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Arzerello di Piove di Sacco (PD), storie di uomini controcorrente all’incontro di inizio estate ARGAV-Wigwam

Platea

28 giugno 2013, incontro ARGAV-Wigwam, gremita platea di soci ARGAV e ospiti Wigwam

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Roberto Padoan, capitano e subacqueo professionista, Luciano Sanavia e Gianni Sandon, animatori del territorio padovano, Pier Antonio Sgambaro, presidente Jolly Sgambaro, pastificio trevigiano: ad accomunare le diverse storie di scienza, ambiente e alimentazione narrate dagli ospiti all’incontro ARGAV- Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD), svoltosi venerdì 28 giugno scorso, è il desiderio di battersi contro le convenzioni del pensiero unico.

Stelluto e Padoan

28 giugno 2013, incontro ARGAV-Wigwam, Fabrizio Stelluto e Roberto Padoan

Gel resina Padoan

28 giugno 2013. incontro ARGAV-Wigwam, la resina-gel brevettata da Roberto Padoan

Scienza. Una resina-gel in grado di salvaguardare opere d’arte e Natura. “Nella mia vita, come i salmoni, ho nuotato sempre controcorrente”. A dirlo è Roberto Padoan, veneziano, trent’anni di lavori subacquei alle spalle e il pallino per la ricerca. Al nostro incontro è intervenuto per parlare di un suo brevetto internazionale che presenta interessanti applicazioni nel campo della tutela ambientale ed artistica. Si tratta di una resina-gel, più resistente e malleabile del calcestruzzo e del cemento, che si solidifica a contatto con l’acqua e che, cambiando i volumi – da liquidi a solidi – sempre però a parità di peso, può essere impiegata per consolidare cavità formatesi nel tempo in manufatti presenti in ambito marino (vedi palafitte degli edifici veneziani danneggiate dal moto ondoso e dalle teredini, molluschi che “mangiano” il legno dei pali), in ambienti fluviali (vedi argini dei fiumi indeboliti dalle tane delle nutrie) e per sanare problematiche legate alle falde acquifere (vedi fondamenta della celebre Cappella degli Scrovegni di Padova). Proprio nell’importante sito culturale padovano, noto in tutto il mondo per gli affreschi di Giotto, la resina-gel di Padoan dovrebbe essere presto applicata per deviare la falda acquifera che, secondo alcuni studiosi, sta minando l’integrità della Cappella. Trattandosi di un capolavoro della pittura del Trecento, è d’obbligo la massima cautela, anche perché è in atto un dibattito tra studiosi sull’opportunità o meno di intervenire. In ogni caso, prima di procedere, Padoan effettuerà una tomografia delle fondamenta della Cappella, una specie di TAC da lui preferita di gran lunga ai carotaggi come metodo d’indagine, in quanto viene evidenziato con esattezza il problema e consente di intervenire in modo chirurgico. Se poi Padoan diventerà, grazie alla sua tenacia e intelligenza, celebre nel mondo per aver “salvato” dalle acque l’arte di Giotto a Padova, spetterà solo ai posteri dirlo.

Stelluto Sanavia Sandon

28 giugno 2013, incontro ARGAV-Wigwam, da sx Luciano Sanavia, Fabrizio Stelluto e Gianni Sandon

