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Più zucchero europeo nei mercati mondiali?

Un aumento di 500.000 tonnellate per l’esportazione di zucchero fuori quota per la campagna di commercializzazione 2009/2010. È questa la proposta, pienamente in linea con gli obblighi internazionali dell’UE, della Commissione europea, resa possibile dall’eccezionalità delle condizioni di mercato a livello europeo e mondiale. La proposta di regolamento va ora al vaglio del comitato competente a livello UE.

Lo stato dell’arte
. I prezzi dello zucchero sul mercato mondiale hanno raggiunto oggi livelli record, ben al di sopra del prezzo di mercato per lo zucchero europeo soggetto a quota. Le condizioni climatiche sfavorevoli in India e in Brasile hanno acuito la carenza di zucchero in tutto il mondo e ulteriormente ridotto le scorte, provocando una pressione verso l’alto sui prezzi del prodotto a livello mondiale. Nell’UE, invece, l’ottimo raccolto del 2009 ha portato alla produzione di quantità di zucchero superiori al previsto, abbassando il prezzo verso il livello di riferimento più basso applicabile dopo la riforma del settore, nonostante la tendenza al rialzo dei prezzi dello zucchero sul mercato mondiale.

Gli effetti della riforma del comparto. La tendenza dimostra che la riforma del settore dello zucchero del 2005 ha migliorato la competitività generale del settore nell’UE, incoraggiando i produttori di fascia alta a interrompere la produzione e i coltivatori delle regioni non adatte alla coltivazione di barbabietola a riconvertirsi a colture più redditizie. Pertanto, la Commissione europea ha deciso che non è necessario applicare una riduzione finale della quota al termine del periodo di ristrutturazione. Grazie alla rinuncia volontaria nel quadro del fondo di ristrutturazione, le quote hanno subito una riduzione pari al 96,6% dell’obiettivo iniziale di 6 milioni di tonnellate stabilito dalla riforma.

Ristrutturazione del settore. Dopo la ristrutturazione, il settore europeo dello zucchero è diventato più competitivo: i prezzi di mercato per la barbabietola fuori quota e per lo zucchero fuori quota sono al momento al di sopra dei costi di produzione. Questo ha permesso, tra l’altro, le misure odierne di aumento delle quote dell’export. Si tratta comunque di una misura eccezionale, applicabile esclusivamente per la campagna 2009/2010, durante la quale i servizi della Commissione continueranno a monitorare da vicino il mercato UE e quello mondiale. Per la campagna 2010/2011 il limite alle esportazioni sarà probabilmente riportato a 650.000 tonnellate.

Nuovo regolamento per la campagna 2010/2011
. Nel contempo la Commissione sta preparando, per la campagna 2010/2011, un regolamento che consente l’importazione di 400.000 tonnellate di zucchero dai mercati mondiali in esenzione da dazio doganale. Questo prodotto sarà probabilmente destinato all’industria chimica, con l’obiettivo di garantire – nel lungo periodo – la pianificazione dell’approvvigionamento di materia prima per il settore, che è uno dei destinatari tradizionali dello zucchero UE fuori quota. Infine, l’accesso allo zucchero greggio da raffinare nell’ambito dei contingenti di importazione CXL sarà agevolato dalla sospensione dell’obbligo di presentare, per la campagna 2009/2010, titoli di esportazione dal Brasile, dall’Australia e da Cuba. Per le importazioni da questi Paesi sarà sufficiente un certificato di origine.

(fonte: Veneto Agricoltura Europa)

L’elenco AOP si allunga: nella lista tre nuovi prodotti tra cui le Pesca di Verona IGP

La Commissione europea ha aggiunto tre nuove denominazioni di prodotti agricoli e alimentari nell’elenco delle Denominazioni di Origine Protetta (AOP) e Indicazioni Geografiche Protette (IGP). Si tratta dei formaggi ceki “Jihoèeská Niva” e “Jihoèeská Zlatá Niva” (IGP) e della “Pesca di Verona” (IGP). La pasta slovena “Idrijski žlikrofi” è stata introdotta nell’elenco delle Specialità Tradizionali Garantite (STG). Contrariamente alle IGP e AOP, le STG non sono legate a una zona geografica determinata, bensì valorizzano la composizione tradizionale di un prodotto o il suo modo di produzione tradizionale.

