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Presepio Artistico di Segusino (Treviso), l’edizione 2025 dedicata ai bambini. Il presepio è visitabile dalla notte di Natale al 1 febbraio 2026

Nel celebre film di Roberto Benigni “La vita è bella” questa frase era un’esclamazione; nel Presepio Artistico di Segusino Natale 2025 iventa una domanda: “La vita è bella…?”.  Raccontano gli “Amici del Presepio Artistico di Segusino”:

Il film di Benigni (1997) porta indietro nel tempo al 1945, alla fine della Seconda guerra mondiale, e nonostante il film si concluda in maniera parzialmente tragica, porta con sé un messaggio di liberazione: la fine di un brutto periodo che ha segnato l’umanità. Nel Presepio di Segusino Natale 2025 si vuole ricordare questo momento storico, però lo si vuole anche mettere a confronto con alti due importanti momenti storici: il primo è quello “dell’oggi”, con le tragedie che vediamo ogni giorno in Medio Oriente, e che tutti noi abbiamo davanti agli occhi continuamente. Il secondo confronto è con la vita povera, ma tranquilla, che padri e nonni vissero negli anni della loro giovinezza a Segusino, una vita che probabilmente si potrebbe definire “un po’ fuori dal mondo”.

“Nell’edizione 2025 del Presepio di Segusino, oltre alla Natività, tre sono i passaggi chiave che compongono la rappresentazione: il primo passaggio è raffigurato da un bambino dei giorni nostri seduto sul divano di casa e che, con telefonino, pc e smart tv, si imbatte su un video che racconta i fatti che stanno accadendo in Medio Oriente. Il secondo passaggio raffigura un bambino di 80 anni fa, che ha appena finito di vivere la tragedia dell’Olocausto (rappresentato nella scena finale del film “La vita è bella”). Il terzo passaggio è la vita normale e allegra di alcuni bambini segusinesi di circa 60 anni fa, durante un giorno di festa, in occasione di un matrimonio in paese. Il tutto è intervallato da altre due scene molto più tradizionali, in stile classico del Presepio Artistico di Segusino”.

“Con le scene a tema di questa edizione si vuole porre questa riflessione: nessun bambino dovrebbe mai dover vivere ciò che stanno vivendo oggi i bambini in Medio Oriente, così come nessun bambino dovrebbe mai dover vedere ciò che altri suoi coetanei stanno vivendo in quei territori e come nessun bambino dovrebbe mai dover vivere ciò che hanno vissuto i bambini di 80 anni fa durante l’Olocausto”.

“Perché la vita bella, quella che ogni bambino dovrebbe poter vivere è quella spensierata, felice e ingenua di bambini nati e cresciuti in un piccolo paesino tra le montagne, dove tradizioni e rispetto si mescolano col lavoro, col sacrificio e con l’amicizia. Dove le storie di guerra non arrivano, dove, se tutto il mondo fosse così, non ci sarebbe più bisogno di invocare la pace!”.

Il Presepio Artistico di Segusino, allestito come di consuetudine nella ex casa del Cappellano, in Viale Italia 270, è a entrata libera, e sarà aperto tutti i pomeriggi dalla notte di Natale fino a domenica 1 febbraio 2026, nei giorni festivi anche al mattino. Nel borgo torna anche “Alla Scoperta dei Presepi e dei Borghi di Segusino” rassegna di presepi ed eventi legati al Natale. Gli orari completi e tutte le informazioni si possono trovare sul sito internet http://www.presepiosegusino.it sui canali social Presepio Segusino, oppure telefonando al 334.3797867.

11 e 14 settembre, lo spettacolo teatrale (ingresso gratuito) “Far filò: storie della terra e del cielo” arriva nelle aziende agricole socie di Coldiretti Rovigo

Il filò contadino, l’antica usanza dei territori rurali, diventa tema d’ispirazione per la rassegna itinerante nata dalla collaborazione tra Teatro Stabile del Veneto, Arteven e Coldiretti Veneto con il sostegno della Regione del Veneto, all’interno del più vasto progetto “Coltivare Teatro”. Il progetto teatrale promuove il valore della sostenibilità ed è una iniziativa creata per recuperare il valore della narrazione orale, rurale ma anche per recuperare le radici della cultura veneta, valorizzando quella di provenienza rurale. L’ingresso ai due spettacoli è gratuito, prenotazioni su Eventbrite.

