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Al via la 7a edizione del premio “La Ghiandaia-custodi degli alberi”, candidature entro il 25 gennaio 2026

Veneto Agricoltura e Fondazione Alberitalia ETS indicono, per il 2025, la settima edizione del premio “La Ghiandaia – custodi degli alberi”, precedentemente noto come premio “Jean Giono – l’uomo che piantava gli alberi”.

Nonostante il nuovo nome, le finalità del riconoscimento sono rimaste le medesime: premiare persone che si siano contraddistinte per la promozione, la realizzazione e la gestione di alberi e arbusti in Italia o all’estero, fornendo ulteriore impulso alla promozione della cultura forestale produttiva e naturalistico-ambientale e della gestione sostenibile delle foreste. Il premio verrà assegnato il 6 marzo 2026, ma le candidature per la partecipazione dovranno pervenire entro il 25 gennaio a questo link

Fonte: servizio stampa Veneto Agricoltura

La protesta degli agricoltori contro il taglio della Pac di 90 milioni di euro (9 per l’Italia) arriva a Bruxelles

Il taglio di 90 miliardi di euro alla Politica Agricola Comune mette a rischio la sicurezza alimentare dell’Unione Europea e il futuro di milioni di agricoltori. È la denuncia lanciata da Coldiretti nel corso della grande mobilitazione pacifica a Bruxelles, dove migliaia di agricoltori provenienti da tutta Europa hanno gridato: “Non è questa l’Europa che vogliamo”.

“La presidente Von der Leyen sta portando avanti una strategia irresponsabile che colpisce al cuore l’agricoltura europea e penalizza in modo pesantissimo anche il Veneto – dichiara Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto –. Tagliare le risorse della Pac per dirottarle su altre voci di spesa significa minare la sovranità alimentare, aumentare la dipendenza dalle importazioni e mettere a rischio la salute dei cittadini. Senza agricoltori non c’è cibo, senza cibo non c’è futuro”.

La riduzione del 25% dei fondi Pac e la loro confluenza in un Fondo Unico Agricolo rappresentano una minaccia concreta soprattutto per i giovani agricoltori, per le aree rurali e per le aziende che operano nel rispetto di elevati standard ambientali, sanitari e sociali. Per l’Italia il taglio ammonta a 9 miliardi di euro, che diventano 90 miliardi se si considera l’intera Unione Europea.

“Mentre Stati Uniti, Cina e grandi potenze mondiali investono sull’agricoltura come settore strategico, l’Europa sceglie di smantellare il proprio sistema produttivo – prosegue Salvan –. Così si favorisce l’ingresso di prodotti stranieri che non rispettano le nostre stesse regole su pesticidi, ambiente e diritti dei lavoratori, come nel caso del Mercosur. Questo non è libero scambio, è concorrenza sleale”.

Coldiretti ribadisce la necessità di un’Europa diversa: più coraggiosa, meno burocratica e realmente vicina ai cittadini. Un’Europa che difenda il ruolo dell’agricoltura, garantisca reddito agli agricoltori, investa nelle filiere locali e promuova la trasparenza attraverso l’etichettatura obbligatoria di origine.

“Siamo europeisti convinti – conclude Salvan – ma questa Europa deve cambiare rotta. Servono risorse certe per la Pac, reciprocità negli accordi commerciali e rispetto per chi ogni giorno lavora nei campi custodendo territorio, ambiente e identità. Contro i contadini non si governa”.

Fonte testo e foto: servizio stampa Coldiretti Veneto

22 novembre, a Rovereto (Trento) l’incontro “Coltivare il futuro”: agricoltura, clima e innovazione al centro del Festivalmeteorologia di Rovereto