1889: nasce la prima pizza napoletana. E con la pubblicazione del regolamento 97/2010 della Commissione, riportato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue del 5 febbraio (L34), anche la Pizza Napoletana è ufficialmente una Specialità tradizionale garantita dall’Unione Europea e scattano quindi i venti giorni dopo i quali il riconoscimento sarà operativo a tutti gli effetti. La pizza napoletana Stg dovrà essere preparata con pomodoro, mozzarella di bufala dop o mozzarella Stg, olio extravergine d’oliva e origano, avere un diametro non superiore ai 35 cm, il bordo rialzato (cornicione) tra 1 e 2 cm e una consistenza insieme morbida, elastica e facilmente piegabile “a libretto”. Il logo europeo Stg potrà essere utilizzato solo se il prodotto è conforme con il disciplinare di produzione, anche se sarà comunque permessa la possibilità di continuare a usare il nome di pizza napoletana anche per il prodotto non certificato.

Ma il rischio di contraffazione rimane. “Si tratta di una forma di tutela del tutto insufficiente  – ha commentato la Coldiretti – che non impedirà il fatto che metà delle pizze servite nelle pizzerie italiane continui a essere preparata con ingredienti importati dall’estero: cagliate provenienti dall’est Europa invece della tradizionale mozzarella, pomodoro cinese invece di quello nostrano, olio di oliva tunisino e spagnolo e farina canadese o ucraina che sostituisce quella ottenuta dal grano nazionale, all’insaputa dei consumatori. Unici elementi di tutela sono legati al fatto che la mozzarella, secondo il disciplinare, deve essere di bufala Dop ma anche mozzarella Stg, e che la pizza non può essere congelata o surgelata. Niente peraltro viene specificato riguardo al pomodoro, tranne che deve essere sparso con un movimento a spirale. In Italia – ha precisato Coldiretti –  sono stati importati in un anno 500 milioni di chili di extravergine, 86 milioni di chili di cagliate per mozzarelle, 150 milioni di chili di concentrato di pomodoro e oltre 5 miliardi di chili di grano, è facile capire come il rispetto dell’originalità degli ingredienti e del loro legame con il territorio sia una condizione determinante per la tutela della vera pizza napoletana tradizionale.

Pizza, che numeri! Secondo un sondaggio on line della Societa’ Dante Alighieri pizza è la parola italiana piu’ conosciuta all’estero con l’8 per cento, seguita dal cappuccino (7 per cento), dagli spaghetti (7 per cento) e dall’espresso (6 per cento).  25mila le pizzerie in Italia con 120 mila posti di lavoro e un fatturato di 5 miliardi di euro che è in crescita nonostante la crisi. Una recente ricerca Doxa afferma che, quando si tratta di scegliere qualcosa di “gustoso” per la pausa pranzo, il 29 per cento degli italiani predilige pasta, ma ben il 26 per cento pizza.

(fonte: Verona Agricoltura Europa/Coldiretti)

L’Unione Europea incentiva enti locali e regionali a investire nel campo energetico

La Commissione europea e la Banca europea per gli Investimenti hanno creato un meccanismo destinato a sostenere gli enti locali e regionali a investire nei campi dell’efficacia energetica e delle fonti di energia rinnovabile. La lotta contro il cambiamento climatico figura tra le priorità dell’Unione Europea ed è riconosciuto che tale sfida non potrà essere ottenuta senza il contributo degli enti locali. Il meccanismo “ELENA” (European Local Energy Assistance) intende sostenere città e regioni nel mettere in opera negli ambiti dell’efficacia energetica e delle fonti di energia rinnovabile progetti di investimento che sono già stati applicati con successo in altre regioni d’Europa. I progetti saranno valutati da ingegneri ed economisti della BEI. L’assistenza tecnica potrà essere fornita a un ente locale o regionale o ad altro organismo pubblico o gruppo di organismi pubblici dei Paesi partecipanti al Programma EIE – Energia Intelligente per l’Europa. Nel primo anno di funzionamento il meccanismo sarà dotato di un budget di 15 milioni di euro. Info: www.eib.org/elena

(Fonte: Veneto Agricoltura Europa)