Ambiente. Anello ciclabile dei Colli Euganei ed Ecomuseo della Saccisica. Altri ospiti…altra corsa, seppur “lenta”! E’ proprio il caso di dirlo nel parlare di Gianni Sandon, storico presidente del Comitato Difesa Colli Euganei, intervenuto nella serata ARGAV- Wigwam per presentare l’anello ciclabile Euganeo da poco inaugurato. Si tratta di un circuito di 64 km che si snoda all’interno del Parco Regionale dei Colli Euganei, lungo la rete idrografica, dunque lungo gli argini di storici corsi d’acqua, e che presenta itinerari scorrevoli e pianeggianti, adatti ai cicloturisti (chi non fosse dotato del mezzo, può noleggiarlo in loco), da fare anche in 2/3 giorni in modo da apprezzare pienamente i beni storici, artistici e ambientali presenti nonché le prelibatezze enogastronomiche offerte dal territorio. “Il progetto della ciclabile risale a 20 anni fa ma si è potuto realizzare compiutamente solo oggi”, ha ricordato con un certo rammarico Sandon, sottolineando il valore culturale e turistico del circuito ed i possibili interessanti risvolti economici derivanti da un’iniziativa tesa a valorizzare l’intero gruppo collinare Euganeo ma collegabile anche ad altri circuiti ciclabili e realtà culturali del padovano. Come ad esempio, il progetto Ecomuseo della Saccisica, presentato ai soci ARGAV da Luciano Sanavia. già sindaco di Piove di Sacco, autore di testi di storia locale. “Parlare di Ecomuseo significa parlare di aspetti culturali e storici che uniscono territorio, ambiente e persone”, ha spiegato Sanavia. “Nel caso della Saccisica – ha aggiunto Sanavia – l’area interessata va ben oltre i comuni del padovano (Piove di Sacco, Arzegrande, Bovolenta, Brugine, Codevigo, Correzzola, Legnaro, Polverara, Pontelongo e S. Angelo), comprendendo anche zone del veneziano come Cona-Cavarzere e Strà. Con il progetto dell’Ecomuseo l’intento è di far incontrare tra loro realtà territoriali che, nonostante la vicinanza, ancora non si conoscono e di favorire, attraverso pubblicazioni a carattere storico-culturale, il recupero di opere d’arte della Saccisica”.

Sgambaro Stelluto De Agostini

28 giugno 2013, incontro ARGAV-Wigwam, da sx Pier Antonio Sgambaro, Fabrizio Stelluto, responsabile commerciale Mancini Nadia srl e Marco De Agostini

Martinello Basile Stelluto e

28 giugno 2013, incontro ARGAV-Wigwam, da sx Luigi Rosolia e Fabrizio Stelluto

Alimentare. Pesce, pasta, ceci e tigelle. Tra gli ospiti della serata, anche Marco De Agostini, presidente di Mancini Nadia srl, azienda con sede nel Delta del Po Veneto. Attiva da trent’anni, l’impresa è specializzata nella lavorazione e nella trasformazione dei prodotti ittici e nella produzione di pesce marinato, che vende con successo (12 milioni di euro di fatturato, 60 dipendenti) sia con marchio proprio sia con linee specifiche per la Gdo in Italia, Europa, Canada, Stati Uniti e Russia. Vista la quantità di prodotto commercializzato, solo una piccola parte del pescato proviene dal Delta, il resto arriva surgelato dall’estero, da Paesi come Argentina, Kenia e Sudest Asiatico. Il ruolo di antesignani in italia in fatto di sostenibilità aziendale per la produzione di pasta 100% grano duro italiano, iniziata una decina d’anni fa e, più di recente, per la produzione di pasta a km zero,  spetta di diritto a Pier Antonio Sgambaro, presidente di Jolly Sgambaro di Castello di Godego (TV). L’azienda, che ha 60 anni di storia alle spalle ed è tutt’oggi a conduzione familiare, “gode già di una bassa impronta ambientale in fatto di produzione di CO2 – ha spiegato Sgambaro – ma si appresta a migliorare ancora la propria attitudine “green” grazie a investimenti volontari di foreste n Veneto, finalizzati alla compensazione di ulteriori emissioni di CO2″. A parlare della qualità dei prodotti “Jolly Sgambaro”, a fine incontro c’è stato un “panel test pastaiolo” a cura del nostro anfitrione Efrem Tassinato, giornalista chef, consigliere UNAGA, presidente nazionale Wigwam. Insieme ad Antonio Rosolia, titolare del ristorante “La Taverna” di Wigwam Comunità degli Alburni, Efrem ha proposto pasta Sgambaro a km zero (quella in confezione gialla) e ceci di Cicerale (un cece dalle piccole dimensioni e dal gusto intenso che si coltiva nel territorio del comune di Cicerale), zuppa di ceci, sempre di Cicerale, insieme a deliziose friselle, vino e formaggi e all’olio di montagna dell’azienda di Luigi Rosolia, che avevamo già incontrato a inizio anno, sempre al Wigwam.