Il mondo agricolo sarà protagonista al Festivalmeteorologia 2025 con la giornata tematica “Coltivare il futuro: agricoltura, clima e nuove frontiere dell’innovazione”, organizzata da Agriduemila Hub Innovation in collaborazione con Co.Di.Pr.A., Condifesa Bolzano, Asnacodi Italia e con il supporto di università, enti di ricerca e partner istituzionali. L’iniziativa, che si terrà sabato 22 novembre tra il Teatro Rosmini e il Progetto Manifattura di Rovereto (Trento), offrirà un’occasione unica di confronto sui temi del cambiamento climatico, dell’innovazione tecnologica anche delle trattrici agricole e della sostenibilità del settore primario. Ingresso libero, previa iscrizione, bit.ly/meteo2025

Mattina – Clima, ricerca e agricoltura a confronto

La mattinata, ospitata al Teatro Rosmini, sarà dedicata alla lettura degli impatti del cambiamento climatico sul territorio alpino e al ruolo della ricerca scientifica, della meteorologia e delle istituzioni nel supportare le aziende agricole. Seguiranno quattro focus tematici che esploreranno il contributo della tecnologia e dei dati all’agricoltura sostenibile: dall’intelligenza artificiale applicata alla gestione climatica, al monitoraggio ambientale attraverso le api, fino all’evoluzione digitale in campo e alla nuova gestione del rischio agricolo. Tra i protagonisti: Fondazione Edmund Mach, Università di Trento – C3A, Università di Padova, Fondazione Bruno Kessler, Meteotrentino e rappresentanti del mondo assicurativo e del Sistema Asnacodi Italia-Condifesa. “Il cambiamento climatico ci impone di ripensare il modo in cui gestiamo il rischio in agricoltura – spiega Giovanni Menapace, presidente di Co.Di.Pr.A. – come Condifesa, vogliamo accompagnare gli agricoltori in questo percorso di innovazione e consapevolezza, unendo strumenti assicurativi, tecnologia e formazione. La sostenibilità non è solo un obiettivo, ma un modo nuovo di fare impresa agricola, perseguendo la redditività”.

Pomeriggio – Demo live: “L’intelligenza in campo”

Nel pomeriggio, l’evento si sposterà al Progetto Manifattura, dove si terrà la demo live “L’intelligenza in campo: la rivoluzione parte dai trattori”. Una dimostrazione dal vivo di macchine agricole intelligenti, dotate di guida autonoma, riconoscimento degli ostacoli e sistemi di raccolta dati, per mostrare concretamente come la tecnologia stia trasformando il lavoro nei campi. Durante l’esperienza, agricoltori e tecnici racconteranno le proprie esperienze dirette con l’automazione e l’agricoltura digitale, aprendo un confronto sulle prospettive di una filiera sempre più sostenibile, efficiente e connessa. “L’innovazione è la leva strategica per costruire un sistema agricolo più resiliente e competitivo – evidenzia Andrea Berti, direttore generale di Asnacodi Italia e Amministratore Delegato di Agriduemila Hub Innovation – la gestione del rischio oggi passa attraverso i dati, la digitalizzazione e la collaborazione tra tutti gli attori della filiera. Coltivare il futuro rappresenta un passo importante per condividere visioni e soluzioni concrete al servizio delle imprese agricole italiane”.

Un laboratorio di idee per l’agricoltura del futuro

L’evento “Coltivare il futuro” si inserisce nel programma del Festivalmeteorologia come spazio di dialogo tra ricerca, imprese e istituzioni, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo dell’agricoltura nella transizione ecologica e climatica. “La collaborazione tra scienza, tecnologia e mondo agricolo è la chiave per costruire un futuro più resiliente e competitivo – afferma Marica Sartori, direttore di Co.Di.Pr.A. –. Questo evento che rappresenta un passo concreto in quella direzione, ha appunto l’obiettivo di portare soluzioni in campo; gli agricoltori sono curiosi e disponibili all’innovazione ma giustamente dobbiamo responsabilmente trovare soluzioni che portino vantaggi concreti anche economici alle imprese agricole”. Ai partecipanti sarà consegnato un gadget agritech simbolo del legame tra innovazione, tecnologia e sostenibilità.

