si è conclusa sabato 31 agosto scorso, al Teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova (Verona),la venticinquesima edizione della rassegna cinematografica internazionale dedicata a vita, storia e tradizioni in montagna. A trionfare è stato Le temps des forêts / Il tempo delle foreste del regista e François-Xavier Drouet: documentario che riporta l’attenzione sulle tematiche ambientali e sull’importanza di preservare la natura.

I metodi dell’agricoltura intensiva, sempre più automatizzata e industrializzata, minacciano anche selvicoltura e preservazione delle foreste. “Il film dà voce alla foresta sia da parte di coloro che la considerano un organismo vitale complesso, da accudire e con cui collaborare, sia da parte di coloro che la trattano come un bene da utilizzare secondo le regole del mercato globale – si legge nella motivazione della Giuria –. Il film mostra con semplicità e coerenza le conseguenze dei due approcci, scuotendoci con un pressante grido ad agire subito”. Meccanizzazione pesante, monocolture, fertilizzanti e pesticidi sono strumenti di un modello accelerato che non tiene molto conto dei ritmi naturali. Giunto dieci anni fa sull’altopiano di Millevaches nella regione francese del Limosino, zona boschiva al 70%, il regista si è reso conto che le monocolture di conifere presenti avevano poco di naturale. Drouet è andato alla ricerca delle testimonianze di chi lì abita e lavora, filmando senza giudizio un viaggio tra selvicoltura industriale e possibili alternative. Perché le scelte di oggi determinano il paesaggio di domani.

“Prendi metà, lascia metà”. A conquistare la Lessinia d’Argento per la migliore regia è stato Honeyland / La terra del miele (Macedonia 2019), lungometraggio di Ljubomir Stefanov e Tamara Kotevska. “«Prendi metà, lascia metà» è la saggia filosofia di vita di Hatidze, e potrebbe essere un rimedio per salvare il nostro mondo da una catastrofe ecologica – evidenziano i giurati –. I registi raccontano questa storia in un documentario splendidamente girato attraverso gli occhi di una protagonista forte, con straordinaria capacità di narrazione”. Per Hatidze le api sono la vita stessa. Nei suoi abiti dai colori sgargianti, a mani nude, si arrampica fra le rocce per raccogliere il miele dai favi selvatici. Ultima discendente di una famiglia macedone che ha preservato l’antica arte dell’apicoltura selvatica, la donna trova il tempo anche per dedicarsi all’anziana madre e alle cure della loro modesta abitazione. Non perde mai il peculiare buonumore, nemmeno quando la chiassosa carovana composta dal nomade Hussein, dalla moglie, dai sette figli e dalle loro vacche si installa rumorosamente nel villaggio. La donna accoglierà con gioia e generosità i nuovi vicini, condividendo con loro il suo prezioso sapere. Ma l’avidità di Hussein e l’irrequietezza della sua famiglia metteranno a serio repentaglio la sopravvivenza del piccolo ecosistema che Hatidze con la sua fatica contribuisce a preservare. Altro riconoscimento per Honeyland / La terra del miele è stato attribuito dalla Giuria MicroCosmo del Carcere di Verona.