Appuntamento quindi con “Scano Boa” di Theama Teatro che sarà messo in scena nell’azienda agricola Andrea Giuriolo, in via Umberto Maddalena a Pettorazza Grimani (Rovigo) l’11 settembre alle 19. Lo spettacolo nasce come progetto di valorizzazione del territorio attraverso il recupero di un rapporto sinergico tra identità e ambiente. Così come narrato dallo scrittore Gian Antonio Cibotto l’uomo si forma in relazione all’ambiente nel quale vive. L’itinerario di viaggio della propria formazione non può prescindere dalla salvaguardia dell’ambiente in cui il viaggio stesso si compie.

Sposta poi lo sguardo sul lavoro agricolo lo spettacolo “Dal mulo al drone ma col motocoltivatore” il 14 settembre alle 16 nell’azienda agricola La Bocalina di Silvia Bertazzo in Località Caì Garzoni 32 ad Adria (Rovigo). A mettere in scena lo spettacolo per famiglie è Teatro Moro con un’originale favola che ha per protagonisti un agricoltore e un topo, entrambi alle prese con un mondo che cambia di continuo, dove l’aratro di legno lascia il posto all’aratro di ferro, poi alla falce, via via fino al drone.

“Il fare filò animava il nostro territorio e la gente bei campi nel passato, oggi quel bel racconto agricolo si trasforma in questa progettualità, in un network importante per tutti coloro che operano ai fini organizzativi che sarà arricchente per tutti coloro che ne usufruiranno – afferma Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto -. Tutti abbiamo bisogno di riscoprire il valore della socialità e trovare una nuova dose di umanità, oltre che tenere accese le nostre comunità, soprattutto quelle più piccole. Per questo ci mettiamo a disposizione con le nostre aziende che conoscono già il termine della “multifunzionalità” e con questo progetto teatrale si apriranno anche a un nuovo modo di fare accoglienza. Come mondo agricolo abbiamo bisogno della vicinanza della cittadinanza per raccontare l’agricoltura di oggi, fatta di sfide economiche, ma anche sociali e sindacali. Necessitiamo di aprirci all’esterno per poter dialogare con le comunità fatta di persone e anche consumatori che potranno riscoprire l’agricoltura semplice e genuina”.

Fonte: servizio stampa Coldiretti Rovigo

 

21 luglio, al Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (Padova) la prima edizione della “Festa del giornalismo che non si arrende”

Patrocinata da Ordine Giornalisti e Sindacato Giornalisti Veneto si tiene lunedì 21 luglio prossimo, sull’ aia del circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco, la prima edizione della “Festa del Giornalismo che non si arrende”, promossa da Argav. L’iniziativa, che si ripeterà annualmente, vuole essere un momento di incontro fra i gruppi dirigenti delle varie articolazioni organizzative di una categoria che crede nella funzione democratica del proprio lavoro e per questo è impegnata a valorizzarne la professionalità.

La serata, che avrà inizio alle ore 20.00, sarà imperniata sulla figura di Angelo Beolco, detto Ruzante che, attraverso l’arte scenica, fu difensore del mondo dei contadini pavani (padovani). Ne parlerà Francesco Jori, giornalista e scrittore, mentre Ferruccio Ruzzante, giornalista ed editore, focalizzerà l’attenzione sull’opera del critico ruzantiano, Guido Boldrin; toccherà poi a Remigio Ruzzante, giornalista e attore, interpretare alcuni passi del celebre commediografo. Ospiti della serata saranno anche Paolo Perini, cantautore, scrittore e guida ambientale, nonché Luca Perrino, giornalista e presidente dell’associazione “Leali delle notizie”, che organizza il Festival del Giornalismo a Ronchi dei Legionari, in provincia di Gorizia.

