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Il Cnr premia una tesi di studio in ortoflorivivaismo o in piante tintorie e da fibra, bando in scadenza il 30 luglio 2016

Lovarelli vincitrice edizione 2014

Dr.ssa Lovarelli, vincitrice edizione 2014 premio Laura Bacci

L’Istituto di Biometereologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), in collaborazione con l’Accademia dei Georgofili e con il contributo della Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana, bandisce un concorso dedicato alla memoria di Laura Bacci per un premio di studio destinato a una tesi di laurea magistrale discussa nel periodo gennaio-dicembre 2015 in una delle seguenti tematiche: ortoflorovivaismo, piante tintorie e da fibra. Il bando scade il 3o luglio 2016, ed è consultabile al sito www.fi.ibimet.cnr.it

Fonte: CNR

Premio Laura Bacci 2014, due premi di studio sulla tematica “Innovazione per la sostenibilità in agricoltura”, domande entro il 1 settembre 2015

Drone Agricoltura

Drone utilizzato in agricoltura

L’Istituto di Biometeorologia (Ibimet) del Cnr ha indetto una selezione pubblica per titoli, per il conferimento di due Premi di studio intitolati alla memoria della ricercatrice Laura Bacci, destinati a una tesi di laurea magistrale e a una tesi di dottorato, discusse nel periodo compreso tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2014. Le tesi devono dimostrare risultati di particolare eccellenza e rilevanza strategica, nazionale e internazionale e riguardare ricerche sul tema ‘Innovazione per la sostenibilità in agricoltura’.

Possono partecipare alla selezione tutti i laureati e i dottori di ricerca che al 1 settembre 2015, giorno di scadenza del bando, non abbiano compiuto rispettivamente i 30 e i 35 anni di età. La domanda di ammissione va inviata in formato elettronico all’indirizzo e-mail: segreteriapremio@ibimet.cnr.it o spedita a: Segreteria premio, Consiglio nazionale delle ricerche – Istituto di biometeorologia – via G. Caproni 8, 50145 Firenze. Le modalità di presentazione della domanda di partecipazione sono reperibili nella documentazione relativa al bando scaricabile dal sito dell’Istituto.La commissione esaminatrice formula la graduatoria di merito che, dopo l’approvazione del direttore dell’Istituto, viene pubblicata sui siti internet www.urp.cnr.it e www.ibimet.cnr.it. I due premi in palio, del valore di 1.500 euro ciascuno, vengono consegnati ai vincitori durante una cerimonia pubblica a Firenze, presso l’Accademia dei Georgofili, entro il 2015. Informazioni: tel. 055/3033711; www.fi.ibimet.cnr.it

Fonte: Ibimet Cnr

Trofeo Euganeo della sopressa, a vincerlo il produttore Gianfranco Griggio di Pernumia (PD)

Il vincitore Griggio, Salvan, Ottolitri

(di Maurizio Drago, socio ARGAV) Un successo che si rinnova e aumenta di anno in anno. La giuria presieduta da Francesca Salvan e composta da Ivano Giacomin, Bruno Rossetto, Mauro Scarabottolo, Roberto Dainese e Bruno Ceretta non ha avuto dubbi. Il trofeo  per la migliore sopressa (86 punti su 100) è andato a Gianfranco Griggio di Pernumia (PD). La giuria popolare ha premiato invece il Club 5 archi di Vigonza  che ha ricevuto il trofeo “Sapori della memoria”. La manifestazione si è svolta al ristorante Belvedere di Galzignano Terme (PD) venerdi 28 ottobre con  l’ottava edizione del Trofeo Euganeo della sopressa.

Premio della memoria al Club 5 Archi

I produttori finalisti della sopressa erano 6 e si doveva giudicare in base ad alcuni parametri. La migliore, per l’appunto, è stata giudicata quella di Gianfranco Griggio.Ormai questo evento assume una importanza non solo locale – aggiunge Luciano Ottolitri – necessita dare sempre piu’ un tocco di qualità e di incisività puntando alla definizione di un disciplinare che possa ampliare le caratteristiche d’esame. La serata è stata un successo pieno. Gianni Sparapan, poeta e scrittore, ha allietato i convenuti nella lettura di alcune pagine dei suoi racconti locali ed euganei. Riteniamo importante che questo evento cresca.