Fonte: Condifesa Trento

24-25 ottobre, Valle dei Laghi (Trentino). Il Reboro incontra il Chianti Classico nella manifestazione dedicata al vino appassito

Dal 24 al 25 ottobre r si tiene in Trentino, nella Valle dei Laghi, “Reboro. territorio & passione”, manifestazione che celebra il Reboro, vino frutto dell’appassimento dell’uva fino al tardo novembre sfruttando, come avviene per il Vino Santo, l’Ora del Garda. Si tratta di un prodotto unico che nasce da un progetto condiviso tra i 6 vignaioli della Valle dei Laghi.

Un vino dal grande potenziale sia perché parte da un’ottima uva sia perché si presta a grandi invecchiamenti che lo fanno diventare un vino dalla forte riconoscibilità. Dopo la vinificazione il vino viene lasciato maturare per tre anni in botti di rovere. Si dà così il via ad un processo di maturazione che porta a un vino morbido ed elegante, dal grande potenziale di invecchiamento. Un vino di colore porpora con riflessi dorati, mentre l’aspetto olfattivo sa di frutta matura, di amarena, abbinato alle note eteree dell’appassimento; il profumo è sempre mediato dall’invecchiamento in legno dove deve rimanere almeno per un anno. Il Reboro viene prodotto con il vitigno Rebo, un vitigno locale, frutto dell’incrocio tra il Teroldego e il Merlot. Un incrocio realizzato oltre 70 anni fa da Rebo Rigotti, genetista e agronomo nato a Padergnone (proprio in valle dei Laghi) e per anni presidente dell’Istituto agrario di San Michele all’Adige.

Per l’edizione 2025 i Vignaioli del Vino Santo Trentino ospitano la Toscana, precisamente la zona del Chianti. Sarà infatti il Chianti Classico, rappresentato dall’associazione Greve in Chianti, il protagonista del gemellaggio 2025. Un gemellaggio tra due terre unite da antiche tradizioni vitivinicole che resistono nel tempo. La zona di produzione del Chianti Classico ha origini antichissime. Furono gli Etruschi che vi introdussero la coltivazione della vite. Dopo l’epoca Romana il territorio conobbe secoli di decadenza fino al XII sec. quando la sua vocazione vinicola riemerse grazie alle famiglie Ricasoli e Antinori contribuendo a rendere la denominazione Chianti una delle più antiche della Toscana. I primi documenti risalgono al XIII sec. quando nacque la “Lega del Chianti” e nel 1716 il granduca di Toscana Cosimo III emanò il bando di tutela basata su criteri geografici. Il vino Chianti Classico DOCG oggi come allora può essere prodotto solo in una specifica area della Toscana: la terra del Chianti.

Programma venerdì 24 ottobre. Ore 17.30 – Cantina Pravis – Lasino, “Un racconto DiVino”, masterclass guidata da Giuseppe Carrus di Gambero Rosso; ore 20.00 – Cantina F.lli Pisoni – Pergolese, “I sapori del rosso rubino”, cena gourmet preparata dal Master Chef Walter Miori con i vini Reboro e Chianti Classico che saranno gli indiscussi protagonisti. Saranno presenti anche studenti e insegnanti della Scuola CFP ENAIP Riva del Garda.

Programma sabato 25 ottobre. TREK&WINE Escursione enoturistica alla scoperta del territorio della Valle dei Laghi. Parcheggio di Via Guà a Pergolese – ore 9,30. Da Pergolese lungo il fiume Rimone e tra i vitigni, si raggiunge il lago di Cavedine passando dai vitigni del Rebo, quindi si raggiunge la Cantina Pedrotti dove ci sarà una degustazione di Reboro e di Chianti Classico accompagnata da un piccolo tagliere di prodotti locali. Si torna poi a Pergolese alla Cantina F.lli Pisoni per un brunch: un piatto di orzotto al Rebo accompagnato dai vini Reboro e Chianti Classico. Guidati da Federico Poli, accompagnatore di Media Montanga