La serata si svolgerà in un rilassante ambiente rurale e sarà accompagnata dal convivio della tradizione, che caratterizza le attività di Argav

A tessere le fila dell’incontro sarà Fabrizio Stelluto, presidente Argav, mentre Efrem Tassinato, giornalista chef presidente Wigwam, presenterà a fine serata una selezione di prodotti del territorio: dalle insalate del Medio Brenta (con Elena Marcon de La Marostegana di Piazzola sul Brenta), all’olio evo dei Colli Euganei (con Silvia Callegaro del Frantoio Evo del Borgo di Arquà Petrarca), dalle carni e dai salumi della Bassa Padovana (con Stefano Beltramello di Artèmis di San Pietro in Gu) al Friulano, vino delle terre del Ruzante (con Roberto Lorin, presidente della Conselve Cantine e Vigneti).

18-27 luglio, a Roana, nel Vicentino, sull’Altopiano dei Sette Comuni, si celebrano i vent’anni di Hoga Zait, il Festival Cimbro

Dal 18 al 27 luglio 2025, Roana e le sue frazioni ospiteranno la ventesima edizione di Hoga Zait, il Festival Cimbro. Da vent’anni, la rassegna anima l’Altopiano dei Sette Comuni con escursioni, racconti, musica, spettacoli e laboratori che intrecciano comunità, paesaggio e tradizioni.

Nato nel 2006 e promosso dal Comune di Roana, Hoga Zait – che in cimbro significa “tempo alto”, quindi “tempo di festa” – è un festival culturale partecipato che valorizza l’identità cimbra attraverso un dialogo costante con altre minoranze linguistiche e culturali. Progetto inclusivo e condiviso, costruito ogni anno insieme a chi abita questi luoghi, il festival testimonia un legame profondo e secolare tra il territorio e la propria identità che affonda le radici nella storia dei Sette Comuni.

Un po’ di storia

Nel 1404 secondo il calendario veneto (1405 per quello attuale), le comunità dell’Altopiano si legarono spontaneamente alla Repubblica di Venezia, ottenendo in cambio il diritto di mantenere autonomia, lingua e costumi propri. Fu l’inizio di un’alleanza durata quattro secoli, che consolidò una cultura montana fiera e distinta. Gli abitanti dei Sette Comuni – in cimbro Sleege, Lusaan, Gènebe, Vüutsche, Gèlle, Rotz, Robaan (rispettivamente Asiago, Lusiana, Enego, Foza, Gallio, Rotzo e Roana) – conservarono un patrimonio fatto di lingua, leggende e relazioni comunitarie.

È da questa eredità che prende vita Hoga Zait, attraverso escursioni, spettacoli all’aperto, laboratori e incontri culturali: una proposta che punta a essere autentica e accessibile, con particolare cura per la qualità e la narrazione. Elemento distintivo è anche l’attenzione alle innovazioni culturali e ai progetti di ricerca sul territorio, come il Lab Village – Turismo, Cultura e Industrie Creative (venerdì 18 luglio ore 17:30, sala consiliare del Municipio di Canove) dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Questo laboratorio esplora nuove prospettive per un turismo culturale e sostenibile, valorizzando la memoria collettiva e le storie di vita degli abitanti attraverso esperienze sonore e artistiche innovative.

«Quest’anno Hoga Zait compie vent’anni: un traguardo importante per questo festival che non è soltanto un appuntamento culturale. È un’occasione per riappropriarsi della nostra identità particolare, per valorizzare quella cultura cimbra che rende unici Roana e l’Altopiano e al contempo li collegano ad altre realtà con cui condividiamo radici comuni”, dichiarano Marzia Rigoni, assessore al Turismo e Alessio Fabris, assessore alla Cultura del Comune di Roana. “Ogni edizione – continuano – è un ponte tra passato e futuro: coinvolge i giovani, dà valore al territorio e restituisce voce ai racconti, alle usanze, alla musica e ai sapori di una cultura che merita attenzione e rispetto. La ventesima edizione è un simbolo di continuità ma anche di innovazione e apertura: vogliamo che Hoga Zait continui a parlare a tutti, dentro e fuori il nostro territorio. Un grazie speciale va alle sei Pro Loco del nostro Comune, agli Schèllatragar, all’Istituto di Cultura Cimbra, alle associazioni culturali, ai volontari e a chi, anno dopo anno, rende possibile questo sogno. Che sia davvero un ‘tempo alto’ per tutti, per condividere e per sentirci parte di una storia che vive ancora»