Le soppresse finaliste

I parametri di giudizio. Al campionato si dovranno escludere le sopresse contenenti additivi chimici, in particolare il nitrito di sodio (quello che si legge in etichetta E249- E250). Da regolamentare anche la dose dei nitrati (E252, si tratta di salnitro che i vecchi contadini usavano) e da escludere il lattosio e destrosio (uno fa maturare in metà tempo il salume, l’altro trattiene l’acqua e non fa asciugare naturalmente il prodotto). L’esclusione di questi permetterebbero il miglioramento qualitativo  del salume. Quello degli “additivi” dovrà costituire  il quinto parametro, per la giuria, e – si auspica – possa essere inserito nella prossim edizione 2012. Gli altri 4 parametri presi in considerazione sono stati: l’aspetto dell’insaccato, il profumo, il  sapore e la palabilità.  Tuttavia nei Colli Euganei sono presenti ottimi norcini che lavorano la carne di maiale con grande rispetto.

Mel (BL), il premio “Radici” va all’agricoltore Edoardo Francescon e alla cooperativa Lattebusche

Mel (BL), presentazione "Premio Radici" e "Radicele"

Martedì 10 maggio scorso sono stati presentati a Mel (BL), presso il cinquecentesco  salone  municipale, la prima edizione del  Premio “Radici” tenutosi in occasione di  “Radicele”, manifestazione conclusasi lo scorso fine settimana. Edoardo Comiotto, socio ARGAV e direttore di Confagricoltura Belluno, coordinatore della serata, ha affermato che questi due eventi, anche se hanno vita propria, sono legati fra loro dal filo conduttore della cultura del mondo agricolo e i sapori più genuini della campagna.

Agricoltura di montagna in primo piano. La “Radicela“, che inseme ad altre erbe spontanee ha rappresentato in passato un elemento importante per l’alimentazione della gente di montagna del bellunese, è ancora oggi una pianta apprezzata e raccolta da tantissime persone. Il “Premio Radici“, nato dal desiderio di segnalare e di dar merito pubblico a chi con capacità, impegno e ingegno ha saputo valorizzare con il proprio operato, sia la cultura e  la tradizione del mondo contadino,  è anche stato attore del rinnovamento e dello sviluppo dell’agricoltura  della Provincia di Belluno.

Mel (BL), autorità al "Premio Radici" e presentazione "Radicele"

I saluti delle autorità. Nel portare il saluto dell’Amministrazione Comunale di Mel il Sindaco Stefano Cesa ha ringraziato la Pro Loco Zumellese per gli sforzi compiuti per l’organizzazione di questi due eventi che danno lustro non solo allo zumellese, ma a tutta la Valbelluna. Per la Regione ha portato il saluto il Consigliere Dario Bond, che ha sottolineato la bravura della Pro Loco Zumellese condividendo che la promozione territoriale deve essere gestita in forma unitaria sia dalle istituzioni sia dagli enti preposti che devono coinvolgere e sostenere tutte le forze presenti sul territorio.

Premio “Radici” comune di Mel. Particolarmente emozionante la cerimonia del Premio “Radici, l’eccellenza dei saperi e sapori”, istituito su idea di Renzo Limana, che ha visto coinvolto l’ottantenne zumellese Edoardo Francescon al quale è stato attribuito il Premio della sezione comunale assegnatoli con la seguente motivazione: “ In considerazione dell’impegno profuso sia in terra straniera come emigrante dove seppe distinguersi per serietà ed attaccamento al lavoro, sia nel suo Paese d’origine come valido agricoltore dimostrando capacità professionale ed imprenditoriale; e considerato inoltre la sua disponibilità verso la collettività avendo operato proficuamente nel mondo cooperativo ed associazionistico”. Francescon nel ringraziare per questo riconoscimento ha così affermato: “Il lavoro non mi ha mai pesato perché ho sempre lavorato con soddisfazione ed impegno. Purtroppo nel settore agricolo, se l’attività è diventata meno pesante grazie ai nuovi mezzi e si riesce ad avere produzioni maggiori, il reddito di noi agricoltori va sempre più calando. Mi auguro che le nuove generazioni non abbandonino il settore agricolo per il bene di tutta la collettività”.