Tutti in carrozza con il trenino della Valle dei Laghi. Orari: 10 -15 e 15 – 20, ritrovo a Sarche parcheggio centro commerciale Un viaggio evocativo e suggestivo alla scoperta del Reboro e del Chianti Classico, un’esperienza enoturistica tutta da vivere e da gustare in tre Cantine della Valle dei Laghi. In ognuna delle tre cantine si incontrano due vignaioli della Valle dei Laghi e due vignaioli di Greve in Chianti esi potrà degustare i 12 vini protagonisti dell’evento: 6 di Rebo e Reboro (uno per vignaiolo della Valle dei Laghi) e 6 di Chianti Classico (uno per vignaiolo di Greve in Chianti). Ogni degustazione sarà accompagnata dai prodotti della tradizione trentina e toscana ed è previsto il pranzo e la cena. Programma viaggio in Trenino. Prima tappa alla Cantina Giovanni Poli di Santa Massenza dove insieme alla Cantina Maxentia incontrerete due Vignaioli di Greve in Chianti. La degustazione preceduta dalla visita alla Cantina, sarà accompagnata da un piatto di prodotti tipici trentini

Alle 11.30 si parte per raggiungere la Cantina F.lli Pisoni di Pergolese passando da Padergnone e Calavino, arrivo alle 12 visita alla Cantina e alle 12.30 pranzo con un tagliere di prodotti dei territori trentini e un piatto di Orzotto al Rebo. Alle 13,30 partenza per la Cantina Pedrotti dove vi attende la degustazione di due dolci: la torta di fregoloti trentina e il castagnaccio toscano accompagnati dalla degustazione di un calice di Rebo, di Reboro e di due Chianti Classico. Alle 15 si ritorna a Sarche.

Wine Experience. Dalle 11 alle 19 nelle cantine della Valle dei Laghi F.lli Pisoni a Pergolese con Pravis, Gino Pedrotti a Pietramurata con Francesco Poli, Giovanni Poli a S. Massenza con Maxentia. Tre cantine dell’associazione Vignaioli Vino Santo aprono le loro porte per accogliere le altre tre realtà del territorio e in ognuna potrai incontrare anche due cantine dell’Associazione Greve in Chianti. Due vini simbolo, due territori uniti dalla passione per la viticoltura, raccontati direttamente dai loro vignaioli. Ogni calice sarà accompagnato da specialità gastronomiche tipiche delle due terre. Le cantine di Greve in Chianti sono: Castello Vicchiomaggio, Castello di Querceto, Fattoria Santo Stefano, Tenuta di Nozzole (Folonari), Conti Capponi (Villa Calcinaia), 20 € una degustazione (4 vini), 35 € due degustazioni (8 vini), 45 € tre degustazioni (12 vini)Non è necessaria la prenotazione, le degustazioni si acquistano direttamente nelle cantine.

Buono, pulito e giusto, alle 11,30 – Casa Caveau del Vino Santo, Padergnone, a tavola con il Reboro, il Chianti Classico e i cuochi dell’Alleanza Slow Food. Una degustazione in dialogo con Slow Food e con i cuochi dell’Alleanza, per scoprire il valore del cibo buono, pulito e giusto e l’importanza di custodire la biodiversità. Il cuoco dell’Alleanza Slow Food Fiorenzo Varesco, proporrà un assaggio di due piatti realizzati combinando olio extravergine di oliva, carne salada, noci del Bleggio, marroni di Drena e formaggi – protagonisti del Mese del Gusto. A chiudere l’esperienza un dolce. In abbinamento i vini protagonisti della manifestazione: Reboro e Chianti Classico. Tutte le informazioni sul sito: www.vinosantotrentino.it E’ possibile chiamare il 349-3365446 o scrivere via mail a: info@vinosantotrentino.it iscrizioni e info anche sul sito di Garda Trentino http://www.gardatrentino.it/reboro

Fonte testo e foto: servizio stampa Associazione vignaioli vino santo trentino

Venezia. Nell’ambito di “Saor, sapori e saperi veneziani in festa” (10-12 ottobre), speciale lezione di cucina sostenibile organizzata il 10 ottobre dal consigliere Argav Maurizio Drago, partecipazione gratuita su iscrizione

Dal 10 al 12 ottobre 2025 Venezia tornerà ad accogliere “Saor, sapori e saperi veneziani in festa”, il festival diffuso che celebra il patrimonio gastronomico veneziano con lo sguardo rivolto al futuro: sostenibilità ambientale, inclusione alimentare, creatività e condivisione culturale.