A rendere unico Hoga Zait è il suo alfabeto simbolico, fatto di suoni, gesti e parole che affondano nelle radici della cultura cimbra. La Schèlla, antico campanaccio da malga, è al centro del rituale: un tempo legata alle mandrie, oggi accompagna la comunità nel riconoscersi parte di una storia collettiva. A portarla sono gli Schèllatragar, volontari che rappresentano i sei Lèntlen (le sei frazioni) del Comune di Roana. Durante il festival, ogni Schèllatragar, sfila con la propria Schèlla incisa in lingua cimbra, facendosi custode e narratore di un’identità montana profonda, fatta di gesti semplici e simboli antichi. La loro presenza accompagna i momenti più significativi della rassegna, aprendo cerimonie, concerti e spettacoli con la forza discreta della memoria collettiva.

Ma non è solo la campana a raccontare: è anche il modo in cui ci si veste, si cammina, si porta la propria storia addosso. Come ricordava nel XIX secolo l’abate Modesto Bonato, la cultura cimbra si esprimeva anche nel vestire: lana e lino locali, cappelli di feltro, fibbie d’acciaio, calze in cilestro, brache corte e cinture che distinguevano le classi sociali. È un’immagine viva di un’identità tramandata nei gesti quotidiani e ancora oggi evocata dalle cerimonie di Hoga Zait.

Il paesaggio è così un libro aperto: ogni frazione una tappa, ogni fuoco acceso un rito di comunità. Quest’anno, in occasione del 20° anniversario, il falò si concentra in un unico grande momento collettivo: venerdì 18 luglio a Mezzaselva, nella suggestiva località di Baito Erio.

Il festival si conferma anche un punto di riferimento per le realtà associative del territorio. Due fine settimana di eventi per ogni età: camminate, spettacoli nei boschi o nei teatri, laboratori esperienziali, presentazioni editoriali e progetti dedicati alla montagna.

Anche la musica è parte viva del racconto. Per l’edizione 2025, in occasione del ventennale, i concerti serali propongono un viaggio sonoro tra Alpi e Prealpi, tra lingue minoritarie e tradizioni che si incontrano e si trasformano. Un percorso musicale che rispecchia l’identità profonda del festival: radicata, ma aperta, capace di dialogare con storie affini e prospettive contemporanee. In scena, gruppi portatori di tradizione e formazioni giovani che ne rinnovano il linguaggio. Dal folk reinterpretato al cantautorato di confine, dal psych-folk al rap in lingua minoritaria. Ogni sera un concerto in una frazione diversa, tra malghe, prati e piazze (palazzetti in caso di maltempo). Per far vibrare, ancora una volta, il cuore dell’Altopiano.

Il programma completo della manifestazione è disponibile al link www.hogazait.it

Informazioni: IAT Roana, tel. 0424/694361 email: chalet@comune.roana.vi.it

Fonte testo e foto: servizio stampa Hoga Zait

I casoni lagunari ricostruiti in piazza nel Villaggio di Natale di Caorle (Venezia) per promuovere il pescato locale

unnamedA Caorle (Venezia) il villaggio natalizio, composta da oltre ottanta le casette distribuite per 2 chilometri lungo le vie cittadine, quest’anno si fa promotore del pescato locale. Storia e tradizione di sposano infatti nel “Villaggio dei Pescatori”, allestito in piazza Sant’Antonio con dei casoni tradizionali nei quali sarà offerto il pescato fresco di Caorle abbinato ai vini locali, con showcooking di ricette storiche per far rivivere i sapori autentici del territorio.