Premi Radici provincia Belluno. A ritirare il Premio “Radicele” Provinciale, il Presidente onorario di Lattebusche Francesco Saverio Donazzolo, che per tanti anni ha condotto la cooperativa e ha parlato degli anni eroici e più difficili nell’affermazione dell’azienda. Insieme a lui,  l’attuale Presidente Augusto Guerriero, che ha fornito una visione d’insieme della cooperativa, oggi azienda di riferimento nel settore lattiero-caseario del Veneto. Questa la motivazione: “In considerazione del grande contributo dato al sostegno dell’agricoltura e della zootecnia provinciale negli oltre 50 anni di attività nel settore lattiero caseario nella Provincia di Belluno, per essere diventata ambasciatrice dell’immagine e della qualità dei prodotti caseari nel Veneto e in varie parti del mondo e per avere sempre prestato attenzione alle comunità in cui essa opera sostenendo attività sportive, culturali e sociali”.

La cucina, coordinata da Lucia Dal Piva, ha proposto piatti legati ai sapori del passato: per gli antipasti la  Crespela coi Briscandoi,  la Radicela sot oio,  le Fritate con radicele, zigoi e briscandoi. Per i secondi gli chef della Pro Loco Zumellese hanno proposto Pasta con radicele e pastin, Gnochi de Pan e Radicele, Pasta con pesto de zigoi, Minestra de zigoi, briscandoi e ortighe. I dolci erano una prelibatezza: Torta con Marmellata de fiori de radicele e Pana cota con miel de i fiori de radicele.
Il sommelier Carlo Guarnier ha poi guidato gli assaggi abbinandoli a una selezione particolare di vini.

I commenti di alcuni ospiti della serata sono stati più che lusinghieri: Oscar De Bona, Presidente Longarone Fiere: “Un bellissimo incontro, genuino come le persone premiate”. Diego Donazzolo, Presidente Confagricoltura Belluno: Una bellissima iniziativa che mi auguro possa crescere e continuare nel tempo”.  Mauro Alpagotti,  direttore CIA: Un felice connubio fra il mondo agricolo e la riscoperta dei piatti tipici”. Espedito Pagnussat, Presidente UNPLI: “Una Pro Loco che ha il coraggio e la capacità di formulare e realizzare eventi di qualità e di notevole richiamo”.

(fonte Pro Loco Zumellese)

Ambiente: contadino altoatesino premiato in Svizzera per il risanamento del bosco del proprio maso

da sx, Fabio Maistrelli, vicedirettore Ufficio progettazione forestale provincia Bolzano e Richard Kofler (foto Sandro Krättli)

A Chur, nel Canton Grigioni in Svizzera, si e’ svolta nei giorni scorsi la cerimonia di assegnazione del Premio “Funzione protettiva del bosco nell’arco alpino 2010“, indetto dalle Comunità di lavoro delle aziende forestali. Fra i vincitori Richard Kofler del masoVorderkaserhof” in ValSenales/Val di Fosse (Bz), che ha vinto nella categoria “Progetti di successo” con il risanamento volontario dei boschi del proprio maso.

La politica crea, l’uomo conserva. Dall’assunzione del maso nel 1983, Kofler ha avviato un’azione di riforestazione dei boschi di proprieta’ in condizioni ambientali difficoltose riuscendo nell’intento di risanare completamente l’area boschiva. Come ha sottolineato il presidente della Provincia di Bolzano, Luis Durnwalder, “il 58 per cento dell’area boschiva dell’Alto Adige, ovvero 195.000 ettari, può essere cosiderato bosco con funzioni di protezione”. Secondo Paul Profanter, direttore della Ripartizione Foreste, l’impegno del cittadino altoatesino insignito con uno dei premi in palio è da prendere ad esempio. Infatti, la politica può creare i presupposti per la tutela del bosco nella sua funzione protettiva, ma l’esecuzione di misure concrete a livello locale è in gran parte nelle mani delle persone in loco. Mantenere il bosco e garantire così la sua funzione di protezione ambientale in una terra caratterizzata da un’estesa superficie boschiva come l’Alto Adige costituisce il presupposto per ogni azione umana.

(fonte Provincia di Bolzano)

Premi giornalistici in agricoltura: alla fiera del Bovino da latte a Cremona, vince Luigi Chiarello di Italia Oggi. In giuria, il presidente Unaga.

Il Premio Giornalistico “Paola Sabina Violani”, giunto quest’anno alla seconda edizione, vuole segnalare quei giornalisti che operano nel settore agricolo e agroalimentare. E che si impegnano a portare a conoscenza del pubblico le tematiche del mondo agricolo. Troppo spesso i grandi temi della terra e dell’imprenditoria agricola sono ignorate dal sistema dei mass media e assurgono agli onori delle prime pagine solo quando sfociano in protesta clamorosa o diventano argomento di cronaca nera.