Nell’ambito della manifestazione, in collaborazione con Agrifood Management and Innovation Lab di Venice School of Management dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, il consigliere Argav Maurizio Drago, giornalista enogastronomico, organizza venerdì 10 ottobre, dalle 16.30 alle 18.30, l’incontro “L’emozione di realizzare un piatto con quello che c’è in casa: la cucina come atto creativo e sostenibile”. In particolare, un cuoco mostrerà come realizzare un piatto a partire dagli ingredienti del “frigo di casa”. Seguirà un confronto con un ristoratore sulle pratiche anti-spreco (tra cui figura la doggy bag). A conclusione, degustazione di tipicità veneziane e venete presso Spazio Ristorativo “La Corte” di ESU – Campus Economico San Giobbe (Fondamenta S. Giobbe, Cannaregio 873).

La partecipazione è gratuita, ma Il numero dei partecipanti è limitato, consigliabile effettuare l’iscrizione quanto prima al link  https://www.eventbrite.it/e/lemozione-di-realizzare-un-piatto-con-quello-che-ce-in-casa-tickets-1765163614889?aff=oddtdtcreator

26 settembre: dedicato alla biodiversità perduta e ritrovata il corso di aggiornamento Org Veneto/Argav in programma al Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (Padova)

Si svolgerà venerdì 26 settembre p.v., a partire dalle ore 18.30 fino alle 20.30, il corso di aggiornamento professionale Org Veneto organizzato in collaborazione con Argav al circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (Padova) e dedicato alla biodiversità perduta e ritrovata (2 crediti, iscrizioni piattaforma Sigef).

Il corso si propone di affrontare l’evoluzione del concetto di biodiversità attraverso esperienze concrete (in Veneto ed Ecuador), ma anche attraverso l’immagine mediatica e iconografica. Tra gli argomenti trattatati: come è stata salvata la biodiversità di un sito Natura 2000 unico al mondo: l’intervento di Vallevecchia; come l’Ecuador sta ricostruendo l’ecosistema locale: il progetto Otonga; la biodiversità nella comunicazione visuale; adattamento alla crisi climatica: piccolo breviario di informazioni, che non fanno (ancora) notizia.

Moderato dal presidente Argav Fabrizio Stelluto, il corso avrà come relatori Lorenzo Furlan, scienziato, entomologo, dirigente “Veneto Agricoltura”; Lorenzo Cogo, ricercatore ornitologico e illustratore; Marco Marinacci, architetto e docente di storia dell’arte moderna e contemporanea.

16-18 settembre 2025, il mondo dello GeoScienze si dà appuntamento a Padova

Dal 16 al 18 settembre p.v. si svolgerà al Padova Congress il Congresso nazionale congiunto della Società italiana di mineralogia e petrologia e della Società geologica Italiana. La tre giorni vedrà la partecipazione di 1.000 scienziati che in 38 sessioni presenteranno 1.100 ricerche inedite.

Un invito alle istituzioni a dialogare con il mondo delle scienze

Questo congresso vuole essere uno spazio di incontro, dialogo e confronto, per mettere sotto i riflettori il ruolo cruciale delle Geoscienze – italiane e internazionali – nel costruire il nostro futuro, sulla Terra e oltre. Il mondo infatti sta cambiando e con esso le sfide che dobbiamo affrontare. Negli ultimi cento anni la popolazione mondiale è quadruplicata, passando da 2 a 8 miliardi, e potrebbe arrivare a 11 miliardi entro il 2100. Questo significa una maggiore necessità di acqua, cibo, energia e materie prime, ma anche una responsabilità sempre più grande: vivere in armonia con il nostro Pianeta, per noi e per chi verrà dopo di noi.