In mostra il saper fare antico

Per costruire le tradizionali costruzioni lagunari, un team di una decina di persone, aiutate dagli anziani del territorio, ha impiegato più di un mese, tagliando le canne che crescono “selvatiche” in laguna (materiale da costruzione d’eccellenza dei casoni, capace di far filtrare il fumo ma di fermare la pioggia) come si faceva un tempo e ha poi riallestito il casone come da tradizione. Un’esperienza che ha riportato in auge un saper fare antico, una tradizione, che la comunità di Caorle si sta impegnando a mantenere anche oggi viva. 

Proposti i tipici prodotti del mare caorlotto

Gli spazi saranno gestiti da figure storiche dell’enogastronomia locale, a loro sarà chiesto di proporre i tipici prodotti del mare caorlotto: il moscardino di Caorle, le cicale di mare (che tutti conoscono come “canoce”), ma anche seppie, calamari, triglie, vongole, canestrelli e sardine. La città lagunare è celebre anche per il suo mercato del pesce con trattative “silenziose” (i compratori sussurrano all’orecchio dell’astatore la propria offerta per la partita di pesce desiderata; ricevute varie offerte dai compratori, l’astatore aggiudica l’asta e invita chi ha fatto l’offerta più vantaggiosa a ripeterla a voce alta in modo che il procedimento sia trasparente per tutti) e l’occasione di mettere in mostra i casoni sarà unica nel suo genere. Il Villaggio di Natale chiuderà il 6 gennaio ed è organizzato da Confcommercio Portogruaro, Bibione e Caorle per il tramite della società di servizi Ascom Servizi Srl e dal Comune di Caorle, con il supporto della Fondazione Caorle Città dello Sport.

Fonte: servizio stampa Villaggio di Natale di Caorle

Il problema della denatalità il tema 2024 del Presepio artistico di Segusino (Treviso), visitabile dalla vigilia di Natale sino al 2 febbraio 2025

Presepio Segusino particolare 2019 7“Siamo una società egoista in cui cani e gatti prendono il posto dei figli”: il paradigma dell’egoismo umano citato da Papa Francesco qualche tempo fa ha fatto molto riflettere i segusinesi, tanto da farli convergere all’unanimità nel dedicare l’edizione 2024 del Presepio artistico all’importante tema della denatalità, fenomeno che affligge in particolare l’Italia da qualche decennio a questa parte.

Affermano gli Amici del Presepio, soci onorari Argav: “Papa Francesco punta l’indice sulla negazione della genitorialità, affermando che la società contemporanea sta vivendo un inverno demografico un po’ dettato dall’egoismo, ma anche un po’ dettato (aggiungiamo noi) da situazioni economiche incerte che potrebbero far preferire ai figli, gli amici a quattro zampe; rischiando però di condannare la nostra società a restare orfana del futuro. Papa Francesco ha ribadito questo messaggio in occasione dell’Epifania di due anni fa, un messaggio che potrebbe apparire un po’ ironico, ma che a noi, Amici del Presepio di Segusino, ha fatto riflettere e ci ha portato indietro nel tempo agli anni 20-40 del Novecento: gli anni della fame, ma anche gli anni dove le famiglie erano numerose e dove non mancavano i figli. Quei figli che poi hanno dato vita allo sviluppo economico e alla crescita che oggi tutti noi, comodamente, viviamo”.