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie sfida la crisi, in bilancio oltre 2 milioni di utile

Istituto Zooprofilattico delle VenezieNonostante la crisi economica l‘Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) di Legnaro (PD) non solo tiene i conti in ordine, ma chiude il bilancio del 2012, approvato nell’ultima seduta del 30 maggio, con un utile che supera i 2 milioni di euro.

Utile dovuto a un’aumento delle attività e al contenimento dei costi. Il risultato non è di poco conto se si considera il difficile momento economico vissuto anche dalla pubblica amministrazione. Oltre due milioni di utile rappresentano infatti, in termini percentuali, il 5% del valore della produzione complessiva, rendimento molto simile a quello di un’industria. L’utile conseguito nel 2012, risultato superiore di circa il 20% a parità di condizioni tecnico – economiche, è conseguente ad un aumento delle attività (9%) e soprattutto ad un serrato contenimento dei costi, soprattutto di quelli relativi al personale, all’acquisto di beni non sanitari e alle collaborazioni esterne. Insomma, le economie messe in atto hanno portato i loro frutti. L’incremento dell’attività e l’avanzo di bilancio, l’ulteriore miglioramento dell’efficienza del sistema IZSVe sono conseguenza della laboriosità di tutto il personale e di una programmazione basata su solidi e concreti criteri. Una linea che ha visti concordi tutti gli organi gestori l’Ente.

(Fonte: Istituto Zooprofilattico delle Venezie)

Dal vino rosso e the verde, una nuova speranza per la ricerca medica

Vino con grappoloGli estratti di te’ verde e di vino rosso possono interrompere un meccanismo cellulare chiave nella progressione del morbo di Alzheimer. La scoperta è stata effettuata della University of Leeds ed ha trovato ufficializzazione con la pubblicazione sulla prestigiosa rivista Journal of Biological Chemistry.

Inizio promettente. I ricercatori dell’università inglese hanno identificato il processo che permette agli accumuli dannosi di proteine di formarsi nelle cellule cerebrali, portandole poi alla morte. Gli scienziati sono stati capaci di interrompere questo meccanismo usando estratti purificati di EGCG dal te’ verde e resveratrolo da vino rosso. Dopo aver formato aggregati di proteine amiloidi in laboratorio e averle aggiunte a cellule cerebrali umane e animali, gli scienziati hanno scoperto che gli estratti da vino rosso e te’ verde facevano in modo che questi aggregati non avessero più un effetto nocivo. «Il prossimo passo – ha spiegato il professor Nigel Hooper, uno fra gli autori della ricerca – sarà comprendere come, esattamente, l’interazione delle proteine amiloidi con le cellule porti alla morte dei neuroni». I tempi della ricerca non saranno quindi brevi, ma la direzione imboccata sembra essere assai promettente.

(Fonte: Garantitaly.it)

Agrofarmaco naturale contro le malattie delle piante scoperto in Trentino

4886_muffa_grigiaSi chiama “Trichoderma atroviride” ed è un microorganismo in grado di combattere numerose malattie delle piante senza dover utilizzare prodotti chimici. A scoprirlo sono stati alcuni ricercatori del Centro Ricerca e Innovazione della Fondazione Edmund Mach, che l’hanno brevettato affidandone a Trentino Sviluppo la gestione.

Presto sul mercato il rivoluzionario agrofarmaco. In seguito ad una delicata trattativa è stato siglato un accordo con la multinazionale belga Belchim Crop Protection, terzo gruppo mondiale nel settore della chimica farmaceutica, che produrrà questo prodotto ecosostenibile mettendo sul mercato un agro farmaco nuovo e rivoluzionario. Un traguardo importante per il “Fondo Brevetti”, nato con l’obiettivo di valorizzare i risultati della ricerca finanziata dalla Provincia autonoma di Trento. «Lo sviluppo di innovazioni e tecnologie a sostegno di un’agricoltura sempre più sostenibile sono obiettivi prioritari – afferma Roberto Viola, direttore del Centro Ricerca e Innovazione della Fondazione Mach -. Nel campo del biocontrollo – prosegue – la nostra ricerca è all’avanguardia a livello internazionale e questo risultato lo dimostra. Abbiamo in cantiere altri prodotti che amplieranno la gamma disponibile, riducendo il bisogno di interventi chimici. Si tratta di un settore estremamente interessante nel quale abbiamo investito molto e che potrà dare altre soddisfazioni nel breve e medio termine».