Altri riconoscimenti ufficiali. Al regista Guillermo Quintero è stato attribuito il Premio per il miglior documentario per Homo Botanicus / Attraverso lo specchio (Colombia, Francia 2018). Julio Betancur, docente universitario di Botanica e accademico di fama, viene accompagnato dal giovane allievo Cristian Carso attraverso la foresta amazzonica, in Colombia, alla ricerca di nuove specie di orchidee. Con loro si incammina il giovane regista, ex allievo del professore, che dopo quindici anni torna nella città dove ha studiato, Bogotà, per documentare quest’avventura in una delle zone più remote e selvagge del paese. Come migliore lungometraggio a soggetto è stato premiato Jinpa (Cina 2018) del regista, documentarista e scrittore tibetano Pema Tseden. Nelle desolate altitudini del Kekexili, altopiano polveroso e desertico del Tibet, sta viaggiando Jinpa, finché con il suo camion investe una pecora: pessimo presagio. Subito dopo incontra un ragazzo, in cammino nel nulla, che porta il suo stesso nome: un giovane alla ricerca di vendetta, del sangue di un uomo che gli ha rovinato la vita, per sempre. Il Log To Green Movie Award per la migliore opera cinematografica ecosostenibile è stato conquistato da Oro Blanco / Oro Bianco (Argentina, Germania 2018) di Gisela Carbajal Rodríguez. È ambientato nei vasti deserti salini a nord-ovest dell’Argentina, che ospitano uno dei più grandi giacimenti mondiali di litio: si tratta dell’oro bianco bramato dalle società minerarie internazionali che lo scavano e raccolgono a ritmi intensivi, in disprezzo delle popolazioni indigene che abitano quei territori. Genti pacifiche, dedite all’allevamento dei lama e alla tradizionale raccolta del sale, ora minacciate dalla graduale scomparsa dell’acqua dal terreno.

Fonte: Servizio stampa Film Festival della Lessinia

Aperto fino al 3 settembre il bando regione Veneto finalizzato a sostenere i sistemi di prevenzione per la razzia di bestiame da parte del lupo

Seicento metri lineari di recinzione e duemilaquattrocento metri di filo elettrificato sono stati installati ieri dai tecnici della Regione Veneto insieme ai volontari della sezione Grandi Carnivori del CAI Veneto a Malga Campo Cavallo, nella piana di Marcesina, in comune di Enego, per proteggere il gregge dell’azienda Cortese Denis dalle predazioni del lupo. Si tratta dell’ottavo intervento della Direzione Agroambiente Caccia e Pesca della Regione Veneto, in accordo con la Spettabile Reggenza dei Sette Comuni e con il supporto del CAI, a tutela degli allevatori che portano il loro bestiame d’estate nelle malghe dell’Altopiano di Vicentino.

Doppio recinto. Nella notte del 31 luglio scorso il branco di predatori aveva fatto strage di 43 pecore a Malga Campo Cavallo, cogliendo l’opportunità di assalire il gregge del Cortese il quale era stabulato all’interno di una adeguata recinzione mobile fornita in comodato d’uso gratuito dalla Regione Veneto, ma che non rispettava i parametri minimi di elettrificazione. All’indomani, nel corso del sopralluogo tecnico per accertare l’entità del danno, il responsabile dell’unità della Regione Veneto distaccata presso l’Unione montana dei comuni dell’Altopiano, Emanuele Pernechele, ha consigliato all’allevatore di installare una recinzione semi-permanente nei pressi della malga per una lunghezza complessiva di circa 600 metri e con almeno 4 ordini di filo, offrendo gratuitamente materiale, supporto tecnico e logistico. “All’interno di questo perimetro – spiega Pernechele, che, assieme al tecnico incaricato dalla Regione Manuele Panozzo, ha diretto i lavori di installazione – l’allevatore andrà a stabulare le pecore durante la notte che a loro volta saranno rinchiuse in un recinto mobile: ci sarà quindi un doppio recinto, per evitare non solo che i lupi si avvicinino pericolosamente alle pecore, ma anche l’effetto trappola che uno spazio chiuso può ingenerare in un gregge impaurito dalla presenza del lupo”.

La Regione Veneto ha fornito reti, pali in vetro resina, filo elettrificato ed elettrificatore con pannello solare e tutti gli accessori in comodato d’uso gratuito, fino al termine della stagione di monticazione. L’allevatore invece si è procurato la batteria e ha messo a disposizione i pali di legno già presenti in loco e l’attrezzatura necessaria. Al termine delle operazioni di installazione delle recinzioni, l’impianto di elettrificazione è stato messo in funzione, consentendo fin da subito l’ingresso delle pecore nell’area di pascolo protetta. “Di fronte alla minaccia arrecata dal lupo alle attività di pascolo e di allevamento all’aperto – dichiara l’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan – la Regione sta assicurando non solo il pieno indennizzo dei capi vittime delle predazioni, ma soprattutto pronta assistenza ad allevatori e pastori. In 8 casi su 10 gli attacchi del lupo hanno preso di mira bestiame privo di qualsiasi tipo di protezione oppure contenuto in recinti inefficienti o realizzati in modo inadeguato. Per questo la Regione sta intervenendo, con i propri tecnici e con proprie risorse, per installare protezioni idonee e aiutare gli allevatori ad adottare tutte le strategie di prevenzione a difesa dell’attività delle 700 malghe presenti nel territorio regionale e della sopravvivenza dell’economia montana”.