Genitori si diventa

Continuano gli Amici del Presepio: “L’accontentarsi delle cucce piene lasciando le culle vuote, nonostante Papa Bergoglio affermi che “non basta mettere al mondo un figlio per dire di esserne padri o madri”, ci dovrebbe portare a ragionare sia sul come si può essere genitori (e non necessariamente si può esserlo solo biologicamente, e qui infatti il Papa cita l’adozione) ma anche il “come” lo si è. Padri e madri non si nasce, lo si diventa. E non lo si diventa solo perché si mette al mondo un figlio, ma perché ci si prende responsabilmente cura di lui: nell’etica religiosa, laica e nella responsabilità, dove il tutto si esplicita in un atto di puro amore unito all’insegnamento dei valori della persona nella società. Nel Presepio di Segusino, edizione Natale 2024 ci sarà questo forte confronto: l’oggi e il ieri, il nuovo e il vecchio, le nuove famiglie ricche di cani e gatti e le grandi famiglie di un tempo ricche di bambini. Le cucce piene, le culle vuote e le culle quando erano piene; il tutto vicino a quella che è la nascita più importante: quella di Gesù. Senza ovviamente il voler giudicare nessuno (non è sicuramente nostro compito farlo), ma solo ed esclusivamente con la volontà di voler aprire uno spunto di riflessione.

Informazioni per la visita

Il Presepio Artistico di Segusino (Treviso), allestito come di consueto nella ex casa del Cappellano, in viale Italia 270, sarà aperto tutti i pomeriggi dalla notte di Natale fino al 2 febbraio 2025, e i giorni festivi anche al mattino, gli orari completi e tutte le informazioni si possono trovare sul sito internet www.presepiosegusino.it sui canali social Presepio Segusino, oppure telefonando al 334.3797867. L’entrata è libera.

Alla scoperta dei presepi e dei borghi di Segusino

Ritorna a Segusino anche l’iniziativa “Alla scoperta dei presepi e dei Borghi di Segusino” con vari presepi allestiti nei borghi e una serie di eventi (dettagli nel sito sopracitato e nei canali social Presepio Segusino).

29 novembre, a Vipiteno (Bolzano) inizia il Natale delle campane (con mostra di quelle utilizzate in agricoltura)

Dal 29 novembre 2024 al 6 gennaio 2025 le vie del centro di Vipiteno (Bolzano) si illuminano per il Mercatino di Natale e le campane risuonano per il borgo medievale. Durante il periodo natalizio il centro si trasforma con il Mercatino di Natale in piazza Città. Il tema sono le campane, che risuonano dalla Torre delle Dodici che domina sul centro città addobbato a festa e dove è stato installato un carillon. Le campane scandiscono le giornate dell’Avvento mentre le vie del centro medievale si arricchiscono con le decorazioni natalizie, le bancarelle, le luci, il profumo del vin brûlé e dei dolci tipici, come i Zelten o lo Strudel, appena sfornati. Quello di Vipiteno è uno dei cinque mercatini di Natale originali dell’Alto Adige (gli altri sono Merano, Bolzano, Bressanone, Brunico).

Il carillon sulla Torre delle Dodici

La Torre delle Dodici che svetta sul centro medievale di Vipiteno è Il centro gravitazionale attorno a cui ruotano tutte le attività del Mercatino di Natale. Proprio su questa struttura in pietra del XV secolo, alta 46 metri e che divide Città Vecchia da Città Nuova, è stato montato un carillon con 25 campane realizzate dall’azienda austriaca Grassmayr. Da qui viene scandito il tempo dei mercatini con il carillon che suona dal lunedì al sabato alle ore 17 e la domenica alle ore 12. Ma gli appuntamenti clou sono per il sabato alle ore 17 e la domenica alle ore 12 quando piazza Città verrà avvolta da un suono ancora più armonioso con la musica dal vivo proposta da varie bande musicali che si aggiungerà al suono del carillon.

La via delle campane

La Città Vecchia di Vipiteno, all’interno del centro storico, durante il periodo dell’Avvento si trasforma nella “Via delle Campane”. In un piccolo museo dedicato si potrà scoprire la varietà delle campane utilizzate in agricoltura, mentre gli artigiani locali mostrano i loro prodotti realizzati a mano con amore e passione. Qui si potrà anche visitare una mostra di presepi.