Il premio Violani. Istituito da CremonaFiere e assegnato nell’ambito della Fiera internazionale del Bovino da Latte, che celebra quest’anno la sua 65° edizione, il premio vuole segnalare quei professionisti che quotidianamente informano sui temi della campagna con attenzione e rispetto per un mondo troppo spesso ingiustamente trascurato. Paola era una giornalista valorosa e appassionata, animata da una grande curiosità intellettuale e da una professionalità di primissimo ordine. E’ stata una delle animatrici di Agri3, il settimanale agricolo del Tg3 che aveva contribuito a ideare e a realizzare per otto lunghi anni.

Vincitore e Giuria del Premio. Vincitore del Premio Violani 2010 è Luigi Chiarello per il costante impegno, lo scrupolo e la professionalità con la quale svolge il suo lavoro dalle colonne di Italia Oggi. A designarlo, la giuria composta da Franco Siddi, segretario FNSI; Mimmo Vita presidente UNAGA (Unione Nazionale Giornalisti Agricoli), Vittoriano Zanolli, direttore del quotidiano La Provincia di Cremona, Teresa Carbone (Ansa) e Franco Poggianti (Tg3). A consegnare il riconoscimento Antonio Piva, presidente di CremonaFiere e Franco Siddi.

(fonte CremonaFiere)

Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa 2010-2011: entro il 31 ottobre 2010 la presentazione dei progetti

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali promuove l’iniziativa “Segnala un progetto” nell’ambito delle attività previste per individuazione della candidatura italiana da sottoporre al Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa 2010-2011.Chiunque può contribuire all’iniziativa comunicando attraverso un’apposita form online le informazioni ritenute utili per l’illustrazione dell’intervento. La segreteria organizzativa individuerà il soggetto promotore che sarò invitato  a partecipare alla procedura di selezione. Progetti, piani e azioni sul territorio in linea con la Convenzione Europea del Paesaggio devono essere presentati alla segreteria organizzativa entro il 31 ottobre 2010 seguendo quanto previsto nel sito www.premiopaesaggio.it. Un questionario online permetterà di verificare le caratteristiche di rispondenza del progetto ai principi del premio: sostenibilità, ruolo esemplare, partecipazione pubblica, sensibilizzazione. Il premio non è destinato all’autore dell’opera ma all’amministrazione promotrice che la gestisce. Questa può tuttavia delegare professionisti che hanno preso parte al progetto a compilare la form ed inviare i materiali elencati nella procedura di selezione presente nel sito internet.

(fonte Ministero Beni e Attività culturali)

Sinergia tra mondo agricolo e cultura per la 29^ edizione del Premio Masi

Prmio Masi 2010: Sergi di Nekresi firma la botte di Amarone

(di Cinzia dal Brolo, socio Argav) Un inno alla cultura veneta, coniugata nel suo duplice aspetto di concretezza, quel “saper fare” che ha fatto conoscere l’impresa veneta nel mondo, e di conoscenza, definita dalla “apertura al globale” di cui il Premio Masi è l’emblema. Premiazione avvenuta al teatro Filarmonico di Verona, alla presenza di un folto pubblico, in una dolce serata autunnale, dove alla splendida cornice ha fatto riscontro una organizzazione impeccabile.  Siamo alla 29^ edizione: il premio Masi, istituito dalla prestigiosa casa vinicola veronese, è diventato ormai un appuntamento imperdibile, per il valore dei premiati e lo spirito internazionale che lo anima e ne definisce gli orientamenti.