Finanziamenti. La Regione Veneto ha stanziato quest’anno 200 mila euro per gli indennizzi agli allevatori colpiti, ha portato a 160 mila euro il fondo per finanziare interventi di prevenzione, come i recinti elettrificati e i dissuasori acustici, e sta sperimentando, prima in Europa, il progetto di barriere virtuali per esemplari geolocalizzabili mediante radiocollare. Inoltre, mette a disposizione un milione di euro del Programma di sviluppo rurale per sostenere al 100%, le spese degli allevatori per recinzioni mobili, semipermanenti e fisse, dissuasori acustici e sistemi di allarme. Sulla base dei parametri minimi stabiliti dalla Regione, sarà l’allevatore stesso a scegliere la tipologia degli strumenti di prevenzione da acquistare a seconda delle caratteristiche del suo pascolo, alpeggio ed allevamento. Per sostenere questa scelta sarà guidato dai tecnici esperti della Regione Veneto. Il bando per presentare domanda di finanziamento (Misura 4.4.3) resta aperto sino al 3 settembre.

Sabato 10 agosto 2019, in Cansiglio si visita il Giardino botanico alpino e s’impara il potere curativo di alcune piante care a Santa Hildegarda

Sabato 10 agosto, alle ore 15, l’Associazione Naturalistica Lorenzoni – Amici del Giardino botanico alpino in Cansiglio, organizza un incontro con l’erborista Carlo Signorini che parlerà dell’eclettica personalità di Santa Hildegarda.

Programma. Dopo alcuni cenni storici dell’epoca (XI sec.), seguiranno una breve storia della Badessa e del suo pensiero, più che mai attuale – visione unitaria del Creato, ricerca della bellezza universale, conoscenza della medicina naturale, pratica dell’alimentazione curativa – ed una personale riflessione di Signorini sull’attuale momento storico, sociale e climatico, una descrizione di alcune “Erbe Sante” ed una breve visita al Giardino botanico. Contributo di partecipazione 10 €, comprensivo del biglietto di entrata al Giardino. L’evento si terrà anche in caso di maltempo in quanto si svolge prevalentemente al coperto.

Il relatore. Carlo Signorini (nato nel 1946), è erborista diplomato all’Università degli Studi di Pisa. Vive in Trentino, in un piccolo paesino della Val di Fiemme. Trascorre la sua vita dedicandosi con passione a piante, erbe e a tutto ciò che esprime natura. La sua scelta di vita è dedicata a coltivare il semplice con l’intento di trasmettere, condividendolo con gli altri, la serenità che infonde ogni luogo quando è lasciato esprimersi nel suo essere selvatico. È studioso di leggende delle Dolomiti e del territorio Trentino, e scrive articoli su alcuni giornali locali. È autore di diverse pubblicazioni.

23 marzo 2019, al rifugio Bertagnoli a Crespadoro (VI) si festeggiano i 60 anni de “Il Signore delle cime”, scritto da Bepi De Marzi, premio Argav 2011

Bepi De Marzi, premio ARGAV 2011

Appuntamento imperdibile per gli amanti della montagna e gli appassionati dei canti che celebrano le nostre vette, ma non solo, sabato 23 marzo (ore 10:00) al Rifugio Bepi Bertagnoli, posto a 1.225 msl nella Foresta demaniale regionale di Giazza a Crespadoro (Vi), gestita da Veneto Agricoltura.