Trasformare le sfide in opportunità

“Le Geoscienze non sono nuove a queste sfide. Da sempre ci aiutano a rispondere alle grandi domande (Perché ci sono terremoti? Come si formano i minerali? Da dove veniamo?) e oggi si pongono al centro della ricerca di soluzioni per costruire un futuro sostenibile. Dalle strategie per la gestione delle risorse naturali alle tecnologie che rendano le nostre comunità più resilient. Le Geoscienze offrono gli strumenti e le conoscenze per convivere in maniera più armoniosa possibile con l’ambiente che ci circonda”, afferma Paolo Mazzoleni, presidente della Società italiana di mineralogia e petrologia.

“I cambiamenti climatici indotti e amplificati dalle attività umane stanno già lasciando il segno: riscaldamento globale, desertificazione, innalzamento del livello del mare, aumento della frequenza di eventi estremi come alluvioni e frane. Questi fenomeni rappresentano sfide complesse ma allo stesso tempo stimolano l’innovazione. E non è tutto: mentre affrontiamo le urgenze terrestri, ci prepariamo a guardare oltre il nostro pianeta. L’esplorazione spaziale e persino la futura colonizzazione di altri pianeti aprono nuove frontiere per le Geoscienze, che saranno essenziali per comprendere questi ambienti! La Geologia in questo periodo vive un periodo di crisi di “vocazioni” e nonostante la figura del geologo sia particolarmente richiesta nel mondo, abbiamo carenza di geologi. Questo congresso vuole essere un momento di confronto e discussione tra il mondo dell’Università e il mondo della professione, della politica e delle istituzioni, cioè tra chi prepara giovani geologi e chi ne protegge la figura di libero professionista e chi legifera. Si tratta di mondi che spesso hanno avuto visioni divergenti, ma che in questo momento, più ancora che in passato, hanno la necessità di collaborare, anche perché hanno il fine comune di aumentare il numero di iscritti”, afferma Rodolfo Carosi, presidente della Società geologica italiana.

Tra i partecipanti al congresso padovano ci sarà anche Luca Parmitano, astronauta dell’Agenzia spaziale europea, che condividerà la sua visione del pianeta Terra dallo spazio, guardando verso nuove frontiere e parlerà delle future missioni sulla Luna e su Marte.

Fonte: servizio stampa Congresso Nazionale congiunto Società italiana di mineralogia e petrologia e Società geologica Italiana

Porcini e finferli: parte la stagione dei funghi sulle montagne venete. Coldiretti: “Condizioni ideali, ma raccolta solo in sicurezza e nel rispetto del bosco”. Ecco il vademecum!

È ufficialmente partita anche sulle montagne del Veneto la stagione dei funghi. Il mix di piogge e caldo ha favorito una nascita eccezionale di porcini, finferli e altre varietà, in particolare nei boschi del Cansiglio, Altopiano di Asiago, Monte Grappa, Nevegal e Dolomiti Bellunesi. Lo segnala Coldiretti Veneto, che insieme a Federforeste ha elaborato un vademecum “acchiappa funghi” per consentire a tutti di godersi questa attività in sicurezza e nel rispetto dell’ambiente.

Le regole da seguire: sicurezza, ambiente e buone pratiche

La ricerca dei funghi richiede preparazione, attenzione e rispetto della natura. Ecco alcune semplici ma fondamentali indicazioni: scegliere percorsi adeguati alle proprie condizioni fisiche e mentali, evitando itinerari troppo impegnativi. Informare qualcuno sul luogo dell’escursione e, se possibile, non andare da soli. Controllare sempre il meteo, poiché i temporali estivi sono pericolosi in ambiente boschivo. Indossare abbigliamento adatto: scarponi con suola scolpita, capi a strati e zaino con l’essenziale. Raccogliere solo i funghi che si conoscono con certezza, rivolgendosi al servizio micologico dell’ULSS in caso di dubbi. Non distruggere i funghi sconosciuti e non danneggiare la flora. In molte aree è necessario il tesserino o un permesso: informarsi sempre sulle normative locali. Vietato l’uso di rastrelli e uncini, che danneggiano il micelio e compromettono la riproduzione dei funghi. Pulire i funghi sul posto per favorire la diffusione delle spore. Trasportarli solo in cestini rigidi e areati, mai in sacchetti di plastica.