I premiati 2010. Il Premio Masi per la civiltà veneta 2010 è andato a tre autorevoli personaggi: Diana Bracco de Silva imprenditrice milanese, presidente dell’omonimo gruppo farmaceutico leader nella ricerca e innovazione; Francesco Tullio Altan, disegnatore di fumetti e autore satirico, Mario Brunello, violoncellista famoso in tutto il mondo. Saperi e discipline diverse, mondo imprenditoriale e mondo artistico, un “comune denominatore”: passione e impegno per il proprio lavoro, che ha varcato i confini nazionali; senso di appartenenza e legame con il proprio territorio, in questo specifico caso il Triveneto. Di poche parole e piuttosto schivi i due artisti che hanno scelto il Veneto come luogo in cui vivere; Altan ad Aquileia, cittadina mitteleuropea di grande importanza nei secoli scorsi; Brunello nella nativa Castelfranco Veneto. Ma è stata Diana Bracco, presidente della Fondazione Milano per l’Expo 2015 e vicepresidente di Confindustria la più loquace e chiamata in causa, considerati i suoi incarichi e impegni futuri in una Milano “attualmente caratterizzata da grande rissosità”. Candidata a preparare un’Esposizione Universale sulla quale sono puntati gli occhi di tutti, come immagine per l’intero Paese, dopo i successi del padiglione italiano a Shangai.

Il Premio Grosso d’oro Veneziano è andato allo scrittore ungherese Peter Esterhazy, di famiglia nobile, il cui ultimo successo letterario, “Armonia Celeste” (Feltrinelli, 2000) è una saga familiare in cui narra le vicende della sua famiglia sotto la dittatura. Un periodo oscuro e terribile, perché la “dittatura distrugge la vita e la storia dell’Europa dell’Est dietro la Cortina di ferro era molto più brutale di quanto uno potesse immaginare”. Ma lo scrittore, pungolato nel suo racconto dalle domande di Isabella Bossi Fedrigotti, Presidente della Fondazione Masi, si è lasciato andare ad aneddoti piacevoli, citando alcune figure femminili presenti nella sua famiglia (le numerose zie) e la madre, ricordando come, in un periodo in cui non c’era nulla da mangiare, lei si ingegnava a scrivere dei menù in cui compariva la voce “antipasto” quando del pasto non vi era la minima traccia.

Il Premio internazionale Masi per la civiltà del vino è stato assegnato al metropolita Sergi di Nekresi, della chiesa ortodossa georgiana. Una figura emblematica e originale, che ci ha catapultato in Georgia, al bivio tra Ovest ed Est, con un passato di 1500 anni di cristianesimo. Un paese che il metropolita definisce “di grande spiritualità, costretto a difendersi, anche con le armi, in alcuni periodi, dalle influenze dei paesi islamici che lo circondano”. Ricordando poi che nei 70 anni della dittatura sovietica, oltre alla distruzione dei luoghi di culto (circa 3000 chiese) è stata perseguita duramente anche la libertà religiosa. “Attualmente, ha dichiarato Sergi di Nekresi, assistiamo ad una rinascita religiosa che fa ben sperare, anche perché sono molti i giovani che mostrano di avvicinarsi alla Chiesa”. Ma la Georgia ha una grande tradizionale vinicola, con una notevole produzione di vini e una forte passione per il vino; infatti, ha dichiarato il metropolita, da noi esiste un proverbio che recita “in Georgia si beve alla mattina e poi si sta bene per tutto il giorno” e questo rende efficacemente l’idea. In realtà, la conoscenza dei mercati e lo sviluppo commerciale del mondo del vino, ha conosciuto una battuta d’arresto, dopo la crisi politica seguita all’invasione russa del 2008. Il messaggio finale di Sergi di Nekresi è un messaggio di speranza, che “attraverso la cultura e civiltà del vino, possano migliorare i rapporti tra i popoli”. Con l’auspicio e l’invito all’intensificarsi dei rapporti tra l’Occidente e la Georgia, che necessita di maggiore visibilità a livello internazionale. Sull’esempio di Venezia, come ha ricordato Volcic, perché “L’epoca d’oro di Venezia è stata quando si è aperta al mondo e alle rotte dell’Oriente”.

Il rito della firma sulla botte di Amarone. La serata del Filarmonico, condotta con simpatia e ironia dall’attore teatrale Marco Paolini, si è conclusa con un momento di alto valore artistico, grazie a Mario Brunello che ha deliziato il pubblico suonando il violoncello per alcuni minuti in un silenzio d’incanto. Nel pomeriggio, nella cantina delle Tenute Serego Alighieri, si era rinnovato il rito della firma dei premiati alla Botte di Amarone, oggetto del premio, suggellando così il “felice connubio della tradizione con la promozione culturale e lo spirito di apertura al mondo globale”, come ha dichiarato Sandro Boscaini, presidente di Masi Agricola e vicepresidente della Fondazione Masi, impegnato a non disperdere il prezioso patrimonio incarnato dal premio.