Per celebrare i 60 anni della composizione della famosissima “Il Signore delle cime (per i pochi che non la conoscessero vedi questo video: https://bit.ly/2UKwYFU), scritta dal Maestro Bepi De Marzi, fondatore del Coro “I Crodaioli”, premio Argav 2011, è stata programmata una cerimonia – organizzata dal Comune di Crespadoro, il CAI di Arzignano cui Veneto Agricoltura ha dato in gestione il Rifugio, e la stessa Agenzia regionale -, con diversi momenti significativi. Innanzitutto, sulla facciata del “Bertagnoli” verrà scoperta una targa che ricorda proprio i 60 anni dalla realizzazione del più famoso canto di montagna, “Il Signore delle cime”, scritto da un 23enne Bepi De Marzi in memoria della prematura scomparsa dell’amico Bepi Bertagnoli, travolto da una slavina sulle Piccole Dolomiti il 7 aprile 1951. La cerimonia inizierà alle ore 10:00 con la Santa Messa, seguita dalla scopertura della lapide che sarà posta sulla parete del Rifugio e da un concerto del Coro “I Crodaioli” diretti da Bepi De Marzi. Al termine ci sarà la possibilità di una sosta per rifocillarsi. A dire il vero oltre al 60°, si potrebbe festeggiare anche un 50°, in quanto i Crodaioli eseguirono come tali “Il Signore delle cime” solo nel 1969. Ricordiamo infine che il Rifugio Bertagnoli, come detto di proprietà di Veneto Agricoltura, è stato inaugurato nell’autunno del 1958 dall’allora Ministro Mariano Rumor; fu proprio in quell’occasione che gli amici dello sfortunato scalatore, che avevano formato un piccolo coro come CAI di Arzignano guidato proprio da Bepi De Marzi, eseguirono per la prima volta il canto “Il Signore delle cime”.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

8 dicembre 2018, le azioni solidali di Asiago Dop e Coldiretti Veneto verso la montagna veneta ferita dall’uragano

Il Governo ha dato il buon esempio scegliendo un albero schiantato della Val Visdende per abbellire Palazzo Chigi, ma molti italiani potranno fare altrettanto oggi, 8 dicembre, adottando un abete dell’Altopiano di Asiago in vendita nel mercato coperto di Campagna Amica di Vicenza (Contrà Cordenons 4) e, in via straordinaria, a Malo, nella cantina sociale Val Leogra. L’iniziativa #adottaunalbero, promossa in collaborazione con Federforeste e Pefc, offre la possibilità di ridare una seconda vita alle piante atterrate dall’uragano.

#comprabellunese. Sempre oggi, all’ex Arsenale di Verona, sarà allestito il “Villaggio solidale” Coldiretti con bancarelle di tipicità regionali animate dagli agricoltori di tutte le province, con spazio apposito per l’attività didattica dedicata ai più piccoli. Obiettivo: raccogliere fondi a favore del ripristino delle aree boschive e la ripresa delle attività delle fattorie dell’Altopiano di Asiago e quelle del Cansiglio, Agordino e Cadore interessate dalle recenti calamità.

Insieme per le malghe, i pascoli, i boschi dell’altopiano di Asiago. Contribuire a salvaguardare il futuro delle malghe e dei pascoli dell’Altopiano di Asiago duramente colpiti dalla tempesta del 29 ottobre scorso è l’obiettivo anche del Consorzio tutela formaggio Asiago che, per le festività natalizie, destinerà l’intero ammontare dei tradizionali donativi all’Unione Montana “Spettabile Reggenza dei Sette Comuni”, l’ente preposto al censimento dei danni, alla programmazione delle azioni di messa in sicurezza delle malghe di proprietà comunale e al ripristino di una condizione sufficiente per la pratica della monticazione, a partire dall’estate prossima. In contemporanea, dall’8 dicembre 2018 all’8 gennaio 2019, il Consorzio di tutela lancia, sulla propria piattaforma on line un’iniziativa aperta a tutti: per ogni chilogrammo di Asiago DOP acquistato, il Consorzio donerà un euro al progetto, così da concorrere, tutti insieme, al medesimo risultato.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto e Verona/Consorzio tutela Asiago Dop