Il Parlamento di Bruxelles ha dato il via libera al nuovo esecutivo, in carica fino al 2014. Dacian Ciolos il nuovo Commissario europeo all’Agricoltura

Dacian Ciolos, nuovo Commissario europeo all'agricoltura

Nell’elenco dei Commissari designati a far parte della Commissione Barroso II° Dacian Ciolos si occuperà di agricoltura e sviluppo rurale. Già Ministro indipendente all’Agricoltura nel suo Paese, Ciolos, di etnia ungherese, è docente alla facoltà di agraria dell’Università di Cluji ed è il più giovane (40 anni) dei Commissari del gruppo Barroso II°. Ciolos eredita uno dei portafogli più importanti dal punto di vista del bilancio e della politica europea. La sua candidatura è stata spinta soprattutto dalla Francia e appoggiata da gran parte degli Stati membri. Il nuovo Commissario arriva nel momento più propizio per difendere il mantenimento di un bilancio forte per l’agricoltura europea, dopo una crisi economica che ha mostrato l’utilità degli aiuti agli agricoltori e di alcuni meccanismi di regolazione dei mercati.

La linea per il quinquennio 2010/2015 di Dacian Ciolos. Nel corso della sua esposizione, il neo commissario europeo all’agricoltura si è impegnato innanzitutto a difendere un bilancio “importante” per la PAC e in particolare il mantenimento di alcuni strumenti di regolazione, come le misure d’intervento in caso di ribasso improvviso dei redditi degli agricoltori e l’estensione ad altri settori, come quello ortofrutticolo, del sistema dei fondi di garanzia e di assicurazione dei redditi. Ciolos si è anche opposto ai Paesi che chiedono di introdurre un cofinanziamento nazionale sugli aiuti diretti e le spese di mercato, sostenendo che “finché si ha una politica comune, si deve avere un bilancio comunitario”. Cilos ha anche ricordato che è lo stesso Trattato di Lisbona a consolidare gli obiettivi della PAC, a cominciare dal garantire la sicurezza di approvvigionamento dei mercati europei di materie prime, nonché redditi rispettabili agli agricoltori. “Allo stesso tempo – ha aggiunto – la PAC dev’essere adeguata alle esigenze e alle sfide interne e internazionali”.

Orientamento europeo agroalimentare verso la qualità e la diversità. Circa il futuro della PAC, il neo-Commissario ha sottolineato che “la politica agricola europea deve rimanere una politica robusta ed equilibrata, in cui i pagamenti diretti svolgono un ruolo importante e che non bisogna reintrodurre i vecchi meccanismi d’orientamento della produzione, bensì trovare nuove soluzioni”. Ciolos ha sottolineato che la politica di Sviluppo rurale (2° pilastro della PAC) dovrà integrare le nuove sfide legate al cambiamento climatico (tra cui anche la riduzione delle emissioni di carbonio). “L’orientamento del settore agroalimentare europeo verso la qualità e la diversità – ha detto – è la nostra forza nel mercato internazionale. Questa strategia dev’essere consolidata con forza nei negoziati commerciali internazionali. Quando si parla di PAC non ci si riferisce solo ai nostri prodotti alimentari, ma anche ai milioni di posti di lavoro che l’agricoltura offre nell’UE. Per questo motivo è importante lavorare insieme per porre le basi dell’agricoltura di domani”.

Il gruppo di lavoro del neo-Commissario all’Agricoltura. Capo unità alla Direzione Generale Agricoltura al servizio Relazioni con la Corte dei conti europea sarà Georg Haeusler (41 anni, austriaco). Il vice capo di gabinetto sarà invece il rumeno Sorin Moisa (proveniente dalla DG Trasporti). Fra i membri del gabinetto troviamo Yves Madre (proveniente dal Ministero francese dell’Agricoltura e che rappresentava la Francia nell’ambito del Comitato speciale agricoltura) e Ico Von Wedel (un tedesco, prima alla DG Bilancio e attualmente al Segretariato generale della Commissione). Il portavoce di Dacian Ciolos sarà Roger Waite, giornalista britannico di 45 anni editore principale di AGRA FACTS,  bollettino specializzato sull’attualità agricola europea.
(Fonte: Veneto Agricoltura Europa)