‘Il mancato rispetto di queste regole può comportare multe salate e il sequestro del raccolto”, avverte Coldiretti. Il Veneto, con la sua ricca biodiversità forestale, rappresenta uno dei territori più vocati alla raccolta dei funghi. L’attività, oltre al valore ricreativo, ha anche un’importanza economica, sostenendo filiere locali e alimentando mercati, ristorazione e sagre tradizionali.

14-17 agosto, a Codevigo (Padova), nel borgo di Rosara, c’è il CassoPipa Festival, con grigliata a Ferragosto

Dal 14 al 17 agosto 2025 a Codevigo (Padova), nel borgo di Rosara , nell’area con giardino e tensostruttura dell’Unità Pastorale di Codevigo, si svolge il CassoPipa Festival – Edizione di Ferragosto, format gastronomico itinerante nato a Chioggia nel 2024 e dedicato alla valorizzazione della cucina lagunare e rurale, alla filiera corta e alla comunità locale. Il festival, oltre a portare in tavola pietanze a base di ingredienti “dal produttore al consumatore”, offre anche un’opportunità concreta di lavoro ai pescatori nei periodi di fermo biologico, coinvolgendoli direttamente nella preparazione dei piatti e acquistando pescato dalla piccola pesca locale. Una scelta che sostiene la filiera corta, l’economia del mare e rafforza la comunità.

Programma

La manifestazione propone un’area Cucina della Laguna con piatti tipici preparati da pescatori-cuochi, un’area Street Food Farm to Fork, con carni, verdure e formaggi locali, una zona Degustazioni & Birre Artigianali con la presenza di birrifici veneti selezionati, uno spazio Comunità & Artigianato, dove esporranno produttori e artigiani locali e un’area Ttavolate & Convivialità, con posti a sedere condivisi. Le cene sono ogni sera dalle 18.30, mentre evento clou della kermesse sarà la grigliata di Ferragosto, dalle 10.30 alle 16.30. Durante il festival saranno esposti i disegni frutto del concorso per i bambini “Disegna il campanile di Chioggia”, ossia quello di Sant’Andrea di Chioggia, che ospita il più antico orologio da torre al mondo.

Ulteriori informazioni: https://www.cassopipa.it https://www.facebook.com/cassopipastreetfoodfestival

Fonte foto e testo: servizio stampa CassoPipa Festival

Dalle Bonifiche Venete all’Europa: il Consorzio Adige Euganeo in prima linea contro la salinizzazione dei suoli con il Progetto VENUS

Nelle aree più depresse della gronda lagunare di Venezia, dove il terreno giace sotto il livello del mare anche di 3-4 metri e la minaccia della salinizzazione si acuisce anno dopo anno a causa della risalita del cuneo salino, il Consorzio di bonifica Adige Euganeo è pioniere di un’iniziativa fondamentale per il futuro dell’agricoltura e dell’ambiente. Parte integrante del progetto internazionale VENUS, un’operazione finanziata dal programma PRIMA di Horizon 2020, il Consorzio sta conducendo una sperimentazione cruciale per comprendere e contrastare gli effetti devastanti del cambiamento climatico e della crescente salinità dei suoli.

La sfida globale e la risposta locale

La regione mediterranea, infatti, è un epicentro di pressioni ambientali. Il riscaldamento globale, l’aumento demografico, l’agricoltura intensiva e la desertificazione stanno erodendo la disponibilità di acqua dolce e la produttività dei terreni agricoli. Di fronte a queste sfide, il progetto VENUS, del valore di oltre 4 milioni di euro, nasce con l’ambizioso obiettivo di dimostrare il potenziale ambientale ed economico di specie vegetali neglette e sottoutilizzate (NUS). Si tratta di piante resilienti che, richiedendo poca acqua e adattandosi a suoli aridi e salini, possono trasformare terreni marginali in aree produttive, migliorando la qualità del suolo e prevenendo conflitti per le risorse idriche.