Ricaduta economica sul territorio. «Sono molto soddisfatta della chiusura importante ottenuta per il brevetto in questione – sottolinea Antonietta Tomasulo, consigliere delegato di Trentino Sviluppo – e soprattutto del rapporto che si è instaurato con la BIPA e delle possibilità future che tale relazione potrà fornire al territorio, in termini di finanziamenti, prodotti di uso commerciale garantiti localmente in maniera favorita, attrazione e creazione di nuove imprese. Ricordo che le tecnologie sono solo un mezzo e che la valorizzazione delle tecnologie applicate passa attraverso i contratti, ma questi li firmano le persone. È il dialogo costante, quindi, e tra persone desiderose di realizzare, che mi rende molto fiduciosa, e che sono sicura non potrà che portare ad ulteriori successi e ad avere, a regime, un sistema coordinato di sfruttamento di ricerca applicata e di massimizzazione dei risultati».

Un fungo in grado di sconfiggere malattie di foglie, legno e radici. In questo caso, brevetto e licenza nascono dalla scoperta di un microorganismo – per la precisione un fungo, il “Trichoderma atroviride SC1” – che presenta grandi capacità contro le malattie delle piante. Un team di ricercatori della Fondazione Edmund Mach di San Michele (Trento), coordinati da Ilaria Pertot, ha utilizzato le caratteristiche di questo microorganismo per costituire il principio attivo di un biofungicida commerciale che può sconfiggere le malattie delle foglie (muffa grigia), del legno (mal dell’esca della vite) e delle radici (marciumi radicali). Il “Trichoderma” è stato quindi tutelato attraverso un brevetto internazionale, depositato in Europa, Stati Uniti, Brasile, Sudafrica, Australia, Nuova Zelanda e Giappone. La scoperta può avere un grande impatto sul mercato poiché il principio attivo in questione è di origine naturale e va nella direzione auspicata dalle politiche agricole internazionali, che chiedono strumenti ecosostenibili.

Un successo per il “sistema trentino”. Nell’ottica della commercializzazione è stato indispensabile l’accordo di licenza per il principio attivo di un nuovo e rivoluzionario agrofarmaco, basato appunto sul “Trichoderma atroviride”. Accordo che è stato siglato con la multinazionale belga Belchim Crop Protection, al termine di una due giorni di visita in Trentino. La negoziazione con il gruppo Belchim era partita nel già 2009 ed è stata ora formalizzata nei giorni scorsi con BIPA, società che fa capo alla multinazionale e che segue in particolare il settore dei biopesticidi. Questa esperienza rappresenta un successo dell’intero sistema trentino, che ha visto protagonisti la Fondazione Edmund Mach per la parte di ricerca scientifica e Trentino Sviluppo che ha saputo valorizzare le potenzialità del brevetto. Si tratta, infatti, di uno dei principali risultati del sistema di gestione e valorizzazione dei risultati della ricerca messo in campo dalla Provincia autonoma di Trento attraverso il cosiddetto “Fondo Brevetti”, che trova in Trentino Sviluppo il catalizzatore ed il motore del processo di concretizzazione sul mercato delle tecnologie sviluppate dai centri di ricerca trentini.

(Fonte: Fondazione Edmund Mach)

Ricerca: all’italiana Ilaria Capua, l’ “Oscar” per lotta a virus animali

Un ‘Oscar’ per la ricerca sui virus animali: e’ il premio assegnato a Ilaria Capua, direttrice del dipartimento di Scienze biomediche comparate dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, del ministero della Salute. E’ la prima volta che il Penn Vet World Leadership in Animal Health viene assegnato a una donna e la prima volta che va a un ricercatore che abbia meno di 60 anni. Capua ha detto che e’ motivo di orgoglio ”per tutte le persone che lavorano affinche’ il servizio pubblico italiano sia capace di eccellenze’.