La campana dei desideri a Monte Cavallo

In cima al Monte Cavallo, la montagna di casa per i vipitenesi, si può trovare una campana speciale: ognuno avrà la possibilità di suonare la “campana dei desideri”. Proprio sul Monte Cavallo si sviluppa il comprensorio sciistico di Vipiteno. La ski area è di dimensione contenute ma modernissima, ricca di servizi, con eccellenti piste per ogni livello. È raggiungibile direttamente dalla città con la nuova cabinovia del Monte Cavallo, inaugurata a dicembre 2022. Lo stesso impianto serve anche la pista da slittino illuminata e innevata più lunga d’Italia..

Orari d’apertura del mercatino di Natale Vipiteno

Dal 29 novembre 2024 fino al 6 gennaio 2025: tutti giorni dalle ore 10.00 – 19.00, 28 novembre dalle ore 17.00 – 19.00, 24 dicembre dalle ore 10.00 – 17.00 • 25 dicembre – apertura ridotta. Per ulteriori informazioni e il programma dettagliato: www.mercatinonatalizio-vipiteno.com

Fonte e credits foto: servizio stampa Società cooperativa turistica Vipiteno – Val di Vizze – Campo di Trens

20 novembre, alla biblioteca La Vigna di Vicenza la presentazione del calendario “El Poiana 2024”

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Anche quest’anno ritorna alla biblioteca “La Vigna” di Vicenza l’appuntamento con El Poiana, il vero ed autentico almanacco meteorognostico vicentino per l’anno 2024, che sarà presentato mercoledì 20 novembre alle ore 17.00. Con le illustrazioni litografiche di Galliano Rosset e i consigli dello chef Amedeo Sandri, il calendario offre molteplici e curiosi spunti sulla storia e sulle tradizioni popolari locali, alle cui ricerche ha collaborato anche il ristorante Molin Vecio di Caldogno (Vicenza).

Il filo conduttore

L’edizione 2024 del calendario ha come tema principale la vita delle campagne venete, un aspetto strettamente intrecciato con i progressi in ambito tecnico-agrario. Questi progressi erano il risultato del sapere accumulato dagli studiosi dell’epoca, spesso associati all’Università di Padova, da cui emergevano innovazioni e scoperte che poi venivano diffuse nelle campagne attraverso le cattedre di agricoltura. Sarà affascinante esplorare come le teorie e le scoperte degli studiosi siano state tradotte in metodi pratici per migliorare le coltivazioni, l’allevamento del bestiame e l’intero ciclo agricolo. La presentazione sarà un viaggio affascinante alla scoperta di come la scienza e l’istruzione abbiano avuto un impatto tangibile sulla vita quotidiana delle comunità agricole venete, creando una connessione vitale tra l’ambiente accademico e la realtà rurale.

Prospero Alpini

Una tavola speciale del calendario è dedicata a Prospero Alpini nel 470° anniversario dalla nascita, che per primo in Europa descrisse e disegnò la pianta del caffè, rendendo noto l’uso che veniva fatto dei suoi semi tostati per preparare una bevanda fino ad allora pressoché sconosciuta ai veneziani e a molta parte del nord Europa. La serata sarà allietata da un brindisi finale offerto dalla trattoria Molin Vecio.

Interventi

Danilo Gasparini, presidente del Consiglio scientifico della Biblioteca “La Vigna”, Galliano Rosset, scrittore, storico e illustratore, Amedeo Sandri, chef. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Da Natale sino alla prima domenica di febbraio 2024 torna il Presepio Artistico di Segusino (TV), l’edizione 2023 intitolata “…e noi? …800 anni da quella volta”

Natività Presepio Segusino 2021

Era il natale del 1223 quando un giovane di nome Francesco, a Greccio – un piccolo paesino del Lazio – diede vita a quello che fu il primo presepio della storia. Oggi, 800 anni dopo, l’associazione Amici del Presepio Artistico di Segusino (TV), che si sentono un po’ anche “discepoli” di San Francesco, vogliono ricordare nell’edizione 2023 questo evento e, insieme, l’arte della presepistica.