Il cuore della sperimentazione nel Veneziano

Nel comprensorio del Consorzio di bonifica Adige Euganeo, l’applicazione pratica di questa visione è già una realtà. Due aree sperimentali, di 4.000 metri quadrati nei pressi dell’impianto Gesia a Cavarzere e di 8.000 metri quadrati presso l’impianto Zennare (vedi foto in alto) a Chioggia, sono diventate il fulcro di uno studio pionieristico. Qui, alla fine di maggio di quest’anno, dopo approfondite diagnosi sulla salute e la struttura del terreno – parametri confrontabili con quelli delle altre aree coinvolte a livello internazionale – sono state trapiantate alcune delle varietà testate già lo scorso anno, con un preciso sesto d’impianto. Si tratta di specie come la Salicornia, l’Atriplex, la Beta Marittima, la Salsola oppositifolia e la Suaeda Maritima. In alcuni casi, queste piante sono state abbinate a coltivazioni di pomodoro, permettendo un confronto diretto sul successo colturale in terreni limosi e salsi, tipici della gronda lagunare. Un primo trapianto era già stato effettuato lo scorso novembre, e i risultati finora sono incoraggianti: tutte le specie stanno trovando un ambiente favorevole, dimostrando la loro intrinseca resilienza.

Verso il “nuovo mais”

“Ci sono grosse aspettative – spiega Lorenzo Frison, ingegnere del Consorzio di bonifica Adige Euganeo e responsabile del progetto – non solo in termini di risultati colturali, ma soprattutto nella direzione di capire quanto queste piante possano aiutare concretamente nella desalinizzazione dei suoli”. Tra qualche mese, le prime analisi, che saranno condotte da un laboratorio greco, determineranno il valore e la quantità di principi attivi contenuti nelle coltivazioni. È un aspetto cruciale, poiché si tratta principalmente di piante con un elevato potenziale per l’industria farmaceutica. Il progetto VENUS, che coinvolge 12 partner da 8 paesi mediterranei (Italia, Grecia, Spagna, Egitto, Giordania, Marocco, Algeria, Tunisia), non si limita alla sperimentazione agronomica. Il suo orizzonte è molto più ampio: mira infatti a costruire una filiera completa e un mercato che possa rendere remunerativa la produzione di queste colture. Frison non nasconde l’ambizione: “Per quanto ci riguarda, da queste piante potrebbe nascere il successore del mais. Il nostro intento è proprio quello di offrire una nuova possibilità di coltura a quelle aree che, purtroppo, lottano ogni giorno con la salinizzazione dei suoli”.

Un dialogo costante per soluzioni innovative

Naturalmente, la ricerca richiede prudenza. “Ci sono ancora tante cose da valutare – avverte Frison – per esempio, dobbiamo accertarci che alcune varietà non si rivelino infestanti”. Per questo, il progetto prevede un confronto costante e capillare con i partner internazionali e il coinvolgimento diretto degli operatori agricoli dei territori interessati. La collaborazione con gli altri paesi, infatti, è fondamentale per integrare conoscenze tradizionali e tecniche moderne, sviluppando soluzioni adattabili alle specifiche condizioni del Mediterraneo. Il prossimo appuntamento internazionale del Consorzio sarà il 10-11 settembre, quando si terrà un incontro sull’Isola di Chios, in Grecia, per valutare i progressi. Intanto, per gli agricoltori e la cittadinanza del territorio, il Consorzio di bonifica Adige Euganeo sta organizzando un open day presumibilmente nel mese di novembre. Sarà l’occasione per toccare con mano l’innovazione che, partendo dalle bonifiche venete, si proietta a livello internazionale per affrontare le sfide più urgenti del nostro tempo. Il progetto VENUS si afferma così come un passo decisivo verso un futuro agricolo più resiliente e sostenibile, un futuro in cui il Consorzio di bonifica Adige Euganeo gioca un ruolo da protagonista.

Fonte testo e foto: servizio stampa Consorzio di bonifica Adige Euganeo