(fonte Ansa.it)

A S. Michele all’Adige (Tn) si studiano case economiche, sicure e sostenibili in legno e pietra per la ricostruzione di Haiti

Sono in corso e proseguiranno per tutto agosto nei laboratori dell’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Consiglio nazionale delle ricerche (Ivalsa-Cnr) di San Michele all’Adige (Tn) le prove di resistenza sismica di un prototipo di abitazione in legno e pietra, da impiegare per la ricostruzione post-terremoto di Haiti. I test si inquadrano nel progetto ‘REparH’, realizzato da Universita’ e Scuola superiore di architettura ‘CRATerre-Ensag’ di Grenoble con la ong ‘Misereor’, per mettere a punto un sistema costruttivo misto con telaio in legno e muratura in pietra che garantisca all’isola caraibica, colpita da un drammatico sisma nel 2010, una ricostruzione economica, sicura e sostenibile, grazie all’impiego di materiali poco costosi e facilmente reperibili in loco.

(fonte Ansa)

Ricerca: Istituto S.Michele in rete europea per il miglioramento dei prodotti vegetali

L’Istituto agrario di San Michele e’ entrato nella rete europea per il miglioramento dei prodotti vegetali naturali. Stefan Martens, responsabile del gruppo ‘Biotecnologia dei Prodotti Naturali‘ del Dipartimento qualita’ alimentare e nutrizione del Centro ricerca e innovazione, e’ stato nominato infatti membro del comitato di gestione della Cost Action denominata ”Impiantistica metabolica per prodotti ad alto valore”. I ricercatori punteranno a migliorare la sintesi di quei prodotti vegetali naturali di rilevanza nel mercato dei farmaci, dei profumi e degli aromi, o dell’industria chimica in genere. Si tratta di produrre piante capaci di rilasciare maggiore quantita’ di composti organici benefici o utili per l’uomo, al fine di poter disporre di nuove fonti di farmaci e nutraceutici.

(fonte Ansa.it)

Ogm: Fazio, sì se servono a fare grano senza glutine

Ferruccio Fazio, ministro della Salute

Si’ agli Ogm soltanto se funzionali ”alla reale innovazione” come ad esempio la produzione di grado senza glutine. Il Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha scelto il Forum della Coldiretti svoltosi a Cernobbio lo scorso 15-16 ottobre per ribadire che sugli Ogm la linea del governo ”e’ sempre la stessa”. ”Siamo favorevoli all’innovazione, alla reale innovazione, all’innovazione in sicurezza”, ha detto Fazio che ha subito precisato: ”Il mio Ministero non ritiene che una tecnica adottata esclusivamente per aumentare la produzione, ammesso che i rischi siano attentamente valutati, rientri in questa categoria”. Diverso il caso di produzioni innovative come quella del grano senza glutine: ”Se ci dovesse essere una soluzione Ogm per fare ad esempio del grano senza glutine – ha chiarito il Ministro – sicuramente potrebbe essere una cosa interessante”.

(fonte Asca)

14 ottobre 2010: la “Giornata della vista” si tinge di arancione con “Occhio alla carota”, il miglior cibo per la ricerca

Buona, sana, ricca di vitamina A, da oggi la carota non è solo il miglior cibo per gli occhi, ma è anche il miglior cibo per la ricerca. Un prodotto oggi a disposizione dei cittadini della provincia di Venezia grazie ad “Occhio alla Carota!”, la campagna promossa da Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus e da Coldiretti Venezia per il sostegno alla ricerca contro le malattie oculari.

Il ricavato di 20 mila confezioni di carote per la ricerca sulle patologie oculari. Dal 14 ottobre al 19 ottobre 2010, Giornata Mondiale della Vista, in cinque mercati settimanali di Campagna Amica situati a Mestre, Mirano, San Donà, Venezia e Dolo e fino al 17 ottobre 2010 in tutti i supermercati Alìper del Veneto, saranno disponibili 20 mila confezioni di carote a chilometri zero. Un prodotto del territorio e di qualità, proveniente dall’Azienda Agricola Garbin di Chioggia, messo gratuitamente a disposizione da Coldiretti Venezia per un fine altrettanto “salutare”: il ricavato della distribuzione verrà infatti interamente devoluto a Fondazione Banca degli Occhi, Centro regionale di riferimento per i trapianti di cornea e Centro Ricerche sulle cellule staminali oculari, per sostenere la ricerca medica sulle patologie oculari oggi senza risposta e illuminare la vita di migliaia di persone.