L’ambientazione del presepio di Segusino è sempre stata “segusinizzata”, riproponendo attraverso varie ambientazioni locali la natività di Gesù con l’intento di trasmettere il messaggio che Gesù è nato per tutti, in ogni luogo, in ogni paese, in ogni casa. Quest’anno, l’allestimento, iniziato già a fine agosto, terrà conto del celeberrimo anniversario e sarà dunque intitolata “…e noi? …800 anni da quella volta”, in omaggio a San Francesco, ma anche a una persona cara ai presepisti segusinesi, un parroco missionario messicano di origini segusinesi, mancato poco tempo fa.

Allestito come di consuetudine presso la ex casa del Cappellano, in Viale Italia 270, il presepio artistico di Segusino sarà aperto (ingresso libero) tutti i pomeriggi dalla notte di Natale fino al 4 febbraio 2024, i giorni festivi anche al mattino, gli orari completi e tutte le informazioni si possono trovare sul sito www.presepiosegusino.it oppure telefonando al 334.3797867. Nel sito si possono trovare anche tutte le informazioni inerenti alla rassegna “Alla Scoperta dei Presepi e dei Borghi di Segusino” che mette in mostra vari presepi, allestimenti natalizi e borghi unici tutti da scoprire, unitamente ad una serie di eventi musicali da non perdere.

Fonte: Associazione Amici del Presepio Artistico di Segusino

20 maggio 2023, alla Biblioteca La Vigna “il caso Laverda”, 150 anni di storia di uno dei maggiori produttori italiani di macchine agricole

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In occasione del 150° anniversario della fondazione della storica azienda vicentina Pietro Laverda, la Biblioteca Internazionale “La Vigna” presenta il convegno “Da archivio d’impresa ad impresa culturale: il caso Laverda“, che si terrà il prossimo 20 maggio alle ore 10.00 presso la sede della Biblioteca stessa, in contra’ Porta S. Croce, 3, a Vicenza.

Il convegno sarà l’occasione per presentare il progetto di valorizzazione dell’Archivio Laverda macchine agricole, avviato dalla Biblioteca “La Vigna” nel 2018 dopo la donazione da parte degli eredi, che ha consentito di preservare e promuovere un patrimonio culturale di inestimabile valore. L’archivio Laverda, infatti, conserva la memoria di uno dei maggiori produttori di macchine agricole dell’ultimo secolo, con documenti e testimonianze che raccontano l’evoluzione dell’azienda e della tecnologia agricola italiana. Sarà affrontato anche il tema del valore degli archivi storici industriali e della funzione di tutela come importante strumento per definire il valore pubblico degli archivi stessi, un patrimonio da preservare e valorizzare per le generazioni future. I documenti aziendali sono infatti elementi di importanza storica e culturale che vanno tutelati e valorizzati come patrimonio culturale, in grado di generare valore per la società attraverso la ricerca, la formazione e la divulgazione della cultura d’impresa.

Programma. Saluti iniziali Remo Pedon, presidente della Biblioteca Internazionale “La Vigna”, Danilo Gasparini, presidente del Consiglio scientifico della Biblioteca Internazionale “La Vigna”, Piergiorgio Laverda, storico della meccanizzazione agricola. Interventi: Annalisa Rossi, Soprintendente ai Beni Archivistici e Bibliografici del Veneto e del Trentino Alto Adige “Archivi & Heritage d’impresa: da asset a principio generativo di valore pubblico”, Primo Ferrari, archivista – Archivio Storico SDF “Il valore della memoria: l’Archivio storico SDF e il Museo SAME”, Team Progetto ALma – Archivio Laverda macchine agricole, Alessia Scarparolo, referente di progetto, Valentina Casara, grafico, Paolo Bordin, archivista “Il progetto di valorizzazione dell’Archivio Laverda macchine agricole”, Giovanni Luigi Fontana, presidente dell’Accademia Olimpica di Vicenza e Storico dell’Economia. Conclusioni. Moderatore: Raffaele Cavalli, consigliere scientifico Biblioteca Internazionale “La Vigna”. Partecipazione: in presenza, è gradita la conferma presso la segreteria della Biblioteca Internazionale “La Vigna”: info@lavigna.it |Tel. 0444543000.

Fonte: Biblioteca Internazionale La Vigna