Carote buone per i cittadini e buone, dunque, anche per la ricerca. «I fondi raccolti attraverso questo progetto – afferma il direttore di Fondazione Banca degli Occhi, Diego Ponzin – saranno utilizzati dai nostri ricercatori per sconfiggere patologie oculari per cui un semplice trapianto di cornea non basta». In particolare, il ricavato del progetto sarà utilizzato per l’acquisto di un importante strumento per i laboratori di Fondazione: «Una cappa a flusso laminare – conferma il responsabile della Ricerca Stefano Ferrari – strumento necessario per la ricerca e il controllo microbiologico delle cellule staminali, che verrà posizionato all’interno di una delle camere sterili presenti nei laboratori di Fondazione». E le carote, per sostenere la ricerca, si fanno anche “virtuali”: sul sito di Fondazione Banca degli Occhi chiunque potrà donare una CAROTA VIRTUALE attraverso una donazione on line.

(fonte Fondazione Banca degli Occhi del Veneto onlus)

24 settembre 2010: anche a Trento va in scena “La Notte dei Ricercatori”

In contemporanea con le altre città europee che hanno aderito all’iniziativa, venerdì 24 settembre anche a Trento va in scena “La Notte dei Ricercatori”, un evento dedicato a tutti coloro che desiderano conoscere da vicino il mondo della scienza.
Promosso dalla Commissione europea e organizzato in Trentino dalla Fondazione Bruno Kessler, dall’Università degli Studi di Trento, dalla Fondazione Edmund Mach – Istituto Agrario di San Michele all’Adige e dal Museo Tridentino di Scienze Naturali, il ricco programma delle attività propone ad adulti e bambini la possibilità di entrare nei laboratori, fare domande direttamente agli scienziati, vedere in anteprima nuovi prototipi tecnologici, partecipare a esperimenti e visite guidate, ma anche a giochi, merende e caffè scientifici, fino alla grande festa finale.

Il programma. Si parte alle 16.00 con la tavola rotonda “Comunicare la Ricerca: la voce dei protagonisti”, presso la Sala Belli della Provincia autonoma di Trento, in Piazza Dante, 15. Al dibattito, condotto dal giornalista Luca De Biase, parteciperanno il presidente della Provincia autonoma di Trento, Lorenzo Dellai, il presidente della Fondazione Bruno Kessler, Andrea Zanotti, il rettore dell’Università di Trento, Davide Bassi, il direttore del Museo Tridentino di Scienze Naturali, Michele Lanzinger e il presidente della Fondazione Edmund Mach-Istituto Agrario di San Michele all’Adige, Francesco Salamini. A seguire saranno proiettati i video e premiati i vincitori del concorso “Science is in the air”, svolto in collaborazione con il team de “La Lunga notte della Ricerca” di Bolzano.

I ricercatori ciceroni per una sera. Le attività, libere e gratuite per tutti, si susseguiranno dalle 17.00 alle 22.30 nelle diverse sedi dell’evento: a Povo presso la Fondazione Bruno Kessler, a Villazzano nella Villa Tambosi, e a Trento presso il Museo Tridentino di Scienze Naturali, le facoltà di Giurisprudenza e Sociologia dell’Università di Trento e in alcuni bar del centro storico. Le iniziative sono indicate anche per chi non ha alcuna preparazione scientifica di base ma desidera conoscere in modo diretto alcuni aspetti della ricerca e vedere da vicino come lavorano gli scienziati. Non mancheranno attività adatte anche ai più piccoli. E per il gran finale della “Notte”, la festa danzante con DJ set “Balla con i ricercatori”, dalle 22.30 alle 2.00 alla Facoltà di Sociologia di Trento (quest’ultima iniziativa non sarà in programma in caso di forte maltempo).

(fonte Provincia di Trento)